• Cartolina da Bali, Isola degli Dei

    Non ci sono grandi contributi personali o racconti, è un semplice ritratto, visto dai miei occhi, e qualche curiosità di un luogo in cui mi sono trovato a mio agio e che ricordo con affetto.
    Isola indonesiana molto famosa e generalmente amatissima…..
    Fa parte di un arcipelago di ben 17508 isole.
    Ci sono stato nel 2012, a gennaio, stagione delle pioggie, non certo il periodo migliore per le spiaggie ma senz’ altro quando la vegetazione è lussureggiante e da il suo meglio.
    La concomitanza con la scarsa affluenza turistica della bassa stagione mi ha permesso di evitare la folla e ritagliarmi visite, a siti molto importanti, addirittura in solitaria.
    In quel periodo passavo la stagione estiva in Italia, turni massacranti di lavoro sulla Riviera Romagnola con un caldo infernale, contando i giorni, le ore e i fottutissimi minuti che mi separavano dal annuale partenza autunnale, per andare a “svernare” in paesi caldi.
    In pratica lavoravo 70 ore a settimana per 6 mesi per poi passare il resto del anno a zonzo per l’ Asia….
    Con la Thailandia come base, dove passavo periodicamente a ricaricare le pile ( in parole povere a svuotare le palle).
    Amici che erano stati a Bali prima di me me ne avevano parlato male ed erano convinti che mi sarei trovato male anch’io….
    Invece a me è piaciuta profondamente…..la godibilità di un luogo dipende dal viaggiatore e dallo stato mentale in cui esso ci arriva.
    Va da sè che dopo mesi di lavoro massacranti ho trovato piacevolissimi posti i quali, in altri stati d’ animo o periodi, avrei definito quantomeno spenti….
    L’ isola misura circa 110 chilometri di altezza per 150 di larghezza.
    I miei conoscenti avevano impiegato il loro soggiorno prevalentemente a Kuta, la meta più ambita dai surfisti, mentre Ubud, al centro dell’isola, tra foreste e terrazze di riso, è senza dubbio la capitale culturale di Bali e vi si ritrova la scena rurale impermeata dello spirito balinese.
    Non ho avuto dubbi e appena arrivato all’ aeroporto di Denpasar, ho preso un taxi per Ubud…
    Il loquace tassista  ha incominciato subito a farmi domande…..anche se ormai i balinesi sono consapevoli della differenza culturale e tanti lati dei comportamenti stranieri vengono tollerati, è grande maleducazione non rivolgere domande al proprio interlocutore. La domanda è segno di interesse….
    Famoso ed esilarante il caso di una donna, durante i primi anni di sviluppo turistico dell’ isola, che ricevette una decina di domande da un balinese senza farne mai una a sua volta….
    Lo vide sempre più adirato senza capirne il motivo…..alla fine lui sbottò : “…e comunque io ho 3 figli!!!”
    Altro esempio palese della diversità, è il dover fare attenzione a non mettersi le mani ai fianchi, poichè nella loro cultura è sinonimo di aggressività, abitudine tramandata dalle rappresentazioni teatrali.
    Ad Ubud dormivo in Monkey Forest Road, nome che deriva da un parco con santuario
    dominato da 300 scimmie, che sono i veri e propri padroni di casa della cittadina.
    Scorrazzano ovunque, non temono nessuno, fin troppo friendly…..ogni mattina salgono sui tetti e i terrazzi delle case per mangiare il cibo che i balinesi offrono ai loro Dei giornalmente.
    Me li trovavo tutte le mattine a gruppi di 3 o 4 sul mio terrazzo, a mangiare le offerte o spaccare le piante. Odiosi bastardi…..ma vagli a dir qualcosa! Ti saltano in faccia!
    La vera Bali, o quantomeno la definizione della vera Bali che ho in testa, l’ ho trovata uscendo dal circuito classico del turista e andandomi a cercare le situazioni che volevo…
    Ogni mattina partivo con il mio scooter da Ubud e alla prima  strada di campagna che trovavo mi ci infilavo dentro e la seguivo….
    Nelle foto in fondo, le scene e i meravigliosi scenari che mi trovavo davanti….
    A parte un paio, sono tutte scattate con una digitale da 50 euro….tanto per farvi capire la bellezza che vi si può trovare.
    Scene di vita balinese di tutti i giorni, dove i nativi si stupivano a vedermi in zona, più di quanto mi stupivo io nel vedere queste meraviglie.
    Insomma uscivo dalla gabbia…….durante i miei viaggi cerco di farlo sempre, così come nella vita….
    Non sei sicuro di trovare qualcosa, magari fai un buco nell’ acqua…..oppure puoi trovare qualcosa di straordinario. La bellezza e la ricchezza della diversità, che è quello di cui mi nutro quando sono in viaggio.
    Il tutto unito ad una  cosa splendida : avere tempo!
    Il tempo di godersi le cose, magari più di un ora solo per bere un caffè balinese davanti a una risaia a terrazzo o mangiare un riso in un warung, i tipici chioschi indonesiani.
    Il tempo di pensare….
    Quando sei solo e hai del tempo per te stesso, la mente vaga nell’ introspezione, tirando le somme della vita oppure con pensieri che giocherellano a rincorrersi, nascondersi e riapparire.
    Sull’ isola ci sono oltre 20 000 templi e svariati vulcani, tra cui il Monte Batur che ho visitato (1 717 m s.l.m.), al centro dell’isola : si ritiene che un’eruzione di quest’ultimo  sia stata la più violenta  avvenuta sulla terra.
    Il calendario balinese è di 210 giorni, scandito spesso da, ai nostri occhi, stranissime feste : su tutte il Nyepi Day, il giorno del silenzio.
    I nativi sono convinti che i demoni scendano sulla terra in quella giornata, cercando delle anime da tormentare.
     Il giorno della festa tutto tace: le luci vengono spente, le attività chiuse (persino l’aeroporto) e su tutta l’isola cala il silenzio. Gli abitanti credono infatti che solo così sia possibile ingannare i demoni, facendo loro credere che l’isola sia disabitata….. e così credendo se ne vadano…..
    Dopo qualche tempo ad Ubud, da dove mi sono mosso giornalmente verso altre località, mi sono spostato a Kuta….
    E’ la zona della movida, strapiena di australiani che surfano e locali da nightlife.
    E’ qui che ho notato i famosi kowboys di kuta, i ragazzi indonesiani, spesso tatuati e con vestiti attillati, che si accompagnano a straniere attempate in cambio di cene, soldi e quant’altro.
    Onestamente Kuta mi ha fatto schifo. Dopo il verde e la calma di Ubud, mi sono ritrovato nel cemento e nel traffico.
    La spiaggia sembra quella di Mumbai…..hanno alzato un muro di cemento sul lungomare, per evitare che la sabbia vada in strada, in quanto l’ isola è sempre spazzata da venti.
    Piena di venditori e rompicoglioni…..ogni tanto tornavo in camera per evitare le loro insistenze, e dire che ho girato parecchio e ci sono abituato.
    A me non è piaciuta, ma capisco perfettamente che per i surfisti kuta e bali in genere sia un paradiso. Belle onde durante il giorno, eventualmente escursioni e volendo locali per sbronzarsi la notte(ndr. pure qualche troietta, anche se non è proprio il posto ideale)
    Il tutto condito da uno dei luoghi più economici che io ricordi….
    Nel 2012 l’ euro aveva già perso parecchio sulla rupia indonesiana, ma mangiavo nei varung anche con meno di un euro e facevo benzina a 30 cent al litro.
    Purtroppo tutto quello di cui ho parlato sopra ha portato Kuta ad essere presa di mira da terroristi islamici, che nel ottobre del 2002 fecero esplodere il Sari Club e il Paddy’s Pub, due locali che consentivano l’ ingresso quasi esclusivamente agli stranieri.
    Ben 202 persone morirono quella sera di cui 88 australiani, 38 indonesiani e 1 italiano e centinaia furono i feriti.
    Gli edifici vicini furono distrutti e finestre si infransero ad isolati di distanza.
    L’ ospedale locale non era equipaggiato ad affrontare un disastro di una simile portata e tanti feriti furono trasportati addirittura in Australia…..
    Kuta è stata l’ ultima tappa del mio viaggio a Bali e da li mi sono poi mosso alla volta della Thailandia.
     Ogni tanto un’ immagine mi ricorre alla mente, una delle più piacevoli : l’ immagine di me stesso, seduto sulla terrazza della mia camera di Ubud come facevo ad ogni tramonto. Osservando qualche scimmia che si rincorreva sui cavi elettrici o sui tipici e bellissimi tetti balinesi a punta spiovente. Con il suono delle campane a vento che si trovano dappertutto e che quando tira la brezza, rendono l’ ambiente ancora più surreale….
    Guardando con grande curiosità le donne vestite col sarong che mettevano banane, incensi e altre offerte, nei piccoli templi o altari in ogni casa.
    Osservando questa religiosità nei gesti quotidiani dei balinesi, questa convinzione, che qualcuno chiamerebbe superstizione, che loro e altri popoli hanno, che a volte da l’  illusione che loro abbiano le risposte che cerchiamo.
    Senz’ altro sono splendidi ritagli di ricordi che sfumano pian piano…..
    Ma questa di Bali è una cartolina che conservo, nel cuore e nella mente…….

    CCSP ha scritto anche:




    • Lo sai CCSP che è un’isola che conosco bene senza esserci mai stato, mi ero preparato un itinerario dettagliato poi il viaggio mi è sfumato, comunque volevo evitare proprio Kuta e concentrarmi in particolare sull’estremo sud (uluwatu)ed a Nord Ovest, (menjangan)dove, a parte gli squali, il mare pare sia favoloso.
      Le scimmie rompicoglioni :)) è vero, comunque ti fanno schiattare dalle risate. Ho letto che le isole vicino sono favolose, secondo me una volta li’ vale la pena come hai fatto tu spostarsi molto, e credo che per i prezzi convenga passare da Kuala Lumpur perchè il diretto, almeno dalla Francia, è carissimo ;-)

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      • CCSP
      • CCSP

      • 2 maggio 2014 at 10:12

      Ho sentito anch’io che le isole attorno sono bellissime….amici sono stati alle gili e me ne parlavano come delle maldive. Comunque l’ indonesia ha un grandissimo potenziale, si parla di numeri tra i 17500 ai più delle 18000 isole a seconda delle stime. Se non ricordo male uluwatu è il posto con le onde migliori di bali, credo addirittura sui 5 metri, un mito per i surfisti

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 2 maggio 2014 at 13:57

      Il suono delle campane a vento: lei lo scrive e a me pare di sentirlo di nuovo.
      Sono stato a Bali troppi anni fa, ma mentre leggevo me la rivedevo.
      “un posto che ricordo con affetto” ecco credo siano parole che ben si adattano pure ai sentimenti che mi animano in relazione a questa strana isola che e pure la patria della piu romantica Alina che abbia avuto.

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        • CCSP
        • CCSP

        • 2 maggio 2014 at 14:07

        Grazie @AtiLeong! Non immagini che piacere mi faccia se questo scritto ti ha fatto riaffacciare alla mente un ricordo o un pensiero! Se un giorno dovesse venirti l’ ispirazione, leggerò volentieri di questa tua Alina…. :ar

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 2 maggio 2014 at 14:02

      L ‘isola piu vicina credo sia Lombok.
      L’ ho visitata all’ epoca ma francamente me la ricordo pochetto. Un bel posto di mare tropicale come ce ne sono tanti mi pare.
      Mi ricordo solo uno spiacevole faccia a faccia con uno squalo bianco mentre bestemmiavo contro la corrente praticamente aggrappato alla barriera corallina.
      Un po’ piu in la c e pure Komodo, famosa per lucertoloni giganti. e anche Flores di cui mi han ben parlato tempo fa.

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        • CCSP
        • CCSP

        • 2 maggio 2014 at 14:13

        Brutta storia quella dello squalo! Qua dove sto io è pieno, a 3 km da casa mia circa tre mesi fa uno squalo di 3 metri ha ammazzato un ragazzo di 19 anni….
        Avvistamenti ripetuti anche vicinissimo alla riva e da quando sono in Australia ci saranno già stati 5 o 6 morti…..certo è molto più rischioso farsi un giro in macchina, ma io ho smesso di nuotare al largo

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        • …al largo?
          Pensa che quando stavo in Sudafrica uno squalone enorme s’è magnato intero a un tizio che stava nell’acqua fino all’ombellico!
          Il poveraccio tra l’altro era dello Zimbabwe (dove non c’è mare) in visita per la prima volta in Sudafrica…facile immaginare che fosse anche la prima volta che vedeva l’Oceano… :skull
          L’ha visto coi controcazzi direi.
          :ar

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      • Joydevivre
      • Joydevivre

      • 2 maggio 2014 at 14:08

      Ah Bali! :pray …ci sono andato 4 anni di seguito…è stato amore puro per la gente il cibo e i colori di un isola che grazie al turismo sopravvive meglio di altre dell’arcipelago indonesiano…ero lì anche nell’estate del,2012 e sono partito per culo 3 giorni prima della bomba…la sera a kuta i locali da girare sono quasi tutti li se non vuoi andare a siminiak.
      Grazie per la tua cartolina! mi ha fatto riaffiorare un sacco di ricordi che proverò a mettere giù e condividere..comunque se ci torni fatti un giro alle gili(gili meno è un paradiso :doubleup )..e se fai surf :yea a lombok!le spiagge non sono di natura lavica come a bali ma molte sono di origine corallina,quindi bianchissime, purtroppo la popolazione è quasi totalmente di religione musulmana e questo si traduce spesso in attitudini poco friendly rispetto ai modi quasi sempre sereni degli induisti balinesi!

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        • CCSP
        • CCSP

        • 3 maggio 2014 at 1:16

        “Il poveraccio tra l’altro era dello Zimbabwe (dove non c’è mare) in visita per la prima volta in Sudafrica…facile immaginare che fosse anche la prima volta che vedeva l’Oceano… :skull”

        @LittleTruths il classico caso in cui si dice “buona la prima” :skull :))

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      • CCSP
      • CCSP

      • 2 maggio 2014 at 14:24

      “ero lì anche nell’estate del,2012 e sono partito per culo 3 giorni prima della bomba”

      Te pensa che scherzo che è la vita a volte….bombe esplose verso le 23, la prima con uno zaino dentro il primo locale e la seconda (la grande) venti secondi dopo in una macchina parcheggiata fuori dal secondo locale….in modo che chi si fosse riversato in strada a vedere sarebbe stato coinvolto. Se tu fossi stato a kuta quel giorno sarebbe stato molto probabile finirci in mezzo! La via di ritrovo serale è quella….
      Grazie a te del contributo @Joydevivre e aspetteremo il tuo scritto!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 maggio 2014 at 8:46

      Fratel @CCSP …bene, bel ricordo, e vedo molti altri rimembrar le loro gesta in quei luoghi. Molti amici sono andati a Bali, ci fu’ la grande moda nella fine dei 90…circuiti classici. Invece ecco, quando si va’ in quei posti, a meno che non sia lavoro, grandi Ammmmmori ot altro, e’ bene deragliare dalle autostrade e cominciare a percorrer mulattiere. Tanto l’essenza di un luogo e della sua gente non si potra’ saccheggiare in pochi giorni. Ma almeno, si tornera’ a casa con addosso un po’ della loro polvere, che con i soliti mocassini ben lucidati da quelle insulse shoe-shine delle Hall.
      :doubleup :dreaming ;-)

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        • CCSP
        • CCSP

        • 3 maggio 2014 at 15:32

        Già, fratello @Aurelius! Cercare di perdersi, magari è meglio dire immergersi….che è poi un altra differenza di cui si è già parlato in precedenza, tra il turista e il viaggiatore.Il viaggiatore ha un cromosoma e una grande dose di sensibilità in più. Parlando invece di stile di vita, ecco, in quello io non mi sono mai immerso completamente, nemmeno nei viaggi più lunghi o significativi.Sono sempre rimasto attaccato al mio filo, anche profondamente italiano se vogliamo….. Nel senso, spero, buono del termine. Gente che ad esempio è andata in India è cambiata radicalmente, si è vestita come loro, ha pensato come loro….alcuni solo per moda, altri per davvero.

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          • aurelius
          • aurelius

          • 3 maggio 2014 at 19:22

          Ottimizzo @CCSP CaVo…infatti. Lo abbiamo gia’ detto; il viaggio, l’esperienza, il giro in un posto, e’ quello che a molti di noi si confa’, non certo il pacchetto all inclusive nel villaggio con splendida gita al mercatino caratteristico et serata danzante con ricchi premi e cotillons…dopodiche’ ad ognuno il suo.
          Il secondo aspetto e’ piu’ peculiare da indagare, e me ne sono accorto ad esempio nel mio giro in Brasile ultimamente. Rimanere sempre cio’ che siamo, col nostro bel personaggino che ci portiamo appresso da una vita, a torto o ragione. Sperando d’esser persone decenti, in molti posti, specie se lontani, interessa di piu’ la novita’ o il far rivivere o ricordare quello che di buono, tanto, ha l’Italia e gli Italiani senza la G.
          Anche perche’ se uno va’ la’ ad esempio Brasile, e gli parla di Lula, o della spezia che va’ nella cucina Mineira, o fluentemente in Portoghese tenta di spacciarsi per uno del posto o pensa di sviscerargli ad esempio tutte le proprieta’ delle erbe Amazzoniche o fa’ un churrasco meglio di noi…ho visto che non solo non interessa, ma gli rode pure il culo.
          La differenza, le diversita’ fanno l’unione se c’e’ quella della comprensione degli intenti…e’ semplice.
          Come se un Brasiliano venisse in Italia ed in dialetto Fiorentino stretto si mette a pontificare su Berlusconi, su che tipo di guanciale ci va’ nella Carbonara, o sui dati della CGIA di Mestre sulla disoccupazione in Friuli.
          A me cascherebbero i coglioni e mi roderebbe pure il culo !!!
          Questo e’ quanto e’ nelle regole delle cose sane; ingredienti differenti creano un ottimo amalgama per un’esperienza.
          Ostentare comprensione ed integrazione solo magari per insoddisfazioni personali o vuoti esistenziali, rende il tutto buffo, inutile e sconsolatamente clownesco.

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      • Zest
      • Zest

      • 4 maggio 2014 at 10:32

      @CCSP

      L’unico paese del SEA in cui non ho ancora messo piede insieme al Vietnam, e grazie per avermi fatto leggere questa bella cartolina :-)

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      • obroni
      • obroni

      • 4 maggio 2014 at 11:53

      Zest:
      @CCSP

      L’unico paese del SEA in cui non ho ancora messo piede insieme al Vietnam, e grazie per avermi fatto leggere questa bella cartolina

      Sul Vietnam mi riprometto di scrivere qualcosa a breve ;-)

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 maggio 2014 at 14:35

      Grazie a voi! E dato che @obroni ha fatto il corso di cucina vietnamita oltre a scrivere ci cucina pure qualcosa in cambusa! Magari il cane, sono anni che lo cerco! :))

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      • obroni
      • obroni

      • 4 maggio 2014 at 14:39

      CCSP,

      :)) A parte gli scherzi, dopo la cucina italiana la viet è la mia preferita :lov

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      • onegold
      • onegold

      • 5 maggio 2014 at 10:24

      Deve essere bella Bali merita di certo una visita!

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