• Vulcani di ignoranza. Ouuero un coglione in Guatemala.

    Nella mia vita ho accumulato, come un po’ tutti credo, un bel po’ di errori e sbagli di varia natura che hanno avuto conseguenze o, col senno di poi, avrebbero potuto avere. Anche parecchio spiacevoli.
    Perché ho commesso questi errori ?
    Sono giunto alla conclusione che in buona parte si tratta di frutti dell’ ingnoranza.
    L’ingnoranza. Non consta nell’ elenco dei peccati capitali della dottrina cattolica.
    Ma fa tantissimi danni.
    Soprattutto quando, di fronte a un fenomeno lo interpretiamo alla luce dei nostri preconcetti in modo errato e prendiamo di coseguenza decisioni che magari ci mettono nei guai.
    Ma preferisco a sto punto raccontare una amena storiella a proposito su fatti che occorsimi anni or sono mentre mi trovavo negli altipiani del Guatemala.
    Eravamo giunti, io e il mio compare, dalle parti del lago Atitlán.
    Avevamo pernottato nella cittadina di Sololá in una pensioncina spartana per un prezzo ridicolo in una specie di cella francescana e con dei servizi igienici che prima di allora avevo visto solo nei film western. Doccia praticamente a secchiate d’acqua. Fredda.
    Non ci piacevano le mezze misure. O i 5 stelle ( in posti tipo la capitale, per ovvie ragioni ) o la frugalitá di una posada come quella, con le sue donnine indigene, piccole e tozze montanare del popolo Maya Kaqchikel, indaffarate a gestirla.
    Sololá é piazzata varie centinaia di metri sopra al lago che a volte é ben visibile e rende ameno il paesaggio delle sue strade.
    Il lago Atitlan si trova a 1500 metri di altitudine ed é circondato dalle vette di 3 vulcani: L’Atitlan, il Toliman e il San Pedro. Tutti sui 3000 e passa metri.
    Tra le comunitá piú interessanti da visitare attorno al lago vi era senza dubbio Santiago Atitlan che si trovava esattamente dall’ altra parte del lago. Ci si arrivava con piccolo ferry-boat.
    All’ epoca dei fatti la guerra civile non risultava ancora ufficialmente finita, anche se era entrata nella fase di raffreddamento finale. Ma solo pochi anni prima il governo, assumendo che i Maya della regione supportassero TUTTI la guerriglia, aveva fatto sommari rastrellamenti e parecchia gente era stata prelevata e fatta sparire.
    Secondo “quelli dei diritti umani” sui 300 individui nella sola Santiago Atitlan dove peraltro l’esercito aveva 3-4 anni prima sparato su una folla disarmata lasciando per terra un 15 morti. Santiago é la antica capitale ( dal nome pre-colombiano difficile che non ricordo ) del piccolo ma cazzuto gruppo di Maya Tz’utujil che aveva combattuto al fianco dell’eroe nazionale Tecun Uman, condottiero dei piú numerosi e potenti Maya K’iché, durante la conquista spagnola nel ‘500.
    In genere non ci piaceva avere tra i piedi guide locali.
    Preferivamo scoprire e vedere le cose a modo nostro.
    Ma sará per via dei recenti lutti sofferti da quella gente, sará perché la faccia di quel tipo ci garbava, non mi ricordo esattamente il perché quel giorno accettammo l’offerta di questo giovanotto che parava avere piú o meno la nostra stessa etá.
    Francisco ci condusse alla chiesa e gli altri punti di interesse della zona.
    Ma la gita peró non duró molto e finí per portarci a casa sua dove era l’unico uomo tra una manciata di sorelle e una raggrinzita madre: un paio di queste al vederci, suppongo travolte dalla timidezza, si diedero platealmente alla fuga urlando.
    Nessuna delle ragazze aveva mai frequentato una scuola e neppure sapeva parlare lo spagnolo e la madre pure. Con le piú coraggiose Francisco volle che ci facessimo la fotoricordo.
    E la sagoma imponente del Volcán San Pedro che si stagliava davanti a noi.
    Il mio compare aveva un certo gusto per l’ impresa altletica e devo convenire che non gli difettavano polmoni e coraggio
    ( solo finirá stroncato un giorno nel tentativo di farsi una partita a calcetto coi nativi a Cuzco, 3000 metri in Perú )
    e chiese alla nostra guida se sapeva quale fosse il cammino per scalare il vulcano.
    Sospetto che il nostro Francisco non fosse proprio pratico di questo genere di imprese.
    Ma, credo attratto dai dollari che potevano fare lucrativa la sua giornata, si offrí di accompagnarci come giuda su per le scoscese pendici del vulcano.
    Armati di sole borracce d’acqua, bastoni da passeggio e cappellaccio per proteggerci dal sole ci avviammo alle sponde del lago dove si trovavano arenate alcune piroghe.
    Spagaiammo con queste per attraversare il braccio di lago che ci separava dalla base del monte.
    Quando attraccammo dall’ altra parte ero giá un poco spompato, ma ci avviammo subito di buona lena su per il sentiero che saliva su tra la una boscaglia bassa fatta piú che altra di arbusti e quache albero di modeste dimensioni.
    Dopo un poco cominciai ad andare in debito d’ossigeno, non riuscivo davvero a tenere il passo dei miei compagni. Mi aspettarono un paio di volte, danneggiai brutalmente la mia riserva di acqua e tentai di farmi coraggio e ripartire.
    Ma a un certo punto, madido di sudore, ero completamente esausto e incapace di continuare.
    Decisi di fermarmi.
    Li avrei aspettati sotto un rachitico alberello che mi offriva qualche parvenza di ombra e delle pietre dove mi pareva sarebbe stato piú o meno confortevole adagiarmi.
    Li guardai sparire su per il sentiero e mi buttai a recuperare il fiato.
    Gli ansiti e le palpitazioni poco a poco si aquietarono. Le pietre erano un po’ scomode ma cercai di accomodarmi al meglio, pronto ad aspettare quanto fosse necessario. Qualunque cosa era meglio che continuare quella mortifera salita. Guardavo il cielo sopra di me: vi volteggiavano grossi uccelli, avvoltoi direi. Sembravano quasi interessati alla mia persona.
    Ormai recuperato il fiato, mi permisi anche il lusso di sghignazzare solitariamente pensando ai piani che i volatili dovevano fare sul mio conto. “devo sembrargli uno che sta tirando le cuoia, fanno programmi per cena…” e ridevo tra me come un perfetto coglione.
    Passó il tempo. Quanto non ne ho idea, mezz’ ora…un ora o due al massimo e vidi infine i miei compagni scender giú. Prima arrivó il mio compare che ancora relativamente fresco mi informó che piú su il vulcano aveva cominciato a sbuffare vapore ( come era solito fare nel pomeriggio ), é un vulcano di acqua, e non ci si vedeva piú una emerita minchia.
    Poi arrivó Francisco, abbastanza spompato, che approfittó per fare una piccola pausa nel mio piccolo campo base improvvisato.
    Siccome ho sempre avuto patetiche aspirazioni di umorista feci questione di fargli spiritosamente notare sopra di noi la comica figura degli avvoltoi che progettavano banchetti con i mortali resti della mia persona.
    “No, no son buitres…” mi informó. “El cavelan” ( li chiamó cosi ) non mangiava carogne, no.
    “El cavelan” si nutre di serpenti a sonagli mi comunicó, come se fosse la cosa piú ovvia del mondo.
    Guardai un poco sgomento il pietrisco sconnesso e pieno di buchi e cavitá dove ero rimasto stramazzato fino a poco prima. Attonito di fronte al pericolo corso. Umiliato dalla supponenza della mia incosciente ignoranza.
    Se fosse sbucato fuori un qualche crotalo per mordermi, solo in mezzo al nulla, sarei stato in un bel guaio. Ci avrei messo un bel po’ prima di arrivare a un posto dove farmi curare.
    Quegli uccellacci con la loro sagoma scura non stavano biecamente aspettando che schiattassi™ ma al contrario mi stavano avvisando del pericolo che correvo e in un certo senso mi proteggevano pure.
    Vale la pena a sto punto raccontare come finí la giornata: scendemmo giú dal monte a spron battutto e spagaiammo vigorosamente sulle acque del lago verso Santiago silenziosamente, ansiosi per il ristoro di qualche bel boccale di birra.
    Pagammo il pattuito alla nostra guida alla terrazza del bar e questi sparí in un attimo.
    Rimanemmo seduti a goderci la birra e la nuvolaglia che aveva occultato il sole spietato che ci aveva massacrato il capo nella nostra “salita al vulcano” e rendeva l’aria del pomeriggio piú fresca e gradevole. Ma passati un paio di minuti Francisco ci raggiunse con una bottiglia di aguardente e tre bicchierini. Cominciammo a scolarci la grappa, che prima di allora non mi era mai scesa giú cosí bene. Soprattutto io e Francisco, che il mio compare e mezzo astemio.
    Francisco guardava con certi occhi di bue le figlie del barista che andavano su e giú a servire ai tavoli. Un paio di ladinas ( meticce ) discretamente carine, ma che nel panorama desolante di figa della zona diventavano due fighe stratosferiche. Qualche bicchierino di grappa piú tardi mi ritrovai pure io a seguire con lo sguardo da bue le due ragazze che, meticce quasibianche in mezzo a tutti quegli indios e probabilmente un po’ piú benestanti della media se la tiravano a dismisura.
    Infine, alle prime ombre dell’ imbrunire sull’ orlo di una ubriachezza molesta ( non costumo ubriacarmi fuori dal mio ambiente, ma quel giorno feci eccezzione ) presi il ferry che ci riportó dall’ altra parte del lago.
    Mandammo una copia delle fotoricordo e scrivemmo una lettera a Francisco quando rientrammo in Italia.


    AtiLeong ha scritto anche:



      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 novembre 2014 at 21:00

      Una vista del lago Atiltan

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 novembre 2014 at 21:05

      Vista aerea del lago.
      Il braccio attraversato con la piroga é quello a sud-ovest.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 novembre 2014 at 21:11

      Ecco la “fotoricordo” . Non credo sia difficile identificarmi :heyhey

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    • :dreaming :dreaming :dreaming
      ah beh, direi che a questo giro non sia proprio per niente difficile identificarLa CaVo Signor Leone… :D …voglio dire, nemmeno per il sottoscritto. :fulvit
      Beh direi che avete fatto una sorta di trialthon andino; canoa, scalata ed aguardiente. :bz
      Buona la prima!
      Personalmente il centro America non mi ha mai inspirato granché, e mai ci sono stato. Che glie ne parve a Lei?

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 8 novembre 2014 at 23:19

      Bella la storia !

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      • dionisio
      • dionisio

      • 9 novembre 2014 at 9:23

      Bella storia di viaggio …. complimenti esimio @atileong
      Il crotalo e’un animale educato ed allegro …… avverte della sua presenza …o meglio il piu’delle volte avverte…. usando il sonaglio ….. tranne nel raro caso che becchi quello senza sonaglio … e li’so’ uccelli per diabetici …..

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 9 novembre 2014 at 10:07

      :dreaming
      “Nella mia vita ho accumulato, come un po’ tutti credo, un bel po’ di errori e sbagli di varia natura che hanno avuto conseguenze o, col senno di poi, avrebbero potuto avere. Anche parecchio spiacevoli.
      Perché ho commesso questi errori ?
      Sono giunto alla conclusione che in buona parte si tratta di frutti dell’ ingnoranza.
      L’ingnoranza. Non consta nell’ elenco dei peccati capitali della dottrina cattolica.
      Ma fa tantissimi danni.”

      Caro Sig.@AtiLeong.
      E’ vero! L’ignoranza e’ causa di tanti danni!
      Ma è altresì vero, che, senza di essa non vi sarebbe il piacere della conoscenza.
      Bello il racconto di vita vissuta :clap e la…”fotoricordo” lo completa! :doubleup

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      • Matt
      • Matt

      • 9 novembre 2014 at 14:26

      Racconto davvero godibile, caro Signor AtiLeong.
      Io non la chiamerei ignoranza, casomai giovanile incoscienza.
      Gli ignoranti non viaggiano negli altopiani del Guatemala e non visitano il lago Atitlan.

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    • A proposito di ignoranza, mi pare di aver letto la settimana scorsa su diverse testate la “notizia” che noi itaGlianS siamo il popolo più ignorante d’Europa… :rotfl …ignoranza intesa come mancata o distorta percezione della situazione in cui viviamo. Come al solito l’è tutta da ridere.

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      • Matt
      • Matt

      • 9 novembre 2014 at 14:52

      Bellissima anche la foto. Una curiosità: ma lei tiene in mano una bottiglia di Jagermeister?

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      • dionisio
      • dionisio

      • 9 novembre 2014 at 15:09

      Una cosa bella della vita e’ appunto quella di fare cagate …per poi riderci sopra …..
      Alla fine un bel viaggio porta anche episodi fatti per incoscienza o “ignoranza” se vogliamo chiamarla cosi.
      E forse sono quelli che ricordiamo con maggior forza .
      Che poi gli italiani siano tra quelli piu’ ignoranti o con una visione distorta della realta’ ….. su questo non ci piove.
      Penso che l’errore inizi prima a scuola .. con tutte quelle cagate che ci fanno studiare …. se ne escono con l’impero romano il latino ed il greco … ed hanno fatto il programma.
      Cazzo dici …. fate studiare storia moderna …. inglese e tedesco ..o cinese… o che caxxo di lingua vuoi …. ma viva …. non morta.
      Conosco gente che declina in latino .. parla correttamente il greco antico …. poi non scrive bene in italiano …. o se chiedo chi era Franco .. non rispondono .
      Se gli parli di economia mondiale … non sanno manco gli indici economici di base … che moneta circola in un paese ….. o se parli di Brasile….. escono con le favelas o che le donne sono tutte puttane ….. e che sono paesi del terzo mondo (loro) .
      Alla parola B.R.I.C. …..ti guardano ….. poi educatamente spieghi cosa sia …. e loro invece di capire che tra poco questi ci faranno un culo come una capanna …. ti rispondono a caxxo .
      Sono bestie…… e tranne pochi penso che il resto non valga manco lo sperma usato per impastarlo.

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    • dionisio:
      Una cosa bella della vita e’ appunto quella di fare cagate …per poi riderci sopra …..
      Alla fine un bel viaggio porta anche episodi fatti per incoscienza o “ignoranza” se vogliamo chiamarla cosi.
      E forse sono quelli che ricordiamo con maggior forza .
      Che poi gli italiani siano tra quelli piu’ ignoranti o con una visione distorta della realta’ ….. su questo non ci piove.
      Penso che l’errore inizi prima a scuola .. con tutte quelle cagate che ci fanno studiare …. se ne escono con l’impero romano il latino ed il greco … ed hanno fatto il programma.
      Cazzo dici …. fate studiare storia moderna …. inglese e tedesco ..o cinese… o che caxxo di lingua vuoi …. ma viva …. non morta.
      Conosco gente che declina in latino .. parla correttamente il greco antico …. poi non scrive bene in italiano …. o se chiedo chi era Franco ..non rispondono .
      Se gli parli di economia mondiale … non sanno manco gli indici economici di base … che moneta circola in un paese….. o se parli di Brasile….. escono con le favelas o che le donne sono tutte puttane ….. e che sono paesi del terzo mondo (loro) .
      Alla parola B.R.I.C. …..ti guardano ….. poi educatamente spieghi cosa sia …. e loro invece di capire che tra poco questi ci faranno un culo come una capanna …. ti rispondono a caxxo .
      Sono bestie…… e tranne pochi penso che il resto non valga manco lo sperma usato per impastarlo.

      :rotfl :)) :ohplease
      :clap :clap :clap

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    • …e poi vanno in giro per il mondo col cappello maGGico e le statuine del presepe parlando dell’impero romano, della piadina e della Magna Romagna sperando di rimediare uno straccio di fAiga… :rotfl

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      • dionisio
      • dionisio

      • 9 novembre 2014 at 18:29

      LittleTruths:
      …e poi vanno in giro per il mondo col cappello maGGico e le statuine del presepe parlando dell’impero romano, della piadina e della Magna Romagna sperando di rimediare uno straccio di fAiga…

      Caro la cosa tragica non e’nemmeno questa ……… e che si meravigliano che nonostante queste mirabolanti prodeZzze dell’itaglia … queste pazze di straniere non gliela danno .
      Poi tornano al paesello ed al bar dicono che avevano la fila alla porta …… mentre sul web si lamentano che gli italioti vanno in giro a rovinare le piazze :rotfl :rotfl :rotfl

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      • pelato
      • pelato

      • 9 novembre 2014 at 19:56

      AtiLeong:
      Ecco la “fotoricordo” . Non credo sia difficile identificarmi

      cazzo sei identico a guidino quello di pontedera che partecipo ad un edizione del grande flagello :-)

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      • pelato
      • pelato

      • 9 novembre 2014 at 19:57

      LittleTruths:
      …e poi vanno in giro per il mondo col cappello maGGico e le statuine del presepe parlando dell’impero romano, della piadina e della Magna Romagna sperando di rimediare uno straccio di fAiga…

      perchè l importante è che sia tutto free free :)) :rotfl

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      • Uccello Padulo
      • Uccello Padulo

      • 10 novembre 2014 at 2:06

      dionisio: Caro la cosa tragica non e’nemmeno questa ……… e che si meravigliano che nonostante queste mirabolanti prodeZzze dell’itaglia … queste pazze di straniere non gliela danno .
      Poi tornano al paesello ed al bar dicono che avevano la fila alla porta …… mentre sul web si lamentano che gli italioti vanno in giro a rovinare le piazze

      Non so se avete notato nel contesto InTerNetZ d’oltretomba un recente thread dedicato alla facilità di rimorchio&scopaggio nella maGGica città di Vilnius, laddove le donne sono rimaste ancora “quelle di una volta” e che soprattutto ammirano l’italianZ latrin-lover, ed indi il conseguente scazzottamento virtuale tra l’audace autore ed i noti smentitori difensori della purezza del territorio: praticamente un thread fotocopia del nostro amatissimo Smarketto 2 Lire; :rotfl hei Capitain :ar dovremmo esigere i “Diritti d’Autore”, non credi? :master

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      • Uccello Padulo
      • Uccello Padulo

      • 10 novembre 2014 at 2:16

      Chiusa parentesi cazzeggio, un plauso :clap :clap all’autore @AtiLeong per questo bel racconto di vita, molto emozionante e ricco di suspence: esimio @AtiLeong, spero di non cadere nel banale dicendo questo ma la presenza di uccelli, a meno di non avere la sfiga di nascere Clooni di Giorgio o cani a tre teste di mitologGica provenienza, portano SEMPRE positività ai viaggiatori degni di tale fregio… spero l’abbia doverosamente capito! ;-)

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 10 novembre 2014 at 7:10

      Mi unisco ai complimenti dei colleghi, Esimio Sig. Leone.
      Un racconto amabile, che scorre veloce e piacevole.
      La Sua proprietà di linguaggio è nota ed arcinota ai piarati dell’ equipaggio….ed è sempre un piacere leggerLa.
      E si caro @Matt…quello è proprio Jagermeister.

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      • Zest
      • Zest

      • 10 novembre 2014 at 7:46

      @AtiLeong

      Proprio un bel racconto :-) e poi quel lago mi ricorda uno che vidi anche sul Machu Picchu, a 3000 metri d’altezza , a te ti immaginavo proprio cosi’ stile naiv’ anticonformista :D ;-)

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    • Il nostro AtiLeong assomiglia ad un musicista o ad un cantante, di quelli che sulle spiagge del Portogallo, durante i falo’, iniziano a cantare Baglioni e, dopo vari bicchieri, finiscono con “Me son preso lo squelo, per una vecchia muchacha, que por sinque dinero, me donao la fregnacha
      ma era meglio una siegas, fatta con mucha passion
      risparmiavo il dinero, non prendevo lo squelo e fini’ la cancion” :))
      Bellissimo racconto come sempre, si sa pochissimo del Guatemala, ricordo che una decina di anni fa ci fu un uragano che uccise tante persone, ora per fortuna sembra che la situazione sia tranquilla. E tu che hai preso gli uccelli amici per avvoltoi, è normale, noi ci intendiamo più di passere che di uccelli di grandi dimensioni :)) :clap :clap :clap

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      • CCSP
      • CCSP

      • 10 novembre 2014 at 11:19

      Bello scritto AtiLeong così come la foto, che sembra posata stile anni 30, però a colori e con l’intruso! :dreaming

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    • Ah beh oh, ho fatto una piccola ricerca e a quanto pare le serpi di quelle parti non sembrano mica tanto brutte… Nooo… :dreaming

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      • dionisio
      • dionisio

      • 10 novembre 2014 at 15:40

      Mazza che serpentone che hai capitano ….. :rotfl :rotfl

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    • dionisio:
      Mazza che serpentone che hai capitano ….. :rotfl :rotfl

      CaVo mio, per conquistare le donne basterà anche solo il Cappello MaGGico ™, ma per farle innamorare ci vuole ben altro… ;-) :bz :Whis

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      • il sindaco
      • il sindaco

      • 10 novembre 2014 at 23:04

      Complimenti al professor @atileong per il racconto e anche per la foto bellissima, spesso non e’ la fame a uccidere ma l ingnoranza, ma questo non e’ il suo caso sicuramente, credo lei sia una persona che ignori ben poche cose.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 11 novembre 2014 at 0:01

      E vero é stato un trialthon , credo di aver vinto la gara della terza specialitá…. :pig
      Caro Signor Capitano, la domanda che mi pone sul CentrAmerica é davvero difficile.
      È una terra non certo allegra, le stesse rovine precolombiane sono spesso tetre, arcigne…..se un giorno a qualcuno capita di visitare le rovine di Uxmal nello Yucatan faccia lo sforzo di arrivare la mattina presto appena aprono, quando non c’é ancora nessuno e s’arrampichi su per la piramide detta dell’indovino tra le iguane pigramente adagiate sugli scalini : ti sembra un po’ di essere in un altra dimensione, fuori dal tempo.
      Ho incrociato persone in genere riservate ma cortesi e raramente appicicose ( semmai un po’ in Guatemala, mai in Messico ) pacatamente immerse in una atmosfera che odorava razzismo, ingiustizia e violenza incombente. Se date un’ occhiata alle recente cronaca messicana ne avrete la orrenda conferma.
      Checcazzo ci andavo a fare liggú allora, se oltretutto la figa e poca e di bassissima qualitá?
      ( qualche movimento promettente l’ ho visto a Flores nelle foreste del Petén, ma ci son stato di passaggio )
      Davvero non é facile spiegarlo, qualcosa che mi prendeva un po’ le trippe direi…ogni tanto penso agli scheletri abbracciati di un uomo e una donna sottovetro a piazza tres culturas di Tlatelolco (teatro dell’ ultima disperata resistenza di Tenochtitlan a Cortez ) a Cittá del Messico
      o mi piacerebbe starmene al tramonto sulle panchine della piazza del Zocalo di Oaxaca.
      Caro signor @Conte di Cesa , riverisco sua eccellenza e la ringrazio delle gentili parole e aspetto le sue “memorie di un giovine….” che é apparso ( sensa niente scrito dentro ) e poi sparito da PV… :keantbl
      All‘ illustrissimo Sor @dionisio ringrazio le confortanti parole sulla simpatia e educazione del crotalo e confesso di essermi dovuto andare a vedere su Goooogle che cazzo vuol dire BRIC… :-/
      Concordo appieno con lei molto onorevole signol @dragodoro imparare le cose nella polvere della strada senza sapere da che buca spunterá il coniglio ( PdN ) oppure un serpente a sonagli ha un sapore speciale che non si puó paragonare a quello della pizza ( da forno a legna, naturalmente ) che te magni a Pattaya dopo la dritta che te da quarchedduno nell’ internett ( ogni riferimento a fatti realmente letti/accaduti NON é casuale ) :D .
      Mi spiace deludervi signori @Magic_Mirror e @Matt ma anche se la vostra vista é invidiabile ( come cazzo avete fatto a vedere il cervo nell’ etichetta ? ) non si tratta di Jeagermeister. Avevo appena comprato una bottiglietta di grappa ( che é roba della zona ) : é il tipo di souvenir che preferisco….
      Adesso peró a Guidino di Pontedera ( sono andato a vederlo su iutub che non sapevo chi fosse ) non ci ho mai somigliato pe’ niennte. :))
      Neanche 20 anni fa, che é a quando risale la foto: ero abbastanza naif di fatto come dice lei signor @zest , oggigiorno quei boccoli sono un lontano ricordo, giro con un aspetto piú “respectable” e conformista anche se neanche tanto… :Whis
      Caro signor @Uccello Padulo , l’é proprio vera che il volatile é sempre una fausta presenza al viaggiator che si rispetti e questo piccolo aneddoto non vien che a confermarlo… :ar
      La foto stile anni ’30 non fu sicuramente frutto del mio ingegno, caro capa e’ muort @CCSP :
      Potrebbe essere stato l’estro del mio compare che ci ha delle vene di artista o dei gusti arcaici del nostro anfitrione…non ricordo. :dreaming
      È vero, Santiago Atitlan fu tra le localitá piú funestate da quell ‘ Uragano, lo ricordo, ma
      in quanto a Baglioni, no non ha mai fatto parte del mio repertorio: lo gGiuro, monsieur @epicuro :-P
      semmai , in stato pietoso posso cantare qualcosa di Gualtiero Bertelli, vicino del sior @sindaco che ringrassio della fiducia ma purtroppo son parecchie le cose in cui sono orrendamente ignorante. :-(

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    • Poffarbacco Signor Leone…devo ammettere che pur non avendo idea di cosa aspettarmi beh, di certo non mi aspettavo un’immagine così lugubre della zona… :skull
      Tra l’altro molti di questi paesi in centro America sono da anni tra i posti più pericolosi al mondo, sopratutto El Salvador oltre che ovviamente il Messico.
      Insomma, si direbbe che una certa inclinazione verso il macabro gli indigeni l’abbiano ereditata dagli antenati e che a tutt’oggi non disdegnano sacrifici umani… :skull :skull :skull

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      • piranha
      • piranha

      • 16 novembre 2014 at 15:49

      @AtiLeong,è si signor leone,lei è sempre una garanzia. :youdaman :youdaman
      Bella la criniera che portava a quei tempi,la porta ancora?

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 16 novembre 2014 at 19:29

      Purtroppo la criniera l’ho dovuta abbandonare, messer @piranha. Sui trenta peraltro la parte centrale della crapa ha cominciato a produrre peli di qualitá francamente inferiore e la criniera infiacchiva… :-(

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      • piranha
      • piranha

      • 17 novembre 2014 at 13:29

      @AtiLeong,alla fine dei conti è poca cosa perdere la criniera,quello che conta è cosa c’è sotto,e da quel poco che posso dire di conoscerla sotto c’è molto.Saluti dottore.

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 26 novembre 2014 at 0:30

      Sig. AtiLeong assorto dalle mie riflessioni ho trovato soltanto ora il tempo di leggere questo 3D, beh che dire, un’avventura, riportata al solito in modo davvero particolareggiato, oltretutto oltre all’Amico spostato (con l’elmetto) con una di N.Y. ne ho anche un altro sposato con una del Guatemala (quello dell’MP40 :dreaming ), avrei letto in isolato raccoglimento come faccio spesso se non fosse stato per la foto in cui ovviamente suggerisce che non è difficile riconoscerla :)) StupenTa Sig. AtiLeong, StupenTa, mi lasci davvero dire, da National Geographic :)) , ovviamente non è mancato il mio “piac” (non si dimentichi la Dee Jay Parade) alla foto, praVo :ar

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