• luporosso
    • Luporosso

      Poligrotta nonché Autodilatta
    • 3 dicembre 2014 in Morte

    REQUIEM PER ISMAIL

    Requiem per Ismail

    Due sere fa ero a casa del mio amico S., e stavamo aspettando Ismail per cenare.
    L’indomani mattina dovevamo andare ai funerali del Signor Layashi, un anziano molto rispettato ed amato da tutti, tanto che ho fatto 250 Km solo per essere presente, e c’é chi ne ha fatti anche di piú.

    Ma quella sera l’idea era una sana gozzovigliata fra amici, cena, un Valpolicella che sono mesi che aspetta l’occasione di essere aperto (io normalmente bevo alcool solo in occasioni speciali), una chitarra, un liuto e dei bonghi, un pó di resina di cannaBBis…insomma una serata tranquilla e serena.
    Ismail abita a cinque minuti camminando, ci ha appena chiamato per chiederci se manca qualcosa, lui puó comprarla mentre viene, gli rispondo:”Manchi solo tu”.

    Ismael non arriva…eppure dovrebbe essere giá qui…

    Mah, é appena iniziato a piovigginare, magari é tornato indietro a prendere l’ombrello…mah, si sará fermato a comprare qualcosa…Lo chiamiamo sul cellulare, suona ma senza risposta…

    Il pezzo di musica che stiamo ascoltando finisce, ci giunge il suono di un trambusto dalla strada, qualcuno corre, una donna grida, un uomo urla: “Prendetelo, prendetelo!”.
    Dalla finestra al primo piano vediamo un capannello di gente, un uomo riverso a terra, stanno chiamando una barella, perché nei vicoli della cittá vecchia le macchine non entrano.
    Saranno a venti metri da noi, in una piazzetta dove sfociano vari vicoli.
    A quel punto, arriva la barella e sento uno degli infermieri  che dice, parlando al walkie-talkie: ”É morto: taglio alla giugulare.”
    E continua con la frase rituale:“Veniamo da Allah e a Lui ritorniamo”
    S. mi dice  che sta chiamando di nuovo Ismail , mentre io vedo che dopo un istante il barelliere tira fuori un telefonino dalla tasca del morto e risponde…

    No, non puó essere!

    Mi precipito di sotto, corro verso la scena e fra un pó mi spacco la testa scivolando sul sangue. Ce n’é tanto che si sente un odore metallico mischiato con l’odore d’ozono della pioggerella che inizia a cadere.
    Una ragazza é in lacrime , non la conosco, e un ragazzo cerca di consolarla.
    Chiedo al barelliere di scoprirgli il viso.É Ismail.
    S. viene anche lui, ma piano, senza fretta, ha giá sentito per telefono ció che non avrebbe mai immaginato.
    Ismail ha un taglio sul lato del collo, largo e profondo, la bocca spalancata.
    Arrivano due sbirri in borghese, e la ragazza e il ragazzo che ho appena visto si dirigono verso di loro.
    Allora sentiamo cosa é successo: due ragazzi stavano bisticciando per quella ragazza, sono saltati fuori i coltelli e Ismael, che non li conosceva affatto, é andato per fermarli prima che si facessero male e nella confusione un fendente, non destinato a lui, gli ha tagliato la giugulare e la trachea.
    I due litiganti si sono dati alla fuga,e i presenti hanno cercato di arginare l’emorragia, ma Ismail é morto dopo un paio di minuti.
    Portano via il nostro amico, gli sbirri e la ragazza se ne vanno al commissariato, e il poco sangue di Ismail che rimane se lo sta portando via la pioggia, che cade sempre piú forte.
    Rimaniamo lí come due zombies a bagnarci, S. ed io.
    Il mio sguardo é magnetizzato dal rivolo d’acqua e sangue che va verso il tombino…

    S. sta piangendo a dirotto, io non riesco, mi succede sempre cosí, non riesco a piangere, vorrei ma non riesco.Ho un dolore sordo e cupo che é come un buco, un buco nero, una voragine. Mi succede sempre cosí davanti al dolore e alla morte.
    Siamo bagnati fradici ormai, torniamo in casa di S., dove ci asciughiamo e ci mettiamo vestiti asciutti.

    La tavola, imbandita con ogni ben di Dio , é un testimone beffardo ma sincero della realtá della Vita.Basta uno sguardo, fra me e S., e sappiamo cosa dobbiamo fare, qual’é l’unica cosa che ha un senso per terminare questa assurda serata.
    Impacchettiamo bene tutto il cibo, e prendiamo su anche le tre bocce di Valpolicella, due ombrelli e usciamo in strada.

    Non é difficile trovare poveri nella cittá vecchia di Tangeri, e dividiamo il cibo fra varie persone anziane, dicendo loro: “Ve lo manda il Sr. Ismail, in nome di Dio”.Gli anziani accettano con grazia, dicendo “Che Dio glielo ripaghi”.

    Sono seri, dignitosi nei loro stracci.Belli.

    Poi ci dirigiamo verso l’angolo piú buio della cittá vecchia, l’antica Porta del Mare. Sotto queste arcate secolari, un tempo porta principale della citta, ci sono vari gruppi di sbandati, chi fuma hashish o kif, chi sniffa colla, chi beve, chi fuma eroina…insomma c’é tutta la Farmacopea…

    Individuiamo un gruppo di ubriaconi che stanno bevendo birra e vino, hanno fatto un focherello, guardano il mare, chiacchierano.
    Ci sediamo con loro, chiediamo un cavatappi, apriamo una bottiglia, facciamo un sorso ognuno e diamo loro le bottiglie, dicendo: “Questo ve lo manda il Sr.Ismail, perché lo beviate alla sua salute e alla vostra”.
    Gli astanti si passano il vino e fanno tutti un sorso brindando, uno per uno, alla salute di Ismail.

    Sono seri, dignitosi nei loro stracci.Belli.

    Li salutiamo e ce ne andiamo.C’é stata un’impalpabile intesa fra noi, nessuno ci ha fatto domande, questa é la vecchia Tangeri, questa é l’antica Tingis, prima fenicia, poi romana, da sempre covo, anzi Grembo di Pirati.Queste mura millenarie hanno visto, impassibili, stuoli di esistenze trascorrere e svanire.

    Torniamo a casa, saremo stati fuori due ore e appena ci siamo scambiati qualche parola, é come se fossimo sintonizzati. Ci accomodiamo, fumiamo, ognuno assorto, in silenzio, come se parlare fosse rompere non so bene che cosa, un patto, o forse un’incantesimo…

    Vado di lá, chiamo mia moglie, le spiego cosa é successo, e le dico che preferisco rimanere a dormire qui da S., che non stia in pensiero, e che domattina andremo dalla famiglia di Ismail a fare loro le condoglianze.

    Torno nel salone, S. ha messo un CD di musica turca, strumentale, eterea…
    Rimaniamo in silenzio, fumando e bevendo té ormai freddissimo, finché ambedue cediamo al sonno, stravaccati sui divani.

    Quando ci svegliammo, era un’altro giorno…


    Luporosso ha scritto anche:




    • Caro luporosso, intànto mi fà piàcere ritrovàrti, spero che tu ti sià rimesso bene, poi immàgino come sià stàto difficile vivere unà simile esperienzà, che il buon Ismàil possà trovàre pàce li’ dov’è orà, è probàbile che ci stià leggendo in questo momento, non possiàmo sàperlo. Io bevo àllà suà sàlute, mi sembrà “Psaartek” in arabo.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 3 dicembre 2014 at 15:29

      Salve @luporosso …sono contento di risentirti e dai tuoi interventi vedo che non hai perso la penna….anzi .
      Mi spiace quanto accaduto al tuo amico ….. una brutta storia.
      Quando devo fare condoglianze ….. non sono mai bravo ….non so’cosa dire …. il dolore degli altri mi spiazza ….. io sono un che fa’ …non parla …….semplicemente mi sento spiazzato.
      Ti invio un forte abbraccio ….e dedico una preghiera al tuo amico ….. e non temere per lui Allah akbar .

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      • aurelius
      • aurelius

      • 3 dicembre 2014 at 16:14

      Sai Fratello, ste cose succedono, anche se non dovrebbero. L’attesa poi di un amico che non arrivera’, e scoprirlo morto, che non ride piu’, e’ lancinante. A me e’ successo, con un amico con la moto. Attesa per la cena, e niente. L’avevano centrato in pieno, a un kilometro da noi. Ismail pure, avra’ condiviso lo stesso destino, voluto da Allah o da Cristo, o da mezzi uomini, non saprei.
      Ti sento triste, ma allo stesso tempo in pace. Non rassegnato ma conscio del volere di Dio, qualunque sia.
      Brutta storia, brutta esperienza, questo ti ha dato il destino ora.
      Un pensiero a Ismail, un forza a te, e una preghiera a tutti gli Dei, che non si accaniscano piu’ di tanto.

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      • piranha
      • piranha

      • 3 dicembre 2014 at 16:54

      @luporosso, sento il sangue che pulsa nelle vene,ho freddo,a volte provo stà sensazione quando le vittime sono bambini o quando succede a qualche mio amico.Purtroppo o per fortuna e non mi capità spesso provare certe sensazioni,io non conosco questo tuo amico,come potrei,ma so che lui era tuo amico e questo basta.La scena sembrava di viverla ,l’attesa,il sangue,lamico,il non saper cosa fare.Spero solo che non abbia avuto una moglie e figli ad aspettarlo.E la storia si ripete…..ciao amico mio.

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    • Mi dispiace davvero Fratello Luporosso, per ciò che è accaduto all’amico Ismael e per la tua perdita. Che il buon Cielo lo abbia in gloria, e che i suoi cari riescano a trovare la forza di fare i conti con una tragedia così assurda.
      Mi ha colpito molto questo racconto, così a caldo, appena accaduto…
      L’ho letto in tram e non sono riuscito a trattenere una lacrima, per poi dimenticarmi pure di fare il check-out quando sono sceso alla fermata.
      Mi spiace davvero. Le mie più sentite condoglianze.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 3 dicembre 2014 at 20:32

      Le mando un abbraccio anche da parte mia signor @luporosso , mi sento un poco svuotato e desolato dopo aver letto sta tristissima storia. Queste sono brutte esperienze che, se la vita ci potesse risparmiare non sarebbe affatto un male ma a volte purtroppo succedono.
      Chiudo con un pensiero al suo amico Isamail destinato dal Fato a una fine cosi…stupidamente eroica.

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      • Matt
      • Matt

      • 3 dicembre 2014 at 21:50

      @luporosso il tuo scritto è un bellissimo modo di onorare la memoria del tuo caro amico. Bevo anche io un sorso di Valpolicella in memoria di Ismail.

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      • Zest
      • Zest

      • 4 dicembre 2014 at 3:02

      Bentornato @Luporosso, anche se con questa tragica perdita di questo tuo caro amico e ti do le mie sentite condoglianze. Come prosegue la tua cura ? tutto apposto ? ti auguro tutto il meglio per la tua salute, sei un ragazzo che se lo merita davvero.

      Un abbraccio

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 dicembre 2014 at 11:03

      Mi accodo ai ragazzi nel farti le condoglianze, con purtroppo poco o nulla da aggiungere a quello che loro hanno già giustamente detto…..
      Come anche Aurelius, ti ho letto sereno.
      Nota a margine, lo scritto è bellissimo, in perfetto stile tuo. Si sentono e provano odori, sapori e sensazioni di Tangeri e della sua gente….

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    • Ciao @Luporosso, racconto triste e toccante ma molto bello e profondo. Anche a me è successo di aver perso un caro amico e compagno di Università (incidente automobilistico tanto per cambiare). Stavo appena dicendo a mia mamma di smettere di frignare per la cantina allagata perchè ci sono cose molto peggiori nella vita e il tuo racconto me lo ha confermato alla grande!!

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 4 dicembre 2014 at 13:25

      Un caro saluto @Luporosso felice di risentirti in forma! :doubleup
      Inutile dire che cio che hai scritto, e’ di una tale “presenza” da lasciare senza parole! Non sono bravo, quando si è davanti a fatti assurdi e inspiegabili come questo, a trovare parole….un sincero abbraccio………..

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      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 4 dicembre 2014 at 15:06

      Racconto davvero toccante e ben scritto, come sempre, in redwolf style.
      Appoggio il compare @dragodoro …in questi casi c’è poco da commentare, meglio un lungo silenzio.
      Un abbraccio anche dallo Specchio MaGGico

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      • luporosso
      • luporosso

      • 4 dicembre 2014 at 15:52

      Anzitutto Grazie.
      Volevo piú che altro compartire con Voi le mie sensazioni e i miei sentimenti di quella sera, sapendo di essere compreso. Parlare del come piú che del perché.
      Mi pare che la morte esista solo per quelli che rimangono.
      Per questo mi sentite sereno, e non vi sbagliate.
      Cercheró di spiegarmi: per chi crede a “Qualcosa” dopo la morte, questa persona é semplicemente “Altrove” e magari sta anche meglio, quindi il problema é di chi resta, di chi non puó piú stare insieme al defunto.
      Per chi crede che l’esistenza termini con la morte, stessa cosa: questa persona semplicemente non é piu.Quindi il problema é di chi resta.
      A mio modesto avviso, questa é l’unica certezza in questi casi.
      Quando moriamo, nulla di questo mondo ci riguarda piú.
      Ergo, é come se la nostra stessa morte non ci riguardasse…
      Io sono una persona religiosa, quindi certo, forse anche per questo sono sereno.
      Ma avrete notato che ho deliberatamente omesso qualsiasi referenza alla religione nel mio racconto, proprio per offrire qui, in memoria di Ismail, solo la “preghiera” che é stata distribuire la cena a nome suo.
      Azioni e sentimenti condivisibili da tutto il genere umano, di cui Voi tutti siete Magnifici Esemplari.Ecchevelodicoaffare…
      Peró un piccolo aneddoto ci sta:
      Il fatto successe, per la precisione, mercoledí scorso.Ebbene, qui si usa che quando nasci, ti battezzano dopo una settimana, infatti il battesimo si chiama la “Festa della settimana”.Ma quando muori, dopo una settimana ti fanno il “Battesimo della Tomba”, che consiste in riunirsi, amici e familiari di chi ci ha lasciato, e farsi una bella mangiata con gli stessi piatti di un battesimo.Non ci sono pianti, né tristezza.
      Solo, come Voi avete percepito, Serenitá.Lo abbiamo fatto ieri sera.
      Questo, come avrete giá intuito, serve soprattutto come “terapia” per le persone che erano piú vicine allo scomparso.
      @dragodoro @dionisio @magic_mirror : anch’io sono sempre un pó goffo nel fare le condoglianze, quindi preferisco appunto fare qualcosa, che ho voluto compartire con voi.Grazie.
      @epicuro, grazie e “Bsah’tek”anche a te.
      @aurelius, @piranha, @LittleTruths, @AtiLeong, @Matt, @CCSP, @tusci
      Grazie a tutti Voi, per i vostri sentimenti.In risposta a Piranha, Ismail non aveva figli né moglie essendo un pó “zuzzurellone”, ma ovviamente per i suoi genitori é stata dura. Aveva 36 anni.
      Adesso, e per sdrammatizzare un pó, un proverbio nordafricano dice: “Se i morti non escono dalle tombe per farsi un giro fra i vivi, é solo perché temono che i vivi gli freghino il posto”.Frase da Pirati, e che qua ce n’erano proprio tanti…
      @Zest, sto sempre meglio, infatti questo periodo di riposo, sport, pochi eccessi eccetera é un modo per accelerare la guarigione.Grazie Compadre per le tue parole.

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      • piranha
      • piranha

      • 4 dicembre 2014 at 16:08

      @luporosso,è già,i genitori,più volte ho detto spero di non sopravvivere mai a nessuno dei miei figli,non so come la prenderei,ma poi come qualcuno mi ha detto il tempo guarisce tutti i mali,e altri figli se ce ne sono aiutano a passare questo momento.Non lo so se è vero questo che mi hanno detto ma sicuramente spero di non provarlo mai.
      Per quanto riguarda il pranzo ho avuto modo di provare per la prima volta in vita mia in polonia,alla morte di mia suocera dopo il funerale e idem per mio suocero dopo il cimitero tutti al ristorante a mangiare e bere,non che si facesse baldoria,assolutamente,ma non ti nascondo che la cosa mi ha dato un po’ fastidio,e mia moglie se ne è accorta subito e mi ha spiegato che era la loro usanza.Vabbè,paese che vai usanze che trovi,non giudico ma nemmeno approvo.Ciao caro compare,a presto.

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 5 dicembre 2014 at 20:43

      @luporosso non sono piu cosi spesso su PV e ho letto ora, davanti alla morte purtroppo non ho parole, a maggior ragione quando si tratta di ragazzi con la vita ancora davanti che viene spezzata per motivi futili o casuali come in questo caso.
      Accetta le mie sincere condoglianze, e come e’ d’uso nella mia famiglia, un brindisi alla memoria dei nostri cari.
      Un abbraccio

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      • luporosso
      • luporosso

      • 6 dicembre 2014 at 13:34

      Grazie CaVo @DeeJay, e ricambio l’abbraccio.
      Bello rileggerti ogni tanto!

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