• CCSP On Tour 2015

    “You will fall in love with train rides, and sooner or later you will realize that nowhere seems like home anymore” —Shinji Moon

    MELBOURNE Aprile 2015

    Mi trovo in un gran bel ristorante indiano a consumare la mia ultima cena in Australia…

    La cucina e` autentica e non fa sconti… mi investe, mi violenta con l’ intensita` dei suoi sapori.

    Gli ultimi due mesi sono stati assurdamente dolorosi e tormentati, sono passato dall’ Australia alla Thailandia, poi Italia, ancora Thailandia, di nuovo Australia ed ora, dopo appena qualche giorno dal mio ritorno, mi trovo nuovamente costretto a tornare in Italia.

    Nemmeno il tempo di vendere la mobilia e tutte le cose accumulate in due anni… ne ho appena per qualche frettoloso saluto a persone che avrebbero meritato di meglio.

    A quanto pare quest’anno la vita mi ha girato le spalle, ma come mi ha detto un amico su un forum riservato, questa e` la mano di carte che mi e` capitata e questa devo giocarmi, possibilmente al meglio.

    ITALIA Estate 2015

    In ogni paese in cui metto piede sono una persona differente, ho un ruolo differente e una vita differente…
    Questo posto riesce a tirare fuori il peggio di me.

    Si e` creato un grosso divario tra la persona che viveva qui e quella che ci e` tornata e non ho piu` le reazioni e i comportamenti che gli altri si aspettano dal mio vecchio personaggio, un fantasma con il quale mi trovo sovente a fare a cazzotti.

    Di tanti giorni straordinari mi restano i ricordi e la presunzione di pensare d’ essermi, in un certo senso, evoluto.

    Per un po’ ho accantonato del tutto la mia vita, chiusa in un angolo a prendere polvere.

    In questi giorni ho alzato spesso gli occhi al cielo… e ancor piu` spesso il meglio della vita mi e` parso cosi` lontano, che a volte questi occhi ho dovuto tenerli chiusi, e immaginarmelo.

    Ciclicamente quest’esistenza e` come una ruota ti schiaccia, ma se riesci a resistere e con una mano a restare aggrappato, la stessa ruota, girando, ti riporta in alto.

    La Riviera Romagnola ormai non da piu` , almeno non a me,quella sensazione di stare in un luogo imperdibile come fino a pochi anni fa, ed e` lo specchio di un’ Italia ridotta ancor di piu` a paese per vecchi proprio nel momento in cui bisognerebbe sciogliere un po’ le briglie.

    A quest’ Italia ho offerto un’altra occasione, ribattendo sentieri gia` percorsi in precedenza, e lei mi ha offerto una forbice di sensazioni che vanno dalla meraviglia, alla rabbia per il paese che poteva essere e che non e`… per ingordigia, disonesta` e tanta, ma tanta ignoranza.

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    A Venezia e Firenze si ha il senso della misura di una grandezza passata riscontrata nella bellezza , e quella della miseria odierna nei ritardi dei treni, nei bagni pubblici a prezzi da rapina, nella sporcizia.

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    Poi il Gargano, che mi ha regalato cambi di scenari incredibili nell’ arco di qualche chilometro, spaziando dalle bianche e pittoresche cittadine aggrappate alle rocce che sanno di mediterraneo autentico, fino alla foresta umbra.

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    A qualche sgambata in Italia ho aggiunto qualche giorno nella capitale della Cara Vecchia Germania tra Amici, Fkk, stinchi di maiale e discorsi etilici in stile “Ich bin ein Berliner”, aggiungendo al mio carnet una misto tedesca/mozambico, una tedesca/brasiliana, una spagnola, una tedesca e una draculina.

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    Aria pura, ma uscite di appena qualche giorno… per qualcosa di piu` serio mi metto a puntare il centro-sud America.
    Inizialmente l’ occhio mi cade sul Nicaragua, poi pero` le notizie di una prossima eventuale fine dell’ embargo mi obbligano moralmente a puntare su Cuba.

    AVANA

    Mi muovo finalmente verso l’ aeroporto con il classico, ma questa volta maggiormente amplificato, senso di liberazione che mi da il partire…

    Sono palesemente malato di inquietudine, mi accendo e brucio con grande intensita`, appassionandomi a luoghi diversi, genti diverse… ma sono fuochi di paglia, destinati a bruciare poco.

    E` un po’ come arrivare in una casa nuova, trovarla splendida, convincersi che sara` la casa della vita… e poi sorprendersi dopo appena un paio di giorni a guardare dalla finestra e dopo un altro paio saltare giu` dal balcone e fuggire.

    D’ altronde lo si era capito gia` a scuola dal banco che occupavo : perennemente l’ultimo in fondo a destra, prossimo alla finestra… quello da dove potevo farmi piu` facilmente i cazzi miei, quello piu` vicino ad una via di “uscita”, seppur ideale.

    Bello non avere da tenere a bada nient’ altro che un paio di valigie e quei due soldi che ho in tasca, senza sentieri ne` pensieri, senza obbiettivi ne` destinazioni…

    Dopo una manciata di ore e uno scalo a Parigi, appoggio il piede in suolo cubano. Generalmente sono un tipo puntuale… ma mi presento a questo appuntamento consapevole di avere una ventina d’ anni di ritardo.

    Tutto inevitabilmente cambia ed e` inutile farci troppo affidamento.

    Non mi faccio illusioni ed ho smesso di cercare formule magiche nei paesi che visito, ma mi piacerebbe dare una continuita` agli stati d’animo che certi luoghi hanno in me provocato, cercando di portarmi dietro quell’ angolo di serenita` da poter ricreare nella mente ovunque io sia… anche se fuori c’e` rumore, anche quando tutto va a puttane.

    Con l’ Asia ormai arresa in toto all’ avanzare dell’ esportazione del nostro stile di vita, sono venuto a vedere cio` che resta di un’ alternativa prima che venga definitivamente abbattuto un altro Muro. Con addosso la disperante sensazione di veder erodersi quel mosaico di paesi disegnato a ricordarci che un’altra vita e` possibile, e il brutto presentimento che il Mondo si stia dividendo in due grandi fazioni : da una parte chi adotta lo stile di vita occidentale e dall’ altra lo stile di chi resiste ad esso, gli islamici.

    In aeroporto vedo 4 o 5 mulatte in divisa e calze a rete coi culi al quinto piano… purtroppo delle stangone del genere le vedro` solo qui.

    Schivo un paio di rompicoglioni e mi dirigo alla casa particular che ho prenotato nel Vedado.

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    Dopo aver letto per anni meraviglie sull’ Avana, so gia` come, dove e quando, per cui non tergiverso e dopo la doccia, metto qualcosa sotto i denti e vado verso Miramar.

    E` giovedi sera e al Dos Gardenias c’e` una cantata di un cubano veramente bravo… mi calo subito nella parte e vado giu` di cuba libre.

    Cazzo come canta… e che carisma.

    Butto l’ occhio in giro… 3 o 4 mulattine accompagnate dagli yuma e un po’ di coppie cubane attempate decisamente su` di giri.

    Bel riscaldamento, ma dopo un paio di bevute devo spostarmi per dare alla serata la piega che voglio io.

    La Cecilia e` chiuso per cui confabulo col tassista che mi porta al Don Cangrejo… ci siamo, ingresso a 15 cuc, pero` dentro e` pieno per un concerto e c’e` roba bella e variegata.

    Prendo una cerveza e comincio a girare… ma se l’ occhio non mi inganna io qui di putas ne vedo poche.

    Invece tempo cinque minuti e una bianca mi si mette a fianco e inizia a sfiorarmi la mano.

    E` il segnale! A ben guardare non e` tra le le piu` belle che ci sono, ma e` piu` che passabile e a questo punto sono talmente su` di giri che potrei incularmi anche il vecchio Fidel.

    Ha degli occhi azzurri che mi ricordano i cieli d’Australia in inverno… o forse ho bevuto abbastanza.
    Massi`, chisse ne frega… bevo un altro paio di cervezas ben gelate e mi lascio trasportare dal ritmo del Caribe, che mi entra nel sangue, mi corrompe e mi perdona per averlo lasciato in disparte fino ad ora.

    A fine serata rientro alla base nel Vedado, sul retro di una Chevrolet degli anni 50 come un pappone, con le mani tra le sue cosce e la sua lingua dentro un orecchio… brava, vai cosi` che me gusta mucho!

    Noto che per andarsene chiama il taxi particular senza chiedermi l’ indirizzo, segno che se l’e` annotato mentalmente all’ ingresso, in modo da poter telefonare comunicando la sua posizione in caso di problemi.

    Il giorno dopo un bel giro di Habana Vieja e nel Vedado i primi riscontri delle difficolta` quotidiane che caratterizzano la vita dei cubani e la musica costante che l’ accompagna.

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    Finalmente e` il week end, quello che aspettavo per vedere la farandula al suo meglio.

    Stasera la Isla sembra sorridermi e non posso fare altro che sorriderle di rimando.

    Testa incartapecorita impomatata, occhiale e tunica nuova, bello come il sole… mi sto quasi sul cazzo da solo.

    Vado al ristorante del Don Cangrejo a mangiarmi un aragosta con una bottiglia di pinot grigio che sembra aceto.
    Purtroppo non ho fatto i conti col Papa, in visita alla Isla per tre giorni e dopo cena faccio nell’ ordine La Cecilia, Dos Gardenias, Don Cangrejo e Casa della Musica Galliano trovandoli tutti chiusi a causa di chi ha fatto della spiritualita` una carriera.

    L’ unica nota positiva e` la vista del malecon habanero di sabato notte, una cosa letteralmente straordinaria… sembra che tutta l’ Avana vi si sia riversata.

    Comunque non c’e` un locale aperto e alle 11 del sabato sera, dopo aver speso 45 cuc di taxi, torno a casa col cazzo in mano.
    Saranno chiusi anche il giorno successivo, quando mi saltera` anche la visita a Plaza de la Revolucion a causa della messa del pontefice.
    Ne ho dette talmente tante che dovrebbero fargli benedire due o tre volte tutte le vie del Vedado.

    Come ciliegina sulla torta, appena rientro mi salta anche la luce… ma vaffanculo!
    L’ unica cosa che posso fare e` sperare che sia al buio anche il Papa e che alla messa dell’ indomani diluvi…

    Un volo charter Alitalia con un aereo da 300 posti solo per lui con il tragitto e l’ atterraggio seguito col gps e trasmesso in diretta, centinaia di migliaia di cuc persi dai locali chiusi per piu` giorni, il quartiere di Miramar dove lui dorme totalmente bloccato, migliaia di poliziotti impiegati a pattugliare addirittura fino al Vedado dove dormo io… c’e` da chiedersi se oggi all’ Avana sia sceso solo un uomo oppure Dio in persona.

    Manco venissero a sporcarsi le mani coi poveri o distribuire il loro oro alle masse… se ne stanno dietro vetri antiproiettile a parlare troppo spesso di politica estera, osannati dalla folla. Se li tenessero…

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    TRINIDAD

    Ogni mattina mi sveglio col rumore degli zoccoli dei cavalli che scalpitano sul ciottolato e le urla dei venditori di pane e altri alimenti dalla strada…

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    Faccio un abbondante desayuno chiaccherando un po’ con il mio dueno su dove sta andando Cuba e il mondo in generale. Sembrano molto felici di questa apertura… lo metto in guardia dicendogli che vedo di certo gli europei piu` ricchi, ma ancor piu` certo meno felici di loro.

    Poi inforco la mia bici e compio i 12 chilometri che mi separano dalla playa, con qualche carro trainato da cavalli da superare e ad accompagnare la mia pedalata, la vista delle rigogliose alture della Sierra dell’ Escambray prima e di una meravigliosa porzione di costa poi, con addosso quello stato d’ animo che avevo perduto da tempo.

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    Alla sera faccio una passeggiata per il paese, meraviglioso… peccato per i davvero troppi jineteros che disturbano l’ atmosfera.

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    Pina colada, aragosta nel piatto, un paio di cervezas e una mulatta alla quale, quando mi sorride, brillano gli occhi…ecco, se c’e` un pulsante STOP per fermare il tempo in questo momento, premetelo ora e dimenticatevi di me gracias.

    Ogni sera arriva puntuale l’ acquazzone tropicale, il sangre de la tierra come lo chiama il mio dueno, che spegne momentaneamente i rumori della calle, allora mi siedo sulla sedia a dondolo in terrazzo a buttare giu` due righe.

    Ma e` solo un momento… appena smette di piovere ecco che la vita della strada rifiorisce.

    Ed e` questa una parte dei tropici che amo… la televisione non serve, basta affacciarsi alla terrazza per osservare lo svolgersi della vita, con tutto l’ assortimento umano che ne consegue.

    Ed e` forse questo che ci siamo persi nel riempirci le case di distrazioni.

    Mi vengono in mente Gamba e Piranha che al Simposio conversavano di come da ragazzini a Roma, le porte delle case fossero aperte all’ andirivieni di chiunque.

    A Trinidad si puo` ancora fare un confronto tra cosa sia il viver d’ oggi e cosa fosse l’ altro ieri, quando l’ embargo ha spinto il pulsante stop del tempo, lo stesso pulsante che avrei voluto spingere anch’io ieri sera.

    La scarsita` delle merci reperibili, la corrente che va e viene, le telefonate di linea, la fila per il pane, poi quella per il latte, poi quella per la carne, poi quella per qualsiasi altra cosa possa venire in mente.

    Una vita certamente piu` difficile, ma anche molto piu` piena di rapporti umani, piu` a contatto con il mondo esterno, con un senso di comunita` che io in Italia non trovo quando mi dispero guardando la strada senza veder succedere nulla.

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    La differenza e` lampante e la si capisce dal gergo : “la calle” e` una parola che usano svariate volte quotidianamente, perche` la vita si svolge li ed e` li che e` importante essere.

    Da noi la strada la si vive sempre meno e nel gergo e` stata sostituita dai suoi surrogati, generalmente nomi di social network e affini.
    Ai posteri l’ ardua sentenza… intanto io mi sono adeguato portandomi carta e penna invece del portatile.

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    Es una noche muy linda in Trinidad, di quelle da passeggio per il ciottolato…

    Un negro mi ha seguito e alle mie spalle, in un italiano perfetto, mi ha snocciolato tutta la formazione della nazionale campione del Mondo 2006 e relative fidanzate, piu` un paio di barzellette…
    Non potevo non ridere e a quel punto ha affondato con un “Ridi ridi, che la mamma ha fatto i gnocchi!”

    Sono esploso e a questo Genio ho pagato una birra, se l’e` meritata… le necessidades aguzzano l’ingegno.

    CAMAGUEY

    Il dueno fa il furbo e invece che la casa indipendente che avevo prenotato, mi da una camera nella casa particular della ex moglie, che condivido con lei e la madre ottantenne.

    All’ inizio l’ ho maledetto, col senno di poi e` stata una fortuna…

    Mi trattano come fossi un figlio, in una maniera totalmente latina. Per colazione ho chiesto solo frutta, latte e caffe` e mi ritrovo frutta, latte, caffe`, te`, due tipi di pane, burro, marmellata, miele, prosciutto, formaggio, mango frullato, uova al tegamino e cacao in polvere.

    Mi sembra l’ alimentazione forzata a flebo di pasta all’ uovo di quando da ragazzino andavo da mia nonna…

    Ovviamente non posso deluderle e mi tolgo sei mesi di vita ad ogni desayuno, andando direttamente a cena senza pranzare.
    In piu` la situazione mi offre uno scorcio di vita cubana che altrimenti non avrei potuto cogliere, e che e` quello che a me interessa, aldila` delle troie e del mojito.

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    E quale altro miglior spaccato di vita del negozio del barbiere, per comprendere un paese?
    Sono fortunato e me ne capita uno estremamente loquace, che tiene la musica alta con una radio collegata ad una televisione rotta, che funge da cassa…

    Alla fine di ogni taglio fuma una sigaretta ed accenna un passo di danza.

    Questo barbiere mi esalta, per cui gli lascio carta bianca dicendogli di farmi un taglio cubano, di quelli che gustano alle chicas.

    Vuole sapere quanto costano le troie in Italia, Australia e in tutti i paesi d’ Asia, e mi dice che lui paga 5 cuc…
    Cazzo, questo e` il mio barbiere! Il mio storico mi ha parlato della Juventus per vent’ anni…

    Alla fine mi saluta con un “Suerte Hermano!” invitandomi a ripassare per chiaccherare quando non ho nulla da fare.

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    VALLE DEL VINALES

    Dopo un paio di giorni di mare caraibico a Varadero arrivo a Vinales, che a patto di smarcarsi e` un angolo di Cuba vera… una cittadina incastonata in una valle nella quale si ergono delle ripide, gigantesche formazioni calcaree, che sembrano enormi balle di fieno gettate a caso in un paesaggio di campagna.

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    L’arrivo dall’ alto, sotto il diluvio, con le nuvole piu` basse che vagano rasoterra nel bel mezzo di queste colline e` una vista che ha quasi del sovrannaturale.

    Purtroppo “sbaglio” la scelta della casa particular, ma non mi perdo d’ animo e alla mattina successiva comincio a vagare in bici per le campagne attorno, evitando per quanto possibile guide e luoghi mainstream.

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    La terra e` color ruggine e maiali che si rotolano nelle pozze di fango mi sbarrano la strada.

    Decine di avvoltoi volano alti in cerca di carcasse e addirittura incrocio contadini che vanno a passeggio col maiale al guinzaglio.

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    Nel silenzio sento una musica, la seguo e mi guida ad un bar all’ aperto, ai piedi di questi monoliti, gestito da una bella mulattina.

    E` destino e mi scolo un paio di cervezas anche se sono le once della manana, con una trentina di avvoltoi che mi girano a 50 metri dalla testa, sicuramente sperando che crepi da un momento all’ altro… beh`, non oggi bastardi!

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    Riprendo la bici e mi dirigo verso la valle del silenzio, che lo e` di nome e di fatto…

    Qui mi sorprende il temporale, sto` per tornare indietro, poi trovo una casetta disabitata e mi riparo nel porticato per oltre un’ora.
    La pioggia quieta anche gli uccelli e a questo punto il silenzio e` surreale.

    A temporale finito riprendo la bici, la strada comincia a salire, ma con tutto quello che mangio la gamba c’e` e il cuore anche, e la fatica viene premiata dal paesaggio intorno.

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    Poi la discesa, che faccio sparato con solo quei bastardi di avvoltoi a farmi compagnia, e che sembrano bisbigliarmi “Corri hermano, fino a che ti e` concesso!”

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    Al tardo pomeriggio vado in un bar della calle principale e mi metto sulla veranda a osservare la vita della strada…
    Se rimanessi qui e continuassi a bere cosi’, gli avvoltoi avrebbero ben presto la mia carcassa.

    AVANA

    Per colpa del Papa sono costretto a darle un altra possibilita`, arrivo di sabato e senza lui di mezzo, stavolta sono pronto a non indietreggiare di un cuc.

    Alle 17 30 sono alla base nel Vedado, appena in tempo per docciarmi e darmi alla farandula…
    Alla tv, sul canale musicale, danno un concerto di Ricky Martin e “Living la Vida Loca” mi sembra proprio la colonna sonora ideale per rasarmi le palle.

    Dopo una cena al El Aljibe e un paio di birre di riscaldamento nella sala boleros del Dos Gardenias, mi dirigo al La Cecilia per fare un po` di legna seriamente… e qui danno un film gia` visto : esta cerrado, chiuso.

    Vado al Don Cangrejo ed e` chiuso pure quello.
    Sto per farmi portare a Galliano, ma il mio tassista balbuziente mi propone il Salon Rojo del Hotel Capri.

    Sapevo fosse un locale top in passato, ma ormai nobile decaduto…

    Invece il tassista mi dice che al momento e` fortemente in quota… vamos allora!

    Ingresso a 30 cuc, locale pieno per un concerto dei “Los 4”.
    Dentro gran belle fregne, peccato che di putas conclamate ce ne siano solo una decina, bianche, che stazionano tutte in zona bancone con fare da dive di ‘sto cazzo.

    Mi stanno sui coglioni a prima vista, per cui le lascio come ultima scelta.

    In giro bella gente, ben vestita, tutti con i vari samsung ultimo modello a fare video del gruppo in concerto.

    Mi punto con una mulatta riccia, bellissima, che solo a vederla ballare mi fa quasi venire.
    Vado al suo tavolo, mi presento, me la struscio per tre ore, ma alla fine non c’e` verso… mi lascia il numero e ci si rivede otra vez mi dice.

    Certo, peccato che otra vez la mia pinga stara` a 10 000 km da qui purtroppo…

    Appena esce per andare a casa ripiego a malincuore su una delle bianche del bancone e torno nel Vedado, onestamente deluso dalla farandula habanera, dalla quale mi aspettavo di meglio.
    Poche putas tra l’ altro, con un rapporto prezzo/qualita`/prestazione poco conveniente e modi di fare spesso poco piacevoli.

    Sulla rampa solo un paio di “psst” da qualche nera di basso profilo e poco altro… da questa zona mi aspettavo di meglio.

    Sicuramente non sono nelle condizioni ottimali per goderne, in quanto novello del posto non accompagnato. Ma questo lo potrei dire anche per Cuba in generale in quanto se parlassi spagnolo come Luporosso o avessi la carta di credito di Gamba sarebbe un’ altra storia.

    Molto meglio altre situazioni, ma che richiedono tempi e voglie che io non ho e non credo avro` mai, quando sono in viaggio.

    Comunque al primo giro e` un must per Habana Vieja, Malecon e tanti altri posti in odore di storie viste solo nei film, di spie e guerra fredda, di Hemingway, mafiosi americani e locali che hanno fatto scuola.

    Questo bel viaggio, che era necessario come l’ aria, si chiude qui.

    Belli questi latini : a volte rumorosi, irriverenti, sbruffoni, invadenti, ladri, irascibili… ma espansivi, simpatici, sorridenti, che riempiono e ti fanno sentire a casa.

    Mi viene da ridere paragonando mentalmente il mio viaggio in Giappone, dove nessuno mi ha mai chiesto nome e provenienza, a questo dove dopo tre giorni in casa della gente sanno di me vita, morte e miracoli e mi conoscono meglio dei miei zii e cugini.

    Ecco, di Cuba posso dire che e` un posto dove non mi sono mai sentito veramente “lontano”.

    Di certo qui ho ritrovato il mio primo sonno sereno dopo tanto tempo e appena ci ho preso le misure mi sono fatalmente innamorato dei colori, degli scenari, del ritmo e dell’ alma di questo paese, che pare intrappolato nel passato.

    E` vero quello che avevo letto : che un momento ti esaspera e il momento dopo ti esalta…

    Perche` a volte fa un caldo opprimente, non funziona un cazzo, non si trova un cazzo, vuoi un caffe` e te lo fanno solo alla terza o alla quarta “cafeteria” in cui ti fermi.

    Ma alla sera il temporale, sangre de la tierra, rompe la calura, arriva la brezza dal mare, trovi una pina colada che e` la fine del Mondo e una mulatta che quando se mueve te incanta, che sembra danzare anche quando cammina… e tutto il resto glielo puoi perdonare.

    C’e` chi pensa che in questi paesi mi sia perso… io direi piuttosto che mi ci sono trovato.

    Cuba e` stata una colonna sonora, un ritmo da mantenere nella musica e nelle conversazioni.

    E` stato quel famoso stato d’ animo, che purtroppo non dura, come tutto il resto e come Cuba stessa… ma che continuero` a rincorrere fino alla fine.

    E come avra` detto anche il Papa nel lasciare la Isla, “la messa e` finita, andate in pace hermanos!”
    Vi lascio con la canzone che mi e` parso vada per la maggiore al momento… che il ritmo sia con voi…

     

     


    CCSP ha scritto anche:



      • CCSP
      • CCSP

      • 8 ottobre 2015 at 15:22

      NOTE > Cambio attuale euro\cuc a 1.12 circa. Meteo a settembre ottobre, che sarebbe stagione di possibili uragani per cui turisti pochissimi, caldo umido con acquazzoni giornalieri di breve durata, ogni giorno e` stato potenzialmente valido per almeno qualche ora di spiaggia.
      Prenotato l’ alloggio quasi sempre su yourcasaparticular.com e trovato benissimo, servizio che oserei definire personalizzato.
      Per la casa particular di Vinales mi sono affidato alla Lonely Planet 2014 prestatami sul Viazul, che parlava di una “casa particular con 3 camere su piani separati, con una fantastica atmosfera familiare e una succulenta cucina casalinga”.
      Arrivo e trovo una casa con 10 camere, una decina di persone che ci lavorano, un bar tabaccheria, nolo bici a 10 cuc al giorno e svariati altri servizi, addirittura il dueno vive all’ estero ed ha affidato la casa ad un manager…questa e` la “fantastica atmosfera familiare” di cui parlano e non mi meraviglio che il manager mi confessi candidamente di esser stato avvertito prima della visita della guida, dal personale della guida stessa.
      Sui ristoranti poi non ricordo ne abbiano mai beccati piu` di tanti e d’altronde un italiano, con tutto il rispetto, non puo` farsi dire cosa mangiare da degli anglosassoni.
      Per carita`, tantissimi la usano e l’ ho fatto spesso anch’io negli anni passati ma non lo faro` piu`, oltre ad internet ce ne sono altre in inglese che costano meno e con itinerari molto meno battuti.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 8 ottobre 2015 at 16:24

      :)) …Se vabbe’, la carta de credito dei buffi de Gamba !!! :ohplease Oohhh finalmente Capa, ti sei convertito pure tu alla rasatura dei coglioni in tempi di festa…Pravo !!! :doubleup :))
      Vabbe’, che te devo di…bello, bello, bello. Un gran pezzo di racconto, di vita, di sensazioni. Come piaSce a noi. :dreaming
      Il match Aus-It e It-Ger vabbe’ l’abbiamo visto in streaming sul [Forum Riservato] :D e vabbe’.
      Cuba: ti immagino, e “sento” tante cose che avrei fatto/visto/cercato anch’io. Mah, forse ancora mi dai qualche speranza…chissa’. :dreaming
      Alla fine della fiera penso comunque sei stato bene, belle emozioni che forse ti servivano. Un calor latino, che sai che io apprezzo piu’ di altri, dove ti ritrovi semplice: ciavatte, mutande, bici e qualche aragosta che per fortuna…non spara! :Whis Almeno per un po’, insomma.
      Poi che le troie siano un optional vabbe’ ormai e’ uno standard in tutto il mondo, che te frega! Meglio parlare con la vecchia rugosa col sigaro che ti porta la colazione la mattina, tra qualche anno magari ancora te la ricordi.
      Bello, bei posti che si, se tanto sognati e poi visti davvero, regalano il doppio. Cranti foto, aspetto di vederne altre: ma ti giuro Capa e’ Muort ™ :)) : quella del vecchio con l’asino, a parte che e’ molto simile ad una famosa…ma pagherei oro per farla davvero pure io.
      E come dice a volte il CaVo Procione col suo coccodrillo: Bello, bravo…sei un Classico. Per fortuna! :doubleup :dreaming :clap
      :ar
      http://www.youtube.com/watch?v=as-54NIj-58

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 8 ottobre 2015 at 19:33

      Bel diario di viaggio CaVo CCSP, anima inquieta anche tu, come molti di noi, bello il non perdersi ma bensì il ritrovarsi in tanti posti a noi così lontani, è un sensazione che anche io ho provato molte volte :dreaming
      Compreso a Cuba, senza la ventina d’anni di ritardo :)) Hai comunque fatto bene a vedertela, come hai detto anche tu cambierà tutto molto velocemente :-(
      Trinidad la ricordo molto bene anche io, qualcosa davvero di speciale, ferma e sospesa in una dimensione tutta sua :dreaming
      Ma anche la stessa Avana (senza il Papa) mi colpì davvero molto.
      InZomma, poi alla fine questa mano di carte te la sei giocata bene, anche un bel viaggio in ItaGlia (treni in ritardo a parte).
      P.s. mi auguro senza che nessuno stia ad aprire un 3D specifico sulla depilazione maschile :)) Cmq, la rasatura di palle nei momenti di festa direi un classico dei nostri tempi, per non dire della nostra età, veTere qualche peletto bianco che spunta dalle palle mentre magari una ti fa un pompino sarebbe qualcosa che mi ucciderebbe completamente l’eccitazione :dontsee

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      • CCSP
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      • 8 ottobre 2015 at 21:26

      @aurelius @DrMichaelFlorentine come Voi avete capito benissimo, rasarsi le palle prima di uscire all’ Avana di sabato sera, con “Living la Vida Loca” di sottofondo e` tantissima roba, solo per Finissimi Estimatori! :))
      Ormai mi avete attaccato il vizio… mi tocchera` comprarmi il cd di Ricky Martin! :))
      Vi ringrazio per i contributi e scusate l’ assenza ma su internet ci andavo molto poco…
      Comunque Gamba, per uno come te che le situazioni se le cerca, se le crea dal nulla, non e` mai tardi… non sei certo il tipo che necessita di prendere qualcuno per fame, anzi…
      Comunque vada, ovunque vada, sara` un successo! :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 8 ottobre 2015 at 21:30

      Se qualcuno tiene necesidad si accomodi pure! :))

      https://youtu.be/p47fEXGabaY

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    • Gran bel racconto @CCSP, mi ha coinvolto e non poco questi tuoi attimi fuggenti misti tra malinconia voglia di risalire l’onda ma che sembra non arrivare mai ….e il lasciarsi poi trasportare dagli eventi costi a quel che costi…. e vaffanculo se poi deve finire cosi….
      Mi auguro che tu possa realizzare i tuoi progetti come ognuno di noi nel suo piccolo continua a fare…
      Stai senza pensieri e buscate la vida come se dice.
      Un saluto da Kuala Lumpur

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    • :dreaming :dreaming :dreaming ah beh! Por fin! :bz
      CaVo Capa, tanto per cominciare sottoscrivo in toto (e visto che si parla anche di CuBBa direi anche NEL TOTO, decisamente senza protezione e senza rimpianti) la citazione di Moon con cui hai aperto le danze. Mentre vero che nessun luogo è più “casa” ad un certo punto, è anche vero che arrivi a poterti concedere il lusso di chiamare casa un qualsiasi posto in cui stai bene e a tuo agio.
      Mi son pure commosso leggendo la prima parte del relato rivivendo con te i trials and tribulations che come ben sai son toccate anche al sottoscritto, e per la tristezza infinita per la misera fine fatta dalla nostra povera Italia, italietta, italina…poverina, malata di un male inoperabile che nessuno scampo lascia alla speranza e per cui oramai non possiamo far altro che augurarci che arrivi presto l’Isis a farla finita e buonanotte ai suonatori. Ne appenderemo una foto lì sul comodino tra quelle degli altri cari estinti e ce ne ricorderemo in termini nostalgici di tanto in tanto fino a che non troveremo anche noi posto in versione fotografica sullo stesso comodino. :skull Amen.
      CuBBa. Bella. Bello il giro che hai fatto, più quello nell’interior che la parte metropolitana che come spesso accade lascia un po’ di amaro in bocca. Val bene il biglietto, senza se e senza ma. Il contatto con lo spirito della gente a cui fai riferimento quando parli della Signora della casa etc etc è quella che più ricordo anche io del posto. Soprattutto nelle circostanze in cui la scarsità di merdate materiali come gadget, tecnologia ed abbigliamento assottiglia le distanze. Questo è qualcosa di unico che non ho mai riscontrato in altri posti e che ho visto solo a Cuba; la facilità assoluta con cui ci si riesce a connettere con lo spirito delle persone e capirle e farsi capire come se ci si conoscesse da tutta la vita.
      Buona la Prima CaVo Capa. :doubleup
      Quanto agli avvoltoi, o gallenazos come li chiamano in Colombia, attendere prego. Ancora un minuto di attesa e saremo tutti a vostra disposizione… :))

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      • aurelius
      • aurelius

      • 9 ottobre 2015 at 16:31

      Ma si figurati Capa, non mi serve andarmi a fare l’abbuffata di chiattone con la faccia scazzata e immelanSanite dentro qualche localaccio fatto a bandoni bevendo pessimo Ron, e’ l’ultimo dei pensieri, casomai dovessi sbarcare sull’Isla. Di Cuba ho in testa altre cose. :dreaming
      Non so’ bene cosa cercare, ma certo la strada sarebbe un po’ come la tua; certo e’ che ogni anno che passa, diventa sempre piu’ complicato trovare la rotta, e soprattutto quello che mi piacerebbe vivere e vedere.
      Comunque chissa’, vediamo che dice Odino st’altr’anno…que sera’ sera’ !!! :D

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      • strutter
      • strutter

      • 9 ottobre 2015 at 18:37

      @CCSP

      certo anche te! con 365 giorni a disposizione e tutti gli anni a disposizione……….. proprio l’unico giorno in cui c’era il Papa sei andato! :)) :)) :)) :heyhey

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      • CCSP
      • CCSP

      • 9 ottobre 2015 at 20:27

      @Zest ti saluto con affetto e con piacere nel vederti tornato sull’ onda, all’ ombra delle Torri! Spero ci si ribecchi presto da questa parte o da quella….
      @Littletruths gran bel commento, e tu sai anche meglio di me cosa voglia dire “chiudere la propria vita in un angolo a prendere polvere”…
      @aurelius, caro Gamba, per quel che ti conosco la bellezza ce l’ hai negli occhi…dove vai vai, la cerchi e la trovi! :doubleup
      @strutter certo che anche lui che non fa un cazzo tutto l’anno, venirmi a rompere i coglioni proprio a me… al prossimo viaggio gli telefono prima per sapere dove va! :)) Se l’ avessi saputo montavo nel suo aereo da 300 posti con lui e mi risparmiavo il biglietto! :))

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 10 ottobre 2015 at 3:54

      Bel report di viaggio!
      Eh sì…! La Isla Grande! @CCSP Mi hai fatto fare una full immersion con il tuo racconto, mi hai scatenato una miriade di ricordi & emozioni e a tratti mi stava per scappare una lacrimuccia nostalgica! Che da vero macho…(si fa per dire), ho prontamente repressa!
      E sì che ci sarebbe da parlare…
      Ci mancò da una 15ina d’anni, Cuba ti prende direttamente il cuore! A differenza delle zone Asiatiche che ti incantano il cervello!
      La considero/ravo un buen retiro, (ancora per poco ahimè,…l’AmeriCa e i suoi maledetti Gringos come back!) e asfalterà insieme alle strade anche i cervelli! Regalando “sogni” che rimarranno tali & illusioni!
      Questa terra e’/era una specie di riserva Indigena protetta, l’altra faccia della medaglia dovuto al suo isolamento…(embarghi e quant’altro), che almeno da una parte ha avuto il merito positivo di non contaminare più di tanto questo gente meravigliosa e non aver fatto sfracelli di cervelli. Dove ancora si può trovare l’autenticità di un popolo e delle sue radici.
      Una certa fresca “ingenuità” senza però mai essere degli sprovveduti, insieme all’arguzia & la creatività per sbarcare il lunario.
      Specialmente quando gironzolavo di sera per le strade male illuminate della vecchia Avana, ho trovato molte analogie e sempre avuto l’impressione di trovarmi a Napoli, forse la Napoli neorealista del dopoguerra.
      Con le sue grida per strada, le porte aperte, dove all’interno potevi vedere la vita di tutti i giorni che scorreva come un rubinetto lasciato aperto, dal tipo stravaccato sul divano alla moglie che cambiava il pannolino al pupo sul tavolo della cucina …dove tutti si arrangiavano come potevano.
      Cuba rimarrà per sempre nel mio cuore!
      Perché ho vissuto dei momenti veramente belli & intensi, che mi hanno restituito in un periodo particolarmente buio della vita la voglia di vivere, insegnandomi che la Vida es un Carnaval , come cantava Celia Cruz, e che bisogna danzarci insieme, perché non serve a niente viverla da seduti!
      E per questo le sarò sempre grato & debitore! Grazie Cuba! Te lo dico Ora! E te lo dico con Amore! È’ questa volta la lacrima ci sta scappando seriamente…!!!
      Grazie per le serate fumose, ubriache & danzanti passate al Cafe Cantante, alla Casa della Musica, con i Van Van che accendevano elettricamente corpi sinuosi di donne stupende.
      Grazie a Mailin una dolcissima mulatta che al posto della lacca per capelli usava pomata da scarpe!
      E a Valentin che fu portata via dalla polizia, (che non mi degnò di uno sguardo), mentre passeggiavamo sulla spiaggia di Guanabo il mattino presto.
      Grazie a Fernando e alla sua famiglia per avermi accolto nella sua casa particular di Cienfuegos e ad avermi raccontato, durante una giornata di pioggia insistente, della Cuba di suo padre e di suo nonno, mostrandomi vecchie foto che intenerivano il cuore, (che sarebbero state al loro posto nel Museo della Revolucion) tra un bicchiere di Ron e l’altro.
      Grazie Cuba! Hasta Siempre!
      E grazie a te @CCSP per avermi fatto frugare ed emozionare nella soffitta dei ricordi!
      http://youtu.be/o8sg3p1HdI0

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      • CCSP
      • CCSP

      • 10 ottobre 2015 at 12:20

      Grazie a te @dragodoro del tuo bel intervento, mi ci ritrovo e hai perfettamente ragione…ti insegnano che si puo`, si deve cantare e ballare sempre, no matter what…ed e` una cosa che bisogna cercare di portarsi dietro perche` non ci si puo` aspettare che vada sempre tutto bene.
      “La vida no es facil”… no, no es facil, ma tu la musica tienila accesa comunque… cosi` li ho visti io.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 10 ottobre 2015 at 13:34

      Salve ragazzi …
      @ccsp mannaggia a te … mi hai fatto rivivere il mio viaggio a Cuba …. embe’ l’Isla Grande …. non si scorda .. a cavallo sulla sierra maestra …dove i rivoluzionari di Castro avevano gli accampamenti … o in barca a Cinfuegos .. a pescare nella baia .. sotto il faro .. giovani ragazzi e ragazze che si divertivano con poco … e tante persobe ospitali .
      Ricordo le ore passate a chiacchierare con le persone anziane …fumando il sigaro sulle panchine ..e vedendo passare tanta gente indaffarata ..con la dovuta calma .. nelle faccende quotidiane.
      La revolution…sembrava finita da qualche mese .. e Fidel faceva le sue trasmissioni quotidiane …ore a parlare …in un monologo dove ricordava tutti i suoi vecchi amici …. e sembrava quasi commuoversi ..poi s’inalberava parlando degli americani … e dal suo punto di vista come dargli torto.
      La corrente elettrica che ti molla sul piu’bello …un classico.. ricordo ancora con terrore quegli apparecchi infernali messi sulle docce per riscaldare l’acqua … in pratica prendevi la corrente elettrica 90/100 .
      Gli odori ed i rumori dell’Havana ….. il lungomare ..il forte… mi ricordavano molto Napoli … una citta’piena di contraddizioni .. con tutta la sua gente ..che come nella bella citta’partenopea ..si muove a ritmo di musica ..una musica tutta sua che ti entra dentro e ti accompagna e forse ..non ti lascia piu’.
      Ecco quello che ricordo e mi e’rimasto impresso .. mi sembrava una vecchia signora ..con tutti i suoi gioielli e la vecchia pelliccia ad adornarla ..ma ti rendi conto che oramai il tempo e’trascorso e che la gloria passata ..e’ appunto storia vecchia…
      Le donne sono state una compagnia di viaggio interessante …. simpatiche allegre ..e gran femmine a letto ..
      Insomma … un posto che spero possa migliorare ed al cui popolo auguro il meglio …anche se tutti qui dentro sappiamo che non andra’cosi .

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      • piranha
      • piranha

      • 10 ottobre 2015 at 19:03

      Evvai Sig@ccsp,i suoi racconti di vita sono sempre emozionanti e veri,e un gran piacere risentirla su stò legno.
      A stè,la mano de carte non buona capita a tutti,tutto stà a dire passo ed aspettarne una buona che sicuramente arrivera,perchè ce lo sai che er treno dei desideri passa prima o poi pe tutti,bisogna fa solo attenzione nun perderlo e salicce sopra e tutto se sistema.
      Un carissimo saluto da chi ti stima.

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 11 ottobre 2015 at 8:04

      Ciao @piranha un abbraccio :heyhey

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      • CCSP
      • CCSP

      • 11 ottobre 2015 at 11:58

      Signori, saluti a Voi e gracias degli interventi! :ar
      @piranha aspetto la mano buona e intanto faccio del mio meglio con quello che mi trovo davanti… se non altro a stare in zona c’e` di buono che posso partecipare ai vari Simposi! :dreaming
      Anzi, considerato quanto siamo lenti e rincoglioniti, per il prossimo consiglierei di aprire il 3d dedicato almeno 6 mesi prima… :))

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      • Matt
      • Matt

      • 11 ottobre 2015 at 12:00

      CaVo @CCSP complimenti sinceri per il racconto, per le foto e soprattutto per il modo in cui viaggi e le vive impressioni che riesci a riportare. Dovessi andare a Cuba mi porterei dietro, come guida, questo tuo scritto.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 11 ottobre 2015 at 21:46

      Matt:
      CaVo @CCSP complimenti sinceri per il racconto, per le foto e soprattutto per il modo in cui viaggi e le vive impressioni che riesci a riportare. Dovessi andare a Cuba mi porterei dietro, come guida, questo tuo scritto.

      Grazie mille @Matt, la stima e` reciproca! ;-)

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 11 ottobre 2015 at 22:08

      Quello che fa dei percorsi di
      Messer Capa di Morto un qualcosa di sempre e comunque speciale é che essendo un “viaggiatore dello spirito” potrebbe raccontarti e fotografarti qualunque posto spremerndoci fuori un essenza appunto dello spirito del luogo.
      E Cubbba, non sono certo io a scoprirlo, é un posto che di spirito ne ha parecchio. Tanto che lo offre senza tante reticenze anche a visitatori ben piú ottusi e sprovveduti di quelli imbarcati nel nostro vascello.
      Se posso aggiungere un paio di considerazioni personali sull’ isola
      devo dire che non mi allineo molto a quelli che ne prevedono il prossimo tramonto travolta dal potere Nordamericano :
      In my opinion la Cuba castrista é sopravvissuta alla fine del socialismo reale piú in virtú di un forte e diffuso nazionalismo “antiamericano” che alla bontá delle politiche del governo o alla brutalitá delle sue politiche repressive.
      I monologhi di ore alla tv del “Viejo” che per decenni hanno assombrato la vita del telespettatore cubano in attesa della puntata della telenovela penso gli abbiano fornito qualche anticorpo addizionale anti-yanqui di quelli che per natura qualunque latinoamericano é provvisto.
      Il martellamento mediatico funziona
      ( a Cuba come in qualunque altro posto e vi risparmio volentieri esempi attualissimi e ben piú vicini di qualunque isola caraibica )
      e ci vorrá qualche buon tempo prima che spariscano. Il vecchio é sí in pensione ma ancora vivo : solo LUI poteva ricevere il Papa in tuta da ginnastica. :ohplease
      Punto 2 : la FIGA , che é, secondo testimonianza raccolta tra intellettuali dell’ isola, lo sport nazionale.
      Personalmente consiglierei, soprattuto a uno yuma, la caccia diurna. La notte, me lo confermano recenti conversazioni con assidui frequentatori dell isola fai piú fatica a trovare le “brave ragazze”.
      “brave ragazze” beninteso con le quali farsi il giorno stesso una sana scopata dopo magari averle portate fuori a cena o anche meno.
      W Cuba e W il nostro caro Capa di Morto :ar

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      • piranha
      • piranha

      • 12 ottobre 2015 at 9:21

      CCSP: Anzi, considerato quanto siamo lenti e rincoglioniti, per il prossimo consiglierei di aprire il 3d dedicato almeno 6 mesi prima…

      Si può fare :heyhey
      e comunque in estate luglio e agosto la mia casa è aperta a tutti quelli che hanno piacere di venire a rilassarsi.
      @dragodoro,ciao compariello mio,ma stai ancora in thai?me sa che fra un po’ te danno a cittadinanza :D :rotfl
      Perché non ci racconti unpò di questo viaggio lunghissimo????

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      • CCSP
      • CCSP

      • 12 ottobre 2015 at 20:58

      AtiLeong:
      Quello che fa dei percorsi di
      Messer Capa di Morto un qualcosa di sempre e comunque speciale é cheessendo un “viaggiatore dello spirito” potrebbe raccontarti e fotografartiqualunque posto spremerndoci fuori un essenza appunto dello spirito del luogo.
      E Cubbba, non sono certo io a scoprirlo, é un posto che di spirito ne ha parecchio. Tanto che lo offre senza tante reticenzeanche a visitatori benpiú ottusi e sprovveduti di quelli imbarcati nel nostro vascello.
      Se posso aggiungere un paio di considerazioni personali sull’ isola
      devo dire che non mi allineo molto a quelli che ne prevedono il prossimo tramonto travolta dal potere Nordamericano :
      In my opinion la Cuba castrista é sopravvissuta alla fine del socialismo reale piú in virtú di un forte e diffuso nazionalismo “antiamericano” che alla bontá delle politiche del governo o alla brutalitá delle sue politiche repressive.
      I monologhi di ore alla tv del “Viejo” che per decenni hanno assombrato la vita del telespettatore cubano in attesa della puntata della telenovela penso gli abbiano fornito qualche anticorpo addizionale anti-yanqui di quelli che per natura qualunque latinoamericano é provvisto.
      Il martellamento mediatico funziona
      ( a Cuba come in qualunque altro posto e vi risparmio volentieri esempi attualissimi e ben piú vicini di qualunque isola caraibica )e ci vorrá qualche buon tempo prima che spariscano. Il vecchio ésí in pensione ma ancora vivo : solo LUI poteva ricevere il Papa in tuta da ginnastica.:ohplease
      Punto 2 : la FIGA , che é, secondo testimonianza raccolta tra intellettuali dell’ isola, lo sport nazionale.
      Personalmente consiglierei, soprattuto a uno yuma, la caccia diurna. La notte, me lo confermano recenti conversazioni con assidui frequentatori dell isola fai piú fatica a trovare le “brave ragazze”.
      “brave ragazze” beninteso con le quali farsi il giorno stesso una sana scopata dopo magari averle portate fuori a cena o anche meno.
      W Cuba e W il nostro caro Capa di Morto :ar

      Grazie AtiLeong, amigo y hombre de rango! ;-)

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 15 ottobre 2015 at 2:31

      piranha: Si può fare
      e comunque in estate luglio e agosto la mia casa è aperta a tutti quelli che hanno piacere di venire a rilassarsi.
      @dragodoro,ciao compariello mio,ma stai ancora in thai?me sa che fra un po’ te danno a cittadinanza
      Perché non ci racconti unpò di questo viaggio lunghissimo????

      …eh sì!…facile di’ racconta!…e che te racconto?..E che te devo da di’ sor @piranha bello, lo devi da sape’, solita robba! :Whis
      C’è se sballotta de qua’ e de la’ fino a che nun te sbarelli! :skull
      Me so’ fatto na’ scarpinata e na’ ripassata che nun te dico!
      Tra n’Tempio, na’ rovina, n’museo, n’bagnetto, na magnata, n’balletto è un par de cosce! :bz Sti’ mesi so volati! :D
      Dall’ItaGlia dello scarpone,…(artro che lo stivale), e degli piedi zozzi, ogni vorta, (rara), che me vado a collega’ pe vede che sta’ a succede me girano li c.j.n.i! E me parte er coccolone! :timeout
      Pe nun parla’ de li parenti:…li m…… loro! È proprio vero che so’ serpenti! :devil E pure uccellaci der malaugurio!!! :skull
      E allora me dico:…”ma statte bono & micio micio n’artro mesetto fori dai c.j.n.i, tanto ponno anna’ pure n’rovina senza de me’! E n’vece d’anna’ a letto, molto mejo che me vado a vede’ n’artro balletto!” :bz :bz :bz :rotfl :heyhey

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      • piranha
      • piranha

      • 15 ottobre 2015 at 11:14

      @dragodoro,essi’,parenti serpenti,a me lo dici?Pensa te che proprio ieri sera ero dall’avvocato per far fischiare le orecchie a uno che nun paga e organizzare per farle fischiare anche ai miei parenti ai quali piace giocare ad asso pigliatutto ma i 4 assi li vogliono sempre in mano loro.Senti af……lo pure loro,che imparino ad arrangiarsi da soli,i miei e i tuoi e che non rompano i marroni.Sai che te dico,nun ce stà solo un mesetto in thai,ma stacce puro tre,e se te servono li sordi me dici indove e te faccio un bonifico,aggratisse.Ciao e sempre in culo alla balena.

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