• Zest
      • Zest

      • 14 agosto 2014 at 13:46

      Io invece la sapevo diversamente :Whis

      Su un tavolo ci sono 12 biscotti, e sedute al tavolo ci sono tre persone;
      un cittadino italiano,
      un politico italiano
      ed un immigrante clandestino appena sbarcato.
      Il politico prende undici biscotti per se stesso e per i suoi amici e per gli amici degli amici lasciandone uno solo sul tavolo,
      poi si rivolge al cittadino italiano e gli fa;
      “mi spiace ma il tuo biscotto glielo abbiamo gia’ dato all’immigrato che aveva la precedenza, tu italiano vedi di andartene anche a afareinculo :rotfl :rotfl :rotfl

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      • piranha
      • piranha

      • 14 agosto 2014 at 14:17

      @littleTruths,@zest,e se invece io do un gran pugno in faccia al politico e gli porto via tutti i biscotti perchè in passato ne ha già rubato molti e li divido non solo con l’immigrato ma con chi ne ha bisogno che ne pensi?A proposito se l’immigrato scappa dalla fame dalla guerra dalla poverta per avere una sorta di vita degna di un essere per me va bene,ma se viene nel mio paese per delinquere ,bhe,per quel che mi riguarda non lo metto neanche in galera,lo mando direttamente affanculo al suo paese.Una altra cosa,qui prendono appuntamento per documenti e impronte digitali,io per entrare in malesia via mare all’immigrazione prima di darmi il visto di ingresso mi hanno fatto passare tutte e due le dita indici su una macchina che me li ha scannerizzati e poi sono entrato,quindi,intanto prendiamo appena entrano impronte e poi chi ritorna se è un poco di buono se ne torna a fare in culo al proprio paese a spese della nazione da cui proviene.

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      • pelato
      • pelato

      • 14 agosto 2014 at 14:34

      :clown :timeout

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    • Il governo itaGliano fa schifo per un miliardata di ragioni differenti, una più solida e valida dell’altra; tra queste, il trattamento dei disperati che rischiano la vita per fuggire dalla fame dalla guerra e dalla morte è proprio l’ultimissima in ordine di importanza…
      Il problema è che l’itaGliano che si trova a dover stringere la cinghia preferisce guardare i 50 € che lo stato spende per un immigrato morto di fame e non le migliaia di miliardi di euro che la politica fa evaporare in mille altri modi…opere pubbliche in primis…per farli poi andare a finire nelle tasche proprie e di quelle degli amici e gli amici degli amici.
      L’itaGlia è l’unico paese d’europa assieme alla Grecia a non prevedere alcuna forma di welfare per i suoi cittadini…perché non gli rinfacciate questo allo stato?
      Trovo alquanto comico poi il fatto che gli itaGlians si lamentino della criminalità d’importazione così come dell’immigrazione, essendo il nostro uno dei maggiori esportatori sia di unskilled workforce che di criminalità organizzata in ogni angolo del mondo al punto che la parola italiana Mafia ™ viene utilizzata per indicare il concetto di criminalità organizzata tutte le lingue del sistema solare, caso più unico che raro di esportazione linguistica itaGliana.
      La verità è che per un poveraccio è più facile prendersela con un’altro poveraccio che con uno forte.

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    • Poi è ovvio che io non sto certo quì a difendere la criminalità, sia essa d’importazione o meno, ma credo che la fonte di tutti i problemi stia nel “sistema itaGlia” e che coloro che vi si adattano ne siano solo una prevedibile conseguenza.
      In Romania per una rapina si prendono vent’anni di carcere, mentre quì in itaGlia al primo reato uno se la cava con un paio d’anni di pena sospesa; secondo voi un poco di buono rumeno di ampie vedute dove deciderà di andare a dedicarsi alla propria carriera criminale?
      Se un rumeno se ne va in Germania ha tra le varie possiblità che gli si prospettano anche quella di trovarsi un lavoro dignitoso che possa sostenere sè stesso e la sua famiglia, mentre invece in itaGlia quali prospettive ha apparte fare la fame o il criminale?
      Il sietama itaGlia è fatto apposta per i criminali e gli imbroglioni, questo è il punto.
      Se in itaGlia vuoi pagare tutte le tasse ti tocca dare allo stato il 70% degli introiti e come se non bastasse lo stato non ti agevole in niente ed anzi cerca solo in tutti i modidi metterti i bastoni tra le ruote. Guarda caso però se non versi l’iva sul fatturato la questione non è perseguibile penalmente sempre che l’ammontare dell’iva non versata non superi i 250K euro…cioé tu puoi fatturare oltre un milione di euro e non versare un centesimo d’iva e nessuno ti farà un cazzo… :-?
      In Olanda se non verso l’iva mi fanno il culo a salvagente e mi sbattono dentro, ma le tasse sono eque e lo stato offre servizi, mentre in itaGlia lo stato ti va sempre e solo nel culo e non ti offre un cazzo però è facile da raggirare e veri e propri drawback non ce ne sono.
      Allora uno che vuole fare il furbacchione dove andrà a farlo, in itaGlia oppure in Olanda?
      In itaGlia of course…e la colpa di chi è? Di un sistema corrotto oppure di colui che approfitta delle opzioni che gli si presentano davanti?
      Se domani il paese Vattelappesca dovesse decriminalizzare la pedofilìa ed a partire da dopodomani tutti i pedofili del mondo vi si riversano a combinare infamità la colpa di chi è, del pedofilo oppure dello stato che non tutela i diritti dei bambini e contempla e permette certe attività ignobili?

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 14 agosto 2014 at 15:45

      Ottimizzo @LittleTruths, la questione immigrati in itaGlia e’ solo un’arma di distraZZione di massa come tante altre;
      @piranha cumpa, sapessi a me in malaysia quante volte me le hanno prese le impronte diGGitali ! pure quelle della linGGua !!! :rotfl :rotfl
      E comunque l’itaGlia sta diventando come la polonia e la bulgaria, manodopera a basso costo; la europeiski soyuz altro non e’ che un immenso campo di lavoro nazista, chiedete agli imprenditori italiani ai quali occorre manodopera non specializzata, cosa farebbero senza gli immigrati…
      :-]
      Poi oh, e’ chiaro che la legge dovrebbe essere la legge, su questo siamo d’accordo; ma quando chi da’ l’esempio e’ il Nano Pregiudicato ™ allora che cazzo pretendete? :rotfl

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 14 agosto 2014 at 16:24

      Sono storie che si ripetono.
      Le cantava pure bobbe dylan 50 anni fa
      http://m.youtube.com/watch?v=Aob_uEGo9Xc

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 14 agosto 2014 at 16:33

      Avrei voluto aggiungere alle vostre giuste analisi un commento….ma…chevelodicoaffffare….
      Questo rimarrà sempre un paese (ahimè) di……………..

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      • aurelius
      • aurelius

      • 14 agosto 2014 at 16:51

      Bah, poco da fare. Oltretutto forse ormai pure poco da dire: soprattutto per chi e’ un po’ esperto Ti come Cirano le cose,o ha un po’ di vita alle spalle. O non si ciba brucando l’erba, insomma.
      O perche’ poi dell’itaGlia e della sua triste fine ne parlano talmente tanto…che sembra come una pera di morfina per il moribondo.
      Quando ci sara’ il decesso, almeno non sentira’ dolore.
      Si focalizzano problemi secondari, anche se giusti perche’ comunque la gente e’ esasperata. Ma ecco con lo Stato che crea il problema, non e’ l’effetto da debellare come soluzione, ma la causa.
      ma appunto, le pere di morfina Statale sono numerose e l’ItaGliano non sa’ piu’ neanche bene che vena offrirgli talmente ormai che sempre uno scolapasta !
      Il discorso de: giuste tasse e ritorno di servizi si ottimizza, ma anche qui ormai sembra come raccontare la favola ai bimbi la sera per non farli spaventare. Cosa ovvia sarebbe, a tratti banale; perche’ pero’ altri Stati fondano una “normale vita sociale ed economica” su piccole semplici regolette. Non ci saranno forse mai Paradisi al 100% logico. Ma gia’ vivere in un buon Purgatorio gia’ e’ qualcosa, cazzo. L’Inferno in vita mica ce l’ha ordinato il dottore, ecco…

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      • Zest
      • Zest

      • 14 agosto 2014 at 17:13

      LittleTruths:
      Il governo itaGliano fa schifo per un miliardata di ragioni differenti, una più solida e valida dell’altra; tra queste, il trattamento dei disperati che rischiano la vita per fuggire dalla fame dalla guerra e dalla morte è proprio l’ultimissima in ordine di importanza…
      Il problema è che l’itaGliano che si trova a dover stringere la cinghia preferisce guardare i 50 € che lo stato spende per un immigrato morto di fame e non le migliaia di miliardi di euro che la politica fa evaporare in mille altri modi…opere pubbliche in primis…per farli poi andare a finire nelle tasche proprie e di quelle degli amici e gli amici degli amici.
      L’itaGlia è l’unico paese d’europa assieme alla Grecia a non prevedere alcuna forma di welfare per i suoi cittadini…perché non gli rinfacciate questo allo stato?
      Trovo alquanto comico poi il fatto che gli itaGlians si lamentino della criminalità d’importazione così come dell’immigrazione, essendo il nostro uno dei maggiori esportatori sia di unskilled workforce che di criminalità organizzata in ogni angolo del mondo al punto che la parola italiana Mafia ™ viene utilizzata per indicare il concetto di criminalità organizzata tutte le lingue del sistema solare, caso più unico che raro di esportazione linguistica itaGliana.
      La verità è che per un poveraccio è più facile prendersela con un’altro poveraccio che con uno forte.

      @LittleTruths

      Compadre mio, Io mi lamento di tutto sia dell’immigrazione clandestina che portano solo disordini al paese sia di tutta la classe politica, nessuno escluso, che rubbano a destra e a sinistra, non faccio esclusioni di colpi, mi stanno sul cazzo bellamente chi viene nel mio paese ed ha priorita’ sui miei connazionali riguardo:
      -alloggi popolari aggratis
      -sanita pubblica aggratis
      -trasporti pubblici aggratis
      -i famosi 30 o 50 euro giornalieri aggratis (che poi quanti immigrati si beccano sta diaria giornaliera e meglio che non andiamo a saperlo, altrimenti le incazzature di bile aumentano)
      -i lavori pubblici che si beccano solo loro , a Milano per esempio ho visto alle poste, al cimitero, all’amsa(nettezza ubana) solo immigrati.

      e non ti preoccupare che ce ne anche per i politici, una gran razza di farabutti abbastasi figghie e buttanazza loro, ca hanno scassato li cugghiuni a tutti quanti, cosa pensi che un bel meteorite a casa loro non ci starebbe bene, cosi’ facciamo piazza pulita una volta per tutte ? e certo che sono loro i primi colpevoli di tutto questo, aumentano , sequestrano, vendono, e si prendono tutto loro, neanche piu’ le briciole lasciano, altro che avere un biscotto in mano, ci hanno sommerso di mmerda fino alla testa, con buona pace a chi dice che fin tanto ci sono i monumenti, le piadine e le sagre della sasizza tutto va bene, contenti loro che voglio dire, io le mie decisioni le ho preso tempo fa’ e di annegare anch’io in quel letamaio proprio non mi va , mi voglio ancora bene , e si su questo sono un po egoista, ma d’altronde l’avevo capito in tempi non sospetti che se avessi pensato di costruirmi un futuro in itaglia mi toccava andare a rubbare perche’ con uno stipendio da Chef (che in itaglia la mia professione e sottopagata ) potevo anche morire di fame o arrivare se mi andava di culo alla seconda settimana del mese e farmi anch’io il mio viaggetto di 2 settimane l’anno. la politica italiana e chi per esso sono il vero cancro da estirpare , ma ora mi sorge una domanda come si fa per estirparlo ? imbracciamo tutti i mitra e scendiamo in piazza ? quali sono le soluzioni al problema ?
      anarchia ?
      facciamo come i francesi ed impicchiamo tutti ?
      in itaglia se ammazzi o rubi miliardi ti fanno la festa del paese e ti fai le ospitate a botte di migliaia di euro, se dici una cosa impopolare o rubi na mela ti fai qualche anno di galera, pensa un po’ come siamo messi.

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 14 agosto 2014 at 17:30

      @Zest @LittleTruths
      La soluzione c’e’: e’ lasciare il Sistema ItaGlia ™ senza soldi. Togliere tutti i capitali, lasciare il Tumore ™ senza ossigeno.
      Ad ogni modo, il conto sta arrivando. Ed e’ piu vicino di quanto si creda.
      Abbandonare la nave. Ripeto: abbandonare la nave.
      :ar

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      • piranha
      • piranha

      • 14 agosto 2014 at 17:58

      @DeeJay,ho prendere decisioni drastiche,prova a immaginare?

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 14 agosto 2014 at 19:30

      @piranha cumpa, chettelodicoaffare ™ :skull

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      • wolfarang
      • wolfarang

      • 14 agosto 2014 at 20:10

      @LittleTruths con questo racconto voleva dirci qualcosa ne sono sicuro ma non capisco cosa … vabbè … intanto dicci: alla fine poi l’han preso l’immigrato furbetto che ha rubato il biscotto?

      Gli apri le porte di casa e ti rubano i biscotti, che gente sti immigrati, è talmente pieno ormai che ogni tanto vien voglia di emigrare ma poi se emigri loro ti dicono che diventi uno di loro invece io gliel’ho spiegata la differenza tra emigrare e immigrare ma non capiscono e mi dicono che dipende dai punti di vista!

      :-? ;-) :D

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    • Cheffone @Zest quella di impiccare tutti i politici ai lampioni della luce (possibilmente dinnanzi alle case di quell cagne infami delle mamme loro che li hanno malpartoriti) devo ammettere che rappresenta per me la più affascinante delle ipotesi. :dreaming
      Purtroppo, come ben sappiamo, la meschinità dell’homo itaGlicus preclude di fatto la realizzazione di questo wet dream e lo relega piuttosto al mondo della fantasìa.
      Ahimè, non sono certo nella condizione di offrire soluzioni, ed il perché di questo post sta semplicemente nel voler sottolineare che la colpa è delle istituzioni e non degli immigrati.
      Se esistesse uno stato di welfare decente in questo fottuto paese il povero italiano non avrebbe ragione d’esser geloso del panino con la mortadella che lo stato da ai disperati d’importazione e perciò odiarli. @wolfarang
      Morale della favola, visto e considerato l’alto tasso di emigranti/viaggiatori/cittadini del mondo di PV direi che certe espressioni di xenofobia possiamo pure risparmiarcele quassù.
      :victory

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      • Zest
      • Zest

      • 15 agosto 2014 at 12:31

      non e’ questione di diventare xenofobo, ma ti ci portano ad esserlo, vero e’ che gli immigrati stanieri che vengono nel nostro paese non hanno colpe se lo stato da a loro piuttosto che agli italiani, ma di riflesso mi spiace ci vanno di mezzo anche loro. Con il passaparola che si fanno se lo dicono , andate in itaglia che riceverete voi e non loro, e cosi’ ogni settimana ti ritrovi barconi con migliaia di gente sbarcata, te li lavano te li sistemano e poi te li vedi che hanno tutti i servizi che l’itagliano si sogna, poi non puoi paragonare noi che lavoriamo all’estero che non e’ che siamo andati alla sperandio, siamo andati via con un mestiere in mano, e abbiamo dimostrato di poter giocarcela con gli autoctoni, con la nostra fantasia, i nostri skills, la nostra arte rispettando le regole di chi ci ha ospitati e non per ultimo paghiamo i servizi che usufruiamo che qui nessuno ci regala niente. ok mi fermo qui perche’ capisco anche che poi esagerando nei commenti uno ci ha anche il dubbio che poi ti chiudono il sito , meglio che me le tengo per me, afferrato il concetto @LittleTruths ;-)

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    • Macché, figurati @Zest …di commenti contro gli immigrati ultimamente se ne leggono dappertutto ed è proprio per questo che ho pensato di affrontare il discorso anche quì cercando di andare magari un po oltre il “maledetti zingari che hanno le case popolari e noi viviamo sotto al ponte” che è lo standard.
      Francamente dubito che in Africa il passaparola sia “vai in itaGlia che lì si fa la pacchia” ma piuttosto “se riesco ad arrivare in europa ho una possibilità di farcela”.
      Il problema principale è che questi poveracci scambiano erroneamente l’itaGlia per europa solo perché queste due sono collegate geograficamente, e non si rendono conto che nella maggior parte dei casi il futuro che li attende in itaGlia altro non é che una via di mezzo tra quello che avrebbero avuto in Africa e quello che avrebbero potuto avere in Europa.
      Ho alcuni amici senegalesi in itaGlia che stanno quì da vent’anni a lavorare e praticamente non sono riusciti a progredire nella loro condizione; fanno ancora la stessa vita che facevano magari vent’annio fa appena sbarcati, caratterizzata dl loro piccolo commercio ambulante e dal tirare a campare.
      Io ovviamente li metto in croce a suon di “ma che cazzo ci sei venuto a fare in questo paese del cazzo dico io?” :)) “una volta sbarcato quì non sapevi fare qualche altro centinaio di km ed arrivare in germania o in olanda dove magari avresti potuto costruirti una vita decente nel corso degli anni?” :))
      Voglio dire, non è che gli sia andata proprio di lusso a fermarsi quì eh…okay, magari rispetto alla somalia quì in itaGlia nessuno li fa a pezzi a colpi di machete e quando tutto manca un piatto di minestra alla Caritas gomito a gomito con gli italiani lo rimediano sempre e quindi di fame non si muore, ma ecco, diciamo che avrebbero potuto aspirare a qualcosa di meglio. :skull

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      • wolfarang
      • wolfarang

      • 15 agosto 2014 at 14:56

      Io anni fa sui temi dell’immigrazione stavo proprio lavorando ad un progetto che avrebbe dovuto diventare la mia Tesi di laurea.

      Alla fine per altri motivi non lo si completo’, ma ve ne posto il succo, che serve proprio a far riflettere, come ha voluto fare @Little Truths, sulla condizione di migrante allontanandosi dalla visione xenofoba (pur, come giustamente dici @Zest, senza voler chiudere gli occhi sui problemi legati alle migrazioni).

      L’analisi partiva proprio da un approccio linguistico, il titolo era:
      “The migrant alterity : Italian and French contrastive pre-election political discourse analysis.”, anzi, in realtà il vero titolo era in francese, come il progetto:

      “L’altérité du migrant : Analyse contrastive des discours politiques préélectoraux en France et en Italie”

      Vi metto un estratto del progetto trad in italiano, incompiuto, ma se qualcuno in futuro, nel web, avrà voglia di raccogliere l’idea e di proseguire….non si sa mai:


      L’alterità è un concetto con il quale l’uomo ha sempre convissuto. Vivere a contatto con altri individui della stessa specie l’ha spinto a creare e costruire un’immagine dell’altro. Non potendo qui tracciare l’intera evoluzione storica di queste rappresentazioni soffermiamo l’attenzione sull’immagine che abbiamo oggi dell’altro: una rappresentazione a tratti sfumata, a volte sbagliata e basata su pregiudizi, a volte solamente imprecisa, ma comunque composta da una miscela di informazioni che otteniamo solo in parte dalla nostra esperienza personale e che in gran parte ci arrivano dall’ambiente circostante attraverso i racconti delle persone che conosciamo e, in misura maggiore e più penetrante tramite i media.
      In questa ricerca di carattere multidisciplinare l’obiettivo è quello di dimostrare come spesso la rappresentazione di ciò che è diverso da noi non sia la risultante dell’azione di forze naturali o un dato di fatto indiscutibile ma sia più spesso il risultato di un processo più o meno consapevole di costruzione. Lo studio prende in esame il caso tipico dell’alterità osservabile nella società moderna: il migrante, e attraverso un’analisi di tipo linguistico getta luce sui processi di costruzione che si nascondono nelle parole che usiamo quando tentiamo di definirlo.

      L’approccio linguistico è particolarmente illuminante in quanto ci aiuta a ripercorrere in senso inverso il processo di costruzione dell’immagine sociale del migrante e, tramite questa opera di decostruzione, mette a nudo le idées reçues (pregiudizi) e aiuta a superarli e ci restituisce l’oggetto d’analisi nella sua interezza. Disfarci delle nostre convinzioni attuali e ritornare all’origine per ripartire è l’unico modo che abbiamo per capire se questo “altro” che amiamo rappresentare con le nostre categorie di immigrato/emigrato non sia in realtà un “fatto sociale totale” che merita maggiore attenzione.

      Definire il migrante in qualità di immigrato o emigrato, osservandolo dal solo punto di vista che ci coinvolge direttamente o che coinvolge direttamente lo stato di partenza significa applicare categorie derivate dalla forma di governo statale ad un fenomeno ben più complesso. Cosi si perde di vista la totalità della persona e la si sostituisce con un’osservazione parziale operata dal solo punto di vista della società di accoglienza o della società di partenza, con tutte le limitazioni legate ad una tale impostazione. Il migrante verrà cosi studiato e la sua presenza valutata secondo gli interessi della società di accoglienza (o di partenza) e tutto il discorso verrà incanalato in una contabilità degli aspetti positivi e negativi della presenza dell’immigrato sul territorio dello Stato di accoglienza, generando una vera e propria economia dell’immigrazione dove i vantaggi e gli svantaggi vengono contabilizzati e si cerca di stabilire quanta immigrazione è necessaria al paese.

      Questa analisi vuole uscire da questa logica di tipo economico che da un lato non permette di esaminare a fondo quali sono le forze che spingono numerose persone a lasciare il proprio paese, e dall’altro non suggerisce delle vere e proprie soluzioni politiche al problema sollevato dalle migrazioni internazionali limitandosi ad innalzare barriere nella vana speranza di poter “governare i flussi migratori” dei quali non è in grado di comprendere l’essenza.

      Si vuole qui seguire la strada intrapresa coraggiosamente da A.Sayad nella sua vita di studi dedicata alle migrazioni e proporre un approccio diverso da quello oggi dominate basato sulla centralità dello Stato, un nuovo approccio basato sulla conoscenza delle rappresentazioni che i migranti stessi hanno delle società che li accolgono e di quelle dalle quali sono partiti.

      Lo studio di queste rappresentazioni è indispensabile per capire dove e come nascono i flussi migratori e come la loro natura varia nel tempo. Con il proseguire dell’analisi verrà messo in discussione il concetto che abbiamo di “integrazione” e l’uso comune del termine che lo rende sempre più un sinonimo politicamente corretto del termine “assimilazione”.

      Questo è un estratto, non so più dove sia salvato il resto del lavoro, ma tanto non è necessario, il succo lo si vede già qui, ci sono ottimi spunti di riflessione e idee di base. Buon lavoro per chi ha tempo e voglia :doubleup

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