• DALTRONDE E’ SOLO SUDORE

     

    Ma infatti che cosa sto’ ancora qui a pensare, rifletteva Jack.
    Toccando legno, come si usa dire dalle sue parti, ancora quel cazzo di conto corrente non e’ completamente prosciugato perdio!
    ma chi me lo fa’ fare di rompermi la testa a scrivere stupidi jingles per gente idiota che l’unica cosa che sa’ fare nella vita e’ di andare a spendere i suoi soldi il sabato al centro commerciale. ingozzandosi di Hamburgers e patatine fritte; buttandole giu’ con quelle oscene bibite gassate che non faranno altro che renderli ancor piu’ stupidi e grassi, e tra Trent’anni moriranno d’Infarto e col fegato in frantumi.
    Meglio il mio Buon Bourbon.
    e Jack rise ripensando al motivo per il quale lui portava quel nome.
    Quando al Padre chiesero come chiamarlo, lui teso e frastornato…disse all’ostetrica -” Vorrei un Jack se possibile, grazie! ” riferendosi al Bourbon Jack Daniel…voleva bere e riflettere, sul Nome da dargli.
    La poverina, in mille faccende affaccendata, rispose ” Ok, come desidera ” e riferi’ il nome all’Ufficiale d’Anagrafe Comunale.
    E tant’e’.
    E d’altronde poco importava a Jack come si chiamava. Lui cambiava nome due, tre volte l’anno. A seconda della situazione a cui lui prestava la penna. La testa e le sue idee.
    A volte, molto raramente l’anima.
    Fece un giro su se stesso e nel guardare il lerciume sempre piu’ sovrabbondante della sua stanza che ormai abbisognava di una profonda opera di pulizia…si accorse ancora una volta di come quella presenza nel letto fosse sempre cosi leggera, impalpabile, quasi invisibile.
    Ma c’era. Goldie era ancora sonnolente nel letto, leggera e splendida nei suoi 27 anni vissuti semplicemente, in maniera Bionda. Come diceva lui.
    E come una lenta carrellata a camera fissa e piano Americano, tipo Cinema, giro’ lentamente la sua sedia inquadrando tutto il perimetro della stanza, della casa, del suo mondo otticamente visibile.
    Si sporse leggermente per arrivare alla porta d’ingresso. Vide il viale e i cespugli ancora incolori di questo fine Marzo. Al solito, non c’era vita la’ fuori.
    Meglio.

    Si era trasferito in quella merdosa cittadina di provincia proprio per staccare dalla citta’. Non voleva piu’ che nessuno gli rompesse i coglioni con Feste, party, inaugurazioni, falsi complimenti.
    Schifava ormai tutti; donne chirurgicamente ricomposte, Gay orgogliosi e Puttane da 3000 Dollari al giorno.
    Star, starlette e macho men impasticcati e drogati all’ultimo stadio.
    Dopo l’Oscar per la Sceneggiatura che aveva ricevuto quattro anni prima, Jack non era piu’ lo stesso. E prese quella decisione.
    Jill era impazzita. Si sentiva la moglie del Presidente. Non la reggeva piu’, la stava odiando. Non la scopava quasi piu’. Non la incontrava piu’ dentro casa; sempre sbattuta in una SPA, in un altro paese, in un’altra dimensione.
    Lui no.

    Era rimasto sempre il solito scrittore di provincia col pallino per il Cinema. Con la voglia di raccontar Storie belle, vere, d’effetto. Di vita, quella che incontrava sempre nei Bar, nella strada…tra Troie e ladri, Principi disonorati e Preti effemminati.
    tra grandi personaggi e Barboni…industriali e cantanti.
    Insomma lui amava la Vita.
    Lei, e gli altri una triste ipocrita rappresentazione della stessa.
    Gli diceva che ormai lui rendeva la loro vita, il loro Amore pesante, stantio.
    E lo saluto’ buttando la Louis Vuitton nel portabagagli del Bmw cabrio, guidata da Paul, il suo insegnante di Pilates, piu’ giovane di 12 anni.
    La guardo’. Lei parlava. Lui neanche la sentiva e la vide andar via come in una scena di un film muto.
    Guardava, ma non vedeva, e non sentiva nulla. Nessun rumore.
    Ora si sentiva leggero.

    Poi molte altre cose, tra cui il prosciugamento della sua straripante vena Autorale e Poetica. I conti da pagare; gli amici che si rarefacevano al ritmo improssionante del calo della suo conto Bancario e della sua popolarita’.
    Accetto’ con rassegnazione e un pizzico di curiosita’ l’offerta del teatro Comunale di quella piccola cittadina del Michigan. Piu’ che altro non la poteva rifiutare, nelle sue condizioni.
    Psico fisiche soprattutto. Lui non poteva non scrivere. Si sarebbe spento presto altrimenti.
    Ok, storie di contadini e grandi piccole rappresentazioni delle battaglie d’Indipendenza.
    Formare il Cartellone Invernale. Ok, bazzecole. Gli rimaneva molto tempo e qualche soldo. Per lui e per la sua gola.
    Per fare sesso a volte. O, come gli diceva Goldie…per fare l’Amore.
    lui non sapeva forse a volte cosa facesse. Se sesso, Amore o svuotamento di coglioni. O sfogo di animaleschi e primordiali istinti.
    Ma lo faceva, e si trovava bene. Con Lei. Nessuna paranoia, non era moglie, non era stucchevole Amante clandestina. Non era una Troia di passaggio.

     

     

    Era Goldie. Una compagna. Un’anima affine che condivideva con lui la vita. Tutto qua. Il tutto per Lui.
    e quindi tornando con la sedia indietro e reinquadrando la stanza la rivide e si fermo’ ancora con lo sguardo su lei, sul letto sfatto dal quale si era alzato piu’ di due ore fa’. Penso’ che in fondo era giusto che le lenzuola avessero la forma del corpo morbido di una donna.
    E concluse che, in questo momento della sua esistenza, si sentiva bene. Sereno. Forse azzardo’…anche Leggero.

    Fa’ caldo Cristo Santo penso’…questo cazzo di caldo che ti appanna i pensieri…
    E si rigiro’ verso quell’assurda macchina da scrivere che ancora usava per i suoi Testi. Cosa gli scrivo ora a questi stronzi per farli stare buoni, per fargli comprare qualche televisione o friggitrice in piu’ ???

    Giro’ il rullo, e si verso’ da bere…Bourbon, of course.
    Si asciugo’ la fronte con la mano. E comincio’ a scrivere e le parole cominciarono ad uscire, a fissarsi su carta; e l’inchiostro’ venne bagnato da gocce e tutto si mischio’, il colore dell’inchiostro si fece liquido, indecifrabile.
    Sembravano lacrime, ma era solo Sudore.


    Aurelius ha scritto anche:




    • :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 7 settembre 2013 at 9:17

      Un applauso ad Aurelius che da solo sta reggendo la baracca! :clap Gli ultimi due scritti sono veramente belli…. Auguroni al capitano, sperando in altri 100 e più anni di scorribande in questi mari :ar

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      • dionisio74

      • 7 settembre 2013 at 20:47

      Bravo aurelius…. Finalmente ritrovo gente vera…… uomini persi…. tra rum e cosce di donne ….sapori caldi che scandiscono la vita.

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    • Ma qualcuno me lo sa spiegare come cazzo c’è arrivato quell’aborto scritto da CortoMaltese al primo posto della classifica?

      :))

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      • aurelius
      • aurelius

      • 9 settembre 2013 at 12:13

      LittleTruths,

      Non saprei…forse la Ciurma e’ stat colta da sciolta improvvisa dopo la fejoada dell’altra sera ! Ed il Ron doveva essere muffo e stantio Capitano !!! :rotfl

      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 9 settembre 2013 at 12:15

      CCSP e Dionisio …grazie Fratelli della Filibusta !!! mari in tempeste, a volte calma piatta…ma sempre Prodi e petto al vento a sfidare squali e burrasche !!!

      :D :doubleup

      :ar

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