• La solitudine di Caino

    All’inizio Caino non e’ stato solo, schernito, ripudiato ed abbandonato come pensavo, no. Era uno come gli altri; aveva una famiglia, interessi e forse, anzi sicuramente, anche un amore. O almeno credo, cosi sembra.

    Ed il suo nome non si portava appresso quell’aura di peccato e sdegno, di collera e rifuto abietto che ha adesso. E’ impensabile, oggi al mondo credo nessuno, almeno in Occidente, darebbe il nome di Caino a suo figlio. Come Giuda, improponibile. Ho saputo che in Germania e’ vietato per legge, figuriamoci.

    Nomi antichi, mitologici ma ancora oscuri e impronunciabili.

    Eppure e’ storia antica, anzi moderna. Il mondo e’ pieno di gente come Caino, c’ho pensato spesso anche su me stesso. E forse una volta nella vita ci tocca d’esser tutto: Caino, Abele, Giuda e Gesu’ Cristo, all’abbisogna. Certo logico, e’ la vita. In fondo Caino non ci si nasce, ci si diventa. Cosi c’ha insegnato la Storia, religiosa o meno a secondo dei credo d’ognuno. O comunque un classico dell’archetipo del bene e del male.

    Caino l’accusato ci diventi, a torto o ragione, quando a seguito di tue azioni o pensieri varchi i confini della legalita’; e sconosciute dita puntando sul tuo naso ti stabiliscono la dose di pena e di dolore.

    L’animo di Caino ti esce fuori quando senti o credi d’esser solo, allontanato al margine della vita solo perche’ abituato a pensar di tuo. E crepi mondi e tabu’ impronunciabili: tentare di viverti un figlio.

    Caino prende il sopravvento quando non ti resta nient’altro che te stesso in certi momenti. E mordi, mozzichi e fuggi; anche ingiustamente, a volte.

    Il mondo, nonostante tutto, e’ pieno di piccoli Caino che girovagano strusciando piedi nel vuoto; e arrivati ad un muro di nulla ossessivamente riprendono il cammino in senso inverso.

    Ma non ci sono nati cosi, o almeno non avrebbero voluto, forse. Il mondo e cio’ che ti si rappresenta in faccia la mattina, ed e’ strano a volte.

    Caino e’ l’ultimo per antonomasia. E’ solo, o forse no.

    Non e’ solo quando lotta e cresce e vince sperduto in una sala d’uffico, anonima e vuota come la speranza; eppure strilla al cielo le sue maledizioni e trova mano ferma che lo raccoglie e aiuta. E la sua piccola battaglia personale per avere un luogo, senso e vita la porta a casa. O quella che lui crede sia.

    Caino non e’ nato solo, ci e’ diventato. Faceva molto caldo, ed esco e passo il parco per andare a prendere da bere. Da un po’ di tempo vedo sempre un gruppo di gente disperata, perdenti e persi nella vita, per mille Fati o ragioni, che stazionano su una panchina, in un giardino pubblico. Turisti, residenti e tanta gente intorno. Ma sono soli, lasciati soli dalle stranezze della politica, della vita e delle cadute dei muri. E sono soli, soli coi loro bidoni d’immondizia per ristorante, una panchina e il cielo a fare da casa e soffitto. Il cielo sovente schermo per maledizioni.

    Soli, I Caino lo sono anche dentro, tra di loro. Ormai seguivo la scena da tempo, oggi l’ho vissuta.

    Passo li davanti e lentamente, stancamente e quasi rassegnato Caino si alza dalla panchina e si infila una specie di mocassino unto, lercio tagliato dietro per il calore della stagione; se lo infila su dei piedi ancora piu’ unti e lerci dei mocassini e di tante anime li intorno.

    Un volto indescrivibile e senza tempo, anzi come di un passato Abele, di un futuro Gesu’ mi guarda e senza fantasia, senza voce e mestamente senza speranza mi chiede, o meglio mima il gesto d’una sigaretta.

    Perche’ stavo fumando, appena uscito dal portone; ma senza portarmi dietro nulla che non fossero le chiavi, qualche soldo per le bibite, e la mia vita a volte da Caino nella mente.

    Non fa’ in tempo neanche a provarla a biascicarla la parola ” sigaretta”, che mi levo dalla bocca la mia e gliela do’…facendo il gesto che non ne ho, solo quella.

    Ritrova il viso suo un colore ed uno stupore che aveva perso, incarognito dalla gente e dalla vita, Caino. Senza speranza alcuna ormai nemmeno di fumare. E trova voce e dice grazie. E tra la barba sudicia e una lama di bocca, tra quattro denti marci e rotti, abbozza un sorriso.

    Io lo so’ che domani Caino ricomincera’ la sua maledizione, la sua vita. Ed io la mia.

    Ma almeno oggi, nessuno per un attimo s’e’ permesso di toccarlo, a Caino. E forse, son sicuro che non si e’ sentito nemmeno tanto solo. E nemmeno io.

     

    Speranza-forme e attrazione. Opera di S.Patti

    speranza7

     

     


    Aurelius ha scritto anche:



      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 10 giugno 2014 at 22:16

      Faccio fatica a non commentare niente ma faccio pure fatica a farlo senza essere blasfemo e correre il rischio di offendere la sensibilitá di qualcuno.
      Spero di riuscirci, mi scuso in anticipo adognimodo.
      A volte basta un attimo e si riesce a riscattare per qualche miserabile ma sublime secondo la sanguinosa storia dell’ umanitá.
      Ma dev’ essere cosi, per caso e quasi senza volere sennó non funziona.
      Purtroppo non credo serva a niente diventare “professionisti” di questi gesti,
      la solidarietá quando si fa militante perde di spontaneitá e la sua umanitá sfuma a volte perfino in qualche forma di morbosa fissazione. Facciamo del bene si, possiamo anche salvare la vita e alleviare le pene di milioni di persone ma non spezziamo davvero la catena di solitudine e sangue che caraterizza noi, progenie di Caino.
      Un tipo i cui doni furono disprezzati
      ( cosí scrive il libro della Genesi ) e che si sentí solo e fu sopraffatto dall’ invidia.

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 5:49

        Complimenti Sig. @AtiLeong …centrato il punto. Come altri commenti dei CaVi Fratelli. E’ quell’essere “solo” per preconcetto, pregiudizio, destino, errori che non mi piace a prescindere, su nessuno.
        Poi se e’ capitato nella vita di viverla questa situazione, allora si e’ piu’ sensibili.
        No per carita’, lungi da me farne professione o pratica scientifica: come diro’ dopo, sono cose che ti succedono sotto gli occhi, che ti si avvicinano: poi uno sceglie come vederle.

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    • Compariello, il tuo animo nobile emerge in ogni tuo scritto. Hai un lato illuminista molto sviluppato, al tuo pari Rousseau affermava che l’uomo nasce buono e se diventa cattivo è solo perchè è la società che lo trasforma (che gli va in culo direi io).
      Lui daltronde amava girovagare nei parchi proprio per mettersi al posto dei meno fortunati (anche per mostrare la fava, era esibizionista eheheh).
      Nel secolo successivo poi attraverso il realismo di Balzac ed il naturalismo di Zola i caini sono stati presi finalmente in considerazione, prima era solo un narrare di nobili o cavalieri.
      Io non capisco quando faccio un bel gesto se lo faccio per lui o per me, so che dopo stiamo meglio entrambi, purtroppo l’egoismo e l’indifferenza sta prendendo sempre più piede intorno a me, ma se possiamo regalare un sorriso, perchè non farlo…

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 5:54

        Caro prof. @epicuro sempre sul pezzo !!! Belli i particolari su grandi pensatori che ci porti, per esempio che Rousseau era un Girolimoni ante litteram m’e’ nuova, ohibo’ !!!
        Comunque si, il succo sta’ li; diciamo che a volte, per vari motivi, ci sono delle vite, delle sensazioni o situazioni che sentiamo piu’ vicine di altre. O le “guardiamo” diversamente.
        Si poi come ho detto, capitano all’improvviso, nessuno le cerca: per questo forse piu’ degne di nota, degne d’esser ricordate, aldila’ del gesto; piccolo o grande che sia.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 10 giugno 2014 at 23:21

      Oltre allo scritto….che e’ovviamente molto bello..
      Io avrei una domanda.
      Ma siete sicuri che NOI…..persone che ci preoccupiamo per gli altri….che soffriamo se vediamo soffrire o ci rendiamo tristi se oggetto di cattiverie…siamo i discendenti di Caino….
      Oppure siamo quattro fessi ….ultimi discendenti di Abele…..???

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 5:59

        Ma sai @Dionisio …Io come in metafora lascio sempre un’incognita, o un’interpretazione doppia sulle idee che esprimo; tentando sempre poi una ” morale” mia finale, mai un giudizio.
        Quindi si, come diceva il Sig. AtiLeong nati tutti un po’ Caino e Abele, poi la vita e forse ogni tanto noi scegliamo chi essere.
        Vedi, ho scritto che oggi Caino e’ ” antico Abele, futuro Gesu’ “…cioe’ diciamo – era una persona normale, oggi un Caino, nella speranza che domani, ma che sara’ forse alla fine , risorga uomo nuovo e puro-
        Quindi facolta’ di cambiamento, redenzione, rinascita.

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 10 giugno 2014 at 23:25

      Tu hai un cuore grande. Perdonami l ‘ OT ma prima che leggessi il pezzo, sono stata attratta da un altro tuo racconto che è comparso tra gli scritti di aurelius e che non avevo letto prima “a letto con la Regina”. Riassumo in un solo pensiero… Sono proprio le persone capaci di provare grandi sentimenti, quelle dai gesti estremi, dalla rabbia incontrollata, quelle del bianco o nero… ma sono anche quelle che sanno guardare perfettamente dentro e oltre. Sanno scorgere la solitudine, quella vera e togliersi anche una sigaretta dalla bocca, l’ultima, per regalare un sorriso.
      ps bella anche la foto che hai scelto:)

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 6:08

        Grasssie cara @whitestyle !!! Beh, la storia con la Regina e’ leggermente diversa, ma forse chissa’, per certi aspetti uguale. Forse due “finte” solitudini che comunque si incontrano.
        Si, l’ho detto…niente di che, ma sono quei momenti o quelle casualita’ in cui io ci vedo sempre ” qualcosa d’altro”, e ormai da molto tempo ho un mio modo di guardarle ed affrontarle.
        Tutto qua’.
        ps: se dici la prima, mi e’ capitata al volo. La seconda l’ho cercata…belle, si.
        Ciao Signorina

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 10 giugno 2014 at 23:29

      Penso di aver capito perfettamente quello che intendi dire Aurè, hai reso l’idea perfettamente, uno scritto bello davvero, toccante oserei dire.
      Come giustamente dice il saggio Sig. @AtiLeong quell’attimo che riscatta deve essere quasi senza volere, altrimenti non funziona. Pura verità Sig. Attilio.
      Io non mi vanto certo di essere uno troppo altruista, per arrivare a quel poco di materiale che possiedo ho dovuto perdere la mia innocenza da tempo e mi è toccato diventare una vera e propria macchina da guerra per poter combattere contro tutti i lupi che ci sono fuori.
      Fatta questa premessa la storia di Caino che ci ha illustrato Aurè la comprendo perfettamente, a volte la vita è davvero una miseria se vissuta soltanto dietro le cose materiali, con gli anni poi ci arrivi, magari anche grazie alla sicurezza delle cose che ti sei conquistato, non facciamoci illusioni, scopri però che quelle stesse cose non ti danno quello che speravi o che ti avevano illuso ti potessero dare, è lì che arriva improvviso quel sentire interiore di riscatto di cui parla il Sig. Attilio. Penso sia un percorso, almeno credo funzioni così.
      Qualche Caino lo ricordo anche io, anche se mio malgrado ne ho avuti pochi, ne riporto uno per fare un esempio e chiudere il commento.
      Un ragazzo derelitto, venti anni penso, romeno probabilmente, non era un paraculo, le persone le riconosco, aveva la sofferenza scritta in faccia, soprattutto aveva fame, girava intorno ad un chiosco di panini con il lampredotto, rompendo i coglioni a tutti quelli che si stavano mangiando il panino per chiedere qualche spicciolo, però i suoi occhi erano puntati sui panini, aveva fame, si chiedeva se con quei pezzi da pochi centesimi che gli davano per levarselo di torno sarebbe poi arrivato a comprane uno, a me fare certe cose imbarazza quasi però avevo appena finto il mio panino mentre vedevo la scena, detti l’ultimo sorsetto al vitellino e quando pagai dissi al tipo del chiosco sottovoce, ne pago due, uno fallo a quel ragazzo là, poi feci un cenno al tipo, lui venne con la mano aperta per i centesimi, gli dissi ti sta facendo il panino, ci ho già pensato io e feci per andarmene, lui mi fermò per un braccio e mi disse : “grazie”. Non fu tanto il grazie che mi colpì fu la luce che si accese nei suoi occhi, avevano davvero ritrovato luce e speranza.
      Quando mi ero allontanato non riuscii poi a trattenere qualche lacrima pensando a quanto poco a volte basta per fare del bene ed a tutte le stronzate che invece a volte ho fatto.
      Raccontando questa storia so che quel piccolo riscatto lo perderò, queste cose non si fanno per gli uomini, non si fanno cioè per raccontarle, visto che siamo sull’internetto è però un piccolo riscatto che perdo volentieri, si dice che il bene è contagioso.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 11 giugno 2014 at 6:17

      @DrMichaelFlo carissimo, vedi a volte come sono uguali le cose, le vite, gli sguardi sul mondo. Mi fa’ piacere.
      Ripeto, non sono nato per fare il Fraticello buono, non ne sarei capace; e giustamente come ho scritto ” poi domani ognuno torna a fare la sua vita, da Caino o meno”…nessuna idea di salvare il mondo.
      E’ solo che di fronte all’idea dell’uomo morto, non mi piace finire di ucciderlo, questo. sara’ qualche valore antico che mi porto dentro per storia, credo, idee, famiglia…o sviluppato negl’anni da me stesso.
      O forse tutto cio’. Piccole cose che come dice Epicuro non so’ se fanno bene a me o agl’altri, ma d’istinto questo e’. Come e quando capita, mica mi ci alzo la mattina.
      Ti dico una cosa: Roma, molti anni fa’. Zingarelle per elemosina in giro per strada, soldi che vanno certo via da loro; ricompensate con botte e sofferenze, per lo piu’. Una sempre fissa dove passavo io; negozio d’alimentari di fronte. Mi chiede soldi, gli dico se vuoi ti compro un cornetto, da mangiare te lo do’ perche’ e’ per te. Mi dice si, gli ho preso il cornetto per venti giorni buoni, poi sparite da li.
      Ecco, io me lo ricordo sto’ fatto. E credo, spero, ancor oggi anche lei, ovunque sia.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 11 giugno 2014 at 10:01

      “Ed allora la mia fauna e’ li. Ladri e prostitute, e tossici e Ubriaconi. Donne sfatte e distrutte dai troppi cazzi presi. E giovani distrutti da roba pessima, vecchi barboni col fegato spaccato in quattro da Spirito allo stato puro.
      Tutti ormai senza piu’ Spirito Santo nell’Anima. E senza neanche piu’ la forza di farsi quel cazzo di segno della Croce quanto stireranno le zampe. Forse gli partira’ l’ultima Bestemmia.
      Lasciatemi qui. lasciatemi con loro. Voglio vivere.” :dreaming
      Aurelius on “Le Puttane escono di notte”

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 18:17

        :-) Caro fratello @CCSP …t’e’ piaciato quel pezzo !!! E insomma, a volte si guarda la vita dalle piccole cose degli “ultimi”…ed e’ maestra, sempre.
        ;-)

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    • :dreaming :dreaming :dreaming
      :clap

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      • blackfox
      • blackfox

      • 11 giugno 2014 at 11:22

      Mamma mia, qui siamo a livelli talmente alti che non sono in grado di interagire… posso solo leggere ed applaudire :clap

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        • aurelius
        • aurelius

        • 11 giugno 2014 at 18:21

        @blackfox ringrasssio et riverisco per il plauso !!! :youdaman
        ma guarda che qui tutti possono scrivere quello che sentono, dalla Follia alla Poesia, dal Viaggio all’Ammmmmore, all’Avventura, alle Troie. Alle esperienze ed idee sulla vita.
        E tant’e’ !!! :doubleup

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      • Matt
      • Matt

      • 11 giugno 2014 at 17:00

      La sigaretta passata dalla tua alla sua bocca ha rappresentato per lui il calore umano, l’empatia. Se questi reietti sono affamati di pane e assetati d’acqua, ancora di piu’ lo sono di calore umano. Qualche soldo bene o male lo racimolano, ma gli arriva dall’alto, senza contatto, perché la gente ha paura ad avvicinarsi. Quasi tutti sono pronti ad aiutare il prossimo ma a distanza di sicurezza.
      Il tuo titolo dice tutto: la SOLITUDINE di Caino. Questa gente è sola. Con il tuo gesto spontaneo lo hai fatto sentire meno solo, gli hai dato dignità pari alla tua.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 11 giugno 2014 at 18:24

      Beh si @Matt Giustamente…il succo e’ quello. Anche che attenzione che caino potremmo esserlo tutti, a torto a ragione. Nelle piccole o grandi cose. Quindi dignita’ e comprensione e rispetto, laddove ci accorgiamo che serve; indipendentemente dalle cose e dalle persone.
      E saremo tutti, per poco forse, meno soli !!! :doubleup

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      • oasiall

      • 11 giugno 2014 at 22:08

      Hai descritto la stessa scena che mi si presentò in Irlanda. Diedi l ultima sigaretta ad un senza tetto in strada,mi sorride e mi disse “Sei una persona generosa”.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 12 giugno 2014 at 6:20

      ciao @oasiall …ma si certo, vedi non e’ purtroppo rara una situazione del genere, ne vediamo e ne capitano, anche peggio, tutti i giorni.
      Poi ognuno si comporta come sente, e riflette se gli va’.
      ;-)

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      • Zest
      • Zest

      • 12 giugno 2014 at 10:42

      @Aurelius, dovrei perderci un po’ di tempo per dire “la mia” ma mi limito solo a farti 90 minuti di applausi , per questo pensiero profondo, che ha toccato tutti noi indirettamente nel corso dei nostri anni, situazioni viste e riviste, anche in angoli remoti della terra, qua anche dove sono io ci sono tanti caini, vite umane, che dio solo sa come possano vivere in ambienti di assoluto degrado economicamente parlando, so che non e’ corretto dirlo su un forum, ma a tante di queste persone quando vedo che i loro corpi nudi strisciano sui marciapiedi , non faccio fatica a non trattenere le lacrime e comprarci qualcosa da mangiare, e poi mi guardano anche stranito che lunica cosa che mi viene in mente e di andare via e non voltarmi, cosa noi potremmo fare ? a volte penso la disparita’ del ricco e del povero sopratutto nei paesi del terzo mondo si sente piu’ marcatamente la differenza…. Solo Dio puo’ salvare queste vite umane, noi non saremo mai nelle condizioni per farlo….

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      • aurelius
      • aurelius

      • 12 giugno 2014 at 10:59

      @Zest …ho scritto questa piccola cosa che mi e’ successa l’altro ieri, come altre infinite volte, proprio qui. Dove so’ che a tutti, o quasi, sara’ successa altre migliaia di volte, appunto. E soprattutto certo in luoghi lontani, estremi, del terzo mondo. Dove suscitano stupore, rabbia o compassione a noi ” stranieri”. Meno forse a loro che ne fanno abitudine.
      E suscita ancor di piu’ sdegno nel ” primo mondo” , vicino a noi. Sotto casa.
      Ora certo, lo sai, non salviamo nessuno, ne voglio, o vogliamo, salvare la nostra anima.
      Ripeto, son gesti, situazioni o sensazioni che si provano, in un attimo. E si fa’ quello che si crede opportuno in quel momento, secondo uno come e’ di carattere, o gli gira il culo in quel momento.
      E poi si, piu’ che affidare le loro, e le nostre, anime a Dio non si puo’.

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