• Fatti, personaggi e donne di Cambogia

    Ero in giro già da un paio di mesi,trascorsi quasi esclusivamente in thailandia con una piccola parentesi in Indonesia…

    Non ero mai stato in Cambogia ma ce l avevo nel mirino già da tempo.
    In quel momento stavo a pattaya con un amico e finalmente ci decidiamo a partire, direzione sihanoukville, una cittadina balneare abbastanza in voga tra i turisti, sulla costa della Cambogia.

    Partiamo la mattina presto su di un pulmino che ha come destinazione finale il porto di partenza per ko chang.Ci facciamo lasciare a Trat da dove con un sorgn-tau o carro bestiame,raggiungiamo la bus station.
    Da qui, appena si raggiunge la quota di persone sufficente a riempirli, partono pulmini per il confine.Siamo fortunati e dopo appena 15 minuti di attesa parte il nostro…

    Dopo un altro tratto di strada, raggiungiamo il posto di confine di hat lek. Qui veniamo bonariamente “aggrediti” da cambogiani, che per pochi spiccioli ti aiutano a compilare le formalità per il visto e ti propongono servizio taxi e quantaltro.
    Compilati i fogli si va all ufficio di frontiera per il pagamento vero e proprio. La tariffa sarebbe di 20 dollari americani(circa 15 euro) ma i funzionari vogliono assolutamente che si paghi in bhat, in modo da estorcene 1200(30 euro).

    Essendone a conoscenza , ci presentiamo muniti di dollari americani e gli diciamo che i bhat li abbiamo finiti e abbiamo solo dollari.Niente da fare, vogliono i bhat a muso duro, ma noi non cediamo….
    Dopo qualche minuto la funzionaria si alza,va a chiudere la porta a chiave e mi dice”Va bene, ma dovrai darmi 25 dollari”.
    Il mio socio ha gia fatto piu’ volte questa procedura e so che per chi passa il confine da terra è la prassi, d’altronde la Cambogia è uno dei paesi piu poveri e corrotti del mondo. Appena finito ci prendiamo un taxi che per 50 dollari ci porterà a Sihanoukville.

    Venendo dalla thailandia, appena passato il confine salta subito agli occhi la differenza di tenore di vita tra i khmer e i loro “ricchi cugini”…
    La maggiorparte delle strade cambogiane, spesso costruite con gli aiuti economici di altri paesi, sono strisce d asfalto bucherellate.
    Il cambogiano medio vive in baracche di lamiera ai lati della strada o in casupole di legno quando va bene, e si lava nelle pozze d’acqua assieme alle vacche.
    A parte i centri urbani maggiori, le zone un pelo piu rurali non sono per niente illuminate, anche perchè l elettricità costa relativamente tanto.
    Ai lati della strada per sihanoukville a tratti c’è una boscaglia fittissima,con minacciosi cartelli scritti in khmer,credo riguardino il pericolo mine,ma non posso dirlo con certezza.

    I treni con servizio passeggeri sono stati soppressi a causa della loro lentezza, venti chilometri orari era la velocità media…..restano solo le caratteristiche piattaforme a motore a circolare, da smontare, spostare dalle rotaie e successivamente riassemblare nel caso incontrino una piattaforma che proviene dall’ opposta direzione….
    Verso le 9 di sera arriviamo finalmente a destinazione. La cittadina a prima impatto mi sembra carina(anche perchè con il buio non vedo l immondizia che all indomani, mi accorgerò, è un po’ dappertutto)

    Noto subito che a Sihanoukville ci sono dei personaggi davvero poderosi. Lo spacciatore di erba della spiaggia e’ l’ ex capitano della polizia.
    C’e’ un pazzo italiano sulla sessantina, capelli tinti, sempre a petto nudo, pantaloncini militari e un fisico bestiale considerata l’età. Dichiara di essere tornato in Italia solo due volte negli ultimi 40 anni.
    Sta tutto il giorno sulla spiaggia,sempre con la Sprite in mano,se ne beve una decina al giorno. Ogni tanto lo si sente parlare da solo….
    Odia a morte i cambogiani, il che e’ tutto dire dato che vive in Cambogia.
    Deve essere dura vivere in Cambogia se odi i cambogiani…
    La prima volta che mi parla di sterminare i bambini penso stia scherzando…
    “…perche’ questi sono come i topi!Se lasci in giro un topo dopo un mese te ne trovi quaranta…invece te devi fare in modo che si uccidano tra di loro!”…. e intanto mima con le mani per aria due topi che combattono.
    Capisco che non scherza affatto,quando lo vedo inseguire, con la sua Sprite in mano,due bambini che si avvicinano al suo panino….”Viaa!Viaa!Sterminarvi tutti, e non darvi da mangiare!”

    Un altro e’ un imprenditore sammarinese di una simpatia unica….
    Suo cavallo di battaglia e’ il racconto,di quando appena arrivato in Cambogia, andò andato a prendere la sua donna al villaggio, in mezzo alla giungla.
    All’inizio era spaventato ma i familiari di lei e tutto il villaggio si dimostrarono amichevoli. Per ringraziarli, con 200 euro mise a tavola il villaggio intero….cibo e birra a non finire.Lo fecero sedere capotavola ,nella sedia più grande che avevano, con due bambini messi a fargli vento con due foglie di banano…

    Giornate spese sulla spiaggia con gli amici, risate cosmiche che squarciano i pomeriggi di sole come fulmini a ciel sereno. Serate spese a bere Angkor alla spina e a mignotte,a volte in sella a un motorino cercando una discoteca a casa di Dio.
    Chi cerca trova,e alla fine,la ninfomane che cerco,la trovo!
    Nou, 28 anni, alta un metro e un cazzo ma con una gran carrozzeria.
    Ricordo ancora le risate quando in camera, nudi bruchi, la tiravo su per metterla impiedi sopra il letto facendole vedere che, io, impiedi sul pavimento,ero alto uguale a lei!
    La prima sera che la prendo su, dopo essere venuti 4 volte io e 3 volte lei,va in bagno a lavarsi,torna,e mi chiede candidamente se la lecco finche’ non viene ancora…Mentre le apro le gambe e mi butto sotto tra me e me penso…”…guarda bambina che con me sfondi una porta aperta…”ma mi chiedo chi sia la vittima e chi il carnefice,e,alla fine,chi debba pagare chi…hehehe

    Mi tengo in contatto con il mio miglior amico via mail,che al momento è a Santo Domingo in compagnia di una mulatta.Ci sono dodici fusi orari di differenza,è esattamente dall’ altra parte del mondo.
    Mi gasa pensare che teniamo alta la bandiera ai due lati del pianeta contemporaneamente, siamo puttanieri itineranti!

    Le giornate passano scandite da birre,risate e a volte qualche rissa….
    Una volta sono i bambini, che si prendono a sassate e bastonate in spiaggia, per decidere quale gruppo, in quella zona,possa raccogliere le lattine da rivendere per due spiccioli al riciclo. Bimbi di 8/10 anni,che in quando a scaltrezza,mangiano in testa,ai nostri piagniucolosi quindicenni italiani.
    Un altra volta sono due turisti sui 65 anni a picchiarsi. Nella colluttazione uno dei due perde la dentiera, fermandosi per rimetterla prima di ricomciare a combattere,in una scena che nella mia memoria,rimarrà leggendaria.

    Viene il momento di spostarsi a Siem Reap….
    Mi accorgo che dobbiamo passare per Skuon durante il tragitto, località famosa per una specialità culinaria,le tarantole fritte. Spero che il pullman ci faccia una sosta e già pregusto la faccia schifata che faranno quelle zoccole bigotte delle morose dei miei amici, quando nelle cene italiche delizierò tutti raccontando di averle mangiate.
    Per loro io sono come il diavolo tentatore sulla spalla dei loro fidanzati e di sicuro non mi vedono di buon occhio, pesantemente ricambiate.

    Le 12 ore che passerò sul bus,per percorrere i 530 kilometri che mi separano da Siem Reap,con cambio a Phnom Phen,sono una vera immersione nei loro usi e costumi.
    Sul pullman caricano di tutto,motorini compresi e nelle innumerevoli soste che facciamo,salgono venditori di ogni tipo, con cibi e cianfrusaglie mai visti.
    Arriviamo a Siem Reap a tarda sera.
    Passerò i successivi tre giorni, a visitare una delle più grandi meraviglie che l’uomo abbia mai creato…..

    Angkor è la rappresentazione terrena del Monte Meru, dimora degli Dei, cuore e anima della Cambogia di ieri e di oggi…
    Una intuibile grandezza passata, che stride con il paese odierno, e una città, Siem Reap, carina e ordinata, per mostrare ai turisti solo la faccia pulita della Cambogia, tenendo la polvere sotto il tappeto….
    Ad Angkor si è testimoni della grandezza di cui è capace l’ uomo….e della forza della natura, che con prepotenza riconquista gli spazi che l’ uomo le toglie….
    Alberi alti più di cinquanta metri e larghi cinque, con radici immense che nascono e crescono sopra le rovine….uno spettacolo che ha del sovrannaturale.

    Passati i tre giorni,mi dirigo verso Phnom Phen, capitale odierna dal fascino decadente donatole dai residui coloniali.
    Viva, sporca e corrotta….con i mercati e i sorrisi della gente risorti dalle ceneri.
    La vita che, tenace, qui più che in qualsiasi altro luogo, rifiorisce dal marciume delle strade….
    Dove tutto, purtroppo proprio “tutto”, è in vendita….

    Chiamo la mia nana ninfomane, dicendole di saltare sul primo bus e raggiungermi nella capitale.
    Non ci chiamiamo quasi mai per nome.Lei mi chiama Italy’,con accento finale,ed io la chiamo Cambodia. Stiamo bene e ci divertiamo assieme, ridiamo e sorridiamo tanto…
    Prima che mi raggiunga faccio in tempo a visitare il liceo Tuol Sleng,o S 21,uno dei simboli dell’olocausto cambogiano nel periodo in cui,tre dei sei milioni di persone della popolazione,vennero sterminate,appena trent anni fà.
    Il liceo è in una silenziosa zona periferica. In quel silenzio assordante,mi è venuta l’angoscia…
    Foto di bambini torturati ed ammazzati a bastonate per risparmiare i proiettili.
    Macchie di sangue sui muri, brande arrugginite e strumenti di tortura testimoniano l’ orrore di un luogo che, a pieno regime, “vantava” oltre cento vittime al giorno, fotografate prima, durante e dopo le torture.
    Mi sale un mal di testa da paura,il mototaxi spinge per portarmi anche alle Killing Fields,ma non se ne parla, per oggi ho visto abbastanza, preferisco andare a bere qualcosa in un locale sul lungofiume del Mekong per alleggerire i pensieri…

    Passo il mio tempo a respingere le offerte di chi lotta per sopravvivere e deve sbarcare il lunario…
    Cammino lungo muretti che odorano di latrina, in un traffico infernale….tra testimonianze tangibili dell’ orrore del passato prossimo e quelle di sfarzosa magnificenza del passato remoto….

    Alla sera,con Cambodia,andiamo a giocare a biliardo sul lungofiume.Prima di rientrare,sapendo che con lei avrò il mio bel da fare,butto giù un kamagra…
    Dopo un po’ chiamo un mototaxi per rientrare in albergo.Lei però indossa la gonna e non vuole star seduta in mezzo.Penso,dov è il problema,nel mezzo mi ci metto io.
    Il problema si presenta quando lei inizia a toccarmi e strusciami l’interno coscia,mi sale il kamagra,e mi viene un cazzo duro come un palo della luce.Il tassista se lo sente tutto,soprattutto nelle frenate,in una corsa che ricorderà per un pezzo.
    Avrei dovuto dargli la mancia…
    A fine corsa, pago il dovuto,vergognandomi come un ladro e sguscio via…

    Dopo qualche giorno nella capitale, compio il tragitto che mi separa dal mio albergo all’ aereoporto, con un motorisciò che guida come un pazzo,e quel po’ di magone bastardo che ti prende alla gola nel momento dei saluti….e che proprio non riesci a deglutire.
    A sera prenderò un volo che mi riportera’ in Thailandia e successivamente ad Hong Kong…ma quella e’ un altra storia….

    A volte la Cambogia mi ha anche fatto incazzare…le mosche,la sporcizia,la lentezza negli spostamenti…ma tuttora è uno dei paesi che ricordo con più affetto.
    Un paese dai due volti, che ha compiuto un viaggio all’ Inferno e ritorno, dove gli orrori sono impressi nei corpi e negli occhi, ma dove la gente continua a sorridere….
    Se chiudo gli occhi la ricordo ancora con chiarezza…l’odore delle baguette al mattino, i sorrisi dei bambini, il silenzio assordante del Tuol Sleng, una sigaretta fumata dall’alto di un monumento di Angkor, all’alba di un giorno di Febbraio di un Inverno da ricordare.
    Si dice che i luoghi,nella memoria,si ricordano sempre più piacevoli di quando li si è vissuti. Ma non in questo caso…
    Pur vedendone le grandi sofferenze,la Cambogia mi è parsa profumata nell’attimo fuggente in cui l’ ho respirata…


    CCSP ha scritto anche:




    • :clap Gran bel viaggio ed altrettanto bel racconto! Complimenti… :star
      Sono in volata per l’aeroporto, ci ci si becca stasera se tutto va bene…
      Voglio proprio rileggermelo con calma!
      :ar
      Benvenuto a Bordo!!! :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 3 dicembre 2012 at 15:34

      Al primo scritto ti ho gia fatto dei danni:farti saltare la colazione e costringerti ad aprire la nuova categoria Cambogia! :))
      Grazie per il benvenuto a bordo,e’ un grandissimo piacere!Un saluto a tutti!

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    • La pigmea ti ha fatto impazzire collega, mi fa piacere per te, poi hai descritto alla grande un paese di cui si conosce pochissimo, quanto agli italiani strani si incontrano ovunque, ma potenziali assassini di piccoli cazzo non ne ho mai incrociati. La dentiera mi ha fatto morire :))

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      • E come no? Mi fa venir voglia di avere anche io la dentiera per poter mettermela in tasca un’istante prima di accingermi a schiattare una bottiglia di rum vuota in testa a qualcuno in una delle nostre solite baruffe tra poco di buono….
        :ar

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      • mierenneuker
      • mierenneuker

      • 3 dicembre 2012 at 20:41

      grazie per il bel racconto e soprattutto per l’azione filantropica di salvare i tuoi amici dalle fidanzate :-)

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 dicembre 2012 at 5:11

      Grazie! E’ un piacere per me scrivere su questa pagina ,che mi ha spesso offerto piacevolissimi momenti,dato che considero il leggere e lo scrivere molto terapeutico…a presto!

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    • :bz

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 5 dicembre 2012 at 15:00

      Quel poveraccio del tassista avrà passato il più brutto quarto d’ora di tutta la sua vita! :skull

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      • CCSP
      • CCSP

      • 5 dicembre 2012 at 15:33

      Ciao loup-garou! In effetti a fine corsa non mi sembrava entusiasta della cosa,ma sono i rischi del mestiere! :)) Se a phnom phen ti metti in zona lungofiume col mototaxi,prima o poi viene la notte che qualcuno col cazzo duro ti tocca portarlo a casa! Secondo me adesso si e’ spostato da un altra parte :))

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      • ElCristo
      • ElCristo

      • 6 dicembre 2012 at 22:07

      Bel racconto che lascia all afine un po’ di amaro in bocca e quella voglia di sapere di piu.. la speranza che l’ articolo fosse appena un po’ piu’ lungo… grande….

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      • aurelius
      • aurelius

      • 7 dicembre 2012 at 6:48

      Un saluto a te…tanti anni fa’ era ancora “veramente” un problema entrare…peccato. Avrei voluto fumare anch’io dall’alto di un monumento di Angkor…chissa’ !!! Ma rendi l’idea, la bellezza del luogo, il tuo stupore…la loro mistica accettazione della poverta’. I personaggi vari che abitano sempre quei luoghi in tutto il mondo. cosi diversi…cosi uguali.
      Coinvolgente.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 7 dicembre 2012 at 15:37

      Grazie elcristo,anch io voglio sapere di piu’ delle tue cichas dominicane,aspetto con ansia la terza parte!
      Grazie mille anche a te Aurelius…in effetti hai ragione,se non ricordo male ammazzarono anche due turisti americani sulla strada per sihanoukville a meta anni novanta…segno che era molto meno semplice di adesso girare da quelle parti.Forse quando ci sei stato tu era anche meno globalizzata?Meno marlrboro,meno blue jeans e una Cambogia piu Cambogia…forse piu come la Birmania di oggi,che si sta aprendo e che fra qualche anno probabilmente sara’ inquinata dall esterno,come i paesi limitrofi

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 9 dicembre 2012 at 2:33

      Che bel viaggetto B-)

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