• Il gesso magico

    La diagnosi: rottura del malleolo e del perone, quella partitella di calcetto non avrei dovuto giocarla, e poi, il 18 luglio, come faccio a non bagnarmi nelle splendide acque di Porto Cesareo?

    E sia, c’è di peggio, il sorriso non manca mai, si tratta di organizzarsi, del gesso impermeabile non mi fido, cosi’ gesso normale, coperto da un orribile sacco di spazzatura nero, e bagno strano, con gamba destra all’aria.

    Con la Vespa, marce a mano, mi reco in spiaggia, stampelle e posto all’ombrellone in prima fila, mentre tutti mi guardano con compassione, come fosse la fine del mondo.

    Da subito pero’ percepisco i lati positivi, ragazze prima indifferenti incominciano a rivolgermi la parola:”com’è successo, poverino, per quanto tempo, etc.”, gli amici cominciano a portarmi da bere sotto l’ombrellone, ghiaccioli e calippi a gogo’.

    Che invenzione il materassino, gli altri gonfiano, io mi gratto le palle e mi faccio accompagnare in acqua, facendo attenzione a quando mi stendo, ma l’acqua è irresistibile al Tabù, nome poco indicato per un lido che attira tutti i porcellini, dove lo string è d’obbligo, se non vuoi essere una donna all’antica eheheh.

    Accanto a me una signora, da giovane forse bella assai, poppe al vento, e le sue tre figlie, una col culo mondiale, sulla ventina, che si struscia al ragazzo in maniera eccessiva per i miei gusti, una grossa che fa solo cruciverba ed una con il sole 24ore, col vestitino bianco, completamente per i cazzi suoi.

    Immagino (e spero) che si tratti della solita milanese più disinibita rispetto alle signore locali, che la criticano in maniera immonda per quelle poppe, e che noi giovani ammiriamo proprio per quello.

    Scopro con stupore che viene dalla Basilicata, terra bruciata solitamente per l’abordaggio, e mi rendo simpatico a lei (è ovvio, conosci la mamma per approfondire con le figlie) sfoggiando la mia cultura riguardo la splendida città di Matera, con i suoi Sassi, l’Unesco e tutte quelle stronzate pesanti con le quali dissimulo la mia porcaggine.

    Lei invece è di Potenza, si complimenta e mi parla di suo marito, non vede l’ora che lui la raggiunga (vale a dire Stop), ma faccio fatica a seguirla perchè il culo d’oro è sempre vicino, fremebondo, voglioso, in calore, e quel capellone mal rasato non smette di strofinarsi a lei, con la madre indifferente, provo invidia, anche se l’estate, grazie al gesso, mi ha portato una di La Spezia ed un’infermiera piacentina notevolissime.

    La mia attenzione si sofferma sull’altra figlia, cosi’ discreta, studia alla Bocconi, mi parla di Finanza, di Borsa, io non ne capisco una fava, le spiego che sono amante della letteratura, e tra un Pirandello, uno Svevo ed un Calvino ci sfracaniamo letteralmente le palle, vicendevolmente.

    Per fortuna, penso, sono appena arrivate, non sanno che mi chiamano Il Condor, il Falco, mi gioco le mie carte, le chiedo se mi puo’ aiutare a fare il bagno, con una richiesta struggente che avrebbe intenerito anche Jack lo Squartatore.

    Anna mi sorride, mi prende in giro (la mamma non vuole), poi mi fa appoggiare alle sue spalle, finalmente toglie quel cazzo di vestitino bianco che mal si addice ai 40° di temperatura, ha un corpo stupendo, come gli occhi verdi sempre nascosti da quegli occhiali maledetti, e mi aiuta a stendermi sul materassino, iniziando a spingermi verso il largo (per fortuna li’ l’acqua è sempre bassa).

    Lontani da tutti, mi dice”Io sono la terza o la quarta quest’estate con cui cerchi di fare qualcosa?” e scoppia a ridere, subito mi dice che quelle racchie delle mie vicine di ombrellone, mai calcolate, le avevano parlato male di me, di quanto fossi porco, ed una merdaccia che si spacciava per mio amico le aveva aggiunto di tutto di più, il pirla non sapeva che le donne vere devono sempre tastare con mano propria, il suo tentativo patetico di distruggere la concorrenza era destinato al fallimento.

    Rido anch’io, confermo “la terza”, era una tipa tosta,  poi mi bacia il capezzolo sinistro, vedendo che non osavo più (la mamma tra l’altro aveva un binocolo col quale cercava di vedere la costa calabrese).

    Mi viene un cazzo di marmo, stendo il braccio sinistro per mascherare la bestia, sono troppo sensibile al suo sorriso, cerco di parlare di stronzate, balbetto, mi perdo nei suoi occhi, poi mi prende il braccio patetico e mi dice” non preoccuparti, è normale, (come si parla ai bambini), a Milano prima di partire mi hanno organizzato la festa di compleanno, Voglia Disco Party, faccio spesso quest’effetto”.

    Saro’ ingessato ma non sono ritardato, non resisto più, ormai non si appieda, si appoggia al materassino, i suoi capelli bagnati sul mio torace, la mano destra, quella, funziona benissimo, entra nel suo slip bagnato e inizio un vorticoso ditalino prima con un dito, poi due, poi tre, con lei che gemeva vicino al mio orecchio, io ero impazzito, stavo per scoppiare, mi tira fuori l’uccello ridendo e dicendo “ancora un po’ e lo soffochi, e ci accarezziamo insieme.

    Proprio mentre stavamo per venire, lei che aveva cominciato a leccarmi tutto il viso, col la sua mano di fata ed il pollice che accarezzava il glande, la voce di sua madre, che da lontano la invitava a tornare per andare a pranzare, ma eravamo entrambi troppo occupati, e la birichina, al momento magico, grida “ARRIVO”,”in tutti i sensi” aggiungo io, schizzando dappertutto, per la più bella sega della mia vita.

    Ci diamo appuntamento per la sera, viene a casa e si dimostra all’altezza delle aspettative, stappa in due secondi il prosecchino del frigo, si spoglia, si getta sul letto bollente (senza condizionatore all’epoca), se lo versa prima sui seni, poi in mezzo alle cosce, ed io non posso che ubriacarmi di quella meravigliosa essenza mista, mentre lei si gira in continuazione per essere sicura che nessun buco sia trascurato dalla mia lingua.

    Poi mi sale addosso, a smorzacandela, e dà il meglio di sè, una superfemmina, come poche, una bomba sexy, che mi ha accomagnato fino alla fine del suo soggiorno, tra cene romantiche e trombate spaziali

    E’ inutile dirlo, non tutti i mali vengono per nuocere, quell’estate resterà per sempre nella mia memoria, ci siamo rivisti poi a Milano, ma come amici. Evviva Anna, dalla Basilicata con furore.


    Epicuro ha scritto anche:




    • Ah, l’estate…. :dreaming
      Bentornato Compare, ci sei mancato quì su PV, brutta canaglia che non sei altro…
      :ar

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      • CCSP
      • CCSP

      • 3 marzo 2014 at 22:37

      Veramente epicuro….sei una canaglia!
      Mi esalti! :))

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    • Lo sai compare come agisco, una situazione richiama alla memoria un’altra situazione e la tastiera parte :ar
      Caro CCSP, come sai ho lo stesso piacere a leggere le tue birichinate in terra asiatica ;-)

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      • aurelius
      • aurelius

      • 6 marzo 2014 at 16:25

      Immagino abbia anche firmato il gesso, come si soleva far un tempo !!! ;-)
      Bella Cumpa’ !!! :yea

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