• The Zero Theorem

    Che cosa è il Teorema Zero? E’ la risposta a tutti i nostri “perché” CaVi Amici della Filibusta. Un Teorema Zero è un Teorema che non ha soluzione. Un Teorema è una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione.

    I teoremi svolgono un’importantissima funzione nella matematica, nella fisica e in generale in tutte le materie scientifiche. Un teorema è composto da una o più ipotesi, una tesi ed una dimostrazione della tesi.

    Le ipotesi sono le condizioni iniziali su cui si vuole ragionare, esse sono puramente arbitrarie e non hanno motivo di essere dimostrate. Nel nostro caso l’ipotesi iniziale è che le fiche rompono i coglioni, su questo presumo che siamo tutti d’accordo.

    La tesi è la conseguenza delle ipotesi, in un teorema tutte le volte che si verificano le condizioni iniziali descritte nelle ipotesi allora si verifica anche la tesi. Nel nostro caso visto e considerato che le fiche rompono i coglioni ti verrebbe voglia di fare a meno delle fiche (almeno in modo stabile).

    Un teorema, per essere tale, deve contenere una dimostrazione, cioè un insieme di implicazioni logiche che possano assicurare che le ipotesi implichino la tesi.

    Per ottenere una dimostrazione soddisfacente possono essere seguiti diversi schemi dimostrativi come la dimostrazione per induzione, la dimostrazione per assurdo oppure la dimostrazione costruttiva.

    Nel nostro caso va benissimo la dimostrazione per induzione, ovvero dai tanti casi letti qui su P.V. bene o male che sia mi sembra che è venuta fuori una legge universale e cioè che come la giri o rigiri le fiche rompono i coglioni e che davvero ti capita di pensare che è meglio stare da solo. La dimostrazione per induzione o metodo di induzione viene utilizzata per i teoremi che asseriscono che gli elementi di un certo insieme numerabile posseggono una particolare proprietà. Nel nostro caso specifico gli elementi dell’insieme, ovvero i Pirati di P.V., in più occasioni hanno asserito che le fiche rompono i coglioni e che a volte ti fanno passare la voglia di confonderti. Se si riesce a dimostrare che il teorema vale per il primo elemento dell’insieme e che, se il teorema vale per un elemento qualsiasi, allora vale anche per il successivo allora la tesi è stata dimostrata.

    Quindi abbiamo un Teorema. Quale potrebbe essere la soluzione? Semplicemente non c’è, è appunto un Teorema Zero. Le fiche rompono talmente i coglioni che ti viene davvero tanta voglia di stare da solo e farti semplicemente i cazzi tuoi, se stai da solo ti senti solo e quindi la cosa non si risolve.

    Perlomeno, o impari a cogliere ed a vivere quell’equilibrio che un rapporto a due ti può dare (stra-rotture di coglioni comprese) e te lo fai bastare anche quando lei indosserà i sandali da samaritano con le caviglione e continuerà comunque a romperti i coglioni come prima o devi imparare davvero a stare da solo, non è una cosa facile, è davvero il fondo della tana del bianconiglio, non è facile scendere a certe profondità, non che sia una cosa negativa, ci mancherebbe altro, ci sono davvero tante cose bellissime ed interessanti da vedere, cose che nemmeno ti saresti mai immaginato, però non è facile, e non è per tutti, non perché sia qualcosa di elitario, semplicemente non tutti ce la fanno a reggere l’impatto psicologico che questa cosa comporta con l’avanzare dell’età ed alla fine cedono.

    Almeno a me sembra di avere capito che funziona così ;-)


    DrMichaelFlorentine ha scritto anche:



      • CCSP
      • CCSP

      • 16 agosto 2015 at 9:32

      Intanto ti saluto con affetto Dr, sperando che tutto fili liscio nella tua Florentia nella quale ho fatto un giro da poco…
      Ogni medaglia ha due facce ed e` per questo che il Teorema e` zero.
      Sulla solitudine in generale leggevo qualcosa proprio pochi giorni fa che suonava cosi` : “La prolungata solitudine e il silenzio creano un vuoto che da` psicologicamente le vertigini. Senza piu` distrazioni la mente si concentra, diventa una lente di ingrandimento in cui delle piccole cose appaiono enormi”
      Io stesso ho vissuto un periodo in solitaria per svariati mesi consecutivi, vivendo e lavorando da solo, e dopo un po’ mi resi conto che parlavo tra me e me ad alta voce molto piu` spesso di quello che faccio di solito! :))
      Di contro e` l’ unico modo possibile per godere della Liberta` Vera e, presa a dosi moderate, accentua la sensibilita` verso il mondo esterno e la chiarezza di pensiero… o almeno per me e` cosi`.
      L’ uomo e` un animale sociale, ce l’ ha nel dna, per cui credo ci sia una spinta naturale ad una forma di aggregamento, familiare e non… stare da soli e` roba per pochi, ci vuole almeno un environment di amici, conoscenti, qualche puttanella e qualche svago.
      In eta` molto avanzata credo diventi ancora piu` difficile e vi confesso in tutta onesta` che spero di non arrivarci.
      Se si sceglie una compagna bisogna sceglierla per i giusti criteri. Se oltre la bellezza non c’e` qualcosa che va oltre, quando come dici tu, indossa i sandali da samaritano con le caviglione allora si che il rapporto diventa una malattia di quelle brutte.
      Per ora nei miei sogni c’e` un condominio con gli Amici al primo piano, delle Puttane al secondo, il mio appartamento al terzo, e la Casa di Riposo del Pirata al quarto sperando che la Balena arrivi poco prima di salirci.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 16 agosto 2015 at 11:55

      Et eccolo qui, piu’ bello et piu’ forte che pria, il doc nel confessionale di PV per il Sociale ™ !!! :D :Whis :dreaming …Le fatine prima o poi diventano streghe, te devi rassegna’ CaVissimo! :dontlisten :dontsee :ouch
      -Guarda, semplicemente ottimizzo ™ quello che dice il buon @CCSP Capa, che come sappiamo ha circa 173 anni e tre reincarnazioni alle spalle. :))
      E tu lo sai: l’acqua e’ dolce e salata a seconda di che pesce sei; chi nasce tondo…etc etc.
      Non che la solitudine uno la vuole, magari ti sceglie. O sono ormai abitudini, modi e stili di vita duri a morire, cambiamenti radicali che uno non vuole affrontare, di cui a volte si ha paura. O anche per malavoglia. O si sa’ che ci dovranno essere per forza compromessi su cose a cui non si vuole rinunciare.
      Quindi, prima di parlare da solo sui tram come succede a volte a me e a Capa :)) :doubleup laddove c’e’ il periodo buio, uno si circonda di qualche amico, cose da fare, lavoro e qualche troia e via. O ci si pensa davvero ad una compagna stabile. O si aspetta l’incontro fortunato. E si spera, ovviamente.
      Insomma, credo che un Teorema non si possa fare sull’esistenza, si naviga a vista secondo il proprio desiderio su dove si vuol vedere tramontare il sole; e si prova una rotta, tanto si sa’ che arrivera’ sempre qualcosa a deviarci, bagnarci, seccarci le labbra di sale e magari foss’anche a farci naufragare.
      Il Teorema io lo lascio a Pitagora, che tra l’altro manco a scuola capivo e non me ne fregava manco un cazzo !!! :master :meh :D Magari, in questi casi, tu che sei un ragazzo degli ’80, risentiti un altro Teorema. :-) :yea :youdaman
      Daje Dotto’, va’ a spacca’ er cocomero e a la Proscion !!! :)) :clap :ar
      http://www.youtube.com/watch?v=YCb-l9zsFeY

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 agosto 2015 at 13:11

      Un saluto affettuoso anche a te CaVo @CCSP . GuarTa, ti dirò, hai scritto un commento bellissimo. La descrizione della solitudine che hai riportato, con il senso di vertigine e la mente che diventa una lente di ingrandimento, rende perfettamente l’idea del fondo della tana del bianconiglio. BraVo!
      Sono sensazioni che penso tutti ci siamo trovati a sperimentare e mi consola molto il fatto che non sono l’unico che si trova a parlare da solo, per la verità mi succede anche spesso, mi aiuta a concentrarmi sulle cose :))
      Così come del resto è stra-vero che la libertà ti da quella sensibilità in più verso il mondo esterno che ti porta a raggiungere anche mete più elevate.
      Si, l’environment di amici è una cosa importante, l’unica che ti può aiutare a rendere sostenibile psicologicamente la solitudine.
      Sul fatto che speri di non arrivare all’età più avanzata ti dico che secondo me non funziona così, dicono tutti così e poi quando arriva il momento di morire non vuole morire mai nessuno.
      Io ho un amico che ha avuto la fortuna di sputtanarsi ben tre eredità, quando io gli dicevo di fare le cose con più moderazione e di pensare anche agli anni a venire lui mi rispondeva che non gli importava, che quando avrebbe finito i soldi semplicemente si sarebbe lasciato morire. Poi quando è arrivato il momento appunto mi ha detto: “Ho capito che poi alla fine non vuole mai morire nessuno!” :))

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 agosto 2015 at 13:21

      Embé Auré se ogni tanto non ci si ritrova un pò su P.V. che ne sarebbe di noi ;-)
      Ti dirò, questo 3D non è tanto un confessionale, non ho particolari problemi, ho letto un pò gli ultimi 3D pubblicati ed ho semplicemente cercato di concettualizzare qualche risposta, che appunto non c’è.
      Concordo che tocca navigare a vista, e che certi satus a volte non li scegli tu ma ti scelgono loro, anche per motivi egoistici legati ad abitudini, compromessi etc. come hai ben elencato.
      Bene appunto anche dire dove alla fine si va a parare, per completezza di informazione e sempre anche nello spirito di P.V. per il sociale ;-) :ar
      Questa cosa che tutti si parla da soli non la sapevo, stupenTa :))

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 16 agosto 2015 at 19:12

      Io penso invece che la cosiddetta e vituperata solitudine bisogna meritarsela!
      Certamente non parlo di quella solitudine crepuscolare “melanconica/depressiva/esistenzialista”.

      Ma di una solitudine leggera, desiderata, confidenziale, che ci “connetta” con noi stessi. Che ci porti via dalla fiumana di detriti che tutto travolge portando alla strada maestra che inevitabilmente porta alla mediocrità!

      Una solitudine consapevole, riflessiva, introspettiva, e’ preferibile di gran lunga ad un altro tipo di solitudine:…quella pubblica! Solitudine-moltitudine.
      In genere si ha molto paura della solitudine, per svariati motivi.
      Il senso di abbandono disorienta, intristisce, avvilisce, fino nei casi più estremi a diventare una vera e propria patologia.

      Penso (personalmente) che sia un atteggiamento sbagliato, indotto da un sistema socio/culturale furbetto & ipocrita, che cerca di aggregare, massificare & omologare a tutti i costi, spingendo il più delle volte la gente a raggruparsi in branchi per sbranare collettivamente, banalità condivise con un “mi piace”.
      Penso chiaramente alle miriadi di cosiddetti “Social Stupidwork”.
      In definitiva: Una sana & consapevole solitudine! (anche se la parola è molto ambigua), preferirei chiamarla “Attitudine a se stessi”, e’ auspicabile.
      Vero e’, che se strada facendo ci si imbatte non con replicanti ma con altri “Umani” per condividere una fetta di vita ed un buon bicchiere di vino ben venga!

      Personalmente negli anni ho per così dire sforbiciato un buon numero di rami secchi, che non portavano ne ombra ne frutti. Ma toglievano solamente energia, innestando negatività & tristezze assortite! Non me ne sono mai pentito!
      Nella potatura come ogni buon agricoltore insegna, il tronco si rafforza, rinsaldando radici & frutti!

      Un saluto al @DrMichaelFlorentine al @CCSP con cui (condivido) la sua idea di condom inio, al saggio @aurelius e a @tutti of corse!

      ps.”Tanto tranquilli che comunque vadano le cose da questa Vita non se ne esce vivi!”

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      • aurelius
      • aurelius

      • 16 agosto 2015 at 20:38

      e si appunto, insomma sotto varie sfaccettature ottimizzo ™ le precisazioni di @dragodoro che sono un po’ quello che viviamo tutti. Dalla potatura dei rami secchi, alla gioiosa consapevolezza dell’Io. Et anche il fatto che ci vuole piu’ sforzo a fare il lupo solitario che il gregario di branco.
      La sapete una cosa? Ma quanto sono piu’ insicuri quelli che tutti i giorni parlano e ridono al telefonino con la testa tra la gambe? :dontsee …Quanto sono impauriti a rimanere un attimo da soli coi loro pensieri e si stordiscono di party, clubbing, droghe et alcool ( che x carita’ abbiamo conosciuto, ma in altro stile direi…)???
      CaVo Doc e certo che parliamo da soli, significa che ancora ci resta un po’ di tempo per riflettere su noi stessi e quello che facciamo; o almeno che abbiamo ancora un coscienzioso timor d’Odino, qualche taboo, qualche riflessione da fare con noi stessi su cio’ che e’ giusto o sbagliato, o su dove stiamo andando e cosa facendo…Te pare poco? :yea
      Parlare da soli, e soprattutto capirsi, mica e’ riservato a tutti. Only the braves! :ar
      E poi io in fondo, se parliamo di Femmine et dell’Ammmmmore con la M maiuscola…la scelta momentanea di alcuni di noi la chiamerei “singletudine” che e’ cosa ben diversa!!! :dreaming ;-) :Whis

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    • Ah beh :dreaming …ebbene sì, CaVo MiHele, in fondo questa Teorema dello Zero la si applica a tante e tante cose, nei settori più disparati del nostro Naufragio in questa Valle di Lacrime… :rotfl …che di soluzioni alla fine non ce ne sono, così come non ci sono risposte; non ci restano altro che le Scelte. :bz :dreaming :ar
      Sul fatto di parlare da soli poi vabbè, eccheccelodiciamoaffare…io certe volte parlo da solo pure quando sono in compagnia. :)) :trongo B-)

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    • PS/ Un caro abbraccio a tutti quanti. Non ci si ritrova molto spesso ultimamente ma vi porto sempre dentro al Quore. :lov

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 16 agosto 2015 at 23:54

      Bel commento CaVo @dragodoro , mi è piaciuto davvero molto, tanti nuovi concetti che non avevamo mai trattato, tutti concetti ™, Cit. “Una solitudine consapevole, riflessiva, introspettiva, e’ preferibile di gran lunga ad un altro tipo di solitudine:…quella pubblica! Solitudine-moltitudine.” ™ … le potature e tutto il resto ™.
      Non a caso vedo che ti sei preso molti bei “piac” :doubleup e ne sono davvero contento !!!
      Parli poco e raramente, a parte le spassose vignette, come del resto tutti quelli con la saggezza che già da tempo hanno detto tutto quello che c’era da dire, però quanTo parli, parli sul serio, BraVo !!! Mi sento pure un pochino orgoglioso nell’averti ispirato ;-)

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 17 agosto 2015 at 0:05

      CaVo Aurè, mio granTe +Old (a questo ci tengo) Saggio Amico ( e mi fermo qui per non entrare nei facili costumi della froceria da diporto come di consueto usa in questi lidi), non pare poco nemmeno a me, almeno le domande ce le poniamo, altro che new internetS generation, a volte diamo pure le risposte, figurati te !!! :doubleup
      La “Singletudine” ™ come concetto mi piace ;-)

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 17 agosto 2015 at 0:17

      Ah beh !!! Fratello @LittleTruths eccheccelodiciamoaffare :dreaming Lei mi ha già capito !!! ;-) :ar :))

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      • dionisio
      • dionisio

      • 17 agosto 2015 at 11:10

      Prima di tutto un grande saluto al @drmichaelflorentine … le e’sempre un piacere vederla a bordo di sto legno ….
      Per il tread…….
      Embhe’ ….. un vecchio pescatore centenario di un paesino di mare delle mie parti …alla mia domanda di giovane trentenne …. su come avesse trascorso la vita..sul suo senso.. e se fosse contento di come gli era andata… mi rispose :
      “Vedi dionisio ….. si nasce soli e si muore soli …. queste sono le uniche cose che non possiamo cambiare …. per quello che ce nel mezzo ….possiamo tentare di fare qualcosa … siamo come barche …. a mare puoi decidere la rotta per quel porto … ma il come ed il quando arrivarci …. non lo puoi stabilire …se il mare ed il vento non ti sono a favore … fai la fine di Ulisse”
      All’inizio ….pensando ai motoscafi …non capii…… poi la vita mi ha fatto capire che non sempre si possono avre 500 cv sotto il culo ….e che alla fine siamo tutti barchette in legno ..con una mezza vela .. due remi … ed un motore da 5 cv ..

      In termini matematici caro her doctor …. il teorema non si pone nemmeno …. in quanto applicandosi ad uno qualsiasi degli elementi dovrebbe essere illimitato nel tempo e nello spazio da + 00 a – 00 ….
      Invece la nostra e’un esigenza a senso alternato … tipo se la luce e’accesa .. non puo’essere spenta allo stesso tempo … oppure se hai fame e mangi ..soddisfi la tua esigenza … e quindi la porti a zero. Ma il fattore tempo la fara’ crescere nel riportandola ad essere un’esigenza primaria da soddisfare… e quindi torni al punto zero ogni volta … e questo viaggia in entrambi i sensi da piu’infinito a meno infinito … almeno fino a quando il soggetto non stira i piedi.
      Per noi vige la stessa esigenza in senso alternato … da soli (affamati) desideriamo compagnia …la donna (cibo) .. soddisfa l’esigenza …. ma dopo un po’ come tutti l’esigenza trova il culmine (la fame finisce e smettiamo di mangiare) … e quindi abbiamo bisogno di un periodo di digiuno …dove smaltiamo quello ingerito …ed il tempo fa tornare la fame.. e tutto ricomincia.
      Forse il segreto …sta nel mangiare piano ..con gusto …ed assaporando il cibo che si ha nel piatto .
      Senza divorare tutto … e pensando gia’ cosa strafogarsi al prossimo pasto..
      Un saluto a tutti e
      Thanks guys….

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 17 agosto 2015 at 12:55

      Se non ammettessi che sentivo la sua mancanSa, sua e dell’impostazione scientifica che da alle sue stimolanti riflessioni,
      starei mentendo caro @DrMichaelFlorentine :
      Ma mi fermo qui che sennó s’alza appunto il livello della FdD ….. :D
      Entrando invece nel merito del teorema proposto, mi compiaccio per il rigore epistemiologico con il quale é stato impostato e concordo pure con l’ empirico utilizzo della conoscenza sensibile ( la documentazione scritta su PV ) ,
      quello che peró mi pare sia rimasto in aperto ed é quello che mi azzardo a dire alla finfine stia animando il dibattito con i preziosi interventi degli ullustissimi signori de commenti quissopra é
      quale sia la natura dell’oggetto della veritá espressa dal teorema:
      Noi stessi, ovverossia idealisticamente la nostra psiche
      oppure
      realisticamente il fatto oggettivo che le fighe spaccano il cazzo ec causano istinti di fuga ?
      Se non ho letto male le riflessioni che mi ha preceduto mi pare di poter affermare che l’oggetto della veritá che stiamo cercando é in noi stessi
      e la figa sia una mera percezione individuale inviataci dal Nume ( come direbbe @Berkeley )
      o la figa, pur esistendo come oggetto in se sia peró come tale inconoscibile
      ( la storiella del “noumeno” e “fenomeno” di @ImmanuelKant ) .
      Cazzo, devo andare a lavorare, :hairpull
      torno mo’ a continuar..

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 17 agosto 2015 at 13:06

      La ringrazio per le belle parole @DrMichaelFlorentine superfluo dire che fanno sempre piacere!
      Ed è anche vero che il suo 3D apre innumerevoli & interessanti panorami & riflessioni (e non solo per quanto riguarda la solitudine).
      Ma in generale sulla possibilità di archiviare e riflettere su una serie di definizioni che descrivono uno stato d’animo che ci appartiene e che il più delle volte sono prese & intese da una prospettiva sbagliata.

      Bella la frase di @dionisio che saluto.
      cit.”….e che alla fine siamo tutti barchette in legno ..con una mezza vela .. due remi … ed un motore da 5 cv ..”
      Che fa senz’altro Pendant con quella di @aurelius quando parla della “navigazione a vista”.
      Un saluto @AtiLeong
      Buona Vita a @tutti.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 17 agosto 2015 at 15:03

      Continua:
      Peffalabreve mi ha rallegrato veder che nissuni di noi ne ha approfittato per lamentarsi di quanto le fighe siano stronze e insopportabili e tirar fuori melanzane, sarmate, mandorlate etc, etc…
      Al centro del discorso si é imposta la nostra soggettivitá, il nostro IO sputato fuor proprio da una figa
      ( come ci rammentó lo stimatissimo signor @dragodoro, cui ricambio i saluti, tempo addietro ) un bel dí
      in questo mondo e impegnato fin da subito nella lotta per allontanare spiacevoli sensazioni come quelle che un pannolino pieno di merda incollato al culo suppongo dia
      ( non ne conservo memoria )
      e cercarne invece di piacevoli come l’ avere un capezzolo in bocca
      ( pratica cui infatti molti di noi forse non a caso recidivano in etá adulta ).
      Ma siccome la filogenesi,
      partita nel brodo primordiale della battigia di qualche oceano preistorico con una membrana glicolipidica a proteggere acidodesossiribonucleico in specifiche e riproducende sequenze,
      ha finito per produrre personaggi come noi con un sistema nervoso piuttosto complesso e sottoposto pure a pressioni intraspecie con tempi di azione ben piú brevi e rapidi della filogenesi che definiamo “evoluzione culturale”
      finiamo per necessitare a volte di percorsi parecchio complessi per raggiungere il cosidetto benessere e anzi di “inrovogliarci”, intorcolarci e incasinarci tanto da perdere la bussola e confondere i mezzi col fine
      ( ricordiamo la usurata metafora dei soldi con la felicitá ), sublimare e/o procrastinare il piacere cambiandone l’oggetto ( principio di realtá vs principio del piacere , per dirla con @HerbertMarcuse ).
      E il contesto sociale in cui viviamo,
      frutto della succitata evoluzione culturale,
      tende a indurci a certe preferenze
      e a farci temere o a riprovare apertamente altre.
      Il grande @uomomagro che predilge la masturbazione ( meglio se acquatica ) ,
      struscia culi e dorsi di ragazze col dorso della mano in affollati locali notturni e antepone la virtú virile alla virtú morale é un esempio eroico di ribellione a questa
      “Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà ”
      Che peraltro,
      senza peró osare farlo apertamente,
      tende implicitamente a condannare lo status della “solitudine” e quindi della “singletudine” ( bellissimo neologismo, sor @aurelius ) .
      Credo non osi farlo anche in riflesso al peso culturale che ancora hanno le radici culturali della maggior parte delle societá odierne in cui la pratica dell’ eremitaggio / monachesimo é positivamente considerata.
      Ecco quindi che apparte il piacere biologicamente programmato ( dalla filogenesi ) che ci causa l’andare in figa e anche se vogliamo il piacere che si ha nel “far parte di una coppia”
      siamo socialmente indotti a ricercare di rimanere “in coppia” e a sviluppare un certo timore della vita solitaria.
      Di nuovo al lavoro: anche se é oggi é poco devo pur farlo: é arrivata una per la visita ginecologica…
      a dopo

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      • Matt
      • Matt

      • 17 agosto 2015 at 15:52

      Mi vengono in mente una compilation di riflessioni:
      1) la solitudine è bella quando è una scelta, e puo’ essere vissuta in alternativa alla compagnia. Come dire, ti godi la navigazione quando sai che alla fine darai fondo in una caletta sicura
      2) per stare bene da solo devi aver imparato a conoscerti e ad accettare la tue paure e il mostro che è in te (ce l’abbiamo tutti, vero??)
      3) Le persone più infelici e tormentate che conosco sono quelle che non riescono a stare da sole, e che fanno in modo di essere sempre circondate da gente, non importa chi, a tutti i costi
      4) io sono introverso e spesso vengo accusato da chi mi è vicino di starmene con la mente per conto mio. Infatti è cosi’, ma non vuol dire che la vicinanza di questa persona non mi faccia piacere
      5) è scontato che la compagnia deve essere valida e darti qualcosa (avendo io la presunzione di dare qualcosa, seppur a intermittenza)
      6) è scontatissimo che la maggior parte dell’umanità (e soprattutto le donne) sia formata da rompicoglioni

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      • luporosso
      • luporosso

      • 17 agosto 2015 at 16:31

      Molto interessanti i commenti di tutti, ma mi permetterete di “inscrignare” il commento di @Matt qui sopra, che credo abbia l’ammirabile pregio di sintetizzare, como appunto un teorema dovrebbe fare, i vari “quid” della questione,
      @tutti scusate se ultimamente non ho piú postato la continuazione del resoconto del simposio, ma ho del lavoro inaspettato.
      ComunicaZZione di serviZZio: @dudy e @LittleTruths : tutti i miei messaggi si sono autocancellati, non so come mai,ho aperto e sono spariti. :O :O
      :hairpull :hairpull :1234 :1234
      C’erano vari email e telefoni di Pirati che dovrò recuperare. Ma è successo solo a me?

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 17 agosto 2015 at 17:44

      :dreaming Questo 3D ha avuto davvero degli ottimi e preziosi contributi da parte di tutti :dreaming PraVi !!!
      Ringrazio il CaVo @dionisio per avere condiviso la storia del vecchio pescatore, metafora suggestiva ;-)
      E’ sempre un piacere anche per me CaVo Sig. @AtiLeong :-)

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      • dudy

      • 17 agosto 2015 at 18:35

      @luporosso @LittleThruths @Matt @DrMichaelFlorentine @AtiLeong @dragodoro @dionisio @aurelius @CCSP

      Ciao a tutti!
      Ora dovreste poter vedere nuovamente i vecchi messaggi. Il problema è dovuto all’aggiornamento del sistema, ora l’ho riportato a com’era prima per permettervi l’accesso ai messaggi ma dovrò rifare l’aggiornamento quindi scompariranno nuovamente e per sempre.
      Copiate quello che dovete copiarvi dai vecchi messaggi entro lunedì 24 quindi, poi dovrò riaggiornare il sistema.

      P.s. Sempre se non riesco a trovare una soluzione ;)

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      • CCSP
      • CCSP

      • 17 agosto 2015 at 23:29

      Si, si… recuperate tutti gli inciuci e i contatti che vi siete scambiati in mp brutti frociazzi maledetti! :)) :rotfl

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      • Matt
      • Matt

      • 17 agosto 2015 at 23:49

      Molte graZZie caVo @Luporosso
      Per combinazione proprio stasera una signora mi ha magistralmente dimostrato l’esattezza del teorema zero

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    • @CCSP :)) :)) :))
      CaVo @luporosso eccoti servito. Si vede che deve esserci davvero qualcosa che bolle in pentola tra le fila di questo equipaggio di pederasti perché un certo monogamba di cui non faccio il nome era stato il primo, un paio di giorni addietro, a farmi presente il problema…con voce affannata e tremolante, terrorizzato dinnanzi alla prospettiva di aver perduto con un colpo di spugna tutta la corrispondenza ed i dati di contatto proprio di…indovina chi? :-P
      Brutti abusatori di boa di struzzo che non siete altro! :))

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      • luporosso
      • luporosso

      • 18 agosto 2015 at 14:53

      @Matt, grazie a te per postare queste “perle”.
      @dudy, grazie Dudy per il tuo intervento tempestivo e per lavorare ai fini che sti quattro ricchioni che popoliamo ‘sto legno possiamo continuare a perpetrare le nostre bassezze.
      @CCSP dai che anche te c’hai le coordinate GPS dei Fringuelinhos…
      @LittleTruths, ebbene si, non ti si può nascondere nulla…allego qui la foto meno scabrosa fra quelle presenti fra i miei messaggi, senza rivelare ovviamente l’identità del personaggio.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 18 agosto 2015 at 18:17

      :)) Brutti FVociacci maldidos!!! :)) Vi tengo in pugno; a te Capa e’ Muort’ @CCSP i dialoghi non-sense di Gianni&Pinotto ti fanno un’emerita pippa!!! :rotfl :O :Whis Mentre Lei caVo Cpt.@LittleT facci meglio a levarsi il cappello Pavon Piumato, o sara’ riconoscibilissimo tra i nebbiosi vicoli dei porti Boeri…e sara’ la fine !!! :)) :skull :))
      @luporosso : …stai senza pensieri !!! :)) :doubleup B-)

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 18 agosto 2015 at 19:20

      Grazie dell’ informazione di servizio misser @dudy . Per quel che mi riguarda puó buttar tutto, ho giá salvato nel cell. i numeri di telefono di sidi @luporosso .
      Aggiungendoli alla mia sempre piú fantasmagorica agenda sotto il nome “luporosso” appunto.
      Il Capitano per esempio é sotto la voce “Capitano” appunto e se invece uno chiama Gianni gli risponderá una certa Iana, moldava…. :Whis
      per concludere invece il discorso interrotto ieri,
      la vita solitaria nei fatti pare essere qualcosa di poco “naturale” :
      nota é la affermazione di @Aristotele, maestro di color che sanno, che definisce l’uomo un “animale sociale”
      essendo che la moderna paleoantropologia e la teoria Darwiniana dell’evoluzione che ci vuole stretti parenti di gorilli e scimpanzé
      ha dato ragione in toto al vecchio elleno : ominidi e primi uomini vivevano in piccoli gruppi, branchi o orde di una manciata a qualche decina di cacciatori.
      Cosí pare vivessero i nostri antenati nel paleolitico, diecimila anni fa e piú.
      Ma poi giunse la rivoluzione neolitica, il centro del sostentamento della comunitá passó a essere l’agricoltura o l’allevamento e le strutture dei sempre piú numerosi gruppi vennero ad essere caratterizzate per una specializzazione nella divisione del lavoro e per una stratificazione sociale che in sostanza non sono cosí tanto diverse oggi da quello che erano nei giorni di @Aristotele e del nonno di @epicuro .
      Questo tipo di societá hanno le loro regole e hanno in varia misura una certa facilitá a creare e a tollerare ( o anche no ) al suo interno outsiders, gente che non vuole o non riesce ad adeguarsi alle regole del gioco.
      E possono anche essere solo “certe regole” e non tutte: possiamo cioé essere onesti lavoratori che pagano le loro tasse e tutto il resto ma non riuscire o non volere “mettere su famiglia” come la mamma, le zie o la figlia cicciona del fornaio si aspetterebbero ( non si fa i cazzi suoi o ha riposto qualche speranza …? ).
      come ha ben sintetizzato @Matt bey
      Doloroso é senza dubbio il cammino di chi vorrebbe ma non ce la fa.
      Triste é il cammino di chi invece pur di evitar la solitudine si accontenta di una compagnia qualunque sia che cerchi approvazione sociale o peggio ancor se é proprio di star solo che ‘un gliela fa.
      Ma vi é pure chi ha sviluppato un suo “lifestyle” solitario, che ha sviluppato il piacere di gestirsi la vita da solo, assaporare il piacere di una casa silenziosa, di andare a un cinema, al ristorante o a un museo in beata solitudine.
      Io personalmente con questa capacitá non ci sono nato.
      Dall’ adolescenza fino ai 24-25 anni mi sottoponevo a tutti i riti sociali, dell’ uscire con la compagnia e andare in paninoteca o in disco etc…
      Mi annoiavo a morte alle volte, ma non riuscivo a “dir di no”.
      Solo alle melanzane ero peró completamente allergico, che non c’era verso che me ne andasse a genio una e forse fu solo sfortuna oppur la mia fortuna. Ma avevo preso a viaggiare in solitaria e mi prese il gusto, per questa solitudine:
      sicché una fredda sera di sabato dissi alla compagnia che andavo nel baretto dall’ altra parte della strada per fare la schedina. Mi ordinai un amaro e una strana beatitudine scese su di me mentre con la bic in mano compilavo 1, X, 2…in mezzo al fumo e al frastuono degli sconosciuti che vociavano attorno e la Tv che dava l’anticipo, na roba come un Udinese-Lazio.
      Quando uscii dal baretto mi incamminai dall’ altra parte e giuro, non mi sono mai sentito tanto libero in vita mia mentre facevo a piedi la strada verso casa ( qualche bel km ).
      Qualche anno dopo, mi ero ormai bellamente adattato alla vita del “lupo solitario” sono inciampato in UNA e…..ho visto che…che anche se muoio a volte di nostalgia della mia solitudine starei peggio se LEI non ci fosse in giro. anche a rompermi i coglioni. e molto a volte.
      E allora arriviamo all’equilibrismo cui obbliga l’insolubiltá del “teorema zero” del @DrMichaelFlorentine .
      Si devono sviluppare dei veri e propri esercizi spirituali sciamanici e scendere giú nelle viscere della tana del bianconiglio.
      Mi sovviene a proposito il racconto di un vecchio “tolteco” messicano che diceva che l’epoca della conquista spagnola, con la violenta repressione dell’ encomienda e dell’ inquisizione
      fu di grande beneficio allo sviluppo delle facoltá stregonesche presso gli indigeni del messico: la spietata tirannide cui erano sottoposti li obbligó a divenire abilissimi a trovare strategie per rimanere “liberi” cominciando da dentro di se stessi, magari mentre si é in catene.
      Sto stregone consigliava ai suoi di trovarsi sempre un “pinche tiraño”
      ( piccolo tiranno ), qualcuno che ci renda la vita impossibile, per sviluppare le proprie capacitá “sciamaniche” ma ( dico io ) anche per riuscire a sentirsi bene anche quando tutto e tutti ti rompono i coglioni, quando si é in mezzo a gente sgradevole o piú semplicemente il nostro “pinche tirañito chiquito” , la nostra fatina in veste di strega, ha la giornata in cui decide di spaccarci i cazzo .
      Credo sia il sommo grado di star bene con se stessi: star bene da tutte le parti.
      Il che non vuol dire che non si hanno preferenze di dove e con chi piú ci aggradi stare
      ( magari appunto da soli ),
      anzi lo si sa benissimo e vi si riesce a scivolarci graziosamente senza urti.
      Non dico sia facile e che io abbia il dominio di questa arte: qualche volta ci riesco e diciamolo, son soddisfazioni.
      E il convivio con le voste illuminate signorie nei giorni che corrono é uno dei miei “punti di forza” :
      La Poesia, poesia della vita, una “visione poetica del mondo” ;
      La Pirateria, la scelta di navigare fuorirotta e
      le Puttane, ninfe gentili ( vabbé lo so, gentili mica sempre ) che in cambio di poche banconote danno ristoro ai nostri appetiti e poi, gentilmente, si levano dai cojoni.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 18 agosto 2015 at 20:14

      aurelius: :)) Brutti FVociacci maldidos!!! :)) Vi tengo in pugno; a te Capa e’ Muort’ @CCSP i dialoghi non-sense di Gianni&Pinotto ti fanno un’emerita pippa!!! :rotfl :O :Whis Mentre Lei caVo Cpt.@LittleT facci meglio a levarsi il cappello Pavon Piumato, o sara’ riconoscibilissimo tra i nebbiosi vicoli dei porti Boeri…e sara’ la fine !!! :)) :skull :)) @luporosso : …stai senza pensieri !!! :)) :doubleup B-)

      Con quel dialogo provai a giocarmi l’ultima carta per salvare il povero Littletruths dal fare la fine di John Lennon! :skull :)) Aihme non ci riuscì, e ora il tritolo è già arrivato a L’Aia! :))
      Bel commento AtiLeong!
      Come per ogni cosa è la dose a fare il veleno…

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    • SSior Leone @AtiLeong :dreaming :youdaman :youdaman :youdaman :doubleup
      Ebbene sì, CaVi Gamba & Cap’ e Muort, ho ormai i giorni contati, ma come disse il compare Clark Gable nella sua ultima battuta verso il finale di Via col Vento; francamente me ne infischio! :ar :)) :bz
      Quanto al tema Tonne in generale, vorrei segnalare alle Signorie Vostre questa Perla di saggezza che suona talmente familiare che al sentirla pronunciata nientepocodimeno che dal Re di una comunità che vive su di un isoletta della Guinea Bissau mi sono pisciato addosso dalle risate. Andatevi a cercare su Youtube un video intitolato; Who Controls Africa? (part 1/5)
      Al minuto 11:00, durante solo una manciata di secondi…anzi, se magari Capa o Gamba vogliono farmi il favore di copia/incollare il suddetto link quì così da poterlo vedere direttamente (sono dal cellulare, e non riesco) beh, tanto di cappello e a buon rendere! :-P

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 18 agosto 2015 at 21:35

      Ringrazio davvero il Sig. @AtiLeong per il bellissimo e profondo commento, ed anche per avere riportato in topic il 3D, fuori da tutti questi froci di P.V. che non sono altro (altro che Pirati) e che non perdono occasione per formicare :))

      Antefatto

      Come nasce il 3D dello Zero Theorem, come avrete capito dall’immagine di apertura è un movie, un film che ho visto qualche anno fa, una storia assurda, con personaggi ancora più assurdi ed ambientata in un futuro caotico e post moderno.
      Il protagonista, un tizio stranissimo e pure un po’ psicopatico, lavorava al pc da casa per una multinazionale, doveva appunto risolvere un terorema, roba in 3D, metteva tutta una serie di mattoncini per costruire le cose, come ne sbagliava uno gli franava tutto :)) Poi si scopre che era un Terorema Zero, non risolvibile appunto.
      In realtà questo tizio era già paranoico di suo, aveva un altro Teorema Zero oltre a quello del lavoro, era convinto che gli doveva arrivare una telefonata (non si sa da chi) che gli avrebbe svelato il mistero della vita. Aspettava in continuazione, è per quello che aveva iniziato a lavorare a casa, non si voleva perdere la telefonata, un trip inZomma.
      Questo tizio poi di tanto in tanto indossava una tua con tutti i neuroni celebrali e faceva sesso virtuale con una che mi sembra di ricordare fosse pure un’intelligenza artificiale.

      Dramma

      Tutto sommato vita ordinaria da fondo della tana del bianconiglio, e se pure ci scrivono sopra dei copioni da movie vuole dire che la cosa è di comune percezione :))
      E’ per questo che avevo buttato giù questa cosa, volevo vedere quanto era comune e sentita e che cosa ne veniva fuori.
      In effetti gli Amici dei P.V. , come aveva già sottilmente sottolineato il Sig. Attilio, sono stati perfettamente all’altezza della situazione, non si sono focalizzati sul pretesto, le fiche rompono i coglioni, verità più che universale, ma appunto sui risvolti dell’IO. Pravi !!!

      Epilogo

      Molti davvero gli spunti interessati e su cui lavorare, il flash riportato da @CCSP sulla mente che diventa una lente di ingrandimento che amplifica tutto mi balla ancora in testa, sensazioni reali e vissute e anche belle se vogliamo, quelle che ti fanno riflettere sul profondo e che ti fanno crescere ed approcciare con l’esterno ad una velocità completamente diversa da quella dello spazio-tempo, più una piacevole attitudine a se se stessi che non una solitudine, come ha detto @dragodoro .
      Il Teorma rimane a Zero, le fiche rompono i coglioni e quindi o stai da solo o ti fai rompere i coglioni e lo accetti, a questa cosa appunto non c’è soluzione, mi sembra però ora di intravedere qualche risposta, e qui su P.V. per il sociale cerchiamo di dare anche quelle.
      Le risposte come altri Colleghi hanno ben sottolineato sono nell’accettare il fatto che certe cose non si scelgono, si viene scelti per tanti motivi, si naviga a vista, come bachette in mezzo al mare in tempesta, si parla perfino da soli quando serve e si può perfino diventare uomini sensibili al mondo ed a nostro modo straordinari, quelli che hanno visto anche le meraviglie del fondo della tana del bianconiglio. Ciò non toglie che, come dice il Sig. Attilio, non ci possa essere anche equilibrio nelle rotture di coglioni, personalmente non posso che confermare, sono stato sposato, un equilibrio diverso ma a suo modo un equilibrio, le rotture di coglioni diventano uno status quotidiano, perfino una fonte di energia che ti tiene lontano dall’apatia, che ti fa apprezzare in modo esponenziale i momenti di meritato silenzio e solitudine che riesci a ritagliarti, una rottura di coglioni costruttiva e che se ti sai organizzare nemmeno poi alla fine ti toglie completamente tutto il resto.
      Una differenza però l’ho vista, non voglio dire se sia meglio o peggio, sinceramente ancora non l’ho capito nemmeno io, probabilmente per ognuno è pure diverso e forse bisognerebbe anche riuscire (se uno ce la fa) a dargli un termine, soprattutto come abbiamo visto sono cose che non si scelgono più di tanto, la differenza è che quando hai comunque uno staus anche se fai rimane comunque una sorta di controllo di fondo perché sai che comunque devi rientrare alla base, quando non hai uno staus fai e basta, senza regole e senza controllo, è proprio lì che arrivi a vedere le cose che non ti saresti mai immaginato ed anche appunto quelle stupefacenti da futuro a volte dispotico e di profonda come difficile implicazione a livello psicologico, che forse poi alla fine ti fanno rientrare comunque, o forse no perché hai già passato il punto del non ritorno.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 19 agosto 2015 at 9:42


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 19 agosto 2015 at 19:48

      “Doloroso é senza dubbio il cammino di chi vorrebbe ma non ce la fa.
      Triste é il cammino di chi invece pur di evitar la solitudine si accontenta di una compagnia qualunque sia che cerchi approvazione sociale o peggio ancor se é proprio di star solo che ‘un gliela fa.”
      ………………………………………………………..

      “Ma vi é pure chi ha sviluppato un suo “lifestyle” solitario, che ha sviluppato il piacere di gestirsi la vita da solo, assaporare il piacere di una casa silenziosa, di andare a un cinema, al ristorante o a un museo in beata solitudine.”

      Esimio @AtiLeong verissimo!
      I due concetti messi a confronto si “esaltano” a vicenda.

      Nel primo, si parla di doloroso & tristo cammino di una Vita sottomessa, impotente, fortemente dipendente da un assenso degli altri alla propria esistenza, quasi un mendicare uno straccio di Vita qualsiasi essa sia.
      Ed io ci vedo, (non in tutti)
      Ma: (magari sbagliando), in molta gente che ho conosciuto, un certo masochismo e tendenza ad una oppiacea autocommiserazione.
      Il non tirare la testa fuori dal buco! Il non mettersi in gioco per paura di un giudizio, per pura pigrizia mentale, a cui va ad affiancarsi una demotivazione dell’azione.
      Certo tornando agli esempi in Natura, dipende da…come si “viene fuori”. E dal terreno ( leggi contesto sociale) dove si viene piantati.
      Alcuni sono come alberi di Fico dal cui tronco tenero & lattiginoso non ci ricavi legna da ardere o per costruirci una sedia, di contro danno frutti dolcissimi.
      Altri ancora nascono forti, duri & resistenti: penso al Noce o ancor meglio alla Quercia. Dal cui tronco ci ricavi legna da ardere e ci puoi costruire mobili che dureranno quasi un eterno.

      Nel secondo caso: cit.”sviluppo del lifestyle”, che va aldilà di una casa silenziosa o di una cena con se stessi al ristorante etcc.. C’è (sempre a mio opinabile parere), una ricerca innata, quasi una necessità di una propria: “Istituzione Totemica” un .Idolo personale, o come lo si voglia chiamare, indipendente.
      Un entità energetica, informe, divoratrice, curiosa, insaziabile che abbiamo dentro.
      Che ha bisogno per crescere, di concentrarsi, sintonizzarsi evitando di disperdere energie vitali.
      La…(singletudine) neologismo fresco di conio di @aurelius e cosa giusta & auspicabile!
      La faticosissima ricerca di uno cit. Franco Battiato “stato di gravità permanente”, che, (parlo per me), essendo Agnostico e non avendo ahimè, Divinità esterne da Divinare o Venerare, (a parte la…uhmmm…gnocca) ma questo è un altro discorso…scusate l’OT, e’ estremamente importante, a differenza di chi si affida,(con tutto il rispetto) a Idoli surgelati & preconfezionati da acquistare in una qualsiasi ipermercato o edicola.

      Insomma per farla breve, ricercare in noi stessi più che altrove, ma sempre con la leggerezza delle ali di una farfalla e gli occhi curiosi di un bambino la misteriosa Pietra Filosofale…altrimenti con la scusa della “socccializzzazzione & globbballizzazzzzione” a tutti i costi si finirebbe per vivere Vite che non ci appartengono.
      Praticamente saremmo Oggetti Inutili.
      Sempre buona Vita a @tutti

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      • Stenka
      • Stenka

      • 20 agosto 2015 at 7:45

      @tutti. Bah, il mio cervellino (e la mia scarsa cultura) non mi permettono esternazioni al vostro livello, perciò, accontentatevi di qualche pensieruccio alla paesana frutto di esperienza personale. Sono reduce da un matrimonio fallito per colpa mia (lo ammetto) e da una abbastanza lunga convivenza (circa 13 years) che, alla fine, mi hanno convinto che forse stare da solo è meglio. Capisco che il mio carattere piuttosto “fantasioso” non è sopportabile da tutte le donne; capisco che andare a “brucare l’erba in un altro prato” è un fatto non bene accetto dalla parte femminile; capisco…. capisco…. capisco. E forse per questo mi sono ritrovato a saltabeccare da una donna all’altra senza mai una conclusione positiva (per loro). Perciò, il dilemma era: O “piegarmi” o restare da solo. Il piegarmi avrebbe per me voluto dire scendere a vergognosi compromessi con il mio IO, con il mio Essere e con il non essere più me stesso (cosa terribile) che, secondo me, mi avrebbe portato a “morire dentro”. Ho scelto quindi di vivere da solo. Pur non essendo più la mia età “verdissima” (ho già passato che il “verde”) vedo che ancora riesco a “reggere l’impatto psicologico che questa cosa comporta con l’avanzare dell’età” (cfr. Dott. Maichel Florentine), forse perchè, appunto con l’esperienza dell’età, sono diventato molto selettivo e, pur sforbiciando, sono riuscito a circondarmi di persone che qualcosa mi danno (ricambiati) e quindi la mia solitudine, fino ad ora, non mi pesa affatto. Va anche detto che sto attraversando un periodo fortunato (troppo!) in fatto di Faighe e questo, sicuramente, contribuisce a sopportare meglio la mia singletudine. Abbastanza spesso organizzo serate di “Sesso e Magia” (leggi: Ti scopo e poi sparisci!) e questo, credetemi, aiuta molto a superare i momenti NO. Concludo rubando la frase al Compare Dragodoro: ” Tranquilli che comunque vadano le cose da questa Vita non se ne esce vivi!”. Perchè magari domani ci rimango secco, ma almeno ho speso la mia vita “come cazzo ho voluto io”. E penso che non sia poco. Un abbraccione a tutti i compari. :youdaman

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      • aurelius
      • aurelius

      • 20 agosto 2015 at 8:40

      :D Ringrazio gli astanti et il pubblico presente tutto…ma nulla e’ nuovo sotto sto’ sole. La singletudine e’ parola et quindi concetto, abbastanza ormai conosciuto et espresso in molte forme; specie debbo dire dal gentil sesso a cui si attribuisce, quasi con orgoglio, nei momenti appunto di ” riflessione”.
      Ma comunque mi piaceva per come esprime il significato dello stato mentale di un soggetto ed oggettivo d’un momento, anche lungo magari.
      Topodiche’, cio’ che e’ stato sviscerato qui anche in ultimo da @dragodoro e @Stenka e da tutti, particolarizza il concetto.
      Riassumendo nel Teorema ” chi nasce tondo non puo’ morir quadrato” penso che la vita o le scelte personali, ot il destino hanno portato e porteranno molti simili a noi a questo stato: mentale, oggettivo, di destino. Ammesso e non concesso che ognuno si possa augurare la compagna Beta per eccellenza, si vede che molti hanno un gene, quello della singletudine appunto, piu’ sviluppato che in altri.
      Sono scelte, anche se dettate dalla vita, ma sicuramente orientate dal soggetto. L’importante e’ calzarlo per bene st’abito, sentircisi comodi. Altrimenti si allora arriva la solitudine, cosa diversa.
      E, come ci ricorda l’annaffiatoio in foto, meglio sentirsi soggetti utili, anche in fondo solo a se stessi, che inutili oggetti.
      AMEN :dreaming

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      • Stenka
      • Stenka

      • 20 agosto 2015 at 9:04

      Caro Compare @aurelius. Con il mio sproloquio non volevo comunque dire che la singletudine sia, come dice l’Angelino, “la Perfettezza”, perchè, va detto, comporta anche alcune rotture di marroni di ordine pratico. Certo, i “vantaggi” sopperiscono alle carenze, perchè le carenze ci sono, ma penso che, almeno per me, la Libertà sia una cosa impagabile, tanto da farmi, a volte, pesare anche la presenza delle mie pseudo fidanzate. Presenza che spesso non supera i due giorni. Certo, ” l’abito ” che tu citi qualche volta “tira” un pochino, ma, come per tutti gli abiti, basta farci l’abitudine e non farci caso. Tanto, alla fine, l’importante è appunto stare bene con se stessi.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 20 agosto 2015 at 22:33

      Cari miei alla fine il quadrato … lo c :youdaman hiudiamo sempre a cerchio.. :youdaman

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    • :dreaming :dreaming :dreaming

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      • pelato
      • pelato

      • 23 agosto 2015 at 15:53

      io un c ho capito una sega :)) tanti saluti al dottor e al resto della ciurma da pattaya,dove me sto a divertire(vabbeh io mi diverto anche in italy,sto dicendo alle girls che sono argentino e che mi chiamo ester )cmq di zero conosco solo qsta :ar le prima frase la trovo bellissima il mio riflesso,specchio sorco non c è connessione con me stesso ,sono il tuo amane,sono il tuo zero :ar me la vorrei fare come tatuaggio http://www.youtube.com/watch?v=NBkjcvNztKQ

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 23 agosto 2015 at 19:31

      Ahahahaha!!! CaVo @pelato riesci sempre a farmi sorridere, meglio non capirci una sega :)) dai retta a me…. alla fine poi anche tutte queste riflessioni (almeno per me) non sono altro che lacrime di coccodrillo, anche io pretenderi di avere sempre e comunque la vita pompata alla 007 tra Paesi vari e Belle Babine, se rimango una settimana fermo, nel periodo in cui abitualmente è meglio non viaggiare, vado in crisi, bella fica si anch’io :))
      P.s. belle anche le riflessioni di @Stenka , mi sono piaciute, un caro saluto anche all’Amico Aurè con il suo “gene della singletudine” ™ :)) :ar ;-)

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      • luporosso
      • luporosso

      • 26 agosto 2015 at 14:23

      Rileggendo questo thread mi é venuta in mente un’ aforismo che non ricordo dove l’ho letto o sentito:
      “La chiave della felicità è:
      1) Una persona che ci ami così come siamo
      2) Una persona che ci soddisfi intellettualmente
      3) Una persona che ci soddisfi sessualmente
      4) Che queste persone non si incontrino mai…”

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    • Dando quindi per certo che la donna rompe i coglioni, non possiamo negare che le palle sono di pelle e si scorciano se logorate, vedo molte analogie con quanto Sartre esprime nelle sue opere, ovvero che di due persone una è sempre di troppo per l’altra.
      Per fortuna disponiamo del libero arbitrio che ci consente di scegliere se sono di più i pro o i contro in una relazione.
      Nel caso in cui si disponga di spirito brillante, ingenti disponibilità economiche e splendido aspetto fisico coadiuvato da eccellenti capacità amatorie alla maniera di Bongolo Mazzanera, eccoci a porci la seguente domanda: meglio soli o male accompagnati?
      Spesso pero non si dispone di tutte le caratteristiche sovracitate ed occorre a mio avviso accettare eventuali difetti della donna che da canto suo accetta i nostri.
      Molto interessante il problema della solitudine, che viene affrontato in modo diverso in Italia ed in Francia. In Italia, soprattutto nel sud, se sei solo sei un coglione, la frase “probabilmente vuole stare per i cazzi suoi non viene in mente a nessuno”. Cè una forma di aggregazione spontanea che ti spinge a comunicare col vicino di sedia al bar sulla partita di calcio, sulle cosce della cassiera etc. Raramente mi capita a Lecce di andare in un bar e vedere uno solo in un angolino per i cazzi suoi, salvo che non stia comunicando al telefonino. Se si esce la sera, lo si fa nella speranz di incontrare qualche conoscente per fare due chiacchiere, se non conosci nessuno non vai in quel posto.
      Qui a Lione, a 1 km, c’è un bar con tavolini all’aperto, La Rotonda, dove, ogni volta che vado, incontro 1 uomo o 1 donna per ogni tavolino di 2 o di 4, ed ognuno si guarda bene dal rivolgere la parola all’altro, ognuno per i fatti suoi con la sigaretta o il telefonino. Il cameriere lascia da bere e scappa, anche se non ci sono altri clienti, non vuole disturbare.
      La situazione di persona sola quindi non è vista negativamente, è un dato di fatto, è coglione chi pensa che tu sia un coglione perchè sei solo.
      Purtroppo pero’, a furia di non comunicare, cè un rischio di autoalienazione, da qui si incomincia a parlare da soli come facciamo noi :)) (oggi sul balcone ho detto:”duecentotrentatré virgola sei) senza sapere perchè, quindi ho dato i numeri, (o il numero nel mio caso) ma non so perchè, con evidente preoccupazione da parte di mia moglie.
      Altre volte mi parte la bestemmia leggera, riguardante santi non esistenti, ma siamo ancora nell’ambito del monologo.
      Il giorno in cui mi faro’ dei veri dialoghi comincero’ a preoccuparmi, come Francesco Salvi in Fracchia e la Belva Umana ;;)

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    • Il mio teorema e’: niente compromessi, soldi in saccoccia , komando io , pago scopo e vaffanculo a tutti ;-)

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