• Come una principessa

    Ancora una volta stava inginocchiata, ormai la conosceva a perfezione quella moquette, perdio ! E anche quella volta, nel raccogliere il beauty case finito sotto il letto per la forza con cui l’aveva buttato rabbiosamente nella borsa appoggiata a terra, si soffermo’ un attimo con lo sguardo su tutta la micro vita esistente su quei metri di tessuto.
    Rimanendone ogni volta sempre piu’ stupefatta. Anche dal vedere cose che dava ormai perse per sempre.

    Come la sua vita ora. Il suo Amore ormai, da tempo.
    Eppure ci aveva creduto in Juan ed alle sue parole. Kitty era una splendida Creola, viso dolce e curioso, come una gattina appunto. capelli ricci lunghi e mossi fin sotto la schiena. due occhi che imploravano amore e serenita’ ogni minuto, aperta e bendisposta verso il mondo.
    Sempre. Ancora. Nonostante tutto.

    principessa1

    Gli aveva creduto: scappiamo a Miami, vivremo meglio. Lui aveva il fratello, alcuni amici. E tanta voglia di vivere. Ed era bello. Viso latino, magro ma muscoloso e la amava, diceva. Nel fare sesso la riempiva, la dominava, la faceva sentire bene, protetta.
    Un sogno, o forse un’illusione. L’illusione di scappare da quella vita di baracche e poverta’, alcool e turisti che la usavano, ogni tanto. Quando le servivano piu’ soldi per riempire il frigo della madre, o prendere qualche vestito per Lei, per Juan.

    Ed il viaggio da Puerto Rico a Miami fu breve, allegro. Quasi uno scrollarsi di dosso un’identita’.
    Era felice Kitty, e Juan sempre piu’ ombroso, cupo. Nervoso.
    In periferia a casa del fratello, Kitty non si senti cosi allegra, smise di ridere e si mise in un angoletto con un cagnolino e la nipotina. Notava un’aria strana, quasi familiare. Ma in negativo.
    Facce da galera che entravano ed uscivano. quell’odore acre di marijuana e crack che conosceva bene; quando il suo Juan ne faceva uso anni fa’. Poi aveva smesso diceva.

    E riconobbe poi subito li fuori quelle ragazze. E che lavoro facevano. E perche’ stavano li.
    Andarono poi a casa loro, messa a disposizione dal fratello di Juan. Che bravo diceva lui, vedi come ci aiuta? E lo dobbiamo ringraziare, sempre. Cerca di essere carina e disponibile con lui.
    Non fare la solita stupida, non ti impuntare con le fesserie, capito???
    Fai la brava e staremo bene.

    E arrivo’ il momento in cui non c’erano soldi. E Juan era nervoso, non avevano quasi da mangiare.
    E disse a Kitty di andare dal fratello a chiederglieli. Ma fai la brava disse, pensa a noi.
    Lei faceva sempre la brava con Juan, per Juan. Lo amava e sapeva come era irrascibile da nervoso. Se le ricordava bene le sue sfuriate, e i lividi. E l’ospedale a Puerto Rico.

    Il fratello la accolse in cucina. Solo un paio di bermuda addosso. Lei un vestitino leggero addosso, con quel caldo appiccicoso che ti manda in pappa la sudorazione ed il cervello. E ti accende il ventre.
    Disse il fratello che cosi non andava e gia’ gli dovevano molti soldi. E l’affitto.
    Senti ma sei bella, vuoi andare a cena con dei miei amici? ben vestita, elegante…a ballare??? Ti diverti e per la compagnia ti pagheranno bene.
    Come un lavoro, ma ti diverti…

    Lei di scatto si alzo’, prese la borsa, e gli si avvento’ contro ! Strillandogli che la Puta non l’avrebbe mai fatta piu’. Mai e poi mai.
    E alzo’ le mani in un gesto quasi goffo per mollargli uno schiaffo, graffiarlo. Rabbiosa, Isterica…ma non basto’.

    Raul, il fratello di Juan le blocco’ i polsi, rise e la scrollo’ da tutti i lati. E gli diede lui uno schiaffo. Piano, il giusto per farla crollare sul pavimento.
    Lei ancora stordita fece due passi gattonando verso il divano.
    Raul gli fu’ subito dietro…la prese per quei ricci favolosi e li tiro’. Gli fece male.
    E gli monto’ sopra. E gli fece molto male. La penetro’ violentemente. Da dietro, senza accortezze. Solo con la forza della paura e della rabbia.
    Dello strapotere, del comando.
    Kitty era un oggetto. Lo era stata, lo sarebbe stata di nuovo.
    Contro la sua Volonta’, ma senza fare nulla per opporsi, subendo le decisioni del mondo e di altri sulla sua vita.
    Sulla sua pelle; facendosi strappare l’anima ogni momento.
    Perche’ Kitty era dolce, assennata, delicata. Ma indifesa contro le storture della vita.
    Contro la cattiveria degli uomini non aveva mai avuto rimedio. Ed anche questa volta… la subi’.

    Usci dalla casa di Raul con lo scatolone rosso a nastro argento contenente il vestito per la sera.
    Le lacrime rigavano il suo splendido volto Creolo, un perfetto ovale caffellatte cosi pulito e sporcato ancora una volta dal destino.
    Eh si, fosse nata in un altro posto, pensava… conosciuto altra gente. Con quello spirito e quel carattere dolce, pulito. Con quel fisico e quel visino…avrebbe vinto a mani basse la lotta con la vita. Ma non ora. E non era il caso di pensarci.

    Rientrando vide Juan sulla porta e dei suoi amici andar via con la macchina, sgommando e con lo stereo a manetta…e capi tutto ancora una volta.
    Ma non era nervoso, non le strillo’, anzi. Fu’ dolce, simpatico ! La aiuto’ a tirar fuori il vestito dalla scatola…e le scarpe, che belle gli disse.
    Lei lo guardo’, ancora una volta dolcemente comprensiva. Tiro’ su col naso e si asciugo’ il viso. Neanche gli disse niente di Raul, tanto…lo sapeva, o avrebbe saputo presto.
    E come al solito, non gli sarebbe importato nulla.
    Il lavoro e i soldi, prima di tutto. Lui ” Pimpava” alla grande. Era nato per quel lavoro. Illudere belle e brave ragazze disagiate in periferie estreme del Centro America. E portarle in strada. E farle prostituire e prendersi i soldi.
    E come lei si sarebbe integrata…l’avrebbe lasciata alla sua vita ormai irrecuperabile; e avrebbe trovato un’altra dolce e tenera Creola per un nuovo Amore , un nuovo viaggio. Nuovi soldi. Nuova vita.

    Kitty ci metteva un po’ a prepararsi, e quando la vide uscire con una valigia troppo ingombrante per una serata, si insospetti. E a muso duro le disse cosa aveva in mente! Lei, con gli ultimi brandelli di dolcezza rimastagli gli fece vedere la borsa e che c’erano scarpe e vestiti e per un paio di giorni. Come aveva detto Raul. E dentro ci aveva messo la scatola del vestito. per riporlo in serata, per non sgualcirlo, rovinarlo.
    Non ho nulla con me…Documenti, chiavi. Mi aspetti, ti trovo qui…ti voglio stringere forte quando torno.
    Lui, obnubilato dal Crack e dal Gin disse che si, va bene; c’era lui a casa, che si sbrigasse ora e facesse la brava ragazza col cliente.
    Non voleva casini con Raul e i suoi amici.

    Lei non rispose, non fiato’. Gli punto’ ancora una volta quegli splendidi occhi nocciola acceso nei suoi e lo bacio’ forte, quasi che lui la scosto’, tanto si era appiccicata.
    E dai vai, cammina…la allontano’ e si ributto’ sul divano sporco con una gamba accavallata al bracciolo. telefono e telecomando in mano, ed una oscena trasmissione di mariti traditi che si picchiano sullo schermo. E lentamente chiuse gli occhi…
    Lei ancora lo guardo’. perche’ era cosi che se lo voleva ricordare.
    Usci, fece il giro di casa e ando’ a raccogliere il trolley che aveva buttato prima con fatica dalla finestra del bagno…quando quel cazzo di Beauty Case rotolando sotto il letto quasi non le faceva perdere l’attimo giusto per fare il tutto.

    E comincio’ a correre. Arrivata a tre isolati dalla casa chiamo’ un taxi fermo dall’altra parte della strada e senza quasi neanche farlo fermare, apri la portiera e ci si catapulto’ dentro.
    Adesso i soldi che Raul gli aveva dato a casa dopo averla violentemente picchiata e scopata sarebbero serviti. E tutti.

    Ancora gli faceva male il viso, la schiena…quei lividi rossi sul sedere che sarebbero andati via solo tra molti

    giorni. Ma tanto si promise…non mi spogliero’ davanti a nessuno per molti giorni ancora. Forse mai piu’.

    La corsa fino alla Government Rail Station fu breve, ma le diede il tempo di raccogliere le idee. E i suoi capelli con un elastico argentato.
    Da li avrebbe preso poi la navetta per l’Aereoporto di Miami.
    Ed avrebbe quindi telefonato alla cugina. Quell’unico numero di telefono che la Mamma malata a San Juan le diede; in caso avesse avuto bisogno d’aiuto o soldi o cosa…laggiu’ dagli Yankees come diceva la Mamita.

    E lei con le lacrime agli occhi gli aveva telefonato uscendo da casa di Raul.
    E fu Consuelo, questo il suo nome, a darle la forza, le indicazioni, la speranza. Per come fare ad uscire dall’Inferno che le si sarebbe aperto inesorabilmente davanti, come voragine.
    E le diede anche il numero di Carta di Credito, altrimenti in America sei out. Neanche un fottuto pacchetto di caramelle ti compri.
    Neanche un biglietto aereo per la Liberta’.
    Non te lo compri il futuro in America senza credit card.

    Adesso in aereoporto, gironzolando tra vetrine e Fast-food si sentiva serena Kitty. Appagata. Libera.
    Si avvicino’ ai bagni delle donne e si trucco’ per bene. Appena, lei era splendida comunque…poco eye-liner, una sciacquata di faccia, rassettata ai capelli e del lucida labbra che esaltava il rosa tenue naturale.
    Mise ordine nella borsa. Tiro’ fuori il vestito di tulle blu elettrico con strass. Lo piego’ per bene e penso’ che le sarebbe potuto sempre tornar utile adesso.

    A San Francisco la cugina era una Dottoressa specializzata in Pediatria, molto stimata. E le aveva garantito un lavoro in un asilo di sua conoscenza, con una coppia di Canadesi che lo gestivano.

    Kitty uscendo dalla toilette si guardo’ un’ultima volta al grande specchio a parete.
    Si sorrise, e penso’ che ora sarebbe stata ancora piu’ dolce, piu’ brava…piu’ disponibile con gli uomini e le donne che avrebbe incontrato.
    Ma determinata. Aveva preso in mano la sua vita. Sciolti ormai i polsi e il cuore nel passato.
    Chiusi dentro una scatola e buttati via.
    Come , passando vicino ad un cestino di rifiuti…getto’ quell’assurdo scatolone kitsch rosso col nastro argento.

    Ormai non le serviva piu’. Come diceva la sua canzone preferita…” Lei era una principessa nel suo vestito nuovo. E avrebbe vinto a mani basse…”

    Accavallando le gambe, in ballerine e vestitino a fiori color panna…mise il trolley accanto a se’ e si rilasso’ su una poltroncina in sala d’attesa.
    Si guardo’ ancora attorno e vedendo tanta gente che camminava, correva, si affaticava…fisso’ il suo bel vestito di tulle blu tra le mani: e rise, reclino’ la testa all’indietro e, come in una sorta di lieve torpore, si riposo’.

    principessa3

     

    Liberamente scritto. Ispirato e tratto da : Princesas- di F.L. de Aranoa/ ” Me llaman calle ” – M. Chao/ ” Jezabel”- Sade Adu


    Aurelius ha scritto anche:



      • dionisio
      • dionisio

      • 16 luglio 2014 at 15:21

      Grandissimo racconto ….come sempre mio caro @aurelius …….
      He gia’il mondo e’pieno di gente che ha bisogno di aiuto ….e la maggior parte trova solo mascalzoni ..
      In questi casi “occhio per occhio dente per dente” non dovrebbe essere una minaccia….ma una promessa.
      Cmq. Il racconto mi e’piaciuto moltissimo ….anche perche’penso che quando Raul capira’ che il fratello si e’fatto scappare la donna…….puo’ essere che a battere ci manda lui… :D

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      • CCSP
      • CCSP

      • 16 luglio 2014 at 17:15

      :clap
      Riesci sempre ad offrire punti di vista e descrizioni perfette di cose assolutamente complicate….in questo caso di gesti, pensieri e risvolti tipicamente femminili.
      Pravo il nostro fratello Aurelius! :clap

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    • Embé, Campa Ti Legno è una Caranzia di buone letture, oltre che di Crasse Risate all’occorrenza…anche questa volta non ti sei smentito. :dreaming
      Pravo!
      :clap :clap :clap

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      • aurelius
      • aurelius

      • 16 luglio 2014 at 22:04

      Grasssie grasssie Ssiori, fratelli, amici e cumparielli sparsi… :-) Debbo dire che stava nel cassetto da un po’; poi sapete…una scena, una canzone, un gesto. E torna il ricordo, l’ispirazione o il rifrugare tra cassetti e fileZ alla ricerca dello scritto perduto…et ecco qua’. :doubleup

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      • luporosso
      • luporosso

      • 17 luglio 2014 at 0:37

      Mi é piaciuto moltissimo, anche perché é scritto in uno stile diverso da tutto ció che hai scritto finora, o almeno cosí mi sembra.Affiora una delicatezza e un’attenzione ai dettagli (Consuelo…) che si addicono alle emozioni della protagonista.La definirei “un’instantanea di un’anima”.
      Bravissimo Fratel @aurelius :dreaming :clap :youdaman

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      • wolfarang
      • wolfarang

      • 17 luglio 2014 at 18:38

      Chapeau @aurelius gran bel racconto :clap

      bellissimo il passaggio della moquette:

      “si soffermo’ un attimo con lo sguardo su tutta la micro vita esistente su quei metri di tessuto”.

      Se posso permettermi un consiglio è di ridare un’occhiata alla punteggiatura in alcuni passaggi perchè, se è vero che il punto dona al racconto un tratto molto diretto e di immediatezza, alcune frasi secondo me starebbero benissimo se le lasciassi scorrere e sostituissi con le virgole.

      Ovviamente non son professore, e queste cose non tolgon nulla alla bellezza dello scritto.

      Ancora complimenti,
      Un saluto!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 17 luglio 2014 at 18:52

      Grasssie CaVo Luporosso. Beh insomma, indietro nel tempo, anche qui su PV, ho scritto cose delicate ma con dentro comunque storie pesanti, storie di ultimi, di ultime; o insomma piccole storie di margine, ma sempre con sensibilita’, questo e’ vero. Mi piace trovare comunque sempre una morale, o almeno una giustificazione alle cose delle persone e del mondo.
      Tranne poi, quando l’anima s’incazza ed allora il lato oscuro della macchina da scrivere prende il sopravvento. Mi metto il casco di Darth Feder ™ …e li so’ cazzi !!! :)) B-) :))
      Anzi, ho trovato impolveratissimo un pezzo molto bello, stile Erotico PV come piaceva tanto al CapEtano @LittleT Lady Godiva :bz …adesso in fase correttiva, a presto su questi schermi !!! :ohplease
      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 17 luglio 2014 at 19:10

      Ciao @wolfarang …grasssie anche a te ! ;-) Si infatti, diciamo che voleva essere in alcuni punti piu’ ritmato, in sospensione, quasi “rappato”; a volte mi piace dargli quella rapidita’.
      Comunque certamente con la virgola, su periodi che lo permettono, diventa piu’ leggero, fluido. Calcola che ho fatto copia incolla al volo da Word, neanche l’ho riguardato per bene ! :dreaming

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 19 luglio 2014 at 11:17

      Bellissimo!
      :youdaman :youdaman :youdaman

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      • aurelius
      • aurelius

      • 19 luglio 2014 at 18:19

      Eehhh…troppo buono CaVo @magic_mirror !!! :-) Ciao , grasssie e bentrovato !!! :doubleup

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      • Matt
      • Matt

      • 22 luglio 2014 at 14:14

      Me l’ero perso, bellissimo racconto.
      Come scrissi in un altro tempo e in un altro luogo, la bellezza per una donna povera puo’ essere una maledizione.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 22 luglio 2014 at 16:19

      Eehhh si Matt , sperando sempre in una sua rivincita. Certo il piu’ delle volte e’ solo fantasia per racconti !!! :Boh
      ps. Bene, vedo che c’hai la banana bella allegra e pimpante…meno male !!! :)) :ar :))

      WWOOOWW-WWOOOWW :doubleup

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 22 luglio 2014 at 17:17

      Bellissimo pezzo@aurelius… resto davvero stupita da come tu riesci a descrivere alla perfezione anche l’anima e il sentire femminile…
      La tua Kitty mi ricorda molto una ragazza, una a cui la vita aveva tolto davvero tanto e che ho avuto modo di conoscere in una comunità in cui facevo agli esordi tirocinio. Anche lei era bellissima e la sua figura attirò subito la mia attenzione… spiccava come una gemma in mezzo a tutti. Entrammo subito in sintonia.. ricordo ancora le prime parole che mi disse a bassa voce guardandomi negli occhi: che un giorno le sarebbe piaciuto avere un vestito come il mio (io indossavo un tailleur e un corpetto sotto giacca, niente di particolare insomma) ma in quelle parole io ci lessi tutta la voglia di emergere più di chiunque altro lì dentro, dalla situazione in cui si trovava… il cenno ai vestiti con cui mi aveva richiamato all’attenzione erano solo il pretesto, un grido d’aiuto.
      Mi raccontò un pò della sua storia, di come anche gente della sua famiglia aveva abusato di lei e di come per scappare dalla Romania era entrata nel giro della droga e della prostituzione qui in Italia. Le dissi che avrebbe potuto scegliere cosa diventare e che c’è sempre un mezzo per cambiare le carte in tavola. Non fu proprio semplice la sua riabilitazione… ma alla fine ce l’ha fatta anche lei.. Si trasferì a Bergamo dove iniziò a lavorare come cameriera… e da lì iniziò la sua nuova vita.
      E sempre bello leggere e sapere di qualcuno che ha saputo rialzarsi e non si è rassegnato al suo destino. A volte le vite sembrano scritte e invece no.

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      • Matt
      • Matt

      • 22 luglio 2014 at 20:50

      @aurelius la banana festaiola l’ho presa da te, me l’avevi postata una volta che mi ero offeso (per finta) perché parlavate male della Svizzera, mi fa morir dal ridere :)) :rotfl

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      • aurelius
      • aurelius

      • 22 luglio 2014 at 20:57

      E si Sig.na @whitestyle …le vite degli ultimi, che comunque contro il destino trovano l’anima e la forza per combattere e vincere, come Kitty, come la ragazza tua conoscente. Chissa’, forse come molti che conoscevo, conosco…forse a volte anche un po’ come me. ;-)
      Le picole storie accomunano tutti.
      Grasssie, Dottoressa, presentero’ i suoi saluti a quello scisso di mio Frate !!! :D :-P :dreaming

      E certo @Matt …so’ rincoglionito, ma mica all’ultimo stadio ancora !!! QuanTo mi sposero’ allora si, arivera’ il limbo e l’arteriosclerosi galoppante !!! :)) :dontsee :))
      Certo, te l’avevo postata io, mi sovvien… WOW !!! :doubleup

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 22 luglio 2014 at 22:03

      Eh.. ci avrei scommesso che dietro Kitty c’era un pò di @aurelius …
      Dicono che quando si vuole intensamente qualcosa, le forze della natura tramano a favore dello spirito per la realizzazione dei nostri sogni. Si diventa bravi ad ascoltare, percepire, interpretare i simboli, i fatti, le parole…si incontrano persone… Kitty ha incontrato Consuelo, Camila ha incontrato me e magari sulla tua strada presto ci sarà qualcuno/a… ;-)
      ps proprio perchè sei tu, sono andata a prendere un libro, si tratta di un piccolo libretto a me molto caro, che mi regalò molto tempo fa una persona speciale che porto nel cuore… questa mi disse che ogni volta che avrei avuto bisogno e che mi sentivo in un particolare stato di angoscia et varie, avrei dovuto aprirlo con la mano sinistra dopo aver contato fino a 3… (eh lo so, che da una strizzacervelli razionale uno ste cose non se le aspetta…) :-S non mi cacciate ve prego :)) però funziona… ogni volta che ho aperto quel testo, per me, mia sorella, un amico o un’amica cara… ha sempre dato il pezzo giusto…
      La malinconia che ho letto nelle tue ultime parole mi ha spinto a prendere il libretto e ad aprirlo… è uscito questo:
      “Molte volte un guerriero della luce è preda dello scoramento. Pensa che niente riuscirà a risvegliare l’emozione che desiderava. Spesso il pomeriggio e la sera, è costretto a mantenere una posizione conquistata senza che un nuovo avvenimento sopraggiunga a restituirgli l’entusiasmo.
      Gli amici commentano: “Forse la sua lotta è terminata”.
      Udendo questi commenti, il guerriero prova dolore e confusione perchè sa di non essere giunto dove voleva. Ma è caparbio e non abbandona ciò che ha deciso di fare.
      Poi, quando meno se lo aspetta, una nuova porta si apre”.
      Beh penso che il libro ci ha preso per l’ennesima volta, poi ecco, questo puoi saperlo solo tu… spero ti abbia fatto piacere che ti abbia riportato il pezzo ;-)
      Ricambio con affetto i saluti al fratello scisso :doubleup

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    • …per forza lo volete accasare al nostro Gamba di Legno…adesso solo la Dottoressa che si mette a fare la cartomante ci mancava, così siamo pronti per il prossimo raduno al manicomio criminale di Aversa! :clown :skull :bz :dreaming

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 22 luglio 2014 at 23:00

      :)) :)) @Little però siamo una bella combriccola ne? :dreaming
      Alla faccia di chi ci vuole male… :dreaming

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    • CaVa @whitestyle altro che…che mi venga un colpo se non lo siamo! :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 23 luglio 2014 at 7:23

      Beh caVa @whitestyle dal magico Tarocco sempre in borsa :)) …Ti ringrasssio et ottimizzo ovvio il libricino e le parole scritte: sicuramente sono poi momenti e sensazioni capitati a tutti. Ma si, mettiamola cosi: momenti di pausa, in serenita’, poi sempre con la voglia di novita’ o di conoscenza. Sia della vita che anco dell’Ammmmmore, certo. Ma non con spasmodica ricerca, o falsa speranza, o insoddisfatto desiderio ecco. Stamo qui…chi vivra’ vedra’ !!! ;-)

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      • aurelius
      • aurelius

      • 23 luglio 2014 at 7:25

      Eehhh si caVa la mia @LittleStrunz’ :)) …se mi sposo con conseguente RicevimIenDo…l’unica splenTita cornice e’ un bell’ O.P.G. !!! :rotfl :hairpull :ar :trongo :rotfl

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