• La DOTTORESSA della CASERMA degli ALPINI ( parte 10ª ) – Scaramuccia

    Scaramouche

    Una immagine in bianco e nero di un largo sentiero tra gli alberi.
    Diciamo anche un po’ sfocata.
    C´é un cavallo bianco lanciato al galoppo con sopra un tizio coi baffetti e una sescentesca gorgera che canta allegro a squarciagola.
    Qualcosa tipo “ Com’é bella l’avventura…”.
    Non si ricorda bene. Sono passati tanti anni. Era la piccola televisione della casa in montagna che il nonno aveva affittato per l’estate quando il suo ditino di 6 anni si allungava a accenderla con la bocca piena della una merendina colla marmellata di albicocche dentro per la colazione della mattina. Mentre le briciole zuccherose gli si appicicavano alla bocca e atterravano sulla tovaglia la festosa sigla iniziale di quel sceneggiato dissolveva il brusio del rasoio elettrico del nonno che si faceva la barba in bagno.
    La canzone, testo e musica, li ricorda solo molto vagamente e lo sceneggiato propriamente detto non se lo ricorda proprio per niente.
    Ma quel tipo coi baffetti che cavalcava a tutta velocitá e esprimeva in canto con melodiosa voce tutta la sua gioiosa voglia di vivere ogni tanto senza volere era vomitato fuori da qualche angolo della sua memoria.
    Una specie di araldo della cosidetta “libertá” .
    Cioé di una vita vissuta gagliardamente fuori dalle regole, vagabonda, emozionante e piena di sorprese e magari pure di pericoli, ma da affrontare sempre e comunque con un sorriso solare sulle labbra.
    Ed é questo infatti uno di quei momenti in cui il cavaliere in bianco e nero canta e galoppa nella testa della nostra Dottoressa in preda a un certo frizzante formicolio in petto mentre osserva il soldatino che con passo incerto si avvia ad uscire dall’ambulatorio: dopo aver reiterato un abbozzo di saluto girandosi appena con un cenno del capo e un tremulo sorriso timido sparisce dietro alla porta.
    Ma prima che il lettore si faccia idee sbagliate, meglio chiarire subito: non é l’insignificante ragazzetto in divisa a causarle queste emozioni.
    É la storia che ne ha tirato fuori e gli interessanti possibili sviluppi che si prospettano che la fanno trepidare.
    S’era beccato lo scolo e adesso aveva in mano una impegnativa per andare gli fare esami e le iniezioni di antibiotico all’ospedale militare.
    La storia clinica non lasciava alcun dubbio: l’aveva preso con una puttana che batte nel vialone davanti alla caserma.
    “ Con la mia ragazza non vado da almeno 3 o 4 mesi…” le aveva confessato col suo cantilenante accento romagnolo. “ In macchina lei si vergogna e a casa ….c’é sempre gente…” si era lamentato.
    Come lui altri avevano potuto aver rapporti con la stessa prostituta ed essersi infettati.
    Doveva vestire allora la sua tuta di super-dottoressa e sventare la minacciosa epidemia.
    Intanto peró s’era accontentata di indossare l’impermeabile della navigata investigatrice e far spifferare alla recluta quali altri commilitoni avessero usufruito dei servizi della adescatrice di soldati in questione.
    Le era sembrato sincero quando rapidamente e senza reticenza aveva fatto un nome.
    Se lo era appuntato subito con la biro su un foglio: “Rampin”.

    Ha appena finito una sessione di esercitazioni della mattina. Una mattina calda per un fine di novembre: Attilio si sta fumando una sigaretta nei 5 minuti di riposo a disposizione, sperando che il sudore che ha infradiciato la maglietta della salute alle ascelle gli si asciughi: che gli causa un fastioso pizzichio. Ma ecco che vede la sagoma del caporale Biondi che gli si avvicina intento e con una certa sollecitudine ma senza risparmiare sul suo solito sorrisetto malizioso tra le labbra. Un po’ piú radioso del solito si direbbe, anzi.
    “Soldato Rampin, Soldato Rampin…!” lo apostrofa un po’trafelato e con faceta formalitá.
    “ ‘Na cicca ?” gli offre questi con serafica calma per smontare con la nonchalanche dei veri duri sta inutile e pagliaccesca fretta.
    “ No, no…sei convocato…” insiste invece il caporale.
    “devi andare adesso dalla dottoressa che ti ha mandato ha chiamare, hai l’ordine del Tenente…vai…”
    Attilio vede bene che per quanto faccia il serio non riesca piú di tanto a simulare quanto gli scappi da ridere.
    “ E no, non ci casco mica cosí facile, cazzo”. Pensa tra se.
    “ Fammi finire la cicca che tra 5 minuti torniamo sotto…fa un caldo….” senza far mostra di dar minimo peso alla puerile facezia del caporale. Un tipo simpatico che gli piace scherzare, ma meglio non stare lí a dargli troppa corda quando si incapponisce con ste sue menate. Che ogni tanto con altri due o tre compari suoi se ne viene fuori.
    “ Non é una cazzata guarda….ti ha mandato a chiamare davvero, non ti prendo per il culo…” si accalora il Biondi al quale al contempo peró scappa sempre piú da ridere per via dell’ equivoco vieppiú ravvivando la sospettositá del soldato Rampin.
    “ Ma sei mona….vuoi che mi metta nelle grane mandandoti da un ufficiale per scherzo..?.” cerca infine di convincerlo radunando tutta la serietá di cui si ritrova capace al momento.
    E gli occhietti azzurri di Attilio sfiorano infine il sospetto che stia parlando sul serio e dal sprezzantemente annoiati scivolano verso una certa perplessitá non scondita di una qualche preoccupazione.
    “ Ma, ma che cosa puó volere la dottoressa da me? “ si chiede.
    “ Non ho idea di cosa voglia…” pare avergli letto nel pensiero il Biondi. Che finalmente fa mostra di essere serio e pure lui un poco perplesso in merito a questa inusuale convocazione.
    “ Va bé, allora vado…” fa infine Attilio. E s’alza con pigra lentezza cercando di ostentare tutta la calma che invece lo stava abbandonando. Spenge la cicca col tacco cercando di sostenere l’aria indifferente e pure un po’annoiata.
    “Stará mandando a chiamare un po’ tutta la gente per dei controlli di routine “ si forza a pensare per rassicurarsi un poco mentre si incammina verso l’edificio che ospita l’ambulatorio dell’ ufficiale medico.
    “ Ma perché comincia proprio da me allora ? Ho ha giá chiamato altri e io non lo so, non ci ho fatto caso…? “
    Immerso in preoccupate congetture arriva nella deserta sala d’attesa dell’ ambulatorio.
    Penombra, silenzio e due porte chiuse.
    Bussa a una delle due, con circospetta discrezione e attende.
    “ Siii…avanti..”
    Gira la maniglia e entra.
    La dottoressa é dietro la scrivania ed é intenta a scrivere ma fa mostara d’affrettarsi a concludere e solleva quindi il capo offrendogli il suo sguardo sognante e l’ elegante volto ovale da madonna dipinta rinascimentale.
    “Prego ?” con una punta di accento straniero a sfuggirgli dalla pronuncia e un sorriso che anche appena accennato non fatica niente a diventare simpatico.
    “ Sono il soldato Rampin….mi ha mandato ha chiamare….” ritto e marziale sull’attenti e con lo sguardo nel vuoto, come gli hanno insegnato di fare.
    “ Ah si….Attilio Rampin vero ? Siediti,…. siediti” facendo un cenno con la mano per smontare tutta la militaresca formalitá.
    Attilio benché preoccupato e a disagio per un attimo la studia mentre si accomoda.
    “ Pare na ragazza della mia etá e…é cosi carina….come fa a fare giá il dottore e che cazzo sta facendo qua…?”
    “ Ascolta. Me dispiace ma devo farti delle domande un poco personali. Peró non ti devi preoccupare che é solo per il tuo bene e non ti voglio creare casini. Ma mi devi dire la veritá che é importante. Per la tua salute. Anche.”
    Il povero Rampin a questo preambolo impallidisce un po’ e inghiotte secco.
    “ Che cazzo succede…che cosa posso…aver fa..ato ?” pensa tra se.
    “ Quando sei stato con quella ragazza….quella prostituta che batte qua davanti alla caserma…hai usato il preservativo vero? ”
    Piú che di cadere la faccia di Attilio fu quella di chi si schianta a picco giú dalle nuvole.
    “ Ma….ma…non ho….io non ci ho fatto mica niente, proprio niente….”.
    Si ferma e pensa un attimo e poi decide di vuotare il sacco.
    E dire tutta la veritá e nient’altro che la veritá. Come nei tribunali dei film americani.
    “ Cioé…..lei é venuta la a chiedermi…..a chiedermi se avevo visto un orecchino per terra. Ero di guardia. Ma non l’ho neanche toccata.”
    “ Credo che come dose di veritá questa qua basti…o no ?
    Toccata poi…bé il bacetto sulla guancia mi penso che non conti un cazzo.”
    La dottoressa lo osserva seria e pacata, densa di compita professionalitá; appena appena si morde il labbro inferiore, piú che altro in un carezza degli incisivi superiori.
    Qualche secondo di silenzio.
    “Quindi non hai fatto…fatto sesso con lei ?” ribadisce.
    “No….” e squote il capo in diniego con decisione.
    “ Abbiamo parlato, un minuto. Parlato solo. “ adesso Rampin si sente un po’piú sicuro di se.
    “ E sai come si chiama ?”
    Rampin é preso in contropiede e esibe la faccia di chi ci sta pensando su
    “Mi pare….Dorina ?….mi pare che si chiama Dorina, si…” in realtá ricorda benissimo del nome che Benazzi gli aveva spiattellato. Ma gli pareva meglio far finta aver quasi dimenticato.
    “ Sai di qualcuno che sia andato con lei ?”
    A Rampin di dissimulare la puntura di paura e imbarazzo che gli causa questa domanda non gli riesce proprio.
    “ Mah….” cerca di guadagnare tempo.
    “Devo fare la spia e fare il nome di Benazzi ?”
    La Dottoressa si rende conto che ha messo un po’ in difficoltá il povero soldato, che si é fatta prendere la mano da un piglio un poco inquisitorio, che non voleva proprio.
    “ Guarda…” gli spiega conciliante e appoggia gli avambracci alla scrivania facendosi avanti col busto.
    “ Non é per mettere nei guai nessuno. Il problema é che ho scoperto che é malata….ha una malattia che si trasmette sessualmente e forse bisogna curare quelli che ci sono stati. “
    Stavolta é di tristezza, profonda e amara la fitta che Attilio sente.
    “ Ha l’ AIDS ! Merda l AIDS… poveretta…una ragazza cosí giovane..cosí bella….” pensa travolto da mesti rimpianti. Rimpianti dei sogni che faceva di innamoramenti e di salvarla da quella vita disgraziata.
    Alla fine con la faccia abbattuta e dolente “ No, non mi viene in mente nessuno…” conclude.
    E nel mentre pensa con un guizzo d’orgoglio “che furbacchione che sono” di avvisare di Benazzi con discrezione piú tardi, appena possibile che si andasse a far vedere.
    “Va bene “ lo congeda infine la dottoressa sorridendo amichevole e alzando un po’ il tono di voce e guardandolo dritto in faccia. “scusami di averti disturbato. Peró se ne vieni a sapere qualcosa….mandali da me, ok ?”
    “ Si, si …non si preocupi….” la rassicura collaborativo Attilio mentre fa per rialzarsi.
    Ma quando si sta allontanando una domanda, un ultima conferma lo insegue ancor
    “ Dorina…..hai detto che si chiama Dorina, vero ? “


    AtiLeong ha scritto anche:



      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 7 giugno 2015 at 16:33

      Ho da qualche settimana ripreso a scrivere sta storia e appena appena avuto materiale sufficiente mi son affrettato a porlo umilmente a disposizione delle vostre stimatissime e eccellentissime persone per farne lettura se e quando ne avranno la volontá.
      Mi riprometto al contempo di pubblicare almeno una “puntata” al mese e spero di chiudere per fine anno.
      Cosí si vedrá anche chi vince il Rum ( era rum ? me pare de si ) messo in palio dal sSior Capitano.
      http://www.youtube.com/watch?v=dTlBdLpNnZI

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      • dionisio
      • dionisio

      • 7 giugno 2015 at 18:50

      Caro @atileong .. sempre complimenti vivissimi per la sua penna.
      Mi raccomando .. vista la curiosita’che aleggia su questo vascello … l’atteso prosieguo .

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      • CCSP
      • CCSP

      • 7 giugno 2015 at 23:36

      Complimenti Signor Leone, comporre uno scritto lungo, a puntate, e` molto piu` difficile, ma ti sta riuscendo egregiamente! :clap
      “…una vita vissuta gagliardamente fuori dalle regole, vagabonda, emozionante e piena di sorprese e magari pure di pericoli, ma da affrontare sempre e comunque con un sorriso solare sulle labbra.”cit
      Questa citazione mi ricorda parecchi di noi! :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 7 giugno 2015 at 23:38

      “…s’era beccato lo scolo e adesso aveva in mano una impegnativa per andare gli fare esami e le iniezioni di antibiotico all’ospedale”cit
      ….anche questa mi ricorda parecchi di noi! :))

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    • :dreaming :dreaming :dreaming Finalmente! :bz :youdaman :doubleup
      Hai voja…io ce ne leggo a volontà di elementi che suonano non solo familiari ma addirittura intimi. Del resto uno le cose che scrive non le trova mica al supermercato, è ovvio.
      Molto bello sia lo scritto che il veder riprendere il passo a questo racconto, Pravo sSior Leone!
      La bottiglia di rum è al sicuro, fuori dalla portata di quello sporcaccione di @Matt ed in attesa di venire aggiudicata a colui che ci avrà visto giusto (o più che altro colui che ha avuto il culo di scommettere sull’uomo giusto)… :ar
      Restiamo in attesa del prosieguo e di vedere come andrà a finire! :bz :dreaming :D

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      • luporosso
      • LUPOVOFFO

      • 8 giugno 2015 at 14:37

      @AtiLeong…palabras mayores!
      :youdaman :dreaming
      Grazie per non lasciare questa storia a metá, malgrado i suoi impegni.
      Adesso resta solo che il Dr. possa trovare il tempo e la maniera di essere con noi al simposio… :pray

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      • Stenka
      • Stenka

      • 9 giugno 2015 at 5:11

      Complimenti Compare @AtiLeong. La sua storia mi a tornare indietro di secoli, quando, allora, c’era solo il tenente medico, mica la dottoressa. Pensi poi che all’epoca, per non far sapere nulla a nessuno, molti si curavano le piattole cospargendosi la zona infetta con verderame in polvere acquistato al Consorzio Agrario. Che tempi…..

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    • Stenka:
      Pensi poi che all’epoca, per non far sapere nulla a nessuno, molti si curavano le piattole cospargendosi la zona infetta con verderame in polvere acquistato al Consorzio Agrario. Che tempi…..

      :rotfl …beh, non saró certo io uno specialista, ma questo cosí ad occhio e croce mi pare un buon metodo per candidarsi al Premio Darwin! :dreaming

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      • piranha
      • piranha

      • 10 giugno 2015 at 11:19

      Ill/mo Dott@AtiLeong, :youdaman :youdaman
      Lei non sbaglia mai un colpo.Prego non faccia passare altri mesi,non faccia come capitol,altrimenti qui si rischia di morire senza conoscere la fine. :heyhey

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      • dionisio
      • dionisio

      • 10 giugno 2015 at 14:30

      LittleTruths: …beh, non saró certo io uno specialista, ma questo cosí ad occhio e croce mi pare un buon metodo per candidarsi al Premio Darwin!

      Hahahhhahahaha :rotfl :rotfl :rotfl io ho conosciuto geni che usavano il ddt …. tra una canna ed un funghetto allucinogeno .. si buttavano di tutto sul pisello che continuava a prudere….

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      • aurelius
      • aurelius

      • 11 giugno 2015 at 9:51

      Eh si, l’e’ sempre un piascer leggere il Sig. @AtiLeong ! :doubleup …La storia si infittisce, si complica, in attesa di successivi colpi di scena. :dreaming
      Debbo fare Mea Culpa per non aver potuto leggere continuativamente lo scritto; ma insomma si fa’ un po’ come con le puntate di Boris: pure se uno le vede scollegate un po’ alla CazzoDiCane ™ …sara’ sempre un successo !!! :)) :clap :))

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    • aurelius:
      Eh si, l’e’ sempre un piascer leggere il Sig. @AtiLeong !:doubleup …La storia si infittisce, si complica, in attesa di successivi colpi di scena.:dreaming

      …essì, in attesa del Colpo dei Colpi, ovvero quello che avverrà tra le gambe della bella Dottoressa della Caserma degli alpini! :bz :dreaming :lov

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      • Matt
      • Matt

      • 11 giugno 2015 at 19:23

      Bella sorpresa Sior Attilio, solo che ci ha fatto attendere una vita e ora mi devo ripassare le puntate precedenti altrimenti non ci capisco una mazza (essendo già un po’ tardo di mio).

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 11 giugno 2015 at 19:23

      Caro sior @aurelius in veritá mi ero posto sto problema: dopo tutto sto tempo chi si ricorderá bene la trama anteriore ? :-?

      cerco allora di por rimedio adesso
      facendo il
      RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
      :zzz

      La storia si svolge in una caserma degli alpini nei primi anni di questo secolo.
      La leva é ancora obbligatoria.
      Una recluta, il grassoccio e imbranato Rampin entra in contatto con una OTR estica che cerca un orecchino perduto.
      La aiuta a ritrovarlo e da babbeo inesperto che é, non ha mai toccato na donna in vita sua, se ne invaghisce.
      L’indomani in mensa sente un commilitone ( Loris Benazzi ) raccontare di come se la era scopata e di come aveva rotto il preservativo.
      Rampin al sentire il racconto ne rimane roso da una strana gelosia mista a erotica eccitazione.
      Intanto quella sera si viene a sapere che il nuovo ufficiale medico é una donna. Una ragazza giovane appena laureata.
      Si tratta di una bellezza mediterranea che il Tenente Zanetti non perde tempo a cercare di sedurre.
      Senza gran successo alle prime schermaglie, giá che la bella dottoressa che nasconde nel passato una scioccante esperienza amorosa si mantiene abbastanza restia a intessere relazioni con uomini.
      Intanto i militi curiosi fanno piani per spiarla nella piú classica delle tradizioni segaiolistiche.
      Ma il Benazzi, vittima di preoccupanti e improvvisi sintomi urogenitali, consulta urgentemente la dottoressa.

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      • Matt
      • Matt

      • 11 giugno 2015 at 19:36

      Stenka:
      Complimenti Compare @AtiLeong. La sua storia mi a tornare indietro di secoli, quando, allora, c’era solo il tenente medico, mica la dottoressa. Pensi poi che all’epoca, per non far sapere nulla a nessuno, molti si curavano le piattole cospargendosi la zona infetta con verderame in polvere acquistato al Consorzio Agrario. Che tempi…..

      In un racconto di Piero Chiara (che so esserti caro) il protagonista si cura lo scolo immergendosi per ore in un pentolone d’acqua bollente, uscendone ormai lessato

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