• La DOTTORESSA DELLA CASERMA DEGLI ALPINI parte 3

    La mensa alla sera per la cena pare piú rumorosa del solito.
    Vola sulla fatidica dottoressa qualche commento qua e lá, banalitá di rito, ma i piú non ne sanno ancora niente.
    Rampin si siede, masochista, a lato del lussurioso Loris che si limita secco a un “Non h’ho ancora vista”, non gli piace essere indietro a altri piu informati di lui e si prepara a recupere terreno per l’indomani.
    La storia passa di bocca in bocca, quasi nessuno l’ha vista, anche le descrizioni fisiche scarseggiano e quando il silenzio scende sulla caserma giá é leggenda la misteriosa dottoressa della caserma degli alpini.
    Corrono voci che sia figlia di un politico a Roma, nipote di un generale della Tridentina che ha fatto la campagna di Russia; ex fotomodella, pare somigli a Ornella Muti o forse a Naomi Campbell, infatti sua madre é cubana; che lavorava in ospedale a Bassano del Grappa e era stata compagna di classe della sorella di tale Marco Mazzer; tornava da una missione in Kosovo, era stata azzurra di atletismo, era americana dell’ AFI in uno speciale programma di intercambio militare Italia-USA, Polacca raccomandata dal papa…….
    Le storie su di lei si moltiplicano, si gonfiano e sgonfiano tra i poveri e ignari soldati, mentre nella tranquillita sussiegosa della mensa ufficiali cerca di ambientarsi la spaesata Dominga Ferri.
    Quando ha giá sollevato il vassoio e si guarda attorno per scegliere un tavolo per cenare in triste ma sicura solitudine le si materializza di lato, galante, insinuante, atletico e curvo come un ciclista il tenente Zanetti: “Mi fai compagnia?”.
    Un po’ imbarazzata si gira e con l’espressione piú amichevolmente neutra che le riesce accenna di sí col capo.
    Lo Zanetti le si siede di fronte e dapprima si occupa, con studiata nonchalance, delle sue pietanze utilizzando i condimenti disponibili con ostentata sapienza e intanto le lancia occhiate fugaci in tralice analizzando la preda: ha un viso ovale un po’ lungo ma non troppo, bocca piccola ma sensuale, un naso dritto alla francese, mansueti occhi mediterranei, capelli neri tirati all’indietro con una semplice coda di cavallo che evidenziano l’innegabile bellezza dei lineamenti, ha qualche pallido accenno di brufoli nelle tempie che forse denunciano un limitato interesse all’estetica, collo e mani lunghi e eleganti: dev’essere sul metro e settanta e dimostra al massimo 22-23 anni anche s, essendo laureata deve averne almeno un 25 calcola scientifico il tenente Zanetti, ingeniere elettronico pentito che ha trovato una quasi monacale vocazione tra le mura di una caserma.
    La ragazza intanto inizia a mangiare pacatamente cercando di sparire confondendosi nel clima sommesso della sala anche se sa bene che non puó.
    Il tenente giá ha sforchettato alcune volte le sue penne al pomodoro e ormai la guarda diretto apprestandosi all’inesorabile conversazione.
    “Ma tu, hai vissuto piú quí o lí?” attacca improvviso.
    Dopo aver educatamente finito di masticare, solleva gli occhi e finalmente si decide a guardare diretto il suo interlocutore “Ho quasi sempre vissuto in Spagna, peró venivo tutti gli anni ad Alessandria da mio nonno” il suo italiano rivela, nella sua voce calma, solo un leggerissimo accento che ne denuncia le origini.
    “tuo padre é piemontese…” asserisce il tenente, nel tentativo di non far morire la conversazione.
    Capita l’antifona, la ragazza preferisce prendere in mano la situazione e cercando un tono piú alto e vivace e chiarisce che “il nonno” (pare da come ne parla che sia parecchio affezzionata al vecchio) é andato a lavorare in Argentina quando il padre aveva 2 o 3 anni, dove é cresciuto fino a 20 circa e quando é tornato in Italia ha vissuto a Genova per studiare all’universitá”.
    La cena passa cosí, col nostro tenente a spillare notizie e mandar charme alla giovane dottoressa, sulla difensiva ma tutto sommato a suo agio.


    AtiLeong ha scritto anche:




    • :-) :dreaming :dreaming :clap

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      • aurelius
      • aurelius

      • 7 luglio 2014 at 7:21

      sempre ben ” fotografato” CaVo AtiLeong…l’ex cursus delle ipotesi sulla biografia della Dottoressa…splendido!!! :D :dreaming ;-)

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      • dionisio
      • dionisio

      • 7 luglio 2014 at 9:58

      Con i tuoi scritti sembra sempre di essere presente fisicamente nella storia.
      Vado a leggermi il seguito…..
      Bravo :doubleup

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 7 luglio 2014 at 10:10

      Confesso a lorsignori che il riferimento a “Ornella Muti” e di natura autobiografica:
      Quando sono arrivato in Portogallo per lavorare hanno detto al mio capo
      ( apposta per prenderlo per il culo, si son sbagliati…non so…) che gli stava per arrivare unA italianA. Il brav’uomo, classe 1950 , mi confesso in seguito che aveva fantasticato gli apparisse una giovine simile alla suddetta attrice e invece ero IO…. :rotfl :rotfl :rotfl :rotfl
      quando si dice sfiga….

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