• Stenka
    • Stenka

    • 3 giugno 2014 in Amore

    Il faut savoir quitter la table….

    Una bella canzone di tanti anni fa, penso di Aznavour, incominciava dicendo: il faut savoir quitter la table lors’que l’Amour c’est desservi (spero di avere scritto giusto) e questo “problema”, che puntualmente si presenta ogni qual volta che una Storia finisce, è quello che mi tormenta di più e che a volte arriva anche ad irritarmi in modo abnorme. Il perché è presto detto e si condensa in una domanda, e cioè: Perché, alla fine di una Storia, gli uomini ricordano maggiormente i momenti belli, che sicuramente ci sono stati, mentre invece le donne ricordano SOLAMENTE i momenti brutti? Pur cercando di vedere la cosa sotto tutti i punti di vista e da tutti i lati ancora, dopo tante Storie, non riesco ad arrivare ad una conclusione accettabile o che, almeno in parte, mi chiariscano il concetto. Una delle strofe della canzone finisce dicendo: Et reste seulement toute la tristesse…. E questo è vero, soprattutto se la Storia è stata non dico Importante ma almeno Bella. Tristezza che, secondo me, alla fine è quella che opera di più per ritardare la chiusura della ferita.

    C’è qualcuno della Ciurma (a parte quello Sporcaccione Senza Cuore di @epicuro, quel Pazzoide di @dragodoro e quel Senza Vergogna di @Matt) che sa illuminarmi in proposito? Oppure avete tutti un mazzo di ortiche al posto del cuore ed una bottiglia di rhum al posto del cervello? Thanks in advance for your kind (!?) reply.

    P.S. Darò in seguito spiegazione di cosa vuole significare l’immagine postata.


    Stenka ha scritto anche:




    • CaVo STENKA,
      Io sinceramente ho la sensazione di aver lasciato un buon ricordo di me nelle persone a cui ho voluto bene, ed in alcuni casi un gran bel ricordo davvero.
      In almeno un caso la mia influenza positiva ha avuto addirttura il potere di ridare speranza e fiducia ad una persona che era stata davvero un po troppo maltrattata dalla vita.
      Il prezzo che ho dovuto pagare per tutto questo é stato però alto, ed al di là delle ovvie sofferenze e lacrime e pezzi di cuore disseminati quà e là si riassume in due parole nella brutta sensazione di non essere stato amato quanto ho amato, e di non aver in amore ricevuto tanto quanto ho dato.
      Alla fine della fiera, avere una mezza dozzina di donne in giro per il mondo che vanno dicendo che sei stato l’amore delle loro vite è l’unica magra consolazione per colui che in più di una occasione ha puntato tutto ed ha perso amaramente.
      Se ne sia valsa la pena?
      Non lo so.
      Se lo rifarei potendo tornare indietro?
      Non lo so.
      Dal lato mio cerco di conservare solo i bei ricordi di quello che ho vissuto, consapevole del fatto che rimugginare sul male non farebbe altro che avvelenarmi l’anima, e cerco di farmi bastare e di accettare la consapevolezza di non poter comprendere appieno i misteri del Grande Disegno mentre continuo a ripetermi che se le cose andarono così ci sarà di sicuro un perché, anche se al momento magari questo mi sfugge…ma va bene così.
      :ar

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      • eggplant hunter

      • 3 giugno 2014 at 1:13

      io direi che se uno si è sempre comportato bene con le persone e che ha fatto ciò che riteneva giusto di fare, ha la coscienza a posto. Basta con i rimpianti

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 3:24

      LittleTruths,

      Caro Little. Sorrido, anche se un poco amaramente, leggendo il tuo post perchè è quasi la fotocopia del mio “excursus”, sopratutto quando si tratta di quantificare l’alto prezzo, in tutti i sensi, che si è dovuto pagare non ricevendo poi nulla, o quasi nulla, in cambio, nonostante l’aver dato pressochè tutto te stesso in una Storia nella quale si credeva fino in fondo. Non che per le mie storie pretendessi un granchè in fatto di Do ut Des, perchè quando ci si dà ci si dà incondizionatamente, sopratutto in “certe” storie, ma rimane sempre il fatto che un “ritorno”, quantomeno morale, te lo aspetti sempre perchè, giustamente, lo si ritiene dovuto. Anchio, quando ci ripenso, spesso mi chiedo se lo rifarei e/o se ne sia valsa la pena e quasi sempre mi ritrovo a concludere che, comunque, ne è valsa la pena. Se non altro per quei citati Momenti Belli che, ammettiamolo, ci hanno gratificato e ci hanno fatti sentire Vivi. Per il resto, come dici tu, “va bene così”. Grazie per il tuo pensiero.

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 3:29

      eggplant hunter,

      E’ vero, si ha la coscienza a posto ma, almeno a me, disturba sempre quell’Amaro che ti resta dentro sopratutto quando, ripensandoci bene, constati magari che solo tu, nella storia, ci hai “messo dentro”. Ma certamente hai ragione tu, bisogna smetterla con i rimpianti.

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 3 giugno 2014 at 4:42

      Ciao Stenka, in quanto donna, ti rispondo secondo la mia esperienza, che certo, non è nemmeno minimamente paragonabile alla vostra (gli uomini che hanno fatto parte della mia vita, sia nel breve, che nel lungo periodo si contano sulle dita di poco più di due mani) e di tutti, se ci penso, non ho che più o meno un felice ricordo… e non mi ritrovo nell’affermazione che le donne ricordano solo i brutti momenti. Ma qui la questione è davvero personale… Sarò stata fortunata io, che dire, ma non riesco a pensare a qualcuno con odio, sofferenza o tristezza, mi piace invece ricordare quello che di bello mi ha lasciato ognuno di loro… poi boh è probabile che tutto questo derivi dal fatto che nessuno mi abbia fatto davvero del male e che sul mio cammino ho sempre trovato uomini che hanno dato il 100% e mi hanno amato tanto, più di quanto potessi aspettarmi… Al contrario di quello che scrive il signor Capitano @Little Truths sento proprio di non essere riuscita ad amare quanto sia stata amata, spezzando a metà più di qualche cuore e causando dolore e sofferenza anche inconsapevolmente…
      Tirando le somme però, non credo di aver lasciato un brutto ricordo di me in giro, anzi… in linea di massima ho un buon rapporto con tutti quelli che bene o male hanno fatto parte della mia vita. Spesso mi capita di risentire o rivedere persone del passato e togliendo quel velo di nostalgia che in certi casi è in agguato…. ho letto sempre tra le righe che avevo lasciato comq qualcosa di buono…

      Venendo alla tue perplessità e cercando di dare una spiegazione.
      Più che “ricordare solo i momenti brutti”, le donne (in senso molto lato, non mi piace generalizzare) tendono a “drammatizzare”.. se qualcosa non è andato secondo i loro piani, per scacciare via l’idea della meta non raggiunta, tendono ad esasperarla. Banalmente: se la volpe non può arrivare all’ uva dice che è acerba.
      Vi è mai capitato di sentire parlare una donna ferita, innamorata, lasciata? immagino di si. L’uomo che poche settimane prima era il suo mondo, improvvisamente diventa un orco figlio di puttana. -E’ l’istinto di sopravvivenza che genera mostri- aiuta loro ad uscire dalla fase di disperata dipendenza. Poi naturalmente c’ è chi riesce a razionalizzare e tirare le somme in maniera equilibrata e a distanza di tempo vedere anche il bello e il buono oltre che naturalmente il brutto e la sofferenza. C’è chi invece, anche dopo qualche tempo, continua la crociata interiore contro il bene che continua a provare e per avere spunti intorno a se che possano aiutarla ad uscire dalla sofferenza, ne parla sempre in maniera negativa. Allora la domanda potrebbe essere… una donna che parla male di quell’uomo e di quella storia è perché ne è ancora coinvolta? beh potrebbe essere un indizio. Fatto sta che solo quando il rancore lascia il posto all’indifferenza il coinvolgimento è realmente cessato. ma anche qui. non si può generalizzare.

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 5:12

      whitestyle,

      Carissima, non posso che concordare con la tua acuta analisi della situazione. Mi incuriosisce inoltre il passo ” Allora la domanda potrebbe essere… una donna che parla male di quell’uomo e di quella storia è perché ne è ancora coinvolta? ” Dico questo perchè tu, da donna, puoi vedere la cosa da un’angolazione prettamente femminile (cosa preclusa a noi uomini!) e quindi passibile di ulteriore riflessione. In più, devo dirlo, questa tua particolare osservazione mi sta convincendo. Thanks a lot Darling!

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        • whitestyle
        • whitestyle

        • 3 giugno 2014 at 5:34

        Si, sono una donna ma anche una psicoterapeuta e forse più per questo che riesco ad avere una visione d’insieme piuttosto oggettiva; anche se per capire il genere umano non bastano esperienze e anni di studio :skull
        Mi fa piacere che in qualche modo ti abbia dato spunti su cui riflettere;))

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 5:39

      whitestyle,

      Grazie infinite cara whitestyle. Ci penserò.
      P.S. Una psicoterapeuta in questa gabbia di matti? C’è di che impazzire! Comunque: Best Wishes! :dontsee

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        • whitestyle
        • whitestyle

        • 4 giugno 2014 at 11:29

        Siete materiale prezioso per le mie osservazioni: una realtà cruda e senza filtro. Nessun testo può dare tanto. B-) Ma il motivo principale per cui sono qui è che mi fate troppo divertire… Siete gente simpatica e vera :ar
        Grazie a te per l’attenzione;)

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      • pv1
      • pv1

      • 3 giugno 2014 at 9:29

      Apprezzo moltissimo queste importanti, approfondite, articolate riflessioni che avete avuto la gentilezza di proporci.
      Stavo addirittura pensando di prendermi una settimana di ferie per leggermele con la dovuta calma ed attenzione.
      Poi però è successo un fatto gravissimo, che mi ha atterrato, sono distrutto.
      Mi hanno chiamato due amici, uno dietro l’altro, proprio mentre stavo leggendo questo affascinante Topic, per comunicarmi una notizia catastrofica:
      sembra che Katia del wellcum a luglio voglia prendere 2 (dueeee) settimane di vacanza per andare a casa!!!!!

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 9:35

      pv1,

      Comandante. Faccia mettere immediatamente Katia ai ferri!
      Firmato: il Mozzo.

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      • Matt
      • Matt

      • 3 giugno 2014 at 10:23

      Ottimizzo caro @Stenka, anche se mi hai escluso dal novero di coloro che possono illuminarti, di seguito eccoti il mio contributo (che infatti non c’entra una cippa ma suona bene):
      “Il n’y a plus que la Patagonie, la Patagonie qui convienne à mon immense tristesse”.
      :-?

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      • Stenka
      • Stenka

      • 3 giugno 2014 at 10:41

      Matt,

      Carissimo Matt. Non ti ho assolutamente escluso dal novero di quelli che possono, intelligentemente e saggiamente, illuminarmi. Nell’inciso ho semplicemente voluto sottolineare, come ad epicuro e dragodoro, una delle tue “qualità/peculiarità” :)) :)) .
      Del resto la tua valentìa la stai dimostrando con la tua citazione. Della quale te ne rendo grazie, anche per la Bellezza del pensiero. Take care my friend.
      (AZZ…mi sa che dopo uno sproloquio del genere mi promuoveranno da Mozzo a Leccaculo di Bordo….)

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      • onegold
      • onegold

      • 3 giugno 2014 at 15:31

      Ottimizzo tutti e per cosa vale confermo il fattore dramma esposto da @whitestyle
      Il lato emozional femminile sa essere spietato in certi momenti. Mi viene in mente la canzone dei Neri per caso “Le ragazze” :bz

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 3 giugno 2014 at 20:06

      @Stenka Arrivo tardi in questo suo interessantissimo topic…ma come si dice,l’importante e’ arrivarci,tardi ma arrivarci!
      Denoto nei suoi scritti una particolare tendenza ai ricordi,alle situazioni impalpabili. In definitiva un che di crepuscolare! La immagino mentre nella penombra,comodamente sprofondato in una vecchia poltrona In pelle Inglese fine 800,con alle spalle un dipinto del pittore Caspar David Friedrich ascolta rapito & a occhi socchiusi la “Cavalcata delle Walchirie” del grande Wagner! I suoi scritti mi portano sempre un misto di struggente malinconia & inaspettata euforia….i miei complimenti.

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      • luporosso
      • luporosso

      • 3 giugno 2014 at 22:00

      @Stenka,

      “IL FAUT SAVOIR” Testo e musica :Charles Aznavour

      “Il faut savoir encore sourire
      Quand le meilleur s´est retiré
      Et qu´il ne reste que le pire
      Dans une vie bête à pleurer

      Il faut savoir, coûte que coûte
      Garder toute sa dignité
      Et malgré ce qu´il nous en coûte
      S´en aller sans se retourner

      Face au destin qui nous désarme
      Et devant le bonheur perdu
      Il faut savoir cacher ses larmes
      Mais moi, mon cœur, je n´ai pas su

      Il faut savoir quitter la table
      Lorsque l´amour est desservi
      Sans s´accrocher l´air pitoyable
      Mais partir sans faire de bruit

      Il faut savoir cacher sa peine
      Sous le masque de tous les jours s
      Et retenir les cris de haine
      Qui sont les derniers mots d´amour

      Il faut savoir rester de glace
      Et taire un cœur qui meurt déjà
      Il faut savoir garder la face
      Mais moi, mon cœur, je t´aime trop

      Mais moi, je ne peux pas
      Il faut savoir mais moi
      Je ne sais pas…”

      ” BISOGNA SAPERE”

      “Bisogna saper sorridere ancora
      Quando il meglio si é ritirato
      E non resta che il peggio
      In una vita cosí stupida che fa venire da piangere

      Bisogna sapere, ad ogni costo,
      Conservare la dignitá intera
      E, malgrado quanto ci costi
      Andarsene senza voltarsi indietro

      Davanti al destino che ci disarma,
      Davanti alla falicitá perduta,
      Bisogna saper celare le lacrime
      Ma io, cuore mio, non ho saputo

      Bisogna saper lasciare la tavola
      Quando sparecchiano l’amore;
      Senza cercare di impietosire,
      Ma partendo senza far rumore

      Bisogna saper celare il dolore
      Sotto la maschera di ogni giorno
      E trattenere le grida d’odio
      Che sono le ultime parole d’amore

      Bisogna saper essere come il ghiaccio
      E azzittire un cuore che sta giá morendo
      Bisogna saper come non perdere la faccia
      Ma io, cuore mio, ti amo troppo

      Ma io, io non posso
      Bisogna sapere ma io,
      Io non so”

      Mi sono permesso di tradurre (con la venia del Chiarissimo Prof. @epicuro) questa struggente canzone di Aznavour per coloro che non conoscano il francese.La traduzione é il piú letterale possibile,salvo alcune minuscole modifiche per rendere lo stesso senso della frase nelle due lingue.

      “Due lingue sono sempre meglio di una” (Cit. Lo Zio di luporosso N.d.R.)

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    • Caro Stenka, in linea di massima, come scrive Whitestyle, è un’apposita demonizzazione della storia per esorcizzarla ed evitare dolorosi ricordi. Sei più Casanova che DonGiovanni, come il veneziano vorresti mantenere un ottimo ricordo delle tue esperienze, limitati a considerare che se quella donna ha voluto ricordarsi i lati brutti magari è fatto apposta per concentrarsi sul suo nuovo partner, per evitare distrazioni.
      Una donna che mette fine, puo’ farlo da un giorno all’altro, passa da un ti amo ad un vaffanculo nello spazio di 24 ore e ti caccia la frase fatale :”non sono sicura dei miei sentimenti”. Noi uomini ci poniamo mille quesiti, cerchiamo di evitarle sofferenza, esitiamo, titubiamo, io come te e Little do’ tutto me stesso, se la donna è in grado di amarmi in egual misura nasce la Storia con la ESSE, altrimenti si crea quella disparità in cui ognuno tendenzialmente cerca di raggiungere il proprio piacere senza preoccuparsi troppo dell’altro.
      Concludo dicendo che chi si gira dall’altra parte quando mi vede, o parla male di me, o mi guarda male, è chi mi ha amato o desiderato, chi mi saluta cordialmente era sul cazzo di un altro cinque minuti dopo che mi aveva lasciato ;-)

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    • Ti accordo massima fiducia caro luporosso, in questo periodo di esami ho le palle come due mongolfiere di traduzioni e varie, se dovessi rinascere opterei per la ginecologia, esami senz’altro più interessanti ;;)

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      • pelato
      • pelato

      • 3 giugno 2014 at 23:24

      :-? :-? mahhh io un c ho capito na cippa cmq dehhh lo saoete la mia cura per i rimpian :D :bz ti è una bella sbronza :ar

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      • luporosso
      • luporosso

      • 3 giugno 2014 at 23:35

      epicuro:

      Concludo dicendo che chi si gira dall’altra parte quando mi vede, o parla male di me, o mi guarda male, è chi mi ha amato o desiderato, chi mi saluta cordialmente era sul cazzo di un altro cinque minuti dopo che mi aveva lasciato

      Ottimizzo! Questa considerazione é veramente impossibile da ribattere, almeno imho.

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      • Stenka
      • Stenka

      • 4 giugno 2014 at 3:29

      dragodoro,

      Caro dragodoro (splendido il quadro!). Mah, sai, io sono un soggetto un po’ “strano” e pieno di contraddizioni (così mi definisce la quasi totalità di parenti ed amici) e quindi, a differenza di quanto tu scrivi, prova ad immaginarmi (nonostante la mia veneranda età) in jeans e maglietta con scritto “I love the bitch” seduto, in ciabatte, su una semplice sedia a sfogliare un libro con le immagini dei quadri dei miei tre pittori prediletti che qui metto in classifica: Caravaggio, Bruegel e Botero. In quanto alla musica la Cavalcata è ok ma, sinceramente, mi entusiasma di più l’Ouverture del Guglielmo Tell, forse perchè ho più simpatie per il suo godereccio autore che non per il serioso Wagner, anche se Wagner può essere definito l’Enciclopedia della Musica. Perciò, come vedi anche tu, per me “non c’è proprio speranza”. Grazie ancora per il tuo bellissimo post. :youdaman :heyhey

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      • Stenka
      • Stenka

      • 4 giugno 2014 at 3:38

      epicuro,

      Caro Mestro. Io mi sconquasso, mi scartello ed eziandio mi scompiscio nel leggere le sue pietose bugie che alludono ad impegni di presunti esami quando invece si sa benissimo che lei se ne sta aqquattato in una sperduta casa colonica della Provenza con una laida prostituta e con il sacco di denaro che lei ha ammucchiato truffando tutti noi poveri fessi che abbiamo abboccato alle false promesse della sua sordida E.T.F.T. Si vergogni! E si cosparga il capo, ed i testicoli, di cenere. Ardente.

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      • Stenka
      • Stenka

      • 4 giugno 2014 at 3:43

      epicuro,

      Cit. “Concludo dicendo che chi si gira dall’altra parte quando mi vede, o parla male di me, o mi guarda male, è chi mi ha amato o desiderato, chi mi saluta cordialmente era sul cazzo di un altro cinque minuti dopo che mi aveva lasciato”. Vangelo puro Caro Maestro, alla faccia di tutti i possibili sentimentalismi!

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      • onegold
      • onegold

      • 4 giugno 2014 at 9:33

      …hai quotato la frase che avrei voluto riportare io. Parole Sante…

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 4 giugno 2014 at 11:29

      epicuro:
      Concludo dicendo che chi si gira dall’altra parte quando mi vede, o parla male di me, o mi guarda male, è chi mi ha amato o desiderato, chi mi saluta cordialmente era sul cazzo di un altro cinque minuti dopo che mi aveva lasciato ;-)

      molto vera anche questa :clap

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      • luporosso
      • luporosso

      • 4 giugno 2014 at 18:23

      Stenka,

      Qualcuno doveva pur dirlo…

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