• NATALE ALL’EQUATORE parte seconda – ONIRICA VIGILIA

    ESTE CAMINHO LONGE, CAMINHO PA’ SÃO TOMÉ.

    ( sulle note di “sodade” di Cesaria Evora )

    Fino a pochi anni or sono in un viaggio a STP non ci arrivavi allo sbarcare nell’isola, no, cominciava la sera prima con la grande cerimonia del check-in all’ aeroporto di Lisbona.
    Numerosi personaggi della diaspora saotomense residenti nella capitale lusitana e dintorni si radunavano per salutare parenti e amici che viaggiavano e magari poi affidargli buste con lettere, fotografie di congiunti oppure denaro per i familiari nell’ isola, ma anche pacchi, sacchi cioé altro….PESO, peso da prensentare alla compagnia Aerea: insomma….e sí: si scatenava una vera bolgia di conoscenti che si salutavano rumorosamente, di gente che cercava di affibiarti chili se esibivi una valigia dall’aria leggerina; financo certuni intimiditi turisti bianchi a volte erano sfacciatamente abbordati dai piú audaci affinché si accollassero kg che non gli appartenevano…un vero e proprio bazaar che in qualche caso era pure occasione per beccare qualcuno con cui si avevano conti da regolare e ci scappava magari anche la scazzottata.
    Parimenti, dall’altra parte del percorso gli indigeni dell’ isola si assiepavano attorno all’ aeroporto aspettando le novitá che venivano del mondo di fuori : un telefono cellulare, un CD di musica, vestiti….l’isolamento geografico creava un fenomeno al quale non riesco a non trovare analogie coi “culti del cargo” fioriti in polinesia nel XIX secolo.
    E io mi preparavo a partecipare a tutto questo folklore pure stavolta la sera del 22 di dicembre e invece…..niente:
    Check-in unico per tutti i voli TAP , rapido ( anche se non idolore che una signora ci aspettava con una borsa piena di roba all’entrata dell’ aeroporto )
    senza incrociare nessuno, solo pochi altri anonimi viaggiatori, che la notte da Lisbona partono pochi voli.
    E pure all’ aeroporto d’arrivo la folla in attesa sará ben piú modesta e discreta.
    Segno dei tempi, dell’allargarsi anche in povere aree e remote del globo della cultura dell’ informazione rapida: anche li hanno ormai tutti un cellulare e tutte le ragassine ci hanno il feisbuc e mostrano le foto che i parenti lontani postano alle loro mamme…
    Alla sala d’imbarco infatti mi trovo con l’amico Gil, studente saotomense che va pure lui in ferie con la fidansata guineana e facciamo una sessione di saluti di gruppo in skipe con suo fratello e consorte che invece non si muovono e rimangono a Londra per le feste.
    Appaiono pure 2 fratelli di “quello che si sposa”, scendono giú da altre parti ancora d’europa: Barcelona e …non me ricordo…
    Ci é pure il vip, Luis Filipe Vieira, nome che a lorsignori non dirá niente a meno che non siano gran fanatici del calcio trattandosi del presidente del Benfica; occuperá con famiglia la bisnisclass.
    Io invece naturalmente in economica, con gli immancabili poppanti frignanti appollaiati attorno: sono un mio immancabile “must” di qualunque mio viaggio aereo, dev’essere per poter aver la certezza di essere prontamente risvegliato appena non osi appisolarmi durante il malagurato tragitto nell’autobus alato.
    C’é pure tra gli altri una solitaria graziosa mulattina con gli occhiali.
    ( riapparirá piú tardi )
    Scalo ad Accra di Ghana dopo un 5-6 ore di volo e poi n’altra oretta e mezza e si sbarca.
    Mi piacciono gli aereoporti piccoli e poveri dove scendi giú e via a piedi senza che ti facciano perendere quelle navicelle odiose oppure che ti intubino dentro all’aereoporto senza neanche farti respirare un goccio d’aria.
    Aria calda e umida che mi accoglie allientandomi inquanto di sopra un cielo un poco nuvoloso delle 8 del mattino sbadiglia costatatando la consueta sciatta precarietá della vita tropicale in terra.
    Ci sono peró a dare un tono un poco fantascentifico alla scena quelli delle misure anti-ebola , con certe tute bianche corrazzate a puntarti pistolette futuriste da star trek che ti vedono a distanza la febbre prima permetterti di aggregarti alla ressa che cerca un angolino su di un tavolo piazzato la apposta per compilare i moduli che autocertificano che non sei stato in liberia, sierra leone e ….e che non hai avuto contatti con nessuno infettato col virus…etc…
    I figlioli miei rimangono un poco interdetti di fronte al rudimentale sistema di distribuzione dei bagagli ma radunatane faticosamente la gran massa sui carrelli finalmente usciamo fuori.
    D. , che ci ospita a casa sua ci é venuto a prendere con un jeep toyota piuttosto grande ma anche cosi costa fatica e ingegno infilarci tutte le nostre valige ( 2 a testa con 23 kg ciascuna per diritto + bagaglio a mano, ovvimente di quelli grandi rigidi…e quindi gli zainetti e borse…aiutooo )
    Alla fine, sfruttati ormai tutti i centimetri disponibili nel veicolo, D. Ci annuncia che ha promesso un passaggio pure a una amica: amica che anche fosse stata magra come una sottiletta e senza neanche una borsetta di quelle da signora per il rossetto non ci sarebbe stata comunque.
    In ogni caso, chiaro, la aspettiamo: é la mulattina con gli occhiali che in 5 minuti diventa migliore amica con mia moglie e che malgrado l’aria da ragazzina scopro essere un ingegnere piú vicino ai 30 che ai 20. Trombamica di D. Si risolve che arriva infine a prenderla uno zio e lasciamo tutti il parcheggio dell’aeroporto.
    Attraversiamo la cittá a tappe, fermandoci qua e la a salutare qualche parente lungo il percorso e scaricare qualche pacco pure; poi prendiamo la strada che segue la costa orientale verso sud e in un 10 minuti arriviamo.
    Sarei anche potuto rimanere senza problemi in casa tutto il tempo della vacanza e non me ne sarei punto lamentato: la spiaggetta di scogli ( preferisco, la sabbia mi scassa i cojoni ) a vista di sotto, paesaggio dalle finestre della stanza da rilassamento zen con tanto di incessante sciabordio dell’ onde a romper la silenziosa quiete.
    Trasferirmi praticamente solo dalla veranda al salotto quando scende la sera, io , italo calvino, eschilo e affanculo tutto il resto dell’ isola.
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    LO SCONCLUSIONATO RELATO DI UNA VIGILIA ONIRICA.

    Anche se a qualchedun magari potrá sembrar il contrario sono uno abbastanza legato certe tradizioni, in particolar modo alla ritualitá familare della la vigilia di natale che mi ha sempre una sua atmosfera speciale. Ma questa ultima devo dire é stata davvero molto poco convenzionale.
    Mi sveglio presto il 24 mattina, son passate da poco le 6. Dormono ancora tutti.
    Mi faccio il caffé e aspetto che D. si alzi pure lui: ha una giornataccia di lavoro e mi sono offerto do aiutarlo che suo padre é in ferie in Europa e la ditta é rimasta sul suo sol groppone. Nel frattempo mi fan compagnia il coro degli anziani di Argo che disquisiscono ignari com l’infida Clitennestra dell’ imminente rientro in patria del vittorioso Agamennone.
    La veritá é che mi piace infilarmi in occupazioni che nulla hanno a che vedere con la mia, soprattutto in realtá cosí lontane: trovo siano occasioni speciali per apprendere e conoscere cose interessanti che difficilmente si potrebbe altrimenti.
    Nella fattispecie abbiamo le “ceste di natale” per i clienti e collaboratori meritori da preparare.
    Ste ceste son composte solo di whiskey, gin, birra, vino….praticamente solo alcolici e, tié valá: pure qualche aranciata e acqua tonica, ma da mangnare niente di gnente. A questi gli piace soprattutto bere. e bere tanto.
    C’é un poco di viavai di gente che entra nel cortile in macchina e i cagnolini, i 6 cuccioli di Salsa la cagna di casa, sempre tra i piedi nel cortile e sempre in rischio di finire sotto di qualche pneumatico.

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    ( per la cronaca i piedi in immagine appartengono al mio figlio minore )
    Esauritaci la pazienza si fa una breve riunione con Nino il giardiniere e si decide di improvvisare un piccolo recinto approfittando della tettoia dell’area barbecue, giú davanti alla piscina.
    Piscina che ha l’acqua color verde e che il signor Osvaldo, arcinemico dei miei figli, doveva pulirci i filtri ma é sparito da qualche parte e promette a ogni contatto telefonico “arrivo in mezzora, massimo 45 minuti”. Ma poi, niente…..
    A metá mattinata le ceste sono pronte e le portiamo giú in cittá in un viavai di vicoli sterrati pieni di buche e pozzanghere tra palafitte di legno, strette di mano e convenevoli natalizi tra petulanti brizzolati panzoni di mezz’etá in cannottiera, aitanti e pericolosi giovanotti che si lucidano la moto, belanti pretini magrolini in giaccacravatta, la grassa moglie col vocione roco che non sa dove il signor Cravid sia andato e il cugino alto con barbaccia lunga e trecce.
    ( da ste parti tra gli uomini vige ancora un certo machismo old-style e non si usano capelli lunghi, trecce o dreadlocks: portarli é voler far professione di stravaganza anticonformista da artista ).
    Le due del pomeriggio ci prendono stanchi e affamati e rientriamo per pranzare.
    Sto per sedermi a tavola e butto un’occhiata alla piscina dalla finestra che magari il signor Osvaldo era nel frattempo passato. No, non é passato. É ancora lá bella verdina.

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    Anzi c’é pure quancosa che vi galleggia dentro. Inerte.
    Cazzo. Uno dei cagnolini.
    Audace e destro tanto da riuscire a evadere il recinto approssimativo preparato dal giardiniere ma imprudente, inesperto al mondo e ancora imperito al nuoto da scivolar dentro la piscina e morirvi affogato.
    Lo peschiamo con una retina ma siamo troppo stanchi e affamati e mi offro io al mestier di becchino per il dopopranzo, che D. ci avrá ancora da sbrigare un paio di faccende di lavoro in cittá.
    Lo lasciamo nel frattempo lá sul bordopiscina.
    Ma quando nel solitario silenzio del meriggio, armato di badile, mi appresto solingo al mesto officio il misero cadaverino é scomparso.
    I figlioli nulla ne sanno, moglie e Pasqua la cuoca neppure. E Nino il giardiniere era giá andato via prima del luttuoso ritrovamento.
    Dentro al piccolo recinto, giá rinforzato per evitare altri incidenti, solo i 5 ignari fratellini.
    Giro attorno alla casa. Trovo sotto a un tavolo Salsa, sciagurata madre, indiziata numero uno per l’occultamento di cadavere. Non risponde alle mie domande e solo mi guarda con mansueta ebetitudine, la bocca aperta e lingua penzoloni. Chi cazzo va in giro a dire che i cani sono intelligenti ?

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    Non mi resta da esplorare che il frutteto denso di banani, palme da cocco, canne da zucchero e alberi del pane che scende verso la spiaggia. C’é peró una porticina socchiusa, uno scantinato per gli atrezzi direi. Che non ci avevo fatto caso prima. Entriamo, vai a vedere che…
    L’abitante dello scantinato mi accoglie subito con una petulante miagolata. Ha la ciotola del cibo con pochi e apparentemente giá vecchi resti. Un gatto di un brutto rosso slavato, magrolino e con una respirazione difficoltosa.
    La hanno a volte i gatti con l’ AIDS quando una ghiandola della gola ( il timo ) si ipertrofizza e comprime la trachea. La cosa puó anche finire male.
    Chiedo pure a lui se ne sa niente, di questo mistero del cadavere scomparso.
    Ricevo in risposta un’altra supplichevole miagolata.

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    Gli propongo un patto: “ aiutami a trovarlo e magari vedo se ti faccio portare da un veterinario, qualche dose di cortisone e antibiotici magari aiutano “
    Mi incammino giú per il frutteto la pelle sudata dolce agli appetiti di simpatici moscerini. Il gatto mi vien dietro. Vai a vedere che ha capito e adesso mi guida alle misere spoglie ? Quasi riesco a partorire una simile speranza, metre mi gratto le gambe orrendamente beccate.
    Ma lo stronzo mi sta dietro solo per vedere se gli offro qualcosa da magnar in veritá temo. Perché non mi porta da nessuna parte.
    E allora giú, tra frasche e fiori nel terreno argilloso umido che negli ultimi metri prima della rete di recinzione si apre di numerose grandi buche tane, casa a grossi granchi.
    Dopo la rete di recinzione infatti si apre un palmeto pantanoso pieno di queste buche, una vera che abbiamo battezzato crab-town, fiancheggiata “praia caranguejos”. Sti granchiozzi invadono spesso il giardino e pure forano le zanzariere riuscendo a infilarsi dentro alle persiane di casa.
    Salsa se ne becca uno lo strazia orrendamente lasciandone in giro i resti mutilati.
    Vuoi vedere che lo han rapito loro il cadaverino per vendetta ?
    Cammino tra le buche dalle quali spuntano a volte certe minacciose grosse chele. Il gatto intanto mi aspetta sotto la mangueira (albero di mango).
    Percorro tutta la siepe di recinzione.
    Niente.
    Rinuncio alfine alla ricerca e risolvo farmi un tuffo in mare.
    In breve la famiglia mi raggiunge.
    Prima delle 6 giá comincia l’imbrunire ed io son giá lindo, docciato, sbarbato e profumato comodamente adagiato su di una specie di poltrona a sdraio assaporo le ultime luci del giorno nella silenziosa quiete. I miei figli smanettano intenti in qualche gioco all’ ipad sul sofa di lato, la moglie invece non c’é occupata dalle sue femminee abluzioni di toaletta.
    D. rientra accompagnato dalla mulattina con gli occhiali che ci lascia lá in salotto e va a farsi una doccia pure lui.
    Sta la seduta un poco in silenzio. La televisione é accesa ma io ho giá provvidenziato a lasciarla a muto. Guarda un po’ le figure che ci passano giá che nessuno di noi la caga di pezza.
    Magari dovrei fare uno sforzetto per essere convenevolentemente simpatico ma ‘un me va.
    Sono troppo rilassato e sotto l’influenza della psichedelica ricerca di quache ora prima e me ne sbatto, le dedico appena un sorriso sornione giusto per avvisarla che non ho niente contro di lei, solo non mi appetisce parlare per parlare. Sorry. Magari cercati il telecomando se vuoi, penso. Se metti il volume alla tv, me ne faró una ragione.
    Sta la invece tranquilla per un po’ prima di commentare al figlio mio piú piccolo:
    “ Ho sentito dire che sei bravo a cantare ”. di fatto circola voce.
    “ Mi canti qualcosa ? “ propone.
    Ma lui, anni 12, pare troppo impegnato probabilmente sta per passare di livello in qualche cazzo di gioco e non si puó distrarre, appena mugola qualcosa di incomprensibile in risposta.
    Non é che faccia esibizioni canore tanto volentieri in questo genere di frangenti, ma mi sento in dovere di redarguirlo e rampognarlo con marziale paterna asprezza della poca cavalleria e gretta cialtronaggine cui sta facendo mostra.
    Questo peró non lo smuove dai suoi silenziosi propositi.
    A volte in passato mi é giá funzionato minacciargli la vergogna di iniziare a cantare io in sua vece, ben piú modesta ugola.
    Ma credo fosse troppo preso a distruggere qualche demone alato con attacchi di nubi di lava o similari amenitá e ignoró la minaccia.
    Vabé. C’é una baia e il mare sullo sfondo nell’ultima luce morente del giorno.
    Date le circostanze e il luogo, mi permetto il lusso di essere banale:
    Attacco:
    “ La dove il mare luccica….e spira forte il vento…” in una prima assoluta che questa cansone non la avevo mai cantata prima.
    Poi passo a una “ I te vurria vasá”

    e chiudo il recital con un medley improvvisato tra “dos gardenias” e “lagrimas negras”.
    ‘azzo se ero inspirato. Che mi sa che non son mica capace di ripeterlo..


    AtiLeong ha scritto anche:




    • Semplicemente :dreaming :dreaming :dreaming
      ps/ ma il tapino annegato non se lo sarà mangiato mica la madre? È abbastanza comune che succeda quando i cuccioli sono ancora in età di latte e per qualche ragione muoiono…questi sembrano più grandicelli ma nemmeno poi tanto…chissà. :skull

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 24 gennaio 2015 at 12:51

      Sig. AtiLeong è riuscito a regalarmi un sorriso : cit. “Io invece naturalmente in economica, con gli immancabili poppanti frignanti appollaiati attorno: sono un mio immancabile “must” di qualunque mio viaggio aereo, dev’essere per poter aver la certezza di essere prontamente risvegliato appena non osi appisolarmi durante il malagurato tragitto nell’autobus alato.” :))
      Però mi ha regalato anche una riflessione, anche senza avere mai scritto quel 3D che le avevo a volte suggerito (bastano i primi 9 secondi di visione, l’estratto non lo ho trovato) :)) :Boh :
      http://www.youtube.com/watch?v=vOcRyDLV33w

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      • dionisio
      • dionisio

      • 24 gennaio 2015 at 13:54

      Caro dottore … lei e’ un’ottima penna … se lo faccia dire …
      Sembrava di stare con lei per tutto il viaggio …… bambini rompicoglioni compresi (tanto cari a noi viaggiatori) .. il rito dei parenti all’aereoporto …Ecc..ecc..
      Saluti caro e restiamo in attesa del prosieguo….

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      • Zest
      • Zest

      • 25 gennaio 2015 at 7:03

      Compadre @Atileong e gia tornato a xada o e ancora in questa vergine isola ? Sarebbe bello se oltre a questo bel racconto che ho apprezzato e non poco ci mostrasse attraverso alcuni scatti anche un po di fauna locale che non guasta mai ;-)
      Ps: e cara la vita li ? Ci puoi dare un idea un po sul vitto alloggio scopare girare quanto costa e se ci sono anche bordelli o se si va tutto a free o a ramengo :D
      Un caro saluto

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    • @Zest il sSior Leone alcuni accenni a tutte queste cose lì ha già fatti nella nota introduttiva, ovvero il post che ha pubblicato appena prima di questo qui… ;-)

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 25 gennaio 2015 at 18:14

      Caro signor @Zest purtroppo sono timido e non faccio molte fotografie alle creature umane.
      Ma le mando in messaggio privato qualche link per farsi un idea comunque della fauna “tipica”.
      Purtroppo sono rientrato, controvoglia, in Europa. Con qualche mezza idea ritornare giú, in pianta stabile. se vedrá.
      Quanto costino gli alloggiamenti turistici non ne sono informato ma le strutture piú lussose sono queste:

      http://www.pestana.com/en/pestana-sao-tome-hotel/pages/home.aspx

      http://www.omalilodge.com/gallery-167.aspx

      Un po’ piú a buon mercato c’é questo

      http://www.saotome.st/hotels.php?intHotelID=8

      e da la ci sono i link per altri ancora piú “semplici”.

      Affittare na casa per viverci puó costare un 250-300 euro al mese un appartamento con 3 camere da letto in centro cittá essendo comunque gli standard dei servizi abbastanza bassi: luce che va via per ore a volte con igiene e manutenzione delle installazioni da far perdere la pazienza a chi sia abituato a standard dell’ europa occidentale.
      Anche una casetta semplice ma decente in muratura puó valere queste cifre.
      Per una villa lussuosa di quelle che affittano gli ambasciatori Angolani, Taiwanesi etc… si vola a prezzi dal 600-700 fino mi dicono ai 2000 euri mensili. Sono perlatro ancora poche ma l’edilizia é abbastanza attiva negli ultimi anni.
      Come ha ricordato il capitano ho fatto cenno ai bordelli nella prima parte ma credo che non valgano assolutamente la pena, é terra estremanente fertile per la cultura dell’ indypay very cheap e soddisfacente direi pure.
      Per la sorte del tapino, aspettate la 3ª e ultima parte del racconto e Ringrassio il signor @dionisio dei gentili incoraggiamenti…
      All’ ipotesi che potesse averlo cannibalisticamente divorato la madre non ci avevo pensato peró.
      Caro @DrMichaelFlorentine il passaggio:
      Professor GuidoBaldoMariaRiccardelli:
      ” l’ho beccata fantocci, lei dorme! ”
      signora Pina
      “Un malore improvviso…”
      Prof GuidoB. – ” No signora, dorme come una merdaccia !”
      E un classico refrain di casa mia.
      :D :D
      Credo che uno degli elementi cementanti del mio matrimonio sia la passione che ho trasmesso a mia moglie per Fantozzi… :star

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 25 gennaio 2015 at 18:31

      Sig. AtiLeong, no, non l’ha presa, lungi da me l’idea di associarla a Fantozzi, lei mi sta super simpatico, ritengo che sia una mente brillante e lo sa, nel video mi riferivo semplicemente alla sigla iniziale della corrazzata Kotiomkin, i primi 9 secondi appunto, nel senso, ed anche per spiegare meglio agli Amici di P.V., per le mie insicurezze le avevo più volte chiesto un 3D sul matrimonio nell’ottica dell’allora GT, anche se non lo ha mai scritto, questo 3D, in più parti, con molta attenzione ai piccoli dettagli del quotidiano, le vicende che le capitano, la pazienza infinita che riesce a dispiegare nei confronti degli eventi, il tono costante della narrazione, tutto mi ricorda il film della corrazzata Kotiomkin :wuaa , inZomma, anche se questo 3D non me lo ha mai voluto scrivere la riflessione di fondo è riuscito a darmela comunque, effettivamente non lo so se la cosa fa davvero per me :-?

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 25 gennaio 2015 at 18:50

      Caro @DrMichaelFlorentine avevo capito che non si riferiva a quel passaggio ma in compenso é venuto in mente a me…. :Whis
      Quella riflessione che mi aveva suggerito l’avevo di fatto cominciata e che poi non ho finalizzata mai…ne ho trovato casualmente gli appunti la settimana scorsa…magari un giorno di questi ne faccio una rielaborazione…
      :-?

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      • Stenka
      • Stenka

      • 26 gennaio 2015 at 4:28

      Sig. @AtiLeong, che dire? Grande! Come sempre. Aspettiamo il prosieguo con grande interesse. :youdaman

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    • SSior Leone Lei mi ha fatto sbroccare con questa versione di Lagrimas Negras, sono infatti un paio di giorni che la ascolto a ripetizione e la canticchio mentre vado attraverso la mia routine quotidiana… :dreaming
      Conoscevo ovviamente il pezzo, anche se l’interpretatzione che ho io l’è un tantino più recente ed edulcorata di questa qui postata da Lei, bella ruspante e genuina… :lov …inZomma gliela Ottimizzo ™ in toto. :doubleup

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      • piranha
      • piranha

      • 26 gennaio 2015 at 14:11

      @AtiLeong,adesso non ci faccia aspettare come per il concorso su chi sitromba la dottoressa,la prego,finisca che è estremamente piacevole leggerla.
      Un caro saluto Dottore e ben tornato nella bolgia dell’europa disunita.

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 28 gennaio 2015 at 16:45

      Stim.mo Sig. Leone,
      nel rinnovarle i miei complimenti per la maestria nella narrazione, specie per il conivolgimento che è riuscito ad infondermi….rimango in impaziente attesa del seguito.
      :dreaming :dreaming :dreaming

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    • Come sempre gradevolissimo racconto caro @Atileong, ma cosa glielo dico a fare? Tra cagnolini e misure antiebola con pistole alla Startrek, senz’altro trattasi di luogo fuori dal comune, ma lei pensi se al posto delle pistole l’aspettassero con un grosso termometro da schiaffarle in culo per verificarne la temperatura? :skull
      Quella delle buste e sacchi vari è ancora ricorrente per i familiari che giungono dall’Europa dell’Est ;;)

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      • Matt
      • Matt

      • 1 febbraio 2015 at 17:05

      “Mi piacciono gli aereoporti piccoli e poveri dove scendi giú e via a piedi senza che ti facciano perendere quelle navicelle odiose oppure che ti intubino dentro all’aereoporto senza neanche farti respirare un goccio d’aria.”
      Ottimizzo Sig.Leone, è impagabile annusare subito gli odori locali (misti a kerosene) soprattutto quando si sbarca in un posto caldo e umido provenendo dal nostro freddo e inodore inverno.

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    • Esimio sSior Leone, non vedo l’ora di poter leggere il prosieguo della Sua avventura africana… :dreaming …come Lei ben sa ci ho un debole per il continente, oltre ad essere uno dei più accaniti estimatori dei suoi scritti :youdaman e come se non bastasse ho appena letto Heart Of Darkness di Josef Conrad, il che ha senz’altro contribuito non poco a riattizzare i carboni di un fuoco appena poco e mal sopito.
      …N’Zomma, La prego, ci facci sognare! :bz :dreaming

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      • luporosso
      • luporosso

      • 2 febbraio 2015 at 13:18

      Matt:
      “Mi piacciono gli aereoporti piccoli e poveri dove scendi giú e via a piedi senza che ti facciano perendere quelle navicelle odiose oppure che ti intubino dentro all’aereoporto senza neanche farti respirare un goccio d’aria.”
      Ottimizzo Sig.Leone, è impagabile annusare subito gli odori locali (misti a kerosene) soprattutto quando si sbarca in un posto caldo e umido provenendo dal nostro freddo e inodore inverno.

      @Matt eh, sí, io lo dico sempre, @AtiLeong é a livello per lo meno,a tirare basso,di un Norman Mailer.
      Henry Miller non gli lega manco le scarpe…e mi fermo qui che sennó mi accusano di FdD!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 2 febbraio 2015 at 18:18

      Cit :C’é una baia e il mare sullo sfondo nell’ultima luce morente del giorno.
      Date le circostanze e il luogo, mi permetto il lusso di essere banale:
      Attacco:
      “ La dove il mare luccica….e spira forte il vento…” :dreaming
      Non si preoccupi Sig @AtiLeong Lei non lo e’ mai.Sia quando scrive, che al limite quando emette striduli suoni sulla veranda di casa!!! :dreaming
      Complimenti, un bel Natale. :clap :dontlisten :))

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 5 febbraio 2015 at 0:35

      Ccapitano, sono un po’ pigro e abulico sti giorni. L’altro giorno invece di scrivere mi sono squallidamente addormentato guardando su youtube un dibattito televisivo di quelli belli Itagliani com tanto di Sgarbi :dontsee
      Per giustificarmi posso allegare la bella milfona mora come conduttrice che mi arrapava un poco.
      credo a Sgrabi pure. Era calmo e ammiccante.
      Comunque ci sto lavorando e per sto fine settimana la 3ª ( e ultima parte ) la finisco salvo imprevisti.
      Bella singnor @epicuro l’ imagine dei passeggeri usciti dall’ aéreo tutti in fila a 90º gradi con un termometrazzo in culo. Fosse ancora vivo il Buon Buñuel :dreaming

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