• Ditemi sempre di sí.

    È un Novembre particolarmente cupo e piovoso dalle mie parti che ti ritrovi nel mezzo del pomeriggio quando hai ancora una cifra di affari da sbrigare giá aggredito dal precoce imbrunire con sta pioggia malevola che ti schizza finestre, parabrezza e ombrelli e ti inumidisce ossa e anima.
    La settimana scorsa si inscuriva pian piano uno di questi grigi pomeriggi che mi trovavo nella sala d’attesa dell’ ambulatorio di un ginecologo.
    Ci accompagnavo la mia consorte per una visita di prassi, ste robe da donna insomma: sta meglio di me.
    Un pacato salottino scarsamente illuminato e un poco demodé con una veranda ornata di qualche pianta dalla quale la fiacca luce del giorno smorzava sempre di piú.
    Una fonte di luce fredda e professionale veniva dall’ entrata dove stava appollaiata l’occhialuta segretaria del dottore, vigile e silenziosa come una vecchia civetta.
    La televisione a volume zero mostrava Tom Cruise che correva in macchina, sparava o parlava con una tipa bionda che ho giá visto in altri film ma non saprei dire il nome.
    Io stavo bel bello curvo sul mio Ipad e mia moglie sul suo smart-phone sicché non avevamo bisogno della luce e neanche di rompere l’ovattato silenzio della stanza.
    Affondavamo placidi nella silenziosa penombra immersi nelle nostre letture:
    le menate che postano le sue amiche in facebook lei e io in un ostico saggio sulla natura umana in Marx, che mi tocca tornare indietro ogni 3 righe sennó non ci capisco una emerita minchia.
    Tra le citazioni del “Grundrisse” e di David Hume.
    Un attutito trillo dal campanello, la porta si apre. S’ode un breve conciliabolo con la segretaria e quindi la nuova paziente irrompe nel nostro placido mondo.
    È sola e si muove con discrezione ma lo stesso mi secca un poco, chi é sta scassacazzi:
    si stava tanto bene noi qui pacifici da soli.
    Sicché faccio quasi questione di non alzare neanche la testa.
    Asociale e antipatico sono. Lo so.
    Ma mia moglie no: tutto il contrario, saluta cortese la nuova venuta che sta appendendo all’ attaccapanni il cappotto.
    Risponde una voce vellutata e giovane.
    A sto punto, praticamente senza voler alzo la testa:
    una cascata di boccoli castani, piú di 170 cm di voluttuose curve portate con modestia e senza cenno di ostentazione dentro indumenti molto classici e elegantemente poco apparescenti.
    Non saluto comunque, sia chiaro.
    Ma con discrezione la scruto sedersi.
    Giusto davanti a me.
    Lineamenti regolari, naso piccolo, belle labbra e grandi occhi scuri un po’ malinconici.
    Detto in breve e senza tanti giri di parole: na gran bella figa di un 28 anni o giú di li.
    Sicché non me ne vogliano Marx, Hegel e neanche Aristotele ma presi a distrarmi sempre piú facilmente dalla lettura per sbirciare il superbo esemplare di femmina che mi trovavo davanti.
    Anche perché i suoi profondi e intelligenti occhioni scuri sembravano proprio intenti a studiare la mia indegna persona.
    Distolgo lo sguardo, mia moglie é lá…. e anche non fosse, si sá: sono un burbero timidone:
    ma questa diciamo che praticamente mi fissa proprio.
    “cazzo” riassume il pensiero piú profondamente articolato che li per li sul momento mi venne.
    Ma in veritá, non sto mentendo o insaporando la scenetta, ammetto che apparte la notevole avvenenza, la tipa mi ha un qualcosa di familiare.
    Ha tratti somatici che la potrebbero inserire senza forzature quale esemplare inusualmente ben riuscito della mia famiglia di parte paterna.
    Ma non mi risulta aver cugine da ste parti comunque.
    Alla fine mia moglie si decide a far la sua consueta parte e attacca bottone:
    sará perché la tipa ha, indipendentemente dall’ attrattivitá sessuale, un aspetto accattivante;
    sará perché mia moglie attacca bottone facile in ogni caso;
    sará perché ha fatto rilevato con la sua proverbiale attenzione e sti dettagli che la tipa mi guardava ed ha deciso di agire preventivamente.
    Dopo qualche irrilevante convenevolo, la giovane rompe rapidamente gli indugi scusandosi
    per aver “fissato suo marito”:
    rivela che non era riuscita a farne a meno e anzi era perfino un poco scossa.
    Racconta di uno suo zio schizofenico che un 10-15 anni prima era scomparso senza che se ne fosse trovata piú traccia: questo zio le risultava la mia copia spiaccicata secondo quel che ricorda. Aveva un 40 anni quando sparí dice. ( qualche anno piú di me adesso perció ).
    A sto punto, chiamato in causa, mi son sentito obbligato a partecipare alla conversazione.
    Ammisi quindi che rinvenivo in lei tratti della mia famiglia paterna ma dal breve confronto delle nostre genealogie familiari non le risultarono avere parenti italiani, come a me non risulta averne di portoghesi.
    Comunque per lo meno chiarimmo che non ero il suo scomparso zio.
    Almeno credo.


    AtiLeong ha scritto anche:



      • CCSP
      • CCSP

      • 29 novembre 2018 at 10:56

      E chi lo sa che cosa abbia combinato Sig. Attilio… può darsi che pure lei, come il Capitano fece a suo tempo, abbia attraversato l’ Universo e sia tornato a casa pazzo… :ar
      La pazzia fa restare giovani, così si dice.
      Concordo con lei sul peso di alcuni tomi che esattamente non si confanno a chi si è bruciato milioni di cellule cerebrali con Ron di pessima fattura…
      Mi sono cimentato pure io con il caro vecchio Nietzsche and Co. qualche giorno fa, ma mi sono quasi subito rotto i coglioni. :ar

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 29 novembre 2018 at 15:00

      Bello e descritto come al solito in modo ineccepibile, questo scorcio di vita ambuatorial:…gin-eco-logica Esimio Dottore!
      Eh si! Ne succedono di cose “apparentemente” curiose in codesti luoghi di attesa, anticamere di minuziosi controlli corporei.
      Luoghi deputati, ovattati, una specie di terra di nessuno, vista la loro asettica natura.
      Anche al PdN, in passato successe una cosa simile. In attesa in una stanzetta pre-mortuaria et maleodorante.
      Ma, a differenza del bel prototipo di femmina da Lei doviziosamente descritto, ahimè…nel mio caso si trattava di una vegliarda, che, accompagnata da un nipote, mi scrutava allibita!
      Beh le ricordavo un suo fratello emigrato non so quanti anni addietro in Canada, di cui non aveva più notizie e oramai lo dava sicuramente per morto!
      Ma tornando alla sua storia e conoscendo giusto qualche etto la torbida razza femminina, mi sa che la donzella in questione, da brava gran furbacchiona, glisso’ astutamente sulla storiella dello zietto…sarà, ma che dire, a volte a pensar male, come si suol dire…ci si azzecca!
      Avrei voluto con curiosità sapere la versione identica, ma modi Ficata, vale a dire, se Lei Esimio, fosse stato in attesa, ma…senza la sua Gentile Signora a seguito. :-? :heyhey

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      • Matt
      • Matt

      • 4 dicembre 2018 at 9:23

      Affettuosi saluti a tutti!
      Ma che fine ha fatto il nostro capitano @littletruths? Spero stia navigando in acque sicure.
      Sig. AtiLeong il suo bel racconto mi ha ispirato certe riflessioni.
      Se una femmina ci guarda per qualche interesse lo fa di nascosto. In altri casi ci guardano per motivi contorti: magari per istantanea rivalita’ verso la donna che ci accompagna, per seminare zizzania tra marito e moglie, per testare il loro fascino. O per pura curiosita. Nel suo caso la ragazza potrebbe anche essersi inventata tutto, solo per intrufolarsi momentaneamente nella vostra coppia. Non credo veramente che ella abbia preso a fissarla senza rendersene conto. E sono quasi sicuro che nemmeno sua moglie l’abbia creduto, e non abbia fatto mille deduzioni che noi nemmeno possiamo immaginare.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 dicembre 2018 at 20:11

      Il Capitano in acque tranquille? Giammai! :ar Starà conquistando isole, bevendo Ron e scopando piu’ Donne di Facili Costumi di quante ne possiamo solo sognare.
      Oppure sta attraversando di nuovo l’ Universo per tornare a casa ancor più Pazzo o non tornarci affatto.
      C è chi dice che forse si e’ sposato con Jessica del Grande Mare ed ora aspettano un pargoletto.
      O forse ha messo in scena il suo decesso per andare poi a vivere in gran segreto su quell’isola assieme a Marilyn, Elvis, Tupac, Amy Whinehouse e gli altri.
      O forse è finalmente approdato laddove finisce l’arcobaleno e ha messo le mani sul mitico Pentolone d’Oro… e già che c è, conoscendolo, si sta ficcano in tasca anche qualche stella.
      O almeno a me piace immaginare Lui,me stesso e tutti gli altri ancora così come ai vecchi tempi… :ar

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 dicembre 2018 at 17:10

      Temo che Lorsignori sopravvalutino assai il mio ascendente sul gentil sesso…
      Che io invece dal canto mio, alla storia dello zio pazzo vi ho bellamente creduto.
      Adesso mi ci avete fatto venire i dubbi. :-?

      Per quanto concerne il sSignor Capitano :
      Ordunque mi si vuol dire che non vi son notizie di Sua Eccellenza ?
      Che il vascello naviga senza guida alcuna in balia dell’ onde…?
      :-S
      Prego allor il Padre Nettuno affinché lo protegga nelle spiagge che lo albergano dandogli Jessiche e Ron Añejo in abbondanza.

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 13 dicembre 2018 at 16:32

      @AtiLeong
      “Per quanto concerne il sSignor Capitano :
      Ordunque mi si vuol dire che non vi son notizie di Sua Eccellenza ?
      Che il vascello naviga senza guida alcuna in balia dell’ onde…?
      :-S
      Prego allor il Padre Nettuno affinché lo protegga nelle spiagge che lo albergano dandogli Jessiche e Ron Añejo in abbondanza.”

      Sperando che il nostro Condottiero sia sempre in buona salute e se la spassi alla facciaccia nostra: Dico…suvvia Veneratissimo Ssior Capitano @LittleTruths, non ci faCCi stare sulle spine! La sua ciurmaglia lo chiede in coro!

      “Oh Capitano, mio Capitano…
      non lasciarci in balia di questo
      Oceano cattivo & strano
      Senza di Lei la bussola manca
      da soli non c’è la si fa’
      e la mano oramai e’ stanca
      Lei e’ un faro che illumina la via
      il dito che indica
      la voce che consola
      il piatto di sugo con affogata una braciola
      il bicchiere che si alza
      la mutanda che si abbassa
      ci solleva dalle angosce
      e ci fa posar la mano sulle cosce
      in qualche bettola
      in qualche porto lontano
      spero un di’ di rincontrarLa
      e di stringerLe la mano
      ci sollevi dalle pene
      rompa lesto le catene”

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