• Forza Napoli

    “Se vuoi venire domani sto andando a Napoli” mi dice il mio amico.  Era da tempo che chiedevo a Tullio di accompagnarlo, come puo’ un meridionale non conoscere Napoli?  Nella sua Uno vecchia e sporca, mette i puntini sulle I: “Mi raccomando, non fare il coglione con le ragazze che ci possono spaccare il culo, poi io lavoro da un anno a Napoli e non ho mai buscato una lira, quelle belle hanno almeno 10 ragazzi intorno, e sono pure svegli.” Ed io: “scusa, chiama tua cugina Simona e dille di portare amiche.”  Simona ha solo amici maschi, a cui non la dà, ci scherza solo, Anton Giulio è il più coglione di Napoli e non riesce neanche con le puttane, che lo mandano via”. Ma si’, chi se ne frega, penso, la città è bellissima.

    “Questo è castel dell’Ovo, altrimenti detto Maschio Angioino, ora ti faccio vedere la galleria e poi ti faccio una sorpresa” mi dice ridendo. La parola sorpresa, pronunciata vicino alla bellissima galleria, mi ha fatto illuminare, come i bambini quando aprono i pacchi di Natale, quindi ho immaginato la cuginetta, bella e simpatica, con tante amichette in minigonna, ma erano dei pensieri errati.

    “Guarda, si chiama Caffé Brandi, qui è nata la pizza” esclama fiero delle sue origini napoletane, con accento più marcato del solito. Ero felicissimo lo stesso, saliamo sopra e mi obbliga a prendere la pizza salsiccia e friarelli, mi fido e faccio bene, deliziosa. Mentre aspettiamo, solo io e lui, i simpatici  cantori intonano “Marina, Marina? Marina, ti voglio al più presto…(e noi che ci conosciamo da una vita, in coro)…”trombar”. Quando meno te l’aspetti, si seggono accanto due giapponesine, una con la faccia maialissima, vestita supersexy, l’altra bellissima, alta, con pantaloni eleganti neri ed una giacchettina rosa corta che metteva in risalto la lucentezza dei suoi capelli neri, entrambe scarpe elegantissime e tacco alto.

    “Tullio mi dice subito “rilassati, mamma mia, sei un animale proprio, guarda che si vede che ti agiti”. La sua teoria è stata sempre quella di non considerare le belle, e magari in Italia funziona, ma io che conoscevo benissimo il giapponese (Sayonara, Cin che vuol dire pisellino e Campai, che vuol dire salute), mi fiondo al loro tavolo senza ritegno facendo un brindisi nella loro lingua, e cominciamo a discorrere in inglese. Mi spiegano che fanno uno stage per apprendere la cucina italiana, che conoscono poco la città, e subito propongo a Tullio di portarle a Posillipo, che non conoscevo manco io. Bottiglie, battute, canzoni e complicità di camerieri ci hanno aiutato tantisimo, poi il tocco di classe: vado a pisciare un litro di bianco nel cesso, e vedo che c’erano delle rose di plastica, le rubo e all’uscita del ristorante, dopo averne passata una all’amico di nascosto, porgo la mia a Chica, si chiama cosi’, lui alla porcona Yoko.

    Giro stupendo a Napoli, loro simpaticissime ridono dinanzi alla macchina lurda da morire, ed entrano, io vado dietro e mostriamo la città. Baci teneri i miei, animaleschi i suoi, poi, dopo aver fatto un ultimo pub immenso, le accompagniamo in albergo, tutti felici, ma li’ il cazziatone del portiere che ci impedisce di salire e rifiuta la lauta mancia.

    Siamo tutti troppo eccitati, lui è ubriaco perso, io meno ma alticcio, dico a Chica di accompagnarmi a ritirare soldi al bancomat, in una stradina, e mentre ritiro vedo che mi guarda tremante, mi stringe la mano, ed esclama NOW. Ora, subito, non capisco più niente, la giro d’istinto per praticità mentre le abbasso i pantaloni, ma lei poverina magari ha pensato volessi incularla, quindi si rimette viso contro viso, lo prende in mano, mette la gamba sinistra libera su una specie di cestino di spazzatura, e lo infila, bagnatissima ma dentro strettissima, mentre mi lecca il viso come una gatta. E’ da impazzire, lo stiamo facendo proprio, mi sarei accontentato di meno in quella situazione, ma ci piacevamo troppo. Stavo li’ li’ per venire quando si avvicina una guardia per controllare il bancomat, poverino, ha chiesto scusa e si è allontanato subito ridendo, poi dopo che sono venuto fuori, mi ha dato un bacetto sul membro quasi come ringraziamento, non mi era mai successo prima

    Le accompagniamo in albergo, lui incazzato perchè la sua si rifiutava di farlo in mezzo alla strada, io mano nella mano, consueto scambio di indirizzi e telefoni, tanto si sa che non ci vedremo più, ma io sono un cavaliere e non volevo si sentisse troia visto che sussurrava parole dolci.

    Al ritorno mentre guido penso; sono stato a Budapest 5 giorni e non ho fatto niente, mezza giornata a Napoli e zaghete, bah. Passano 4 giorni, squilla il telefono, è Chica, sola, alla stazione di lecce. Corro da lei, trascorriamo un we meraviglioso, si innamora del Salento, e poi riparte per Kyoto. Ci siamo risentiti più volte, ora non ho più notizie ma le auguro tutto il bene del mondo, in fondo in quelle ore forse l’ho amata, sicuro ho amato Napoli.


    Epicuro ha scritto anche:




    • :clap :clap :clap
      …hehehehehe…mitico, cazzo!
      Si dice che la Fortuna é quando la Preparazione incontra l’Opportunità…
      Grande Epicureo, da applauso e simpaticissimo come sempre…
      :bz

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 30 dicembre 2012 at 1:17

      Ha postato Epicureus ?
      Subito a leggere , e un Brindisi ! Salute!

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 30 dicembre 2012 at 1:29

      ……..ehhh vai Epicureus ! :)) alla grande ! È così il seme arrivò in Giappone !

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      • Se non vivessimo nell’epoca degli anticoncezionali c’é da scommettere che ognuno di noi Pirati di Piccole Verità avrebbe qualche centinaio di figli sparsi per il mondo… :bz
        Insomma, siamo i migliori.
        :ar

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 30 dicembre 2012 at 6:59

      Le situazioni migliori capitano sempre inattese e nei luoghi dove meno ce le aspetteremmo: la bravura stà sempre nel saperle riconoscere e decidere quando è il caso di lasciarsi andare…nelle mani giuste)
      Il rimorchio delle turiste in casa è una pratica che ho sempre e solo, potuto guardare da distante: massimo rispetto
      al Bravo Epicureo…

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    • “La fortuna è quando la preparazione incontra l’opportunità”, questa è da scrigno grande capitano, dovresti crearlo pure qui. :youdaman Nobile Conte, la ringrazio, spero un giorno di incontrarla per offrirle una bottiglia di Condrieu o di Saint-Joseph, sono i migliori vini che producono nella mia regione.
      Grazie Tirofijo, spesso a casa non osiamo perchè ci esponiamo al rifiuto ed al conseguente giudizio ridicolizzante degli altri, o semplicemente perchè essendo accasati ci esponiamo a sputtanamenti, quindi fuori si esprime il meglio di noi stessi proprio perchè si è illustri sconosciuti e non si ha niente da perdere. Se dovessi passare al caffé Brandi comunque mi dissero che capitavano spesso queste dolci fanciulle alla ricerca delle origini della pizza napoletana, a Lecce, poi, la pizza è un modo di dire la nerchia, quindi… a buon intenditor.. B-) :))

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 30 dicembre 2012 at 10:59

      LittleTruths,

      :doubleup , great phylosophy !

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 1 gennaio 2013 at 14:19

      Grandissimo Prof. ! :youdaman

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    • Grazie DeeJay, auguroni amico mio :-)

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    • Non so che succede Gianni ma quando commento mi appare la scritta “questo commento lo hai già fatto” e non parte, poi lo fa partire lo stesso :fulvit Deejay mi prenderà per uno che ha amnesie

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      • …hehehehe…ma sai che é successo anche a me? Non so perché fa così…devo chiedere.
        Beh se vuoi vado a cancellare uno dei due commenti…

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 gennaio 2013 at 7:14

      …Il rimorchio delle Giapponesine tuute risate sommesse, Nikion al collo e camminata a culo stretto e gambette storte !!! Che tempi…quando esistevano ancora i Latin Lover e…gli Italiani veri !!!
      :rotfl
      Sempre mordace e…pregno di significati il suo pezzo; complimenti superflui ma insomma… :dreaming

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 4 gennaio 2013 at 8:31

      Diffondere i geni nel mondo :D :ar

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 4 gennaio 2013 at 11:49

      :ar pirates con gli occhi a mandorla

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 16 gennaio 2013 at 14:19

      Ahahahah la cara Anabusa!!!

      Lascia stare epicuro.. che riemergono bei ricordi…. :unlov

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 16 gennaio 2013 at 14:20

      Ah no… ma qui hai scritto Chica di Kyoto….. non si chiamava Anabusa di Osaka??????

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    • Grandissimo, non mi ricordavo di avertene parlato, è Chika Anabusa, nome e cognome, e yoko l’amichetta, non posso sbagliare perchè è la sola giapponesina che io abbia mai conosciuto. Era di Osaka ma studiava a Kyoto, (o viceversa) e mi disse che erano le più belle città del Giappone, solo tu mi puoi dire se è vero. L’ho cercata anche su Facebook, ma non so come si possa scrivere nella sua lingua,

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 17 gennaio 2013 at 14:47

      epicureo,

      Beh caro epicureo ti dirò che Anabusa ispirava di più in effetti :D .. ciò detto anche chika, se letta alla spagnola, ha il suo perchè.

      La mia ex-fidansatina (quella degli urletti) :unlov si chiamava Maiko da Kobe. non avendo facebook manco ci penso a come ricontattarla :unlov

      Osaka è generalmente considerata la città giapponese più “italiana” che ci sia: casino, luci, traffico congestionato, gente che urla per strada e (addiruttura) sputa… praticamente, il loro corrispondente di un porto di mare :))

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