• Stenka
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    • 16 giugno 2014 in Donne

    Perchè le donne stanno tanto in bagno (by Ettore Castiglioni)

    Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina la mamma ti portava in bagno, puliva l’asse di appoggio, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: “MAI, MAI appoggiarsi sulla tazza del bagno. Ricordati!”. E poi ti mostrava “la posizione”, che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza. “La posizione” è una delle prime lezioni della vita di una bambina, importantissima e necessaria e che deve accompagnarla per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, “la posizione” è terribilmente difficile da mantenere, soprattutto quando hai la vescica che sta per esplodere. Soprattutto quando “devi andare” in un bagno pubblico e ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Sean Connery. Allora ti metti buona buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre donne che aspettano anche loro con le braccia e le gambe incrociate. Perché questa è la posizione ufficiale di “Me la sto facendo addosso”.
    Finalmente tocca a te, ma arriva sempre una mamma con “la bambina piccola che non può più trattenersi” e ne approfittano per passarti davanti tutte e due!
    A questo punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso come un tornado alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai), ma non importa…. Appendi la borsa ad un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è mai) ispezioni la zona. Il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi appoggiarla lì, per cui te l’appendi al collo, ed è pesantissima, piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché “non si sa mai”. Tornando alla porta, dato che non c’è la chiave devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni ed assumi “la posizione”. Aaaaaaaah…..finalmente…..
    A questo punto cominciano a tremarti le gambe, perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta ed una borsa da 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire l’asse della tazza né di coprirla con la carta. Dentro di te pensi che non succederebbe nulla, ma la voce di tua madre ti risuona in testa “Non sederti MAI su di un gabinetto pubblico!”. Così rimani nella “posizione”, intanto che, per un errore di calcolo, un piccolo zampillo ti schizza sulle calze. Sei già fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere la “posizione” richiede grande concentrazione e per allontanare dalla mente questa disgrazia cerchi il rotolo della carta igienica; MA…o cacchio…! non c’è…! (Mai).
    Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia almeno un misero kleenex. Ma per cercarlo devi lasciare andare la porta. Ci pensi su un attimo ma non hai scelta. E non appena lasci la porta qualcuno la spinge e così devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. Questo NO!! Allora urli “OC-CU-PA-TOOO!!” continuando a spingere la porta con la mano libera. A quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano abbiano sentito e quindi puoi lasciare la porta senza paura; nessuna oserà aprirla di nuovo (in questo le donne si rispettano molto). Ti metti quindi a cercare il kleenex; vorresti usarne un paio ma, siccome sai quanto possono tornare utili in casi come questo, ti accontenti di uno. Non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così piccolo non sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex (perché l’altra sostiene i pantaloni) e conti i secondi che ti restano per uscire di li; sudando perché hai indosso il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre in fronte, lo schizzo sulle calze…ed il ricordo di tua mamma che si vergognerebbe a morte se ti vedesse così. Perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero “non sai quante malattie potresti prenderti qui”.
    Ma la debacle non è finita. Sei esausta e quando ti rimetti in piedi non senti più le gambe. Ti rivesti velocemente e, soprattutto, tiri lo sciacquone!
    Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno; che vergogna!
    Finalmente vai al lavandino. Il ripiano è tutto pieno d’acqua e non puoi appoggiare la borsa; te la appendi alla spalla. Non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finchè riesci finalmente a lavarti le mani con una posizione da Gobbo di Notre Dame per non far cadere la borsa nel lavandino. L’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando davanti a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate ed in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che là dentro hai passato un’eternità. E sei fortunata se riesci a non uscire con un pezzo di carta igienica attaccata alla scarpa o, peggio, con la cerniera dei pantaloni abbassata e lo slip in bella vista!
    Anche se, da statistica, non saresti l’unica e neppure l’ultima!
    Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.
    “Come mai ci hai messo tanto?” ti chiede un poco irritato.
    “C’era molta coda!” ti limiti a rispondere.
    E questo è quindi il motivo per il quale le donne vanno in bagno in gruppo; per solidarietà!
    Perché: una ti tiene la borsa ed il cappotto, l’altra ti tiene la porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta.
    Così è tutto molto più semplice e veloce, perché tu devi solamente concentrarti nel mantenere la “posizione”.
    E la dignità!


    Stenka ha scritto anche:



      • Matt
      • Matt

      • 16 giugno 2014 at 14:15

      Divertente, ma sembra scritto da una donna: forse anche Ettore Castiglioni faceva scrivere la sua Ettora/Epicura? :-?

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    • Mi pare manchi un elemento importante della procedura; quando nella fretta di tirarsi su le calze ed uscire uno strappo della carta igienica che stendono sul bordo del cesso rimane ficcati tra chiappe e calze e pende di dietro come una coda bianca mentre escono dalle toilette.
      Questo fenomeno è generalmente osservabile per breve tempo in quanto stranamente in questo le donne sono abbastanza solidali tra loro e si avvisano a vicenda quando accade.
      Per il resto, molto buona! :clap

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      • CCSP
      • CCSP

      • 17 giugno 2014 at 0:56

      “Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.”
      Eh già! L’ unico vantaggio che è rimasto agli uomini nel 2014! :))
      Bello scritto Stenka! :doubleup

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      • Stenka
      • Stenka

      • 17 giugno 2014 at 2:34

      Hai ragione Matt, sembra scritto da una donna. Ma, secondo me, era appunto anche questa una delle “abilità” di Ettore, quella di personificarsi.

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    • Bravo Ettore, il problema riguarda soprattutto le donne pudiche, in Francia spesso escono in due o tre e mentre una o due coprono l’altra piscia, in mezzo la strada ed in tutta tranquillità ;-)

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      • luporosso
      • luporosso

      • 18 giugno 2014 at 19:55

      Grazie @Stenka e Grande Ettore.
      Stiamo giá aspettando il prossimo, ma facci aspettare un pó cosí poi ce lo godimo di piú…il tuo amico”quel borseggiatore di luporosso”eheheh

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