• La coperta di Lenzuolo Bianco

    Entrando in quel negozio di scarpe, proprio sotto la Torre delle Polveri, che gia’ fu’ nell’antichita’ porta d’accesso Est della citta’ di Praga, non avevo in mente niente di particolare.

    Da acquistare. O da fare.

    Girovagavo, al solito.  Portandomi appresso la mia vita.  Cercando di mandarla Affanculo il piu’ possibile.

    Ed allora la vidi.  Piegata su tutta la splendida lunghezza delle sue gambe.  Accarezzarsi dolcemente il piede, cinto da una calza a  gambaletto elastico nero.

    Indecisa. Guardare in giro ancora tra gli scaffali alla ricerca della scarpa giusta.

    Io non resisto. E’ piu’ forte di me. Conosco l’introversione e la riservatezza di queste ragazze, di questo carattere. E conosco anche lo stupore , l’imbarazzo. Ma anche la voglia che hanno di essere sorprese, adulate, interrogate da un uomo, voglia di un contatto istantaneo, semplice. Vero. Che non e’ abitudine dei loro uomini. Ma e’ nostra. A volte becera, stancante….ridicola, si lo so’.

    Ma non nel mio caso. I miei approcci nella vita con l’altro sesso sono costanti, e nella stragrande maggioranza dei casia all’impronta del rispetto, simpatia e sottile malizia. Con interesse. E poi si vedra’.

    E cosi fu’.

    Le presi dallo scaffale uno stivale a collo basso, alla caviglia, in pelle nera lucida, di Guess.

    Mi guardo’ e al solito, rise con l’imbarazzo ed il piacere che io gia’ mi aspettavo. Sorpresa e compiaciuta del gesto e dell’interesse.

    Mi piegai verso di lei, lo misi vicino al suo piede. Poi fece da sola. Lo calzo’ e si alzo’. Il pantalone in elasticizzato cotone nero a zampa larga, casco’ stupendamente sul tacco.

    E lei stupenda… mi abbaglio’; col suo splendido metro ed ottanta d’altezza. Un corpo impeccabile, di una perfezione imbarazzante, per me. Normale per lei. Il disegno del fondo schiena chiuso in quell’ elasticizzato nero mi strego’ gli occhi e faticai a salire con lo sguardo; su quel caschetto nero scalato in lunghezza sulle spalle.

    Occhi blu brillanti. Non celesti, non azzurri. Blu. Blu profondo. Troppo.

    Ipnotici. Veronika. venticinque anni. All’ultimo anno di Scienze Sociali. Part time in uno studio Contabile.

    Non la lasciai piu’. Paga, usciamo. Bar tipico su Na Porici, di fronte.  Poi ci incamminiamo ancora per il centro. Palazzo della Madonna Nera. Mi chiede di me, chiedo di lei…se ride o sorride, mi gira la testa…perdo l’ordine delle cose, del tempo. Gli piace la musica Latina, conosce tutti i locali di Praga. Si Veronika, io sono nato praticamente al ritmo di Salsa. Non specifico  quale e non faccio facili battute Italiane…non capirebbe.

     

    La sera all’incrocio di Revolucni, a duecento metri dal locale. La vedo in lontananza. Ormai sono abituato alle pose, alla classe ed eleganza naturale di queste donne. Femmine dentro. Ma lei mi abbaglia. O forse sono io, come al solito, che mi emoziono ad ogni nuova scoperta.

    Scarpa nuova, come da copione. Pantalone elasticizzato blu scuro, elettrico. Fa’ pandant con gli occhi.

    Maglioncino di filo collo alto nero, giubbino in pelle attillato giro vita stretto dalla sua cinta ai fianchi. Mannequine naturale.

    La Casa Argentina ci aspettava. Con i suoi hasado, BBQ e bracieri accesi. Carne, verdure grigliate. Vino Cileno, lo accetto. Non molta di carne, lei stuzzica ma gli piace.

    Donne di carne e birra; cosmesi e fitness. Lavoro e Sesso. Questo e molto altro, le Boeme. Questo sono.

    Al piano di sotto nella sala da ballo gia’ il pienone. Corpi appiccicati, odore di sudore e alcool. Di carne bruciata che scendeva. Risate, vociare scomposto…bello. La testa vola forte. Balliamo. Lei non sa muoversi molto e io la prendo. Io vado d’intuito, passi base; ma mi butto, prendo iniziativa, son Latino. Conosco tanta di questa musica e mi piace. la prendo dolcemente e le stringo un fianco; la mano nell’altra, giriamo, ondeggiamo…pasito adelante, unos, dos, tres…e  via. Lentamente, con ritmo. Si scioglie lei, si attacca alle mie mani, ride, contenta;  non si vuole piu’ fermare.

    Scorre la serata e scorre la Caipirinha nelle nostre gole arse dal ballo. E entrambe dal desiderio.

    Sale fumo di sigaretta, sale il desiderio. Mi si avvicina, andiamo al tavolo. Stanca si siede sopra me, sulle mie gambe.

    Il contatto del cotone elasticizzato ed il suo splendido contenuto di glutei duri e morbidi al contempo, mi emoziona e mi eccita. mano ai fianchi, per  trattenerla, per non farla cadere.

    Per sentirla.

    Mi abbraccia, avvicina il suo splendido viso al mio…Alex, e’ mezzanotte, andiamo a casa tua. E mi bacia pianissimo tra le labbra e la guancia, quasi distratta. Sapendo che lo vogliamo tutte e due. Io senz’altro si sa’. Lei ha scelto, ha deciso.  Adesso, vuole anche lei.  Si conclude la serata.  Con semplicita’, con voglia. Sua, mia. semplice, dichiarata.

     

    Andiamo a casa. E’ tutto in ordine, neanche me lo aspettavo.  Zucchero di canna, lime e Cachaca…ho tutto a casa. Ancora due caipirinhe…ormai stiamo viaggiando verso il sesso, siamo pronti.

    Spogliata sei bella Veronika. Il corpo ed il viso uniti da quel collo sono spettacolo di natura e modello per statue d’Artisti pazzi.

    Fino alle nove di mattina facciamo sesso due volte, con intervalli di relax e parole. Un massaggio di una mezz’ora alla tua schiena. Alle tue gambe, le natiche …devo dormire un po’, con l’odore della tua pelle, del tuo sesso bagnato su di me, sulle mie mani.

    Alle Due del pomeriggio mi alzo. Quando ormai l’orario normale non viene rispettato, dormo poco e male; poi recupero. Non provo neanche a spostare la tenda. Mi farebbe troppo male. In cucina la macchinetta del caffe’ mi guarda imporandomi di aprirla. Ed il mio cervello ed il mio corpo anche; ma non lo faccio. bevo acqua, forzatamente dal frigo. Quello si che devo farlo se non voglio rischiare la disidratazione. L’erezione mattutina e’ presente, Sempre. Vado al bagno.  Abluzioni varie, poche.  Piscio, denti, acqua in faccia tipo gatto. Il corpo e’ caldo ancora, lasciamolo cosi. Toilette, bidet.

    Ti sento mugolare, ti rigiri nel letto. Ti starai svegliando. Apro il frigo. cerco brandelli di formaggio e prosciutto. E Succhi o latte. La vostra colazione…

    Alex, vieni qui, vieni da me. Arrivo Veronika; vado alla tenda, pronto alla stilettata del sole, ma  mi strilli un no con voce ferma, e mi guardi con l’occhio blu; di traverso. Sei spalmata sul letto prona, fantastica curva del sedere in alto.Spalle e braccia disegnano un abbraccio perfetto col cuscino, la testa girata verso di me ed il tuo lucido caschetto di capelli neri corvino un po’ scomposto fa largo a quella pietra blu che hai incastonata nel viso.

    No aspetta dici…mi avvicino, al lato del letto.

    Sono nudo. Giro cosi per casa, logico.

    Per coperta hai solo il lenzuolo bianco. Morbido indumento che ti fascia, ti lega al letto. Ed il tuo profumo mi leghera’ a te. Per un po’ almeno.

    Ti spingo con le mani sui fianchi , fammi posto accanto a te, al bordo del letto.

    Miagoli qualcosa…tipo un buongiorno, la faccetta imbronciata di prima mattina. Ti adoro e quanto sei calda, come sei  bella.

    Accarezzo ancora la curva del tuo corpo. Mi rendo sempre piu’ conto di quanto sei dura, di quanto sei morbida. I tuoi venticinque anni fanno di te uno spettacolo imbarazzante e morboso. La coperta di lenzuolo bianco si scosta. Tu lo fai. Cominci ad agitare i fianchi sotto le mie mani, apri poco le gambe. Vuoi  le mie mani nel tuo sesso…piano pero’.  Solo a risvegliarlo. Lo faccio. Credo che tu sia ancora eccitata dall’ultimo contatto avuto con le mie mani di sei, sette ore fa’.

    Comunque ti  tocco e sei bagnata. Di scatto, ti giri e mi guardi piantandomi quel blu nel mio castano chiaro.

     

    Ora il seno piccolo e duro mi si offre. Ed il tuo inguine e le cosce si allargano; ti sto’ per accarezzare il viso per poi scendere. Mi prendi la mano, la baci sul palmo…Alex, sali sul letto vieni sopra di me.

    Qua davanti al seno , davanti la mia faccia.

    E ti capisco. Salgo sul letto a cavalcioni del tuo corpo, le gambe dietro me puntate con le tua ginocchia nella schiena. Il mio sesso dritto e duro ti punta la bocca, oltrepassando il seno piccolo, non e’ un’ostacolo.

    Ti sistemi il cuscino e cominci a leccarmi la Cappella piano, morbidamente. Il tuo viso bianco, nero e blu che si muove sotto di me e’ spettacolo eccessivo.

    La mano mi accarezza le Palle e la radice del membro, un po’ fredda, un po’ calda, non saprei. I movimenti della testa diventano piu’ rapidi, piu’ veloci. Anche piu’ difficili, perche’ fai da sola ed il collo ti comincia a fare male. Allora mi avvicino e ti entra in bocca ancor di piu’ e cominci a salivare, abbondantemente.

    La elimini succhiandola, e succhiando me.

    Le mie mani sono dietro. Dietro te; ti accarezzo fianchi, pube, il sesso tuo bagnato. Agito un po’ il clitoride fin dove arrivo…Stiro la schiena fin dove posso sulle tue gambe piantate sul letto. Sei lunga, sei tanta…mi reggi alla grande. Due colonne Corinzie che reggono Templi.

    Ormai eccomi. Sara’ anche la posizione, la mattina, l’erezione dura e gonfia solita a quest’ora. Il tuo prendermi in bocca di mattina; ed anche le tue labbra calde e pompanti aria e saliva sulla mia cappella che fanno il resto…ma sto’ per venire.

    E te lo dico. Agiti e smanetti l’asta ancora forte per farlo salire bene ed apri la bocca, in attesa…pronta a bere tutto.

    E ti arriva uno schizzo, una dose di liquido caldo in faccia, colate di Sborra bianca sulle labbra e in gola…ovunque. E’ la terza volta, ma questa della mattina chissa’ come e’ copiosa, ininterrotta.

    Tutto sul collo ed anche su quel piccolo seno d’adolescente..fino alle mie cosce. Ne raccogli un po’ sparso ovunque, tra i seni e la faccia; e prendi e succhi le dita, le porti in bocca e le pulisci. Vuoi il mio seme,in questa  salata e fresca mattina di Boemia.

    Io ho stirato ancora una volta la schiena sulle tue ginocchia, mi scrocchiano le ossa della colonna e nervi e fremiti invadono la mia pelle e mi scarico.

    E’ fantastico. Il corpo che risponde pronto e si auto lenisce. Mistero e spettacolo la natura.

    Ti guardo ancora col viso sporco. Scendo.

    Sono al tuo lato. Mi gira ancora un po’ la testa ed ho il fiato corto per il terzo orgasmo avuto in questo modo, in una mattina di penombra e postumi di allegria.

    Prendi il lenzuolo e ti asciughi la faccia, il seno…

    Vuoi mangiare VeroniKa, vuoi caffe’?

    No, gia’ fatta colazione, mi dici. E mi regali il primo sorriso di quella mattina. ed uno sbattito di ciglia su quel blu.

    E di nuovo, prendi per coperta solo il lenzuolo bianco.

    Bagnato di noi.

    Ondeggiando per la stanza arrivo in cucina. Non posso piu’ resistere al richiamo del caffe’. E della prima sigaretta.

    Ed al pensiero di te dormiente, di nuovo, nel mio seme, tra i nostri umori…mi eccito. Subito, di nuovo. E dopo l’amaro del caffe’ tornero’ da te a prender zucchero.

    E volera’ ancora quel lenzuolo bianco.

     


    Aurelius ha scritto anche:




    • :clap Sei un Classico bello mio…un uomo d’altri tempi, un gentleman di quelli che portano la colazione a letto alle donzelle… :bz …insomma, un uomo da sposare! :))
      :rotfl

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        • aurelius
        • aurelius

        • 28 dicembre 2012 at 19:32

        :tgtgtgt …NO, da sposare no ! non me se so’ accattato manco una melanzana ! B-) forse costo troppo !!!

        eh si…queste so’ viziate…vogliono esser servite a letto…e le accontentiamo! :D

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      • dionisio
      • dionisio

      • 26 dicembre 2012 at 23:32

      Un bravissimo narratore…bravo

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        • aurelius
        • aurelius

        • 28 dicembre 2012 at 19:34

        Grazie Dionisio… splendidi lampi che hanno attraversto il temporale quotidiano della vita… :bz

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 27 dicembre 2012 at 0:24

      Hola Aurelius ! Fiesta Praguense ! :-))

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        • aurelius
        • aurelius

        • 28 dicembre 2012 at 19:37

        Claro que si !!! ;-) veramente, stanno fuori di testa per il Latino, e non solo come ballo !!!come NordEU…qui vanno piu’ forte gli Spagnoli e cmq Caraibi e Sud America non che i ragazzi di colore o magreb…come erroneamente si pensa a volte…anzi, abbastanza razzistelle su questo… :Boh

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 27 dicembre 2012 at 11:05

      Complimenti mio caro, riesci mantenere l’atmosfera intima a partire da fuori delle mura del tuo appartamento, due micromondi grigio-azzurri che poi lasciano spazio al blu intenso, uno spazio dove il tempo rimane sospeso: è l’Ora dell’amore. C’è tutto Kundera dentro, e dietro alla elegante essenza della tua Veronika sembra di scorgere un Juliette Binoche d’altri tempi…
      Dovresti riscrivere la triologia dei colori di Kieslowski…

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        • aurelius
        • aurelius

        • 28 dicembre 2012 at 19:41

        :dreaming …eh tiro…sempre magnanimo…in tutto tu ! grazie caro…si, cmq la fatuita’ dell’esistere e’ vero, come lei ricordava una perfettina M’oiselle Francese…ma molte sono cosi, qua! grazia e stile e femminilita’…naturali. Mato’…Kieslowski, beh…grazie ma…mi serve un’altra vita per affrontare il paragone ! Grazie caro… :youdaman

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    • Stupenda Aurelius, anche per me questa città è magica, rendi l’idea con grande maestria. Complimenti di nuovo e salutami Veronika se la dovessi incrociare. :youdaman

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 dicembre 2012 at 19:46

      Si…non so’ dove mi portera’ la tempesta e che fine fara’ sto’ legno marcio…ma Praga beh…rimarra’ chiusa nello ” Scrigno” delle cose preziose ! nel bene e nel male…
      Eh Vera…adesso sara’ una splendida manager di 27 anni, ballera’ ancora Latino, sara’ forse ancora sempre indecisa negli acquisti e…gli piacera’ sempre fare colazione a letto !!! :rotfl
      B-)

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      • Sulla colkazione a letto c’é da scommetterci. Sul resto non saprei, ma su quello si! :D

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      • luporosso
      • luporosso

      • 3 maggio 2015 at 12:55

      Ammazza Auré, non so come mi era sfuggita fino ad oggi….
      :youdaman :youdaman :youdaman :dreaming :dreaming :dreaming

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 maggio 2015 at 16:09

      Eehhh GrasSsie Fratello @luporosso !!! :D
      Come Picasso :-? pure io su PV ho attraversato vari periodi: questo era il famoso ” periodo pornografo” :))
      Poi dopo @LittleT Mariposa :bz comincio’ ad ImmelanSanirsi, a dire che c’era poca FdD ™, che su un vascello serio bisognava stare tutti piu’ ” viscini, viscini…” ;;) …e gnente.
      Il resto e’ storia, lo sai !!! :)) :ohplease
      Comunque grazie, li rileggo pure io con piacere; trovo dei difetti e sbagli, ma insomma sono sempre scritti che mi ricordano dei bei momenti; come succede a tutti. :yea

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 3 maggio 2015 at 16:13

      Grazie signor Lupo che l’ha scovata.
      M’ era scappata pure a me questa elegantantemente velata di malinconia porno-elegia della femmina boema.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 maggio 2015 at 16:32

      Sig. @AtiLeong allora ero piu’ rapito, incantato dal tutto. Oggi piu’ disincantato forse. Ma le Boeme, come molte donne d’altre etnie del resto, riservano ancora qualche piccola sorpresa. :-)
      http://www.youtube.com/watch?v=SuDkYoRZouY

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