• La Sindrome di Rimini (ovvero sull’ItaGliano e sue degenerazioni)

    PROLOGO: Gli argomenti trattati di seguito sono stati scientificamente osservati e catalogati, quindi da considerarsi “definitivi” del caso. Specificatamente denominata con l’indicazione del luogo da cui trae origine il soggetto 0, come di seguito verra’ enunciato. Ogni riferimento a persone, fatti ed abitanti nella zona e’ da ritenersi casuale e non ascrivibile alla totalita’ dei residenti.

    TRATTATO: La Sindrome di Rimini e’, ad ogni effetto, un disturbo o meglio una turba psicologica grave, trasmissibile e  patologica, che coglie l’ItaGliano in viaggio. Altresi comportamenti pericolosamente degenerativi si possono osservare piu’ specificatamente nei soggetti ItaGlioti in trasferta; ma verranno analizzati a parte ed in modo particolareggiato in seguito, tramite Trattato ad Hoc.

    SVILUPPO E SINTESI:
    I°- L’ItaGliano, perlopiu’ single, in coppia mista, o limitatamente in gruppo fino ad un massimo di quattro, nel suo spostarsi verso mete estere e’ colto da una sottile forma di introversione e chiusura rispetto a tutto cio’ che e’ diverso, insolito o lontano dai suoi canoni Provinciali di giudizio. Viene spesso colto da improvvisa forma dialettica di paragone, confronto, inusitato parallelismo tra le sue comode quotidianita’ e lo sviluppo civico d’altri luoghi.
    Ultimo stadio, la banale competizione critica rispetto tutto cio’. E qui si evidenzia la Sindrome di Rimini. ( antefatto: La Sindrome prende il nome da soggetto proveniente da questa singola Provincia; il quale in trasferta in una Capitale del Centro Europa, fu’ inaspettatamente colto da tutti i sintomi che si vanno enunciando. Completandoli con tremori, nevrosi, piccoli saltellamenti sul posto dovuti a mal funzionamento del SNC. La voce assume toni chiocci e striduli, come da forzato auto convincimento audio verso il se’.)
    -La Sindrome di Rimini, nelle sue forme piu’ lievi, si manifesta in vari aspetti della giornata tipo dell’ItaGliano in tour. Si noti principalmente dalla polemica “ un tanto al chilo” nei confronti della struttura che li ospita; Hotel di lusso, albergo, residence, appartamento, ostello, camera quadrupla con giacigio semplice e bagno in corridoio.
    Verranno adesso eseguite alcune considerazioni delineanti del caso, dei Sintomi e suoi sviluppi e Degenerazioni.

     

    La Pretesa:

    Comunque sia, l’ItaGliano manifestera’ sempre e comunque la peculiarita’ base della Sindrome: la pretesa. La pretesa di un servizio, un plus, un extra che sente dovutogli in quanto ItaGliano pagante all’estero.
    Portatrici sane sono in grande percentuale le donne; che hanno gia’ naturalmente l’indole alla critica, allo scontro dialettico: all’insoddisfazione perenne verso “l’altro/altra cosa/altro luogo che non sia cosa sua conosciuta”. Cio’ si riscontra anche nel portavoce dei gruppi, solitamente un tipo/a precisa, di cultura superiore; non esteticamente perfetto anzi portatore di uno o piu’ difetti. Parla una lingua estera, male, a nome di tutti. Spesso impelaga e trascina il gruppo tutto in escursioni estenuanti, folli giri panoramici e paranoici delle citta’ visitate. Spesso vuotamente labirintici, come il suo metro di giudizio.
    Succubi appunto di tutto cio’ e di queste tipologie di persone portatrici sani della Sindrome di Rimini: mariti, fidanzati; componenti del gruppo misto. Che non hanno poi piu’ la forza ne la voglia di opporsi a queste degenerazioni in quanto gia’ consci dell’inutilita’ del gesto; sapendo che verrebbero spesso sopraffati da altre forme congenite di Sindromi sparse, presenti nei soggetti citati.

     

    Insoddisfazione alimentare permanente:

    L’ItaGliano sa’ mangiare. Mangia bene e dimora nel paese della pizza, della pasta. Della piadina con lo squaquerone. Dei mille chef e centomila cuochi. Delle mile e piu’ ricette tradizionali regionali…mozzarella di bufala, pomodorini pachino e basilico. Evviva l’ItaGlia.
    Dati i suddetti presupposti, egli e’ onnisciente, valuta, cataloga ed esprime giudizi sul cibo mondiale tutto. Non la si fa’ all’ItaGiano in tour. Attentamente scruta vetrine, menu’ da marciapiedi e con fare stizzito contornato da sorrisetto ironico non considera nemmeno i flyer men di strada con indicazioni di ristoranti tipici della cucina del luogo.
    E’ alla costante e perenne, spasmodica ricerca del ristorantino Italiano casareccio, ove abboffarsi di salse, pizza, spaghetti; impepata di cozze e parmigiana. Timballo di pasta al forno e sartu’ di riso. Ciabotte, sfrizzoli, coda alla vaccinara e carrello di bolliti misti con salsa al cren.
    Tutto cio’ anche a -35 gradi a Novosibirsk, o nel deserto Messicano a +40. E’ una tipicita’, una peculiarita’ che il DNA gli impone, e quindi la Sindrome sfoghera’ le sue repressioni portandolo a criticare pesantemente il cibo ricevuto in offerta. Paragonera’ la qualita’ del pomodoro locale d’importazione Ogm con la fantastica solarita’ del datterino pugliese o del pomodorino a’piennolo delle superbe terre vulcaniche Partenopee.
    Salvo poi in questa inutile, sconsiderata ricerca, cadere nelle mani del primo ristorante turistico a menu’ tutto incluso da 7Euro, dove stanco, sudato e leggermente rincoglionito mangiera’ malissimo e avra’ ripercussioni gastro-intestinali per tutto il corso della vacanza: rovinandola in gran parte a tutto il gruppo, con le sue improvvise ed inderogabili corse alla prima toiletta disponibile.
    La frase Mantrica nel caso e’:-“ Lo sapevo, te l’avevo detto…portiamoci la pasta e il sugo in valigia!”.
    Ultimo stadio della Sindrome, quando all’ultimo giorno si rintanano nel primo ristorante simil-italiaco con vistoso Tricolore in vetrina ed immagini varie del golfo di Napoli, Colosseo, piazza S.Marco…tipicamente fake. Gestito per lo piu’ da Turchi, Bulgari, Slavi Balcanici in genere. Si notano in alcune aree i Magrebini con esperienze lavorative nello Stivale Mediterraneo: una faccia, una razza.
    Gettandosi avidamente su uno sciapissimo piatto di pasta cotto ben 18 minuti al dente, un sugo che al sapore ricorda un misto di carne d’agnello avanzata da qualche gyros e plastica bruciata, l’ItaGliano si guarda mestamente in faccia coi commensali, spesso moglie o fidanzata trascinata a forza nella bettola, e con sorriso forzoso e di circostanza esclama la classica frase:-“ Beh, mica malaccio dai…che vuoi fuori dall’Italia! Ma come torno vedi che cofana di matriciana che mi sparo…” e chinando la testa, torna a consumare l’infame pasto. Sua rivincita sara’, al solito, schifare i camerieri con atteggiamenti di arroganza e maleducazione. Spesso non lascia mancia, sentendosi tradito nell’intimo e malservito; ricordando a se stesso l’eccellenza nella quale ha la fortuna di vivere. Dimenticandosi pero’ spesso le molteplici truffe alimentari e sofisticazioni all’ordine del giorno. Le truffe ai turisti in viaggio nel Belpaese, con conti da rapina e delinquenziali nelle principali citta’ turistiche Italiane. E sorvolando sul fatto che leggi Nazionali vietano la sovratassa del pane e coperto: che invece regolarmente mettono e l’ItaGliano regolarmente paga senza batter ciglio.

     

    Parallelismi e paragoni su beni,servizi pubblici e trasporti:

    Solitamente effettuando giri turistici all inclusive in grosse aree metropolitane Europee e mondiali, l’ItaGliano e’ premunito e messo al riparo come un cucciolo di cerbiatto nella tana soffice nel bosco. Non gradisce scossoni, imprevisti, decisioni rapide ed istantanee che turbino il suo placido letargo vacanziero.
    Ha sempre paura che gli succeda qualcosa, che gli rubino il portafogli mentre dorme; lo assaltino sul tram a Vienna o che subisca una rapina a Berna, in prossimita’ del lungolago. Nella metro di Londra, Parigi, Berlino si mimetizza tatticamente ogni bene di lusso di cui e’ munito: sciarpetta Armani, cellulare I-phone e borsello Gucci. Le Timberland nuovissime color panna sono al sicuro, almeno spera, sui piedi: perennemente, anche ad Agosto.
    Girano con una quantita’ inverosimile di capi d’abbigliamento, per lo piu’ falsamente Cino-griffati; spesso fuori luogo nella proporzione quantita’-periodo di soggiorno. Si nota spesso un’incongruenza dei capi rispetto alla stagione affrontata nel tour, dovuta forse alla completa estraneita’ nella consultazione delle previsioni metereologiche del luogo specifico.
    Quindi e’ comunque riparato, protetto, coccolato dall’agenzia all inclusive o dalla tiepida accoglienza rincuorante dello staff tutto del centro estivo o villaggio al quale si rivolge. Ma ci sono delle particolarita’: in colui, o nel gruppo, che colto da spirito avventuriero si disperde in modo autonomo e solitario tra i mille sentieri segreti e in fortunosi della citta’ che li accoglie. Si, nell’usufruire dei mezzi pubblici, o di taxi, o di un semplice ufficio informazioni turistiche. Egli e’ colto da stupore, da leggeri tremolii misti a sudori freddi quando e’ messo di fronte a tabelle orarie, cartelli informativi in lingue estere sconosciute. O piu’ che mai se deve colloquiare in Inglese base con gli indigeni.
    Nella stragrande maggioranza dei casi, egli sconfitto e sopraffatto dalla difficolta’ della consultazione delle tabelle o dell’esprimersi vociando e a gesti che nessuno capisce, si carica il pesante ed ingombrante trolley e cammina, cammina anche per chilometri attraverso vie, centri commerciali e luoghi di interesse storico senza nulla godersi; fintanto che non arrivera’ all’agognata meta: il suo albergo, il quale stava chiaramente a pochi passi dalla sua posizione originale; salvo il fatto che girando in tondo orientandosi unicamente con il suo fido cellulare ed incapunendosi a non prendere un taxi( “ Visto che sicuramente ci fara’ pagare caro, mica sono fesso io…”), abbia percorso chilometri inutilmente. Si accascera’ sulla prima poltrona della hall seguito dalla famiglia vociante con scatenatissimi bimbi al seguito. Prendendo a male parole lo staff di Reception( parole incomprensibili chiaramente ai piu’, i quali sommessamente ridacchieranno classificandoli come ennesimi portatori sani della Sindrome di Rimini) si dichiarera’ schifato e stupito della mancanza di trasporti, servizi e info Turistiche.
    L’apice della Sindrome si notera’ purtroppo nelle malaugurate occasioni in cui si dovra’ rivolgere ad un pronto soccorso, un ufficio pubblico per documentazione, compresa la propria Ambasciata dialogante nel suo medesimo idioma.
    Sono stati riscontarti attacchi di panico, repentine sparizioni nella foresta, abbandono del tetto coniugale e dissenterie prolungate.
    La tipica frase manifesta sara’ :-“ E’ inconcepibbbole ! “ pronunciata spesso con accento tipico e larghi gesti inconsulti delle spalle e braccia, a denotare stupore, ribrezzo e meraviglia verso la situazione vissuta.
    Dimenticando spesso che nella sua cittadina di Provincia di provenienza, i servizi e gli uffici pubblici organizzati, i mezzi di trasporto ad orario e precisissime Metro sono ancora aldila’ da venire.

     

    -Aberrazioni, degenerazioni. Aspetti tipici, varie ed eventuali:

    Chiaramente l’ItaGliota in viaggio e’ perennemente sospettoso, impaurito dall’esterno a lui, dal diverso. Dall’idioma sconosciuto che sente come voce disturbante rispetto al suo piu’ rilassante dialetto di Provincia. Ma tant’e’: e’ stato imbarcato, molte volte a suo dispiacere, in questo giro turistico Estero e deve far fronte alla situazione; in modo goffo e becero, ma ci prova. Rimpiangendo il comodo pullmann della visita al santuario di S.G. Rotondo con vendita di pentole inclusa e tipico pranzo caratteristico .
    Ecco allora presentarsi in senso sparso tutti i sintomi minori della Sindrome di Rimini. Pensieri scostanti, irriverenti. Criticismi su ogni minima cosa, foglia, pezzo di carta che leggermente soffi col vento. Il clima, la cucina, le persone, i vestiti: tutto e’ soggetto di scherno, di risibili commenti.
    Vengono squalificati trasporti, strutture, caratteri. Storia, Cultura, personaggi del luogo. Monumenti e tradizioni mai sfiorate dal suo interesse, dal suo smisurato Ego di onnisciente residente ItaGliano. Lui ha visto tutto, sa’ tutto, capisce tutto. Nulla piu’ lo interessa, sfiora, colpisce. Se non, a ritmi cadenzati, la borsetta pesantissima della consorte o fidanzata quando appennicandosi di fronte l’ennesima facciata di palazzo, viene bruscamente risvegliato e riportato alla realta’. E mentre in cuor suo si chiede cosa mai conterra’ quella borsa per essere cosi maledettamente pesante, fingera’ interesse ed esclamera’, come di routine:-“ Si vabbe’, ma vuoi mettere giu’ da noi?”
    Attenzione: oltre al fatto che non si capisca dove sia questo fantomatico “ giu’ da noi”, questa e’ la frase principe di chi, colto da Sindrome di Rimini conclamata, tenta un’effimera e quanto mai ridicola difesa del se’ e del luogo di provenienza. Salvo poi, una volta fattovi ritorno, continuera’ a bestemmiarlo come solito. Rimpiangendo forse il misterioso luogo Estero teste’ visitato.

     

    L’incongruenza, l’estemporaneita’, la velleita’ del se’ e dei gesti. Incoerenza in genere.

    Ecco tutto cio’ e’ presente in forma spicciola o grave a seconda dello stadio dei sintomi della Sindrome di Rimini.
    Possiamo affermare con certezza che tutto cio’ e’ riportato, e si puo’ quindi serenamente ricondurre, ad uno stato emotivo di insoddisfazione remota dell’Io. Della vita condotta e da condurre. Dall’ignoranza, intesa come non conoscenza, conclamata verso un interesse al diverso. Sia esso luogo, Storia, persona, educazione Civica ed organizzazione sociale di altri luoghi.
    L’ItaGliano colpito da questa Sindrome nulla vedra’ e pontifichera’ al di fuori del suo luogo d’origine. Nel quale risiede, vive, vegeta e muore in completa e serena beatitudine. E a volte, incosciente beotitudine.

     

    Conclusioni generali:

    Sintomi: Trattati e dibattuti nei punti precedenti specifici.

    Diagnosi:
    La Sindrome di Rimini e’ stata di recente portata alla ribalta ed all’attenzione internazionale, in quanto folti gruppi di ItaGliani si sono recati all’estero, dando vita a numerosi focolai visibili del Virus. Complice dell’aspetto pandemico della suddetta Sindrome, i numerosi voli low-cost e le esagerate facilitazioni letterarie su paesi esotici ed esteri, di facile reperimento su molti Media. Nocivi nei casi specifici, anche racconti di viaggio al ritorno non corrispondenti alla realta’, od amplificati rispetto alle vicissitudini, perlopiu’ disavventure, sostenute. Codesto infatti e’ uno dei principali sintomi riscontarti nella “ Sindrome da ritorno”. Nel senso che, come da Anti-Virus ricostituito, il soggetto tende a minimizzare l’accaduto e ad offrire alla famiglia, colleghi, amici un quadro idilliaco del suo breve ma intenso soggiorno Estero. Cio’ si inquadra nello specifico appunto dell’insoddisfazione personale di base, nel quadro di piu’ generali degenerazioni di riflusso.

    -Cura: NESSUNA.
    Sinora, fin dalla scoperta dei sintomi della Sindrome di Rimini nel soggetto 0, non si sono potuti sviluppare seri protocolli di cura. Nonostante il moltiplicarsi ormai giornaliero dei casi a livello planetario, la Sindrome muta ed assume forme sempre nuove e virulente. Si attende con speranza e trepidazione, adeguata profilassi medico-scientifica volta allo sviluppo d’un serio Vaccino teso all’immunizzazione del popolo ItaGlico e dei soggetti gia’ colpiti, se presi in tempo.

     

    FINE. Rel.re Dott. GdL Aurelius

     

    Immagine di copertina: Antico papiro Egizio ( riproducente terapia di gruppo anti-stress: stritolamento del pollice di mano e piede mentre si tenta di riprodurre Inno Nazionale con lo scureggiamento delle ascelle ) XV° Sec.A.C.

     


    Aurelius ha scritto anche:



      • Zest
      • Zest

      • 25 settembre 2014 at 14:43

      Nella mia lunga esperienza di viaggiatore attraverso tutti i continenti posso confermare che ho conosciuto pochissimi italiani che sanno viaggiare veramente e che si godono le bellezze locali del posto , senza soffermarsi ai soli trombodromi o quartieri a luci rosse, alla maggiorparte di essi invece ci dovrebbero sul serio bruciare il passaporto e non farli avvicinare agli aeroporti, gente cafona , arrogante e tirchia peggio degli israeliani, ma sopratutto lamentosa per ogni cazzata.

      Bravo Sandrino per questo topic che fotografa bene di che pasta sono fatti sti turisti distaceppadiminkia.

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      • onegold
      • onegold

      • 25 settembre 2014 at 14:52

      ahahaha granTe, granTTIssimo scritto!

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      • dionisio
      • dionisio

      • 25 settembre 2014 at 15:32

      Grande scritto dott. @aurelius ……
      Si potrebbe mettere la visita sanitaria obbligatoria alla partenza degli aereoporti ….. con i cani e le guardie da cordone sanitario …
      Al minimo segno del virus ….che in genere si manifesta gia’ alla partenza … ( alzando colletti delle magliette …occhiali ed atteggiamenti da divo/a con numerosi scatti di self per diffondere in rete la notizia della partenza ) si potrebbe testare la temperatura a mezzo retto con un termometro da cavallo …. unico in grado di misurare con precisione …..
      Per poi procedere a bruciare il passaporto ……. unico modo per arginare il virus all’interno dei confini nazionali .
      Cmq che io sappia la cura varrebbe molto …in termini economici …. dovremmo provare a rinchiudere qualche cavia ….. e ad effettuare i dovuti esperimenti …… in questo particolare caso e’approvata la vivisezione ..

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      • Matt
      • Matt

      • 25 settembre 2014 at 15:58

      Apprezzo molto la metodologia scientifica che il collega ha seguito in questo studio antropologico.
      Visto che l’elletroshock e la lobotomizzazione non sono permesse, si potrebbe tentare con una terapia d’urto. Il paziente viene isolato dal gruppo e dopo un periodo di astinenza da TV internet et affini viene spedito tutto solo in una località remota a lui sconosciuta e soprattutto non frequentata dai suoi simili, e senza telefonino, con biglietto di sola andata (in Manciuria, Kamchatka o Corea del Nord). Il malato viene seguito e sorvegliato a distanza, a sua insaputa, e aiutato solo in casi di emergenza. L’esperimento è stato tentato di recente su un campione limitato, purtroppo il tasso di mortalità è stato molto alto ma nei pochi soggetti sopravvissuti sono stati riscontrati lievi miglioramenti, con progressiva diminuzione dei sintomi.

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      • piranha
      • piranha

      • 25 settembre 2014 at 19:13

      Vi giuro che è la sacrosanta verità.2012,un mesetto in oriente girando fino ad arrivare nel borneo,ed al mio ritorno in quel della thai mi sono sentito dire:
      ma te non sei mica normale,qui si viene solo per trombare.Non voglio aggiungere altro,ma è stato un italiano a dirmelo.
      Esimio nonché illustrissimo professor @aurelius,ci sei andato giù pesante,ma non riesco proprio a contraddirti su nulla,l’unica mia speranza è che la percentuale de sti malati cronici sia bassa. :youdaman
      In polacchia ho avuto la sfortuna di mangiare solo un boccone di pasta in brodo,mi è rimasta per circa 15 minuti in gola,dopodichè sono riuscito a mandarla giù,nessun commento,semplicemente da allora non mangio più pasta cotta in polonia,cottura media circa 20/30 minuti.evito e basta.

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 25 settembre 2014 at 22:03

      Sei riuscito a regalarmi un momento di comocità pura e tante risate Dott. Aurè, dopo l’ennesima giornata di rotture di coglioni (a questo punto iniziano a diventare fin troppe per i miei gusti).
      GraSSie :))
      Laurea honoris causa per gli anni trascorsi nel settore del turismo :doubleup

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      • CCSP
      • CCSP

      • 26 settembre 2014 at 0:30

      “-Cura: NESSUNA” :))
      Come diceva Dionisio l’ unica sarebbe metterli in quarantena senza passaporto entro i confini nazionali…. :))
      Ti sono solidale immaginandomi quanti te ne vedi in quel di Praga…

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      • CCSP
      • CCSP

      • 26 settembre 2014 at 0:54

      Rende bene l’ idea, se al posto delle catene ti immagini due spaghetti la rende ancora meglio….

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2014 at 7:22

      CaVi Colleghi tutti, vi ringrazio per l’attenzione dovuta al caso! :D Confermando il buon CSSP anche con le stringate parole del Prof.Chef Gerry…e’ cosi. Ormai la Sindrome di Rimini e’ realta’. E si, ne stiamo osservando a migliaia di casi:forme virali di contagio, mutazioni genetiche tra generazioni…davvero un’allarme Generale !!! :)) :dontsee :dontlisten
      Come dicono gli Esimi colleghi Matt e Dioniso …certo, bisogna sperimentare una cura al piu’ presto. Si erano gia’ visti in NordEU dei cordoni Anti-ItaGliani all’aereoporto, ma hanno desistito in quanto ancora il Virus si camuffa e ne rende difficile l’individuazione corretta. Buona CaVo collega Matt l’idea di ” campi di Ri-educazione” in zone estreme: consideriamo anche Murmansk :-? :-)
      E si Dionisio , il famoso Scanner Anti-Itaglioti di vetusta memoria: lo proposi su un altro studio gia’ piu’ d’un anno fa’…vedremo. ;-)

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2014 at 7:26

      @piranha bello, purtroppo la % e’ in aumento, come anche lo Cheffone dal suo punto di osservazione privilegiato, ben sa’. E la Sindrome di Rimini e’ sempre piu’ virulenta, si propaga a ritmi impressionanti…servira’ una soluzione drastica!!! :)) B-)
      :)) E si Collega CSSP …prigionieri dei propri fantasmi…con la pummarola !!! :rotfl :dreaming :rotfl

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2014 at 7:33

      Esimio Dott. Florentino benvenuto, e che buon pro le faccia la disamina sulla Sindrome di Rimini. Capisco benissimo l’ilarita’ che suscita; la stessa che provano in tutto il mondo quando vedono arrivare i portatori sani: ma quando si presentano i casi conclamati o virulenti beh…occhio, bisogna incominciare a tremare !!! :D :skull :dontsee Specie se si ha la sfortuna di venirne a contatto, si puo’ rischiare di essere gravemente contagGgiati !!! :))
      Ps. GrasSsie della foto…per carita’, sono solo un piccolo bottegaio, con il negozio accanto ai sogni di viaggio della gente. E invece il grande Alberto, diceva: “- Pe’ sape’ scherza’…bisogna esse seri!” ;-)

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    • Esimio Dottor Gamba di Legno :clap :clap :clap

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 26 settembre 2014 at 11:55

      Tesi interessante, sagace, umoristica e soprattutto….realistica.
      Well done!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2014 at 13:03

      :D GrasSsie Colleghi CaVi, grasSsie…Forza che uniti potremo combattere et debellare cotanto purulento Virussssss !!! :)) :doubleup :))

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 26 settembre 2014 at 22:02

      Uom di multiforme ingegno, il signor @aurelius mi sorprende producendosi in questa inappuntabile pubblicazione scientifica che pare il BMJ ( British Medical Journal ) e “Lancet” giá ci invidi.
      Ma azzardo che le faró alla sua signoria illustrissima cosa grata se apporró una addenda per ricordare un grave e importante aspetto della Sindrome di Rimini ( SdR ):
      L’ Orchite e l’otite emorragica da lei autorevolmente descritte in altra sede che puó causare negli italiani residenti “resident” che abbiano la sventura di entrare in contatto con soggetti affetti da SdR.
      riporto a seguire il suo scritto quindi:

      ” ….vecchie strane esperienze, laddove essenTomi dato Ta fare per alcuni, organizzanTo, chiedenTo, ospiTanTo…alla fine ho dovuto gira’ cor frustino come pe le bestie ar Circo, o col passeggino come pe li pupi…artro No. O magari, parlanTo l’Esperanto Slavo, sarei chiamato, tirato per la giacchetta, o mi sentirei in dovere Ticiamo, di accogliere richieste tipo : ” Aho’ Aure’ dije mpo’ na forchetta, aho’ ma quello che e’ er MuZeo, aho’ ma je dici che le patate so’ fredde…etc etc etc…” o magari sopportarmi coloro i quali improvvisamente sono colti dalla famosissima ” Sindrome di Rimini”, che spieghero’ in un 3D-trattato uno di questi giorni: ma dove potete gia’ ben capire che si tratta di quella malattia ItaGliana, di dover criticare, confrontare, controbattere in modo stizzito, sminuire et in modo infantile competere parlando male o puntualizzando aspetti di vita, modi et comportamenti di un altro luogo rispetto a quello della Provincia d’origine.
      Ecco, un po’ per tutto questo ne ho le palle piene et le orecchie sanguinanti…”

      Il residente che ne sia anfitrione é in qualche modo responsabilizzato per qualunque cosa non funzioni per il verso giusto o non aggradi il paziente affetto da SdR .
      Se la commessa di un negozio é antipatica, se ci mettono ore per servirli al ristorante, se i cessi alla stazione delle corriere sono immondi……. il residente, reo di aver scelto od aver avuto la ventura di trovarsi a vivere in quel paese abbandonando l’ itaGlia , ne é in qualche modo responsabilizzato.
      Ti raccontano la sventura o la spiacevole esperienza avuta col tono di ” e adesso questa come me la spieghi ?”

      Misure preventive: perlopiú inutili.
      Non serve a niente averli avvisati anche prima che partissero che non vivi in paradiso.
      Si deve quindi evitare i contatti con affetti da SdR.

      Non vi é cura conosciuta.

      Ma la prognosi é benigna: appena fatti i saluti e caricati gli affetti nel mezzo di trasporto che li porterá a separsi dal residente, questi sentira immediato allivio della sintomatologia.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2014 at 23:00

      Stimatissimo Collega (vero :-) ) Sig. @AtiLeong …aspettavo un suo commento. Embe’ si, grasSsie di aver riesumato la prova tangibile dei miei studi precedenti sulla SdR ™ ;-) …eh si, nessuna cura. Nessun contatto. Sollievo immediato e duraturo !!! :doubleup

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 27 settembre 2014 at 2:53

      cioè GdLsantosubito! @aurelius questo scritto è fantastico.. la bibbia da sfogliare per ogni evenienza… :dreaming
      Se ci penso mi viene da piangere… prima vacanza delle mia vita in Grecia, allora avevo un findaSato melanzano e una truppa di amici melanzani – Itagliani che peggio non se pò (ma i miei a quel tempo mi lasciavano partire solo in gruppo. amen) Ti dico solo che si portarono il ragù in valigia e la farina!!!! (giuro che non sto mentendo) per fare la pizza…. ma vaffaculo vah…
      e così a 18 anni capii con chi non dovevo avere a che fare :))
      ottimo scritto :doubleup

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      • aurelius
      • aurelius

      • 27 settembre 2014 at 19:44

      :)) La pizza in Grecia col falo’ sulla spiaggia…come stare senza !!! :))
      GrasSsie Whitestyle …un testo apocrifo diciamo !!! ;-)
      :ar

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      • Uccello Padulo
      • Uccello Padulo

      • 4 ottobre 2014 at 1:45

      …partire sempre con un contatto :yea MAI avventurarsi alla cieca :ar mi raccomando!

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      • Zest
      • Zest

      • 5 ottobre 2014 at 11:15

      Uccello Padulo:
      …partire sempre con un contatto MAI avventurarsi alla ciecami raccomando!

      ecco svelato come si conquista total free , chat da tipico italiota mediocre.

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      • Zest
      • Zest

      • 7 ottobre 2014 at 11:08



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