• Ma dove cazzo é casa nostra???

    Leggendo tra le righe questa frase mi e venuto un dubbio…. ci fanno sentire stranieri a tutti gli effetti all’estero e non posso biasimare gli autoctoni che siamo mangia spaghetti yuma laowai farang obroni (a proposito di @obroni ma che fine ha fatto?) muzungu gringo e chi piu ne ha piu ne metta…. ma la mia domanda sporge spontanea Cari fratelli della Filibusta, vi sentite stranieri anche a casa vostra in itaglia ?

    Io si a tutti gli effetti e per una serie di privilegi che a noi italiani ci hanno tolto dando privilegi a tutto campo a stranieri, zingari e a tutti quegli immigrati che possono fare cio che vogliono e delinquere senza che nessuno dica niente.

    Avete mai provato a prendere un mezzo pubblico nelle vostre citta? Non so come sia la realta’ in provincia ma nelle grandi citta cone milano roma napoli torino solo stranieri ci sono, avete mai fatto richiesta pet un alloggio popolare e qui vi diranno che non raggiungerete il punteggio massimo in quanto la priorita’ spetta a chi ha 5 figli o chi e di colore o chi e straniero comunque. Il lavoro ? Dicono che gli italiani non hanno voglia di lavorare non e vero gli stranieri si vendono per poco andando automaticamente a danneggiare l italiano che giustamente non va a lavorare pef meno di 1000 euro al mese facendosi il culo dalla mattina alla sera sopratutto quando ha la rabbia addosso vedendo il magna magna che i nostri bei governanti chiesa compresa fanno nei nostri confronti.

    Ma perche altre nazioni su sentono fieri di far parte di quel paese e invece noi abbiano sto rigetto ,?  Perche non siamo tutelati alla stregua di altri come i paesi nord europei o come alcuni paesi asiatici ? Ma che male abbiamo fatto a sto mondo per essere nati in un paese come l itaglia ? Certo uno mi dira che sempre meglio nascere in qualche villaggio africano o in qualche favekad brasiliana, ma se permettete io preferirei guardare chi sta meglio di noi per far si che anch’io possa evolvermi piuttosto che guardarmi dietro chi sta peggio e seguire le loro orme che sara’ anche un discorso cinico ed egoista ma qua si sta parlando di sopravvivere in questo mondo nel miglior modo possibile senza compromessi.

    Ci sentiamo stranieri a casa nostra ci sentiamo stranieri quando viaggiamo o quando viviamo da altre parti ma alla fine dove cazzo maii sentiremo una volta per tutte a casa nostra ?

     

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    Zest ha scritto anche:



      • Zest
      • Zest

      • 8 dicembre 2014 at 0:54

      Scusate per la serie di orrori ortografici ma con sto cazzo di telefono viene difficile esprimersi al meglio….maremna mia :hairpull

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    • Mah, io credo che c’è sempre almeno un posto in cui uno sta bene, e credo che ognuno è del posto in cui sta bene.
      :dreaming
      Okay, di certo litaGlia non è tra questi :a-a

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      • Zest
      • Zest

      • 8 dicembre 2014 at 3:10

      Ma anche io sto bene in tanti posti pero’ io mi riferivo al fatto se all estero dove vivete le persone o il paese vi fa sentire proprio come a casa vostra oppure se anche in itaglia avete la sensazione di sentirvi stranieri come all estero. Questo e il punto fondamentale del topic quale e il posto dove uno si sente parte del paese della popolazione locale come uno di loro insomma il titolo parla chiara e la locandina pure ;-)

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    • Beh, io mi sento più straniero in itaGlia che in parecchi altri posti. E non certo perché penso che danno le case agli zingari perché me ne sbatto altamente le palle di a chi diano le case…le dessero a chi caSSo vogliono loro e magari che litaGlia intera se la mangia il mare stanotte stessa, con tutte le case e con tutti loro dentro, così domattina quando mi sveglio e sento la notizia vado in cartoleria a comprare un pennarello azzurro e lo uso per aggiornare la nuova geografia del Mediterraneo passando sopra a quello stivale che ci sta in mezzo. :dreaming

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      • Zest
      • Zest

      • 8 dicembre 2014 at 4:55

      Le case il lavoro i mezzi di trasporto erano solo dei piccoli esempi per far capire quanto il popolo itagliano sia salvaguardato dal proprio paese.
      Mi vengono in mentevgli ultimi alluvioni in liguria in toscana dove la gente li hanno ammassati in capannoni e invece a quelli che sbarcano dalla navi di banane li mettono negli hotel nei resort in sardegna con una diaria di 45 euro vitto alloggio e simcard compreso di traffico per chiamate ovviamente tutto spesato. Nei campi rom il comune di bologna paga aggratis la luce a quei 4 zingari mentre chi e stato colpito da un terremoto dorme ancora in macchina…. compreso quello dove abiti tu in irpinia che tanti sono messi male. Certo se dacciamo un discorso puramente egoistico sono con te dicendo ma si cazzo ce ne fotte affanculo l itaglia e quanti ce ne stanno e per quello che siamo andati via dal nostro paese per non vedere piu certi schifi e discriminazioni nei nostri confronti ma mi rendo conto che pur avendo vissuto anni e anni all estero ci vedono giustamente stranieri seppur inseriti nel loro tessuto sociale.

      Quindi la mia domanda ancora e’ quale e il posto dove ci fanno sentire uno di loro dove ci fanno sentire parte di quel determinato paese? Se ci sentiamo stranieri a casa nostra figuriamoci allora negli altri paesi…. in thai sarai solo un farang nelle filippine sarai solo un kano in cina sarai sempre un laowai a cuba sempre saremo degli yuma in sudamerica ci vedranno solo come dei gringo in africa ci vedranno sempre e solo come muzungu e obroni in germania ci daranno solo dei mafiosi e mangiaspaghetti etc…etc….. e a casa mia mi sentiro’ come uno che l ha preso in culo senza vaselina da quella manica di vastasi!!! Chiaro il concetto :-) ?

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      • aurelius
      • aurelius

      • 8 dicembre 2014 at 6:32

      Lo sai Cheffone che concordo in pieno. Tra l’altro l’ho appena scritto ieri e ribadito oggi sul 3D di Fratel @CCSP .
      Io mi sento nervoso e a disagio ormai quando quel par de volte l’anno scendo in ItaGlia.
      Sanita’, Trasporti, strade, pulizia, modi di fare…casino, stress, arroganza, inconcludenza. Uffici pubblici, stranieri, mancanza di leggi e regole…Un paese immerso fino al collo in un girone infernale Dantesco di un mare di merda, dove l’unico daffare dell’ItaGliota e’ spingere l’altro ad ingoiare lo stronzo che galleggia prima di lui.
      No, basta; manco piu’ incazzarsi serve…sticazzi.Io non mi ci trovo piu’, da tempo. Lo sai, lo sapete ho fatto vari passi, anche importanti, per “scatramarmi” definitivamente…e son contento.
      Senza rinnegare peraltro nulla del passato, e continuando ad amare l’Italia, in special modo la mia citta’.
      Ma dovevo scegliere se viver male, inteso psicologicamente ed interiormente, o semplicemente vivere decentemente, sempre come stato d’animo. Seconda opzione.
      Poi ognuno la vede come crede certo, secondo vita, scelte, aspettative, opportunita’…ok. Buon pro vi faccia a tutti l’intelletto.
      -Mi sento straniero in un altro paese? Si, certo, lo sono. Qui a Praga lo fanno pesare? Beh insomma non piu’ di tanto, stiamo in EU, secoli di storia simile…se anche tu ti adatti, cerchi di inserirti, scopri usi e costumi etc etc…certo il borioso, rancoroso, disadattato che dopo anni non parla una parola dell’idioma, e ancora torna da casa coi salamini e l”acqua per il caffe'”…beh cosa cazzo vuoi? Starai sempre male ovunque( e da qui lo sfrenato desiderio di ricostruire l’altarino con S.Gennaro e Maradona su sfondo del Vesuvio Tricolre, o altri gadgets a seconda della provenienza…) e l’unica salvezza sara’ la ” Casa dell’Emigrante” dove versare lacrime amare a Natale…mentre si tenta, rifiutati peraltro, di invitare a ballare una MelenSana baffuta oriunda di terza generazione!!!
      -Mi sento a casa, dove mi sento veramente a casa? Mah CaVo mio, non saprei. Col tempo cambiano idee, sogni, aspettative, possibilita’.
      Smembrando ipoteticamente il mio corpo prima che lo faccia Odino con la Sacra morte in battaglia consegnandomi ad Hoor, beh direi con il cuore casa e’ Roma, con la pancia il SudAmerica; con la testa: si, dove sto’ adesso. Poi in futuro chissa’. L’importante e’ che possa sempre sentirmi libero, e leggero.

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      • Zest
      • Zest

      • 8 dicembre 2014 at 8:03

      @aurelius

      Era proprio quello il messaggio che volevo far passare e tu sei riuscito bene a darmi una risposta di cui non posso che non essere d accordo con te. In tutti i paesi stranieri in cui sono stato benissimo mi hanno fatto sentire uno straniero al 100% ma che anche il proprio paese d origine ti da quelle stesse sensazioni significa a parer mio che bisogna abbandonare quell idea di casa nostra dove sia sia ma di vivere come dici tu con liberta’ e leggerezza oggi qui, domani la , dopodomani chissa’….

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 8 dicembre 2014 at 8:18

      Sull’itaglia c’e’ poco da aggiungere. Non mi riconosco nei locali, nelle abitudini, nel senso di appartenenza, non la considero piu “casa mia” da anni.
      Sono certo che la questione immigrati e’ gestita in questo modo non per il bene degli immigrati, ma per il tornaconto di qualcuno.
      All’estero, sarai sempre uno straniero, certo se ti senti a tuo agio, rispetti persone e usanze, e non ti comporti da turista (cafone e arrogante), avrai sempre soddisfazioni, almeno per quanto mi riguarda.
      Poi oh, in italia mica si sta cosi male, bisogna prenderla a piccole dosi pure quella, un po di food and drink, un po di fashion, niente tg e via che si riparte.
      Ciao Cheffone e sempre in culo alla balena
      :ar

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    • Vabbe, la vedo dura a non sentirsi uno straniero o non essere trattato da straniero in un posto tipo Cina o Thailandia.
      Secondo me uno si sente a casa in un posto quando riesce a crearsi attorno quella bolla di sapone fatta di qualche amicizia sincera, qualche affetto, qualcosa da fare che non vada in contrasto con l’ambiente circostante, e magari un qualcosa, una prospettiva verso cui guardare che dia un senso al procedere quotidiano. In questo modo puoi essere felice credo, e per i tuoi amici non sarai uno straniero ma un amico appunto, così come non sarai uno straniero per chi ti vuol bene né per quelli con cui hai a che fare quotidianamente in quel che hai da fare.
      Allora si che cessi di essere uno straniero.
      Poi certo, come dice Gamba ci saranno sempre anche quelli che dopo anni di permanenza non parlano una parola della lingua locale e si faranno spedire i pacchi con dentro l’acqua per il caffè, quelli sono ovviamente condannati al limbo e saranno stranieri per sempre.

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 8 dicembre 2014 at 17:40

      Ciao @Zest. Un saluto e un grande in bocca al Lupo :doubleup :heyhey
      Comunque…………………….Per quanto mi riguarda a proposito della “casa”

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 dicembre 2014 at 19:06

      Davvero una bella domanda signor @zest:
      Ma credo che faccia un po’ parte del crudo destino del pirata non avere un cazzo di posto da chiamare davvero “casa”.
      Ci saranno posti dove si sta bene, dove trovi amicizia e affetto e ti “senti a casa”.
      Appunto. ti “senti” a casa. Non sei a casa.
      Qui dove vivo mi “sento a casa” ma ho chiara nozione che non saró mai e neppure faccio questione di diventare, un portoghese.
      E quando torno in italia mi sento ogni volta piú straniero.
      E non é perché l’Italia va male invece che bene. Potrebbe andarvi tutto a gonfie vele e essere il paese piú ricco e ben organizzato della terra : lo sarebbe diventato in questi 15 anni MA comunque senSa di me.
      La mia CASA é quella dei ricordi ed é popolata di fantasmi, persone che non esistono piú perché hanno lasciato questa terra o perché, benché ancora in vita, questa le ha trascinate lontano da me e possibilemnte trasformate in qualcosa di diverso che posso faticare a riconoscere. Come ha trasformato me, naturalmente.
      Mi pare quasi “fisiologico” , fatti certi percorsi e passati gli anni che uno si faccia certe domande.
      “dove cazzo é casa mia ?”
      Ma credo che quel che mi importa davvero lo dica abbastanza bene in questa lirica il poeta argentino Facundo Cabral.
      No soy de aqui, no soy de allá…
      y ser feliz é mi color de identidad…

      http://www.youtube.com/watch?v=tLWnn_Tz3WY

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      • Stenka
      • Stenka

      • 9 dicembre 2014 at 2:55

      Caro @Zest. Ho capito perfettamente il tuo pensiero e lo condivido in toto. Ora non voglio buttare la cosa in politica, ma la Storia nostra dice chiaramente che la “Democrazia” non fa per noi, perchè per noi (fortunatamente non tutti) democrazia significa fare quel cazzo che si vuole sbattendosene le palle delle regole e del rispetto per gli altri. Significa essere liberi di arraffare, imbrogliare, sopraffare, intrallazzare, bustarellare, etc. tutto a beneficio di quel benedetto “io” che è dentro di noi. Forse i secoli di dominazioni subite ha fatto entrare queste cose nel nostro DNA, facendo in modo di non sviluppare in noi quella “Coscienza Sociale” che altri popoli hanno, ma va anche detto che pur avendo esempi da seguire poco o nulla si fa per migliorarci. E questo è sotto li occhi di tutti. Perciò dico, senza volere tirare in ballo il Duce, che agli itaGliani serve un dittatore e, se si guarda bene, la Storia (purtroppo) lo conferma. Dal canto mio ho adottato anch’io la bellissima citazione di Facundo Cabral che il Sior @AtiLeong ha sapientemente riportato. Tanto, alla fine, visto come vanno le cose, in primis bisogna volere bene a se stessi. Si potrà essere poi magari tacciati di egoismo, ma tant’è, il rispetto per noi stessi è la cosa più importante. Lo dice anche il Vangelo.

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      • Zest
      • Zest

      • 9 dicembre 2014 at 9:38

      Cari Fratelli, ho letto tanti pensieri nobili da parte vostra che mi hanno rasserenato devo dire, perche’ mi sembrava di essere solo io a vivere con un sentimento del genere, ma questo mi ha fatto capire che il nostro animo piratesco e libertino ci accomuna molto, ed e’ per questo che ne sono felice di far parte dei vostri.

      Sto volgendo al termine di questa esperiensa australiana che non rimpiango nulla di cio’ che ho fatto e visto qui, 4 mesi a capire a valutare quanto fosse possibile rimanere qui, ma alla fine il mio istinto mi dice che non e’ affar mio questo paese ne questa gente , seppur vero che non ho nessuna casa ne radici piantate , penso che la mia casa e’ solo l’oriente con tutti i suoi lati belli e brutti, ma e li che mi trovo a mio agio come si suol dire…. e chissa’ se un giorno anch’io riusciro’ a mettere la testa a posto, anche se non ci credo molto…intanto vado dove mi porta il Quore e so di certo che da qualche parte li deve esserci :-) Vi ringrazio ancora per aver contribuito a questo topic che ha sollevato parecchi dubbi ma anche tante conferme, questo denota che tra noi ce una forte alchimia. I miei topic sull’Australia terminano qui, penso di aver recensito anche abbastanza su usi e costumi, con foto e quant’altro, si vede che dovevo venire qui solo per fare il fotoreporter :rotfl :rotfl

      I prossimi collegamenti con nuovi topic riprenderanno dal SEA :lov

      Un abbraccio a tutti Compadri miei ;-) e non smettete mai di sognare :-)

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      • piranha
      • piranha

      • 9 dicembre 2014 at 11:32

      @zest,Caro compare più passano i giorni e più diventa difficile,lo so che hai ragione,lo dissi in post di @aurelius,stavo a roma e l’unico scemo con biglietto ero io,altri tutti zingari che facevano quel che cazzo volevano,nella metro orde di turisti paninari e casinisti,nella metro fisarmonicista che chiedeva elemosina,nei negozi solo cinesi e arabi,non che ci sia nulla di male,ma ndo stanno l’italiani veri?boh,e che cazzo ne so io,anzi lo so,stanno tutti ar comune a pija bustarelle.A rega,io purtroppo anche se una volta dicevo purtroppo o per fortuna,ora dico solo purtroppo,in de sto paese ce devo da stà forse ancora un po’ o tutta na vita,a volte me viene da pensà che se ero ancora scapolo e senza figli dopo la separazione sicuramente avrei fatto le valige per dove non saprei,ma credo america latina.A tutti coloro che vivono all’estero,fatevi valere e fate vedere chi sono gli italiani,ma quelli veri,questo è l’augurio che voglio farvi.
      FIRMATO PIRANHA
      UN ITALIANO VERO COME VOI.

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      • Matt
      • Matt

      • 9 dicembre 2014 at 16:10

      Caro @Zest io abito e lavoro in Svizzera da piu’ di vent’anni, ogni volta che vedo un telegiornale italiano mi incazzo, al ritorno dai viaggi in oriente quando sull’aereo inizio a sentir parlare italiano mi innervosisco, e vedo un futuro davvero nero per l’Italia.
      Eppure non mi sono mai vergognato di dichiararmi Italiano, ne sono ancora orgoglioso, potrei ottenere facilmente il passaporto svizzero ma non l’ho richiesto, ancora non me la sento anche se mi converrebbe, e anche se sono grato alla Svizzera e la ammiro per tantissimi aspetti.
      Per quanto riguarda sentirsi a casa, mi ci sento qui in Svizzera come mi ci sento in Italia quando ci vado in vacanza o a trovare i miei.
      E mi sento un po’ a casa anche in quei paesi lontani dove pero’ ho sviluppato dei rapporti personali su cui so di poter contare in caso di bisogno.

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      • piranha
      • piranha

      • 9 dicembre 2014 at 17:20

      @Matt,quando senti un tg italiano ti incazzi?beh,a me mi viene da piangere,solo ruberie da parte di politici o chi è nel sistema o senti di morti ammazzati.Al mattino mi sveglio e penso,ma chi me lo fa fare di continuare a lottare contro i mulini a vento,poi penso ho una famiglia dei figli e ben contento di averli mi rimbocco le maniche e continuo.Si,anche io mi sento italiano ovunque,però ultimamente quando me lo chiedono rispondo italiano e fisso il volto del mio interlocutore per vedere che espressione assume.In polska ai tempi del supremo mi sentivo solo chiedere di lui,fede,lele mora e tutte le zoccole che ci giravano intorno seguiti da risolini sotto i baffi.A volte ho risposto che forse era meglio se avessero guardato nel loro orticello o se stavano ancora leccandosi le ferite prodotte da crukki e dai comunisti.

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      • Sexplorer
      • Sexplorer

      • 10 dicembre 2014 at 18:54

      io dopo 15 anni all’estero in europa e asia onestamente sto bene ovunque pero’ se si parla di “casa nostra” ormai non saprei manco io, l’ultimo mio ritorno in patria a febbraio e’ stato disastroso e mi ci sono voluti due mesi solo per riambientarmi e solo al quarto mese mi sono un po’ riassestato.

      secondo me e’ piu’ facile per chi nasce in piccoli villaggi o paesotti dove tutti si conoscono da una vita, per chi come me nasce in citta’ e’ molto piu’ difficile, c’e’ sempre via vai di gente, molti degli amici lavorano o vivono in altre citta’ e comunque hanno tutti i cazzi loro quindi difficile anche reincontrarsi in relax per una chiaccherata, l’italia poi e’ visibilmente un paese di vecchi e questo lo si nota a occhio nudo appena torni dal SEA … tra l’altro la mia citta’ e’ stata violentata dalle migrazioni degli ultimi decenni e certi quartieri sono irriconoscibili e la cosa poi per effetto domino si vede anche nella nightlife ora certi locali sono ben divisi su base etnica per esempio.

      quindi casa nostra dov’e’ ? mah .. per me e’ il SEA senza dubbio alcuno pero’ direi anche China e direi anche l’europa in generale, a un certo punto se uno viaggia il suo background si allarga molto e certe domande forse diventano fuori luogo perche’ se passi un terzo della tua vita all’estero e’ inevitabile che ti senti sradicato, io poi da bambino ho cambiato tre case diverse quindi anche li’ la cosa e’ ambigua sul quale sia casa mia, in che quartiere etc etc no perche’ poi da me ci si discrimina anche in base al quartiere e da li sei bollato a vita hahaha, siamo al ridicolo …

      onestamente sono proprio le piccole cose di quartiere che mi fanno sentire a casa qui a Phnom Penh, cosa che non mi succedeva altrove in SEA per vari motivi e anche perche’ non me ne fotteva un cazzo.

      si, sicuramente come i pirati abbiamo bisogno di numerosi “porti franchi” dove approdare, anche tornare in europa in posti dove ho vissuto anni fa mi darebbe quella sensazione di ritorno a casa ed e’ sempre bello tornarci, poi pero’ ti rendi conto che e’ una stronzata e ci metti una pietra sopra ma finche’ dura a me sta bene cosi’.

      sicuramente casa mia non e’ l’italia dove ora si scannano sui politici corrotti e bla bla bla, non me ne fotte un cazzo non leggo piu’ manco i giornali italioti online per non rovinarmi la giornata, l’unico modo per apprezzare quel maledetto paese e’ non accendere mai la tv, non leggere i giornali, andarci solo in primavera ed estate, uscire la sera in piazza e nei locali giusti, mangiare bene, e possibilmente evitare la vista delle periferie schifose e non uscire mai dal centro storico !

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      • Sexplorer
      • Sexplorer

      • 10 dicembre 2014 at 19:05

      @Stenka

      non e’ che serva un dittatore solo per riempire di calci in culo gli italiani il che comunque sarebbe gia’ un progresso in avanti, quel che serve e’ proprio una rivoluzione culturale, pure quella chiaramente imposta a suon di manganellate e olio di ricino perche’ l’italiota conosce solo la legge del bastone …

      purtroppo questo e’ impossibile finche’ l’italia e’ nella NATO e non gli e’ concesso avere una sua politica estera come pure battere moneta essendo nella EU tuttavia se solo ci fosse uno straccio di volonta’ politica si potrebbe almeno seminare qualcosa che col tempo potrebbe partorire buoni frutti e invece ormai e’ un paese allo sbando del tutto hopeless e fanno benissimo a emigrare i giovani anche a costo di lavare i cessi sempre meglio che marcire in un paese morto e zombificato.

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    • Caro Gerry, mi faccio spesso questa domanda, in realtà, pur abitando in Francia dal 1996, mi sento uno straniero, non li sopporto i Francesi. Anche in Italia, quando scendo nel Salento, ogni tanto mi smarrisco, non mi ritrovo nel malfunzionamento di tante cose, mi sento comunque molto più italiano che francese.

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    • epicuro:
      Caro Gerry, mi faccio spesso questa domanda, in realtà, pur abitando in Francia dal 1996, mi sento uno straniero, non li sopporto i Francesi.

      Ma perché CaVo @epicuro, gli itaGlioti li sopporti??? :ouch

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      • Stenka
      • Stenka

      • 11 dicembre 2014 at 2:45

      @Tutti. Mah, non saprei bene che dire cari Compari. Le mie “esperienze”, dopo un matrimonio finito male (per colpa mia!) mi hanno portato, causa lavoro, a girare per mezzo mondo. Devo dire, forse grazie ad un mio spiccato spirito di adattamento, che tolto qualche caso mi sono trovato bene un po’ dappertutto e che, tutto sommato, sono state esperienze positive. Mi difendo in cinque lingue e forse per questo l’adattamento ed il contatto umano sono stati più agevolati permettendomi così di “legare” meglio con i locali. Per quanto riguarda l’ItaGlia devo dire che quando ci ritorno non so se ridere o piangere nel vedere lo stato in cui si trova. Nel vedere gli amici “ingrigire” anche dentro e nel vedere la loro “rassegnazione” senza nessuna reazione. E se un poco di reazione c’è questa si limita alla pura Critica ai politici, al sistema, etc. etc. etc. Forse ha ragione il mio amico Sinisa di Belgrado quando mi dice: Voi italiani non avete il coraggio di fare quello che abbiamo fatto noi perchè avete la pancia piena! E quando ricordo queste parole subito mi sovviene il passo dei Promessi Sposi, quando don Abbondio, dopo l’incontro con i Bravi, si ritrova a pensare: Se uno il coraggio non c’e l’ha mica se lo può dare! Ed allora mi incazzo ancora di più perchè non riesco a capire come mai in giro per il mondo vedo tanti italiani esprimere tanto Coraggio (in tutti i sensi) ed invece in patria vedo solo pecorame. Forse sono troppo vecchio per capire questo stato di cose. O, forse più giustamente, data l’età, sono fuori dal Tempo. Preferisco quindi, vigliaccamente, rifugiarmi nella tipica frase di comodo per mettermi a posto la coscienza, che recita: Io la mia vita l’ho fatta, adesso sono cazzi vostri! Si, Compari, ditemelo che sono un Vigliacco. Ne avete il diritto.

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      • Zest
      • Zest

      • 11 dicembre 2014 at 8:03

      Ad ogni modo ho capito che casa mia e una valigia e quelle cose che porto sempre con me, sono sicuro che mettere radici da qualche parte e’ un ossimoro per quanto mi riguarda, poi se vogliamo parlare di casa come un senso di sentirsi a proprio agio con tutto quello che ci circonda, ma chelodicoaffare, Oriente tutta la vita :-)

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    • No problem CaVo @Stenka, in fondo in fondo ognuno di noi ha dentro un po’ di Don Abbondio che lo aiuta a trovare le ragioni per cui “non è un problema suo” all’occorrenza. Pure Maccio Capatonda ci ha il diesel. :rotfl Ti si vuol bene lo stesso. Quanto agli italiani all’estero si, ce ne sono come diciamo sempre di disperato e miserabili, ma grazie al Cielo ce ne sono anche di portentoso e validi, come tanti ne vediamo tra noi del resto. :dreaming
      CaVo @Zest effettivamente considerando il modo in cui hai vissuto gli ultimi vent’anni sarà difficile che tu metta radici. Non impossibile, ma difficile. :bz :ar

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