• piranha
      • piranha

      • 2 ottobre 2014 at 14:39

      @LittleTruths,queste parole mi hanno messo i brividi addosso,ora sicuramente entreremo in una spirale di punti di vista e di logiche credo forse tutte giuste,ma io da sempre ,anzi da quando iniziarono gli sbarchi e i punti di vista alla tele ho sempre avuto una mia,ripeto mia opinione e la confermo.
      Se avessi avuto la sfortuna di nascere in un paese povero o sempre in guerra avrei fattoi di tutto per emigrare,per cercare di avere uno straccio di vita dignitosa,ma ad una condizione,il mio comportamento deve essere da persona rispettosa delle leggi usi e costumi del paese che mi ospita.Se fossi finito in un campo di accoglienza dove riunito migliaia di persone ma i posti per una accoglienza degna di chiamarsi tale fossero stati inferiori sicuramente avrei fatto di tutto per adattarmi,magari non mesi interi,ma sicuramente non avrei cercato di creare problemi,sicuramente al mattino anziché stare ad oziare allombra sicuramente avrei preso una scopa in mano ed avrei iniziato a pulire senza aspettare che altri ,quelli che mi ospitano lo avessero fatto al posto mio,avrei tenuto pulito la mia stanza,avrei pulito i servi zi igienici e non avrei avanzato pretese assurde.Una volta uscito da questo campo profughi avrei trovato un lavoro,o almeno ci avrei provato senza accorciare i tempi e mettermi a spacciare.Caro capitano stiamo per entrare in un vortice senza fine,un buco nero.

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      • Matt
      • Matt

      • 2 ottobre 2014 at 14:40

      Esseri umani come noi, contemporanei e vicini. Vittime della loro povertà, del cinismo e avidità di altri uomini, e dell’ipocrisia di altri uomini ancora.

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    • @piranha bello, anche io sono rimasto toccato da questa lettera e dalla circostanza in cui è stata rinvenuta (in tasca ad un giovane egiziano morto in un naufragio, il cui corpo è stato recuperato in mare)…e di certo non l’ho messa quì per farci su polemica pur riconoscendone l’indubbio potenziale.
      Considero comunque l’intera faccenda dei disperati che arrivano in itaGlia e di TUTTE le parti coinvolte (forze dell’ordine, operatori, cittadini etc etc) una catastrofe e sento che qualunque osservazione sul tema sarebbe come sparare sulla croce rossa e quindi forse è meglio che lasciamo stare.
      Preferisco soffermarmi sul pensiero che così come tanti di noi quì su PV abbiamo girato mezzo mondo e siamo andati a vivere in paesi spesso lontani da quello in cui siamo nati…insomma, chissà se non ci saremmo trovati noi stessi al posto di Samir se anziché avere la fortuna di nascere da questo lato del Mediterraneo non fossimo nati sulla sponda opposta.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 2 ottobre 2014 at 23:29

      Una storia triste.
      Una storia dei giorni nostri.
      Un’ altra storia di gente affogata.
      gente che attraversa il mar color del vino
      gente che cerca la fortuna o magari solo una vita un poco meno dura.
      della vita di questi esodati poco sappiamo,
      vita di miseria o di briganti o a scappare da guerra e morte ?
      Un abbraccio alla signora Samir che ha perso il suo uomo, dovunque ella sia

      http://www.youtube.com/watch?v=-WAaAwu8IS0

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      • Smarketto
      • mark

      • 3 ottobre 2014 at 0:10

      Triste ma vero.. sono cose che ci fanno riflettere

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      • dionisio
      • dionisio

      • 3 ottobre 2014 at 7:09

      Io non ho mai giudicato nessuno per il colore della pelle …razza..religione…o sesso..
      Ma conosco bene l’uomo …….e so’ che non ha limiti la sua crudelta’ …….
      Tutti ci siamo fermati alla tragedia che ha colpito questo sventurato ……al dramma della sua morte ……al dolore che ha provato la sua sposa.
      Tutto questo scompenso di ricchezza … al mondo non dovrebbe esserci …. d’altronde dovremmo essere veramente tutti fratelli ….che differenza puo’avere nascere qui o 1.000 km piu’la’ …
      Pero’ ha ragione @piranha ……… se arrivi in un paese per rifarti una vita ….non lo puoi fare facendo il delinquente o creando problemi al paese che ti ospita …
      E poi vorrei che in tutto questo una riflessione vada su questa frase …..che mi ha colpito molto leggendo la lettera..
      “Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere.”
      Cosa avra’mai fatto ……. e sopratutto …. si puo’condannare o giudicare qualcuno …. che fa’qualcosa …qualsiasi cosa … per sopravvivere … ?????

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 ottobre 2014 at 11:18

      Mah, purtroppo la verita’, come sempre, sta’ nel mezzo. Giustamente ci si deve immedesimare in queste persone visto che molti di noi lavorano all’estero, sempre in mezzo a difficolta’. Non certo quelle che vivono gli immigrati oggi, logico. E molti dei nostri avi sono stati emigranti e trattati male, anche da Roma in su’, a volte.
      Certo e’ che l’Italia oggi, non sopporta piu’, dico a livello numerico e lavorativo, decine di migliaia di persone; che spesso, non sempre, vuoi l’ignoranza, il bisogno o differente cultura, non lavorano, si adattano. Vivono in condizioni igeniche precarie e pericolose per loro e altri; andando ad inficiare un sistema di Servizi Sociali gia’ stantio, decrepito, al collasso per l’Italiano stesso.
      Un circolo vizioso, saturo, indegno della dignita’ umana, d’ogni colore. Colpa di chi sfrutta la miseria ed il bisogno, di Istituzioni che nulla fanno, a livello mondiale per arginare, risolvere il problema.
      E chi, ancor piu’ meschinamente cavalca fintamente il problema, solo per fare Audience d’elettori, cambiando idea secondo come piu’ coviene: questa poi e’ la cosa peggiore, perche’ si fomentano razzismo, malcostume, insofferenza et intolleranza. Ribellioni e pretese e delinquenza.
      Mentre molti Samir continueranno a morire con le lettere in tasca.

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    • …e che ti vuoi adattare ed integrare?
      Se ci sono gli itaGliani stessi che non riescono a trovare la quadra nel paese in cui sono nati, figurati come può mai trovarla uno che arriva dall’Africa senza manco le scarpe ai piedi.
      C’è una interessante serie intitolata “Surprising Europe” che va in onda su Al Jazeera e si può trovare anche su YouTube; affronta appunto il tema della realtà che attende migranti di ogni tipo che dall’Africa arrivano in Europa, tra permessi di soggiorno che scadono, disagio, fame, miseria, e sopratutto la discrepanza tra quelle che erano le aspettative del migrante (e che sono le aspettative di chi si è lasciato dietro) e quella che è, purtroppo, la realtà.
      Vale la pena guardarne qualche puntata se si hanno una ventina di minuti liberi.
      Sono tante storie differenti come differenti sono i protagonisti che le raccontano, sempre dal punto di vista del migrante.
      http://www.youtube.com/watch?v=QvSOR_7oeC4

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 ottobre 2014 at 11:54

      Ma si appunto, Ottimizzo ™ . Calcola che qua’ ancora cacciano via gli Ucraini, stessa razza, che devono semptre fare visti, etc…o a volte i Viet. O altri come Brasiliani, LatinoAmericani…e’ cosi. Purtroppo in una situazione globale difficile, ci rimette sempre il debole, il bisognoso. E’ triste dirlo, ma e’ cosi. Poi in ItaGlia appunto dove gia’ vivono col coltello tra i denti gli stessi Italiani gia’ loro privi di lavoro, servizi, a volte vita degna…figuriamoci.
      Bah…e’ un monTo difficile. :Boh

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    • Infatti…
      Tornando allo scompenso di ricchezza di cui parlava il buon @dionisio, s’ha da dire che se tutte le persone al mondo conducessero lo stesso stile di vita staremmo tutti mediamente maluccio…ovvero non faremmo la fame, ma condivideremmo senza dubbio una vita semplice e senza fronzoli.
      Purtroppo, o per fortuna che dir si voglia, c’è la possibilità per alcunio di avere di più dalla vita stessa…ma come è logico, per fare ciò, s’ha da togliere quel “di più” che uno prende per sé stesso allo “standard” di qualcun’altro.
      Insomma per farsi grasso uno qualcun’altro deve morire di fame. Così è che va.

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      • Matt
      • Matt

      • 3 ottobre 2014 at 12:46

      @LittleTruths comunista!!
      In parte è come dici tu, ma ci sono anche risorse che non vengono utilizzate (l’Africa è ricchissima di risorse naturali) e risorse che vengono sprecate. Poi in una parte del mondo c’è la leva finanziaria che moltiplica i consumi per soddisfare bisogni spesso secondari o addirittura artificiosi e inutili. Che pero’ trasferiscono lavoro e ricchezza in paesi poveri. Poi c’è tutta una serie di parassiti. InZomma il Tiscorso è Gomplesso

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 ottobre 2014 at 13:03

      CaVo Vecchio “Che” ErCa ™ …t’ossequio col famoso sonetto di Trilussa.

      La Statistica

      Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
      che serve pe’ fa’ un conto in generale
      de la gente che nasce, che sta male,
      che more, che va in carcere e che sposa.
      Ma pe’ me la statistica curiosa
      è dove c’entra la percentuale,
      pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
      puro co’ la persona bisognosa.
      Me spiego: da li conti che se fanno
      secondo le statistiche d’adesso
      risurta che te tocca un pollo all’anno:
      e, se nun entra ne le spese tue,
      t’entra ne la statistica lo stesso
      perché c’è un antro che ne magna due.
      :dreaming

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    • :)) Beh, tanto per chiarire io tutto sono tranne che un comunista, così come nemmeno aderisco a nessuna altra ideologia dei miei coglioni pelosi e calluti.
      Sono un umile uomo di mare e la mia unica politica è il vento.
      Detto questo, mi pare d’averlo sentito dire e letto in giro già diverse volte che se ogni persona al mondo consumasse le risorse che consuma un europeo non basterebbero due pianeti per soddisfare le necessità.
      Poi che il monTE non sia Ottimizzato ™ e che sia pieno di sprechi da una parte e di mancanze dall’altra quella è cosa risaputa.
      n’Zomma come Tice @Matt il TiscorZo è Gomplesso, ma resta il fatto che tutte le risorse d’Africa sono sfruttate da privati più o meno grandi che riescono a far ciò semplicemente destinando una piccola percentuale dei profitti al potente locale di turno.
      Sull’Africa ci abbiamo mangiato noi europei per secoli ed ora ci stanno mangiando anche i cinesi, mentre gli africani hanno sempre fatto e continuano a fare sempre e solo la F A M E. Eccetto per qualche presidentello/dittatore/potente di turno, of course.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 3 ottobre 2014 at 13:33

      Esatto. e un discorso tremendamente complicato.
      Per averne un quadro complessivo si deve necessariamente tenere in conto dei disagi che vengono ad afliggere tutte le parti in causa.
      Ho la tendenza a fare il tifo per i piu deboli ma cio non toglie che abbia comprensione anche per gli altri e le loro esigenze quando sono comprensibili e legittime.
      Uno dei problemi in questo contesto a mio modo di vedere risiede proprio in questo: dare una esatta misura di quelle che sono ansie, paranoie e preconcetti da una parte
      e agressivita di base e non volonta di rendersi socialmente “gradito” una volta attraversato il mare dall’ altra.
      Fare pulizia dei “cattivi sentimenti” e pero estremante difficile anche perche i giocatori in pista sono molti e alcuni pare che giochino sporco.
      La situazione sta essendo quindi gestita male, forse anche malissimo.
      Dall’ Unione Europea intendo.
      A volte mi piace fare dei paragoni con un altra migrazione gestita male: quella dei germani ( proprio loro, gli antenati della culona inchiavabile ) dentro ai confini dell’ impero romano.
      Per chi si volesse dilettare con romanzi storici consiglio questo:
      non sara Dostojevskj ma si fa leggere, e una ricostruzione storica piuttosto rigorosa e vede la situazione un po’ da tutti i punti di vista.
      Certo i germani migravano armati e a un certo punto pure a grandi gruppi organizzati, le differenze sono grandi…ma si possono trovare qua e la curiose analogie…vediamo se evitiamo di ripetere il disastro.

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      • piranha
      • piranha

      • 3 ottobre 2014 at 19:17

      Lo dicevo io che si apriva un buco nero.

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      • onegold
      • onegold

      • 6 ottobre 2014 at 10:23

      io son sempre dell’idea che è meglio insegnare a pescare invece che offrir da mangiare… Meglio se a casa loro

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