• La DOTTORESSA DELLA CASERMA DEGLI ALPINI -parte 2

    LA DOTTORESSA DELLA CASERMA DEGLI ALPINI.

    Mensa della caserma.
    Un brusio indistinto di voci, atmosfera di greve lazzo e scherno.
    I militi si accingono al rito diario del pranzo; tra loro il nostro Attilio Rampin, la recluta di ieri notte. Scambia convenevoli calcistici con alcuni commilitoni, ma lui, in genere il piú gagliardo in tali diatribe, tantopiú che la sua Juve ieri ha vinto 2-0 a Perugia, oggi sembra distratto e assente, cerca con lo sguardo, cerca qualcuno.
    Finalmente lo vede, é lí: gesticolante e caciarone, con la faccetta imberbe da ragazzino, gli occhi sfottenti e il fisico tarchiatello ma scattante, Benazzi Loris. Non é che lo conosca tanto bene: ma chi non ha assistito ai piccoli comizi in provvisati in cui il romagnolo decantava istrionicamente le sue peripezie amorose e non?
    Da molti ritenuto un cacciaballe assoluto, si difende producendo fotografie, specie di una bella morettina sorridente, che dice di Pesaro, con dedica amorosa su retro che lui esibe come sua innamoratissima, ma necessariamente cornutissima, fidanzata.
    Senza parere comincia un progressivo avvicinamento alla zona dove tra una forchettata e l’altra questi sta vivacemente raccontando qualcosa a una abulica recluta che ascolta assorta: é l’alto brufoloso e biondo Mirko Tonello uno che invece parla poco e a parole mezzo smozzicate.
    Alla destra del Benazzi invece segue la storia, ammiccante e sardonico Andrea De Chiesa, bello da bar sportivo, sicuro e velenoso, centrocampista in squadra di promozione, ex giovanili del Padova, vecchia conoscenza di Attilio dei tempi di ragioneria e sempre pronto a prendere per il culo.
    Quando arriva appresso al gruppetto pare proprio che il racconto stia finendo, cerca di carpirne qualcosa per potersi inserire con naturalezza ma non puó far altro che unirsi alla risata, pur senza aver capito niente, con cui la storia immancabilmente finisce: cerca inutilmente aiuto guardando Tonello che sta solo sorridendo condiscendente ma non dice niente, quando é accalappiato da un petulante “Rampiin!” con cui De Chiesa costuma apostrofarlo “come stetto?”.
    Per resistere agli assalti di ironia di cui spesso é vittima, Attilio tenta assumere una posa da duro, quello che neanche ci fa caso: con una smorfia di stanchezza virilmente sopportata dice laconico “Ho fatto la guardia fino alle 6 stamattina”.
    “Io l’ho fatta sabato!” eccheggia gioioso Loris con la sua inconfondibile cadenza regionale.
    Con un largo sorriso malandrino si guarda intorno e poi fa cenno ai commilitoni di avvicinarsi col capo, come chi vuol raccontare un segreto, roba grossa.
    “Non é che mi sono ciulato una puttana!”facendo il segno col pugno chiuso,
    “Lá dietro al pino!”.
    Attilio assorbe la cruda conferma come una coltellata allo stomaco, ma dissimula solo interesse e stupore discreto.
    Tonello si limita a aprire un po’ di piú il silenzioso sorriso guardandolo con impacciata ma mascolina complicitá, De Chiesa ridacchia scettico; è il momento per Rampin di sfoderar l’aria superiore di chi la sa lunga della vita, che ne ha viste di tutte e s’interessa dell’argomento solo per amor di conversazione “Una alta, mora, dell’est, con un paio di tette….”( e fa il gesto, con un brillio a sfuggirgli guizzando dagli occhi).
    “la Dorina!” ne parla come di una amica Benazzi, “é della Romania!”.
    “C’ho parlato ieri sera” cerca di continuare Attilio, ma sempre distaccato e superiore; peró ormai il romagnolo non lo sente neanche e ha giá dato il via al suo colorito e mimato racconto di come aveva familiarizzato con questa dicianovenne di Costanza che da 8 mesi si prostituiva per le strade d’Italia, di come per soli 15 euro l’aveva infine concupita, utilizzando peraltro un preservativo suo (che lui ce ne ha sempre uno in tasca e non si fida di quelli delle “puutene”) e di come sventuratamente questo si sia bucato e lui abbia finito per venirgli dentro.
    Tachicardico, con la vista annebbiata e un erezione furiosa, quasi piú non sente le parole che continuano a sgorgare come una fiumana dal commilitone: inspiegabilmente questa storia lo ferisce a morte e lo eccita allo stesso tempo; senza che nessuno ci badi si defila verso il bagno piú tranquillo per scaricarsi.
    Quando due fiotti fiacchi gli escono infine dal piccolo pene bagnando tristemente la tavoletta del cesso, troppo poco era passato dalla pecedente eiaculazione, si sente svuotato e perso, triste e inutile.


    AtiLeong ha scritto anche:



      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 28 giugno 2014 at 16:40

      ALLE PRIME OMBRE DELLA SERA

      È il precoce e cupo imbrunire di novembre.
      È quando il freddo pizzica guance e orecchie dei soldati indaffarati negli obblighi quotidiani, scaricano casse di materiale dai camion nel deposito.
      Attilio pare invasato, inspirato dalla alacre marzialitá dei nazisti della seconda guerra visti nei film, sprezza fatiche e freddo e rampogna la pigra italica mollezza dei perplessi e infastiditi commilitoni.
      “Ma che cazzo ha?” chiede piccolo, magro e astioso il siculo-pisano Fernando “Pepe” Lo Cicero; Riccardo Bocca, palestrato di Monza, non risponde subito, ma gira uno sguardo minaccioso all’autonominatosi gruppenfuhrer della Wermarcht “Adesso vado la e gli dó un cazzotto in bocca se non la pianta!” minaccia.
      Mentre cova rancorosa rivolta, appare all’ angolo un provvidenziale duo.
      Parzialmente coperti dalle prime ombre della sera, Giovanni Napoli alto elegante con intelligenti occhi verdi e un grande naso semitico a lato dell’ “avvocato” Tom Biondi, studente di guirisprudenza fuori corso, colto e politicizzato, sufficientemente gagliardo per sopportare la caserma con una certa disinvoltura; si ode il primo dichiarare all’altro a voce abbastanza alta “Ti dico: un gran pezzo di figa!!!”.
      La sonora dichiarazione, la presenza dei due sempre piuttosto amichevoli con lui (lo consideravano un divertente pacioccone, una sagoma) lo risvegliano dal teutonico trance in cui si era immerso inconsapevolmente a seguito delle frustrazioni erotiche sofferte.
      Il satiro in lui vive si risveglia arzillo, abbozza un sorrisetto sornione e si avvia verso i due per saper quali novitá sull’annoso problema delle donne.
      “Uehlá!” li apostrofa avvicinandosi lento e bonario;
      “Attilio! l’hai visto il nuovo ufficiale medico?” dice eccitato il Giovanni.
      “No” risponde fermandosi un po’ deluso “perché?” (che c’entrano gli ufficiali medici con le fighe?).
      “Hanno mandato una tipa. fiiiga…!”
      Attilio corruga la fronte incredulo
      “alta, magra, mora….” continua Giovanni, figlio di meridionali cresciuto nell’hinterland veneziano “L’ho incrociata che andava a presentarsi al generale Barbuti, era col tenente Zanetti”.
      “Pare che si sia appena laureata in Spagna, sua mamma dev’essere di lá” aggiunge l’avvocato che pur non avendola ancora vista é maestro in ottenere informazioni, “Dicono che lá é peggio di quá per chi si laurea…”.
      “E come cazzo é finita qui?” chiede, quasi a se stesso, allibito il Rampin, ma non riceve risposta, solo gesti e espressioni di solidale ignoranza.
      Il nostro milite é ovviamente incuriosito dalla novitá che scuoterá la grigia routine di caserma: la presenza di una donna anche solo minimamente piacevole causerebbe agitazione, ma di per sé non é poi tanto interessato, si immagina una autoritaria e altera trentenne e a lui invece sono sempre piaciute le ragazze semplici e un po’ timide, giovani e con occhioni dolci.

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      • piranha
      • piranha

      • 28 giugno 2014 at 18:15

      @AtiLeong,mi scusi se mi permetto,ma pensa di farci attendere un altro mese prima della terza parte?perchè di sto passo faccio prima a diventare nonno :rotfl

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    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Eh beh, sSior Attilio Leone…che dire?
      Eccellente come al solito… :D
      :clap :clap :clap

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      • aurelius
      • aurelius

      • 29 giugno 2014 at 9:01

      Sempre coinvolgente Sig @AtiLeong …scritto bene, si segue bene. Complimenti, piccole istantanee di vite, che tutti, nel ruolo che ad ognuno piu’ si confa’, abbiam visto e vissuto.
      Bene lo sa’…continui che le fa’ bene, ci fa’ bene.

      ps: Volevo aprire un 3D sull’utilita’ di esser Poeti, o di svegliarsi per chi non lo fosse. Inteso come senso e stile di vita, beninteso. Ma poi lo sa’ che c’e’…che le dedico a Lei e tutti i Poeti della vita sta’ canzone; tanto dice tutto.

      http://www.youtube.com/watch?v=1QYMWghJqWk

      :dreaming :doubleup :Whis

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      • Matt
      • Matt

      • 29 giugno 2014 at 10:19

      Mi son svegliato stamattina con il rumore della pioggia sul lucernario e con la curiosità di andare a leggere questa nuova puntata. Non so perché avevo immaginato la storia piu’ indietro, negli anni ottanta. Invece vedo che è piu’ recente. Comunque mi sto già affezionando al timido e un po’ represso Rampini Attilio.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 29 giugno 2014 at 11:39

      Bella dottore…. mi aggiungo alla richiesta di @piranha… la curiosita’ di leggere il prosieguo e’forte..

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      • piranha
      • piranha

      • 29 giugno 2014 at 18:44

      @dionisio,speriamo di non aspettare un altro mese,senno me devo rilegge tutto .

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 29 giugno 2014 at 22:59

      Cari signori @piranha e @dionisio
      pensavo di fare una pubblicazione la settimana……( 18 a 28..vabe, son 10 ggiorni… :D ) ma provo a vedere se riesco ad andar piú rapido. prometto :pray
      Credo di capire cosa intenda per poesia signor @aurelius: una maniera di “vedere” il mondo, un specie di filtro sulla retina e su tutti i nostri organi di senso che danno una certa coloritura alle cose che ci é dato di percepire nella nostra esperienza quotidiana; un “mode” in cui cerco di stare il maggior tempo possibile e devo dire che PV mi da un’ aiutino…. :-)
      Le porgo inoltre miei ringraziamenti per la bella canzone che peraltro é proprio degli anni in cui é ambientata la storia, signor @matt , puó esserne un po’ la colonna sonora.

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    • Piacevole e scorrevole caro @AtiLeong, come c’era da aspettarsi da una penna come la sua (in questo caso una tastiera). Faccio il tifo per Rampin, spero in una buona suite.

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      • luporosso
      • luporosso

      • 1 luglio 2014 at 18:13

      Qui un altro “fan” di Rampin Attilio, ma soprattutto di @AtiLeong che si unisce al coro di lode ed incoraggiamento. :dreaming :doubleup

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