• I Bordelli di Francoforte

    Arrivo alle 2000 all’FKK World e sono abbastanza colpito; posto isolato, sulle colline a nord di Francoforte, enorme, carino, pulito, con tanti spazi verdi ed angolini tranquilli e discreti…

    Sono negli spogliatoi a svestirmi ed incrocio lo sguardo ammiccante di una bella bionda; caschetto, tipo modella…mi dico evvai!!!  Tempo tre minuti ed avrò i denti affondati tra le tue chiappe mentre ti sventolo per aria come gli squali bianchi fanno con i cuccioli di foca su Discovery Channel Shark Week.  Tre minuti dopo sono nella disco del bordello guardandomi attorno e vedo tanta bella roba ma non la biondina ammiccante… …prendo da bere, mi faccio un giro, mi guardo attorno, niente.

    Vado ad esplorare un po’ il posto che effettivamente è enorme nella speranza di trovare la mia vittima designata, e dopo una mezz’oretta mi ritrovo al bar della disco ed eccola lì!

    Seduta al bancone tutta avvinghiata ad un vecchietto che sembra essersene innamorato.

    Vedo seduta vicinissima affianco a lei una morettina, ne vedo solo la chioma, e sperando che le due siano amiche mi accosto alla questa con l’idea di far recapitare alla biondina il messaggio che ci sono io a reclamare il suo scalpo a caschetto.  Sapete, magari sono cecoslovacche e possono parlare apertamente senza che i clienti colgano cos’è che sta succedendo.  Già, sono diabolico.

    Comunque mi siedo affianco alla mora che separa me e la biondina, ordino un altro rum e un bitter lemon sempre e solo in bicchieri separati ed ancora non ho visto sta morettina in faccia, ed ho come l’impressione che lei stia prestando attenzione allo scambio tra la biondina e lo zio…mi accosto, le poggio una mano sulla spalla per richiamare la sua attenzione e a questa quasi viene un colpo; sobbalza come chi è in sovrappensiero e viene colto all’improvviso.

    “Scusami…non volevo spaventarti!”

    “…oh….no, dai, non c’è problema…è che sono un po’ a disagio….”

    La vedo e mi accorgo che è un’autentica bellezza; chioma nera e folta, pelle chiara con lentiggini, occhi azzurri….sembra Megan Fox, ma con le labbra carnose ed il sorriso particolare di Letizia Casta….una autentica meraviglia.

    Mi dice che quì dentro è pieno di matti, e che per questo sta sul chivalà, dice che gli si avvicinano tipi con domande del tipo; “Puoi leccare il mio buco del culo?” e roba del genere e che si sente a disagio…mi chiedo e le chiedo come mai non sia abituata a questo, dato che lavora quì dentro? Mi dice che è lì di passaggio, con una sua amica, che normalmente lavora in certi club privati nel sud ed in svizzera come escort, e che nei club dove lavora di solito l’ambiente è differente e che quando la prenotano è per trascorrere giornate in una stanza a chiacchierare e bere champagne e poco altro.

    Beati stì sfigati che hanno soldi da buttare in questo modo, penso tra me e me.

    Insomma, continuiamo a parlare del più e del meno, ma ho ancora il mirino puntato sulla biondina che nel frattempo sta dando spettacolo con il vecchio ballando malamente bachata ed altri balli nel bel mezzo del locale, offro anche da bere alla tipa mentre continuiamo a parlare, poi le dico che ho fame, “anche io”…andiamo a mangiare assieme.

    Si alza dallo sgabello ed arriva la conferma definitiva che quì mi trovo di fronte ad una Gnocca di primissima scelta, probabilmente la più bella del locale stando a quanto ho avuto modo di vedere.

    Nell’area ristorante mi rendo anche conto che questa è una ragazza dai modi raffinati, eccellentemente educata e magari anche con del sale in zucca…risulta essere tedesca, e tutto ciò che vedo non fa altro che confermare la storia che lei mi sta raccontando…una donna del genere è del tutto fuori luogo in un bordello; questa è materiale da escort di lusso.

    Piacevole conversazione, simpatica, la faccio ridere per metterla a suo agio e lei sembra essere in sintonia con il mio modo di approcciare la situazione.

    Dopo circa un’oretta siamo sul divano e all’ennesimo pervertito che goffamente le ammicca da lontano faccio segno al dito anulare e scherzosamente dico “questa e mia moglie, fratello!”. Scoppia a ridere lei, io e pure il fratello che si avvicina per scambiare due battute amichevoli prima di girare i tacchi e scomparire nel mare di carne nuda della disco.

    Appena fratello se ne va mi rivolgo a lei con voce effeminata; “tu mi stai USANDO! mi stai usando per tenere i pervertiti alla larga!”…altre grasse risate…e poi in tono normale aggiungo; “no, davvero, preferirei andare in stanza a questo punto…”

    Lei; “…si, beh, sei libero di scegliere la ragazza che vuoi…”

    “…non ti sto chiedendo il permesso di scopare qualche zoccola, mammina, ti sto dicendo che dovresti venire in camera con me…”

    Altre grasse risate, poi si ricompone ed annuisce….mi porge la mano, la prendo, ci alziamo ed andiamo in stanza…

    Questa ragazza ha un portamento regale, e dimostra una femminilità eccezionale anche nel modo in cui comunica; riesce ad affermare chiaramente idee e concetti pur senza essere diretta ed esplicita o addirittura cruda come un uomo.

    Una fuoriclasse insomma.

    Tralasciando i particolari ginnici, devo ammettere che questa è stata la prima volta in vita mia che mi è capitata una situazione del genere in un bordello…parlare con una tipa per un’ora prima di portarla in stanza, instaurare quel comfort particolare che prelude all’intimità…ed anche il personaggio in sé era una vera Perla…insomma le cose hanno preso una piega del tutto inaspettata in stanza; vi basti sapere che le ho mangiato tra le gambe per mezz’ora manco fosse la mia fidanSata, e poi abbiamo fatto all’ammmmore baciandoci e guardandoci negli occhi e quando siamo usciti dalla stanza ero pieno di graffi su collo, schiena e spalle.

    Mentre ci ricomponevamo in stanza prima di uscire ho fatto un paio di battute in buona fede alludendo alla particolarità della situazione, a cui lei ha risposto in un modo che ha dimostrato un fraintendimento da parte sua ed una suscettibilità accentuata…insomma, ha visto delle cose negative in ciò che ho detto anche se di cose negative non ce n’erano né avrei mai voluto dirne.

    Dal modo in cui ha risposto e dal suo sguardo non ho potuto fare a meno di pensare che questo atteggiamento difensivo fosse il risultato dell’essere stata ferita, e questo mi ha un po’ spiazzato a dire il vero.  Sorte ha poi voluto che lei notasse gli evidenti graffi che mi aveva causato e ne fosse imbarazzata mentre attraversavamo l’area disco e ci dirigevamo verso lo spogliatoio, dove le ho messo in mano 100 € che lei ha gradito, mi ha ringraziato educatamente dicendo che ci saremmo rivisti tra qualche minuto in sala.

    Io sono rientrato, al bancone, altro rum, altro bitter lemon, incrocio lo sguardo magnetico di una mora tipo modella dalla pelle olivastra.

    Mi siedo lì vicino, incrocio di nuovo quello sguardo, lei si avvicina, diciamo due stronzate, le dico andiamo in stanza.  Andiamo.

    In stanza mi siedo in poltrona a bere il mio rum mentre miss sguardo magnetico si prende cura di me.

    Sono il Boss.

    Mi rendo conto di non poter raggiungere il traguardo in quel modo, così dopo una mezz’ora mi metto il cappuccio, la stendo sul letto e la sbatto forte e veloce fino a destinazione tra la struttura di acciaio del letto a baldacchino che fa un casino infernale e lei che strilla come una gallina.

    Risalgo su nella disco, mi guardo attorno, vedo la mia fidanSata seduta su un divano con un’altra tipa e quattro o cinque clienti che parlano, lei non mi vede, sono circa le 2330 e mi dico che è ora giacché devo guidare i 170 km che mi separano dall’albergo vicino all’aeroporto di Hahn dove l’indomani mattina arriverà il buon vecchio Gulliver con cui ho appuntamento.

    Mi doccio, mi rivesto e salto in auto sfrecciando sull’autostrada buia e vuota a 200 km/h pensando alla mia fidanSata, al suo sguardo profondo e al suo animo ferito, a come in realtà siamo molto più fragili di quel che ci piacerebbe pensare ed a quanto sia difficile fare i conti con la fragilità della condizione umana.

    Penso a come gli eventi negativi dell’esistenza segnano molto più di quelli positivi e come queste negatività pregiudicano in qualche modo il futuro di coloro che le assaggiano…le cattiverie vincono sempre sulle buone intenzioni, e si trasmettono di persona in persona espandendosi a macchia d’olio.  Rivedo davanti agli occhi la scena del mio migliore amico steso nella bara, freddo di frigorifero quando gli ho dato quell’ultimo bacio sulla fronte, e penso che io stesso potrei schiantarmi da qualche parte in questo stesso momento andando a 200 all’ora e ciò che rimarrebbe di me sarebbe nient’altro che qualche ricordo nella memoria di quelli che mi hanno conosciuto e 90 kg di pupazzo con le me sembianze per i miei Cari su cui piangere.

    In un solo momento potrei tramutarmi in un’oggetto, e questo è abbastanza agghiacciante.

    Il pensiero di questa donna meravigliosa e del mio migliore amico mi accompagnano durante il tragitto, mi vengono le lacrime agli occhi mentre guido ma comunque all’ 0100 sono in albergo, provo a connettermi, internet mi da buca, spengo la luce e dormo per sognare di trombarmi un macaco e risvegliarmi piuttosto rilassato al mattino dopo, giusto un’ora e mezza prima che atterri l’aereo su cui viaggia Gulliver con l’allegra brigata.

    Sveglia con calma la mattina del sabato, mi doccio, mi vesto e scendo giù a fare colazione, mangio come un porco tutta una varietà di paté differenti spalmati su panini, guardo la biondina di turno alla reception e non posso far altro che pensare a Loui e al disprezzo che nutre nei confronti di queste donne tedesche…in effetti non sono così orribili a priori, ma credo sia l’atteggiamento che hanno a non andare proprio; questa biondina infatti ogni volta che la guardo, ovunque lei sia, sembra avere il viso rivolto nella direzione opposta a quella in cui sono io…però sembra carina dal poco che vedo, ovvero il corpo.

    Finalmente arriva la chiamata di Gulliver e lascio il mio tavolo per entrare dentro ad incontrare lui e gli altri che sono arrivati sul suo stesso volo; un suo collega di lavoro, AmicoDelleMogli anche lui con un collega di lavoro e poi c’è Sbiru.

    Piacere, piacere, let’s go!

    Il buon Gulliver è un tipo apposto e conferma la buona idea che me ne ero fatto, ed anche gli altri ragazzi sembrano assolutamente OK.

    Ci mettiamo in auto, facciamo tappa al centro di Francoforte per un pasto sostanzioso a base di schweinsaxe con crauti e poi via verso l’FKK Oase.

    Giunti lì nel primissimo pomeriggio il tempo è bello e l’area all’aperto è al top, nota dolentissima dell’Oase, almeno per un vecchio lupo di mare come me, è che la lista degli alcolici è tristissima, costosissima a 20 € a botta per un double vodka con bitter lemon, e prevedo di spender più dobloni in alcolici che in donnine di facili costumi.

    Siedo fuori sulle sdraio a cazzeggiare con gli amici a palle all’aria e manco il tempo di finire il mio drink (e bevo veloce!) che una mora dall’altro lato della piscina richiama la mia attenzione attraverso l’uso di gesti alquanto esplicativi tipo pugno che oscilla davanti alla bocca e lingua che spinge contro le guance.  Io le faccio segno di fare una giravolta così che possa vederle il culo e lei obbedisce; me gusta, le faccio segno OK, mi scolo il bicchiere e la raggiungo.

    Mi presento, mi chiamo Cesso e sono marocchino, parlo spagnolo o inglese se lei preferisce.

    – Lei è moldava, mora, pelle olivastra, simpatica. Le dico che ho bisogno di un pompino di benvenuto con finale in bocca e chiedo se lei può farsi carico dell’onere, lei risponde “vai tranqui”. Mi guardo attorno, vedo un gazebo in cima alla scalinata, le chiedo se è timida, dice di no, dico LET’S GO!

    Lavoro portato a termine egregiamente, mi chiede che ho mangiato, perché?, perché so di dolce, le dico che so di dolce perché sono dolce… …le dò 100 €, grazie, ciao.  Gran brava ragazza.

    Passa qualche minuto a cazzeggiare con gli amici a palle all’aria sulle sdraio mentre mi bevo un altro double vodka lemon, vediamo sull’altra sponda della piscina una magnifica puledra tipo modella con un gran culo ed i capelli neri liscissimi e lunghi.

    Ammicca, ammicco, mi alzo e vado a sedermi sulla sdraio affianco a quella dove s’è stesa lei.

    – Lei è rumena, gran bella gnocca, alta e con un gran corpo, viso non superbo ma intrigante, sguardo gitano, simpatica e affascinante…parliamo in spagnolo, ci facciamo due risate, la prendo un po’ per il culo, mi chiede quanti anni ho e le dico indovina, sfora di 2 o 3 anni, poi le dico la mia età e chiedo quanti anni abbia lei, dice 25….spalanco gli occhi con un’espressione di incredulità e chiedo “davvero?”…”sì, perché?”…”perché ne dimostri almeno 36!” son grasse, GRASSE Risate e fa segno di menarmi.  Andiamo in stanza, le dico.  In stanza le chiedo una pompa con finale in bocca e lei si dimostra felice di sobbarcarsi l’onere, ma dopo un quarto d’ora malgrado la buona tecnica ed alcuni suoi tocchi di classe mi rendo conto di non essere in grado di arrivare al dunque in quel modo, procedo pertanto ad indossare il cappuccio e pomparla forte e veloce in stile LittleTruths; si lamenta, fa storie, cambiamo un paio di posizioni, continua a lamentarsi che me la sto scopando come, testuali parole; “un’animalo”, al ché io le dico che infatti a me piace scopare come un’animalo e che penso che lei stessa sia un’animala, una vacca per la precisione.
    Scoppiamo a ridere e mi tira un paio di sberle, poi mi fa; “ma io no vacca, vedi; no grassa…io magra!”….”e vabbé, sarai una vacca magra ma sempre vacca sei, e quindi come una vacca devi essere scopata!” risate e schiaffi d’ordinanza, poi me la rimetto sotto e pompo duro, forte e veloce la mia vacca fino all’oblio.

    E son due.

    Mentre ci ricomponiamo prima di uscire dalla stanza lei mi fa “a me piace Antonio, quello del gruppo Aventura….tu hai stesso sguardo come Antonio”….io; “ma chi è Antonio, quello che canta?”…”si”…”e quello è frocio, cara mia….mi spiace…. …ma io non sono frocio, ed anzi adoro fottere le vacche come te” “vai al diavolo!”….”vienitene con me, ce ne andiamo a braccetto!”.

    Ci dirigiamo verso l’armadietto dove tengo i soldi e la pago.  Danno; 50 €.

    Questa storia di Antonio e della Vacca diventa un tormentone destinato a non finire, e continuiamo a sfotterci tutta la giornata.  Molto simpatica lei.

    Ce ne stiamo un po’ a cazzeggiare in giro con Gulliver, ci mettiamo nell’idromassaggio e parliamo del più e del meno fino a che vedo passare una bella tipetta con un culo tondo come piacciono a me, al secondo passaggio la fermo e le dico andiamo in camera. Ok.

    – Le dico gran bel culo che ti porti dietro, che fai come extra? “mi puoi venire in bocca”…”con piacere, ma il culo invece, non lo dai?”…”hm….no, ma…”…”dai, te lo faccio con premura, come fossi la mia fidanSata…fidati!”….”l’ho fatto solo due volte con il mio fidanSato, non mi piace…”ci prenderai gusto solo quando lo farai spesso”…”hmmm…vabbé, magari si…però mi dai 200 € extra?”….”che, che, che???”…”200 extra, sai, per la stanza, il culo…”…”lascia stare, fammi sta pompa e poi vediamo!”

    Quel culo è un’opera d’arte ed è naturale, bello, tondo soffice ma fermo…ma io non sto a dare 200 € ad una per farle il culo quando con tutta probabilità nemmeno mi ci divertirò perché non ci è abituata, così procedo con mettermi palle all’aria e cazzo in bocca a lei.

    La tipa si dimostra ok, ma niente di ché in fatto di tecnica…cosicché più per noia che per altro dopo un po’ mi metto il cappuccio e me la pompo forte e veloce cercando di venire quanto prima possibile, lei si lamenta un po’ del trattamento ma in qualità di Fine Estimatore della razza bovina in tutte le sue varianti, onestamente, non posso darle tutti i torti.

    Dieci minuti dopo le metto 50 dobloni in mano e la ringrazio….e son tre.

    Avevo comprato un paio di bustine di Kamagra gel in Olanda e me le sono portate in tasca, sono le 1700 e decido che è il momento giusto per farne uso giacché attorno alle 1800 pare arrivino le altre troie ed io che ci ho già dato dentro come un maniaco fino ad ora non voglio certo stare a guardarmele mentre pettino le bambole.

    Scendo giù nello spogliatoio, apro la bustina che ricorda quelle di un sapone monodose, me ne svuoto il contenuto dolciastro in bocca, bevo un sorso d’acqua e me ne torno nell’idromassaggio. Dopo un po’ inizio a sentire uno strano effetto stimolante che il getto d’acqua ha sul pipistrello.

    – Mentre faccio due chiacchiere con Gulliver a bordo vasca vedo un troione che si dice sia una fuoriclasse della pompa.  Salto fuori dalla vasca con l’intenzione di andare a constatare di persona se la sua fama è meritata o meno ma mi ritrovo davanti una piccolina che da lontano sembra quasi asiatica, con il sorriso un po’ sporgente, giovanissima e dell’aria sbarazzina…l’avevo già notata nell’area all’aperto e mi faceva sangue…incrociamo gli sguardi, le sorrido, mi volto per dire a Gulliver “…e son quattro!”, e me la porto nella prima stanza libera.

    Dimostra subito di avere un bell’atteggiamento positivo, mi sfilo l’asciugamano e le metto davanti un cazzo dopato che sarà stato grosso la metà di quanto è grande lei ma la bimba non si lascia intimorire e procede a prendersene cura ben benino.

    Che ci crediate o no, delle 5 troie che ho scopato nelle ultime ore questa è l’unica minuta ed è l’unica che lo prende tutto fino ai coglioni senza obiettare, le dò duro e veloce che qualunque vacca avrebbe muggito di brutto ma lei continua a rimanere aperta senza timore in balìa degli eventi…ad un certo punto la sento bestemmiare in rumeno ma comunque mantiene le gambe spalancate ed anzi, spinge anche di suo contro di me.

    Penso che questa deve essere un’autentica ninfomane e continuo a darci dentro come un invasato, cambiamo posizioni, fa caldo, non c’è aria, mi manca il fiato, sento ogni fibra del mio corpo priva di energia e lei si offre di continuare l’opera….mi cavalca duro per altri dieci minuti come una forsennata finché è passata mezz’ora ed onestamente dubito di riuscire mai a venire così la ringrazio e le faccio i miei complimenti e ce ne andiamo a fare una doccia dopo averle dato una banconota arancione.

    – Prendo un altro double vodka lemon e trollo un po’ il locale, poi incrocio lo sguardo con la vacca…questa ragazza mi piace davvero…lei molla i clienti con cui stava e mi si avvicina; “allora, che mi racconti, vacca?”….”vattene al diavolo, Antonio!”…”con piacere, mia vacchina, ma prima perché non ce ne andiamo sul prato lì fuori a pascolare così che io possa montarti un’altro po’ come la vacca che sei?”…mi becco il milionesimo schiaffo, ridiamo, poi le dico, “no, davvero…andiamo in stanza!” e ce ne andiamo per la seconda volta…

    In stanza son più sfottò che lavoro, sono sfiancato, così mi stendo a palle all’aria e le ordino “mungimi, vacca!” appena me lo prende in bocca ogni volta esclamo stronzate del tipo “ah, siii…la mia vacchina” e lei mi ride sul cazzo duro… …si continua con il SUPERCAZZEGGIO per un quarto d’ora e sinceramente a questo punto poco mi interessa del sesso, sono solo lì per il trollaggio, poi lei mi fa; “davvero, voglio farti venire, aiutami!”, io so in cuor mio che non ci riuscirà mai ma le dico “dai, dacci dentro adesso e fammi vedere cosa sai fare”…procede così al lavoro, non senza lamentarsi un po’ ogni cinque minuti perché io ancora non vengo… …ogni volta allora io faccio finta di stare lì lì per venire e lei si rimette sotto con entusiasmo mentre io chiudo gli occhi ed immagino i monti disegnati del cartone animato di Heidi, con una mucca vacca color fulvo ritagliata da una foto di giornale che ci pascola su, ed un’altra mucca, o toro, o io sempre in forma di figurina che arriva da dietro e se la ingroppa… …sorrido, intanto passano altri minuti e la vacca ogni tanto mi chiede se ce la faccio ed io continuo a dirle che ci sono quasi mentre tengo d’occhio l’orologio e penso alle vacche che si ingroppano sui monti.

    Allo scoccare del 28° minuto di servizio, le dico “lascia stare vacca….non è cosa tua fare i pompini, tu sei buona solo con un collare di pelle attorno al collo ed un campanaccio attaccato a pascolare sui prati e farti montare come una vacca, ma per i pompini con vali un cazzo!” Oramai sono in FULL CRAZY TROLL mode e tra risate ed un’altro centinaio di schiaffi raggiungiamo l’armadietto e le dò 50 €….e con questa son cinque, anche se si tratta di un repeat.

    Adesso sì che mi sto’ divertendo!

    – Rientro a trollare la disco, oramai è buio…c’è una troia persiana con un taglio tipo mohicano rasato su di un lato che bazzica il bordello con il suo portamento imponente e l’atteggiamento spavaldo.

    Non sarà il massimo della bellezza né della femminilità, ma ha stile da vendere…ed anche culo.

    Mi aveva già approcciato un paio di volte ma le ho sempre detto “dopo”, mi sono fatto le due ultime scopate da mezz’ora l’una senza poter venire e mi sento carico.  Sono nello stato d’animo ideale per accettare qualsiasi sfida cosicché quando mi capita di incrociare questa troiona da combattimento davanti all’ingresso, e per coincidenza davanti alla vecchietta manager, la guardo e mi dico; “challenge accepted!”.
    Lei mi guarda e mi fa; “…sono proprio curiosa di vedere come scopi!”…ed io le rispondo; “scopo come una ragazzina…andiamo in stanza che ti faccio vedere!”

    La manager coglie lo scambio appena intercorso e si piega in due dalle risate mentre la mia Bad Bitch farfuglia qualcosa del tipo “….si, è proprio quello il mio sospetto”.

    Entriamo in stanza ed io sono già mezzo in tiro sotto l’asciugamano, lo sfodero, lei si butta in ginocchio e se lo shiaffa tutto in gola come una vera campionessa, sento il suo nasino spingere contro il mio pube e penso che questa ragazza ha davvero stile da vendere mentre procedo a scopargli la faringe per cinque minuti.

    Saliamo sul letto e le dico “..poche stronzate, quanto vuoi per il culo?”…lei; “si, ma…vacci piano….”…”tranquilla, non ti preoccupare…allora?”…”ok, 100 € extra!”…”ok, passami il condom!”…mi metto il condom mentre lei si lubrifica il culo e si gira a quattro zampe, gli entro dentro con calma e discrezione dandole qualche minuto per abituarsi e poi comincio a pompare gradualmente più forte fino a raggiungere un buon regime.

    Lo tiro fuori e le dico; “stenditi”, lei stesa a pancia sotto ed io in piedi con i due piedi ai lati delle sue natiche, penso che proporrò un bel trattamento da gorilla a questa troia, così impara a tenere l’ego al guinzaglio quando parla con me…fletto le ginocchia e mi abbasso fino ad appoggiarle la punta dell’uccello tra le chiappe.  Lei prevede quello che sta’ per arrivare ed ha un’attimo di esitazione ma io la rassicuro ed entro con calma cominciando a pompare piano le saltello addosso per un po’ fino a che poggio le ginocchia sul materasso, le metto una mano sul coccige su cui mi mantengo mentre con l’altra mano la afferro per il collo per non farla divincolare e procedo a farle il culo con l’impeto e la violenza di un treno che passa in stazione a tutta velocità senza fermarsi…gli strilletti di circostanza diventano strilli di quelli veri ed io che ci vedo bianco oramai continuo a darci dentro senza pietà fino a che finalmente godo come un porco nel suo sfintere.

    E son sei.

    Alzatasi dal letto vedo subito che già ha abbassato le penne, bene così…andiamo agli armadietti e le dò 150  dobloni ed un bacio sulle labbra.

    Soldi benedetti, di tutte quelle testate fino ad ora questa mohicana e la romanina minuta che sembra asiatica son le uniche due che mi sento davvero di poter consigliare a qualunque pervertito.

    Rientro al bar e cazzeggio un po’ con gli amici aggiornandoli sul conto delle vittime e sulle prestazioni delle signorine.

    Mi bevo un’ altro vodka-lemon e vado a sfottere la vacca appena possibile dicendole che finalmente ho trovato una vacca che si fa montare a dovere…son davvero grasse risate con questa vacca

    Oramai è notte piena ed inizio a sentire un po’ le forze che mi abbandonano, ma sono nello spirito giusto ed ho voglia di trollare a fondo.

    Passo una mezz’oretta ridendo di un compatriota piccolino e palestrato che dà spettacolo ballando alla barra ed intanto circolo come uno squalo tra le troie cercando di adocchiare le mie prossime vittime…mi avvicino alla professoressa, una russa con gli occhiali da segretaria e bellissima seppur con poche tette, le propongo un’ affare ma lei mi chiede dieci minuti di pausa, le dico “ok!”… …boh?

    Approccio un’altra, rumena, capelli castani, bel corpicino e faccia tutta rifatta che pare Nina Moric con quell’espressione botox…le propongo l’affare e mi dice; “dammi cinque minuti, mi fa male la pancia…” al ché comincio a pensare che queste troie mi stiano rimbalzando perché magari si è sparsa la voce che io glieli faccio sudare i dobloni…mi è capitato in passato, e sono un po’ deluso…

    – Mi passa davanti una magrolina con un culetto da standing ovation che volevo infilzare e le dico; “andiamo!”; andiamo!

    In stanza le chiedo quant’è per il culo, lei mi guarda sotto e dice “…con questo?…ahhaha! No, grazie!”, io ci provo con la solita storia che dai, te lo faccio con ammmmore, e lei mi spara una cifra che io le dico, si, sticazzi…non me lo voglio mica comprare…voglio solo affittarlo.

    Vado per lo standard; glielo metto in bocca e lei comincia a darci dentro, servizio ok, senza infamia e senza lode, dopo un quarto d’ora voglio provare a sparare ancora un’altra cartuccia e procedo con il trattamento seppur con difficoltà tra i lamenti e la sua strana mania di voler tenere il preservativo per assicurarsi che non si sfili.

    Raggiungo il traguardo, le dò il suoi 50 € e la saluto. E son sette.

    Torno al bar a cazzeggiare con i gli amici ed oramai mi pare di essere in un sogno….galleggio nel bordello, sono stanco, sfatto, palle vuote, mezzo ubriaco…prendo in considerazione l’idea di abbandonare la nave ma poi continuo a sfottere e farmi mandare al Diavolo dal mio amoruccio la vacca, intanto mentre stiamo al bancone tra arriva la mohicana e mi dice; “voglio venirmene a casa con te e stare con te…”…”che vuoi essere mia moglie per caso?” le faccio, e lei risponde; “no, voglio essere la tua troia!” …procede poi a proporre all’allegra brigata tra cui Gulliver, Sbiru, l’AmicoDelleMogli ed il sottoscritto di fare una gang-bang.

    I colleghi chiedono il mio parere ed io sono dell’opinione che una volta chiamati a dovere non si può fare altrimenti che accettare la sfida, pertanto dovremmo darci dentro…ma loro mi dicono di essere stanchi e di necessitare qualche minuto per rimettersi in sesto; io riporto fedelmente alla mohicana che per tutta risposta esclama qualcosa del tipo “…saranno i tuoi amici che hanno bisogno di riposo….ma non tu; io lo so’ che tu sei un Mostro!”

    La adoro questa ragazza.

    Mi scolo il cinquantesimo vodka-lemon, passa la rumena che mi aveva chiesto cinque minuti un’ora addietro e mi fa segno “andiamo?” io non perdo l’occasione per trollarla in compagnia rispondendole “dammi cinque minuti!”, ma dopo cinque minuti ripassa e la vedo davvero intenzionata e guadagnarsi questi 50 dobloni…

    Sono nel cinema porno a guardarmi attorno e mi sento sfondato e confuso, mi approccia per l’ennesima volta questa Nina Moric dei poveri e le dico “andiamo!” cedendo alla tentazione di godermi lo spettacolo di quella troia con faccia da pagliaccetto che succhia sulle mie nobili Palle Pirata.

    – Lei mi prende per mano e fa strada, in un momento di confusione mentale c’è una centrifuga di numeri che ruotano nella mia testa ed onestamente non so’ più nemmeno che cosa cazzo sto’ combinando…passiamo vicino all’AmicoDelleMogli che vedo abbracciato ad una troia e gli chiedo; “Fratello ma a quanto sono arrivato?”, e lui secco mi risponde “Otto!”…”ah, ok…”…per caso passiamo anche vicino a Gulliver e poi a Sbiru ed anche a loro pongo la stessa domanda ottenendo la stessa inequivocabile risposta; “OTTO!”

    Seguo la troia che mi porta per mano come un bambinone stupido, andiamo in una stanza a bordo piscina e sono le solite domande di routine; si…voglio venirti in bocca, dacci dentro!

    La facevo più stronza…la facevo una truffatrice, invece si rivela essere una tranquillona.

    Mi metto in piedi sul letto e lei si mette all’opera seduta, ha una bella bocca, soffice, viscida…sbava come una mastino napoletano e questo mi fa impazzire, sono duro come una statua e so’ in cuor mio che quello che sto’ facendo me gusta, che mi chiamo Cesso e sono un marocchino che parla spagnolo, chiudo gli occhi e vedo le montagne a fumetti con le mucche ritagliate che si danno la corsa e si ingroppano, riapro gli occhi e mi giro quando lì al mio lato vedo uno dei personaggi della banda bassotti in carne ed ossa, tutto nudo, in piedi sul letto con una pagliaccetto dotato di fisico da pornostar tra le gambe che gli succhia il cazzo….ah no; quello sono io; questa stanza è un cubicolo tappezzato di specchi ed io che mi vedo in terza persona assisto alla scena sapendo che quello sono io e che questa è roba che spacca, che sono fortunato, che l’esistenza è fragile e che devo ancora guidare un centinaio di km per riaccompagnare i tre Colleghi all’aeroporto e buttarmi finalmente nel letto della mia stanza nell’albergo lì di fronte.

    Tengo d’occhio l’orologio ed allo scadere della mezz’ora, senza che il pagliaccetto si sia mai lamentato o abbia smesso di ciucciare la ringrazio di cuore, la accompagno all’armadietto e la pago con cinquanta sporchi dobloni.  Gran brava ragazza anche lei.

    Ci riuniamo, man mano che i Colleghi finiscono di scopare ci si doccia e ci si riveste e quando tutto è detto e fatto salutiamo questo bordello con la consapevolezza di aver scopato almeno metà di tutte le troie presenti….o almeno questa è l’impressione che ho…poi il Vostro umile servitore LittleMonster  riaccompagna gli amici ascoltando zouk in auto, ci si saluta all’aeroporto e finalmente mi trascino fin dentro alla mia stanza per collassare sul letto.

    Sono le 0530, mi addormento e mi risveglio attorno alle 1130…anche dopo doccia e tutto il resto ho ancora gli occhi tirati ed iniettati di sangue e generalmente sembro un licantropo che s’è appena riconvertito in uomo.

    Mi accosto alla reception e non c’è nessuno dietro la scrivania, ma in compenso ci sono un paio di turisti che indossano cappelli da cowboy e sono anch’essi in attesa di qualcuno alla reception quando BAM spunta lei da dietro la porta!

     

    Sicuro, è lei…quella del mattino precedente; ne riconosco la figura e la chioma, ma finalmente la vedo in viso…un’autentica B E L L E Z Z A; giovane, pulita, fresca; toni chiari in pelle, chioma ed occhi…un’aura verginale…bella come una Madonna.

    Snobba la coppia di buzzurri cowboys che mi precedevano e si rivolge a me guardandomi fisso negli occhi, non posso non fare altrettanto e bastano pochi secondi di normale conversazione perché io abbia l’impressione che quel tipo di contatto visuale ha qualcosa in più di “just another day at the office”…continuo a fissarla negli occhi e lei non distoglie mai lo sguardo, le accenno un sorrisino e lei abbozza un mezzo sorriso e fa gli occhi dolci…buon Cielo che bellezza, mi dico.

    La ringrazio e mi allontano per andare a prendere l’auto dal parcheggio e fermarla nei pressi dell’ingresso così da poter caricare i bagagli che ho ancora su in stanza.

    Mentre cammino verso il parcheggio non posso fare altro che pensare a quanto questa ragazza mi abbia colpito, per la sua bellezza ed anche per quel modo di guardarmi intensamente…chissà se stava cercando di leggermi l’anima, e se mai ci fosse riuscita chissà cos’è che avrebbe letto…

    La legge della natura è che si fissa negli occhi chi si vuole dominare, chi si vuole possedere sessualmente e chi si vuole mangiare.

    Mi chiedo in quale delle tre categorie rientri io dal suo punto di vista…e beh, dal canto mio, un’idea su di lei me la sarei fatta; tutte e tre!

    Dovrei attaccare bottone con questa ragazza e sondare un po’ il terreno.  Potrei sfoderare il mio charme da vecchio lupo di mare, modulare il tono di voce e spostare la testa mentre mantengo il contatto visuale intenso e giocarmela…o magari potrei anche decidere che sono troppo stanco per partire oggi e fermarmi un’ altro giorno…
    …certo che questa ragazza è davvero una favola e mi piacerebbe conoscerla e conoscerla bene.

    Penso sul da farsi mentre sposto l’auto, poi mi sorge una domanda;

    Ma in fondo io, che me ne faccio di questa ragazza???

    Supponiamo che attacco bottone e che magari mi dice pure bene…la ragazza mi piace un sacco e quindi cercherei di tenermela; la metterei a suo agio e le darei il trattamento del Pirata nel letto, e subito dopo dolcezza e confidenza…non ci vuole poi tanto per far innamorare una donna.

    Ma poi?  Che me ne faccio di questa ragazza???

    Inizio l’ennesima relazione a distanza che finisce per fare del male a tutti e due?

    Metto in sospeso la mia missione e mi dedico a lei?

    Certo è che non me la posso mica portare appresso…io che non ho nemmeno una casa ma vivo in albergo oppure ospite in casa d’altri per la maggior parte del tempo.

    Chi sono io, e chi è lei?

    Lei sembra un cespuglio di violette delicate mentre io sono un Pirata della peggior specie…lei è un’anima pulita mentre a me le peggio troie dei peggio bordelli mi chiamano Mostro…temo di essere troppo putrefatto per apportare qualcosa di buono in una ipotetica relazione con una siffatta donzella…inoltre ho delle responsabilità a cui far fronte; delle missioni da compiere ed una vita da vivere che è fatta di solcare acque sconosciute, portare a termine arrembaggi, fare la lotta con i facoceri nelle savane africane, imparare i segreti della magia nera nelle tribù di indigeni sanguemisto dagli occhi verdi nelle giungle maledette delle Guyane, devo prendere a calci nel culo i draghi che infestano le isole dei mari del sud e poi ho il definitivo appuntamento con la Balena che per quelli come me in genere arriva abbastanza presto.

    Sarei disposto a rinunciare a tutto questo per l’amore di una donzella?

    Probabilmente sì.

    Sarebbe giusto farlo?

    Non è dato sapere…

    …nella vita non ci sono risposte, soltanto scelte.

    Il responso definitivo delle mie elucubrazioni è neutrale, per cui mentre porto giù i bagagli per caricarli nell’auto parcheggiata davanti all’uscita decido di affidare ancora una volta il mio destino al caso;

    Se quando passo alla reception lei sarà libera attaccherò bottone, se invece sarà occupata filerò dritto e buonanotte.

    Non conosco nemmeno il nome di questo angelo.

    Passo davanti alla reception e ci sono ancora i due buzzurri, marito e moglie, che parlano…sono proprio loquaci questi americani…che il Cielo li maledica.

    Decido così di chiamarla Alina, salto in macchina e sfreccio via solo nella pioggia portandomi dietro il ricordo di quell’angelo dallo sguardo intenso.

    Voci di corridoio danno valore alla tesi che siamo tutti piccoli frammenti di una stessa grande anima, e mi vengono in mente i versi di quella poesia di Dylan Thomas;

    “..i morti nudi saranno uniti con l’uomo nel vento e la luna ad occidente; quando le loro ossa saranno ripulite e le ossa pulite andate, avranno stelle ai gomiti e ai piedi; anche se impazziti saranno sani di mente; anche se sprofondati nel mare risaliranno a galla; anche se gli amanti si saranno persi non sarà perso l’amore; e la morte non avrà dominio.”

     

    E questa è la storia dell’arrembaggio di LittleTruths ai bordelli di Francoforte.


    LittleTruths ha scritto anche:



      • Gulliver
      • Gulliver

      • 12 settembre 2012 at 22:02

      Fratello …. ho le lacrime agli occhi …. questa nuova Alina é la ciliegina sulla torta di un week end da sballo. E io che credevo che fosse stata una passeggiata di spensieratezza; comunque seriamente … sulla storia a distanza sono d’accordo , sul resto mi viene da sorridere …. se le peggio troie dei peggio bordelli ti chiamano mostro immagino che ti ci avrebbe chiamato pure lei …la tua Alina … il ché avrebbe significato che con ogni probabilità ti avrebbe seguito in capo al mondo … le donne sono più simili a noi di quanto non si creda e quel genere di mostro piace … tuttavia trovo poetico questo tuo romanticismo da pirata malinconico …. il tuo stile é inconfondibile

      BENTORNATO CAPITANO :-)

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      • Caro Fratello, sono daccordo con te, quel tipo di Mostri lì sono apprezzati dalla stragrande maggioranza delle donne in effetti…
        Ma i Mostri a cui mi riferivo io però sono altri, ovvero quelli che ci sono dietro, e sotto…sono quelli nascosti all’interno…sono quelli che solo ognuno di noi sa in cuor suo se sono presenti oppure no…

        Poi boh, magari era solo una paura inconscia di farsi del male…

        Magari sarebbe il caso di chiedere all’esperta @whitestyle , ma già é piena di lavoro di questi tempi…lasciamola rilassare! ;-)

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          • whitestyle
          • whitestyle

          • 13 settembre 2012 at 15:14

          La paura inconscia di un coinvolgimento emotivo è un problema che tocca molti e come direbbe un caro amico scrittore “se hai paura di stare con qualcuno, è proprio con quel qualcuno con cui devi stare”

          Il punto è che lui scrive libri, io invece raccolgo i pezzi di coloro che li hanno letti:D

          Analizzando la questione dico subito che concordo con l’amico @Gulliver: alle donne piacciono questo tipo di mostri, confermo, però la contraddizione che presto si palesa è che molto spesso, proprio la donzella affascinata dallo spirito di avventura del pirata maledetto finisce poi, nel momento in cui sentimenti veri iniziano a farsi largo nella storia d’amore, a voler trasformare il pirata del mare nell’uomo che attracca la sua nave e che ha occhi solo per lei..
          Sbagliato dunque iniziare qualunque relazione nella speranza che questa diventi qualcos’altro, sopratutto se si tratta dell’opposto.. i sogni in questo caso lascerebbero ben presto il posto a delusione e amarezza motivo per cui io suggerisco sempre di vivere le esperienze per quelle che sono.. vero anche che sulla carta è un bel dire… meno semplice fare i conti con i sentimenti.. che spesso vanno per i cazzi loro e quando si parla di sentimenti scattano immediatamente le famose aspettative che nn sono altro che la radice tutte le angosce:D

          Per quanto riguarda il pirata dico:
          se il Capitan Little ha affermato con convizione di aver ancora nuovi posti da navigare e donzelle da stregare… allora la scelta di lasciar perdere la ragazza è stata assolutamente saggia, cosciente, indolore.

          se invece lui percepisse che dietro il peso di tutta la putrefazione accumulata, nn c’è solo disincantanto e
          che nonostante tutto sarebbe stato ancora capace di curare un buquet di violette.. allora doveva restare e darsi questa possibilità.

          Una cosa è certa: che se si vuole la magia è necessario togliersi l’aramatura:)
          si è soliti farsi toccare dappertutto… ma quando si intravede la possibilità che qualcuno possa toccarci l’anima allora ci rinchiudiamo nella segreta e lanciamo le chiavi in mare.. affinchè il nostro posto sicuro resti tale.. :)

          Magari il Capitan Little quando parla di mostri incosci si riferisce ad una lotta intestina tra:
          l’amore per il suo spirito avventuriero e tutto quello che ne consegue VS e la voglia inconscia di una magia rivoluzionaria non violenta che stravolga la sua rotta:)

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        • Grazie di cuore per la preziosa riflessione offerta, Cara @whitestyle…
          La prima cosa che mi viene in mente é che nel gioco della vita la libertà cammina sempre a braccetto con la solitudine, e che imparare a fare i conti con una certa dose di solitudine é più facile che fare i conti con lo stress emotivo a cui spesso si va incontro per paura della solitudine.
          Trovo che ci sia spesso un’enorme divario tra quello che sentiamo, quello che diciamo e quello che facciamo…ed anzi, troppo spesso diciamo e facciamo anche l’esatto contrario di ciò che invece sentiamo nel profondo, proprio perché attingere a quello Scrigno lì ci rende super-vulnerabili e alla mercé del mondo circostante.

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          • whitestyle
          • whitestyle

          • 13 settembre 2012 at 20:24

          LittleTruths:
          imparare a fare i conti con una certa dose di solitudine é più facile che fare i conti con lo stress emotivo a cui spesso si va incontro per paura della solitudine.

          d’accordo.. però credo dipenda anche molto dalle persone in questione.. esempio: per Irina shayk forse forse un pò di stress emotivo ne varrebbe la pena? (ovviamente ho fatto un nome a caso, esempio di esclusiva bellezza visto che nn la si conosce poi nel profondo)… per la seconda parte del tuo discorso quoto in toto… true story ;)

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 12 settembre 2012 at 23:50

      ohh mi pareva di averla già letto il racconto di Francoforte… e invece … leggo nuove perle “(….)Lei sembra un cespuglio di violette delicate mentre io sono un Pirata della peggior specie…lei è un’anima pulita mentre a me le peggio troie dei peggio bordelli mi chiamano Mostro…temo di essere troppo putrefatto per apportare qualcosa di buono in una ipotetica relazione con una siffatta donzella(….)” Il Poeta-Capitan Little mi sono quasi commossa…

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      • …hehehhee…in effetti avevo diviso il racconto del fine settimana in due parti…una postata a sé in memoria del glorioso arrembaggio, l’altra destinata alla sezione Alina…

        Il buon vecchio Gulliver offre il suo particolare punto di vista sulla faccenda nel commento appena quì sopra…chissà, magari te ne sei fatta un’idea anche tu in proposito?

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      • aurelius
      • Aurelius

      • 13 settembre 2012 at 0:04

      …La vita diventera’ una cosa senza senso, quando al mondo saranno scomparsi l’ultimo pazzo e l’ultimo poeta… ;)

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      • Zest
      • Zest

      • 13 settembre 2012 at 9:51

      ….Non mi posso permettere il lusso di NON pagare una donna…. ;-)

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    • whitestyle: d’accordo.. però credo dipenda anche molto dalle persone in questione.. esempio: per Irina shayk forse forse un pò di stress emotivo ne varrebbe la pena?

      Beh, certo che un pò di stress emotivo é normale che ci sia in una relazione e probabilmente ci si sacrifica anche più volentieri per Irina Shaik piuttosto che per la figlia di Fantozzi…ma dipende anche da che livelli di stress si parla, perché a mio modesto avviso certi livelli di stress (come quelli che spesso si verificano nelle relazioni a distanza) sono semplicemente improponibili indipendentemente da chi sia il dio o la dea a cui questa forma di sacrificio umano viene offerta…
      :Whis

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 14 settembre 2012 at 15:30

      LittleTruths,

      Irina era un esempio sintetico.. in effetti nn la conosciamo, come scrivevo sopra…il mio discorso nn contempla l’esclusiva bellezza della persona in oggetto.. seppur ha un buona percentuale in un rapporto di coppia..

      Il vero fulcro della questione secondo me, non è tanto la distanza… quanto i veri sentimenti in gioco nella coppia. Amare qualcuno ed avere la fortuna che quest’ultimo ti ami alla stessa maniera, viaggiare sullo stesso binario, avere gli stessi intenti, obiettivi, progetti… tutto questo rappresenta la vera, titanica impresa, molto più grande della gestione di una relazione a distanza..

      Io credo che quando si viaggia sullo stesso binario pur essendo lontani fisicamente tutte le cazzate :(perchè nn mi hai chiamato, con chi sei, che fai, perchè nn mi hai risposto, mi ami, quanto mi ami, nn mi ami più ect ect..) quindi tutto lo stress emotivo che porta al suicidio della coppia …nn esiste o meglio si attenua alla grande.. In questo caso, lo stress emotivo con cui si potrebbero fare i conti è la consapevolezza che un’altra persona diversa da te, possa completare la tua vita
      arricchendola e quindi dover fare i conti con stessi per prendere decisioni importanti per vivere al 100% una situazione.. ma questa è un’altra storia;)

      Con questo non voglio sottovalutare la gestione di un rapporto a distanza … anzi.. ma senza presupposti importanti, sentimenti veri e complicità credo sia difficile gestire anche la relazione con il vicino di casa:)

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      • xaus
      • Xaus

      • 14 settembre 2012 at 16:36

      Zest,

      specialmente con….@MasterCard uuargg uuaarg uuargh….. :))

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 14:59

      Sto al Palace.
      Con me ci sono 3 amici, un italiano (Giacomo Leopardi), un francese (Marcel Proust) ed un russo (Fedor Dostoevskij).
      Erano venuti con me inizialmente sul mio Amazon Kindle, che mi sono portato per leggere tra una chiavata e l’altra, poi è successo che qui ci sono gnocche tali da far resuscitare i morti ed effettivamente ho visto Giacomo, Marcel e Fedor uno alla volta uscire dalle pieghe del Kindle e materializzarsi davanti a me come fantasmi. Le gnocche non li riescono a vedere, io si.
      Invece non c’è traccia del “vil mannaro” con il quale si sarebbe dovuto svolgere il duello.
      Per ora interrompo qui, poi mano a mano che le cose accadono, vi riferiro’.

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 15:06

      Intanto Marcel mi sta dicendo che tanto ben di Dio non lo aveva mai visto e che magari ci ripensa sulla ricchionaggine, dice che comunque stare qui non e’ sicuramente tempo perso.

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 15:15

      Giacomo con gli asciugamani intorno è ancora più brutto che vestito, tanto per darvi un’idea direi che e’ anche più brutto di master. Comunque gli ho detto di fare attenzione perché qui la missiletta vien dalla Romania.
      Comunque, dopo questo preambolo che ritenevo necessario per accontentare i vari Stendhal che circolano qui sul multiblog (azz!!! Stavo per dire forum, fortuna che mi sono bloccato in tempo), poi passo a descrivervi come va la giornata a me, che sono vivo e vegeto, non come i miei amici, che sono si vivi ma che non sono certo vegeti.

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 15:58

      Mi sono appena fatto un giro per le sale ma non ho visto nessuno in giro con il cappello da chef in testa. Evidentemente il “vil marrano” ha pensato bene di defilarsi dal duello all’ultimo sperma.
      Un attimo che chiedo alla reception…
      No, non hanno proprio visto nessuno entrare con il cappello da chef.
      Qui però uno chef servirebbe proprio. Il mangiare qui è abominevole. Tanto per dirvi: io mi sono portato nello zainetto due panini che mi mangerò stasera. Alle 19,30 apre la sala ristorante e mi presenterò li’ a mangiarmi i miei bei panini. Al ristorante non servono nemmeno da bere. Solo succhi di frutta, e mi prenderò prima di andare in sala risto un bicchieretto di similcocacola al bar per portarmelo al ristorante. In pratica vado al ristorante solo per mettere i piedi sotto un tavolo.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 12 maggio 2014 at 16:24

      Oh…Really !?! :-l

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 18:15

      Io sto andando avanti con la selezione delle madrine per il duello all’ultimo sperma.
      C’è stato un test per il ruolo di madrina che ho fatto nel cinema con una bella biondona russa (sedicente), ma forse è veramente russa perché non l’ho proprio vista fare capannello con le varie rumene. Il test e’ andato bene.
      Ogni volta che vengo in questo posto ho l’impressione che la proporzione delle rumene sia cresciuta, e quindi che aumentino i rischi missilistici.
      Il lunedì c’è molto poco movimento sia di gnocche che di clienti. Il prezzo è comunque sempre 75 per l’ingresso, tranne una promozione a 50 euro per la permanenza di solo un paio d’ore, all’ora di pranzo quando il locale è un vero mortorio.
      Ci sono due cassettine di sicurezza per ogni cliente, una all’ingresso ed un’altra, piu’ grande, negli armadietti.

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 18:17

      Accappatoio compreso e asciugamani a volontà.
      Mi sono fatto forza e ho provato ad assaggiare la pasta col pesto: Ributtante.

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    • Sei una merdaccia @Little, neanche a 10 sei arrivato, che cazzo di Capitano sei :))io continuo a dirle che ci sono quasi mentre tengo d’occhio l’orologio e penso alle vacche che si ingroppano sui monti.” :)) :)) :)) C’è qualcosa di ancestrale nel Mostro dei Bordelli che all’inizio le attira e poi gli fa paura :))
      @GT1, butta giù qualche fotina dai, non di Proust perchè lo conosco bene “L’uomo ama idealizzare, quando l’essere idealizzato diventa concreto scatta lindifferenza!” grazie al cazzo, sei un frocione :)) a me lindifferenza non scatta mai. :))
      Caricati qualche baldracca e carica qualche fotina qui :-) mentre mangi, tanto là non mangi niente :D

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      • Beh, a dire il vero se conti le due fatte in totale disimpegno della sera prima giusto per ammazzare un po il tempo, siamo giusto a dieci…
        Punto a battere il record e farne dieci in un’unica giornata alla prima occasione utile…possibilmente un in cui arrivo al lavoro presto in mattinata e resto fino a chiusura. Penso di potercela fare… :ar

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 20:38

      Ciao Epicuro.
      È rigorosamente, tedescamente, vietato usare i cellulari qui al Palace. Io ho il permesso di usarlo, come tutti, solo nella sala di ingresso, prima della reception, da dove sto scrivendo.
      Intanto proseguono i test per individuare le madrine più giuste per il duello all’ultimo sperma con l’Infingardo.
      Ho testato una bellezza Ceca, alta tra 1,75 e 1,80, un pochino meno di me ma con i tacchi da 15 mi sovrastava. Bionda, sui 28 anni, formosa ma slanciata, passionale, bellissima, nessuna richiesta di extra, nessun missilaggio. Anche lei, insieme alla russa, e’ stata arruolata come madrina. Anche la russa (preciso che si tratta di “la russa” e non di “La russa”) non mi ha chiesto nessun extra e non mi ha fatto pressione sui tempi.
      Ho dovuto comunque schivare diverse squadre lanciamissili rumene.
      La serata è ancora lunga. Se tutti i venti mi aiutano, e anche tutti i santi, magari faccio un terzo test.
      Del resto mi devo allenare per il duello con il fellone.
      Dopo aver mangiato i miei panini al ristorante mi sono preso uno snack alla macchinetta dove, a un ottimo prezzo, sono disponibili tante cioccolate e merendine.
      Ho anche chiesto informazioni in Direzione sulla qualità della cucina. Mi sa che mi sono spiegato male perché mi sembravano assolutamente non preoccupati. Mi hanno detto che è vero che avevano qualche timore perché lo chef attuale sta per andare via, mi hanno spiegato che è stato addirittura assunto con un ottimo contratto dal Governo americano, per dirigere le cucine per il rancio dei detenuti a Guantanamo. Mi hanno detto però di stare assolutamente tranquillo sulla qualità della cucina qui al Palace perché lo chef sta addestrando lui stesso con molta cura il suo sostituto.

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      • pv1
      • gt1

      • 12 maggio 2014 at 23:52

      Ciao Little.
      Magari La russa c’ha i suoi estimatori, io però sono rimasto un po’ indietro ed ancora preferisco le gnocchette.
      A proposito di gnocchette, ho fatto un terzo test, nel cinema. Una mora alta 1,80; da noi, al Paese, potrebbe benissimo essere una modella. Anche lei, come la Ceca, slanciata ma anche formosa, proprio il mio tipo. Però non la nomino madrina per il duello all’ultimo sperma perché non era abbastanza partecipativa nella chiavata: un po’ troppo frettolosa. Mi ha detto di essere spagnola ma secondo me poteva benissimo essere rumena, anche se devo dire che non l’ho mai vista fare comunella con le rumene. Comunque non era certo caliente.
      Con questo vi saluto, ripiglio il taxi che con una quindicina di euro mi riporta in zona centro dove ho l’albergo.
      P.s.:
      Giacomo poco fa mi ha detto: “il naufragar m’è dolce in questa gnocca”.
      Fedor invece si è dedicato tutto il giorno a studiare la psicologia del cliente e ci vuole scrivere un libro che pensa di intitolare “Il chiavatore” di Fedor Dostoevskij.
      Marcel mi ha un po’ deluso. Dopo aver preso una serie di missili dalle rumene mi ha detto che ha deciso di restare ricchione.

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      • Buona la prima direi…siete stati una mezza giornata lì dentro, anzi, di più…
        Quanto a Marcel, chi è nato tondo non può morir quadrato. Lo sa bene anche la nostra zietta @DeeJay … ;;)

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      • pv1
      • gt1

      • 13 maggio 2014 at 11:24

      Questa mattina e il pomeriggio lavoro. Se ce la faccio poi stasera, diciamo tardo pomeriggio, vado al Mainhattan. Anche il Mainhattan potrebbe essere una sede adeguata per il duello all’ultimo sperma con il bricconcello.
      Ieri al Palace le tre gnocche sottoposte a test per il ruolo di madrine erano tutte e tre veramente bellissime, sulla trentina, vediamo oggi come mi va. Ieri erano presenti per tutto il giorno almeno 2 o 3 gnocche per ogni uomo. C’era ampia scelta.
      Al Mainhattan di sicuro il mangiare è migliore per cui se ci vado penso di cenare lì.
      Se vado, comunque vado solo. Giacomo ha deciso di tornare ai suoi libri, dopo l’arrapamento “matto e disperatissimo” di ieri.
      Fedor continua a ripetermi che chi è abituato con le russe poi resterà comunque deluso anche di fronte al parco gnocca di ieri, come del resto, dice Fedor, capita a me che sono italiano col mangiare, infatti dovunque vado nel mondo il mangiare mi delude.
      Marcel mi ha ribadito che dopo tutti i missili rumeni di ieri non se la sente di ricacciarsi in un covo di rumene, preferisce restare ricchione e se na va in una discoteca gay a Montparnasse.

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      • Zest
      • Zest

      • 13 maggio 2014 at 14:16

      @gt1

      fa piacere leggere che te la stai spassando allegramente oltre i confini italici in terra teutonica, come tutti sanno e tu anche , essendo in Cina mi viene complicato prendere e venire a duellare a colpi di sperma e di cazzi , che non e’ che sto dietro l’angolo :bz mi avevi invitato e non ti sei degnato manco di spedirmi un biglietto aereo , una scialuppa, una carrozza coi cavalli, insomma anche a sto giro hai voluto fare l’indiano…. non ti preoccupare che anche che non sono con te ti seguo con il pensiero e tromba fin’che puoi che una volta che tprni a caverzere saranno poi cazzi tuoi :rotfl :rotfl

      ps: salutami la terra del pianto, delle ruberie e anche delle zoccole melanzane :))

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      • pv1
      • pv1

      • 28 maggio 2014 at 15:21

      Per prima cosa voglio che sia chiaro a TUTTI che mi sono appellato alla Convenzione di Ginevra per ottenere il reintegro del mio nobilissimo nick, però mi hanno spiegato alla Sede ONU di Ginevra che i vascelli pirati per il momento sono fuori della loro giurisdizione e comunque mi hanno anche detto di avere pazienza perché appena il vascello pirata farà domanda, dopo facebook, per quotarsi alla Borsa di New York, avrò obbligatoriamente l’immediato reintegro del sacro nick gt1, alla facciaccia della ciurmaglia invidiosa del mio bel nick.
      A parte questa doverosa premessa, oggi pv1 (facciamo buon viso a cattivo gioco) è a Francoforte, ha appena finito la Sua giornata di lavoro ed adesso se ne va al Mainhattan.

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      • @pv1 ah si? Si prospetta un’altro intenso pomeriggio di lettura dei Grandi Classici allora? :dreaming

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        • CCSP
        • CCSP

        • 29 maggio 2014 at 7:29

        Qua non esiste par condicio ma solo leggi ad personam ed intrallazum! :ar
        Per vendetta mettetevi d’accordo e cambiatemi il nickname…..mi fate quasi un favore, tanto più brutto di così è fatica! :))
        Portare una bottiglia di Rum al Capitano e dirgli “baciamo le mani” con inflessione siciliana è l unica soluzione per ottenere il rilascio del tuo nick preso in ostaggio, allo scoccare della 56esima ora…..niente scherzi e niente sbirri!….e nessuno si farà male! :))

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        • :)) :)) “Intrallazzum” :)) :drool
          Bella questa, sembra il nome di una nuova legge elettorale… :D

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      • pv1
      • pv1

      • 28 maggio 2014 at 18:50

      Vi pigliasse un bene. Faccio il login come gt1 (sacro nick), mi da l’ok e poi automaticamente il nick si trasforma in pv1. Questa CCSP me la pagherai ASSAI cara!!!!
      Vabbe’. In attesa di riflettere a modo su una giusta, SACROSANTA, VENDETTA, vi racconto del Mainhattan.
      Sono entrato un’oretta fa. 65 euretti con accappatoio, 60 senza, comodi e ampi gli armadietti posavalori. Ho bevuto una cosa al bar, mi sembra che gli alcolici non siano compresi, ma non posso dire con certezza perché io non bevo alcolici, nemmeno birra.
      Poi mi sono ficcato al cinema con una delle mie solite, una bella giunonica rumena bruna sui 28 anni, il nome non me lo ricordo. 50 per una cosa standard, mezz’oretta.
      Qui sulle poltroncine dell’ingresso si può usare il tablet. Ora mi armo del mio kindle e mi metto comodo a leggere sui divani della sala. Qui al Main, a differenza del Wellcum, le ragazze ancora non li hanno ben classificati quelli di piccole verità, per cui posso tranquillamente leggere in sala (sarò ovviamente l’unico a leggere) senza che subito mi chiedano se sono di piccole verità.
      Quei divani in pelle e l’atmosfera della sala grande mi piacciono moltissimo. Mi fanno pensare a come poteva essere un bordello degli anni 40, quando mio padre e i miei zii ci trascorrevano tutto il loro tempo libero. Poi venne la legge Merlin e gli rovino’ la vita, quei puttanieri di mio padre e dei miei zii furono costretti a sposarsi…… ed eccomi qua!

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      • pv1
      • pv1

      • 28 maggio 2014 at 20:56

      Sono stato in sala grande a leggere un paio d’ore. Oggi è aperto anche il giardino, con la piscina esterna, però è pochissimo frequentato vuoi per la giornata fresca ed anche per l’ora tarda.
      Ci saranno una cinquantina di ragazze, a volte, ma oggi no, c’è anche una negretta sui 30-35 anni. Le ragazze sono per la stragrande maggioranza rumene, ce ne sono di belle e di bellissime, non si vedono in giro cozze. I clienti saranno la metà delle ragazze, le quali si avvicinano ma senza particolare insistenza.
      A cena un buffet discreto, non posso dire buono ma sicuramente commestibile, molto meglio del Palace ma non al livello del Wellcum.
      Ora do un’occhiata in giro per farmi una camera o magari un cinemetto.

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      • pv1
      • pv1

      • 28 maggio 2014 at 23:22

      Sono stato a farmi un cinemetto con una delle mie abituali, rumena, sui 25 anni, bionda, formosa.
      Il missile con le rumene è sempre in rampa di lancio, o comunque il mezzo missile, o il quarto di missile, o quanto meno un decimo di missile. È più forte di loro, anche con un cliente abituale. È come la favola della rana e lo scorpione:
      Nel bosco c’era un incendio, tutti gli animali fuggivano terrorizzati. Una rana e uno scorpione erano al fiume mentre le fiamme si avvicinavano. A breve sarebbero morti. Lo scorpione propose alla rana di farlo salire sul dorso, per guadare insieme il fiume. Lui l’avrebbe indirizzata mentre lei nuotava. Ognuno dei due aveva bisogno dell’altro, o presto sarebbero morti per il fumo e le fiamme sempre più vicine. La rana però non si fidava e disse allo scorpione: ma se poi tu mi pungi? Lui rispose: non può capitare, sarebbe un suicidio perché tu moriresti per il veleno ma io affogherei. La rana allora si decise e incomincio’ a nuotare con lo scorpione sul dorso che la guidava. Erano quasi arrivati sull’altra sponda quando lo scorpione la punse. Mentre la rana stava morendo, portando con sé a fondo anche lo scorpione, ebbe la forza di chidergli: perché lo hai fatto? Così moriremo tutti e due. Lui le rispose: non ci posso fare niente, io sono lo scorpione, è la mia natura.
      E subito dopo morirono tutti e due.
      La missiletta rumena quando siamo arrivati all’armadietto per il pagamento si e’ sentita in dovere di chiedermi un piccolo extra, un regalino, senza alcuna motivazione, 20 euro. Io le ho detto di no e lei ha insistito: dammene almeno 10, quei 10 che vedo dentro l’armadietto.
      Io le ho detto di no. Che accattona!

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      • pv1
      • pv1

      • 9 giugno 2014 at 18:44

      Oggi sto a Francoforte. Ho finito di lavorare un’ora fa. C’è un caldo tremendo.
      Avevo voglia di starmene un po’ tranquillo, leggere un buon libro, così sono venuto al Palace…

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      • pv1
      • pv1

      • 10 giugno 2014 at 2:32

      Domani, martedi (che sarebbe già oggi, ma ancora devo andare a dormire per cui dico domani), sono libero e me ne vado al world.

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