• Un’ammucchiata con finale a sorpresa a Napoli

    Il mio primo vero bacio lo diedi ad una compagna di liceo, lei era mora e carina e per una settimana circa ci slinguazzammo ben benino ad ogni occasione nei corridoi e tra le scale dell’edificio prima di riallontanarci fino a perderci di vista del tutto.

    Fast-Forward una decina di anni ed ecco che in quel periodo ero appena rientrato in Italia dopo un paio di anni di esilio all’estero quando un sabato sera sul presto sono in piazza a Napoli a bere e cazzeggiare con gli amici e mi ritrovo a questa davanti.
    Ciao, ciao, quanto tempo, che dici, che fai.
    Ad onor del vero nelle settimane antecedenti lei mi aveva già contattato tramite qualche sms, ma non avevo dato peso alla cosa…inoltre avevo sentito un po’ di storie sul suo conto che la davano per una gran maiala nonché mezza matta.

    Senza perdersi troppo in formalismi lei inizia a parlare di cazzi nella figa, cosicché visto che ero in forma smagliante quella sera colgo la palla al balzo e le propongo una bella ammucchiata con me ed i miei amici…
    Lei rispose; ”no problem” ed io dissi; ”ragazzi, si scopa”.

    Prendiamo un altro paio di birre e decidiamo di incamminarci verso l’appartamento di P che era lì nei paraggi per dare inizio alle danze.  Strada facendo un paio di invitati vengono meno per motivi che non so spiegare e così ci ritroviamo solo io, lei e P.  In camera da letto non perdiamo tempo; lei e P iniziano a spogliarsi sul letto ed io vado a pisciare mentre continuo a bere. Finisco la birra e finisco la pisciata, strada facendo di ritorno verso la stanza mi spoglio pure ed al mio arrivo P si allontana per andare anche a pisciare mentre io salgo in piedi sul letto e senza essermi nemmeno sgrullato l’uccello barzotto glielo schiaffo in bocca e spingo giù nella gola fino alle palle.
    Si vede che la tipa è navigata perché non oppone resistenza e riesce anche a tenere sotto controllo il riflesso di rigurgito…ottimo.  Lei è seduta ed io sono in piedi, tutti e due sopra al letto, continuo a fargli la gola con gusto quando dopo nemmeno un minuto questa baldracca impazzita si tira fuori il coso dalla gola e “PUAH!” mi sputa tutti i muchi sulla pancia mentre “BAM!” m’azzecca uno schiaffo in faccia e mi chiama “schifoso figlio di puttana”. 
    Questa si che non me l’aspettavo.
    Dopo circa 0.8 secondi di incertezza la afferro per le orecchie, alzo la testa al cielo mentre mi schiarisco la gola e scendo in picchiata per “PUAH!” scaricarle il tutto nel bel mezzo di quella sua facciaccia.  La chiamo troia mentre le restituisco lo schiaffo, e lei non perde tempo nell’apostrofarmi stronzo…così che inizia uno scambio piuttosto intenso di schiaffi, sputazzate in faccia ed oscenità sia verbali che fisiche.

    …é un fiorir di fuochi d’artificio; BAM! PUAH! PUAHH! STRONZO! BAM! ZOCCOLA! PUAH! BAMMM! PUTTANA! BAM! SCHIFOSO!

    Ad un certo punto riappare sulla porta P, nudo e con il cazzo in mano, che nel frattempo aveva ascoltato tutto dal bagno mentre pisciava e comprensibilmente esordisce con un;
    “…ma che cazzo sta succedendo???”
    All’atto di distogliere lo sguardo dalla baldracca per girarmi in direzione della porta alla mia destra e dire a P che;
    “Questa troia è pazza…”

    “BBAAAM!”…la troiaccia infame approfitta della mia distrazione e mi piazza un gran bel ceffone a mano piena sul lato sinistro della faccia!
    Io reagisco in automatico con un ceffone forte quasi come quello che avrei dato ad un uomo e “BBAAAMMM!” la troia è al tappeto priva dei sensi!

    Torno a rivolgere lo sguardo verso P e lo vedo ancora sulla soglia della porta, ancora nudo e con il cazzo in mano ma in più a questo punto ha anche la bocca spalancata.
    Ci guardiamo per un attimo e poi scoppiamo a ridere all’unisono e quasi ci viene un infarto dalle troppe e troppo grasse risate.  Approfittando del viaggio della troia nel paese delle meraviglie racconto a P tutta la dinamica del fatto…intanto ci avviciniamo alla bagascia per quantificare il danno e dopo un minutino scarso la troia rinviene, alza la testa e si mette a sedere…con una mano si mantiene la mandibola che è ora visibilmente fuori posto, e come se non bastasse le scende un rivoletto di sangue dal naso.  Lei fa; “Stonso mi hai votto la massella!” mentre cerca di riposizionare la parte…
    Io e P ci guardiamo e continuiamo a ridere come due iene…nel frattempo la troia si rimette in sesto e fa cenno di rivestirsi per andarsene, al ché P le va vicino facendo la parte del tipo sensibile e cerca di convincerla a rimanere e non perdere l’occasione.  Insomma alla fine la convince a rimanere, lei ce l’ha un po’ con me e dice di non voler più far niente al ché io le rispondo; “…tranquilla, fate pure voi due, io mi siedo qui’ a bermi la mia bottiglia di birra mentre vi guardo e mi faccio un cazzo in mano!”

    Mi siedo lì di fronte ad un paio di metri dal letto e sorseggio tranquillo la mia birra…loro iniziano a riscaldarsi e darci dentro…intanto io bevo e mi trastullo l’augello.
    Quando la birra finisce mi alzo, mi avvicino al letto dove P era disteso e lei stava a quattro zampe ciucciandoglielo…provo a ficcarle la bottiglia vuota nella figa e nel culo, lei non offre obbiezioni, così dopo un paio di minuti lascio perdere la bottiglia ed inizio a darle dentro.

    Tralasciando i particolari ginnici, nelle ore che seguirono venne alla luce che la vacca in questione provava un gusto perverso nel togliere il piacere alla gente…ovvero, ogni qual volta lei avvertisse che io oppure P iniziavamo a divertirci ed a salir su di giri faceva qualche cazzata per interrompere la cosa; si fermava, cambiava posizione, sparava cazzate nel patetico intento di trasmettere negatività…erano cose tipo; “sto scopando con te ma penso ad un altro” alle quali io giustamente rispondevo sulla falsariga di; “…e a me sai che cazzo me ne fotte!?!?” oppure cercava vanamente di metterci in competizione l’uno contro l’altro, insomma la baldracca era proprio da ricovero.  Oltre al riderle continuamente in faccia mi presi anche la briga di restituirle il favore, ed in un momento in cui le stavo dando dentro di brutto e lei stava per perdere la testa lo tirai fuori e me ne andai a prendere un altro sorso di birra.  …heheheheh…  Purtroppo la sua politica di divulgazione delle negatività di cui era piena ebbe la meglio su P, che oramai alle luci dell’alba decise di abbandonare l’opera e la mandò a fare in culo.  Potevo capire le sue ragioni ma onestamente io a quel punto dopo una notte intera di darci dentro, seppur con tutto il fastidio e la negatività gratuita, ero determinato a raggiungere il traguardo…quella stronza era stata troppo un fastidio per dargliela vinta e ritirarsi a palle piene.  Così quando lei fece la mossa di voler lasciar perdere e rivestirsi la afferrai, la tirai sul letto e pompai duro cercando di raggiungere il traguardo al più presto.  Come ciliegina sulla torta nonché ultimo segno di disprezzo avrei voluto venirgli in faccia, ma siccome la gran troia al momento clou si mise una mano sulla bocca e girò il viso ripiegai sull’orifizio dell’orecchio sinistro e tra i capelli.  Buono comunque.

    “Aaahhhhhh… …e mo’ te ne devi andare a fare in culo immediatamente e non voglio più rivederti per altri dieci anni!”

    Erano le cinque del mattino e la serata era conclusa.

    “Tu sei uno stronzo insensibile! Sei incapace di amare!”

    “whuahahahah!!!…e amare chi?…te?…bwhuhahaha!!!..ma vattene affanculo!”  

    E così fu, che la strega si rivestì e fu fuori di casa in men che non si dica.  Io e P senza perder tempo ci mettemmo in auto, un’auto che mi era stata prestata, e da Napoli lo riaccompagnai a Benevento a casa della madre.  Nel frattempo si era fatto giorno, era domenica mattina ed il sole splendeva mentre i postumi di una notte di bagordi si facevano sentire pesantemente sulla mia povera carcassa.  Ero sveglio da ventiquattro ore ormai  e non valevo tre soldi.  La signora mi chiese se volevo fermarmi lì a riposare ma la ringraziai e le dissi che sarei andato a dormire a casa di mia madre, così mi rimisi in macchina e mi avviai in direzione Salerno.  Nemmeno esco dal viale di casa di P e mi rendo conto che mi sto’ praticamente addormentando al volante.
    Da gran testa di cazzo quale ero (sono?), invece di fermarmi a schiacciare un pisolino mi allaccio la cintura e mi avvio verso casa.
    Il tragitto di quel viaggio è stato esattamente come quella puntata dei Simpsons in cui Homer fa tre lavori e tra un lavoro e l’altro la sua macchina si tramuta in un letto volante… …insomma ogni kilometro riaprivo gli occhi di soprassalto mentre mi rendevo conto che stavo andando in direzione del guard-rail.
    Per fortuna la strada era semideserta, anche se non c’erano piazzole di sosta ma solo la corsia d’emergenza e questa è la ragione per cui non mi sono fermato pur continuando ad addormentarmi al volante ed ho invece continuato il mio tragitto suicida.  La corsia di emergenza non era un posto dove poter chiudere occhio, pensai allo spiazzale che c’era dopo l’uscita del casello di Avellino sud e decisi che sarei arrivato lì e proprio lì mi sarei fermato a riposare un po’ prima di rimettermi in marcia.

    Faccio il conto alla rovescia dei kilometri che mi separano dal casello autostradale, mi dico che una volta uscito da quell’autostrada del cazzo potrò finalmente accostarmi ad un lato della strada e chiudere gli occhi, pur non essendo arrivato a casa.  Sto’ vaneggiando.  Mi sarò fatto almeno un terzo della strada dormendo ma riesco a non toccare mai il guard-rail né tantomeno andare a finire giù in un fosso.

    Meno 15 km…meno 12…meno 8…meno5 km…meno 2, meno uno, vedo il casello…è il mio; ce l’ho fatta, cazzo!

    Mi infilo nella corsia prima della barriera vera e propria con i suoi spartitraffico, e niente….vado in black-out.

    “BBBAAAMMMMM!!!!”

    Il botto dell’impatto frontale dell’auto esattamente contro il guard-rail che separa le diverse uscite mi risveglia dal pozzo senza fondo in cui la mia coscienza era precipitata qualche secondo prima.  Un gran bel botto davvero.

    Auto da buttare nel cesso interamente, livido a forma di cintura di sicurezza su tutto il torace e la pancia, le mani appoggiate sullo sterzo nell’impatto hanno pure sfasciato parte del cruscotto e strumentazione per cui mi sanguinano in qualche punto.

    Rincoglionimento totale che è durato per un mesetto durante cui perdevo continuamente la memoria.

    Le risate che il racconto di quella notte ha suscitato in tutti gli amici a cui l’ho successivamente raccontata in giro per il mondo non ha prezzo.  Senza dubbio una delle giornate più pazze di tutta la mia vita.


    LittleTruths ha scritto anche:



      • DeeJay
      • DeeJay

      • 11 novembre 2012 at 10:53

      Caro Captain,
      Questa storia passa di diritto agli annali della pirateria internazionale.
      Con immutata stima, il Vostro umile DeeJay

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 11 novembre 2012 at 15:55

      LittleTruths,

      E che te lo dico a fare? :yea

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      • dionisio
      • dionisio

      • 11 novembre 2012 at 23:35

      :Boh
      sempre massima stima al Capitano ….

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    • dionisio,

      Stima reciproca, Caro mio! :bz

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 15 novembre 2012 at 22:40

      Mazza Capitano! ma quante vite hai tu?:D dalla Bibbia piratesca l’ennesimo racconto che lascia a bocca aperta :clap
      ps ma com’è che sono sempre le zoccole a incriminare il prossimo incapace di amare? :Whis

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      • Ma graSSie Carissima! :-P
        Vite boh? Se ne ho nove come i gatti devo essermene già bruciate un paio… :skull
        Quanto alle pantegane, ma chi le capisce…ancora devo avere il piacere di conoscerne una a fondo che abbia tutte le rotelle a posto…
        Per citare il buon vecchio MG; Se non fosse per il sesso sarei già frocio da un pezzo. :))

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 16 novembre 2012 at 21:59

      NO.Tu frocio?.. permettermi di non crederci capitano :))
      ps sarà per tutte queste vite che hai a disposizione.. insomma c’è tempo per trovare donne con le rotelle al posto giusto:D

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      • aurelius
      • aurelius

      • 7 dicembre 2012 at 6:55

      AHAHAHAHAHAHAH…Insomma Capita’…la solita cap e’mbrella !!! ma che le cerchi col lanternino le scuffiate ???vabbe’…nottata BDSM, e macchina nel cesso…sara’ routine ??? :1234
      B-)

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      • Caro mio, quì due sono le cose; o sono tutte delle mentecatte o sono io che tengo la calamita io per le mentecatte… :Boh

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 13 dicembre 2012 at 0:16

      Fiesta siempre LT :ar

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      • Beh, siempre proprio magari no, ma ogni volta che si può…quello sicuramente! :star

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