• Un altro giorno…. un altro mondo : CCSP pilgrimage to Australia!

    “ Dentro la caverna in cui hai paura di entrare….c’è il tesoro che stai cercando!” cit.

    Viaggiare…..imparare.

    Un modo di comprimere anni di esperienze in un breve lasso di tempo…..

    Aprire la mente acquisendo un altro punto di vista….

    Crescere restando un po’ bambini…..smarcarsi, almeno per un po’, da responsabilità, monotonia, banalità della solita, pallida vita.
    Reinventarsi, che sia per poco o per sempre, in un contesto diverso.
    La maggiorparte delle prigioni non ha sbarre…..essere uomini liberi, essere liberi nell’ animo, è difficilissimo.

    Quindi via….. non voglio più essere prigioniero del mio ruolo, dell’ immagine che gli altri hanno di me e delle reazioni che da me si aspettano.

    Negli anni li ho abituati ad una figura di me stesso, che ora mi sta addosso come un vestito stretto e mi rende schiavo…..                               
    Schiavo delle stesse abitudini, delle stesse persone, delle stesse conversazioni obbligate.

    In viaggio sono libero, libero di essere quello che sono….. e volendo, libero di essere ogni giorno una persona diversa.

    LUGLIO 2013

    Avete mai gettato un sasso in uno stagno? Pensate all’ onda generata che si propaga allontanandosi sempre di più….
    Questo viaggio inizia così, con la più semplice delle azioni, salendo sul tram alla fermata davanti casa mia….. lo stesso tram che da ragazzino mi portava a scuola.

    Sento sul tram le anziane del mio quartiere conversare in dialetto, attraverso la mia città, prendo il treno e poi l’ aereo, e nel susseguirsi di chilometri e di azioni, sento le lingue a me familiari dissolversi e vedo i tratti somatici cambiare…..
    Ed eccomi qui, di nuovo in movimento, preso dall’ angoscia di restare fermo, bloccato a lungo nello stesso posto….con questa smania di andare, di scoprire…..

    Non potrei mai decidere a tavolino una città o un paese dove vivere per sempre…   Senza stimoli di nuove sfide mi spegnerei a breve, e io non voglio farlo quarant’ anni prima del dovuto.
    Questa smania è un arma a doppio taglio, che si riflette sui rapporti personali.
    Costretto a relazioni brevi e frequenti addii, in amicizia e in amore, ma deciso a non fermarmi…..
    Se mai ci fosse la donna giusta per me, sarà quella che mi affiancherà nella corsa e non quella che la fermerà.

    Faccio una sosta di una settimana nella mia amata Asia e mi rimetto in viaggio con destinazione Sydney….
    Ora siamo in ballo……qualche soldo in tasca, le mie valigie, adrenalina nelle vene e un altro capitolo, ancora tutto da scrivere, della mia personalissima storia.

    Al primo impatto con Sydney provo una sensazione che non sentivo da anni…..

    Occasioni di lavoro in un mondo multiculturale e in movimento, sento la fiducia, il buon umore, la sicurezza delle persone……
    La gente passeggia davanti alle vetrine, ma non solo, quasi tutti fanno acquisti.
    Quello che era l’ Europa fino a qualche tempo fa, un continente ancora splendido per passare le vacanze, ma ormai non più vivibile, almeno non come lo era allora.
    Dove se sei di buon umore non lo è il tuo vicino, non lo sono i tuoi amici o non lo è qualcun’ altro.
    Alla televisione si parla solo di crisi, un’ ansia contagiosa che appesantisce l’ aria….
    L’ Italia che lascio è un paese provinciale, che è rimasto fermo negli ultimi decenni, mentre altri paesi correvano, e pure tanto….
    La vita è una ruota che gira…..prima o poi ci si ritrova anche nei panni altrui, ed è proprio allora che vivere, diventa imparare.

    Sydney è una città carissima, in vita mia non ho mai dormito in un ostello e per una persona come me, che ama i propri spazi e dei saltuari silenzi, è un sacrificio.
    Ma l’ atmosfera è piacevolmente informale e internazionale, i rapporti si stringono velocemente e ci si da una mano a vicenda.
    Mi ritaglio un po’ di privacy spostandomi giornalmente in un bellissimo parco, poco lontano, dove posso fare sport o leggere in pace.

    Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, e in un ostello, a volte, non si ha bisogno di uscire a scoprire il mondo, perchè è il mondo che vi entra dentro…..

    Un giorno dormo con degli irlandesi casinisti e puzzolenti, un altro con un sudafricano appena uscito di galera, un altro ancora con due malesi musulmani che alle cinque del mattino stendono due tappeti per terra e si mettono a pregare….la settimana successiva con un giapponese gentilissimo, che scordatosi la chiave in camera, dorme nella hall dell’ ostello per evitare di svegliarmi.

    Insomma, non so mai cosa mi riserva il prossimo incontro e cosa di buono potrò trarne.

    In città, in alcuni pali della luce ci sono dei fogli di carta, con dei piccoli intagli fatti in modo da creare dei biglietti da strappare…..
    In ogni biglietto c’è scritta una diversa virtù: gentilezza, forza, conoscenza , coraggio, calma…..                                                                                  
    Ogni passante può, gratuitatamente, staccare e conservare la virtù di cui sente di avere più bisogno.

    Neanche un tentennamento…..scelgo la pazienza! La pazienza di saper aspettare e di frenare il mio impeto se ce n’è bisogno, per non rischiare di bruciare delle buone occasioni…..
    Lo tengo nel portafogli, appena a fianco alla foto dei miei amici storici…..ogni tanto, quando vorrei preparare i bagagli e ripartire, dargli un occhiata mi aiuta a raffreddare il sangue.

    Dopo qualche tempo a Sydney prendo un treno per Coffs Harbour….

    Durante gli spostamenti mi rendo facilmente conto della varietà e degli spazi immensi che caratterizzano questo paese, grande una volta e mezzo l’ Europa.
    L’ Australia è rimasta totalmente isolata dal resto del mondo per milioni di anni e questo ha fatto si che tutte le varie forme di vita che la caratterizzano, non sperimentassero mai momenti di scambio con le forme di vita che caratterizzano altre zone. Ne deriva un ecosistema che ha seguito un processo evolutivo a se stante, con piante e animali che a volte, paiono provenire da un altro pianeta.
    Coffs Harbour è molto vivibile, popolata ma non troppo, un buon connubio tra strade e natura….

    Dopo qualche tempo passato in un ostello ho affittato un appartamento a pochi passi dal mare, che condivido con il proprietario australiano e il suo cane di razza giapponese. Non so se sia un caso, ma il carattere e la grande disciplina ed educazione di questo cane, ricorda davvero quella dei giapponesi.

    In questo periodo dell’ anno il cielo è quasi sempre di un lucentissimo azzurro.

    Qualche giorno fa, in una di queste splendide giornate, mi sono recato su di un’ altura a picco sul mare, sopra l’ angolo dove si incontrano due spiagge lunghissime, e dove, proprio di fronte, una piccola isola si intravede poco distande dalla costa.
    In mezzo a questo bellissimo scenario, mi è venuto da pensare : ” Ora apri bene gli occhi, aprili per davvero, e prova a dirti che non vedi un filo, una forza, un qualcosa che tiene unito tutto questo….”

    Questa natura, che per me è l’ unica, vera religione….. l’ unica legge che non ci siamo dati noi, l’ unica chiesa che non abbiamo costruito.

    Forse era uno di quei giorni dove gira tutto bene….o forse no.
    Sta di fatto che sto vivendo una vita piena e vera, che sento mia, e in cui mi sento vivo come non lo ero nemmeno nei miei giorni migliori. Spero, anzi, forse ormai credo, che un giorno potrò ringraziare qualcuno di persona per questo.

    Coffs Harbour è un città nella quale, se fossi stato in viaggio di piacere, mi sarei fermato solo se costretto; che era solo un punto sulla mappa, ma che con la rete di splendide relazioni che ho tessuto è divenuta molto importante.

    Relazioni che, già da sole, valgono il viaggio.

    Arrivi da solo in un posto che non conosci, con quattro soldi in tasca, e non sai se ce la farai o no, se troverai lavoro, se tutto andrà per il verso giusto…..
    Poi trovi degli amici, qualche certezza e, passo dopo passo, ti senti a casa.
    Mi basta ripensare ai tanti mesi passati a lavorare a Coffs con il mio capo, australiano, e la sua famiglia…..alle risate che ci siamo fatti e al rispetto con cui mi hanno trattato.

    Abituato come sono, a paesi dove lo straniero è visto come un obbiettivo a cui spillare soldi, queste persone mi hanno fatto sentire a casa ventimila chilometri lontano da essa.

    C’è una vita differente, migliaia di vite differenti, che ci aspettano in ogni città, dietro ogni confine e oltre ogni orizzonte….per chi ne sente il bisogno, basta avere abbastanza coraggio per andarsele a prendere.

    Gli austrialiani bianchi sono, generalmente, brave persone amichevoli, con un senso dell’ umorismo irriverente che fa sorridere e coinvolge….

    Amano godersi la vita in questo paese che , al momento, pare benedetto da Dio.

    I giovani sono dei simpatici “cazzoni”, amanti del surf, dello sport e degli alcolici………. non si ammazzano certo di lavoro.
    Vivono un rapporto fortemente conflittuale con gli australiani aborigeni, gli abitanti originari che si sono visti espropriare questa terra dai coloni britannici, alla fine del settecento.

    Questa colonizzazione portò alla morte di circa il novanta per cento degli aborigeni, che ancora oggi nascono con un aspettativa di vita inferiore di circa vent’anni rispetto ai bianchi.
    Il ventisei gennaio di ogni anno gli australiani bianchi festeggiano l’ “Australia day”, ricorrenza dell’ attracco della prima flotta inglese nel 1788. Stato d’ animo opposto quello degli aborigeni, che chiamano questo giorno ” Invasion day” o con altri epiteti poco lusinghieri….
    Ricordo ancora con chiarezza la conversazione intrattenuta, a riguardo di questa convivenza “forzata”, con un mio collega, bianco, che mi ha messo in allarme con testuali parole : “Sono più che arrabbiati! Non bere con loro, non prestar loro nulla e non voltargli mai le spalle!”
    Non avendo avuto con gli aborigeni nulla più che brevissime conversazioni, preferisco non pronunciarmi sull’ argomento, anche se le motivazioni di una loro eventuale rabbia latente sono intuibili e da un certo verso anche comprensibili.

    L’ Australia mi è parsa una nazione che fa rispettare molto seriamente le regole e le leggi…..
    Credo che questa disciplina a cui sono costretti li porti a cercare un evasione, specialmente nel fine settimana.
    Il week end nella città principali sembra l’ ultimo dell’ anno, tanta gente esce e beve fino a non reggersi in piedi, creando spesso svariati problemi…
    Innumerevoli sono i casi di risse sotto l’ effetto di alcolici, che spesso si concludono con l’ invalidità o la morte di ragazzi molto giovani. Sono denominate “one punch assault” e il governo si è visto costretto ad intervenire con leggi speciali per cercare di tamponare il fenomeno.

    Mi sono chiesto in cosa si possa riassumere per me questo periodo…

    Un paese si capisce anche dalle piccole cose e per me l’ Australia è significata proprio quelle….

    La cassiera del supermercato che ti parla dei fatti suoi come se ti conoscesse da anni…il datore di lavoro che al colloquio ti mette una mano sulla spalla e ti chiama “buddy”, “amico”…lo sconosciuto che dopo un’ oretta di chiacchere ti invita a passare il Natale con la sua famiglia.

    Un abbattimento di barriere e tante, tante preoccupazioni in meno malgrado l’ andare a vivere in un paese straniero, dovrebbe teoricamente significare preoccupazioni in più.

    Uno stacco e una boccata d’ aria fresca lunga un paio d’ anni, lontano dal tanfo della crisi…un’ ottima occasione di crescita personale per la quale sarò eternamente grato.

    Cosa possono imparare loro da noi? A cucinare…

    Cosa possiamo imparare noi da loro? A non stressare gli altri, a non stressare noi stessi….a non prendersi troppo sul serio.
    A sorridere, sorridere oggi….

    La felicità dovrebbe essere uno stile di vita e non una destinazione….non rimandiamola a quando avremo più soldi, quando la crisi sarà finita, quando peseremo cinque chili in meno o chissà cos’altro….
    Life is today, tomorrow never comes.

    Come in ogni viaggio che faccio, è atterrata una persona e ne decollerà una diversa, dopo aver scoperto un altro pezzo di questo meraviglioso mosaico che è il nostro pianeta.

    Con la ferma convinzione che il mio viaggio non sia finito, ma appena cominciato….

    E con la speranza che domani non sia soltanto un altro giorno ma, ancora una volta, un altro mondo….

     


    CCSP ha scritto anche:




    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Essì…l’è proprio così che si scrive la Storia della Vita…
      Sono momenti e riflessioni che conserverai tra i tuoi ricordi più cari, e quando sarai oramai vecchio e già con un piede nella fossa come il sottoscritto Australia sarà uno dei grandi volumi in cui avrai scritto la tua Storia.
      …’nZomma, stai facendo le cose nel modo giusto.
      Vento in poppa e sempre in culo alla Balena!
      :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 27 gennaio 2014 at 11:31

      Abbiamo tutti un piede nella fossa capitano! ( a parte te che nella fossa hai la gamba di legno :ar )
      Pochi o molti, i nostri giorni sono stati e saranno intensi! In culo alla Balena!

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    • CCSP:
      Abbiamo tutti un piede nella fossa capitano! ( a parte te che nella fossa hai la gamba di legno :ar )
      Pochi o molti, i nostri giorni sono stati e saranno intensi! In culo alla Balena!

      AMEN, Fratello.
      Poi c’è il nostro GambaDiLegno @aurelius che nella fossa ce l’ha già sia il piede che la gamba di legno, ma questa é un’altra storia… :bz
      Le ultime voci lo segnalavano in una favela di Rio senza scarpe né maglietta e con un mitra in mano… :dreaming
      Che il buon Cielo ce la mandi buona a tutti quanti!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 16 febbraio 2014 at 9:49

      La correggo CaVo Pavon Piumatissimo Capitano de sto’ Vascello che porta in giro i Naufraghi dele Emozioni…Le ciavatte ce le avevo eccome !!! :rotfl
      Al Fratel CCSP che dire…Bravo, bello scritto. Rivediamo un giorno le stesse cose, per chi sa’ fermarsi a riflettere:” Vivere e’ imparare”. Certo, la vita insegna sempre. Che decolliamo ed atterriamo Diversi, ne’ nuovi ne’ cambiati. Diversi, si. Pronti a ricominciare ad imparare.
      Valeu, Abraco a Todo o Mundo !!! :D
      :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 16 febbraio 2014 at 13:06

      Esatto amico mio……atterrare e decollare diversi :per chi ha abbastanza umiltà e sensibilità per imparare questo è l’ obbiettivo, di un viaggio così come della vita. Un abbraccio ai compari della taverna!

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    • Bella Ciccio!
      :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 17 febbraio 2014 at 22:24

      Belle riflessioni CaVo CCSP, vedi che quando ti ci metti non sei quel mostro che appare nel tuo avatar (anche se a me personalmente ed anche al piumatone psicopatico Little Truths i mostri ci sono sempre piaciuti ed apprezziamo comunque).

      Cit. “Cosa possiamo imparare noi da loro? A non stressare gli altri, a non stressare noi stessi….a non prendersi troppo sul serio.
      A sorridere, sorridere oggi….”

      Cit. “Come in ogni viaggio che faccio, è atterrata una persona e ne decollerà una diversa”

      Sorridiamo CaVo CCSP e soprattutto decolliamo sempre diversi, soprattutto migliorati apprezzando e ritenendoci fortunati per il perenne singolar tenzone con il destino che ci porta in giro per i 7 mari in una vita ad alto numero di ottani :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 17 febbraio 2014 at 23:53

      Caro Dottore, come direbbe il Capitano l’ è sempre un piacere ricevere i suoi complimenti! :D
      Piccola nota di colore sul mio avatar : è il monaco mummificato del Wat Khunaram di Kho Samui. Morto, credo durante una meditazione, nel 1973 e da allora messo in una teca di vetro in esposizione al tempio. Il suo sacro corpo non si decompone ma gli hanno messo un paio di Ray Ban per coprire il vuoto degli occhi! :))

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 18 febbraio 2014 at 15:00

      CCSP,

      Ecco dove lo avevo visto :dreaming ora si mi ricordo…. mi sembrava un mostro familiare :))

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      • luporosso
      • luporosso

      • 25 febbraio 2014 at 12:08

      Bella cronaca del viaggio interiore quanto dell’esteriore :dreaming :doubleup

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      • CCSP
      • CCSP

      • 25 febbraio 2014 at 12:26

      Grazie @luporosso! Sono due viaggi che, per quanto mi riguarda, vanno di pari passo!

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