• Vita e leggenda del pirata Dragut

    La spada vendicatrice dell’Islam. Cosi’ lo chiamavano i suoi, che lo considerano tuttora un grande ammiraglio e condottiero. Per noi cristiani invece è stato un pirata sanguinario, forse il peggiore della storia del Mediterraneo. Questione di punti di vista.

    Su di lui oltre ad alcuni dati storici ci sono molte leggende e storie popolari tramandate fino ad oggi.

    Turgut Reis Ali detto Dragut nacque nel 1485 (ma altri dicono nel 1514) in un villaggio vicino a Bodrum da famiglia povera. Per arrivare ad essere un Rais dovette scalare tutta la gerarchia, quindi doveva avere due palle cosi’. All’epoca infatti chi principiava come mozzo se era molto in gamba finiva nostromo, mentre i comandanti e gli ammiragli, come Andrea Doria, venivano da famiglie nobili. Lui arriverà ad essere addirittura vicerè di Algeri, pascià di Tripoli e di Mahdia (Tunisia).

    Sembra che Dragut da ragazzo mostrasse già grande abilità con la spada e per questo fu notato da un ufficiale dell’esercito turco che lo prese con sé, e da li’ comincio’ il suo addestramento militare e la sua carriera marinara. Presto divento’ comandante di uno sciabecco armato, poi gli affidarono flotte sempre piu’ importanti, fino a diventare a fine carriera ammiraglio capo dell’intera flotta di Solimano il Magnifico. 

    Dragut3

    Per tutta la vita combatte la guerra corsara per conto dell’Impero Ottomano. Pattuglia il Mediterraneo, intercetta navi mercantili, se ne impadronisce insieme al carico catturando i marinai, facendone schiavi o rematori e forzandoli a convertirsi all’Islam. Ingaggia battaglie con le navi da guerra cristiane. Saccheggia e distrugge città di mare, talvolta occupandole stabilmente. Le sue scorribande, storicamente documentate, hanno terrorizzato per decenni le popolazioni costiere soprattutto in Italia e in Spagna (mentre la Francia a un certo punto si era alleata con i Turchi contro gli Spagnoli…) . 

    La sua storia si intreccia con quella della nobile famiglia genovese Doria. Partecipa alla battaglia di Preveza (1538) nella Grecia ionica, vinta dai Turchi, in cui Andrea Doria fu accusato di tirchieria perché il secondo giorno invece di contrattaccare si defilo’ con tutta la sua flotta riparando verso Corfu’: le navi erano di sua proprietà e preferi’ non rischiarle…Anche suo nipote Gianandrea Doria subirà un’accusa identica in occasione della famosa battaglia di Lepanto del 1571, vinta pero’ da noi. Pertanto la stirpe Doria, pur prestigiosa ed eroica, sembra aver contribuito alla nomea di spilorci dei Liguri…

    Verso il 1539 essendo le imprese di Dragut sempre piu’ distruttive Carlo V dà esplicito incarico ad Andrea Doria di debellarlo. Nel 1540 Dragut, dopo aver saccheggiato le coste sarde ed espugnato l’isola di Capraia viene sorpreso alla fonda in Corsica e catturato da Giannettino Doria, nipote prediletto di Andrea. Si era riparato con le sue tredici navi nella placida baia della Girolata, oggi meta di piccoli croceristi, tra cinghiali arrosto e profumi di mirto, ginepro e leccio: forse si stava rilassando…Viene messo al remo per quattro anni e poi venduto come schiavo.

     

    La cala di Girolata (Corsica) dove fu catturato

    La cala di Girolata (Corsica) dove fu catturato

    Poi non è chiaro se riusci’ semplicemente a scappare o se venne riscattato da Kaireddin Barbarossa, altro famoso pirata al quel tempo suo superiore. Scrive lo storico genovese dell’epoca Jacopo Bonfadio: “Era in questo tempo ogni cosa quieta e pacifica in Genova, e grandissima abbondanza di vettovaglie. Mandò egli (il Barbarossa) ad Andrea Doria mille cinquecento scudi per riscatto di Dragut, la liberazione del quale fosse piaciuto a Dio che non avesse conseguito; perciocché recò poscia ogni giorno maggiore calamità ai Genovesi, ed a guisa di leone sbucato dalla tana indomito, andò furibondo, e per tutto il mare incrudelì empio e spaventoso”.  In pratica è un’altra accusa a Andrea Doria, che per attaccamento al soldo avrebbe causato gravissimo danno a tutti i cristiani. Ma potrebbe trattarsi di una ricostruzione tendenziosa con fini politici, e c’è anche da dire che pochi anni dopo il Bonfadio fu giustiziato per sodomia…

    Sta di fatto che Dragut riprende la sua attività corsara per altri 20 anni, e con particolare accanimento verso le coste liguri: San Remo, Ospedaletti, Santo Stefano, Laigueglia, San Lorenzo, Bergeggi, San Fruttuoso, Santa Margherita, Rapallo, Monterosso tutte vittime delle sue scorrerie con pesanti danni e lutti.

    Morirà all’apice della carriera, durante un assedio a Malta nel 1565, prendendosi una cannonata in faccia.
    La morte di Dragut

    La morte di Dragut

    La sua tomba è a Tripoli di fianco ad una madrasa e una moschea a lui intitolate. La sua città natale in Turchia si chiama oggi Turgutreis in suo onore. In Spagna a Cullera (che assalto’ nel 1550) c’è un museo su di lui. A Istanbul gli hanno fatto una grande statua.

    Miguel de Cervantes, che combatté la battaglia di Lepanto e ci rimise la mano sinistra, in un suo romanzo descrive Dragut come un tremendo aguzzino che usava il braccio mozzato di un cristiano per picchiare gli schiavi rematori.  

    A Vieste in Puglia c’è una pietra chiamata “chianca amara” dove Dragut avrebbe fatto decapitare tremila viestani nel luglio del 1554.

    A Marinella di Palmi in Calabria c’è la “pietra di Dragut” dove un pirata che credevano Dragut fu decapitato, ma invece non era lui e siccome gli giunsero voci che i palmesi si vantavano a sproposito, il vero Dragut si presento’ dopo 3 anni e fece una carneficina.

    A Punta Chiappa vicino a Portofino c’è la “Cala dell’Oro” dove Dragut avrebbe nascosto in una grotta il tesoro frutto delle razzie che aveva appena perpetrato a Recco e Camogli: secoli dopo fu visto il suo spettro arrivare una notte per recuperare i forzieri e volatilizzarsi su un vascello fantasma.

    A Capri si narra che Dragut rapi’ una certa Maria Serena, una ragazza meravigliosa di cui si innamoro’, e dopo averla portata a Djerba ne fece la sua favorita. Lei inizialmente lo tradiva con tale Hamed/Enzo, un aitante cristiano rinnegato (se ti catturavano dovevi abbracciare l’Islam, volente o nolente) ma poi il fascino di Dragut era talmente forte che pure lei se ne innamoro’. Magari è andata davvero cosi’, non ci sarebbe da meravigliarsi: sappiamo che le donne sono attratte dai pirati maledetti.

    E’ anche probabile che Andrea Doria sia considerato dai Turchi un terribile pirata sanguinario (cosi’ dicono in un multibloggolo turco: www.az_hakikatler.com)

    Matt ha scritto anche:



      • piranha
      • piranha

      • 27 giugno 2014 at 15:50

      @Matt,che figura di merda,già allora i liguri erano tirchioni,che vergogna,menomale che io sono romano e gabibbo.Comunque sia,la liguria è piena di torri costruite a quei tempi per riparasi dalle invasioni turche,mentre le donne già a quei tempi erano un pò zoccole. :))

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      • Matt
      • Matt

      • 27 giugno 2014 at 16:31

      @piranha :)) :)) ma no dai, ho calcato un po’ la mano sui liguri, per scherzare!
      Belle le torri da avvistamento, infatti in molti posti le chiamano torri “saracene”. Davvero sei gabibbo? A proposito mi hanno spiegato che gabibbo viene da Habib tipico nome musulmano, a cui i liguri hanno poi associato i meridionali.
      p.s. l’altro giorno ti ho mandato un messaggio privato, l’hai ricevuto?

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    • :dreaming Molto bello questo pezzo Matt… :clap
      La storia del Mediterraneo e delle genti che vivevano sulle sue sponde è tanto vicina e tangibile quanto interessante…poi vabbé, parlare di mare, pirateria e vele equivale sempre ad un invito a nozze per me… :ar
      Parlando di Pirati, lessi per caso qualche tempo addietro come la rappresentazione del più famoso dei personaggi pirateschi contemporanei ovvero Jack Sparrow si rifacesse nella realtà ad un Pirata realmente esistito, tale Jack Ward, che come tanti altri che bazzicavano il Mediterraneo all’epoca si era convertito all’Islam.

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      • piranha
      • piranha

      • 27 giugno 2014 at 16:50

      @Matt,si rcv e risposto,a me hanno detto che i gabibbi sono quelli che vivono in liguria ma che non sono liguri.Comunque sia i liguri sono una cosa ,i genovesi unaltra,forse più simpatici,comunque sia è un popolo che non dà confidenza facilmente,ti deve conoscere bene perchè ti faccia entrare in casa,e non solo,tu prova a presentarti in casa di un ligure all’ora di pranzo e senza invito,ti fai un nemico.per quanto riguarda le torri saracene ne è piena tutta la costa ligure.ciao.

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    • Anche a me piace tanto avere informazioni su questi personaggi fuori dal comune, per questo ho parlato nel nostro bloggolo di Dracula, io comunque @Matt lo conoscevo perchè se ne parla sulla Storia d’Italia a fumetti, di Biagi.
      @Piranha, sulla tircheria dei liguri credo che sia più a sfondo umoristico, o sono fortunato io ad incontrare i più generosi, invece parlando di avarizia i francesi, salvo qualche eccezione, lhanno tutti questo problema, al punto che ricorrono allo psicologo per curarla, solo che poi non vogliono pagarlo :))

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      • Matt
      • Matt

      • 27 giugno 2014 at 17:15

      Capt. @LittleTruths sono contento che ti sia piaciuto. Interessante quello che dici su Jack Sparrow, in effetti riguardandolo sembra piu’ un turco musulmano che un europeo . Non conoscevo Jack Ward, sono andato adesso a leggere su wikipedia, quindi divento’ pirata verso i 50 anni di età, e si converti’ all’Islam per convenienza (quando l’Inghilterra gli nego’ la grazia) poi sposo’ una italiana ma continuava a mandare soldi alla moglie inglese :))

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    • Matt:
      Capt. @LittleTruths sono contento che ti sia piaciuto. Interessante quello che dici su Jack Sparrow, in effetti riguardandolo sembra piu’ un turco musulmano che un europeo . Non conoscevo Jack Ward, sono andato adesso a leggere su wikipedia, quindi divento’ pirata verso i 50 anni di età, e si converti’ all’Islam per convenienza (quando l’Inghilterra gli nego’ la grazia) poi sposo’ una italiana ma continuava a mandare soldi alla moglie inglese:))

      Jack Ward; uno di noi! :ar
      :))

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      • Matt
      • Matt

      • 27 giugno 2014 at 17:22

      @epicuro son contento che sia piaciuto anche a te. I Liguri li conosco abbastanza bene e molti sono davvero tirchi, eccetto mia moglie purtroppo per me :))
      @piranha tutto vero quello che dici.
      La tua risposta pero’ non l’ho ricevuta :-(

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      • piranha
      • piranha

      • 27 giugno 2014 at 17:42

      @Matt,ti ho scritto in pvt,strano che tu non l’hai rcv,semmai rimando.
      @epicuro,

      epicuro: i francesi, salvo qualche eccezione, lhanno tutti questo problema, al punto che ricorrono allo psicologo per curarla, solo che poi non vogliono pagarlo

      :rotfl :rotfl i tirchi so tirchi,e ki trovi a tutte le latitudini,concordo sui liguri.A proposito,avete partorito il posto?comunque sia io mi faccio trovare a milano e vengo giù con zestr e aurelius,quindi per me va bene tutto,io vado dove mi portano loro.

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      • pelato
      • pelato

      • 27 giugno 2014 at 19:02

      noi pisani ne abbiano uccisi di questi musulmani gia io odio i preti figuriamoci se non odio loro :godown andava si in liguria a far danno in toscana un ci veniva :devil

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      • aurelius
      • aurelius

      • 27 giugno 2014 at 19:40

      Eehhh si, infatti. E dagli scontri tra Arabi e Liguri venne fuori il famoso Motto :-” Mamma li Turchi, Oddio li Tirchi !!! “- :rotfl :)) :rotfl

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 27 giugno 2014 at 20:01

      Io non lo conoscevo Matt, gaSSie, è sempre un piacere leggere queste cose, gli altri Pirati invece li conosco più o meno tutti, penso di essere stato uno dei pochi ad inserire nel piano di studi Storia economica moderna, io l’ho messa perchè leggendo il programma avevo capito che si trattava della storia della scoperta nel Nuovo Mondo e di tutta la colonizzaZione successiva, Pirati compresi, ovviamente da un punto di vista macroeconomico, interSSantiSSimo, lettere di corsara dei Paesi che erano rimasti fuori, l’aspetto psicologico (le menti più brillanti dell’epoca erano quelle che si trasferivano nel Nuovo Mondo), le conseguenZe economiche in Spagna, i Pirati (quelli veri) :dreaming

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    • Caro @Piranha, te l’ho scritto su skype ieri, è la locanda dei Grifoni, dal signor Filiberto e sua moglie, comunque zest e aurelius lo sanno.

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    • Tra l’altro i Pirati sono stati il primo esempio di democrazia per come la conosciamo oggi; in tempi in cui i negri erano considerati nè più nè meno che capi di bestiame, le donne in generale contavano quanto il due di coppe quando briscola è a denari ed i marinai imbarcati erano trattati come schiavi e vivevano in condizioni spaventose :skull sulle navi dei pirati negri e donne erano trattati al pari di tutti gli altri (un famoso Capitano Pirata era addirittura negro), ed il bottino era suddiviso in parti uguali con l’eccezione del Capitano che prendeva una parte e 1/2 e quelli che ricoprivano posizioni di rilievo come medici, cuochi, nostromi etc che prendevano una parte ed 1/4.
      Oggi potrebbe sembrare niente, ma pensate a quanto Rivoluzionario potesse essere tutto ciò a quei tempi.
      Apparte il fatto della paga che sarebbe pazzesco ancora oggi…lavorare per un’azienda e prendere il 66% del salario che prende il Boss.
      :ar

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      • dionisio
      • dionisio

      • 27 giugno 2014 at 23:23

      Letto questa mattina…..ma solo ora riesco a rispondere….
      La costiera amalfitana era una delle mete di scorribbande..e grazie a loro nacquero le repubbliche marinare amalfi,genova, pisa e venezia… poi evolutesi come flotte commerciali …
      ma questa e’un’altra storia……

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 27 giugno 2014 at 23:43

      Letto stamattina pure io.
      L’avevo giá sentita di questo pirata…
      effetto collaterale:
      tutto il giorno a canticchiarmi sta robba n’testa
      http://www.youtube.com/watch?v=z79kCuQxqvo

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 27 giugno 2014 at 23:53

      BraVo @LittleTruths funZionava proprio così e l’aspeTTo sociale che hai ben esposto era infaTTi rivoluZionario :clap

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    • @DrMichaelFlorentine eh béh oh, icche te credi? un l’hai fatti miHa tu solo i Hompiti a Hasa! :Whis

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      • Matt
      • Matt

      • 28 giugno 2014 at 15:11

      LittleTruths:
      Tra l’altro i Pirati sono stati il primo esempio di democrazia per come la conosciamo oggi; in tempi in cui i negri erano considerati nè più nè meno che capi di bestiame, le donne in generale contavano quanto il due di coppe quando briscola è a denari ed i marinai imbarcati erano trattati come schiavi e vivevano in condizioni spaventose sulle navi dei pirati negri e donne erano trattati al pari di tutti gli altri (un famoso Capitano Pirata era addirittura negro), ed il bottino era suddiviso in parti uguali con l’eccezione del Capitano che prendeva una parte e 1/2 e quelli che ricoprivano posizioni di rilievo come medici, cuochi, nostromi etc che prendevano una parte ed 1/4.
      Oggi potrebbe sembrare niente, ma pensate a quanto Rivoluzionario potesse essere tutto ciò a quei tempi.
      Apparte il fatto della paga che sarebbe pazzesco ancora oggi…lavorare per un’azienda e prendere il 66% del salario che prende il Boss.

      Che fossero addirittura comunisti??
      Non diciamolo al @pelato pero’…

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      • Matt
      • Matt

      • 28 giugno 2014 at 15:23

      @DottMichaelFlorentine eh si pirati e corsari erano attori economici importanti, solo che non creavano molto valore aggiunto a parte l’indotto su cantieri navali, agenzie marittime, assicurazioni, bunkeraggio :))
      @aurelius oddio li tirchi :rotfl
      @AtiLeong e @dionisio spero che la lettura mattutina con caffé sia stata piacevole e abbia favorito le funzioni metaboliche ;-)

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 28 giugno 2014 at 15:35

      Piú che nelle file dei “comunisti” i pirati mi verrebbe da inscriverli nella categoria degli “anarchichi”.
      Quello che mi stimola l’attivitá metabolica é poi il caffé….il buon Dragut mi ha solo rievocato ” A tocchi, a tocchi la campana sonaaaa….li turchi só sbarcati alla marinaaa…” che continuo a cantare. Anche stamattina al LIDL cercando il leggendario frizzantino…..

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 giugno 2014 at 16:50

      @Matt … :D ;-)
      …”Chi c’ha le scarpe nove l’arisola, le mia l’ho arisolate stamatina”… @AtiLeong Lei e’ un grand’Intenditore!!! :dreaming …Le consiglio l’ascolto della versione della Ferri. Donna di Trastevere( come Lando per carita’). Bellissima. Anche lei Piratessa vera nella vita. Ciao Gabriella :clap :dreaming :youdaman

      http://www.youtube.com/watch?v=FRjZO3E1Bno

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 giugno 2014 at 2:52

      CaVo Matt i CorSari facevano parZiale redistribuzione della riccheZZa, era un modo quasi legale per condividere una parte del bottino con le altre PotenZe escluse dalla coloniZZazione evitando guerre vere e proprie, i PiVati oltre ad avere introdotto un nuovo modello sociale rivoluZionario (e quesTe cose cambiano la vita per sempre, come quanTo hanno messo le donne a guidare i tram durante la War II, mortaCCi loro), hanno contribuito alla evoluZione della spece, navi più grandi, più armate e più veloci, soprattutto flottiglie, l’odierna marina militare :dreaming
      La vera inculaTa fu per la Spagna, da potenZa mondiale nel giro di poco tempo si è trovata privata delle sue forZe vitali più eccelZe, le menti più brillanti ed sopraTTutto più intraprendenti si erano trasferite nel Nuovo MonTo in cerca di fortuna (come succede in ItaGlia con gli expats), la nobiltà, ovvero la classe dirigenTe, nel frattempo si era addormentaTa sulla vera riccheZZa non produttiva del Nuovo MonTo, l’argento (di oro ne fu trovato ben poco da un punto di vista macro), quanTo il flusso si è interroTTo è stato il tramonto.
      Quel corso di storia ha creato anche una cosa a noi molTo cara, i briachi, considerate che quanTo un veliero partiva per la rotta atlantica (la stessa di ColomBo, e pure quella che viene usata ancora oggi per le transoceaniche a vela) le scorte di acqua duravano poche settimane, dopo si passava al vino ed alcolici (uno spaSSo), per le verdure steSSa cosa, poche settimane, dopo tutta roba tipo carne secca e cose così, quasi metà dell’equipaggio si ammalava e moriva e nel viaggio, al ritorno dovevano arruolare altra gente sul posto, pensa te come viaggiavano questi, a noi ci sembra tanto di prendere un aereo per 10/11 ore :dreaming

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      • Matt
      • Matt

      • 29 giugno 2014 at 10:31

      CaVo @DrMichaelFlorentine come si veTe che hai stuTiato!
      E’ vero si consumavano i liquori anche perchè erano piu’ sani, l’acqua nei barili di bordo si contaminava facilmente. Per lo scorbuto l’ho detto e ridetto al Capt.@LittleTruths di ricordarsi di fare scorta di limetta al prossimo scalo in Madagascar.
      Certo che la vita era durissima nel cinquecento, per non parlare dei viaggi, io anche per una crociata avrei usato il bagaglio a mano, su quello non transigo!

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    • La vela é il metodo più lento, complicato, pericoloso e costoso che ci sia di viaggiare…ed è per questo che lo amiamo. :ar

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    • …e comunque nel caso della traversata atlantica dubito che la principale causa della dipartita in massa dell’equipaggio fosse il viaggio quanto piuttosto tutto ciò che li aspettava a terra dall’altro lato.
      Una traversata atlantica dalle Canarie o da Capo Verde ai Caraibi impiega un paio paio di settimane in media, non di più.
      Addirittura capita abbastanza spesso che qualche barca di pescatori Capoverdiani vada alla deriva e che i poracci non riescano a rientrare a terra e riappaiano quindi quattro o cinque settimane dopo nei Caraibi pur non avendo vela…le correnti e il vento portano comunque da quella parte lì, volente o nolente.
      S’ha da dire che sebbene fossero tristemente consueti all’epoca i casi in cui un equipaggio di 180 uomini partisse per il nuovo mondo per poi fare rientro solo in sette o otto, l’avvento di noi europei ha causato dall’altro lato ben più grandi disastri e non solo sotto forma di armi da fuoco e ruberie ma anche e sopratutto per tutte le malattie che abbiamo portato e che hanno decimato la popolazione locale.
      C’è un libro molto interessante che tratta anche questo tema; Armi, acciaio e malattie.
      http://www.libreriauniversitaria.it/armi-acciaio-malattie-breve-storia/libro/9788806183547
      :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 giugno 2014 at 12:40

      Al tempo @LittleTruths dalle Canarie ci mettevano un pò più di un mese, quello che dici delle malattie è verissimo, il virus influenzale fu la chiave di volta per la sconfitta degli Aztechi da parte di Cortés che disponeva di un esercito di 4 gatti e che inzialmente riuscì molto abilmente a giocare con alleanze e rivalità delle tribù locali. :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 giugno 2014 at 12:51

      Altro aspetto interSSante fu la coloniZZaZione Portoghese nelle Indie, la rotta era davvero lunga, durante il tragitto c’erano alcuni porti fortezza che fungevano da presidio per i rifornimenti, ogni tanto venivano assaltati dalla gente del posto e scoppiavano delle vere e proprie guerre, le navi che si trovavano di passaggio venivano requisite ed obbligate a partecipare ai combattimenti.
      Considerate che si trattava di navi armate da uno o più privati, delle vere e proprie Spa, ognuno aveva una quota, se la nave andava perduta era peggio di un crack in borsa.
      Anche lì quanTo tornavano, se tornavano, gran parte dell’equipaggio era composto da indigeni, i primi extracomunitari.
      Poi in questo corso di storia c’è sato anche il confronto con altri sistemi di navigazione, l’adozione della vela latina che ha rivoluzionato la navigazione con l’andatura di bolina :dreaming

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    • :dreaming Loro si che se la spassavano alla grande, diaHane… :dreaming

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    • CaVi amici, vi informo che venerdì 8 agosto 2014 alle ore 21,15 nel giardino pensile dell’Oratorio dei Neri nel cuore del centro storico (via Magenta a Rapallo) verrà proposta una rievocazione storica sul pirata Dragut e il saccheggio di Rapallo avvenuto all’alba del 4 luglio 1549.

      Ne parleranno il giornalista e scrittore Emilio Carta ed il noto illustratore genovese Enzo Marciante. L’ingresso è libero (e pure l’uscita) . La serata sarà allietata dalle damigelle del Gruppo storico Rapallo 1608 e dai loro musici. Ai presenti verrà donato un prezioso fascicolo sulla storia di Rapallo e alla fine verrà offerto il vino da galéa “Dragut” e la focaccia.
      :ar

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      • Matt
      • Matt

      • 1 agosto 2014 at 0:10

      LittleTruths:
      CaVi amici, vi informo che venerdì 8 agosto 2014 alle ore 21,15 nel giardino pensile dell’Oratorio dei Neri nel cuore del centro storico (via Magenta a Rapallo) verrà proposta una rievocazione storica sul pirata Dragut e il saccheggio di Rapallo avvenuto all’alba del 4 luglio 1549.

      Ne parleranno il giornalista e scrittore Emilio Carta ed il noto illustratore genovese Enzo Marciante. L’ingresso è libero (e pure l’uscita) . La serata sarà allietata dalle damigelle del Gruppo storico Rapallo 1608 e dai loro musici. Ai presenti verrà donato un prezioso fascicolo sulla storia di Rapallo e alla fine verrà offerto il vino da galéa “Dragut”e la focaccia.

      Fico! PV dovrebbe mandare una delegazione ufficiale, per insidiare le damigelle e fare man bassa di focaccia e vino!

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