• L’isola di Tenerife e la Grande Signora di Tutto il Mondo

    Cazzo che tempi quei tempi lì!  Ero finito a Tenerife per caso.  A quei tempi lì mi ero sottratto all’esecuzione di una condanna in Italia ed ero così finito per vivere da latitante in Olanda.

    Ah, se solo il giudice lo avesse saputo che grazie al fatto di essermi dato alla latitanza mi ero trovato per la prima volta in vita mia un lavoro, umile ma onesto; e che pagavo le tasse, e che da solo ero riuscito a civilizzarmi più di quanto nessun programma di rieducazione per i detenuti dell’ineffabile Centro Penitenziario di Secondigliano si sarebbe mai sognato di poter fare…ma tant’è.

    Ad ogni modo; alla faccia del tribunale di sorveglianza di competenza; vivevo libero, benone ed in tutta tranquillità…ed invece di ammazzarmi di seghe dentro al cesso di una cella con un giornaletto porno in mano, inzuppavo il biscottino a destra e a manca e la mia fidanSata era una biondina canaria dagli occhi verdi e la pelle color miele, con tante tette e tanto culo che per strada tutto il mondo si girava a guardare.

    In quel momento avevo solo due problemi al mondo; il primo era che non avendo il passaporto non potevo viaggiare al di fuori dei confini della UE, ed il secondo era che essendo ricercato dalle forze dell’ordine non potevo mettere piede in territorio italiano.  Inoltre, la mia carta d’identità sarebbe scaduta prima o poi, ed io sarei rimasto fottuto se per caso prima di allora non fossi riuscito a rimediarmi un altro documento valido e possibilmente legale.

    Fu così che, in tempi in cui io e la mia fidanSata ci davamo dentro di brutto ma non parlavamo ancora d’ammmore, le chiesi se; così per amicizia; non le sarebbe dispiaciuto prendersi la briga di sposarsi con me, in modo che nel giro di un anno avrei potuto prendere la cittadinanza spagnola ed essere completamente libero e togliermi di dosso questa spada di Damocle.

    Lei mi disse di si, ed io fui felice.

    Era bellissima; era anche una matta di quelle non da poco, passionale, gelosa fino all’inverosimile e lunatica; ma soprattutto fu lì per me al mio fianco in un momento in cui ne avevo davvero bisogno e questo contò tanto per me.

    Manco a dirlo, seppur tra alti e bassi vertiginosi degni delle migliori montagne russe una cosa tirò l’altra tra me e lei ed in men che non si dica finimmo a vivere assieme, innamorati e con un piano di lasciare l’Olanda e di andare a vivere là dove lei era nata; la splendente isola di Tenerife.

    Tenerife…un’isola nell’Oceano Atlantico, con un vulcano tra i più alti al mondo; un’isola spoglia, lunare e meravigliosa.  Baciata dal sole ed accarezzata dalla brezza durante tutto l’anno, con la sua frutta tropicale, la sua buona cucina e dove anche la più sconosciuta delle commesse di un supermercato ti chiama mi amor pur non avendoti mai visto prima.

    Gli indigeni (e le indigene soprattutto) sono nella mia modesta opinione senza dubbio quelli di più bell’aspetto tra gli spagnoli, e c’è da dire che queste isole per varie ragioni sono state un po’ un crocevia di diversi popoli e razze e può darsi che questo abbia contribuito alla particolare apparenza fisica di quelli che ivi abitano oggi giorno.

    Fu una meraviglia per me andare a vivere a Tenerife.  La mia fidenSata aveva quattro sorelle ed un’infinità di amiche ed erano tutte bellissime e simpatiche, così come i suoi genitori. Mi accolsero tutti a braccia aperte.  Alla domenica andavamo a prendere dei polletti alla brace che sono un po’ una specialità dell’isola, e lei ne prendeva apposta parecchi in più di uno a testa con la scusa che la famiglia sarebbe stata tutta riunita e saremmo stati in tanti a tavola…anche se poi inevitabilmente andava a finire che ognuno mangiava un pollo solo e poi tutti si mettevano a fare il tifo per me, che sono notoriamente un gran mangione, per vedere quanti polli riuscivo a strafogarmi (solitamente almeno quattro o cinque) e si godevano lo spettacolo non facendosi mancare grasse, grasse risate per l’intrattenimento offerto dal sottoscritto.

    Conobbi l’isola…

    Si sale su, nel primo pomeriggio verso la cima del Teide…il vulcano di Tenerife che ospita un’importante osservatorio astronomico perché il connubio tra l’altitudine ed il relativo isolamento da fonti di inquinamento luminoso lo rendono un posto davvero speciale per vedere le stelle…ci si ferma sulla cima a cenare in questo habitat fuori dal mondo e poi si imbocca di nuovo la strada per tornare giù dall’altro lato, quando s’è fatto già notte, e strada facendo si fa sosta in una delle piazzole al lato della strada che si affaccia sul nulla, a tremila metri d’altitudine, e si fa l’amore nel bel mezzo di un universo pieno zeppo di stelle che sono tutte attorno proprio lì davanti…così vicine che sembra di toccarle.  Un cielo così buio e così pieno di stelle lo avrei visto solo anni dopo da una barca a vela nel bel mezzo dell’Oceano, altrimenti non c’è né.

    I popoli che abitarono l’isola prima che arrivassero i conquistadores spagnoli erano chiamati Guanche.  Un giorno, molti secoli addietro, accadde che nei pressi delle grotte di Candelaria vicino alla spiaggia, un paio di pastori ritrovarono per caso qualcosa che li lasciò sconcertati; era la figura di una donna, meravigliosa.  Si trattava probabilmente di una polena, ovvero una di quelle figure che si trovano a prua dei velieri, ed era ciò che rimaneva di una nave e del suo equipaggio di cui il mare aveva reclamato le anime.  Si radunò la gente che viveva nei paraggi, e di fronte a ciò che non seppero spiegare decisero di portare questa figura alla grotta dove risiedeva il Re della zona e di venerare la figura come una Dea.

    La chiamarono Chaxiraxi, o Xasirasi (si pronuncia Sciasirasi), che significa appunto Grande Signora di Tutto il Mondo, Madre del Sole, Sostenitrice del Firmamento e Principessa della Gran Bontà.

    Xasirasi fu venerata nella grotta per tanto, tanto tempo; fino a che un giorno, secoli dopo, lo stesso Oceano che aveva donato ai Guanche La Grande Signora di Tutto il Mondo, con una mareggiata se la riprese e se la portò via.

    Il culto di Xasirasi tuttavia seguì, e quando gli spagnoli con il loro cristianesimo conquistarono l’isola, la figura della Vergine Maria si sovrappose a quella di questa divinità pagana dando origine a quella che oggi è conosciuta come La Virgen de Candelaria, e ciò che resta aldilà della leggenda è una basilica ad essa dedicata, nella piazza della quale si ergono anche le statue dei dodici capi delle tribù Guanche che furono sterminati dagli spagnoli.

    Tornando a noi, la pianificazione del matrimonio con tutte le scartoffie che prevede la procedura proseguiva bene, anche se ci vollero mesi, tra una cosa e l’altra, per mettere assieme tutti i documenti necessari.  Quanto alla relazione tra me e lei, lì nemmeno con il passar del tempo riuscimmo a trovare un equilibrio che ci permettesse di vivere tranquilli.  Se facevo dieci minuti di ritardo dal lavoro la trovavo fumante di rabbia perché credeva che mi fossi fermato a scopare qualcuna, le dicevo che no, ma lei aveva bisogno di annusarmi il pipistrello per accertarsi se effettivamente si fosse verificata infedeltà o meno.

    Il bello è che anche se glielo facevo annusare e non puzzava di fregna, lei mi diceva; Te lo sei lavato, PORCO!

    Spesso ci si tirava appresso qualunque cosa si avesse sotto mano in quel momento, ed in una occasione dalla rabbia addirittura la matta fu capace di mandare in frantumi una finestra, mentre io procedevo di spalle per la strada allontanandomi da casa a seguito dell’ennesimo litigio, così da potermi gridare dietro l’ennesimo; “Hijo de putaaaaaaaa!!!!”

    che matta sSiori miei!

    Alla lunga il peso di tutta questa follia iniziò a farsi sentire.  L’instabilità, lo stress emotivo.  Tutto cominciò a sembrare difficile.

    Un sabato sera, a Tenerife, proprio quando il lunedì successivo saremmo dovuti andare in comune a firmare, si verificò l’ennesimo tremendo litigio; e stavolta dinnanzi alla famiglia di lei al completo…e fu così che mi arresi.
    Me ne andai a casa, solo, mi scolai mezza bottiglia di rum, mi feci i bagagli, mi affacciai al balcone della stanza da letto per vomitare sul balcone della famiglia che viveva al piano di sotto nel bel mezzo di una festa e collassai sul letto.

    Il giorno seguente venne lei con gli occhi gonfi e rossi di pianto, mi preparò da mangiare ed addirittura spaccò alcune noci di cocco per raccoglierne l’acqua perché sapeva che ne andavo matto.
    Singhiozzò tutto il tempo, mi chiese …perchè?
    Cercai di rassicurarla, le dissi che sarei tornato e lasciai lì quelle lenzuola che mi aveva regalato mia madre e che a lei piacevano tanto.
    Saremmo stati lontani per un po’ e sarebbe stato meglio così.
    Nel frattempo in Italia era uscito l’indulto, e sebbene a me non l’avessero applicato per via del fatto che ero latitante avrei potuto usufruirne comunque ed il mio avvocato era già all’opera per far sì che così fosse.

    Lei mi accompagnò all’aeroporto e non smise di singhiozzare lungo tutto il tragitto; ci scambiammo un ultimo bacio salato dalle lacrime dopo di ché raccolsi il mio bagaglio e me ne andai.

    Tornai in Olanda, e dopo pochi giorni me ne scesi in Svizzera.  A Zurigo mi feci tatuare il suo nome sul petto, vicino al cuore, e quella stessa sera senza sapere ne sé né quando avrei beneficiato dell’indulto mi misi su un treno notturno e me ne rientrai in Italia.

    Ero stato lontano per due anni di seguito con pochissimi contatti con l’Italia, e sentire attorno a me la gente che parlava italiano mi faceva strano.  Le cadenze dialettali risaltavano in un modo indescrivibile, e non appena sentivo qualcuno parlare mi voltavo verso di loro come di riflesso, stranito.

    Rividi la mia famiglia dopo tanto tempo, fu bello.  Non andai a costituirmi ma piuttosto rimasi uccel di bosco per un altro paio di settimane finché non mi applicarono l’indulto, al ché feci la mia riapparizione come se niente fosse stato.

    Non ho mai scontato quella condanna né ho mai più avuto problemi con la giustizia.

    Qualche anno dopo la rividi, andammo a cena fuori come amici e ci raccontammo delle nostre vite. Porto ancora il suo nome tatuato sul petto e alle donne di passaggio che mi fanno domande al riguardo rispondo che è il nome di mia figlia.

    Non si smette di amare chi si è amato veramente, piuttosto quella parte di che ama si raggrinzisce, si secca e muore, cadendo come un fiore secco che viene portato via dal vento o dalle acque…così come accadde con La Grande Signora di Tutto il Mondo.

    LittleTruths in fuga! :D

     


    LittleTruths ha scritto anche:




    • Come sempre grande una volta che ti si legge la prima riga è impossibile staccarsi, hai quella capacità unica nel proiettarci che per un attimo mi è sembrato di essere sul Teide. Nel 1996, dopo un problemino a Bruxelles, indovina dove sono andato? Tenerife ovviamente, pero’ ero più a sud rispetto a te, Playa de las americas, ma conosco bene tutta l’isola, solo che la mia donna dell’epoca non mi sniffava l’uccello ma controllava direttamente se ci fossero tracce di rossetto o profumi vari. Felicissimo per l’esito finale grande :pray :)) :))

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      • HAHAAA!!!! :bz
        Sei un Mito come sempre!
        Grazie dei complimenti. Tra l’altro lei era del Puerto de la Cruz, e la famiglia viveva lì, ma noi avevamo casa proprio vicino Playa de Las Americas, a Los Cristianos, in zona Avenida Amsterdam, per non farsi mancare l’Olanda! :D

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    • La magica discoteca Veronika, la spiaggia di Baia del duque,e tutto il resto, sempre nel mio cuore. Il teide poi…E’ li’ come saprai che hanno girato Il Pianeta delle Scimmie, anche se di scimmie ne ho viste poche per fortuna :))

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      • No, a dire il vero questa del Pianeta delle Scimmie non la sapevo!
        Il posto é davvero una meraviglia comunque…tutta l’isola…ed il cibo, così come la gente, é spettacolare.
        Mi sono davvero goduto la vita lì a Tenerife, almeno fino al disastro….heheheh… :punch

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      • Vortice
      • Vortice

      • 28 novembre 2012 at 8:55

      Piu’ ti leggo e piu’ mi convinco che non riuscirei a fare cosi’ tante e tali esperienze di vita neanche se vivessi quindici vite… A volte pare assurdo il modo in cui si concentrino situazioni surreali, occasioni incredibili, accadimenti fuori dal comune tutti nella vita di una sola persona…

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      • Lo prendo come un complimento e ti ringrazio. Beh, quanto alle carte che ti capitano in mano nella vita, quello lo decide il caso; l’unica differenza che facciamo noi credo sìa il modo in cui ce le giochiamo…ma le scelte non sempre sono fatte per gusto, molto spesso sono anche scelte per così dire “obbligate” dalle circostanze.
        Ad ogni modo sono del modesto parere che, finoa quando si sopravvive per raccontarla una cosa, significa che tanto male non é andata in fin dei conti… :dreaming …lo sò, i miei standards sono piuttosto bassi in quanto a questo! :))

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      • JackSparrow

      • 28 novembre 2012 at 9:01

      Amico mio…

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      • dionisio
      • dionisio

      • 28 novembre 2012 at 22:44

      LittleTruths,

      Caro little…… Per prima cosa scusami se non ti ho tel. Ma sto affrontando un periodo di lavoro da incubo….. Quindi se sei ancora dalle mie parti ci vediamo ad horas …
      La tua vita ha ti ha dato veramente strane carte da giocarti….ma da quel che ho visto e dal poco che ti conosco …. te le sei sempre giocate alla grandissima.
      A presto capitano..

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      • Grazie Carissimo…e no problem, chiama quando vuoi, io resto in zona fino a sabato probabilmente! :victory

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      • Dragon0070
      • Dragon0070

      • 29 novembre 2012 at 13:34

      Ma io… questa storia io gia’ la conosco…
      Sembra quasi di averla vissuta!!! :-P

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      • johnGT
      • johnGT

      • 29 novembre 2012 at 19:29

      mi sono immedesimato anche sta volta fratello,non so come tu possa avere tutto questo vissuto perchè so che sei nella parte buona dei 30 ma sappi che è stata commovente la storia,mi ha toccato :D ma ora vorremmo sapere per cosa era la condanna…!

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      • Trentun’anni, Fratello mio…vissuti intensamente, e Grazie ancora una volta per i complimenti.
        La soddisfazione più grande stà nel sapere che queste cose che decido di condividere come meglio posso siano apprezzate da chi legge.
        Quanto alla condanna, magari un giorno scriverò anche quella storia lì…un pò di pazienza.
        :ar

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      • mierenneuker
      • mierenneuker

      • 29 novembre 2012 at 21:40

      bella storia, mi ricorda qualcosa ;-)

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 3 dicembre 2012 at 11:26

      Bella davvero !

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 6 dicembre 2012 at 9:24

      Nossa senhora , aiutaci !

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 4 gennaio 2013 at 12:06

      Proposta di metterla a prua del brigantino per protezione :pray
      Protection

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 7 gennaio 2013 at 0:24

      Nossa senhora do bomfim :youdaman :pray :dreaming

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    • :ar

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      • oasiall

      • 25 aprile 2014 at 20:05

      Bella sta storia me l ero persa

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      • Grazie bello…in effetti questa é una delle favorite in assoluto tra quelle che ho scritto…

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 21 settembre 2014 at 12:59

      …che cosa si potrebbe aggiungere!
      Un altra Perla Sig. LittleTruths complimenti!
      Vissuta & scritta in maniera impeccabile! Contento di averla letta. :dreaming :dreaming :dreaming
      E tanto per essere banale, ma è così. La vita e’ fatta per essere vissuta! Nel bene o nel male…va sempre bene! :heyhey ;-)

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 22 settembre 2014 at 0:57

      Meraviglioso pezzo, lo rileggo sempre con piacere, mi era capitato sotto mano anche quest’estate… a mio modesto avviso meriterebbe un posto in qualche testo e lo vedrei bene come capitolo di un libro… ci hai mai pensato? ogni volta che rileggo i tuoi scritti, sempre avvincenti, mai banali, avventurosi, ma veritieri penso che ne hai viste e fatte veramente tante per l’età che hai intendo… e mettere questi puzzle insieme potrebbe essere un bel progetto Capitano ;)
      ps ma poi lei l’hai più sentita?

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 22 settembre 2014 at 11:21

      Mi ero letto giá l’altroieri prima che fosse “ripubblicata” questo naturale proseguimento della storia anteriore.
      La storia odora, continuando la metafora dell’ albero, di primaverile convalescenza.
      Sta all’ altra come il purgatorio sta all’ inferno di Dante o come “la tregua” sta a “se questo é un uomo” in Primo Levi.
      Ma, se permette una domanda Signor Capitano, vorrei tornare a quanto puntualizzato dal Comandante @tirofijo tempo addietro: la sua prosa mi ricorda qua e la Massimo Carlotto e mi chiedevo allora se lo conosceva, se ne aveva letto qualcosa.
      Il tipo a 19 anni, prima di diventare scrittore, é diventato il protagonista di un caso giudiziario con echi a livello nazionale ( e oltre , se ne sono interessati Jorge Amado e Garcia Marques ) .
      Divise Padova in innocentisti e colpevolisti.
      Carlotto essendo mio concittadino, benché non lo abbia mai conosciuto personalmente é peró amico / conoscente di varie persone del “mio mondo” e lo avró pure incrociato una mezza dozzina di volte. Spesso nei personaggi e negli ambienti che descrive ci riconosco gente e luoghi a me familiari, sicché mi e difficile fargli una critica letteraria isenta dei fumi dei miei propri ricordi e nostaglie.
      Mi accodo alla suggestione della signora @whitestyle sulla eventuale opportunitá di raccogliere in un corpus unico i suoi lavori autobiografici :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 22 settembre 2014 at 11:51

      Io lo avevo letto e lo avevo già commentato a Little in privato e se ricordo bene anche una volta tra le righe dall’altra parte.
      E’ stano, a volte vite e destini si incrociano in modo apparentemente indelebile, in modo altrettanto strano e fortuito le strade si separano, così va.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 22 settembre 2014 at 14:04

      Ma boh…pure a me sembrava di averlo commentato! :Boh forse non avevo preso le pasticchette… OK, l’abbiamo letto e riletto, con ErCa ™ che corre nudo per Tenerife bestemmiando la Senhora de todo o mundo, mentre una splenTita creola gli vuol ficcare nel culo il tacco del suo delicato zoccoletto da spiaggia !!! :)) :hairpull :))
      Eehhh si…la vomitata in testa alla gente…con mega rutto finale mentre ci si accascia sul giaciglio…non ha prezzo !!! :trongo
      :ar

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      • onegold
      • onegold

      • 22 settembre 2014 at 14:23

      Bella storia! ;-)

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 23 settembre 2014 at 7:56

      Tenerife = Casa Mia
      Spero davvero di realizzare il mio sogno di comprare casa a Puerto De La Cruz nei prossimi anni…per passare la mia vecchiaia da playboy incartapecorito laggiù…
      Chissà Capitano… magari ci si incontrerà da bravi vecchietti (io molto vecchietto Lei un po’ meno…) per vomitare in testa alla gente fino alla fine… :ar

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    • GraSSie a @tutti RagaSSi… :youdaman
      @whitestyle, la vedo una volta ogni par d’anni quando capita e se capita, oltre a quello siamo amiSci su FB ed abbiamo mantenuto un buon rapporto… :-)
      @AtiLeong no, non ho mai letto questo Carlotto e l’unica altra volta in cui l’ho sentito nominare e’ stato appunto quando lo fece @tirofijo (mi sono preso peraltro la briga l’altro giorno in occasione del compleanno di questultimo di comunicargli le parole di stima a lui rivolte dalla SV e che ha accolto con immenso piacere considerata la grande stima che anche lui prova per Voi).
      @magic_mirror, magarA! Sarebbe bello ritirarsi a Tenerife o da qualche parte a Cabo Verde a godersi il tramonto un giorno….ed ovvio che s’ha da scegliere sempre postazioni elevate per poter vomitare in testa alla gente senza correre il rischio d’esser vomitati in testa. :vomit
      Confido comunque che la Balena vorra’ trascinarmi all’inferno ben prima di darmi l’opportunita’ di guardare al riflesso di me stesso vecchio, ma insomma, staremo a vedere! :skull

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