• ErPasoliniDeNoantri
    • ErPasoliniDeNoantri

    • 25 maggio 2014 in Bordelli

    Il ritorno di O@si@ll a Berlino

    A volte per sovvertire un fato avverso devi infrangere una qualche regola morale, essendo ben consapevole che ciò che stai facendo è profondamente sbagliato.

    “Lì dove c’eri tu

    Adesso chi troverei?

    E se non ci sarai

    Prenderò un’altra novità

    Sono anni ormai

    Che funziona così

    Forse aspetterò le diciotto

    Quando scendevi tu

    Forse resisterò al nuovo che avanza

    Per tre giorni ci sarà in me

    La speranza di ricomprarti

    Per pochi attimi

    Riempiere la tua bocca

    Fino all’ultima goccia

    Mentre col listerine

    Cancellerai il sapore

    Del mio seme

    Andrò via

    Sapendo che da te

    Non tonerò più

    Mai più”

    Adesso a sostenermi a Berlino non c’era un bastone ma le mie poesie.

    E’ l’una e mezza di notte e del Pirkios ancora non c’è traccia, il cellulare lo ha perso durante il nostro ultimo viaggio e ancora non ne ha acquistato uno nuovo. Alle 6.05 chiudono l’imbarco e noi dobbiamo ancora raggiungere Roma. Alle due il Pirkios si fa vivo, ha fame e gli riscaldo un po’ di riso bianco che era rimasto in pentola. Inserisco nel tomtom le coordinate del Parking per 18 euro la macchina la lasciamo li per tre giorni. All’ultimo secondo, ci imbarchiamo sempre per ultimi, come nella vita, e alle 6.40 siamo in volo per Berlino.

    Per 39 euro il taxi ci lascia al Berlin Mark Hotel il tempo di dormire un paio d’ore e si va a caccia. Le aspettative sono molte ad apertura locale siamo li, quando si tratta di scopare sempre i primi.

    Il martedì mattina l’Artemis appare triste e deserto. Poche ragazze scazzate guardano quei tre strani clienti, non c’è nessuno oltre noi.

    Il Pirkios ha in mano un libro di Osho dal titolo “con te o senza di te”, io ho il mio taccuino dove ho annotate le mie poesie e molte pagine da riempire, il cinghiale si è portato appresso una copia del Vangelo. Alle stranezze del Pirkios ero abituato, ma il cinghiale questa volta non finiva di stupirmi, una copia del Vangelo?; proprio lui che ogni volta che varcavamo la soglia di un bordello infrangeva un sacramento.

    Subito ci fiondiamo nell’area buffet e non c’è quasi nulla, nemmeno i soliti cornetti.

    Decidiamo di scaldarci quattro toast, nel frigo per fortuna c’è il solito succo di frutta, ma almeno l’acqua naturale la potrebbero mettere, vabbè sciocchezze, ma che a prima mattina già ti fanno girare i coglioni, quando vorresti invece svuotarteli.

    L’area esterna è una piacevole sorpresa e a Berlino c’è un caldo infernale. Subito nell’idro esterno e poi una bella nuotata in piscina. Che bello essere li a godersi un po’ di relax.

    Il Pirkios con la sua saggezza mi dice aspetta, goditi il momento ma io sono inquieto, oggi c’ho veramente voglia.

    Le famose fidanSate

    se ci sono, ancora non sono scese e se si vuole agire bisogna accontentarsi di quello che passa il convento e quella mattina passa Rihanna, rumena giovane mora scura bel lato B. Di Rihanna avevo letto che se l’era fatto il CapiTano e gli avevo pure scritto quelle che passano sotto di te non me le faccio perché le sfondi.

    Si presenta come una ex Globe cosa che dovrebbe deporre a suo favore nel curriculum. Nemmeno 10 minuti e sono in stanza con lei, non è male ma fin troppo professional. Esegue un BBJ di discreta fattura la lascio fare, lei non si scompone ed esegue il suo lavoro come un’equazione matematica, alla fine il risultato le arriva dritto in bocca, “troppo sperma” il suo commento, poverina stava quasi per strozzarsi ma era una settimana che non mi facevo nemmeno una sega e mi ero preparato alla grande venuta.

    Poco dopo incrocio Paula (mezza rumena mezza spagnola o forse tutta rumena chi lo sa?) al bar, il Pirkios me la indica ed esclama “te la ricordi? Quella è la ragazza dell’altra volta, l’amica di Gia”. Io perplesso la guardo i nostri sguardi si incrociano e inizio a chiamarla “Pamela! Pamela! sei tu”. Lei si gira e io continuo “ah Pamela vieni qua fatti salutare!” lei si rigira di scatto “ma quale Pamela io sono Paula”. “Scusa Paula” ribatto “ mi ricordo che ti chiamavi così tu ti ricordi di noi?”. Lei arriva a grandi falcate, mezza scazzata si siede con noi ed esclama “certo che mi ricordo, e il tuo bastone dove l’hai lasciato? La tua fidanSata scende più tardi ma questo già lo sai”. Scoppio a ridere guardo Paula e le dico “ ah Pamela io sono il signore dei bordelli e non

    ho fidanSate, ma chi mette in giro queste voci”. Paula allora inizia a guardarmi male e dice “Ah quelli come te ci metterei un bel vibratore nel culo, perché non hai scritto di me? Potevi farmi un po’ di pubblicità, nemmeno il mio nome ti sei ricordato”.

    Vabbè è meglio che vado

    a mangiare penso, saluto a Paula e torniamo al Buffet.

    Altra amara sorpresa stavolta il cibo è davvero una cosa pietosa ed ho la malsana idea di mangiare una sorta di fetta di carne impanata e fritta tipo cotoletta. Al confronto il cibo del Wellcum è da ristorante a cinque stelle, ma in fondo non eravamo li per mangiare ma nemmeno per prenderci un’intossicazione alimentare. Decido di farmi una nuotata in piscina per cercare di digerire quella robaccia, ma niente quella carne si incollata come cemento armato nello stomaco, starò male per due giorni, se sapevo mi sarei portato un panino con la frittata da casa.

    Non c’è verso di buttare giù quella robaccia che all’Artemis ti propinano come cibo, inizio a salire e scendere le scale del locale, e penso può darsi che se mi faccio una scopata forse riesco ad “apparecchiare” bella

    cagata dopo.

    Mentre sono giù girato la Paula furtivamente, mi appoggia un dito nel deretano en passant, un arrocco al mio delicato culetto, non mi accorgo subito della situazione mi giro e lei ride “adesso messo mio dito … dopo vibratore nel culo, ti è piaciuto?… Tu non detto niente” esclama ; “si, si dopo cii facciamo un bel discorso noi due cara Paula” la liquido e vado

    a liquefare nel cesso tutta quella schifezza che mi ero mangiato.

    Dopo una mezza svuotate di palle e una mezza svuotata di panza torno su e porto la Paula in stanza, dovevo ringraziarla per questo servizio.

    Le sbatto subito in faccia il cazzo e stupita

    esclama “ma chi sei tu ? Anaconda”. Scoppio a ridere e le dico “ in questo locale già mi avete dato due soprannomi the animal e sexmachine. Adesso pure Anaconda, e basta tra l’altro non è nemmeno così grosso”. Ma lei incalza subito “fidati io faccio questo mestiere e i cazzi li conosco bene questo è Anaconda”. Dopo un bel po’ che me lo succhia, si stanca e mi sbatte la sua fica in faccia. Le dico “Che fai Paula?

    Io non lecco fiche e pure dici che mi conosci bene! Meno male”. Vista la situazione le dico “mettiti a pecorina e fatti scopare un po” ma lei risponde “ma come tradisci tua fidanSata Gia? Solo pompino non è tradimento ma pure in fica si!”. “Ma quale fidanSata fatti scopare e poi Gia chissà quanti cazzi ha preso dall’ultima volta” le dico; dopo un po’ che la stantuffo nemmeno troppo profondamente, la Paula

    urla “Basta , basta, ma che stai facendo? Non posso farmi spaccare la fica da uno come te per 60 euro io devo lavorare, devo fare parecchie stanze. Ti voglio bene, sei simpatico, ma restiamo solo amici in camera con te non ci torno più ma chi me l’ha fatto fare”. A quelle parole inizio a ridere come un pazzo e decido di premiarla e concludere con una venuta in bocca.

    Paula mi aveva fatto ritrovare il sorriso che avevo perso dopo giorni difficili, la pago e la vedo tutta sfatta che si compra una red bull per riprendersi, le sfioro i capelli e le chiedo “Ma Isabella, oggi c’è?”. Lei mi guarda tutta stranita, “ma come pure Isabella ti sei fatto l’altra volta? Ma quella è piccolina lasciala stare che la sfondi proprio. Comunque scende la notte sul tardi la trovi ”

    Man mano nel pomeriggio il locale inizia a riempirsi, e io noto Brigitta una ragazza giovane dice di essere ungherese seno rifatto capelli biondo platino e un muso pronunciato la classica vaccarella con l’aria un poco snob, una di quelle che i cazzi se li sceglie penso io. Vorrei farmela ma mi schiva sempre, vedo che si intrattiene con tutti i maschi italiani del locale e fa diverse stanze.

    Mentre penso a Brigitta incontro Nicole, ragazza ceca non la riconosco subito.

    Il Pirkios mi conferma che è lei quella dell’altra volta, con la frangetta mi sembra ancora più bella , lei mi aveva soprannominato The Animal, perché volevo prenderla selvaggiamente a pecorina, posizione che lei non offre nel menù.

    Mi sfiora e decido di salire su, lei sa come prendermi allegra simpatica, mi sembra la rappresentazione femminile della gioia di vivere.

    Mi mostra il tatuaggio che ha sulla schiena con la scritta Gladiator e qualche altra cosa che non ricordo.

    Come sei bella Nicole penso peccato che parli pochissime parole d’italiano ma forse è meglio così.

    Inizia il suo lavoro, per me è travolgente, dopo un po’ che la scopo missionaria, mi dice che fa anche anal, subito accetto finalmente questa pecorina

    “s’adda fare!” e the animal può entrare finalmente in azione. Resto però stupito lei tira fuori il mio cazzo e lo conficca nel culo, come fosse la cosa più naturale di questo mondo. Il buco è molto più stretto e la cosa mi eccita, purtroppo nemmeno stavolta la pecorina è possibile e un’anale a missionaria non è la stessa cosa.

    Ma non mi perdo d’animo la verità è che Nicole in quel momento mi piace un sacco e non ci sono sintonizzazioni o sigle che tengano mi lascio andare completamente e le vengo pure in bocca.

    Parliamo un po’ e mi chiede se sono sempre single io rispondo affermativo e lei si stupisce. Allora le chiedo “ma tu boyfriend?” e lei risponde “Yes , Yes I have boy . Lui ragazzo… ceco …come me.”

    Bel pezzo di merda penso sta con una così e la fa prostituire le chiedo se fosse geloso e lei fa finta di non capire o non capisce davvero, non lo saprò mai . Vado via un po’ perplesso e penso che prima o poi devo andare a Praga a cercarmene una cosi, per amarla forse un paio di mesi ma poi avrebbe ancora senso?

    Scendo giù e mi accascio sui divanetti stavolta sono davvero sfinito quando appare la Brigitta, mi si piazza addosso non sarebbe un bel momento ma decido di portarla lo stesso in camera non voglio avere questo rimpianto poi una così difficilmente la becchi libera. La situazione procede bene apprezzo soprattutto l’arte del pompino davvero ben fatto. Mi dice che con me è la

    quarta camera, “come me oggi!” esclamo. La stantuffo per bene e vedo che la mezz’ora sta per scadere e io voglio venire la sua faccia mi ispira porcaggine però vedo che anche lei è abbastanza sfatta. La metto a pompaggio lei si impegna molto, bocca saliva, gel c’è di tutto sul mio cazzo. Decido di farmi una sega ma è talmente inumidito il mio membro che nemmeno con le mani riesco ad addomesticarlo, la mano sfila via. Lei allora inizia a guardarmi e leccarmi la punta del cazzo e troppo porca, le vengo in bocca ed è una liberazione. La pago e anche lei prende il redbull, le dico “anche tu stai sfatta come la Paula?”.

    Lei mi risponde “ Si,

    hai fatto stancare anche me e stiamo ancora a metà serata. Ti saluto Sex machine .” Mentre fugge via le dico “ che ne sai del mio primo soprannome? Mica te l’ho detto? “ Lei si gira sorride e scappa via non mi cagherà più neanche di striscio per l’intera serata.

    (La leggenda di Sex Machine serpeggiava ancora per l’Artemis e non era una buona cosa.)

    Adesso avevo davvero accusato il colpo, lo stress del viaggio, il cibo insalubre, tutto quel sesso, e l’emicrania ad alta frequenza non mi lasciava nemmeno per un istante.

    Iniziai a trascinarmi per il locale come un povero bifolco debosciato e a cercare una maniera per riposarmi un po’ ma la vista di tutta quella fica non mi dava tregua.

    Salgo su e sul divano di fronte al Bar ci sono il Pirkios ed il cinghiale a prendere il caffè, li raggiungo e mi distendo un po’. Nemmeno due minuti dopo il Pirkios vede Gia, me la indica e mi dice “ la vedi quella è Gia sta proprio li seduta, adesso la chiamo”. “Lasciala perdere” dico io ma ormai lei ci ha visti, subito si dirige verso di noi, mi guarda e mi dice “ Allora come andiamo? Stavolta non… portato tuo bastone.. porta fortuna. Peccato me lo schiaffavo nella fica… prima tuo bastone… poi tuo cazzo. Grazie per avermi fatto pubblicità sono venute …persone a chiedere di me. Uno si è girato tutto il club per cercarmi. Poi è venuto uno brutto… puzzava tutto …gli puzzava pure il cazzo e ha preteso per 60 euro tutto di più. Bella pubblicità mi hai fatto “.

    Mentre Gia parlava io in realtà non provavo niente per un attimo sentivo tutte le emozioni annullarsi mi sentivo come un vecchio puttaniere sfatto e le ragazze mi sembravano vuoti oggetti, semplici pezzi di carne che camminavano per il locale. Fu una sensazione bruttissima.

    Guardai Gia e le chiesi “ Quante persone hanno chiesto di me?” Lei rispose “mah forse dieci persone”.

    “Pensavo di più sai mi scrivevano centinaia di persone” le dissi.

    Durante quella conversazione così irreale Gia aggiunse ridendo “ Lo sai dovrei darti la percentuale per la pubblicità che mi ha fatto… ma non ti do un emerito cazzo”.

    In quel momento oltre a non sentire più emozioni si fece strada in me il senso di colpa, per aver scritto forse troppe cose di quelle ragazze. Mi sentivo una sorta di pappone telematico, io volevo solo descrivere emozioni, sensazioni, profumi di un ambiente che per un po’ mi aveva dato serenità e voglia di vivere.

    Mentre mi sparavo tutte quelle elucubrazioni mentali Gia, mi sbattè in faccia le sue tette e mi disse allora “ che vuoi fare? Vuoi bere il mio latte? Andiamo su?”. Io chiusi e aprii gli occhi di colpo la scrutai bene in viso e dissi “ No, sono molto stanco sai, tu poi scendi tardi e io ho già scopato tanto”.

    Lei mi accarezzò il viso e mi disse “ va bene se vuoi che non ti disturbi vado via, ti lascio stare”.

    Per un attimo aveva abbassato le difese e mi sembrava quasi la Gia che avevo conosciuto tempo fa la guardai con affetto e le risposi “ tu non disturbi mai puoi venire quando vuoi a salutarmi e dirmi qualsiasi cosa ma non so se me la sento di salire, non voglio farti perdere tempo forse domani , se torno, se mi sento in forma, non lo so”.

    Per tutta la serata ci saremmo ignorati, avevo capito che io non ero tornato per cercare lei, ero tornato per cercare me stesso, per trovare ispirazione alle mie storie per cercare di completare il mio libro. Scrivere e scopare forse erano le uniche cose che mi piaceva fare nella vita che mi facevano sentire vivo, libero e felice.

    Mentre ero su al bar insieme al Pirkios e il Cinghiale, si presentò Heaven disse di essere

    una ragazza italiana, precisamente di Cuneo. Subito il Cinghiale la squadrò per bene e disse “lo sai ho fatto il militare li come Totò”.

    Io la guardai perplesso e dissi ” una ragazza italiana qui dentro ? e che ci fai qua?”. Heaven allora iniziò ad alterarsi “io qua ci lavoro! che ci sta di strano sono stanca di essere presa per culo da tutti gli italiani che vengono qua”. “Calmati, calmati, che già c’ho mal di testa” le risposi “la mia è una domanda lecita, scusa come fa una ragazza italiana a resistere qua. Solo una volta in un locale di Roma vedi un’italiana fare questo mestiere e stava per essere presa a pugni da un gruppo di Rumene. Come fai ad interagire con loro ? Mi chiedevo solo questo mica ho fatto tutti questi km per venire a prendere per culo te. Io sono venuto qua per rilassarmi e scopare ”. Heaven per fortuna si calmò disse ” vabbè ma io sono mezza italiana e mezza rumena e qua non ho problemi con nessuna poi c’è la security se qualcona fa la stronza la cacciano via”.

    Mentre discutevamo con Heaven venne A. , pelle scura, una lunga treccia, era bella, molto bella, pelle scura, sembrava una Dea gitana subito rubò la scena alla compagna e catturò tutta la mia attenzione. Le chiesi di dove fosse, mi disse di essere moldava. Tutte le moldave che avevo conosciuto erano bianchissime e lei era cosi scura le dissi ” beh non ci credo molto sei troppo scura”. Anche A. cominciò ad alterarsi e a parlare russo . La interruppi

    “ok A., ti credo non conosco né il rumeno né il russo per me sei una bellezza aliena, tu non sei di questo pianeta”. Lei sorrise sapeva di avermi colpito dritto al cuore, al cazzo e al cervello e incalzò

    ”Allora che facciamo andiamo su? Sennò vado a dormire”. Mi girai verso il Pirkios e dissi ” questa dice di essere

    moldava ed pure bona me la devo fare per forza”.

    Mi rigirai verso di lei ma non c’era più stava andando via, feci appello alle mie forze residue rimaste, mi misi in piedi e la raggiungi correndole dietro, mi appoggiai a lei e salimmo su.

    Appena saliti in camera, crollai sul letto. Anaconda era li senza forze con una bellissima donna a sua disposizione, non avevo concordato nulla.

    Iniziammo a baciarci e coccolarci. Lei mi disse che era stata fortunata ad incontrare uno come me. Perché la stanza prima un signore l’aveva portata su e gli aveva urlato contro “adesso sei la mia puttana e deve fare tutto quello che dico io, adesso sei la mia schiava “ e lei l’aveva mandato a fanculo ed era scappata.

    Le dissi sorridendo ” che ne sai come sono fatto io adesso inizio a tirarti questa coda e prenderti a schiaffi sul culo.”

    Allora lei mi saltò addosso e mi prese per il collo e mi disse ” Sai cosa mi piacerebbe? fare un po’ di sadomaso, solo una volta ho trovato un uomo a cui piaceva essere preso a botte e mi sono divertita”.

    La presi per la coda e iniziai a baciarla , lei allentò la presa sul collo si lasciò andare completamente,

    erano baci autentici tra due amanti sconosciuti.

    La guardai dritta negli occhi e le dissi ” ma che ci fa una ragazza incredibile come te in questo posto di merda?”. Lei ripose ” sai ero stanca di vedere piangere mia mamma volevo comprarle una casa”. A quelle parole dissi “mi fa male il cuore saperlo”. Ma lei rispose ” Non turbarti, io sono stata fortunata ho trovato tre sponsor e loro mi aiutano, non sono costretta ad andare con tutti. Già ho un bel po’ di soldi da parte, fra poco chiudo con questa vita e mi apro un centro estetico nel mio paese. Ma tu piuttosto che ci fai qua, che fai nella vita anche tu qui mi sembri qui fuori posto”. “Beh sai io non faccio niente adesso, scrivo storie di quello che vedo e che vivo, e in questi posti trovo l’ispirazione per scrivere questo in reatà è il mio habitat naturale” le risposi.

    “Potresti scrivere la storia della mia vita, ne ho viste tante, ci faremmo un sacco di soldi potremmo fare a metà” aggiunse lei.

    Guardai A. dissi “magari fosse così semplice fare il cash con la scrittura in un mondo dove nessuno legge più. Comunque penso sarebbe una bellissima storia la tua e mi piacerebbe ascoltarla”.

    Dopo aver fatto un po’ di preliminari molto intensi, A. inizio a prendersi cura delle mie parti basse iniziò a leccarmi e a succhiarmi uno alla volta i testicoli risalendo fino alla punta del mio cazzo, guardandomi sempre dritto negli occhi, premiai tanta dedizione venendole in bocca.

    Ci salutammo

    andai

    a cercare un po’ di riposo sui soliti divanetti, accesi l’mp3 e mi sparai un album degli elegy :Supremacy.

    Dopo un po’ A. mi vide li e si avvicinò, le dissi “ma non dovevi andare a dormire?”. Mi rispose “la direzione non me lo permette ci sono poche ragazze stasera e mi tocca restare qua”. Mi tolse una cuffia dalle orecchie e si mise ad ascoltare quello che sentivo, l’mp3 suonava il pezzo “Erase me”.

    Mi disse “bellissima canzone proprio come te riposati mi raccomando” e andò via.

    Alle cinque del mattino ci rivestimmo e stavano andando via: io, il Pirkios, e il Cinghiale avevamo concluso la nostra prima giornata di scorribande a Berlino.

    Mentre stavo prendendo il portafoglio dalla cassettina di sicurezza rividi A. per l’ultima volta stava con il suo iphone in mano, le diedi un bacio sulla spalle e le dissi “vado via addio”. Lei si girò e mi baciò in quel momento avevo la consapevolezza che sarebbe stato l’ultimo bacio.

    Potevo chiederle il numero di cellulare ma preferii non farlo in quel momento avevo capito: Cosa potevo offrire io a quella ragazza? Lei un futuro se lo stava creando ma io, cosa avrei fatto nella vita? Tutto quello che potevo offrirle erano quei 170 euro che le avevo dato pagandola per quell’ora d’amore più l’extra.

    Il secondo Giorno.

    Verso le undici la signora delle pulizie mi svegliò bussando in stanza. Ero frastornato e sudatissimo ma le gambe mi reggevano ancora. Avevo portato con me solo maglie pesanti, decisi di scendere con il pezzo di sopra del pigiama e il pantalone della tuta.

    Anche il Pirkios non aveva magliette, passammo vicino all’HardRock Cafè e il Pirkios decise di acquistare una t-shirt. Mentre ero fuori dal negozio il Pirkios iniziò ad urlarmi “ Entra compratene una pure tu, questa in saldo viene solo 30 euro che fai con la maglia del pigiama in giro”. Io lo guardai e gli dissi “ 30 euro è una

    mezza scopata, di maglie a casa ne tengo parecchie quasi quasi rimango con questa tanto che mi frega”.

    Iniziammo a girare un po’ per Berlino, il cinghiale voleva andare dove fanno le gangbang ma il Pirkios disse “ dai torniamo all’Artemis con questo caldo stiamo un po’ in piscina”.

    Chiamammo un taxi e c’era un’autista donna Pirkios disse “Artemis”, il cinghiale commentò “ chissà che penserà questa i classici itaGliani che sono venuti a svuotarsi le palle a Berlino” risi durante tutto il tragitto che per fortuna fu breve.

    Entrati nel locale, andammo direttamente nell’area esterna.

    Noi sdraiati completamente nudi con le palle all’aria quando iniziarono ad arrivare le prime ragazze.

    Ogni volta che passavano avevo un’erezione e loro continuavano a importunarmi per andare in camera. “Tuo cazzo tosto, saliamo su” ripetevano una ad una, ma io non ce la facevo più mi presi un asciugamano coprì il mio membro e cercai di dormire, per un po’ basta sesso.

    Nel pomeriggio incontrammo una milf rumena dai capelli scuri. Si avvicinò a noi e

    disse “Come state?”. “Bene” risposi “ ma tu chi sei ?” . “Sono Solida , ieri vi ho salutato tante volte ma

    non mi avete mai cagato”. “Ah Solida” esclamai “ certo che mi ricordo, ma ti ricordavo diversa ”.

    Vide il mio taccuino e inizio a leggerlo “ Ah qua è dove scrivi , qua parli di noi ma non si capisce niente, che cazzo scrivi”. Il Pirkios la interruppe dicendo “lui è un puttaniere poeta”.

    “Allora che facciamo” disse Solida, “qualcuno vuole salire con me?”

    “Perché dovrei salire con te” le risposi “ dammi un motivo”.

    Lei mi guardò e aggiunse “facciamo un gioco adesso ti dico una cosa che ti piace”

    Si avvicinò all’orecchio e mi sussurrò “ so che ti piace venire in bocca alle ragazze, ho indovinato?”.

    Guardai Solida molto intensamente “ In realtà no e aggiunsi /Testardi nel peccare vigliacchi nei pentimenti /con laute ricompense confessiamo le nostre colpe/. Non so sei hai capito la citazione”.

    Solida rimase sconvolta e disse “ veramente non ho capito niente ti piace o no venire in bocca?”

    Allora risposi “ Solida adesso ti dirò una cosa che non ti piace. Non ti piace che mentre succhi il cazzo di un cliente questo ti chiami lurida puttana”.

    Stavolta Solida era davvero esterefatta e disse “ ma come fai a saperlo? Chi te l’ha detto, ”.

    Ridendo le dissi “ Sai noi scrittori leggiamo molto e io questa storia l’ho letta da qualche parte”.

    Alla fine Solida andò in camera col cinghiale che voleva sperimentare la sua arte orale di cui tanto aveva letto, io e il Pirkios scendemmo giù al piano di sotto.

    Sui divanetti ci sedemmo in posizione del loto, come due Buddha iniziammo a meditare, le ragazze che scendevano e salivano dalle scale in cerca di clienti e noi li tutta quella figa e non ce ne fregava niente.

    Dopo un po’ scesero due ragazze probabilmente rumene, una disse all’altra e “ma che fanno questi due sono MusSulmani… pregano” iniziai a ridere come un matto, allora la sentii urlarmi contro “cazzo ridi musSulmano” e io aggiunsi “ veramente siamo Buddhisti e stiamo meditando” andarono via guardandoci con disprezzo.

    Poco dopo scese la Nicole, iniziò a toccarmi e disse “ andiamo su , fare tutto come ieri, anale, venuta in bocca”.

    Indicai a Nicole il mio cazzo e dissi “ lo vedi time out. So finite le cartucce. The cock is dead”.

    Le bastarono pochi movimenti, mi leccò un capezzolo e il cazzo era già bello su. Ma ancora non mi sentivo pronto volevo riposare un altro po’ le dissi “after” e lei andò via un po’ dispiaciuta.

    Pensavo di essere finalmente lasciato in pace quando venne Isabella , si vedeva che era molto stanca il viso sfatta, mi disse

    “ Ciao, so che hai chiesto di me” La guardai incredulo e aggiunsi “ ti ricordi di me” e lei “certo tu sei quello strano lo scrittore, il poeta l’altra volta giravi col bastone, lo vuoi un pompino? ” Guardai bene Isabella e di quella Musa che aveva ispirato tanti miei poemi non c’era rimasto quasi nulla, la sua bellezza dissolta in quelle sue ultime frasi, le sfiorai la sua pelle vellutata e il morbido culo

    dissi semplicemente “ lo sai conservo un bel ricordo di te” le aggiunse “Grazie, andiamo su”, non risposi nulla

    e lei andò via a cercarsi qualche cliente.

    Mentre ero ancora sconvolto si ripresentò al mio cospetto Solida , prese i miei occhiali, li indossò

    E disse “ se li rivuoi seguimi, adesso ti faccio un bel pompino con i tuoi occhiali vedrai che piacerà”.

    La seguii e entrammo nella stanza, nella stessa stanza dove mesi prima avevo passato alcune delle due ore e mezza più belle della mia vita con Gia.

    In stanza Solida confermò la fama che si era creata stava eseguendo il miglior pompino dell’intero locale. Per mezz’ora me lo succhiò in tutti i modi possibili e immaginabili ma io non venni.

    Solida esterefatta disse “ non ho mai incontrato uno come te, come è possibile che non vieni?”.

    Per tutta la mezz’ora non staccò la bocca dal mio membro, decisi di prolungare per un’altra mezz’ora per vedere fino a che punto riuscesse a tenere quel ritmo. Ma Solida non si scopose da brava professionista continuò imperterrita, poi disse adesso cambiamo mi fece mettere in piedi e iniziò un fuck face che neanche nei migliori film porno. Dallo specchio mi godevo la scena, quando capii che ormai non potevo resistere così al lungo in piedi, ripensai a Gia, a quella stanza, a quelle due ore e mezza di sesso, spostai la testa di Solida e venni li, su quella moquette di quella stanza dell’Artemis, lasciavo li una parte di me.

    Solida si dispiacque per il mancato extra, mi disse “perché, perché

    a te piace venire in bocca”.ù

    Le risposi “ Scusa Solida ma sai devo pur pagare il taxi per ritirarmi”.

    In realtà le avevo mentito perché i soldi per un’altra camera più l’extra, ce li avevo ancora ma volevo spenderli con Nicole.

    Decisi di aspettarla sempre giù, ormai ero davvero a pezzi. Alcune rumene passavano e mi insultavano “ che cazzo è venuto a fare questo qui? A dormire?”.

    Ad un tratto una ragazza cadde dalle scale, subito un cliente corse a soccorrerla. Uno della security le prese del giaccio e lei piangeva, indicò le scarpe coi tacchi ed iniziò ad imprecare. Ad un tratto venne un’altra ragazza e iniziarono ad urlarsi contro. La guardai non riuscendo a capire cosa stesse succedendo, mi disse che l’amica le aveva detto “ adesso i tuoi clienti me li scopo io,

    e si era messa a ridere contenta”. A fatica la ragazza si mise in piedi e andò via.

    Quando pensavo di abbandonare il locale, venne S. una vecchia prostituta, disse di essere ungherese, aveva modi gentili, era una di quelle che ormai fa fatica a trovare clienti una di quelle che ormai non si chiaverebbe più nessuno.

    Completamente distrutto la portai in stanza e mi fece un pompino profondissimo DT, una cosa mai provata in vita ma, io che ne avevo viste e provate tante. Me la scopai a pecorina e le toccai i seni rifatti ormai completamente sfatti. Ad un tratto mi tornò in mente Baudelaire :

    “Come un povero debosciato

    Morde e carezza

    Il seno martirizzato

    Di una vecchi puttana,

    noi rubiamo al volo

    un piacere clandestino

    e lo spremiamo con forza

    come una vecchia arancia”.

    Cazzo io quella poesia la stavo vivendo e mi sembrava quasi di impazzire.

    Tornai su e vidi il Pirkios sconvolto, non mi rispondeva, non parlava era stralunato proprio.

    Gli dissi “allora ce ne andiamo che ormai non ce la faccio più”. Lui mi rispose “Oasiall non puoi capire proprio adesso, che avevo detto in questi posti non ci vado più non puoi capire, non è stato sesso, non è stato amore, è stato qualcosa di fantastico, non puoi capire”.

    Abbracciai il Pirkios e gli sussurrai nell’orecchio “ ti capisco benissimo mi succede tutte le volte che andiamo in questi posti a volte anche con più di una donna, ma adesso cerca il cinghiale e andiamo via che se resto ancora un altro po’ qua per ritirarmi mi ci vuole l’ambulanza”.

    Il terzo giorno.

    Ormai avevamo finito quasi i soldi decidemmo di fare un giro per Berlino. Era la prima volta che visitavo una città, erano due anni e mezzo che visitavo solo bordelli. Fu bellissimo.

    Mi feci fare una foto vicino a quel simbolo fallico :la torre della televisione, Anaconda stava tornando a casa.

    Ci sedemmo su una panchina a piedi scalzi, a consumare del cibo di strana e una birra al frumento, intorno a noi si udivano tutte le lingue del mondo, il Pirkios mi disse “ mangia lentamente assapora questi istanti, questo momento chissà quando tornerà”. Dopo il pasto mi alzai in piedi e urlai “ Ah che svuotata di palle ci siamo fatti a Berlino!” Provai una sensazione di libertà assoluta, tutti ci ignoravano e noi ridevamo come matti.

    Poi il Pirkios disse al cinghiale “ io e Oasiall qualcosa di soldi ce li abbiamo ancora, perché non vendi la tua villa e restiamo qui per un po”. Ma il cinghiale sentenziò “ Seee uno come Oasiall che si fa chiamare il signore dei bordelli si sputtana tutto a troie è meglio se torniamo a casa”.

    E fu cosi che ci ritirammo senza nemmeno un euro in tasca giusto i soldi per pagare il casello.

    Tutto quello che avevamo vissuto era stato unico e irripetibile.

    “Nasconderò con dolci lacrime il vuoto che avanza

    mentre il mio cuore mi ricorderà che fu una vana speranza

    rivivere un attimo irripetibile”.


    ErPasoliniDeNoantri ha scritto anche:



      • pelato
      • pelato

      • 25 maggio 2014 at 0:58

      :clap e bravo @oasiall sempre all avventura ed al chiavaggio :doubleup

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      • CCSP
      • CCSP

      • 25 maggio 2014 at 14:24

      “Terminammo quello che stavamo facendo e dopo un’ora d’amore con lei le venni in bocca per farle guadagnare anche l’extra.”

      Aaaah ecco Oasiall…..l’ hai fatto per farle guadagnare l extra,non per sfizio…. la tua buona azione quotidiana insomma!
      Sei proprio una canaglia! :ar

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      • oasiall

      • 25 maggio 2014 at 14:36

      CCSP,

      Non trarre subito conclusioni che la storia ancora non è finita cmq mi hai dato la stessa risposta di una prostituta che ho incontrato il giorno dopo

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      • oasiall

      • 25 maggio 2014 at 14:38

      pelato,

      Magari potessi sempre una volta ogni tanto

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    • :dreaming :)) :doubleup

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 25 maggio 2014 at 18:04

      BraVo oasiall in queste situaZioni ci vuole realismo, ricordati che il titolo di Capitansalvalatroia ™ è un trademark di PV, del nostro CapETano precisamente.

      La tentazione chi non l’ha mai avuta…. :dreaming , chi non l’ha avuta si è sicuramente perso qualcosa, per il resto realismo figliuolo, realismo, come hai ben descritto :ar

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 25 maggio 2014 at 18:53

      Signor Oasiall il suo terzetto che entra di buon mattino nell’ FKK deserto, uno con un nome da compagno di Gargantua e il Cinghiale col Vangelo in mano….sembra uscito dalla penna di un novello Rebelais… :rotfl :rotfl :rotfl
      Vedo con piacere che l’appello di @gt1 sta dando i suoi frutti: un autore di PV va al bordello armato di un buon libro e se mi posso permettere di far suggestioni consiglierei un classico: ottima la bibbia senza dubbio, ma anche Seneca o Cicerone vanno bene. Personalmente ho preferenza per i grandi russi del 19º secolo: Tolstoj o Dostojevskj. Ma non mi spiacerebbe tornare al Colosseum di Augusta Vindelicum per immergermi un po’ nell’ Ulisse di Joyce che non ho mai finito di leggere.

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      • cinghiale

      • 25 maggio 2014 at 18:58

      DrMichaelFlorentine,

      Grazie doc ma penso che queste ragazze hanno bisogno di moderni danna terminegiapponse che chi vuole puó approfondire su wikipedia. Però sono contento di essere stato amato per un ora da una donna di una bellezza quasi irreale.

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      • oasiall

      • 25 maggio 2014 at 19:06

      Ahahha ti ho risposto con l account del cinghiale perchè sto col suo pc cmq almeno avrá all attivo un commento visto che come è fatto lui difficilmente scriverá qualcosa. Sul fatto dei libri signor @atileong devo dire che il Pirkios ad ogni viaggio si porta un libro di osho perchè il cinghiale si sia portato il vangelo questo si che è sconcertante visto che ogni volta che viene infrange un sacramento

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      • CCSP
      • CCSP

      • 26 maggio 2014 at 7:33

      oasiall:
      CCSP,

      Non trarre subito conclusioni che la storia ancora non è finita cmq mi hai dato la stessa risposta di una prostituta che ho incontrato il giorno dopo

      Si vede che a forza di stare con le puttane inizio a ragionare come loro! :))

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      • oasiall

      • 26 maggio 2014 at 10:06

      CCSP,

      Non lo so compare cmq ti anticipo la risposta “con laute ricompense confessiamo le nostre colpe e sereni rientriamo nel cammino fangoso” mi venne così quella poesia ma Solida non capì la citazione continuò a succhiarmelo fino a quando venni sulla moquette di quella stanza dell Artemis dove mesi prima avevo passato le due ore e mezza più belle della mia vita. Una parte di me restava li e io tornavo a casa.

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      • oasiall

      • 26 maggio 2014 at 10:14

      Ma proprio mentre stavo per andare via incontrai Samantha una vecchia puttana ungherese dai seni rifatti e ormai sfatti, una di quelle che ormai non si chiaverebbe più nessuno. Mi fece un pompino DT, sentivo la punta del mio cazzo nella sua gola e spruzzai li le ultime gocce rimaste del mio sperma. “Come un povero debosciato morde e carezza il seno martirizzato di una vecchia puttana, noi rubiamo al volo un piacere clandestino e lo spremiamo con forza come una vecchia arancia”. Io quella poesia l’avevo vissuta adesso ero in pace con me stesso stavolta potevo davvero andar via. All ‘Artemis sarei tornato solo dopo aver scritto il libro della mia vita lasciato in dono a quella vecchiaputtana che mi aveva ricordato quanto fosse grande la miseria umana.

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