• La prima Havana non si scorda mai

    Quella mattina mi ero svegliato strano. O meglio non mi ero proprio addormentato. Ero un po frastornato. Ansia, adrenalina, eccitazione, trepidazione, mista a preoccupazione per quel che sarebbe potuto essere questo viaggio della maturità oltreoceano. Una avventura che ha quel nonsochè di magico. Sembro quasi Cristoforo Colombo alla scoperta del Nuovo Mondo. La sera era passata finalmente, anonima come gran parte delle solite sere di una classica serata itagliana di mezz’estate. Attorniato dalla mandria di pettegoli e di capere, non riuscivo a buttare giù neanche un sorso talmente che stavo ansioso. Mi limitavo solo a cacciare il petto di fuori e far uscire fuori tutta la mia bella cinicità nei colloqui sociali, anzi interviste, cui i vari fastidiosi conoscenti mi sottoponevano prima della partenza.

     

    Rispetto agli altri sono un tipo avvezzo alla notarietà, non mi intimidisco certo quando tengo i riflettori puntati, mi faccio fare gli interrogatori anche se mi scocciano, per il solo gusto di prenderli per il culo. Alla domanda classica “dove vai in vacanza?” una persona qualunque risponderebbe con un po’ di vergogna e timidamente << beh,il mare da noi fa schifo, quest’anno ce ne andiamo a Cuba, anche perché è bella pure da visitare>>, giusto… perché l’ignoranza regna sovrana soprattutto qui al meridione e i quartierani altro non sanno che le voci di popolo, voci di gente che poi arrivano nell’ambiente familiare e di li si viene a creare una fastidiosa etichetta, su di un viaggio che automaticamente viene definito -per usare un italianismo- della gnocca. Quando a me hanno posto la domanda, non potevo far altro che rispondere con un bel sorrisone alla faccia degli invidiosi, e la tipica faccia da culo di un descarao, accompagnato da tremenda nonchalance: <<che vado a fa a cuba? vado a trovarmi una cubana…e se mi passa per la testa me la porto pure a casa>>. Una volta alzato il polverone dopo si deve stare al gioco e si entra in un vortice da cui non si esce mai.

     

    La frase classiche che ti rivolgono sono di amici invidiosi, fidanzati con itagliane e non, che hanno come si suol dire “la mutanda in testa”, oppure delle melanzane stesse che non resistono alla tentazione dell’inciucio:

    “Ma perché ti fai 8696 km per trovarti una femmina?”

    <<semplice, per non fare la fine che hai fatto tu>>

    “Inutile che scherzi, tanto lo sappiamo tutti che si va a fare a cuba…”

    <<e tu ti senti uno buono che vai ad Amsterdam ad abboffarti di canne o a Ibiza ad impasticcarti?>>

    “I  tuoi coetanei questa estate vanno a Mykonos Ibiza, vanno a fare i vip in Sardegna…perchè non vai pure tu?”

    <<Chi sono i coetanei? Cosa centro con loro? Io non ho coetanei…>>

    “lo sai che la tua ex dice in giro che vai a Cuba per andare a fare il puttaniere?”

    <<E che me ne fotte, guarda che io lo faccio pure a Napoli…>>

    “ma vi siete presi una pausa di riflessione o è davvero finita? “

    <<Lei lo sa che è finita ma alla fine torna sempre…problemi suoi.>>

    Una volta espletata la pratica e adempiuto ai propri obblighi morali di rieducazione di massa, si parte all’arrembaggio, con la consapevolezza che per un bel po’ non vedrò e sentirò quelle facce di cazzo che non solo invidiano e ti parlano dietro, ma ti colpiscono anche col malocchio.  Per cui ogni volta che si saluta certa gente, grattatina di rito…e via di corsa.  Siamo partenopei, e alla scaramanzia ci teniamo eccome…

     

    Il volo vola via che è una bellezza, in rigorosa veglia, in perfetto orario serale atterriamo al Jose Marti. La schiera della policia incute timore, e il clima di religioso silenzio non è che sia di grande accoglienza. Si esce dall’aeropuerto  e si viene investiti da una cappa asfissiante di gasolina.  Una puzza tremenda, per tutti può sembrare fetore ma non lo è. Trattasi di afrodisiaca aulenza. Poi vedi le palme, senti il clima tropicale che ti si appiccica addosso, le auto anni 60 e i cubani che iniziano a marcarti a uomo. Ora ci siamo davvero, sono nella Grande Isla.

     

    Bienvenido a La Habana, figliuolo!

     

    Sembra di essere in paradiso, poi col tempo scoprirò che è solo uno dei posti piu belli dell’inferno.  Prendiamo un taxi rigorosamente trattato, che ci porta nella nostra casa particular. Non appena si entra in macchina si nota subito che i cubani sono tipi schizzati, che sia un impavido 30enne o anche un 50enne floscio, carica il cd di raggaeton preferito nello stereo, alza il volume a palla e si mette a canticchiare la canzone preferita, correndo scriteriatamente. C’è chi si mette la cintura, chi inveisce, io me ne frego e mi metto a canticchiare pure …e mi godo il panorama.

    Hanno quell’essere napoletani nelle vene che mi rallegra, non vogliono fare niente e non vogliono sapere niente, campano alla giornata e usano la furbizia come mezzo di sopravvivenza, pure loro tengono quella capa di cazzo a me tanto familiare, per questo posso dire di sentirmi davvero a casa.  Una volta atterrati ci sistemiamo e prendiamo confidenza con l’ambiente. Doccia rapida e via, gli altri hanno fame mentre io posso stare digiuno per altri due giorni. Fresco e galvanizzato, alla prima sera all’Havana, scendo da solo a godermi un po’ della città. Non ho fame non ho sonno, non ho sete.  Ho solo adrenalina pura in corpo.

     

    Vicoletti oscuri, auto obsolete, gente per strada, puzza di ogni genere, musica ad alto volume, dalle case alle auto dai negozi, poi intravedo le prime perle: chicas che aspettano alla fermata dell’autobus, chicas che passeggiano per le strade, lungo il malecon e sullo sfondo della lunga carretera. Non so perché, ma sono felice. Ho voglia di esplorare la città, cammino da solo e senza paura, come se manco fossi nei vicoletti del paesello della casa di montagna, aspettando che i miei amici si diano una mossa. I cubani seduti pa la calle, fuori le proprie abitazioni, sono un vero spasso, stanno lì a trascorrere la loro serata, per cercare di respirare una boccata di aria fresca visto che in casa l’afa la rende irrespirabile, e sperare che domani sarà sempre un giorno migliore. Ti guardano tutti, uomini donne bambini, e ti senti quasi in imbarazzo. Mi trollo parecchi vicoletti con la speranza che qualcuna sciolga il ghiaccio, ma nessuna si fa avanti. A tarda notte chi cazzo vuoi che ti fermi nei vicoletti sperduti dell’Havana? Eppure le legende metropolitane erano altre…vabbeh.

     

    Caminando caminando ritorno sotto la mia abitazione ma non me ne rendo conto, mi imbatto in una dolce donzella che mi saluta con un soave Hooolaaa e mi si ferma il battito. Già ho perso il controllo, senza  fare  un cazzo con un semplice saluto! Non la faccio neanche finire di salutare che mi avvento su di lei con fare cavalleresco e la presso. Pensavo fosse qualcuna ben disposta su di cui avevo fatto colpo, invece non era altro che la nipote del vecchio dueno della casa. Mi dice che mi ha visto salire prima e mi ha visto subito scendere, e si era messa giù ad aspettarmi perché il vecchio le aveva raccomandato di darmi un’occhiata. Occhiata? Aspettarmi? a me sembrava tanto una palla ma tant’è…anche se c’è da dire che davvero sono premurosi i duenos non avete neanche idea, si comportano da genitori adottivi ed è una cosa cosi umanamente bella e vera che sembra quasi irreale, in questo mondo di merda. Ma torniamo a noi. Il mio entusiasmo si affloscia e all’istinto faccio tornare a comandare la mia diabolica razionalità. Che vuole questa da me? E quel vecchiazzo perché mi fa spiare? Ma fa che questa vo’ fa qualcosa? Non sono manco atterrato e gia m’hann mis a fa’ ammore!? Mah…nell’ arco di pochi secondi la mia mente perversa ha già partorito un ventaglio di opzioni mentre in tutto questo la chica mi guardava, con lo sguardo timido di chi era attratta. Scambiamo due chiacchiere, mi accenna di lei e della sua vita, ma più che altro si parla della mia, mi domanda a questa giovane età io cosa ci faccia a cuba e come io sappia parlare cosi bene lo spagnolo. Naturalmente la risposta cinica è sempre la stessa anche se siamo passati da un continente all’ altro , solo che in spagnolo e con le chicas da tremendamente sincero passo a modalità mentiroso. Gli dico che ho origini havanere, che non sono mai venuto a visitare questo posto, per questo sono qui. Poi inizio a fargli complimenti per la sua dolcezza e bellezza, insomma mi volevo già menare! Lei apprezza e crede a tutte le stronzate che gli dico, e tra una chiacchiera e l’altra arrivano i Nostri e ci diamo appuntamento all’indomani. Mi scrive un bigliettino col suo numero e sotto riporta. “Encantada de hablar contigo. Manana llamame, chao. Decara’o.” I miei occhi si riempiono di gioia. Non ricevevo un biglietto cosi dalla scuola elementare. La magia dell’Havana stava facendo effetto e io come un pischello già mi stavo facendo trasportare. I bucanieri arrivano e mi prendono per le orecchie, se la ridono facendomi i complimenti, lo so che mi stanno sfottendo ma a me non frega un cazzo e mi tengo ben stretto il mio primo bigliettino.

     

    Pochi passi, e ci ritroviamo davanti all’imponente Habana Libre. Veniamo subito pressati dai tassisti. Rifiutiamo. Subito dopo assaltati da muchachos molesti. Chi ti invita da una parte chi dall’altra, refrescos, chicas, sigari, passaggi con l’auto. Che palle. Appena ti vedono esclamano :”Italiano! o Espanol!”…i più perspicaci appena mi sentono parlare addirittura “Napolitano!!, tu eres amigo, eres un cuvano como yo” . Incredibile la stima e il rispetto che nutrono. Dicono che siamo come loro, e hanno ragione, anche se parecchi si allontanano non appena gli rispondo…chissà perché. Mi dicono gli amici di trattarli a pesci in faccia, e visto che sono una capa di cazzo non me lo faccio ripetere una seconda volta. Pochi minuti e già inizio a schifare i cubani, tentano sempre di tirarti un pacco con le proposte più disparate, propongono la casa, i sigari, il rum, la cugina, la sorella, a volte anche la propria ragazza.

     

    Si era fatto tardi e stavano tutti stanchi, io non risentivo niente come detto, la cosa più comoda era andare in disco e farsi una bevuta e una ballata, a ritmo di perreo…poi si sa da cosa nasce cosa. Mentre ci dirigiamo nella mia mente altro non c’era che quel magico incontro. Può essere che già mi ero infatuato? Può essere che queste cubane hanno davvero questa magia? Il tempo di farmi queste domande arriviamo fuori il locale. Una fila di chicas lunga e diversi yuma. Diversi anche i cubani. Si entra normalmente, senza nessun vincolo. Ci mettiamo in fila, e come d’incanto mi dimentico di tutto tutto tutto quello che stavo pensando. Bionde Mulate e Negrite vestite accuratamente e attillatamente con tette perfette e culi fenomenali.

    Ma dove cazzo mi avete portato? Questo è l’inferno, andate via da me , Satana che non siete altro! tutte le donne sembravano dee. Tutte. Il più cesso era da 8 . Il mio amico mi fa: <<pensa a quanto tempo hai perso appresso a qualche italiana del cazzo, pensa a quanti soldi hai buttato appresso, e pensa adesso: tutto il tuo tempo e i soldi non saranno sprecati, hai la possibilità di investirli in maniera diversa, è il momento di rifarti con gli interessi.>>  Entriamo e neanche il tempo di mettere piede che ti assaltano…sono tante, troppe .Non potevo accontentarle tutte, non potevo dividermi in 4 5 6 7 8. Come cazzo facevo? Un imbarazzo della scelta mai visto. <<Benvenuto in paradiso>>, fa l’altro.

     

    Cerco di divincolarmi dalle tante avances e me ne vado al bagno. Una bacchettona mulattona senza neanche parlare mi prende per mano e mi sbatte al muro, si gira col culo e inizia col ballo del perreo.A ritmo di regueton, i miei amici mi hanno già perso. So come funziona, e nonostante ciò, mi faccio coinvolgere. Sono impazzito. La chicas mi porta al bancone e quiere tomar un refreco. Il primo di una infinita serie. Iniziamo a parlare, ci conosciamo, poi va subito al sodo, tiene hotel o casa particular? Poi spara il tariffario.

    <<Para mi son solo cien pesos.>>…Cien que??? <<io non pago nessuna ne tantomeno sta cifra, dico in spagnolo, pensa che in Italia sono le chicas a pagare me! >>. Mi molla con “tu esta loco” e se ne va senza neanche contrattare, poi faccio una selezione e me le trollo un po’ tutte, a una a una. Speravo di trovare quel 10% di possibilità che i miei amici mi avevano dato, credevo di stare in qualche capitale europea e abbordare con le tecniche di seduzione su una presunta free. Ero solo riuscito a spendere un bel po in drink generosamente offerti a destra e manca senza concludere niente.

    Dopo il girovagare mi sento sconsolato, con le palle piene e voglioso di trovare la perla. Era una questione di principio. Mi imbatto in un pezzo di Femmina Cubanita, 19 anni, Mulattona, Havanera doc,una fotomodella. 90 60 90 occhio e croce. Ho trovato la chica perfecta. Non mi da confidenza è timida è una delle poche che mi ha quasi schivato. Mi avvicino e tento l’approccio, la porto a bere e ci conosciamo. Sembra quasi che vorrebbe ma non può, è interessata e lo si nota ma c’è qualcosa che la frena. Lei mi dice che non dovrebbe parlare con me perché è fidanzata e il ragazzo è nei paraggi, io non me ne frego e continuo nella mia opera di convincimento…voglio tentare il colpaccio, ero li per quello. Con fare sbrigativo e con occhi a cuoricino la porto in pista e iniziamo a perreare, lei gradisce e non poco e dato che la mia situazione già era grave entro definitivamente nel tunnel. Allora la invito a casa e lei tentenna, non so perché ma tentenna, sono ormai allo sbando e gli offro dinero, lei rifiuta e non so perché rifiuta, questa non vuole fare un cazzo mentre io me lo sto rompendo, alchè finalmente arriva la svolta.

     

    Un faccia di culo coi capelli ingrifati vestito sciatto e trasandato, con collane d’oro appese dappertutto, mi prende e porta da parte. Mi impressiono, non vedo i miei amici, ma sto pensando seriamente che mi vogliono menare. Senza paura lo affronto, anche se già so di cosa vuole parlarmi. Si fa offrire una cerveza per se e i suoi amici, io concedo senza batter ciglio, poi mi apre il discorso, mi dice che è il fidanzato della chica e che io gli sembro un bravo ragazzo! azz dico io, ma fa che è pure frocio? poi mi rivela che se mi piace la sua novia e la voglio portare a casa, devo sganciare 80 cuc, e me la posso tenere tutta la notte! Aver udito queste parole mi fa subito passare l’ansia, mi calma e mi eccita allo stesso tempo, che bello avere la possibilità di cogliere dall’albero il frutto proibito, ritorno in me e con una faccia tosta, peggio della mazza, inizio a trattare con il sorriso stampato sulla faccia, consapevole che di lì a poco avrei portato a letto la donna dei miei sogni. Dopo trattative serrate, chiudo a 50 più i drink offerti a lui e agli amici, che costavano 2-3 cuc, e pensare che avevo speso in consumazioni gratis molto di più della cifra che stavo per sborsare, per ottenere l’ambito premio.

    Andiamo dalla piccola che intanto ballava con le amiche, lei quasi non ci crede, è felice di venire a mi casa, non prima di aver offerto drink anche alla amiche! <<e vabbuò, mi avete accis, prendete quello che volete, non vi sopporto più!>>…intanto la mia sirena si prende il mio indirizzo, e mi dice di avviarmi causa policia in taxi separati, seguendo la solita routine. Non penso alla sòla perché già so come funziona, mi avvio a casa soddisfatto dopo aver perso gli amici che avevano già portato il pallone a casa. Quella è stata una notte che non dimenticherò mai.

     

    Ho volutamente narrato solo il primo giorno, per dare completo sfoggio e mettere in risalto il fascino magico di questa avvenente città. In una sera erano accaduti talmente tanti di quei eventi e avevo vissuto talmente tante di quelle emozioni che in Italia avvengono in un anno. Il tempo scorre talmente a rilento rispetto ai ritmi frenetici e stressanti del Malpaese, che ti sembra davvero di stare in un’altra dimensione.  Un giorno come un anno, 20 giorni come 20 anni. Ecco perché chi va all’Havana ottiene l’elisir di lunga giovinezza. Ecco perché chi va all’ Havana ne rimane follemente innamorato. Soprattutto chi ci fa il primo Viaggio vero oltreconfine. La prima Havana è talmente devastante che ti rimane lì impressa nella mente, e non si leva più. Se si abusa magari dopo un po’ logora e inizia a scocciare, ma te ne devi fregare.

     

    La prima Havana è spesso come andare a letto con la prima cubana… e quella volta non si scorda mai. La conosci, le parli, le sussurri, balli il perreo, la porti in camera, chiudi la porta, la spogli, la abbracci, la baci, la pelle ti sembra chiara poi scura, l’odore che emana, i gemiti, poi la stringi, la penetri lento poi forte, la accarezzi, la guardi. E’ come entrare in paradiso, ma non glielo dici. Senti il cuore battere velocemente e per poco non ti scappa una lacrima… ti trattieni, non puoi piangere davanti a quella stronza. Perché sai che sta tradendo, sai che ti tradirà e sai che tu tradirai lei. La lasci poi la riprendi, ci ritorni, poi la rilasci, prima la ami e poi la odi, poi la riami. Ma non gli dici neanche questo. La mia prima Havana è proprio cosi: l’ho amata e la amerò a modo mio…senza vincoli ne costrizioni, senza pentimenti ne turbamenti, e senza che lei neanche lo sapesse.

     

     

    Descarao ha scritto anche:




    • Bella Descarao!!! :clap :clap :clap
      Gran bel racconto….sembrava di essere lì… :bz
      Tra l'altro guarda caso proprio ieri sono venuti a trovarmi in itaglia una mia ex fidanSata cubana assieme all'hermanito… :-] …gli sguardi mongolizzati degli itaglians alla vista di quei tre metri di garrese a passeggio per la città ieri sera erano comicità pura. ;-)
      Buona la prima, Hermano!

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      • capitan_ninja
      • capitan_ninja

      • 26 settembre 2012 at 13:42

      Bello! Bello! Bello! Grande Descarao! Mi sono veramente emozionato e mi hai fatto ricordare i miei primi viaggi oltre oceano. Grazie!

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 28 settembre 2012 at 11:06

      oi….

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 28 settembre 2012 at 11:38

      Ottimo Descarada!
      C’è tutta La Habana dentro! …e non ho potuto fare a meno di ricordare la mia prima volta a Cuba e in America Latina: quell'”olor de gasolina” che mi diede il benvenuto mi ha accompagnato fin ad oggi, a Cuba mescolato con quello dei “puros” e crema per i capelli delle chicas, in Brasile con un vago odore di disinfettante: una droga di cui non posso più fare a meno…
      E che dire della mia prima “mama” all’Havana, Dona Nora, iperprotettiva su tutto e con le sue racccomandazioni, una logorria! Salvo poi capire che è tutta una grande farsa….
      Felicitaciones amigo!

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      • descarao
      • descarao

      • 28 settembre 2012 at 14:29

      Grazie ragazzi…da come avete visto il racconto è stato capace di bloggare per diverso tempo il sito…effetto cubanite…anche se a quanto pare è piaciuto solo ai buongustai ;-)

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      • descarao
      • descarao

      • 28 settembre 2012 at 14:31

      *bloccare…ci vorrebbe il tasto modifica admin dei miei stivali :godown

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      • No invece, Caro marrano Descarao…mi attizza di più così senza la possibilità di rimangiarsi e/o riformulare ciò che si é scritto… :ar

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          • descarao
          • descarao

          • 28 settembre 2012 at 20:57

          e se uno scrive distrattamente come il sottoscritto, oppure nel bel mezzo della nottata, che fa…deve essere considerato come il peggior dislessico o nella migliore delle ipotesi anal-fabeta?

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 28 settembre 2012 at 15:32

      Splendido racconto descarao , sembrava davvero di essere con te all’ Havana :)
      PS immagino le facce dei compatrioti ItaGliani alle tue dichiarazioni ” vado a trovarmi una cubana” Grasse risate :)

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      • descarao
      • descarao

      • 28 settembre 2012 at 20:29

      Grazie white…beh le facce sono sempre quelle…coglioni e idiote sono e coglioni e idiote rimarranno ;-)

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      • descarao
      • descarao

      • 28 settembre 2012 at 20:57

      LittleTruths,

      e se uno scrive distrattamente come il sottoscritto, oppure nel bel mezzo della nottata, che fa…deve essere considerato come il peggior dislessico o nella migliore delle ipotesi anal-fabeta? B-)

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    • descarao,

      …EEEEXACTLY! :doubleup

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 1 ottobre 2012 at 11:29

      Cara Descaràa sarai quella che mi fa mollare le scimmiette per le habanere !
      Ci si sente :ar

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      • dionisio
      • dionisio

      • 1 ottobre 2012 at 13:32

      Bellisima e veritiera descrizione caro,,nipote descarao……… :D
      Scusami per il ritardo ma ho fatto i salti mortali per loggarmi…….. non m’inviava mai la password….ho dovuto limare il nick ed inserire nuova email….
      Mo che mi capita sotto tiro il capitano gli faccio rivivere i momenti topici con la balena hahahhahaha :Boh
      L’Havana come dimenticarla……i suoi odori e la gente ti restano nel cuore per tutta la vita …….
      Per Cuba c’e’ Mastercard ….per la faccia delle italiote ,,,non basta tutto loro del mondo.. :devil :devil :devil

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 4 gennaio 2013 at 14:51

      Colombo :youdaman

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 4 gennaio 2013 at 14:59

      Desc , il 3D non l ho ancora letto , ma già l inizio dice che è da leggere con attenzione :D

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    • Un vecchio intramontaBBile di un’ex veterano de La Isla che ha abbandonato la Nave ed e’ oramai corrotto e perduto per sempre tra le grinfie di una Melanza… :skull
      Pace all’Anima sua.
      Lo ricordiamo anche con questo repost.
      :ar

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      • onegold
      • onegold

      • 24 settembre 2014 at 15:28

      Bel racconto… :dreaming

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 24 settembre 2014 at 20:43

      Qua e la mi sono quasi commosso.
      Ci son passaggi che mi son rivisto la.
      La mia ultima Cuba risale a una decina di anni fa.
      Ci andai ammogliato e fui marcato a uomo che neanche Gentile con Zico ai mondiali dell’ ’82.
      Mi son riuscito a smarcare solo un 2-3 volte ma subito placcato brutalmente :punch .
      Ma l’ isola continua a mancarmi.
      Comunque non ho mai frequentato quei locali di puttane e papponi e chissa perche non ne sento la mancanza :-?
      Mi son sempre accontentato delle vicine, della farmacista, la sorella della fidanzata dell’ amico….

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 24 settembre 2014 at 20:48

      Dimenticavo: il signor @descarao era tra i miei autori favoriti quando ero solo un lettore passivo di GT manco sapevo avesse scritto pure su PV…..vieppiu
      dispiace saperlo caduto vittima di melanzana.

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    • Esimio Signor @AtiLeong, concordo su tutta la linea. Proprio in questi giorni in cui mi trovo preso in situazioni compromettenti con le aVagoste che spaVano, chissa’ perche’, alla sera mentre mi ritiro sulla via di casa al buio e sotto la pioggerella d’ordinanza, mi sovviene spesso alla memoria il ritornello di una canzoncina da borrachitos cubanos che chissa’ talvolta anche Lei potrebbe conoscere… :dreaming
      Si tratta di quel motivetto che fa;
      “Quiero un bollo pelon,
      como el bollo de Juana,
      le voy a hacer un chocon,
      Juana tiene en el frente,
      tiene un bollo pelon…
      (assolo stridulo del borracho) …a mi me encantaaaa…
      (coro del resto dei borrachitos) EL BOLLO PELON PELON…”
      :dreaming :dreaming :dreaming
      Ovviamente il tutto accompagnato da una semplice Llave Cubana battuta con le mani.
      Il contesto in cui questo motivetto fa solitamente capolino nella realta’ e’ quello degli ultimi quattro o cinque borrachos venci’os che si ritrovano soli e perduti a tarda notte a dar fondo all’ultimissima bottiglia di Ron quando la fiesta e’ gia’ finita da un pezzo e tutti i cubani normali se ne sono gia’ andati.
      Sono curioso di sapere se anche Lei come il sottoscritto l’e’ familiare con questo tipo di contesto e sopratutto con questo motivetto che mi tormenta oramai da giorni preso dalla nostalgia della spensieratezza. :ar

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 25 settembre 2014 at 6:15

      Caro Capitano non mi ricordo di aver mai sentito questo simpatico motivetto… :Boh
      Personalmente non mi ricordo nemmeno di essermi mai seriamente ubriacato laggiu. Ero solito passare il termpo ad assorbire senza soluzione di continuita lattine birra che poi trasudavo al calore tropicale e rimanendo sempre dignitosamente lucido.
      Siccome vivevo in Melanzanistan in quei giorni peraltro, dovevo “tirar a barriga da fome” e costumavo appartarmi dalle situazioni sociali presto ( quando si ritiravano i cubani “normali” ) con qualche simpatica giovine… :D
      Cuba, la “cubanita” rappresenta al pari della “napoletanita” come sottolinea giustamente piu volte il signor @descarao una realta etnico-culturale unica e speciale: fermo restando che tutte le realta etnico-culturali sono in qualche modo “uniche e speciali” certe, come le succitate lo sono indubbiamente…piu delle altre per vivacita linguistico-musicale e artistica etc….
      Solo che oltretutto, nell’ isla, la facilita e naturalita con cui si stabilisce una relazione finalizzata alla trombata e straordinaria, per lo meno ai miei occhi di povero segaiolo della pianura veneta.
      Mi rincresce solo constatare come negli anni si sia inspessita la cortina di puttane e mariuoli da due soldi che separano il visitatore straniero dalla “cuba dei cubani” ( e delle cubane soprattutto ). Cortina che comunque mi par di capire e ancora tuttoggi relativamente facile by-passare e/o oltrapassare con un po’ di spirito di iniziativa e coraggio…

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      • dionisio
      • dionisio

      • 25 settembre 2014 at 7:58

      Me lo sono riletto volentieri questo articolo del caro cumpare nipote @descarao ……… Scriveva bene quel furfantello ……
      Chissa’ se ogni tanto ci legge …….
      He brutta cosa la melenzanite …..

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      • luporosso
      • luporosso

      • 25 settembre 2014 at 14:22

      Stupendo Racconto, se ci leggi caro @descarao (bel nick) te diré solo: “Eres mi pastilla, chingón!”
      In quanto al motivetto del bollo pelón, che é un eufemismo per “figa depilata” in dialetto cubano (per i non hispanohablantes) anche se in Venezuela sono crocchette di mais ripiene di carne o pollo, non lo ricordo, ma mi viene in mente una de las primeras personas che mi mostró “el caimán verde” ossia Cuba, e con quién tuve el honor de compartir más de un momento …celestial, e che da una decina d’anni sta suonando con gli angeli…lui stesso era un angelito negro…
      El Sr. Don Francisco Repilado Muñoz, piú conosciuto come Compay Segundo.
      Respeto, honor y una lagrimita para Usted, mi Compay!
      Vi lascio con uno dei suoi pezzi che mi piace di piú, in diretto, a 90 anni suonati, e ve lo dedico a tutti, e specialmente a Descarao.
      il titolo é “Sabroso” , non poteva essere altrimenti….

      https://www.youtube.com/watch?v=vSUqEdmo5xg

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