• luporosso
    • Luporosso

      Poligrotta nonché Autodilatta
    • 5 febbraio 2014 in Donne

    Rashida, Pilar e la terza faccia della medaglia

    “RASHIDA, PILAR E LE TRE FACCE DELLA MEDAGLIA”

     1/ “Té, amlú e acqua di rose”

     Settembre 1986, Marocco.Pomeriggio.Casa dei miei, quartiere residenziale, ville adiacenti con giardino.Fra qualche giorno lasceró il Marocco dove ho vissuto 10 dei miei 18 anni appena compiuti per andare in Europa a fare l’universitá.I miei genitori sono in giro per lavoro durante qualche mese ed io abiteró in Spagna con mio zio paterno, militare di carriera e scapolo impenitente, il quale ha appena finito i 30 anni di servizio e si é ritirato dall’esercito per lavorare con i miei genitori. Lo adoro per il suo modo di essere “oficial y caballero” e io per lui sono il figlio che non ha avuto.

    É il mio migliore amico , anche se ha 30 anni piú di me.

    Mi accendo una canna in giardino all’ombra di un tiglio quando Rashida, la vicina di fianco mi chiama.Ha 26 anni, ha un bimbo ed é vedova di un militare piu anziano di lei, ucciso 3 anni fa nella guerra del Sahara.Di una famiglia borghese della cittá, vive con suo figlio ed ha una buona pensione del marito.Siamo vicini da anni, é amica dei miei genitori.Spengo la canna appena accesa, me la metto in tasca ed esco sul cancello.

    Dice che ha preparato “Amlú”, la “Nutella” marocchina, una pasta dolce da spalmare sui dolci o sul pane fatta con miele, frutti secchi polverizzati e olio profumato di argan e che ne ha fatto anche un pó per noi. Rashida é di Kenitra, ed ha il fisico tipico di quella regione, capelli castani chiarissimi e occhi neri, formosa, pelle dorata  e viso sfacciato da bimba birichina.Mi é sempre piaciuta da matti, ma sono solo il figlio minore dei vicini e lei una adulta con un bimbo. Entro in casa sua come tante altre volte. Mi fa sedere: é quasi impossibile uscire da una casa laggiú senza bere il té. Va in cucina, torna col vassoio: amlú, pasta sfoglia, té alla menta. Mentre mi serve mi guarda sott’occhio e poi spara: “Dai, fatti una canna” e io : “Come?” Ridendo, mi dice “T’ho giá sgamato varie volte per l’odore, quando sei solo e fumi in giardino ma non avere paura, non lo diró a nessuno.Dai, offrimi una canna, mio figlio é con mia sorella e me lo porterá dopo cena”

    Io mi sono calmato, tiro fuori la canna di tasca e la accendo, fumo un pó, indeciso sul da farsi, mentre le chiedo “Ma tu hai giá fumato?” “Fumavo a volte con mio marito buon’anima ma da quando sono sola mi mancano molte cose che facevo con lui” e mi guarda fisso negli occhi con un mezzo sorriso. Io quasi mi strozzo, le passo la canna e approfitto che lei fuma per bere un pó di té e darmi un contegno.Le parole che ha usato, nella enfatica cadenza dell’arabo, hanno un doppio senso chiarissimo, anche per me che sono vergine a parte un pó di “petting” con qualche mia coetanea.

    Vada che la vicina fumi, ok, ma é impossibile che mi stia seducendo! No, no, dev’essere l’effetto dell’ hashish che mi fa immaginare pazzie. Lei spegne il mozzicone, beve e mangia una sfoglia con amlú, senza parlare.

    Io sono eccitatissimo ma la situazione mi supera, riempio i bicchierini di té, faccio un sorso, lascio una pallina di fumo sul tavolo e mi alzo, quasi non mi esce la voce “Scusa, devo andare, qui ti lascio due canne.” Si alza anche lei, mi mette una mano sul petto, poi l’altra, é appena piú bassa di me, si avvicina, le sue mani mi arrivano dietro la nuca, mi attira a sé, mi bacia. 

    La sua bocca sa di amlú e da allora sempre che ne mangeró penseró a Rashida, ho gli occhi chiusi, lei mi dice di aprirli mentre mi sbottona la camicia, ci baciamo di nuovo e di colpo mi prende per mano e mi porta in camera sua. Mi siedo, sballatissimo, sul letto a baldacchino, lei si sfila il vestito mentre io mi levo la camicia, sotto ha solo gli slip, rimango lí inebetito, ho i pantaloni ancora addosso e l’uccello a punto di esplodere, non ho mai visto dal vero una donna tutta nuda, lei lo intuisce perché mi guarda sorridendo lievemente e mi dice “Non l’hai mai fatto?” Faccio “No” con la testa come un cretino “Vuoi farlo con me?” Mi esce un “…Ssí…”da bambino piccolo davanti alla maestra e penso “Adesso mi butta fuori”. Invece non dice nulla, mi guarda con un espressione che non avevo mai visto, si inginocchia, mi leva le scarpe, le calze…io mi raccapezzo appena quanto basta per aprirmi i pantaloni che stanno scoppiando, lei me li sfila dalle caviglie e viene a sdraiarsi. Mi sdraio accanto a lei,ci baciamo ancora, mi prende una mano e la mette sui suoi seni, hanno i capezzoli grandi e marroni, mi tocca l’uccello per prima volta, lo libera dallo slip.

    Voglio imitarla e le metto la mano nelle mutandine. La accarezzo, lei mi ferma, se le leva, é depilata e umida.Dice “Piano, toccami piano”, non ho mai toccato una donna in quel modo, é sempre piú umida, lei continua accarezzando il mio uccello, poi comincia a baciarmi il petto e a leccarmi l’addome, tenendo il cazzo un pó alzato, poi me lo lecca dappertutto e se lo mette in bocca. Io sto immobile pensando “Adesso mi sveglio” ma no, il sogno é reale, comincio a gemere, lei si stacca poco a poco, si mette a cavalcioni su di me e comincia a strofinarsi tutta bagnata lungo il mio cazzo.Geme ripetendo il mio nome, la sua voce adesso é rauca, fa un movimento con i fianchi non so come e se lo mette dentro.É la prima volta che penetro una donna. La sua figa é stretta e caldissima, comincia a muoversi lentamente, poi aumenta un pó il ritmo, io le accarezzo i fianchi e i seni, si china per baciarmi e, nel momento in cui i suoi capezzoli eretti toccano il mio petto, qualcosa scatta in me e adesso mi muovo anch’io al suo ritmo ma é la prima volta, e non so controllare il piacere: quando si accorge che sto venendo si muove freneticamente, mi scopa di brutto e dopo un momento viene anche lei e si accascia su di me. Ho il ventre e le cosce bagnatissimi. Appena recupera un pó il fiato si mette a ridere: “Fra te che non l’hai mai fatto e io che sono tre anni che non lo faccio formiamo proprio una bella coppia!” Mentre ride sono ancora duro dentro di lei, la sua figa si contrae e mi stringe con le risate. Quasi vengo di nuovo…

     Lei si alza lentissimamente e gemiamo all’unisono al separarci. ”Aspetta…”

    Torna con una bacinella d’acqua e sapone: mi lava, lei si é giá lavata, ha in mano un aspersore di acqua di rose e me ne tira un pó addosso ridendo, poi ne prende qualche goccia e comincia a spalmarsela sulla figa.

    Si mette sdraiata a gambe aperte,con un cuscino sotto le reni.

    ”Ti é piaciuto quando ti leccavo? Adesso tocca a te: leccami, comincia dall’interno delle cosce e vai su…”.Ubbidisco, ipnotizzato come un topolino davanti a una anaconda, quando arrivo alla figa mi insegna come le pìace. “Vedi questo bottoncino?”…

    L’acqua di rose mi sta ubriacando, l’ho gustata mille volte nei dolciumi, ma oggi capisco a cosa serve, mentre lecco e rilecco il centro dell’Universo.

    Lei mi avvicina ancora di piú a sé, ora comincia a muoversi contro la mia lingua impazzita, trema e grida lungamente, poi smette di agitarsi e, mettendomi le caviglie sulle spalle, sussurra : “Adesso vienimi sopra e scopami tu”. La penetro forte, ho paura di farle male ma non posso fermarmi, dopo un pó lei dice “Sto per venire di nuovo,vieni assieme a me” ma io non riesco, continuo, lei viene mordendomi un braccio e gemendo, io continuo ancora e ancora, non posso fermarmi, ma niente. Allora lei mette le gambe intorno ai miei fianchi, alzandosi un pó per succhiarmi forte i capezzoli, non so se sopravviveró, e presto mi fondo in un orgasmo tellurico senza precedenti gridando il suo nome. Rimaniamo abbracciati su un fianco, io sono ancora dentro di lei e restiamo sospesi in un dolcissimo dormiveglia. Dopo un pó dobbiamo muoverci perché sua sorella fra poco arriverá con suo figlio.

    Voglio rivederla, voglio morire e resuscitare di nuovo come oggi.

     

    Ci accordiamo che dopodomani fará in modo di essere sola di nuovo e che

    dopo le cinque devo entrare dalla porta della cucina attraverso il giardino. Infatti ci rivediamo, questa volta é diverso, c’é piú urgenza, piú fuoco nei nostri corpi, e forse stranamente allo stesso tempo ancora piú dolcezza. Ripetiamo piú o meno gli stessi gesti della volta prima, come due musicisti eseguendo un pezzo di un repertorio conosciuto e amato da entrambi.

    Salvo che stavolta l’acqua di rose la usiamo anche su di me…

    Saranno le dieci di sera e la lascio a malincuore, salto il muretto che separa le nostre case ed esco da dietro una siepe, giusto a tempo per imbattermi in mio zio che é arrivato prima del previsto ed é uscito a fumare un sigaro in giardino. Si gira di scatto sentendo qualcuno che salta il muretto. E adesso che gli dico? Ci guardiamo un attimo, mi fa: “Ah, sei tu…” Poi, freddo: “Hai una scarpa slacciata”. Mi chino ad allacciarla mentre lui accende il sigaro, e mi chiede per favore di portargli un brandy. Vado dentro, glielo porto: “E tu non bevi niente? O hai sonno?”.Prendo la scappatoia al volo, “Ho sonno, zio”. Giá in camera, cerco l’odore di Rashida sulla mia pelle, mi faccio un cannone e mi addormento pensando a lei.

    L’indomani vengono i parenti di Rashida a visitarla, ha la casa piena di gente, maledetti, e io dopodomani parto.Quando la rivedró? Quando?

    Rashida il giorno dopo parte con i suoi parenti a Kenitra per qualche giorno e non abbiamo l’occasione di salutarci. Anch’io poi parto pensando a lei…

     2/ “Torta Sacher e champagne”

     Tre settimane dopo:Barcellona, é sera.Io e mio zio stiamo cenando insieme in casa e lui mi dice “Domani pomeriggio ti invito al teatro.Pranza leggero e poi alla sera andremo al tuo ristorante preferito.Fatti trovare pronto verso le due.” Mi sembra un pó strano, normalmente non ci sono spettacoli  a quell’ora a Barcellona ma forse é una prova generale privata di qualche amico di mio zio che é un grande fan del teatro e conosce molti teatranti.

    L’indomani alle due ci troviamo a casa.Vedo che ha comprato due bottiglie di champagne, dolci e salatini.Usciamo, camminiamo in silenzio 10 minuti e ci fermiamo davanti a un edificio ed entriamo. Io penso: “E il teatro?”Saliamo due piani, ci fermiamo davanti a una porta e mi dice: “Ti porto al teatro, ma al teatro delle belle donne. É il mio regalo per i tuoi 18 anni.Tuo padre sa che oggi sei qui con me, tua madre no. Nessuno sa di Rashida, sará un segreto fra noi due. Tu divertiti e fammi fare bella figura Quando hai finito non mi aspettare, ci vediamo stasera al ristorante “7 Puertas” alle 9.” Bussa, e non ho tempo di dire nulla.

    Ci ricevono due donne sui 30 anni, bellissime, una mora e una rossa, Ana e Pilar, che salutano mio zio molto effusivamente,come fra vecchi amici. Presentazioni, una copita, due chiacchiere, otra copita e poi mio zio e Ana la mora si scusano e si ritirano.La rossa Pilar (sembra appena uscita da un quadro del Tiziano) mi viene a sedere vicino, continuiamo a chiacchierare per qualche minuto, lei mi parla dolcemente, toccandomi in modo quasi casuale, appoggiandomi ora una mano sul ginocchio, ora sul petto, poi mi si accosta sorridendo, mi bacia soavemente sul collo, sulle labbra, in bocca.Dolce.“Ho voglia di te” mi dice all’orecchio.Si alza e io la imito:in piedi, con una mano mi accarezza la schiena e con l’altra l’inguine. Appena faccio per abbracciarla mi prende per la cintura e mi conduce in una stanza con un letto enorme e pesanti cortine alle finestre. Mi ferma, sono in piedi, mi tira fuori l’uccello giá duro e, sedendosi sul letto davanti a me, comincia a baciarlo e leccarlo, facendo ogni tanto il gesto di prenderlo in bocca ma invece prolongando l’attesa finché riesco solo a musitare: “Por favor, por favor, por favor…” vorrei dirle “Chúpamela” ma non ho il coraggio di finire la frase. Solo allora comincia a succhiarmelo piano piano mugolando e muovendo la lingua mentre succhia e mi guarda dritto in faccia con i suoi occhioni verdi. Con una mano mi tiene il cazzo mentre con l’altra mi accarezza il petto sotto la camicia.Quando nota che sono prossimo a venire mi dice “Vienimi in bocca, voglio assaggiarti, voglio bere il tuo latte”.Le sue parole mi fanno venire subito

    A Rashida non sono mai venuto in bocca, urlo e sono scosso da spasimi, agito la testa di qua e di lá come un possesso mentre Pilar, insaziabile, continua a succhiarmi fino a che non mi agito piú.Sono piú morto che vivo.

    Quando si stacca vedo che non sputa niente e capisco che ha ingoiato il mio sperma. Mi viene la pelle d’oca. Con tutto questo siamo ancora vestiti.

    “Dai facciamoci la doccia insieme” ed io penso “Con te aprivo il Mar Rosso come Mosé, mica solo la doccia” pero riesco appena a dire: “Sí, claro”

     Io ti insapono e tu mi insaponi, risatine, io ti tiro l’acqua e tu la tiri a me, mi sto innamorando per la seconda volta in meno di un mese.Ci mettiamo gli accappatoi, io ho qualche difficoltá a chiudere il mio, lei ride, mi asciuga i capelli, mi chiede di asciugarle i suoi, mi calmo un pó.

    Mi porta di nuovo di lá, siamo nudi e profumati sul letto.Sorridendo prende dei foulards e mi lega i polsi alla spalliera del letto: “Non avrai paura,spero”

    Io sono lí a bocca aperta non solo per le legature, ma perché é bellissima, bianchissima, con un pó di lentiggini sulle spalle,seni che puntano all’insú, ed é depilata, ma conserva un triangolino rosso sul monte di Venere, rosso come i lunghi capelli ondulati che le arrivano a metá schiena, ancora umidi

    Riesco appena a balbettare che non ho paura, e che lei sembra un angelo

    Mi lega anche le caviglie, lasciandomi vedere il suo culo di porcellana e una fessurina che spunta fra le cosce, mentre assicura i foulards al letto.Si accosta e sembra trasformarsi, si mette a gambe aperte sulla mia faccia e comincia a strofinarmi la figa sul viso, intimandomi di leccargliela. É un ordine, breve e secco : “Leccami la figa, maricón” io sono stupito di sentirla insultarmi dandomi del finocchio ma lei non mi dá tempo di reagire perché mi prende con forza la testa e si strofina ancora piú forte, mentre mi urla “Tira fuori la lingua,di piú,di piú”.Sta“usandomi” ma non voglio che smetta Il mio cazzo, senza che lei lo tocchi, é durissimo, lei si agita sempre di piú, la sua figa mi possiede,sto gemendo, lei grida “Te gusta,eh? Lame,cabrón!”

    Ho tutta la faccia bagnata, lei geme e trema sulla mia bocca lungo tempo, poi mi lascia andare. Mi prende di nuovo l’uccello in bocca ma questa volta se lo mette tutto dentro, fino in gola. La Terra smette di girare.

    Si stacca lentissimamente e poi lo fa di nuovo. I secondi nei quali il mio cazzo resta teso fuori dalla sua bocca sono pura agonia, e lei varia la durata ogni volta.Perdo il conto delle volte che mi tortura cosí. Voglio morire qui, adesso.

    Quando vede che solo a sfiorarmi inarco la schiena e impazzisco,si alza e prende qualcosa dal cassetto, sembra una collana, e anche una boccetta. Inizia a lubrificare il mio ano con l’olio della boccetta, e poco a poco mi introduce delle piccole palline di cristallo,unite fra loro con una catenina, ossia ció che avevo scambiato per una collana.

    Poi mi mette un condone, si mette a cavallo sopra  di me ma dandomi le spalle e comincia a scoparmi con violenza, la visione di lei cavalcandomi in quella posizione mi infiamma, cerco di muovermi anch’io e lei si gira e mi dice ”Stai fermo!”, con lo stesso tono di prima, un’ordine, non una richiesta. OK, sto fermo. “Quando stai per venire dimmelo”, mi ordina, senza voltarsi a guardarmi, il suo respiro comincia ad essere piú veloce,e si dimena su di me, agitando la testa. Ma io non voglio venire, non voglio smettere, resisto piú che posso, e anche il condone mi aiuta, ma alla fine mi arrendo: “Pilar, cariño, sto per venire” e lei, “Ahora muévete, cabrón!”

    Mi muovo, e al mio primo spasimo, lei comincia a tirare fuori le palline lentissimamente.Il mio orgasmo é cosí lungo e intenso da farmi quasi male, inarco la schiena, sollevando Pilar sul mio pube, e poi ricado, fulminato.

    Lei si separa, facendomi rabbrividire di nuovo.Sto a occhi chiusi, sento che mi sta slegando, e temo sia l’ora di andare ma viene a sdraiarsi vicino a me.

    “Rilassati, adesso”. É di nuovo affettuosa come prima, mi coccola. “Sei stanco?” Io ho 18 anni, sono in Paradiso, rispondo “No, para nada”. “Ho fame, e tu? Facciamo un pó di merenda?” “Buena idea”, dico io, che in quel momento avrei considerato buona idea anche saltare con lei dalla finestra.

     Torta Sacher e due coppe di champagne son quello che passa il convento. Mangiamo in silenzio, poi lei si fuma una sigaretta.Torniamo alla doccia, stavolta piú sbrigativa, io sono un pó dubbioso, non so se la doccia é il preludio al momento di salutarci oppure al prossimo round.A un tratto lei si siede sul bordo della vasca e mi dice, guardandomi fisso negli occhi, ”Scopami la bocca, ti prego”, con aria implorante. Il mio cazzo, che era giá mezzo duro per la doccia reciproca, balza sull’attenti alla parola “scopami”. Lei sta immobile con la bocca aperta e mi guarda.Glielo metto fra le labbra e comincio a muovermi piano,e lei mi prende le natiche,mi fa entrare di piú e mi fa muovere piú forte e capisco cosa vuole che le faccia, le prendo la testa e “uso” la sua bocca come ha fatto lei prima con me.

    Lei mugola appassionatamente, io mi eccito e continuo, adesso senza piú timidezza, fino quasi a venire ma lei si stacca e “Mettimelo nel culo, per favore, dai, adesso” con l’aria implorante di prima, quegli occhioni verdi e quella faccia d’angelo. Mi mette un condone, si lubrifica, si appoggia al lavandino.Lo specchio ci riflette fino a mezzo busto, io entro piano piano nel suo culo mentre lei mi dice che lo vuole tutto, che é la mia schiava, che la rompa in due, che la prenda per i capelli, e che vuole che le sborri in bocca di nuovo: io alla terza e con condone non ho tanta urgenza di venire, mi godo la scopata nello specchio, i suoi gemiti e le sue parole che mi arrapano da morire. Una volta appagato, esco e mi levo il condone, lei si risiede sul bordo della vasca immobile,implora di nuovo “riempimi la bocca di latte” e la spalanca come prima. Stavolta so come si fa e la stantuffo fino ad accontentarla.

     Dopo le accarezzo il viso, lei sorride, e comincia a lavarsi da sola.Con l’accappatoio addosso e l’asciugamano in testa é bellissima lo stesso. Mi lavo da solo, mentre lei mi porta i miei vestiti e poi mi aiuta a vestirmi.Nella stanza ci sono due poltrone, un tavolino basso e una chaise-longue dove lei si adagia e mi indica una poltrona.

    “Come ti é piaciuto di piú, dolce, dominante o sottomessa?”Io lí per lí non so bene cosa dire, ma lei continua: “É importante che tu capisca che ho recitato tutte e tre le volte, e che in realtá tu non sai nulla di me, ed é giusto cosí. Tu sei giovane e carino ma se fossi stato anziano e brutto ti avrei fatto le stesse cose. Adesso te ne andrai e non tornerai da me almeno per un anno, e se proprio vuoi tornare qui potrai stare con la mia amica Ana, e anche con lei una volta sola. Qui si viene a vivere una fantasia, non a innamorarsi davvero. Hai capito?” “Sí” “Muy bien.Vieni, ti accompagno.” Sulla porta mi abbraccia e mi dá un bacetto sulla guancia. Per la strada levito e rivivo l’accaduto. Sembra che vada in giro con una banana in tasca.

    Piú tardi, al ristorante con mio zio si parla del piú e del meno fino alla fine della cena.Poi dos copitas, ed ecco che entra in materia: “Come é andata con Pilar? Ti é piaciuta?” “Sí zio, grazie, é stato un regalo magnifico” “Che buon pro ti faccia, ma dimmi una cosa, parlando di Rashida e tralasciando i dettagli di cosa avete fatto, che queste cose un caballero non le spiega, da quanto tempo va avanti la storia fra voi due ?”Gli dico che non c’é nessuna storia ed é visibilmente sollevato.

    “Dimmi, prima di stare con Pilar ti mancava Rashida da morire, ma adesso non tanto, vero? ” “Sí” “E se Pilar non ti avesse detto di non tornare ci torneresti domani stesso,vero?” “Sí”

    “Prima cosa da imparare, le donne anche loro sentono l’attrazione di un uomo. Rashida ti ha fatto sentire un uomo per la prima volta, e non la dimenticherai mai ma non é necessariamente amore. Per questo ho detto a Pilar che ti trattasse in vari modi differenti per metterti fuori gioco e farti capire che le cose che hai fatto con Rashida, e molte altre ancora, le puoi fare con chiunque, e goderne, anche senza essere innamorato.

    Sai qual’e la vera differenza fra le due? Rashida é reale, con i suoi pregi e difetti, ma Pilar no, hijo mio, Pilar no es real. Pilar es un sogno, una fantasia e puoi chiederle di essere ció che vuoi.

    Attenzione,é bellissimo avere una relazione di coppia ,essere innamorati e come tu ben sai ho avuto varie “fidanzate” durante tutti questi anni, molte delle quali hai conosciuto. Sfortunatamente, l’innamoramento e le relazioni di coppia non sempre durano tutta la vita, come ci vorrebero far credere i films, i romanzi e in generale la morale giudeocristiana imperante in Occidente. Certo, tu starai pensando ai tuoi genitori, e sí, hai ragione, loro hano avuto fortuna o forse sono stati intelligenti e sono stati capaci di preservare il loro rapporto ma sono parte di una grande minoranza.Pensa che la stragrande maggioranza dei popoli, a parte appunto Occidente, sono o sono stati poligamici.

    Le donne istintivamente sanno scindere molto di piu che un uomo il sesso dall’amore.Nella nostra societá occidentale hanno imparato quindi a usare il sesso e l’emozione che lo accompagna, come la proverbiale carota davanti all’asino,perché il buon sesso é soprattutto emozione.Allora hijo mio,non elemosinare mai una emozione, piuttosto comprala.Se te la regalano, come Rashida, accettala, godine e ricambiala, ma non ti abbassare mai a elemosinarla. Per farti da mangiare sei capace e se no c’é il ristorante, perché ti lavino e stirino ci sono la lavatrice e la tintoria, e per scopare e/o emozionarti senza compromessi ci sono le donne come Pilar.

    Non fare come quel tonto di tuo fratello maggiore che adesso si vuole sposare con la sua ragazza che é la prima e unica novia che ha avuto.

    Intendiamoci, ti auguro di tutto cuore di trovare una donna con la quale valga la pena di restare tutta la vita,ma per essere capace di riconoscerla devi prima, a mio modesto avviso, conoscere molte donne, conoscere un pó il mondo e la vita.In definitiva, dovrai conoscere te stesso prima di riconoscere gli altri per ció che sono e non per ció che tu vorresti che fossero.Questo é un dovere,prima di tutto verso te stesso, ma anche verso l’ipotetica persona “giusta” che tutti vorremmo avere.”

     3/“La terza faccia della medaglia”

    É giá passato qualche anno da quel mese di Settembre, ci sono state molte Rashida e Pilar ma non sono rimasto con nessuna, “Ships that pass in the night…”and all that. Va piú che bene cosí, grazie. Quando mi sento romantico, spalmo “amlú” su una sfogliata all’acqua di rose e penso a Rashida e a com’ero.La cerco in tutte le fidanzate che ho.

    Ma se sono solo, e mi viene voglia di sentire il suo calore perché in quell’attimo mi sento perso e infreddolito, cerco un luogo con torta Sacher e champagne e compro a una Pilar un pó di piacere e un pó di oblío per aiutarmi a scoprire a chi assomiglio ora.

     22 anni dopo…

    Per la prima volta ho qualcuno con cui restare sempre che ingloba tutte le Rashida e Pilar possibili. Ho tardato tutta la mia vita finora per trovarla.

    Per la prima volta mi trovo a immaginare invecchiare insieme, figli, nipoti.

    É Lei, lo so perché l’ho trovata proprio quando non la stavo cercando…

     Ma se mi vedi ancora, ogni tanto, varcare l’uscio di una casa che non é la mia, dove mi aspettano due giovani donne, sappi che se lo faccio senza rimorsi é perché non cerco piú in loro né Rashida né Pìlar né tantomeno la donna ideale. Esse, sebbene di carne ed ossa, non sono reali quando ci stiamo accarezzando, ed io mi contagio della loro irrealtá possedendole.

    In quel momento tutti e tre siamo solo…Fantasia.

    “Ships that pass in the night, and speak each other in passing,

    only a signal shown, and a distant voice in the darkness;

    So on the ocean of life, we pass and speak one another,

    only a look and a voice, then darkness again and a silence.”

    Henry Wadsworth Longfellow

    Dedicato a LittleTruths, Aurelius ed a tutti i veri filibustieri che sfoggiano le loro cicatrici come medaglie. Morire per morire, che sia ritti sul ponte con la furia negli occhi, le armi affilate e salde in pugno, sulle labbra un sorriso sprezzante e in gola un ultimo grido di sfida: “Que me quiten lo bailao!”


    Luporosso ha scritto anche:




    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Un gran bello scritto questo quì, per un esordio in linea con il Personaggio che conosciamo come Luporosso… :clap
      Luporosso, Rashida, lo Zio, Pilar, l’amlù, l’acqua di rose, i preziosi insegnamenti e le riflessioni lucide, ponderate, obiettive…i fumi dell’hashish e la magia di quel pomeriggio; un messaggio che hai messo in una bottiglia ed affidato ai flutti di questo mare irreale e che io per primo ho avuto il privilegio di leggere in questa uggiosa e triste serata d’inverno.
      Non posso far altro che ringraziarti a nome non solo mio ma di tutti i lettori silenziosi e non che si lasceranno prima o poi trasportare lontano da questa tua testimonianza.
      Luporosso; uno di noi.
      Buona la prima…
      :ar

         1 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 6 febbraio 2014 at 5:32

      Veramente, veramente bello!
      Complimenti! :clap

         0 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 7 febbraio 2014 at 15:35

      @Little Truths e @CCSP che dire?
      Sono contento che vi sia piaciuto.Ho cercato di trasmettere ció che sentii allora,giacché quelle due prime esperienzemi hanno segnato profondamente, ma non ero sicuro di esserci riuscito.Fino a qualche decennio fa era abbastanza comune che un familiare,a volte addirittura il padre, iniziasse un ragazzo della famiglia al pay proprio perché non cadesse ai piedi della prima che gliela dava.Esos eran los caballeros españoles, razza purtroppo quasi estinta.Malos tiempos para la lirica, hermanos…
      A presto e grazie ancora evi lascio con questa immagine di donna formata esclusivamente di lettere arabe.IL testo dice: ” Se qualcosa ti fa paura, falla sempre”ripetuto tre volte.
      Mi sembra adeguato per gente che lo fa e non cambierebbe per nulla al mondo come i presenti su questo Blog.Ciao

         3 Mi Piace



    • luporosso,

      :doubleup :bz :ar

         1 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 13 febbraio 2014 at 9:39

      CaVo Luporosso…Uno di Noi, certamente. Prosa leggera, che cattura. La Verita’ e’ talmente facile da scrivere e leggere quando e’ stata Realta’.
      Gli splendidi timori del primo Amore puro; le serene Consapevolezze dell’Obolo del Sesso in altri. La Speranzosa quiete dell’Accoppiamento in Maturita’. Il ghigno della nascosta Scappatella.
      Bello. Si segue tutto fluidamente. Un percorso che molti di noi hanno fatto tal quale…o che stanno facendo.
      Quella gran Filibustiera che e’ la Vita ci ha regalato un Fratello per la Taverna. Dallo Stile pari e simile al Nostro. Bene LupoRosso…in Cambusa per due grasse risate e una pinta di Ron !!! Alla Prossima… :clap :doubleup
      :ar

         1 Mi Piace


      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 17 febbraio 2014 at 22:12

      E braVo Lupacchiotto, già nominato nominato ufficialmente Gran Bibliotecario di bordo in sede pubblica :)) … storie reali, vissute che trasudano emozioni in goni capoverso e che in questa tua prima occasione su PV hai voluto condividere con questa vecchia ciurma di Pirati.

      Bellissimo e altrettanto toccante il finale : cit. “Dedicato a LittleTruths, Aurelius ed a tutti i veri filibustieri che sfoggiano le loro cicatrici come medaglie. Morire per morire, che sia ritti sul ponte con la furia negli occhi, le armi affilate e salde in pugno, sulle labbra un sorriso sprezzante e in gola un ultimo grido di sfida: “Que me quiten lo bailao!”

      Come avevo già detto una volta al buon vecchio piumato Little Truths in altra occasione un inno per tutti i Pirati che hanno scelto di regolare i propri conti con il destino in perenne singolar tenzone :ar

         3 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 20 febbraio 2014 at 19:39

      @aurelius e @DrMichaelFlorentine Grazie mille per la vostra gentilezza e per accettarmi fra i PiVati!Sapevo che avreste saputo riconoscere la Vita Vera fra le righe della mia modesta prosa.
      “Libertá” é ció che é racchiuso nei segni che formano questa goccia d’acqua del nostro mare libero e sconfinato, che ormai siamo sempre in meno a solcare.Un abbraccio e “Libertad o muerte”

         3 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 21 febbraio 2014 at 10:46

      luporosso:
      @aurelius e @DrMichaelFlorentine Grazie mille per la vostra gentilezza e per accettarmi fra i PiVati!Sapevo che avreste saputo riconoscere la Vita Vera fra le righe della mia modesta prosa.
      “Libertá” é ció che é racchiuso nei segni che formano questa goccia d’acqua del nostro mare libero e sconfinato, che ormai siamo sempre in meno a solcare.Un abbraccio e “Libertad o muerte”

      CaVo Luporosso, Io francamente oltre la Liberta’ ci vedo pure disegnate un paio di belle Tette !!! :)) …ma sara’ che sto’ invecchiando ed ammuffendo. Come i Tavoli di questa Taverna, che ci regalano pero’ sempre momenti di Grasse risate e semplici Pensieri. E salutando anche il Moschettier Pizzato da Florentia…A la Proscion !!! :ohplease
      :ar

         0 Mi Piace



    • Che piacere ritrovare i cari filibustieri, con l’aggiunta dell’amico Luporosso, in formissima.
      Racconto avvincente, scritto in maniera impeccabile, tra Rachida e Pilar è dolce il trombar :fulvit
      Splendida la descrizione del tuo stato d’animo in situazioni cosi’ diverse :youdaman
      Un saluto a tutti ed in particolare al Conte di Cesa :heyhey

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 25 febbraio 2014 at 11:59

      Aurelius, forse quello che invecchia sono io, perché adesso che lo dici le tette sono lí in bella mostra eheheh
      Grazie Epicureo per i complimenti e se in piú ti ho fatto tornare su questi lidi allora sono ancora piú contento :ar

         1 Mi Piace


      • dionisio
      • dionisio

      • 5 maggio 2014 at 1:18

      Grande racconto di vita vera ……. ce ne fossero di più di uomini come tuo zio…
      Ognuno di noi è arrivato alla verità ,,,,,per vie diverse ed a volte più impervie …
      Alla fine la fonte battesimale di ogni uomo è quella ,,,ma quanti sacrifici per raggiungerla e quanti errori fatti lungo il percorso….
      Lo zio (uomo d’indubbio valore ed intelligenza) accortosi del pericolo ha voluto renderti le cose subito chiare.
      Lode a lui ed a te che hai voluto renderci partecipi di cotanto fulgido esempio di solidarietà maschile

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 8 maggio 2014 at 13:23

      Grazie mille ,caro @dionisio, anche a nome di mio zio.Purtroppo non é piú con noi, sennó gli farei leggere il tuo commento.
      Ho sempre creduto che oggigiorno molti credono di essere “moderni” o “emancipati”, ma in realtá per alcune cose le generazioni passate erano molto piú intelligenti che adesso.
      Infatti fino a qualche decennio fa, almeno in Spagna, era una cosa abbastanza consueta iniziare i ragazzi nel sesso perché non lo confondessero con l’amore.Oggi, purtroppo, molti dei “liberati ed emancipatamente moderni” non sanno gestire né l’uno né l’altro.Un caro saluto

         0 Mi Piace


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 8 maggio 2014 at 13:31

      @luporosso …solamente…. :clap :clap :clap

         0 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 8 maggio 2014 at 14:04

      Grazie @dragodoro :heyhey

         0 Mi Piace


      • piranha
      • piranha

      • 15 maggio 2014 at 9:49

      @luporosso,pian piano mi sto leggendo di tutto ,e solo ora ho letto il tuo scritto.Nel bene e nel male alcuni avvenimenti della nostra vita segnano il destino se cosi si può dire,anche se credo che la parola destino sia stata inventata dagli uomini quando non riescono a dare una spiegazione ad un fatto o avvenimento , o la strada che ognuno di noi prenderà durante la sua lunga o breve vita.Una cosa vorrei chiederti,hai piu rivisto Rashida?

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 15 maggio 2014 at 15:31

      Ciao @piranha, e grazie per leggermi.Anch’io in questi giorni che ho poco tempo, invece di scrivere sto leggendo le apportazioni dei compagni di vascello: favolose.
      Venendo alla tua gentile domanda: “Hai piú rivisto Rashida?”
      Sí, la rividi un paio di anni dopo essendo entrambi invitati a un matrimonio.Lei, mentre io stavo all’Universitá, ritornó a Kenitra dai suoi familiari e dopo un anno /anno e mezzo dai fatti raccontati nel mio modesto racconto, si sposó con un suo cugino in secondo grado e quando la rividi era incinta di 4/5 mesi(si notava appena).Ebbe una bimba,Maria.Poi la devo aver visto non so, una mezza dozzina di volte in questi 28 anni, sempre in occasioni sociali, matrimoni, battesimi ecc.
      É contenta con la sua vita, e con il nuovo marito, anch’egli militare.
      Non siamo mai piú stati da soli per piú di qualche minuto né abbiamo mai piú parlato di quanto successe fra noi.Che bisogno c´e? Fu una cosa irripetibile, un regalo che lei fece a me e, spero, io feci a lei, anche se forse in minor misura?Queste cose si possono misurare?

      Per altra parte, posso dirti che l’ho rivista molte volte, nella pelle delle fidanSate che ho avuto, della stessa maniera che ho rivisto Pilar nella pelle e nei gesti di molte professionali con cui sono stato.Tutto ció fino a conoscere quella Santa di mia moglie. Ora non cerco piú nessuno a parte di me stesso, o forse in certi momenti di oblío,cerco di dimenticarmi per cosí trovarmi davvero.O forse chi scrive é solo un vecchio lupo che non riesce a perdere il vizio…
      Un caro saluto

         2 Mi Piace


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 15 maggio 2014 at 16:55

      …per il pelo! :heyhey

         1 Mi Piace


      • piranha
      • piranha

      • 15 maggio 2014 at 17:30

      @luporosso,no,queste cose non si possono misurare,ma sicuramente lasciano il segno,un buon segno nel tuo caso ovviamente.La prima volta non si puo mai dimenticare,nel bene e nel male.Nel bene se si arriva al momento fatidico,da imbranati,da timidi,come vuoi te,ma con una cultura che un genitore ti puo dare,ma questo non vale per tutti,io,per quel che mi riguarda il sesso l’ho scoperto con gli amici,parlarne con i miei era tabù,ed arrivi alla prima volta spavaldo,pieno di boria,da bullo oserei dire per far vedere agli amici che tu oramai sei navigato e non hai bisogno di nessun suggerimento,ed alla fine senza concludere nulla ,almeno per me è stato cosi la prima volta,ti vanti della tua grande virilita,mentendo alla grande,ma questa è tutta una altra storia,che quando avro tempo raccontero.Un caro saluto a te e tutti dal vostro umile mozzo di questo vascello di pazzi ubriaconi puttanieri ,ma con qualcosa da raccontare,senza lasciar mai nulla di intentato. :youdaman :heyhey

         1 Mi Piace


      • whitestyle
      • whitestyle

      • 22 luglio 2014 at 21:47

      @luporosso :clap un pezzo spettacolare, a tratti commovente, ricco di dettagli interessanti, di vita vera, di adrenalina che sale ed esperienza che ti insegna… :dreaming
      Un grazie speciale per le emozioni che mi hai regalato tra Rashida e Pilar e
      una menzione speciale al tuo caro zio per l’addestramento anti-zerbinaggio: Semplicemente Un grande… :dreaming
      Assoluta poi, la verità di alcune sue parole: senza conoscere se stessi è impossibile conoscere gli altri e poi ritrovarsi, compiendo scelte definitive.. Essì, solo dopo aver visto, conosciuto, esplorato si è un grado di riconoscere e nel caso scegliere… nel tuo caso, è avvenuto 22 anni dopo, per altri avviene prima, per altri ancora, non avviene mai… quindi carissimo, ritieniti fortunato, perchè dopo aver goduto di tutte le tue formative esperienze, hai avuto il tuo Special Gift: la fortuna di amare ed essere ricambiato alla stessa maniera da quella donna che riassume il sublime e raro all in one :dreaming

         2 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 22 luglio 2014 at 23:07

      Carissima @whitestyle, ti ringrazio delle tue belle parole che so sincere.
      Ti dedico questo poema di Yehia Jaber:
      “Il Mare Nel Lavandino”
      Io
      non sono pazzo
      ma
      stamattina
      ho visto il mare nel lavandino

      La figura sottostante é formata da queste parole ed é di Everitte.
      Un caro saluto

         2 Mi Piace


      • RospoDivino
      • RospoDivino

      • 4 agosto 2014 at 11:12

      Bellissimo racconto !

      Ma la rossa era WhiteStyle ?

         0 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 4 agosto 2014 at 14:42

      @RospoDivino, grazie per i complimenti.
      No, la rossa non era @whitestyle che, a parte di essere bionda, deve avere una ventina d’anni meno di Pilar (la rossa) e fa la psicologa.
      Quindi all’epoca dei fatti oggetto di questo racconto era una bambina.
      Si potrebbe arguire che anche Pilar la rossa faceva la psicologa, ma con tecniche assai diverse dalla nostra Whitestyle, ma nondimeno effettive.
      Suppongo che questo fosse il senso del tuo gradito commento.

         0 Mi Piace


      • RospoDivino
      • RospoDivino

      • 4 agosto 2014 at 15:41

      si intendevo quello ;)
      A questo punto ho una domanda per @whitestyle: gli psicologi possono prescrivere il Ritalin ?

         0 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 4 agosto 2014 at 18:57

      Caro signor @luporosso , avevo giá letto questa sua magnifica confessione quando la pubblicó mesi fa, ma allora ero timido e non commentai.
      La rileggo con gran piacere peró oggi a ora di pranzo, aspettando l’ inizio di una riunione dove avrei dovuto mostrare i denti e ringhiare come un lupo :ar
      E stato senza dubbio molto fortunato a incontrare una Rashida e ad avere uno zio cosí che l’ha saputa cosí attempatamente aiutare e dare una cosí saporita lezione. Ma si lasci anche dire che é fortuna sí, ma tutta meritata: ha saputo fare tesoro delle sue esperienze ed é stato tanto gentile da farci partecipi delle sue memorie come solo coloro che son ricchi in spirito possono fare.
      La riunione é finita ( rapida e senza storia, K.O. al 1º round ) e adesso sono giá a casa fresco e rilassato post-doccia….ma sto commento a sto punto glielo dovevo :youdaman :youdaman :clap

         2 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 4 agosto 2014 at 19:05

      Signor @rospodivino , non son madonna biancostile ma le rispondo volentieri mosso dal profondo disprezzo che nutro per cotal farmaco: no. Solo i medici possono prescriverlo.

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 5 agosto 2014 at 15:24

      Carissimo Sr. @AtiLeong, la ringrazio per il suo gentile commento e spero di non offendere nessuno dicendole che, essendo io uno dei suoi “fans”, mi fa ancora piú piacere venendo da Lei.

      Ieri sera stavo leggendo il grande J. Saramago e mi piacerebbe riprodurre qui un suo breve frammento, perché credo che riassuma alla perfezione la molla che spinge alcune persone a scrivere per il piacere e la passione di farlo.

      “Dentro ou fora de mim, todos os dias acontece algo que me surpreende, algo que me comove, desde a possibilidade do impossível a todos os sonhos e ilusões. É essa a matéria da minha escrita, por isso escrevo e por isso me sinto tão bem a escrever aquilo que sinto.” José de Sousa Saramago

      In Italiano sarebbe:” Dentro o fuori di me, tutti i giorni succede qualcosa che mi sorprende , qualcosa che mi commuove, dalla possibilitá dell’impossibile, a tutti i sogni e le illusioni. Questa é la materia della mia scrittura, per questo scrivo e per questo mi sento cosí bene a scrivere ció che sento”

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 5 agosto 2014 at 15:30

      P.S.
      Solo precisare che la mia umile traduzione all’italiano qui sopra non é a uso del Sr. AtiLeong, che conosce il portoghese molto meglio di me, ma é a uso dei lettori che non lo capissero.

         0 Mi Piace



    • :dreaming :dreaming :dreaming
      Un Classico recente, ma pur sempre Classico…
      :ar

         0 Mi Piace


      • dionisio
      • dionisio

      • 4 ottobre 2014 at 17:35

      Me lo sono letto nuovamente e con vero piacere ……
      Bisogna dire che l’amico @luporosso e’veramente una penna di fino.
      :youdaman :youdaman :youdaman

         1 Mi Piace



    • Caro @Luporosso che dire… un grazie di cuore per questo sincero, lucido e commovente “racconto di vita” col quale, grazie anche alla saggezza di tuo zio, ci hai deliziati. Ha ragione Saramago, quando qualcuno di noi scrive col cuore lo fa per arricchire qualcun altro, e tu indubbiamente ci hai fatto un gran bel regalo. Grazie ancora ;)

         1 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 5 ottobre 2014 at 2:54

      L’ ho riletto con estremo piacere, senza ombra di dubbio uno dei miei scritti preferiti….

         0 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 5 ottobre 2014 at 11:29

      @Luporosso

      l’ho sempre detto che hai un modo di scrivere molto coinvolgente e che appassiona che ti legge, hai una bella penna , si vede che hai tanto da raccontare per le tue esperienze passate , il racconto e molto bello , ognuno di noi ha avuto le sue Rashida e Pilar, ma poi alla fine ci siamo scelti una terza che con le prime due non c’entravano nulla…. questo e quello che piu’ o meno e’ successo a me :-)

         1 Mi Piace


      • onegold
      • onegold

      • 6 ottobre 2014 at 10:05

      Bella li! Oh occhio all’ ISIS :))

      ;-)

         0 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 7 ottobre 2014 at 13:07

      Grazie @LittleTruths, @CCSP e @dionisio che si sono presi la briga di rileggerlo…ma non c’avete proprio niente da fare… :-) :-)
      @tusci, ti ringrazio per le tue belle parole.
      Fu il primo scritto che pubblicai qui, appena scoperto il Vascello.
      Se scrivo bene (bontá vostra) é anche perché scrivo per voi…
      @Zest, grazie Compadre, ti faccio tanti auguri per il tuo progetto australiano che sicuramente saprai far funzionare alla perfezione.
      Hai ragione quando dici che
      “Cit. …ognuno di noi ha avuto le sue Rashida e Pilar, ma poi alla fine ci siamo scelti una terza che con le prime due non c’entravano nulla…. questo e quello che piu’ o meno e’ successo a me”.
      Infatti proprio quella é la terza faccia della medaglia e, forse, ingloba e completa le altre due…staremo a vedere, e la morte ci troverá Vivi…Un fuerte abrazo.
      @onegold, grazie mille, :doubleup anche se non capisco cosa c’entra l’Isis… :O :D

         0 Mi Piace


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 7 ottobre 2014 at 13:25

      Che dirti @luporosso. :youdaman :youdaman :youdaman confesso non l’avevo letto :dreaming profondità & leggerezza! Quello che ti volevo dire te l’ha già detto in maniera concisa & perfetta @Zest. Ecchetelodicoafare….. :clap ;-)

         0 Mi Piace


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 7 ottobre 2014 at 13:30

      @luporosso. “Errata corrige”. “…confesso non lo avevo letto tutto” :heyhey

         0 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 7 ottobre 2014 at 13:38

      GraSSie mille CaVo @dragodoro. :doubleup

         0 Mi Piace


      • Hathaway
      • Hathaway

      • 15 dicembre 2014 at 18:38

      @luporosso Mi avevi scritto: “A proposito, forse ti potrebbe piacere questo mio thread …..”. Ma come poteva non piacermi!!! Scritto da dio, storie di vita stupende, sarei un pazzo a dire che non mi piace questo scritto. Sarebbe da libro secondo me :-)

         1 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 16 dicembre 2014 at 13:26

      Grazie mille, @Hathaway, per le tue gentili parole. Hasta siempre, amigo.

         0 Mi Piace



    Post a Comment!