• Anche solo un altro giorno ancora

    Ma dove cazzo sei stato…e che cazz’ hai combinato?…

    A volte mi è parso di sentire una voce bassa sussurrare queste parole, in un tono empatico e comprensivo ma anche interrogativo.  Mi è capitato mentre ero da solo, dinnanzi ad uno specchio, e chi pronunciava queste parole era quello riflesso…chiunque dei due egli fosse…anche se in verità mai l’ho visto muovere le labbra e mai a lui è davvero servita una risposta.

    Lungo il tragitto che percorriamo in questa valle di lacrime ci capita di provare un po’ di tutto, e sebbene sia saggio portarsi nel cuore tutti i trascorsi piacevoli e cercare di lasciarsi alle spalle quelli che ci hanno lasciato l’amaro in bocca, è pur vero che la vita è fatta di un po’ degli uni e un po’ degli altri e che sono anche le amarezze stesse ad esaltare e rendere ancora più speciali i bei momenti.
    Nella mia esperienza con le persone, soprattutto quelle a cui ho potuto avvicinarmi di più dal punto di vista emotivo, ho avuto modo di osservare come gli avvenimenti negativi del passato hanno delle ripercussioni sui comportamenti del presente.  La stessa lucidità e capacità di giudizio però dubito di essere in grado di applicarla nel giudicare me stesso in relazione ai miei trascorsi.

    Questa qui, a differenza di tante altre che ho scritto, non è una storia simpatica né facile da raccontare.  Inoltre, per poterla contestualizzare adeguatamente mi trovo costretto a fare un passo indietro e accennare per sommi capi ad un’altra storia ancora, che nemmeno mi appartiene.

    Diversi anni addietro, in un certo periodo si verificò una situazione un po’ paradossale che riguardava due carceri campani, quello di Fuorni – Salerno e quello di Secondigliano, Napoli.  A quei tempi il Centro Penitenziario di Secondigliano era appena stato messo in funzione e la direzione, comando e la stragrande maggioranza dell’organico della polizia penitenziaria era formata da alcune tra le persone più sadiche che voi potiate immaginare.  C’era il direttore, tale Stendardo, che portava sul viso dalla tempia fino alla mascella e dalla mascella fino all’angolo della bocca una grande cicatrice regalatagli nel passato da un detenuto.  C’era l’ispettore conosciuto con il soprannome piuttosto eloquente di Malacarne; poi c’era un appuntato grosso come un orso, con la barba nera e gli occhi chiari che era conosciuto con il soprannome di Tumore.  Questi tre gentiluomini erano solo alcuni dei protagonisti del regime di terrore e di abuso che regnavano nel neo battezzato Centro Penitenziario di Secondigliano.  Nomino questi tre in quanto sono tre di quelli che ho avuto mio malgrado modo di conoscere personalmente, ma come loro ce ne erano tanti, tanti altri.  Dall’altro lato invece, nel già rodato carcere di Fuorni all’epoca regnava un’atmosfera di corruzione assoluta.  Così, mentre i detenuti del carcere di Fuorni indossavano vestaglie di seta, mangiavano aragoste, scopavano puttane e più generalmente facevano i loro porci comodi, quelli del C. P. di Secondigliano erano picchiati selvaggiamente ed umiliati regolarmente, spesso senza alcun motivo ma anzi in modo del tutto gratuito.  Diversi detenuti sono stati uccisi dagli agenti in tali circostanze, anche se ovviamente mai si è avuto anche solo un procedimento penale in merito.  Era proprio politica della direzione il mantenere un’atmosfera da incubo sulla struttura e sui detenuti, e che non si pensi che solo le mezze cartucce venivano pestate a Secondigliano perché no, a Secondigliano in quegli anni lì vivevano tutti nel terrore e sotto lo schiaffo, a partire dal ladro di galline fino al più temibile boss e assassino.

    Proprio per questo motivo, a seguito degli abusi a cui erano costantemente sottomessi, varie punte di diamante della malavita locale si misero d’accordo e riunirono all’esterno del carcere dei gruppi di fuoco che a quanto ho sentito dire erano eterogenei, ovvero erano formati da elementi provenienti da quartieri e clan di appartenenza differenti, uniti con l’unico scopo di vendicare chi era dentro dei soprusi che si era costretti a subire.

    Così fu, che fuori dalle porte del terrificante C. P. di Secondigliano iniziò a piovere piombo sugli agenti di polizia penitenziaria.  Due di questi cani furono freddati proprio lì sotto il ponte di Melito mentre viaggiavano nella stessa auto…e molto ben gli stette alla facciaccia loro, mi permetto di aggiungere…mentre altri furono assassinati in episodi differenti.

    Fu solo quando gli agenti della penitenziaria iniziarono a cadere vittima degli agguati che la magistratura non poté più far finta di niente ed aprì formalmente un’inchiesta (tutta una buffonata che non arrivò mai da nessuna parte se non al proscioglimento di tutti gli indagati, ma tant’è).

    In quello stesso momento, scoppiò lo scandalo conosciuto come quello dell’ ”Hotel Fuorni” in cui saltò fuori tutta la corruzione che regnava in quel carcere e tutte le porcate che la dentro accadevano; e così fu, che in una mossa geniale ai piani alti decisero di rilasciare un po’ la pressione sul caso Secondigliano che oramai scottava e di trasferire l’intero squadrone della morte in blocco da Secondigliano a Fuorni così da poter insegnare a quelli che credevano di essere lì in vacanza cosa significasse il carcere duro.

    Ecco, questo accadde attorno alla seconda metà degli anni novanta.
    Nel duemila il Vostro umile servitore finì in carcere a scontare una condanna per pirateria…che dopo essere stata decurtata di un terzo per le attenuanti generiche e di un altro terzo per la scelta del rito abbreviato venne ridotta a poco meno di sei anni…e finì proprio nel sopracitato carcere di Fuorni.

    Una notte mi azzuffai con il più scemo dei sette detenuti con cui condividevo la cella, perché dovete sapere che sono sempre i più scemi quelli a cui più piace far finta d’esser dritti.
    Mi resi subito conto di averla cagata alla stragrande a quel giro.  Prendersi la libertà di montare uno show del genere in un carcere dove gentiluomini del calibro di Tumore & Co. non aspettavano altro che l’occasione per far pentire il malcapitato di turno di essere venuto al mondo?

    Fu una mossa alquanto sconsiderata, devo ammetterlo.

    E così fu, che il Vostro umile servitore udì il suono delle chiavi che aprivano la cancellata della stanza…le due guardie di turno, due cafoni malvagi, che intimavano a me e l’altro di uscire dalla cella…l’adunata di una squadra consistente di guardie…i primi schiaffi ed insulti e poi giù per le scale fino all’infermeria al piano terra.

    In quel preciso momento non facevo altro che pregare il Cielo che Tumore non fosse di turno quella notte.  Degli altri non mi importava tanto, ma da Tumore in persona, quella notte, proprio non volevo prenderle.  Avevo già avuto modo di assaggiare uno dei suoi schiaffoni in un’occasione, e pur non essendo io né piccolo né gracile posso assicurarvi che con uno schiaffo dato dall’alto verso il basso quasi mi fece rimbalzare la testa sul fottuto pavimento e non sto scherzando.  Tutti tranne che lui, please.

    Si radunò un gruppetto di circa una decina di agenti, tutti accorsi da ogni angolo della struttura per partecipare alla festa, e mentre ero in attesa nell’anticamera dell’infermeria iniziarono a turno a scaldarsi le mani su di me con pugni nei fianchi e sulla schiena.  Si fomentavano, mi insultavano e menavano ma con discrezione…in fin dei conti dovevo ancora essere sottoposto alla visita medica che avrebbe certificato che ero in condizione di essere messo in regime di isolamento punitivo e non volevano farmi arrivare davanti al medico in cattive condizioni.  Arrivò il mio turno, entrai in infermeria e fui esaminato da un povero diavolo apatico e scontroso che mise una X dove doveva e restituì il modulo alla guardia che mi riportò verso l’uscita.  Fu allora che diedero inizio alle danze.

    Mi accerchiarono, erano in sei o sette, ed iniziarono a colpirmi tutti contemporaneamente…calci, pugni, schiaffi…in faccia, nei fianchi, nella pancia, tra i coglioni, alla testa….colpivano come meglio potevano e quanto più potevano.  In teoria quella doveva era la scorta che accompagnava il detenuto violento attraverso i corridoi dei reparti fino alle celle di isolamento dove sarei dovuto rimanere per alcuni giorni in attesa del provvedimento disciplinare.
    Mamma quante mazzate ho preso quella notte…tutte quelle che non ho mai avuto nella vita le ho recuperate in una sola seduta quella notte nel carcere di Fuorni.
    Menavano e menavano e menavano senza sosta.
    Erano in tanti che nemmeno riuscivano a darmi tutti contemporaneamente ma uno o due restavano sempre fuori dal raggio d’azione per mancanza di spazio.  Quei cinque o seicento metri che separavano più o meno l’infermeria dalle celle d’isolamento me li fecero fare tutti loro a furia di calci, io non feci nemmeno un passo.  Vedevo e sentivo colpi arrivare da ogni angolo.  Incrociai le mani dietro alla nuca cercando di coprire il collo, e tenendo allo stesso tempo le tempie e la faccia, per quanto possibile, al riparo tra le braccia.  Tenevo gli occhi aperti per cercare di intercettare e schivare i calci di punta che arrivavano diretti al volto, più o meno ce la facevo…ma Cristo quante mazzate stavo incassando…

    Non avevamo attraversato il primo corridoio quando la maglietta che indossavo  cadde a brandelli sotto i colpi che mi davano lasciandomi a torso nudo, e non raggiungemmo il terzo corridoio quando per via dei troppi e troppo forti colpi non riuscii a mantenere il controllo sulla vescica e semplicemente mi pisciai addosso.
    Il mio corpo era tutto uno spasmo fuori controllo che incassava e incassava e incassava, e non sentivo tanto il dolore in quel momento ma sapevo che me ne stavano dando davvero tante, troppe.

    Ero lì ed ero solo, indifeso contro i miei aguzzini…non c’era via di fuga, non c’era aiuto, non c’era la mamma e non c’era il papà ma c’era il pavimento, le mura, le sbarre e calci e pugni.

    Sapevo che per quei porci quello era il pane quotidiano, che ci provavano gusto a fare quello che facevano e che ero completamente nelle loro mani, in un posto lontano dal mondo, da occhi indiscreti, dalla legge e da tutto quanto potesse mettergli il bastone tra le ruote.  Continuarono e riempirmi di mazzate fino a che non raggiungemmo il reparto di isolamento.  Lì vidi distintamente la guardia di servizio in quel reparto che quando ci vide arrivare prese la rincorsa da dove era seduto in mia direzione e quando arrivò a distanza utile mi tirò un calcio in faccia come  un calciatore che batte una punizione.  Ma guarda un po’ a questo, pensai…non sa né chi sono né perché sono qui…mah.

    Raggiunto il reparto di isolamento, che già conoscevo e che nell’arco della mia avventura nel sistema penitenziario avrei avuto modo di conoscere molto a fondo, per settimane e settimane alla volta, mi portarono in una cella strana che non era adibita ad ospitare detenuti.

    Lì sapevo di essere fottuto.

    A quel punto lì ero proprio fottuto, pensai.

    Questi mi hanno portato fino a qui dopo tutto questo ben di Dio che mi hanno dato e non mi chiudono ancora in una cella?  Sono fottuto.
    Questi m’accoppano stanotte.
    La stanza era illuminata e mentre continuavano a menarmi vidi passare al di là dell’uscio un’altra guardia che non avevo visto fino ad allora, indossava i guanti di pelle e stringeva una barra di ferro in un pugno.
    Fece il giro di tutto il reparto e chiuse le bocchette sulle porte blindate delle celle così da non far sentire a nessuno degli altri detenuti quel che stava succedendo.
    Il suono pesante delle porte blindate che si chiudevano rimbombava nel silenzioso corridoio del reparto in un modo lugubre.
    Cazzo.  Era finita, pensai.  Questi mi avrebbero tolto di mezzo, e la mia vitaccia si sarebbe conclusa lì, quella notte, in quel modo.

    Che merda…

    In pochi attimi mi passò tutta la vita davanti agli occhi…”tutta la vita” dall’alto dei diciannove anni che avevo compiuti, s’intende.
    Tirai velocemente le somme, mi domandai se ne era valsa la pena vivere quella vita così e mi dissi …no.

    Non ne sapeva un cazzo della Vita il LittleTruths diciannovenne di allora; non avevo visto niente del mondo, non ero stato da nessuna parte e quella vitaccia di merda di un giovincello allo sbando che stava per concludersi in quella cella nel reparto di isolamento del carcere di Fuorni quella notte, detto francamente, non valeva un fico secco.

    Fu una realizzazione sconcertante; avevo toppato alla grande e la mia vita era stata un’opportunità buttata nel cesso, punto.

    Le guardie mi si tolsero di dosso ed uscirono tutte assieme dalla stanza rimanendo oltre la soglia della cella.  Sentivo quel sapore di ferro in profondità nel naso e nella bocca, non ci vedevo bene e mi sentivo confuso.  Sapevo che stava per venire quello con i guanti e la sbarra di ferro.  Mi vidi perduto.  Alzai gli occhi al Cielo e supplicai a non so chi;

     

    Ti prego fammi sopravvivere a questa notte…non farmi morire qui in questo posto…fammi vivere ancora un po’…dammi un altro po’ di tempo ancora per fare qualcosa con questa vita…

     

    Poi arrivò quello con i guanti, la prima delle mie Balene.

    Mi guardò. Non lo so…forse ero in condizioni già così pietose che non trovò necessario infierire ulteriormente.  Mi minacciò.  Io annuii senza dire niente.  Tremavo.  Lui recitò il suo copione da cowboy e poi si girò, fece segno a qualcuno che venne a prendermi e mi portò nella mia cella d’isolamento e mi ci buttò dentro con un ceffone dietro la testa per poi chiudere il portone blindato dietro di me.

    Ero adesso nella mia cella di isolamento ed ero ancora vivo.

    Ero scalzo ed indossavo solo un pantaloncino mezzo pisciato, ero tutto ammaccato e sanguinavo un po’ dappertutto.  La stanza era buia ed illuminata solo dal chiaro di luna che filtrava attraverso le sbarre della finestra aperta. Faceva freddo, mamma che freddo…eravamo in piena notte a inizio primavera e non avevo né materasso né lenzuola ma solo una grata d’acciaio, un cesso ed un lavandino…in compenso però c’erano spruzzi di sangue essiccato un po’ dappertutto e le pareti erano adornate da incisioni di messaggi sgrammaticati del tipo; “ti amazo diretore”.

    Quella notte provai tutte le posizioni possibili ma non ce n’era una che mi permettesse di restare steso in qualche modo, ero pieno di lividi e tagli su cui non potevo poggiarmi e quindi gli unici dieci minuti in cui riuscii a chiudere occhio quella notte furono stando seduto con la schiena contro il muro e la testa sulle ginocchia a braccia incrociate.

    Rimasi in quella stanza in quelle condizioni per una settimana e passavo il tempo a parlare da solo e ringraziare il Cielo di essere ancora vivo.  Alla mia famiglia che venne a trovarmi nel giorno prefissato per il colloquio dissero che avevo rifiutato di vederli.  Quando passava l’infermiere a chiedere se avevo bisogno di qualcosa le guardie chiudevano il blindato completamente come se non ci fosse nessuno in quella stanza, per evitare che mi vedessero conciato in quel modo.
    Una settimana dopo fui trasferito in via definitiva al Centro Penitenziario di Secondigliano.  Certo, dissi al medico che mi visitò al mio ingresso e alle guardie che mi accolsero; ero caduto dalle scale.  Dovevano essere belle dure quelle scale, disse uno di loro.
    Beh, si, lo erano.
    Lì a Secondigliano ho scontato il resto della mia condanna senza grossi drammi fino al giorno in cui mi hanno rimesso in libertà provvisoria e me ne sono scappato a vivere da latitante in Olanda.

    I segni delle mazzate che raccattai quella notte mi rimasero visibili addosso per mesi, soprattutto certi lividi sul costato.

    Vivere in carcere per un periodo di tempo sufficientemente lungo rappresenta per un uomo ciò che è per un albero affrontare l’inverno.  Tutte le parti emotive di te, le più soffici e delicate, quelle vulnerabili, lentamente ma inesorabilmente si appassiscono e cadono per essere portate via dal vento.  Ed è una fortuna; se rimanessero lì mentre tu sei nel posto in cui sei esse finirebbero per ucciderti o per danneggiarti al di là di ogni possibilità di recupero.  Non c’è spazio per fiori e foglie in prigione, ma solo per la corteccia ed anche quella farebbe meglio ad essere bella dura.  Con il tempo poi, se sei fortunato, una volta tornato in libertà puoi tornare a rifiorire…è un po’ come rinascere daccapo.

    Durante i quattro anni della mia detenzione avevo una cartellina gialla in cui raccoglievo piccole innocue cosine personali come fogli su cui scrivevo pensieri durante le giornate di riflessione, le poesie che scrivevo durante le notti trascorse in punizione nelle celle di isolamento, ritagli di giornale che trovavo interessanti per qualche motivo, foto di belle donne, disegni, ricette di cucina, testi di canzoni.

    Conservo ancora quella cartellina gialla in un armadio in casa di mia madre.  Aprirla oggi e sfogliare i pezzi che la compongono è come scorrere tra le pagine di un album fotografico della mia vita…uno che è stato collezionato in anticipo sulla vita stessa.

    Ad esempio, dentro c’è una pagina strappata dalla rivista GQ che ritraeva un primo piano del culo di Youma Diakite; mi ricorda la mia fidanSata in Zimbabwe…ci sono alcune pagine strappate dalla rivista Focus che ritraggono vedute dell’universo; i bagni di stelle che mi sono fatto durante le notti di guardia al timone del catamarano nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico del Sud oppure lo scenario visto da quella piazzola di sosta in alto sul vulcano Teide a Tenerife quella notte mentre si faceva l’amore…c’è la foto di un servizio di costumi da bagno in bianco e nero che ritrae una modella venezuelana; somiglia ad una amica colombiana con cui ho intrattenuto alcuni dolci momenti dieci anni più tardi…e certo; c’è una grande carta geografica che ritrae tutto il mondo e su cui ho viaggiato a lungo, prima ancora di mettere mai piede per la prima volta su un aereo o su una barca a vela.

    Il tempo.  Alcune cose le sana mentre altre le dissipa.

    L’altra mattina ero seduto sulle scale d’ingresso dell’albergo crogiolandomi nel sole tropicale del Suriname mentre aspettavo che passassero a prendermi e divagando con i pensieri nel frattempo.  Guardandomi le mani mi sono accorto che specialmente quella destra è ricoperta sul dorso da una miriade di piccole cicatrici; sulle nocche, sulle dita; un’infinità di piccoli tagli e spacchi rimarginatisi col tempo.  Ho pensato…cazzo, sono vecchio!…chissà sulla faccia di chi avrò mai raccolto tutti questi piccoli ricordi; poi mi sono reso conto che non riuscivo a farmene venire in mente nemmeno uno, ed allora mi sono detto; Cazzo, ma allora sono vecchio davvero, diahane!
    Tutti quanti hanno un piano fino a quando non si beccano un pugno in bocca come disse una volta il buon vecchio Mike Tyson.

    Quanto ai sogni invece, quelli si tengono al sicuro nella cartellina gialla e non si raccontano mai a nessuno se non, forse, dopo che essi si siano avverati.

    Certo…sempre sperando che il buon Cielo voglia concederci almeno anche solo un altro giorno di vita ancora per dare modo ai sogni di trovare la loro strada fuori dalla cartellina gialla e venirci incontro nella realtà…

    Anche solo un altro giorno ancora.

     

     

     

     

     

     

     

     


    LittleTruths ha scritto anche:



      • aurelius
      • aurelius

      • 26 dicembre 2012 at 9:59

      Ecco perche’ a volte, le vite simili si incontrano, si capiscono anche a chilometri di distanza. E se ne intuiscono i pensieri, le emozioni, si condividono i ricordi.
      E sembra, a volte, come rivedersi in uno specchio.

      Grazie Gianni. :clap

      E credo pero’ che l’inverno che fa’ cadere le foglie, serva a preparare la primavera e l’estate che, ciclicamente, debbono per forza …arrivare.
      :Whis

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      • Laps

      • 26 dicembre 2012 at 10:50

      Potente, Little Truths. Sto pezzo fa pensare.

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      • Mitico Laps!!! Benvenuto a bordo. Proprio in questo momento c’é tuo fratello & consorte quì in casa di mia madre… :-)
        Grazie!

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      • johnGT
      • johnGT

      • 26 dicembre 2012 at 10:51

      little il racconto è molto toccante capace di stimolare sensazioni che credevo avessi perso,personalmente ti ringrazio di averlo condiviso.

         1 Mi Piace


      • dionisio
      • dionisio

      • 26 dicembre 2012 at 11:12

      Gli uomini sono animali strani……pensano di essere evoluti ..sofisticati..ma in fondo siamo molto peggio delle bestie… Un animale uccide solo per fame..e mai uno della propria razza…
      Gli unici animali che aggrediscono i propri simili …e spesso in branco… sono gli scimpanze’ed i gorilla….guarda caso quelli piu simili a noi nella scala evolutiva..
      Caro amico le esperienze…tutte..fanno di noi cio’che siamo ……ed io penso che tusia una bella persona…quindi ben vengano le esperienze fatte …belle e brutte…(anche quelle gay….hahahaha giusto per sdrammatizzare).
      Cmq spero che questi gentili signori finscano all’inferno dal ns.caro signore delle tenebre….e spero che urlino per tutto il tempo…
      Con affetto

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      • :rotfl …hehehehhe….ah si eh! Quelle gay sono forse quelle che più di tutte lasciano il segno! :)) Sopratutto quando credi di andare ad afferrare una gnocca ed invece ti ritrovi un paio di palle in mano…hahahahha…beh, scherzi apparte, Grazie… :youdaman

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      • CCSP
      • CCSP

      • 26 dicembre 2012 at 13:25

      Questa e’ una delle storie piu’ belle e personali che mi sia capitata di leggere.
      E quando si ha il potere e si gode di ombra, impunita’ e anonimato che viene fuori il vero animo umano…si puo’ essere eroi e come accade molto piu’ spesso, si puo’ essere infami.
      Ma come dice Dionisio, se ha contribuito a farti diventare quello che sei, per quanto sia stata dura e inumana, non tutto e’ venuto per nuocere

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      • epicuro
      • epicureo

      • 26 dicembre 2012 at 22:21

      Come sempre le tue storie mi tengono incollato allo schermo, solitamente non fumo in casa ma questa volta non ho resistito perchè mi sono immedesimato e ho voluto calmarmi., Quello che ti è successo non puo’ che accentuare i piaceri attuali, farti apprezzare la magica atmosfera natalizia in famiglia, il mondo gira per tutti comunque e sono convinto che gli aguzzini un giorno subiranno anche loro. Come dicono i colleghi, questo ti ha reso una persona più sensibile, purtroppo si è sensibili al piacere come al dolore, e quando ti capita di pensare a Tumore o a Malacarne, caccia il dito medio, stappa una bottiglia di vino d’annata e fatti una sana tr……serata divertente, alla faccia loro; ;-)

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      • Ma infatti mio Caro….in questa storia il focus non é su quei poveracci, ma piuttosto su quanto fortunati siamo ad essere quì e quanto é bello esserci ed avere tutte queste opportunità.
        Non é la storia di una sconfitta ma di una vittoria…infatti la storia non é finita quella notte di dodici anni orsono ma ho vinto almeno dodici anni di tempi supplementari che sto cercando di far fruttare al massimo. :-)
        :star

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 26 dicembre 2012 at 23:47

      :-) con le note un po’ tristi di questa esperienza , un altro insegnamento , another lesson de vida .
      Con final fuori tristeza , muchas gracias Cpt LT !
      Sierve y sierve mucho a farci sentir vivi e fortunati !

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 27 dicembre 2012 at 12:37

      Accantonando l’esperienza in sè, che non richiede le si aggiunga nulla, il pezzo è ottimo, a partire dal titolo: degno della migliore prosa postmoderna (fai il verso ai titoli di Massimo Carlotto, e, questo ovvio, involontariamente).
      Svolge una funzione fondamentale nel quadro, quasi matematico, del viaggio dell’eroe: quella della privazione. Ogni grande narrazione inizia con una grande o piccola privazione subita a danno dell’ eroe che poi ne determina l’azione e gli eventi nel loro divenire. In questo caso la privazione è molto grande, così come è grande tutto quello che ne è conseguito.
      Sono sicuro che ce le racconterai…)))

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      • :youdaman

        Beh, qualcosina mi pare di averla raccontata già a questo indirizzo… :D …poi certo, ci sono certe cose che varie ragioni semplicemente non é il caso di raccontare, mentre altre magari le racconteremo e ne faremo grasse, GRASSE Risate…inshallah…
        ;-)

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      • CortoMaltese
      • CortoMaltese

      • 27 dicembre 2012 at 14:26

      In Giapponese c’è un termine “Harajuku” che indica in maniera ben precisa un cambiamento totale e definitivo nella vita di un essere umano.

      I Giapponesi sono soliti pensare che questo momento derivi da una sorta di coscienza superiore che guida il nostro cammino allaricerca della felicità

      Che dirti brò, la lezione è stata DURA, MOLTO DURA. sopratutto considerando che purtroppo,come te, tanti altri ragazzi che hanno fatto una minchiata, non han trovato la forza di resuscitare (perchè tu sei morto e rinato la dentro) e son rimasti prigionieri di questo terrore…

      Aspettiamo di sapere il periodo di latitanza in Olanda :P

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 28 dicembre 2012 at 22:04

      …….nossa senhora…… :youdaman

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      • Conte ma dimmi un po’, qual’è il tuo nick sul forum?
        Puoi mandarmi un pm se preferisci mantenere la discrezione…

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          • Conte di Cesa
          • Conte di Cesa

          • 28 dicembre 2012 at 22:34

          Yes ! ….non è questo il nickname sul forum ?
          …..praticità e’ da perfezionare , ma il Pm ( :)) attenti al pubblico ministerio :D ) da che page si invia ?
          Però LT , se disturba il titolo , in nick , lo modifico , peraltro ci ho pensato !!

             0 Mi Piace



    • Conte di Cesa,

      :)) …heheheheh…niente pubblici ministeri quì, tranquillo! :D
      Chiedevo quale fosse il nick che usi su GT…perché “Conte di Cesa” non ricordo di averlo visto tanto in giro, o per niente proprio….ero curioso, per questo ho domandato! :-)
      Ad ogni modo i pm si inviano tramite “Contattaci” su in alto nella barra menu!
      :ar

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 29 dicembre 2012 at 8:43

      Roger !
      Comprendido , salgo subito in coperta ! :D

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 29 dicembre 2012 at 17:35

      Bella Captain.
      Dovevo immaginare che fossi dotato di palle cubiche al punto di pubblicare la Storia prima o poi.
      Respect Bro
      :youdaman

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 gennaio 2013 at 16:41

      Ciao Little, ho letto tutto il materiale che mi hai inviato, tra le altre cose è scritto anche molto bene, bravo !

      I due racconti che mi hanno colpito di più sono quello di Tenerife e questo qui della Balena anche solo un altro giorno ancora. Due racconti di grande profondità e riflessione.

      Mi dispiace per il nuovo ban su GT

      Ciao Amico

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    • Per quanto riguarda il ban invece, poco male… :ar …simo o non siamo Pirati? :D

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      • dionisio
      • dionisio

      • 16 gennaio 2013 at 22:52

      LittleTruths,

      Riesco a risponderti solo qui perche’quello schifo di forum da cell. non si apre.
      Sei entrato ne forum ….tripudio..in meno di qualche ora quasi cento commenti positivi e due negativi (il gufo scartellato ed il suo troll….forse il cane unico suo amico) in pratica tutti quelli seri e di un certo spessore..
      Dopo il ban….di nuovo il nulla…e’tornato il silenzio……dovrebbe far riflettere piu ‘ mr.gt che te…..
      Si tenessero uccello bello e ventofortixximo…oltre al gufo ed il suo cane.

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      • Amico mio, purtroppo così é che vanno le cose e non ci resta che accettarlo.
        Pensa te che ieri sera dopo il ban ho trascorso un’ora intera a scambiarmi insulti con quel coglionazzo dell’amministratore via email… :)) …favvero ci siamo messi lì come due deficienti a a chiamarci “coglione, fallito”…”fallito te, e frocio pure” e così via… :rotfl
        Un’ora intera amico mio!
        Ebbene, durante questa interessante conversazione sono venute a galla un paio di cosine interessanti;
        – Anche il coglionazzo capo sa che quel punter era nient’altro che uno degli alter ego del gufaccio iettatore, l’aborto mancato del forum…ma con tutto che il troll é venuto a rompere il cazzo a me nel mio thread lui ha prreferito comunque bannare me e non lui.
        – A quel coglionazzo dell’amministratore, non importa che tutti i suoi collaboratori lo reputino un coglione ed un segaiolo incallito (ho preso informazioni sul suo conto dal nord a sud)….l’unica cosa che gli interessa é che il flusso di utenza sul forum segua intenso così da continuare a portargli lauti guadagni tramite i banners….nient’altro. Per lui, due utenti deficienti valgono più di un utente “di spessore”…quindi, Caro mio, il Vostro umile servitore rappresenta solo un piccolo numerino nella sua ottica.
        In ultima analisi, Caro mio, c’é ben poco che io possa fare…l’unica cosa che mi resta é rinnovare ancora l’invito a tutti gli amici di GT a passare spesso da queste pagine, aggiungendo che la vostra presenza su quel forum fa solo del bene ad un povero demente figlio di papà che non merita niente.
        Un’ultima chicca sul personaggio, e che il Cielo mi fulmini se dico bugie…pensa te che quel ricchione va dicendo in giro che si é arricchito grazie ad alcune truffe portate a segno attraverso alcune società, per nascondere il fatto di essere nato nel privilegio e di essere un figlio di papà che non ha dovuto sudarsi niente di ciò che ha.
        Questo é il personaggio che beneficia della vostra presenza ed attività sul suo forum; il prototipo dell’itaGliota medio e segaiolo, senza dignità né un barlume di carisma o spessore qualsivoglia.
        Meditate amici, meitate…

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      • dionisio74

      • 17 gennaio 2013 at 14:10

      LittleTruths,
      Che dire……non ho parole.
      Il forum oramai e’andato….resta solo nella ns. Fantasia di pirati porcelli che in quel porto hanno condiviso rum donne ed avventure….
      Quelli seri baxzicano tutti da questo porto…..e dei falliti n’c ne po frega de meno.
      Tanto dopo il tuo ban hanno smesso tutti di scrivere…..aggiungerei di nuovo..

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      • Fratello, che se ne andasse a fare in culo il forum…tanto quel coglione dell’amministratore é contento con i dementi, che in fin dei conti per lui valgono quanto uno in gamba perché cliccano lo stesso!
        Ogni clic quel testa di cazzo guadagna un centesimo, quest’é quanto.

        Anzi, ti dirò di più…che se mi passa per il cazzo lo carico io un forum come Cristo comanda sul tema, ed i fuoriclasse del settore ce li abbiamo tutti tra noi da questo lato quì, il tempo di scrivere un po’ e di pubblicizzare e poi lo mandiamo a palle all’aria a quel frocetto. :))

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 17 gennaio 2013 at 14:21

      LittleTruths,

      Caro Little scusami se mi ripeto, ma secondo me il tuo è stato un ritorno da vero e proprio corsaro: sei sbarcato, hai saccheggiato tutto, fatto un gran casino… e te ne sei andato :ar :ar :ar

      A fare il tutto ci hai messo all’incirca 48 ore: VENI, VIDI, BANNI :skull

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 17 gennaio 2013 at 14:49

      Ad ogni modo, per tornare al tuo racconto. Mi pare che confermi come le carceri italiane effettivamente si riempiano della peggior spazzatura e feccia della nostra società….

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 17 gennaio 2013 at 14:50

      …… ovviamente mi riferisco ai secondini.
      :D :D :D

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      • Ma si, in linea di massima é così…e vale sia per i secondini che per i detenuti…insomma sono pochi quelli che si salvano lì dentro così come anche fuori del resto… :skull

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 17 gennaio 2013 at 15:03

      LittleTruths,

      Sì ma IMHO c’è una differenza fondamentale tra detenuti e secondini.
      Cioè che i detenuti sono lì per scontare una pena, i secondini dovrebbero essere i rappresentanti, diciamo, della legalità, invece sono spesso una manica di psicopatici, violenti che stanno lì perchè proprio gli piace fare i carcerieri ;-)

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      • Mah, onestamente dubito che i secondini facciamo i secondini per vocazione. L’impressione che ne ho avuto io é che per molti di loro appunto privi di vocazioni si siano trovati a fare un conscorso così, giusto perché se ne sarà presentata l’opportunità ed era tempo che si trovassero un lavoro.
        La maggior parte di loro sono così.
        Altri invece si fanno prendere dal ruolo e pensano di essere una sorta di cowboys o roba del genere, poi ovvio che ci sono anche i sadici e gli psycho come in tutti gli altri settori, ma perlopiù si tratta di mezzi ignoranti e villani…braccia prese in prestito all’agricoltura.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 17 gennaio 2013 at 23:23

      LittleTruths,

      Penso che un nuovo forum sarebbe una dolce vendetta……
      Cmq. La madre dei coglioni e’sempre incinta….
      Io il nick troll me lo sono fatto su piccole verita’ ;-) ….ovviamente come ben vedi sono praticamente insospettabile….
      Hahaha mi sa che quando non riuscivo a loggarmi mi.sono iscritto due volte.. .pero’ me lo tengo…….mi piace il mostriciattolo…… :-)

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      • Mah, adesso che me lo dici forse forse un sospetto sul tuo alter ego cel’ho…anche se devo ammettere che é davvero insospettabile….sei un’autentico genio del male tu, bello mio! :))
        COmunque sia, un po’ di sano trolling alla vecchia maniera tra di noi lo si può pure ammettere, no? :D

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      • dionisio
      • dionisio

      • 18 gennaio 2013 at 20:55

      LittleTruths,

      Lunga vita al trollismo senza limitismo…

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      • Esimio Collega, uno dei nostri in privato mi sta giusto proponendo di indire almeno una volta al mese una international troll conference su SkypeR in cui facciamo il punto della situazione…
        :bz

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 19 gennaio 2013 at 12:57

      Quello che non ci uccide ci rafforza… pur lasciandoci segni tangibili e non che condizioneranno per sempre le nostre scelte e la nostra vita.. ma d’altra parte è così, ciò che siamo, lo dobbiamo al nostro passato, ai nostri errori, alle nostre conquiste, ad ogni capo abbassato in cui abbiamo subìto o colpo che abbiamo sferrato…
      Esperienza pazzesca, raccontata da un grande narratore amico Little te lo dico col cuore..
      Grazie

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    • Suggerito dal buon vecchio @CCSP per la serie revival, probabilmente uno dei pezzi meglio scritti e sicuramente il piu’ significativo del sottoscritto. :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 19 settembre 2014 at 11:31

      Eehhh si…” ti amazo diretore”… :)) :yay :))

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    • :)) :dreaming ….ci si potrebbe scrivere un’intero trattato solo su quel “ti amazo diretore” :dreaming :bz :doubleup

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 19 settembre 2014 at 12:14

      Azz….@LttleTruths. Confesso che non lo avevo letto prima. Bellissimo! E non te lo dico per piaggeria…..
      “Certo…sempre sperando che il buon Cielo voglia concederci almeno anche solo un altro giorno di vita ancora per dare modo ai sogni di trovare la loro strada fuori dalla cartellina gialla e venirci incontro nella realtà…
      Anche solo un altro giorno ancora.”
      :clap :clap :clap :clap :ar

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    • GraSSie CaVo @dragodoro :youdaman

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      • dionisio
      • dionisio

      • 19 settembre 2014 at 14:46

      Riletto tutto ….
      Bellissimo pezzo e veramente ben scritto ……..
      Sull’esperienza in questione ce ne siamo gia’dette tante ……
      Posso pero’ aggiungere una cosa … dopo esserci conosciuti un po’meglio ….. la persona che sei diventata ora e’ veramente degna di nota .
      Sei voluto bene da tutti …. ed hai la grande qualita’di trasmettere allegria e positivita’ a chiunque ha la fortuna d’incrociare la tua rotta.
      Sei cresciuto e sei diventato un Uomo …. ma con la gioia e la voglia di divertirsi di un ragazzino ……… e noi insieme a te …a fare i pirati .
      E’ vero ….noi siamo la somma delle esperienze fatte ……. ma certe esperienze non si augurano a nessuno.
      Saluti Fratello ……

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    • Suvvia @dionisio, cosi’ mi fai arrossire… :blush
      Ma che ti sei messo in testa di fare la concorrenza all Signora @whitestyle nello scrivermi lettere d’ammMMMMmmore Gayo? :dreaming :bz :rotfl
      ScherSi apparte, graSSie… :youdaman

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      • Matt
      • Matt

      • 19 settembre 2014 at 15:07

      Letto per la prima volta. Impressionante. Sono felice che tu ne sia uscito.
      Seguendo e apprezzando quello che scrivevi fui sorpreso tempo fa quando seppi la tua giovane età. Lo sono tuttora, anche se capisco un po’ meglio.
      Certe esperienze possono segnare una persona negativamente, invece tu nei hai tratto forza e insegnamento.
      Ti faccio i miei complimenti sinceri.

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 19 settembre 2014 at 15:16

      Ai tempi della sua pubblicazione mi persi quasto tuo racconto autobiografico ed introspettivo.
      Non ho parole per dirti quanto questa tua intima confessione mi abbia toccato profondamente.
      Una cosa mi sento però di dirtela:
      Che Forza ragazzo mio!
      La forza di cambiare.
      CAMBIARE.
      Sembra solo una parola e si fa in fretta a pronunciarla. Quanta GRANDEZZA in 8 lettere dell’alfabeto….
      Che emozione! IMMENSA.
      Una storia di speranza e di VITTORIA.
      Tanti amici non ce l’hanno fatta a compiere questo giro di boa. TU sì.
      Ed è anche per loro, che hanno continuato su strade impervie o hanno attraccato al porto celeste, ti dico GRAZIE.

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    • GraSSie @Matt & @magic_mirror :bz :bz :bz :ar

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      • Uccello Padulo
      • Uccello Padulo

      • 19 settembre 2014 at 16:12

      Egregio Sig. Capitano, anzitutto un infinito GRAZIE per aver condiviso col resto della ciurma una esperienza così intima, forte, talmente triste e difficile da dimenticare da non augurare mai, e sottolineo MAI nemmeno al peggiore del nostro nemico! Un applauso appassionato è quindi ciò che veramente meriti :clap :clap :clap :clap perchè da un trascorso di tale portata non so quale altra persona, me compreso, sarebbe riuscita così brillantemente a rialzare schiena el capo e proseguire il corso della propria vita con una dignità da far invidia al più feroce dei leoni! :doubleup
      Quel che ti è accaduto non lo meritavi, oh Capitano, qualunque sia stata l’entità del tuo sbaglio perchè già il solo fatto che ti trovavi lì, privato della cosa più preziosa che possa esistere nella vita di un essere umano, cioè la libertà, era già dipersè un equo scotto che stavi pagando alla società, un pegno pagato col proprio tempo, un tempo il quale, per quanto, sofferente, penoso ed inutile, rimane pur sempre un tempo che mai niente e nessuno potrà mai essere recuperato!
      Peccato che un simile “trattamento” non venga memmeno minimamente contemplato verso coloro che di “sbagli”, seppur fatti a iosa, li compiono indossando, ad esempio, un colletto bianco, una toga, una divisa da marinaretto con annessa donnetta moldava al cospetto, un’incarico politico… no… loro no, perchè sino a prova contraria che sia giunta al 3° grado di giudizio, rimangono pur sempre dei “presunti innocenti”… alla faccia della spudorata evidenza e soprattutto di quelle persone che, nolenti, hanno perso un proprio caro o la propria di vita… il tutto nel bel mentre una scosciatissima ballerina al suo Paese s’atteggiava a divetta eroina, o qualcuno che fugge quatto-quatto in un posto esotico, qualcun’altro indisturbato che scrive libri dal contenuto avvincente, o qualcun’altro ancora che legifera bellamente seduto su una comoda poltrona romana!
      In culo alla balena a te Capitano, un Vincitore non ci si diventa, SI NASCE! ;-)

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 19 settembre 2014 at 18:20

      Capitano, questo me lo ero perso.
      Meno male che é stato ripescato.
      Apparte il fatto é uno scritto molto bello , il signor @tirofijo ( desaparecido , spero ritorni in giro ) ci ha fatto al tempo una critica letteraria ottima,
      mi sbatte in faccia n’altra volta quanto la vita sia stata cortese e gentile con la mia persona.
      Ne ne fa sentire quasi un po’ in colpa.
      Sentimento inutile e cretino che peró non mi riesco a scollare del tutto.
      Quando le fighette come me si immaginano il carcere ci vedono dentro ipoveri diavoli o i bruti che scrivono “ti amazo diretore”.
      Mica della gente che scrive cose toccanti e profonde come la sua Signoria Illustrissima.
      Che dire, la dura prova che ha affrontato e il coraggio e la bravura con cui ce le racconta non fa che accrescere la stima che le porto,
      Signor Capitano.
      :youdaman :youdaman :youdaman

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    • Minchia, son passati quasi due anni e me lo ricordo come se fosse ieri. Questo è uno dei capolavori di PV, il nostro capitano si piega ma non si spezza :youdaman

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    • sSiori @Uccello Padulo, @AtiLeong & @epicuro, graSSie, graSSie, troppo buoni… :youdaman :youdaman :youdaman
      A tutt’oggi non posso leggere questo pezzo senza che mi vengano le lacrime agli occhi.
      Grazie Amici
      :ar

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      • luporosso
      • luporosso

      • 19 settembre 2014 at 21:18

      aurelius:
      Ecco perche’ a volte, le vite simili si incontrano, si capiscono anche a chilometri di distanza. E se ne intuiscono i pensieri, le emozioni, si condividono i ricordi.
      E sembra, a volte, come rivedersi in uno specchio.
      Grazie Gianni.

      Caro @LittleTruths, faccio mio questo commento del Fratel @aurelius, il quale mi sta facendo sospettare che la telepatía effettivamente esiste (solo l’altro giorno feci un post su un’osteria caciarona dove l’oste se ne frega e i clienti se ne vanno: vado a postarlo e trovo la stessa idea….Devo dire che era scritta meglio della mia, le cose come sono.Chi era l’autore? Aurelius, e ci é giá capitato varie volte tanto a me come a lui…Greit mainds tink alaic eheheh.)
      Ritornando al presente Scritto, di Inusitata Bellezza, giá ti dissi qualcosa al rispetto sul (Forum Riservato).
      Un forte abbraccio e …Solo un altro giorno ancora!
      Quando puoi credo che a tutti piacerebbe rileggere “La mia pelle ha paura, ma la mia anima é pronta”.

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    • GraSSie CaVo @luporosso :ar

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      • il sindaco
      • il sindaco

      • 20 settembre 2014 at 1:25

      Letto adesso……racconto scritto in maniera fenomenale penso di essere quasi coetaneo al Capitano, e se ripenso ai miei 18/19 anni vorrei ringraziare un dio qualunque o la sorte ,complimenti littletruths, te si un grande, pissaghe in cueo a tutti….

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 20 settembre 2014 at 2:26

      Beh si, anche questo 3D è stato davvero giusto riproporlo, uno dei pezzi forti di Little con il quale mi corteggiava nei nostri primi momenti di FdP ™ , non a caso io all’epoca ero ancora sia sul GT che su PV :))

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      • aurelius
      • aurelius

      • 20 settembre 2014 at 8:20

      :D Eehhh si Fratello @luporosso …e’ un daTo di fatto ormai! Davvero mi capita spessissimo e l’ho sempre detto, con ErCa ™, Te, il DrMichael, e soprattutto leggere risposte come di Fratello CSSP, epicuro, dioniso, e AtiLeong, Matt e tutti insomma; e tante risposte della Sig.na Whitestyle…insomma un’unita’ di pensiero, di intenti. Forse anche se con differenze comunque uguali, o simili, visioni della vita: o quella che vorremmo fosse.
      O magari…siamo tutti ugualmente bacati alla stessa maniera !!! :)) :ar :))
      Bello il commento di @magic_mirror …un pensiero sul Cambiare, dopo determinati anni di lotte coi capitoni sguiscianti agli angoli della vita, e’ cosa buona e giusta. O auspicabile. Dopo l’inverno nZomma, tocca aspetta’ la primavera. ;-)

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      • piranha
      • piranha

      • 20 settembre 2014 at 15:03

      ieri erano circa le 7 della sera,ti avevo scritto ma quando vado per pubblicare va via la corrente,e mi si cancella tutto porca miseria ladra.
      Caro il mio capeTano leggere certe storie fa male,ma quando si tratta di una persona che conosci fa ancora più male e ti incazzi.Avrei preferito non leggere questo articolo,semplicemente perché non era mai accaduto,purtroppo certe persone sfogano i loro istinti bestiali,ops,chiedo scusa alle bestie,non era mia intenzione offenderle,ma sicuramente persone immonde che non hanno nessun rispetto per l’essere umano.Leggendo la tua storia ho cercato di cogliere i lati positivi di questo tuo periodo,ti ha permesso di pensare ,di riflettere ed infine ti ha fatto conoscere la paura e quindi la voglia di fuggire.La fortuna ha voluto che tu partissi per un paese che non era l’italia,e da quel che so di te è andata anche bene .Nascere in derminati posti sicuramente non aiuta,anzi,e questo credo valga per tutti.Caro il mio capèitano non posso fare altro che augurarti tutto il meglio,anche perché ti ho conosciuto di persona e credo proprio che te lo meriti.

      Solo una domandina,come è la storia delle braccia rubate all’agricoltua????in questo campo hai un po’ le idee confuse.Ciao

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    • GraSSie @tutti ragaSSi… :youdaman
      @piranha si beh, si tratta senza dubbio di un’espressione sfortunata che fa parte del parlare comune e di cui ti chiedo molto umilmante venia… :youdaman

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