• A Parigi, in mezzo a tanta gente…

    Che sei in mezzo a tanta gente, poi non te ne frega gnente. Gambe per camminare, testa per guardare; per scavalcare il dolore, in cerca di parole.

    Ecco, parafrasando delle belle rime di A.Mannarino che da un po’ di giorni mi suonavano all’orecchio, posso dire che il senso stretto del mio girovagare per Parigi e’ stato questo. Forse portato dalle note tzigane d’una fisarmonica, credevo d’entrare nella prima brasserie d’angolo e trovarci Edith Piaf che abusata dall’alcool e dalla vita, canticchiava una stanca nenia agee’ mentre un baffuto oste con maglietta a righe blu scuro le porgeva, con occhi miserevoli, l’ennesimo “verre de vin”.

    Ma invece nella stragrande maggioranza era musicaccia stereotipata della peggior specie e delle peggiori playlist di Ytube, e ad ascoltarla c’erano orde Vandale d’Oriente e trupponi Yankees ad alto quoziente d’imbecillita’.

    Edith Piaf e la sua melanconica fisarmonica, non abitano piu’ qui.

    Parigi e’ nera, con gl’occhi a mandorla e parla Inglese con la erre moscia. E senti l’Africano che dice merci, e l’Asiatico venditore di plastica luccicante da chioschetto che ti dice ” Yes my flent”.

    Parigi e’ folle folla, e smog e traffico e lerciume; e si capisce come mai le Pesti nei secoli passati, a volte siano cominciate qui, e perche’ sono cosi attaccati alla baguette e alle brioches; segni imperituri d’una fame antica, coperta come l’olezzo di merda dei vicoli dall’afrore di profumi altezzosi, troppo cari per tutti. Anche per le troie Russe che vedi a vagonate in giro, salvo poi fare le impuntute, chicchettose e snob; coperte da un velo di pudicizia che manco Madre Teresa de Calcutta.

    La ricchezza, quella nuova soprattutto ha incatramato ed asfaltato tutto, e tutti. E allora venghino belle signore e gran puttane, Parigi e’ come voi. Luccicante, aristocratica e volgare, nasconde i cenci luridi, con sopra le incipriate parrucche. Neanche a Versailles ne ho viste, nemmeno una. Solo i capelli unti degl’Indiani.

    Parrucche Illuministe, che a volte pensi di poter scorgere dentro un palazzo, all’ingresso d’un Jardin de Roi; o magari da dentro un taxi: ma e’ solo un figurante d’uno special che si gira al Marais. Scene d’altri tempi, a cento metri dall’obbrobrio de sto’ tempo, un quadrato di plastica e cemento che s’atteggia a centro d’Arte moderna. J.P.Sartre dalla rabbia, si sarebbe dato al Monacesimo.

    No, nemmeno piu’ qualche cicisbeo in parrucca vedi a Parigi, come l’Edith Piaf sono sogni d’una poesia lontana. IMG_20150922_155043

    Napoleone dorme, e riposa disturbato solamente dal rumore degli otturatori delle macchine fotografiche che lo martellano, a decine di milioni tutto l’anno. Poraccio, soffriva pure di mal di testa e forse d’otite, sempre con quel cazzo de dito nell’orecchio.

    O magari, e’ solo un altro stereotipo che c’hanno tramandato; ad uso e consumo di mediocri cabarettisti e saltimbanchi in erba. E nei cabaret si fanno solo serate a pagamento. Parigi, o cara: cara e’ Parigi, e assai. Si, val bene una Messa, ma senza soldi ormai non se ne cantano piu’. Riposa in pace Napolio’ ca’ nunn’e’ cos’.

    Pure quell’altro ammasso de ferro della Torre Eiffel, di giorno fa’ quasi schifo; di notte a momenti sono piu’ luminose quelle in miniatura vendute dagl’Africani ai bordi del Trocadero. Dove giovinotti danzano balli strani, con musica che esce da scatole trascinate da carrelli della spesa. Gente di Babele con tutte le lingue del mondo, si accatasta davanti l’unica ringhiera a protezione della Torre contro l’indiscriminato uso del Selfie. Una jattura globale. Che scuorn’ che ce deve ave’ da lassu’: quando guardava nascere amori tra i viali, bambini vestiti alla marinara giocare col cerchio, e Dame incappellate mostrare maliziosamente la caviglia al gentiluomo di turno in carrozza.

    In carrozza mondo, che si parte. La Metro ti porta ovunque, laddove ci sara’ ancora un palazzo, un vicolo, uno scalino da fotografare, un bistrot a menu fisso d’assalire, qualche borsa da comprare.

    Lo charme, la verve, lo chic ormai e’ shock. Quello che prende i Cinesi o comunque nella stragrande maggioranza Orientali in genere, davanti le vetrine del lusso. Solo loro, sempre loro, in cerca d’oro. Allucinati e imbambolati come gazze davanti il luccichio delle vetrine, delle fibbie di cinte e borse e scarpe.

    Per fortuna che Rossini l’Opera la scrisse semi-seria. Preveggente.

    Lo stupore che l’Orientale prova davanti a questi bustoni con su’ scritto “Paris” gli fa’ dilatare gl’occhi a dismisura. Rassomigliandoli grottescamente ai loro cartoni animati, ai quali peraltro assomigliano nel modo di muoversi e parlare e ridere. E quindi vedersi sciamare di fronte un’orda pittoresca di Heidi e Holly e Benji dal sorriso di cartone e l’occhio allampanato fisso, non e’ una bella immagine. Perlomeno estraniante.

    Ma la contentezza che sprigionano a vederli portare in giro in modo trionfale le loro saccocciate di specchietti e’ disarmante. E ripensi a Cortes e a Colombo, e ai primi Indios delle Americhe, o come lorsignori credevano, delle Indie Orientali.

    Parigi sta’ ai nuovi ricchi come il guanciale nell’amatriciana: ci sguazzano. Senti parlare Brasiliano ad ogni angolo, e vedi in diretta i film di Bollywood. Si, perche’ l’Indiano e’ fantastico;: gira ancora col maglione a rigoni o a scacchi, rigorosamente a carne. Sovrastato da giacche logore e consunte di qualche taglia in piu’, e oro/1000 che a loro piace tanto, perche’ risalta sull’olivastro della pelle. Una pelle ovviamente profumata al curry, che senti da lontano, che si ammischia con quello nauseabondo che arriva dalle loro taverne sparse ovunque. E che li fa’ sentire a casa.

    Parigi e’ casa per chiunque, meno per coloro che non spiccicano una parola di Francese; e certo che poi trovi il cameriere o la M.lle ostica e incazzuta. Ma poco importa agli Italiani, Spagnoli o Tedeschi in gita breve. Tanto questi, qualcosa su cui polemizzare o da criticare la troveranno sempre. E’ l’indole, niente si puo’ contro la natura dell’incompreso, del fuori luogo, del disadattato alla vita. In questo ed altri casi. Comunque. Ca va sans dire.

    Parigi e’ bella, soprattutto quando e’ Creola. Ci sono signorine d’Oltre mare che sono una bellezza, spettacoli viaggianti sulla Metro coi culi in fuori e le labbra di fuoco. Gl’occhi di brace che ancora abbassano, sempre per un ancestrale sottomissione rispetto al luogo dei padroni, che le fece schiave.

    Ormai schiave della Banlieue.

    IMG_20150924_112436Parigi come metropoli moderna fa’ schifo: come tutte le grandi citta’ del nuovo millennio, del resto. Ma tra quelle poche che comunque viene salvata dalla storia, dal fascino, dalla bellezza della monnezza. Dall’incedere snob delle sue signorine, dalla voglia di saziarsi di pommes frites delle Nubiane. Dal fatto che ancora un sorriso ed un bonjour lo strappi tra i vicoli, o con la solita vecchia, cabarettista matta, con cui al Carrefour parli di carciofi. O col body guard Algerino delle Galeries Lafayette, che ti dice che in fondo tutta quella gente, della vita non ha capito un cazzo. Insciallah.

    Parigi per questo e’ bella: le sue piccole storie fanno ancora la citta’, quella nascosta. Come se ti nascondi di traverso su una panchina, sotto un albero d’un angoletto dell’isola di St.Louis allora trovi pace. Allora Parigi ritorna in bianco e nero, al limite virato seppia. E vedi la Senna che ti scorre sotto i piedi, un oste con gilet e marsina caricare casse in magazzino e un’impeccabile signora di gran charme portare il barboncino a fare i bisognini. E non senti e non vedi piu’ nulla.

    Anzi, se chiudi gl’occhi, riesci ancora a sentire qualche nota…si, e’ lei. Aveva ragione Edith, je ne regrette rien: Parigi e’ bella. IMG_20150925_121440

    Aurelius.


    Aurelius ha scritto anche:



      • aurelius
      • aurelius

      • 26 settembre 2015 at 23:38



    • :dreaming :dreaming :dreaming ah, Gamba Gamba sgambettante… :bz …tant’è inZomma, che la cosa peggiore che si possa augurare ad qualcuno sia quella di incontrare un giorno i propri idoli. :dontsee :skull
      Mai vista PariGGi, né tengo piani di o interesse a farlo. Ci sarò passato una mezza dozzina di volte facendo scalo in aeroporto e quest’è quanto. Comunque avevo sentito dire che fosse sporca da far schifo…un carrozzone di merda per turisti con fast food, souvenir kitsch e gente di merda. Del resto viviamo nell’epoca del selfie stick, che altro ne potevi sperare. Pazienza. In onore del nostro beneamato Supercazzeggio ™ che ci salva sempre la giornata a prescindere da tutto e tutti, ci piace ricordarti così…
      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 27 settembre 2015 at 15:23

      :)) E che mi manca!?! …Giusto il cappottone di cammello, caro Procione @LittleT Tanga !!! :ohplease :))
      E si, ottimizzo ™ che i miti e gl’idoli e’ meglio lasciarli riposare in pace nei nostri sogni; senno’ a svegliarli si èpotrebbero avere delusioni. Volevo andare alla tomba di J.Morrison ma ho desistito, visto lo stato da fast souvenir in cui versa.
      Comunque ti dico mi e’ piaciuta, anche molto. Se capita ci torno, anche per sfruttare il pass Metro decennale che e’ una delle cose buone e giuste della citta’. E un paio d’amicizie l’ho fatte. Certo appunto non si puo’ pretendere di vedere, capire od entrare nella vita di una citta’ come Parigi in una settimana, da turista anche se particolare. ;-)
      Certo si, e’ sempre piu’ solo una cartolina ad uso e consumo, tipo Roma, Venezia, Londra,Rio, New York etc etc…dove ti perdi nel mare grande. Ma insomma vale la pena, comunque va’ vista, ci si sente a proprio agio, almeno noi Euro-latino-Italiani, diciamo. :doubleup Ancora qualcosa di buono poi, la riserva. Solo agli uomini di buona volonta’, ovvio. :dreaming

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      • piranha
      • piranha

      • 27 settembre 2015 at 18:07

      @aurelius,e bravo,ancora un giretto,ma quello che voglio chiederti è ma secondo te,siamo noi che non ci adattiamo e pensiamo solo ai bei ricordi oppure è giusto che sia cosi????
      A compà,ma lo sai che te dico che tutto sommato io in questa nazione con tutte le cose non vanno ce stò ancora bene.Sò scappato da roma?beh,non mi pento affatto,anzi,pe me va bbbene cosi pe adesso,poi un giorno se vedrà.
      PS,ho provato a chiamarti questa mattina al tel perché non ho connessione WA fino a fine mese.Domani semmai ci sentiamo ,quando puoi chiamami che ti dico alcune cose,ciao.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 settembre 2015 at 7:45

      Mah Compare non saprei, o meglio…sicuramente col tempo le cose, le persone, gli stati d’animo cambiano. A volte in meglio, a volte in peggio. Sta’ alla sensibilita’ di ognuno di adattarsi o prendere quello che ci piace di nuovo, e lasciare ai ricordi belli, le cose che invece non ci piacciono piu’. Ma e’ giusto che sia cosi. :-)
      -Guarda, secondo me ancor di piu’ su ste’ cose vige la sacra regola: Ognuno, facesse un po’ come cazzo gli pare, e viva come, dove,quando cazzo gli pare. Senza rompere il cazzo al prossimo, e non giudicare per non venir giudicati. Poi il destino, la vita,le abitudini ci fanno fare scelte personali, nessuna meglio d’un’altra.
      Perche’ un conto e’ “scappare” da un luogo, e sono daccordo: un altro conto e’ l’insofferenza da dover continuamente scappare da se stessi. AMEN. :dreaming
      – Si, ti ho chiamato e ci siamo sentiti! :))

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      • dionisio
      • dionisio

      • 28 settembre 2015 at 8:08

      Paris…Paris… caro gamba .. bhe’ alla fine penso che chi sta bene con se stesso … sta bene ovunque…
      Una citta’che non conosco …e che devo assolutamente visitare .. chi ci e’ stato me l’ha descritta in mille modi diversa.. sporca.. pulita … stupenda.. nulla di che.. puttana e santa.
      Alla fine come tutte le cose… e tutto nell’occhio di chi guarda come vede il mondo di fronte a se.
      Ricordo sempre quella storia raccontata da fratello @luporosso ….sul vecchio davanti alla porta della citta’ ed i vari viaggiatori che chiedevano come fosse.
      Sono contento che a te sia piaciuta e che il viaggio ti abbia fatto star bene.
      :doubleup

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      • dionisio
      • dionisio

      • 28 settembre 2015 at 8:15

      @auelius … mi sto a preoccupare … abbiamo scritto lo stesso concetto …in contemporanea….
      Su questo legno stiamo a diventare tutti troppo saggi… urge correre ai ripari…… oggi vado a troie di corsa … e mi faccio due giri…. o due in uno.. mo’ vedo…… mai fosse che Odino mi volesse far mettere la testa a posto…. come farei a vivere saggio in mondo di folli..??

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 settembre 2015 at 9:16

      Frate @dionisio :D Si ottimizzo ™ che la bellezza in fondo e’ negl’occhi di chi guarda. L’empatia con le cose, le persone, le scelte di vita e’ cosa personalissima. Poi chiaramente la serenita’ di giudizio aiuta, come insegna la storiella di @luporosso :-)
      Si, mi e’ piaciuta, magari dopo un paio di giorni d’adattamento, ovvio. Ci si puo’ trovare quello che uno vuole da una delle piu’ belle citta’ Europee e del mondo.Anzi come diceva il Califfo…non escludo il ritorno! :dreaming
      – Embe’ la saggezza, e’ solo una lucida follia, Fratello! Vai e colpisci e che buon pro ti faccia la tangenziale !!! :)) :clown :))

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 28 settembre 2015 at 14:20

      A Parigi ci son stato un paio di volte in poco tempo ma son da allor passati parecchi anni.
      Ero un giovine ingenuo che usciva dal liceo e anche se avevo bei voti in geografia il mondo non lo conoscevo e pensai di potermela cavare tra i francesi col mio inglese dignitoso.
      Certiuni ci han trattato ( a me e al mio english ) cosí gentilmente che se avessero chiamato la polizia per farmi arrestare o deportare ai confine non mi sarei stupito.
      La cittá é indubitabilmente bella e fascinosa ma la travolgente simpatia degli esseri umani che la popolavano ( parlo della fine degli anni 80 ) han fatto la differenza nel senso che ho a lungo sognato di tornarci a capo di un orda di unni per metterla a sacco e fondere la cazzo di torre eiffel per farci cannoni. Mentre i nostri cavalli giunti dalla steppa si abbeverano finalmente nella Senna e io e miei rudi compagni con gli occhi a mandorla ci sollazzzvamo con le stronze dalla puzza sotto il naso ridotte a nostre schiave.
      in veritá peró una slanciata e bella fanciulla bruna ha fatto una bella mattina di tutto per capirsi con me: stavo dormendo nell’appartamento dell’amico che mi ospitava, lui era uscito presto per lavorare, e suona il campanello.
      Vado ad aprire e mi trovo davanti questo angelo sorridente di un 17 anni , assieme a n’altra ragazzotta. Sulle prime Non capisco che cazzo vogliano ma per quanto poco capisca il francese ci arrivo presto che sono testimoni di geova.
      Io ero per una volta disposto a prolungarmi a disquisire di Gesú e della Bibbia ma viste le barriere linguistiche e forse l’erezione mattutina che non ne voleva sapere di smorzarsi sotto la tuta da ginnastica, le giovani evangelizzatrici han per una volta desistito.

      Non mi sembra inopportuno a sto punto, considerando l’avatarro del sor @aurelius
      Ricordarci di cosa ne scrisse il buon Hank Bukowski …
      Devo dire che sta poesia me la ricordo perché mi é piaciuta assai e ci sono passi che concordo parecchio…

      ” Was just like not being there.

      Celine was gone.

      There was nobody there.

      Paris was a bite of a bluegray air.
      The women rushed by as if you would never
      DARE to go to bed with
      them.

      There were no armies around.

      Everybody was rich.
      There were no poor in wiew.
      There were no old in wiew.

      To sit at a table in a cafe
      would get you careful stares from the other
      patrons
      who were certain that they were
      more important than
      you.
      Food was too expensive to eat.
      A bottle of wine would cost you
      your left hand.

      Celine was gone.

      The fat men smoked cigars and become
      gloried puffs of smoke.
      The thin men sat very straight and spoke
      only to each other.
      The waiters had big feet and were sure
      that they were more important than
      anything or
      anybody.

      Celine was gone.

      And Picasso was dying.

      Paris was absolutely nothing.

      I did see a dog that lookes like a
      white wolf.

      I dont remember leaving Paris.

      But i must have been there.

      It was somewhat like leaving
      a fashion magazine in a
      train station. ”

      ( sti ultimi 5 versi li trovo spettacolari, personalmente ) .

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 settembre 2015 at 17:17

      Ammazza Sior @AtiLeong grasssie ! :D :dreaming Non leggo il mio Avatarro da un po’, e questa non la conoscevo. Bella, flash significativi.
      Debbo dire anch’io che appunto, aldila’ dei casi differenti e dell’epoca, le sensazioni sono le stesse. E a volte anche il modo di raccontarle… B-) :clap ( mi applaudo da solo, cioe’ all’avatarro).
      E anche dai suoi ricordi de gioventu’ sembra appunto come sta’ Parigi abbia una doppia, se non tripla, anima. Basta cercare, scoprire, sfogliare la splendida rivista per trovare qualcosa d’interessante. E poi si, lasciarla sulla panchina della stazione, magari per qualcun’altro! :doubleup
      Ma ribadisco, val bene una Messa; anzi col tempo che passa, mi spiace averla lasciata sulla panchina. Chissa’, un giorno ci torno a vedere se sta’ ancora li, e sfogliero’ qualch’altra pagina. :dreaming

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      • Matt
      • Matt

      • 28 settembre 2015 at 17:18

      CaVo Aurelius il tuo bel racconto e il filmino (di cui ho apprezzato soprattutto il montaggio analoGGico) mi hanno lasciato un sentimento di malinconia.
      Hai descritto una Parigi globalizzata e imbarbarita, ma forse è cosi’ da secoli, con le sue infinite bellezze e le sue brutture. A parte i selfie (erano meglio le cartoline)

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    • Bellissima questa dello zio Hank, CaVo sSior Leone… :dreaming :dreaming :dreaming

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 settembre 2015 at 22:26

      CaVissimo @Matt :)) Sta’ bono va’ ! Che per montare sto’ filmino mi ci sono volute 8Tremende ore8 !!! :hairpull Stavo per distruggere il mio sofisticatisssssimo impianto di montaggio :dontsee …Quando poi alla fine Ytubbbo me l’ha caricato, le bande nere laterali hanno cominciato a ballare la Tarantella!!! :Boh
      …Sembra il classico filmino della Festa del Maiale nel basso Teramano, girato dal solito zio ubriaco con la cravatta a penzoloni!!! :)) :clown :))
      E si, la classica gran citta’ splendida principessa e puttana…bella cosi. :dreaming

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    • Tanti saluti da PariGGi Gamba! Già manchi… :lov :bz :dreaming

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      • aurelius
      • aurelius

      • 28 settembre 2015 at 22:37

      :)) :vomit :)) …Sseee, io finalmente, in un sudicio e fumoso tabarin…ho incontrato LUI !!! :youdaman :clap :youdaman

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    • :dreaming :dreaming :dreaming

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      • dionisio
      • dionisio

      • 1 ottobre 2015 at 13:34

      Se se ,,, tutti e due ,,,, l’unico gatto che v’assomiglia….

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      • luporosso
      • luporosso

      • 2 ottobre 2015 at 9:22

      Bellissima recensione sulla “Ville Lumiére” in puro stile @aurelius :clap :clap :clap Prafo, anzi Prafissimo :dreaming :dreaming :dreaming
      Grazie a chi mi ha citato in questo thread, e meno male che c’é @dionisio che pensa a riportarci alla realtà.
      Che senza tangenziale dove andremmo a finire…e anche il gatto è azzeccatissimo :Whis :Whis
      Poi @AtiLeong sempre sul pezzo, immancaBBile. :dreaming

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      • aurelius
      • aurelius

      • 2 ottobre 2015 at 12:05

      Fratel @luporosso Grasssie a te e come si dice per restare in tema…deux fritures !!! :)) :dontlisten :))
      Ambe’ @dionisio che vita sarebbe, senza potersi sbragare ogni tanto, intossicati e alticci sotto il tiepido sole!?! :D :doubleup :dreaming

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      • pelato
      • pelato

      • 3 ottobre 2015 at 14:49

      a sor aurelius e te ne vai a parigi in mezzo ai freddo??ma vai al calduccio :D :ar

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 3 ottobre 2015 at 21:42

      Ho finalmente trovato un pò di tempo per rileggermi questo 3D con calma, quelli dell’Amico Aurè non sono mai così immediati.
      VeTi Aurè anche io come il Cpt Ing. Stealth @LIttleTruths al CDG (Paris) ci ho fatto scalo chissà quante volte, in genere per i voli per il Sud America, tutte le volte dicevo: “prima o poi questa Paris me la faccio”. Cercavo un’occasione speciale, Paris è Paris dicevo, poi dopo anni alla fine la feci con la Moglia ™ , in realtà ti dirò che mi è anche piaciuta, hotel nel quartiere Le Marais (proprio accanto a Place de la Bastille), tanti bei momenti vissuti, anche se poi alla fine i soliti giri classici, niente di più, magari c’era l’Ammore, questo forse mi ha lasciato un ricordo diverso dal tuo, lei con quel visino, il cappellino alla francesina ed il nasino all’insù, è capitato più volte che per strada le chiedessero informazioni, a lei, non a me, anche se alla fine dei conti poi io parlavo un pò di francese e lei no, ma questo non c’entra.
      Di tutte le tue belle riflessioni colgo il “cambiamento” delle cose, delle cose dei nostri tempi, non che io abbia poi fatto Paris nella bella epoque, probabilmente è ancora più cambiata, comunque, in ogni caso al di là dello stato di animo con cui l’hai vissuta tu (questa è una cosa molto soggettiva ed anche per la stessa persona può cambiare da momento a momento), il tema di fondo purtroppo lo riconosco, stanno cambiando tante cose, quanto è che non torni a Roma? Probabilmente troverai molto cambiata anche quella, tante descrizioni che hai fatto di Paris calzano perfettamente.
      Cosa dire poi alla fine, ormai siamo parte della Buona Vecchia Guardia, iniziamo perfino a stupirci dei cambiamenti, invece di viverli o cavalcarli, me compreso ovviamente, questo probabilmente non è proprio un buon segno ;-)

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 ottobre 2015 at 10:00

      Oohhh…finalmente hanno acceso internet pure nel Granducato…eccheli qua’ ! :))
      Sor @pelato e mica sto’ in cassa integrazione io, devo da lavora’ deh! Giusto una fuga europea, mordi e fuggi! ;-)
      Eehhh CaVo @DrMichaelFlo il discorso e’ lungo, e la verita’ sta’ nel mezzo, come sai.
      -Roma? Stendiamo un velo pietoso per come e’ ridotta, per come mi incazzo quando torno e la vedo, e per quanto la amo, ovviamente! Non sono solo io a dirlo, ma i fatti. Invivibile, ormai. Si, come tutte le grandi citta’, che come Parigi e’ bello vedere, ma che certo ormai sono caotiche, bene o male stereotipate, tutte uguale in tutto il mondo. Cambiano le facce e la lingua, e forse manco poi cosi tanto.C’e’ ormai una sorta d’Esperanto Commerciale che regna ovunque. E tant’e’.
      – Ecco, mi scordavo di dire che Parigi soprattutto potrebbe ancora esser bella in due, in coppia. :dreaming
      -Tema di fondo: cambiano le cose, cambiamo noi? Beh si, tutte e due, ovviamente. E’ l’ovvieta’ del tempo che passa. Meglio, peggio? Non vorrei fare il vechio, ma certo alcune cose sono peggiorate. Come stili di vita, caratterialmente nelle persone. Non e’ che sto’ qui a giudicarli, ma ovviamente uno tralascia quelle cose che non sente piu’ sue, per ritagliarsi spazi ottimali; e pace e bene a tutti, con la Sacra Regola a far da sfondo! :Whis
      Solo su alcune cose, non mi va’ di sentirmi forzatamente inappropriato, o fuori luogo dovendo ” per forza” inseguire stili che non mi appartengono; non perche’ passa il tempo, ma perche’ non li ho mai fatti miei.
      E quindi si cavalca quello che si deve in questi tempi, o che piace, si prende quello che riteniamo ci sia di buono, e ce n’e’ per fortuna.
      Per il resto, faremo spallucce e bofonchieremo qualche parolaccia. Per ritrovarci poi tutti a passare le giornate a guardare i lavori stradali con le mani attaccate alle griglie di protezione: e criticando ovviamente gli operai, scuotendo fortemente la testa!!! :)) :skull :dontsee

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 4 ottobre 2015 at 10:17

      Belle queste impressionanti “Impressioni di Settembre” Parigine. @aurelius
      La prima volta avevo intorno ai 20anni e ci andai esclusivamente per la Mostra al Centre Pompidou di Salvador Dali, rigorosamente da solo! Me la godetti come un bimbo in un luna park!
      Ci tornai in seguito anni dopo con la prima mugliera…una catastrofe! (vale a dire ai tempi delle guerre Puniche). Soliti tour da due palle un soldo!
      Per poi ritornarci per l’ultima volta una decina d’anni fa sempre felicemente in “solitaria”, ma con il fido PdN. (per fortuna).
      Sorprendentemente mi appari’ ancor più stucchevole & melensa, forse la Globbbalizzazzzione? Oppure… (sarà l’età? Boh!).
      Perfino i pittori in pianta stabile in quella bomboniera Kitch della piazzetta di Montmartre, mi sembravano dei figuranti travestiti & prezzolati dall’ente del turismo Francese. Insomma una sorta di Truman show della Belle Epoque!
      Ma tant’è…si sa…! Paririggi e’ sempre Parriggi! Ecchecazzo!
      Ed è come la Mecca. Almeno una volta nella vita bisogna andarci…e così sia!
      Certamente non è più la Parigi dei Sartre, dei Prevert, di Edith Piaf, Yves Montand, Jiuliette Grėco, del Pastisse Ricard, delle Gouloises carta gialla, dei Can Can con Touluse Lutrec seduto in prima fila a sbirciare & disegnare le cosce nervose delle sue succinte ballerine, delle interminabili discussioni Argute & Ubriache sull’Arte & Filosofia cui hanno assistito, (pazienti), i fumosi & numerosi tavolini dei Bistrot.
      Eppoi la scapigliatura, l’esistenzialismo & romanticismo, le sue soffitte umide dove i vari Modi’, Picasso (con l’accento sulla o’) Van Gogh & compagnia bella, hanno dato fondo alle loro energie creative tra una polmonite è una scatarrata per dare un sense al nonsense della Vita.
      Eh sì! Questa è la Parigi del nostro immaginario!
      Magari nostalgica, démodé nel suo essere démodé, ma che ha regalato generosamente in tempi non sospetti innumerevoli stimoli & riflessioni, tra un umida giornata di pioggia, un demi de vin e una gonna che svolazza maliziosa per un improvvisa folata di vento scoprendo un bel paio di gambe!
      Ma si!: Piace ricordarla così! Ancora senza le orde dei Jap e degli Italians etcc…seriamente impegnati in sistematiche devastazioni barbariche con i suoi Selfie mordi & fuggi!
      Piace ricordarla ancora adolescente, maliziosa, con le ginocchia sbucciate e il nasino all’insù. La romantic Ville Lumiere, i suoi innamorati alla Peynet , le bancarelle con le incisioni (originali) del lungosenna, e le foto rigorosamente in black & withe di quel genio di Cartier Bresson.
      Saluti da Bangkok.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 ottobre 2015 at 13:49

      Ciao @dragodoro saluti dalla Boemia ! :doubleup
      E si guarda, grasssie hai dato comunque delle immagini splendide e calzanti al sentir comune. Nulla di male, va’ cosi. L’ho scritto da un’altra parte: silenzio, a Versailles il Re Sole riposa. Domani si riapre il sipario. Un po’ tutto un teatrino ad uso e consumo dei nuovi turisti, ovunque. Specie in queste mitiche citta’ EU. E va’ anche bene, per carita’.
      Le immagini di HCB, la voce roca di edith, i versi di Rimbeau e Baudelaire e le ciucche d’Assenzio di lautrec, ce le teniamo gelosamente strette nella nostra immaginazione! :dreaming
      Je ne regrette rien: Parigi, come la vita, e’ bella! :yea

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      • pietra_vivente

      • 6 ottobre 2015 at 21:58

      ho un amico a Parigi, che me la descrive molto bene, peccato che lui faccia l’impiegato di alto rango nella Barclays

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    • @Aurelius

      Bello e bravo, ti avevo gia’ fatto i miei complimenti per i tuoi servizi fotografici parigini su FB.,ma te li rinnovo anche qui soprattutto perche’contornato da queato racconto scritto da una bella penna naif come sei tu.
      Un abbraccio e dai una bella messa punto alla tua gamba, una bella oliata ci starebbe bene ;-) .
      Saluti da Kuala Lumpur

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      • pelato
      • pelato

      • 9 ottobre 2015 at 15:02

      a sor @aurelius per anda ar calduccio potevi ndare pure a tenerife ;-)

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      • aurelius
      • aurelius

      • 9 ottobre 2015 at 16:34

      Ciao @Zest grazie…e si, c’ho la convergenza a Febbraio !!! :))
      E si @pelato …ma li per vivere servono minimo minimo 500 Neuri al mese e la lasagna fatta in casa !!! :)) :ohplease :))

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      • pelato
      • pelato

      • 10 ottobre 2015 at 13:41

      in venezuela si vive con 100 :D :bz

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      • CCSP
      • CCSP

      • 11 ottobre 2015 at 12:16

      Gran bello scritto Gamba, come hanno gia` detto, in perfetto stile tuo! :clap
      Andai a Parigi una decina di giorni e mi piacque, ma avevo 15 anni ed erano le prime uscite si puo` dire.
      Ero anche con un amico di Parigi… visitare un luogo con uno del posto ti cambia la visita dal giorno alla notte.
      Ora non saprei… con l’ occhio diverso e piu` esperto che mi ritrovo sicuramente mi piacerebbe meno.
      Di sicuro ricordo tanta fregna… mulatte coi lineamenti morbidi e la erre moscia, francesine bianche e altezzose in perfetto stile parigino… alcune da prendere a schiaffi, altre da capogiro… :lov

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      • aurelius
      • aurelius

      • 11 ottobre 2015 at 17:33

      Si @pelato …e si scopa a gratise basta che canti l’inno con la maglietta dell’ItaGlia, ballando la tarantella con gli spaghetti in tasca !!! :)) :ohplease :))
      Ue’ CaVo Capa @CSSP da mo’ che non ti sento ! :D Beh si, la solita Parigi, non e’ cambiata credo, o un po’ in peggio, secondo come la si vive.
      Ottimizzo ™ le mulattine, a vagonate e belle, belle, belle. :doubleup
      :ar

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