• DrMichaelFlorentine
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    • 14 marzo 2014 in Amore, Vita

    19 marzo, la Festa del Papà : la casa in cima alla montagna

    Negli anni passati delle Feste del Papà sinceramente mi sono ricordato soltanto poche volte, qualche anno fa è arrivata la volta in cui proprio nel giorno della Festa del Papà ho saputo che lo avrei perso nel giro di massimo un paio di anni, da quel momento la Festa del Papà ha assunto un significato diverso.

    I Babbi (come si dice a Firenze), per chi come me è stato davvero fortunato, sono persone serie, sono Babbi e basta, sembra che siano nati così, uomini seri, grandi lavoratori, che da sempre danno tutto alla famiglia senza mai pensare a se stessi, pronti a lasciarti sbagliare per poi riprenderti in modo anche duro quando arriva il momento giusto affinché tu impari come funzionano le cose.

    Quando ero un ragazzino tutto questo mi sembrava dovuto, lui era il Babbo, poi crescendo ho capito il profondo amore che c’è stato dietro questa completa dedizione alla famiglia, lui non era diverso, si è soltanto sacrificato per qualcosa in cui credeva, questo non significa che non gli sia costato farlo, sicuramente gli è venuto dal più profondo dell’anima e con tanto amore, altrimenti non lo avrebbe fatto, che poi non sia stato facile ora lo comprendo pienamente e lo apprezzo davvero.

    Questi giorni sul GT stavamo parlando con Aurè del sogno della casa in cima alla montagna, quella in cui uno vive cibandosi di animali selvatici, con due cagnacci (anzi tre) per non fare avvicinare nessuno e una puntata mensile in paese per le provviste di base e magari per una visita al bordello: la pace.

    Mi ricordo che in estate quando finivano le scuole anche mia Madre era libera, lei aveva un scuola privata di moda che nei mesi estivi era chiusa, quindi prendeva armi e bagagli, cioè il sottoscritto e mia sorella, e ci portava al mare dove abbiamo una casetta, il Babbo lavorava duro e veniva da noi soltanto per il weekend, a volte questa cosa mi faceva tristezza, noi al mare e lui a Firenze con quel caldaccio afoso che non ti fa nemmeno respirare e per giunta al lavoro. Dopo la maturità poi io in estate andavo via con gli amici, mia Madre al mare con mia sorella che è molto più giovane di me ed il Babbo sempre al lavoro.

    Nel periodo universitario un mese di agosto sono dovuto rimanere a Firenze a studiare perché volevo dare due esami nel primo appello di settembre ed ho avuto modo di osservare la sua vita in quei mesi afosi, solo ora mi rendo conto che anche lui si era ritagliato la sua piccola casa in cima alla montagna, almeno nei mesi estivi, preferiva stare a lavorare, ora capisco il perché e lo comprendo perfettamente.

    E’ sempre stato un Babbo davvero esemplare, lavorava duro, sopportava con infinita pazienza tutte le cheche di mia Madre, che pure essendo lei anche ora una Mamma più che perfetta è pur sempre una donna e che quindi gli ha piantato le dovute rotture di coglioni, in più la sera quando tornava doveva anche prendersi carico di tutti i casini che quando eravamo più grandi piantavamo io e mia sorella. Nei mesi estivi quest’uomo trovava finalmente un po’ di pace.

    Mi ricordo quel mese di agosto a Firenze, ormai ventenne, osservavo curioso la sua vita senza mia Madre, il bell’Antonio apparecchiava soltanto mezza tavola (notare mezza) e soprattutto non la sparecchiava mai, così quando tornava la sera si limitava a metterci un nuovo piatto sopra.

    Non troppo lontano da quello che facevo io da single e da quello che faccio anche ora quando sono senza mia Moglie, cioè nemmeno apparecchio sul tavolo, metto semplicemente una tovaglietta sopra la lavastoviglie e mangio direttamente lì sopra, così quando finisco apro direttamente il portellone della lavastoviglie e butto tutto dentro risparmiando il tragitto fino al tavolo.

    Qualche tempo fa sul GT qualcuno (non mi ricordo chi) è finito nello Scrigno per un bellissimo commento a proposito delle donne dicendo qualcosa tipo “la fabbrica delle nostre Mamme ha ormai chiuso da tempo”, verità universalmente condivisa penso, però se devo essere onesto, almeno per quello che mi riguarda, sono tristemente costretto ad ammettere che per me ha chiuso anche quella dei Babbi, non sono così sicuro che anche con l’amore riuscirò mai a trovare la forza, lo spirito di sacrificio e la dedizione che serve per fare questa cosa.

    Grazie Babbo e perdonami se forse non riuscirò ad essere al tuo pari in questo, di cose ne ho fatte altre e alcune ti hanno comunque dato delle belle soddisfazioni, tu comunque hai sicuramente fatto di più ; )


    DrMichaelFlorentine ha scritto anche:




    • Eh…e chi lo sa…in genere non siamo buoni giudici di noi stessi, così come non lo siamo neanche degli altri se é per questo, ma mentre vero é che uomini e donne d’altri tempi avevano un’altro spessore rispetto agli standard odierni mi piace anche pensare che magari una o due cose giuste possiamo riuscire a combinarle anche noi e che un che positivo nei cuori e nei ricordi di coloro con cui abbiamo a che fare saremo in grado di lasciarli.
      Anzi, nel caso tuo, CaVo Fratello, così come per pochi altri Amici ne sono sicuro… :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 14 marzo 2014 at 15:37

      LittleTruths,

      Grazie per la stima Fratello. Ci vediamo dopo per questi due spaghi insieme ;-) :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 15 marzo 2014 at 11:35

      Mi viene in mente il mio di Babbo, spesso molto rigido ma comunque una presenza costante, totale…..uno che c’ era, su cui potevamo contare, sapevamo che era in prima linea e si sarebbe preso carico di tutto fino alla fine.
      Purtroppo se ne è andato che io ero ancora un ragazzino, per cui il nostro rapporto si è interrotto prima che io fossi in possesso della maturità necessaria per affrontare con lui certi argomenti, tante domande che avrei voluto fargli e tanti argomenti di cui avrei voluto e vorrei ancora parlare a 360 gradi….questa mancanza purtroppo è un peso che sento.
      Ad ogni modo sono anch io assolutamente convinto come Little, che riuscirai a fare un lavoro buono tanto quanto quello di tuo Babbo!
      Non mangiate ambedue sulla lavastoviglie….va bene che siamo pirati ma un minimo di decenza ci vuole cazzo! :)) :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 15 marzo 2014 at 13:06

      CCSP,

      Bravo CCSP rendiamogli un pò di onori a questi Babbi. E’ davvero triste quando vengono a mancare prematuramente, E’ comunque importante e bello se ne conservi un buon ricordo, ora che sei grande le tue domande le puoi fare lo stesso, anche se non ti risponde puoi comunque ricordarlo come persona e per comportamenti, le risposte interiormente ti arrivano lo stesso.

      Io ho avuto la fortuna di poterci parlare anche nell’ultimo momento di lucidità che ha avuto, il giorno dopo poi ha perso definitivamente conoscenza e lo hanno messo in coma farmacologico per lasciarlo spirare in pace senza troppo dolore.

      Le sue parole sono state tutte per sua Moglie, mi ha detto, io sono arrivato alla fine lo sento, mi raccomando prenditi cura della Mamma, lei ha sempre fatto tanto ed in questa malattia ha dato il massimo per me. Seguigli tutti i fogli, condominio, scadenze varie che lei non è abituata e portagli rispetto senza farla arrabbiare, a tutto il resto ci ho già pensato io, non avrà bisogno di altri aiuti.

      Poi mi ha chiesto se poteva stare tranquillo sul fatto che io e mia sorella ci sentissimo a posto, voleva essere sicuro di aver fatto per noi le stesse cose, senza differenze e disparità di trattamenti.

      Gli ho detto tutto a posto Babbo, conta su di me, hai fatto un lavoro esemplare con tutti, fai buon viaggio e l’ho abbracciato. Lui ha aggiunto : la famiglia è l’unica cosa importante della vita, ricordatelo.

      Grazie per le tue parole CCSP, non ti preoccupare, Little l’ho messo a sedere al tavolo, niente lavastoviglie :-)

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    • Seduto a tavola si…e che tavola…quando mi sono rimesso in macchina per proseguire il viaggio m’è toccato sbottonarmi jeans e cintura perché senò la panza non ci stava! :pig

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      • aurelius
      • aurelius

      • 15 marzo 2014 at 22:33

      CaVo Michele da Florentia, un bell’affresco. Oltre che personale, su una generazione di padri, di uomini, di Italiani che certo hanno tirato su’ i figli, la famiglia, anche il Paese, perche’ no. Ora io credo che come spirito ed intenti ne abbiamo assorbito; forse le scelte della vita e la vita stessa sono cambiate cosi tanto dai loro giorni, che un paragone non si puo’ fare. neanche sentirci meglio o peggio. Diversi sicuramente, l’importante e’ aver fatto e continuare a fare scelte in quell’ottica. O almeno cercare di ricordarne gli insegnamenti, i desideri e le aspettative. Poi si sa’…la Vita e’ sempre sto’ Battello che sbuffando arranca di porto in porto. E fortunato colui che avra’ una navigazione dritta e a mar calmo; e che se ne accorga soprattutto, e ringrazi gli Dei per questo.
      Io l’ho perso non molto tempo fa’. Non ci vedevamo da dieci e passa anni. Ed anche prima, rapporti complessi e tribolati. Non sono stato vicino nella dipartita. Ma molte cose sue le porto dentro, le metto in pratica, credo, tutti i giorni. E lo immagino sereno camminare per i Campi Elisi con mia madre, che finalmente lo riabbraccia. E che me ne mandino un briciolo anche a me di serenita’.

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 marzo 2014 at 0:08

      LittleTruths,

      Ehhh Little non esagerare dai …. due cose messe insieme dopo una dura giornata di lavoro, il pezzo forte lo avevi portato tu, il buon Ron da Pirati :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 marzo 2014 at 0:21

      aurelius,

      Grazie Aurè, hai detto proprio bene, padri, uomini, Italiani, che certo hanno tirato su i figli e la famiglia, ma sicuramente anche il Paese ;-)

      Mi dispiace che con il tuo sia stato un rapporto così conflittuale, un pò lo è sempre comunque, tra uomini funziona così, anche io con lui ho avuto i miei bei momentini e pure per colpa mia, piena proprio, se comunque continui a portare dentro molte sue cose che cerchi di mettere in pratica nella quotidianità significa che il suo ruolo lo ha comunque assolto :-)

      Poi come giustamente hai fatto notare ora è cambiata anche la vita stessa, difficile fare paragoni.

      Inizio a pensare che la pace è un dono che da soli non sappiamo darci, va chiesta a chi conta di più ;-)

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    • DrMichaelFlorentine:
      aurelius,

      Inizio a pensare che la pace è un dono che da soli non sappiamo darci, va chiesta a chi conta di più;-)

      La Pace é un qualcosa che non esiste né mai potrà esistere né nessuno mai potrà darci finché siamo quì sulla terra ferma, nelle città, tra la gente, avendo a che fare con i semafori, le bollette, il telefono, il bar, la signora della porta affianco, il benzinaio etc etc…

      La Pace esiste solo là; quando hai da rivolgere lo sguardo al cielo in continuazione per cogliere le variazioni d’angolo del vento ed osservare le formazioni nuvolose per poter così prevedere le condizioni meteo delle prossime ore e comportarti di conseguenza.
      Quando alla sera esaminando le Carte e le condizioni meteo ti scegli un accogliente anfratto in cui ancorare, e dopo aver ancorato resti mezz’ora sopra coperta per assicurarti che l’ancoraggio sia ben saldo e che l’ancora non si trascini mandando te, la tua barca e i tuoi sogni sugli scogli.
      Quando spendi il tuo turno di notte sopra coperta in navigazione parlando sottovoce con le stelle e ricordando come in un sogno la vita, gli amori, e le donne che hai lasciato a terra dall’altra parte del Mare e del mondo.
      Quando diventi un esperto di tramonti.
      Quando stringi la presa ben salda per rimanere aggrappato alla Cara Vita durante una tempesta.
      Quando i delfini ti accompagnano per un tratto di navigazione giocando e saltando tra gli spruzzi di prua.
      Quando gli stracci che indossi sanno oramai di sale e quando i dolce o brusco ondulare del Mare accompagna i tuoi giorni.
      Quando tiri su con la lenza il tuo pasto di oggi e di domani.
      Quando conosci sette nodi fondamentali e li usi per salvarti la pellaccia.
      Quando il Mare non é più quel posto dove fare il bagnetto e rinfrescarsi ma qualcosa da temere e rispettare.
      Quando rimetti piede a terra per una notte di baldoria e via, e quando le stelle della notte ti indicano il cammino.
      Solo allora ci saremo dati e la Vita ci avrà dato la Pace.
      :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 marzo 2014 at 12:57

      LittleTruths,

      :dreaming :ar

      CaVo Little, capisco perfettamente quello che intendi, da buon Pirata anche io ho avuto un assaggio di queste esperienze, una manciata di occasioni intorno ai 30 anni, più o meno sempre lo stesso equipaggio di 5/6 marinai Amici sin dall’adolescenza, vela ovviamente, uscite da quattro o cinque giorni, diciamo che non ho doppiato capo horn (come mi sembra di ricordare che invece tu abbia fatto), ho comunque dormito in rada, mi sono fatto qualche isoletta, visto i delfini che ti accompagnano festosi, le stelle ed almeno in un paio di occasioni anche il mare incazzato.

      In una uscita alla quale non avevo potuto partecipare gli altri invece hanno anche affondato un Jeanneau di oltre 30 piedi.

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    • heheehe…quella di affondare la nave Grazie al Cielo fino ad ora me la sono risparmiata!
      Capo di Buona Speranza comunque, non Capo Horn (che é parecchio più impegnativo in genere).
      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 16 marzo 2014 at 19:04

      ma tu lo sai. la Pace per me significa gia’ non avere a che fare con scassacoglioni, cose insulse, chiacchiere&stronzate varie. falsi, Giuda, Farisei vari. Stupidita’ umana varia insomma.
      Gia’ sarebbe un primo traguardo ecco…pacifico!!! :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 marzo 2014 at 20:29

      aurelius,

      si lo so Aurè, quella che dici tu è esattamente quella che ho cercato di ritagliarmi anche io ;-)

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      • Clessidra
      • Clessidra

      • 21 marzo 2014 at 3:24

      Questo quasi sicuramente sarà il mio primo ed ultimo intervento su questo blog. Ma valeva la pena iscriversi per commentare il post e concedermi di affidare a sconosciuti ricordi e pensieri scaturiti stasera…

      Ricordo anch’io quella festa del papà, in auto a cercare le parole per comunicare quello che sapevo nessuno avrebbe mai voluto sentire.

      Era l’inizio della salita, la più impegnativa della vita per babbo, la più dolorosa per noi che lo amavamo.

      Di babbo ricordo soprattutto i momenti in cui mi ha insegnato qualcosa: da quando in piazza del mercato mi levò le ruotine della bicicletta e mi fece pedalare sorreggendomi da dietro – finché mi accorsi che mi aveva lasciata e andavo da sola! – a quando, pochi giorni dopo aver preso la patente, dopo che mi aveva portata per settimane a fare le guide per imparare, lo sentii commentare in salotto con Piero: “… ormai non abbiamo più niente da insegnargli alle nostre bambine… sono cresciute!”

      Probabilmente lui neanche si è accorto che io quel giorno l’ho sentito, eppure quel suo commento stasera riemerge in tutta la sua forza.

      Aveva torto. Perchè dopo le guide sono stati ancora tanti gli insegnamenti che mi ha dato. E il più grosso insegnamento è cominciato proprio il giorno di quella festa del papà.
      Perchè ci sono tanti modi di andarsene da questo mondo. Pochi se ne vanno consapevolmente e in pace.

      Da quel giorno è come se babbo fosse salito in cattedra e avesse iniziato a insegnarmi anche come si muore.

      Un lento cammino di presa di consapevolezza, segnato da momenti di rabbia, ribellione, paura intensa.

      Non ti sei mai arreso, eppure contemporaneamente ti preparavi…

      L’uomo non è fatto per reggere così tanta consapevolezza sul mistero della vita e di se stesso. Sono sprazzi di consapevolezza quelli che ogni tanto ci concediamo, quando per brevi momenti o periodi entriamo più a contatto con noi stessi… poi c’è bisogno di tornare al quotidiano, staccare, magari riprendere a stordirci anche un pò con le nostre distrazioni preferite, le nostre piccole verità che ci proteggono dalla verità tutta intera, che è più grande di noi…

      Babbo ci è entrato sempre più dentro alla verità, lucidamente, e ha voluto trascinarci anche noi. Avrebbe potuto far finta di niente, evitare di pensarci ingannando l’attesa, come tanti comprensibilmente fanno. Invece ha scelto di andare sempre più a fondo, con coraggio. Voleva parlare. Io a volte non avrei voluto sentire.

      Non è mai stato solo. Eppure ci sono stati momenti in cui era inesorabilmente irraggiungibile.

      Ci sono momenti della vita, in cui si rimane soli a fare i conti con se stessi.E lui i conti li ha sempre saputi fare, quando era il momento.

      E’ stato un dolore infinito accompagnarlo fino alla vetta.

      A volte mi sono guardata attorno, drMichaelFlorentine, e non ti ho visto. E ho avuto paura che il troppo dolore ti portasse a prendere le distanze da tutta quella consapevolezza.

      Invece poi mi hai sorpreso e continui a sorprendermi.

      Ci siamo arrivati insieme in cima, tutti e quattro, pronti, lì dove il cielo e la terra per un attimo si toccano e regalano una visione del mondo e delle cose diversa… che lascia la pace.

      Certo poi, scendere dalla vetta in tre, è doloroso, fa male, la visione delle cose torna a confondersi, e continuare a sentire pace nel frastuono di questo mondo è praticamente impossibile…

      Ma resta un’esperienza vissuta, che non si dimentica e che babbo ha voluto che facessimo con lui.

      Io non so se, come tu dici, riuscirai mai a trovare la forza, lo spirito di sacrificio e la dedizione che serve per fare il babbo…. posso solo dirti che a fare il fratello te la cavi benissimo e non ti vorrei diverso da come sei!!

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      • CCSP
      • CCSP

      • 21 marzo 2014 at 8:20

      Questo commento mi ha molto coinvolto dato che ho vissuto la stessa situazione. I ricordi un po’ sono appannati….come se il mio cervello li avesse volutamente offuscati per salvarsi. Per ora dico solo che, considerato il livello di questo commento, spero non sia l ultimo…davvero molto bello leggerlo!

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 21 marzo 2014 at 14:46

      Clessidra,

      Sono rimasto per diverse ore senza parole e davvero commosso dallo spessore di questo commento Clessidra.
      Mi ha fatto piacere che tu sia intervenuta, metabolizzare il dolore e tirare fuori le cose fa bene a tutti, sicuramente per te è stata davvero dura, durante la malattia hai fatto cose che solo tu con la tua preparazione professionale eri in grado di fare al meglio, questo non significa che per te non sia stato un fardello emotivamente davvero pesante.
      Io mi sono sempre sentito quello grande, quello al quale per primo erano state affidate responsabilità legate alla famiglia, a volte mi sono anche lamentato, talvolta mi sembrava che mi fossero state chieste cose anche prima del tempo dovuto, ne sentivo il peso, avevo paura di sbagliare e di combinare qualche casino per il quale poi avrebbe pagato la famiglia e non io, oggi mi rendo conto che questa cosa ha fatto parte dell’educazione, mi ha aiutato poi ad avere quella sicurezza che serve nella vita.
      Nella malattia di Babbo mi sono reso conto anche con grande mortificazione che non ero più quello grande, non ero affatto preparato a gestire questa cosa, e’ per questo che a volte non mi hai visto, fortunatamente ormai eri diventata grande anche tu ed io non ero più da solo. In questa occasione mi sono davvero reso conto che non eri più la sorella più piccola, se non c’eri tu sarebbe stato tutto ancora più difficile per non dire impossibile, soprattutto per lui.
      Cit. “lì dove il cielo e la terra per un attimo si toccano e regalano una visione del mondo e delle cose diversa… che lascia la pace.” con poche toccanti parole sei riuscita a descrivere ciò a cui abbiamo assistito e che rimarrà indelebile nel più profondo dell’anima.
      Grazie per tutto quello che hai fatto per noi ed anche per le belle parole che hai speso per me in questo tuo intervento.

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    • Bellissimo omaggio caro Michele, io ci ho spesso litigato perchè mio padre era molto proiettato sulla sua persona, ma ricordo momenti bellissimi come quel giorno in cui io piangevo perchè una mia ex mi aveva sfanculato e lui prese una bottiglia di Champagne, un Veuve Cliquot, la stappo’ e mi disse “Lascia che le troie siano con gli stupidi, e quando te le trombi pagale e sparisci”, poi mi compro’ un paio di boxer con la scritta “finalmente libero” ;;) Se ne è andato a 78 anni tra mille malattie e dopo tre estreme unzioni, ma ha voluto fino all’ultimo giorno della sua vita che lo accompagnassi in moto in discoteca, alla Capannina di Porto Cesareo, dove si prendeva due Gin Tonic e, con la sua lucente dentiera e tutto profumato, si lanciava in tanghi e valser. Era un campione di biliardo.e di tiro al fucile alle giostre :youdaman

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    • Non avevo letto il commento di Clessidra, davvero toccante, il grande Epicuro diceva che aveva paura di tante cose, ma non della morte, perchè una volta che sopravviene non puo’ farci più del male, ed a noi restano i ricordi meravigliosi dei bei momenti trascorsi insieme. Anche per rispetto verso di loro dobbiamo essere felici, è quanto loro desideravano e quanto noi desidereremo tra 100 anni.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 25 luglio 2016 at 18:24

      Sorry guys… oggi mi sono fatto un Viaggio nel “The best of PV”… :dreaming

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    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Grande @CCSP :lov

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 28 luglio 2016 at 19:51

      “The best of PV” … addirittura…il Bell’Antonio sarà sicuramente contento, grazie @CCSP !

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      • CCSP
      • CCSP

      • 28 luglio 2016 at 21:23

      DrMichaelFlorentine:
      “The best of PV” … adirittura…il Bell’Antonio sarà sicuramente contento, grazie @CCSP !

      Si Doc e anche tua sorella che ha scritto un commento letteralmente straordinario :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 luglio 2016 at 20:18

      Concordo!!! Allora CaVo @CCSP tagghiamola la @Clessidra , anche se la sua è stata una dichiarata partecipazione occasionale in occasione di uno speciale contesto di famiglia ed al di fuori delle nostre cazzate su PV, probabilmente un riconoscimento sarà apprezzato quanto rileggere questo 3D ;-)

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 luglio 2016 at 20:21

      P.s. mi dimenticavo che le notifiche non arrivano più…. lo riferisco a voce alla prima occasione ;-)

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    • Si CaVo MiHele, un aggiornamento automatico ha in qualche modo compromesso il sistema di notifiche. non mi sembra che sia poi malaccio comunque, per questo ho lasciato stare le cose come stanno. :victory

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      • CCSP
      • CCSP

      • 19 marzo 2017 at 11:59

      :dreaming

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      • Matt
      • Matt

      • 20 marzo 2017 at 18:10

      :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 23 marzo 2017 at 19:21

      Grazie Amici, vedo che di tanto in tanto all’occasione ritirate fuori questo 3D, per me sono lacrime ogni volta che mi capita di rileggerlo, ma fa bene anche quello, il tempo che passa tende a volte a rendere i ricordi sempre più sfuocati, naturale umana elaborazione e metabolizzazione della morte come è giusto che sia penso, però quando lo rileggo sono davvero contento di averlo scritto e di vedere nel tempo tutta questa condivisione.

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