• Un avventura con una Biker Bulgara

    Che ricordi la Bulgaria, era il lontano 1990 appena ventenne, a quei tempi neanche esisteva internet ed altre minkiate del genere, un giorno leggendo il Secondamano una tipa bulgara mise un annuncio dicendo che voleva conoscere amici di penna, e’ cosi’ per pura curiosita’ le scrissi una lettera, per mia grande sorpresa dopo circa una decina di giorni mi arriva una lettera da parte sua, con una bella foto, lei che era sopra una moto, honda CBR 400, per farla breve , questa ragazza di nome Vassilissa o Vassila , qualcosa del genere , non mi ricordo bene, mi scrisse tutta la lettera in inglese, a quei tempi non ero ancora pratico di inglese, riuscivo a malapena a mettere 4 frasi in croce, ma non mi persi d’animo. La ragazza scopri’ che era un appassionata di moto e di una vita diciamo alla easy rider, vestiva tutta in pelle, con capelli lunghi a treccine modello rasta, la corrispondenza ando’ Avanti per qualche mese, scivendoci in continuazione, e mandandoci fotografie a vicenda, oramai ero preso di questo situazione, ci raccontavamo le nostre vite , ognuno nella sua citta’ i nostri sogni, I nostri hobby, eravamo 2 sbarbatini insomma.

     Un bel giorno ricevetti una sua lettera dove mi invitava a stare da lei per una breve vacanza a Plovdiv, non sapevo neanche dove fosse di casa questo posto, ci misi un mese prima di pensarci, e cosi’ partii’ all’avventura, presi un volo del air malev, a quei tempi si entrava con il visto, e l’agenzia di viaggi insieme al ticket rilascio’ anche il visa appunto. Arrivai un Pomeriggio a Sofia, l’aeroporto sembrava un avamposto di guerra, militari con i mitra i mano  e cani al seguito.

    Lei mi aspettava oltre la transenna degli arrivi con la mia foto in mano,ahahhaha… che figura di merda….vabbe’….. dal vivo era bellissima , molto meglio che in foto, lei a quei tempi aveva circa la mia eta’ , anzi forse 2 o 3 anni in piu’ di me, era vestita come le piaceva, jeans di pelle nero attillato, maglietta bianca e stivali in pelle nera con tacco alto, insomma era un bel troione a vederla, poi con i suoi capelli lunghi a mo di rasta mi faceva sangue, tanto sangue.

     Dall’aeroporto prendemmo il treno, 5 ore di tragitto da Sofia a Plovdiv, il viaggio solo io e lei nello scompartimento a slinguare come due forsennati, super eccitati, la voglia era tanta, poi a vent’anni gli ormoni vanno a mille,ehehehhe, ad ogni modo arriviamo a Plovdiv, primo impatto, una citta’ molto tetra, scura, con vialoni desolati luci dei lampioni molto soffuse, e casermoni, blocchi di cemento dapertutto, comunque la cosa non mi interessava molto, in quel momento pensavo ad altro, lei abitava con la madre , praticamente erano 2 appartamenti contigui, in uno c’era lei da sola, e a fianco la madre, con le porte comunicanti, la madre sembrava na tipa tranquilla, nel senso che si era visto arrivare la figlia in casa con lo straniero, lei ci preparo’ una bella cena e bevemmo anche del vino locale se non ricordo male, comunque dell’alcool . a Nottata conclusa, andammo a dormire…per modo di dire…, ehehehhe…. facemmo sesso a lungo per tutta la notte fino all’alba,  rimanemmo chiusi in camera per 2 giorni e 2 notti scopava come  una leonessa, una biker che maneggiava il cazzo a piu’ non posso. Al terzo giorn mi fece fare il tour della citta’ il centro di Plovdiv molto carino, mi fece conoscere i suoi amici, anche loro tutti bikers, tutte con moto d’epoca per quei tempi. la vacanza bella inizio’ quando mi propose questo viaggio on the road in moto da Plovdiv a Varna, sul mar nero, 500km in sella alla sua Honda CBR 400, accettai con tanto entusiamo, guidammo entrambi fino a destinazione, godendoci ore di panorama, e fermandoci nei vari chioschi di legno per mangiare e bere vino, arrivammo esausti a Varna, una sua cara cugina sposata ci ospito 3 gg a casa sua.

    Varna a quei tempi, si presentava ancora un po’ allo stato brado, qualche barettino, una disco , spiagge non ancora attrezzate, insomma tipica citta’ comunista di quei tempi. Passammo questi 3gg in allegria con lei e sua cugina, ci fece fare tutto il giro del parentado, e poi venne il giorno che bisognava ritornare a Plovdiv. Il viaggio di ritorno fu traumatico , ad un certo punto dopo neanche 100km si buca la gomma della moto, ed era gia’ notte fonda, tutto era chiuso, e cosi’ ci tocco’ fare l’autostop, ci carico’ un tipo con un ape piaggio, e ci caricammo su anche la moto, un viaggio infernale, al freddo seduti dietro al cassone, non si arrivava mai , si viaggiava a 50km all’ora, si arrivo a casa all’alba spaccati di brutto, ma tutto sommato ancora che ci penso mi vien da ridere da quante ne avevo combinate. Gli ultimi 5gg li passai tutti con lei, oramai eravamo presi l’uno dell’altro, anzi forse mi ero anche innamorato a dire la verita’ , il giorno della partenza fu brutto, lasciarci e sapere che forse non ci si rivedeva piu’ almeno quella era la sensazione…. infatti dopo essere tornato a Milano, ci mandammo per alcuni mesi le lettere come avevamo iniziato questa storia , fin quando la cosa scemo’ e ognuno di noi perse le proprie traccie. 

    Una delle piu’ belle esperienze che mi porto ancora dentro, e a dir la verita’ mi piacerebbe un sacco sapere che piega ha preso la sua vita, se si e’ sposata, se ha avuto figli o peggio ancora se e morta, insomma, non sono mai riuscito a sapere che fine ha fatto. Circa 10 anni fa’ o giu’ di li, gli ho scritto una lettera con il vecchio indirizzo che ancora mi porto addietro, ma non ho mai piu’ ricevuto notizie da lei. 

    e’ una storia molto datata, ero un giovane ragazzino, pero’ mi ha lasciato il segno, anche per il fatto di essermi relazionato con una tipa fuori dai canoni a cui noi siamo abituati , con I suoi capelli lunghi a treccine come i rasta , il suo marchio di fabbrica, pantaloni  con stivalata tutto rigorosamente in pelle attillata e la sua bianca maglietta a maniche corte e colletto a V che da sotto si intravedeva sempre i suoi reggiseni neri e il suo giubbino in pelle con colletto alla coreana, era una che non passava di certo inosservata, mi sentivo anche un po’ gasato devo ammetterlo, avere una tipa cosi’ al mio fianco non era roba da tutti i giorni, piu’ che altro per lo stile che aveva. 

    Guidava un HONDA CBR 400 che ai quei tempi era un bel motore, ci dedicava l’anima appresso a quella moto, ed era anche una brava meccanica per quel che mi ricordo, cambiava candele, olio, apriva il motore e si puliva i cilindri e pistoni e pi rimetteva tutto in fase , si registrava le valvole, insomma vederla anche mettere le mani dentro quella ferraglia mi faceva godere. Tutti i suoi amici anche loro fanatici convinti, tutti motorizzati con belle moto, erano sempre tra di loro, e parlavano sempre di viaggi, l’America (che per loro era il vero sogno di andare li un giorno) e di quanto per loro la liberta’ era importante. Non ho mai capito in che maniera riuscissero a campare , quasi nessuno di loro lavorava pero’ i soldi in tasca e per la benzina non gli mancavano mai….  

     


    Zest ha scritto anche:



      • oasiall

      • 29 aprile 2014 at 8:34

      Una delle tue storie più belle insieme a quella in Norvegia

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      • Zest
      • Zest

      • 29 aprile 2014 at 8:46

      oasiall:
      Una delle tue storie più belle insieme a quella in Norvegia

      Grazie Oasiall, troppo gentile :-) anche se penso che la storia piu’ bella e quella che deve ancora venire :dreaming

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    • Quante cose sono cambiate da quell’epoca, compare mio, poco più di un’ora in macchina da Sofia a Plovdiv, che nel frattempo è stata completamente restaurata, è bellissima, tanto da essere scelta come scenario per una serie televisiva che si chiama La figlia del Capitano, tratta ovviamente dal romanzo di Puskin.
      Il monastero di Backovo, accanto a Plovdiv, è uno dei più belli che io abbia mai visto, su una riviera sulla quale mi faccio il bagno spesso, particolarmente apprezzata anche dai giovani che si stonano di marijuana, sembra ancora un posto fuori dal mondo.
      Lo sviluppo di quella parte del Mar Nero è stato incredibile, in particolare più giù verso Nesebar e Sozopol, dove ancora comunque si trovano prezzi favolosi per appartamenti vista mare.
      Cosa aggiungere poi alle doti meccaniche dei bulgari? Si fanno tutto da soli, è una passione che forse deriva dalla scarsità dei mezzi finanziari, anche se,tu dovessi tornarci ora, troveresti delle macchine pazzesche accanto ad asini (magare) col carretto.Quando non vado con la macchina mia, io dispongo a Sofia di una Jiguli Lada 1300 del 1974, e funziona ancora ;;)

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    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Già oggi sembra assurdo pensare ai tempi in cui non c’erano internat e cellulari, anche per noi che ne abbiamo vissuto l’avvento.
      A quelli nati in epoca internet & cellulari, parlare di quando questa roba non esisteva sarà come quando mi dissero che per attraversare il pantanal tra Brasile e Bolivia ci volevano otto o nove mesi di tempo a piedi ed in canoa.
      Bella storia Compare…tra l’altro ho sempre avuto un debole per le bulgare, che trovo le più belle ed educate di quella parte d’europa… :dreaming

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        • DrMichaelFlorentine
        • DrMichaelFlorentine

        • 30 aprile 2014 at 0:02

        Oggi sembra assurdo pensare ai tempi in cui non c’erano internat…. io me li ricordo e come, quando usci l’internetto avevo un cliente che lavorava con i siti web e vendeva anche i primi banners, mi ricordo che una volta mi disse : “sono stato da uno, un MOstro, dopo dieci minuti che gli spiegavo cosa proponevo mi ha detto, No No, l’Inter No, io sono per la Fiorentina” :rotfl

        Bel pezzo Zest, un racconto tuo in una location inusuale per te, roba indedita per me, questo non lo avevo mai letto.

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      • LoZio
      • LoZio

      • 29 aprile 2014 at 21:33

      finalmente posso rileggere le avventure di @Zest ;-)

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      • LoZio
      • LoZio

      • 29 aprile 2014 at 21:33

      LoZio:
      finalmente posso rileggere le avventure di @Zest

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      • Matt
      • Matt

      • 5 maggio 2014 at 11:43

      Bellissimo racconto @Zest, mi ricorda il sapore perduto dell’Est di tanti anni fa, e l’emozione delle prime esperienze.

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      • Stenka
      • Stenka

      • 31 maggio 2014 at 5:13

      Leggo in ritardo ma mi commuovo. Mi commuovo perché questo ricorda anche a me un “Amore” bulgaro con una bellissima e dolcissima donna di Plovdiv (lavorava alla Balkancar) conosciuta a Varna e che mi ha fatto passare 20 giorni che sono sempre nel mio cuore. Indimenticabile poi la gita con pernottamento allo splendido Monastero di Asenovgrad e quella, come cita il Maestro @epicuro, a Backovo. Che tempi… e quanta dolcezza nel ricordo…..

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