• Un Pompino nella Prinz e Simona la Pipparola…

    Che poi a me le discoteche sono sempre state un po’ sui coglioni; ma destino vuole appunto che uno la Vita la percorre e basta. E quindi tra alti e bassi, in vari modi ruoli ed amicizie…le ho frequentate per vent’anni e passa. dal di dentro. Anche perche’ fatalita’ c’erano amici gestori o proprietari, e quindi fin da ragazzetti ci si andava, e si faceva P.R. Calcolate, per chi non lo sa’, che a fine anni 70 primissimi 80 le ragazze avevano i baffi ed erano monocigliate. Non esisteva l’uscita serale ed il rientro era a cena. parlo di ragazze di buona famiglia, di compagne di scuola, di quartiere…sui sedici anni, anche meno. Tanti quanti ne avevamo noi, anche meno. ma essendo leggermente gia’ all’epoca folli, poeti e leggermente scapestratelli…ce ne andavamo allegramente in giro, anche con gente piu’ grande fino a notte( che comunque era sempre la mezzanotte, l’una…) iniziando a conoscere vita e morte. bellezza e poverta’. Maghi e cialtroni, preti e puttane, insomma Roma di notte. Ma non quella dei turisti by Night. Quella dei “night”. O simili.D’altro canto appunto, il pomeriggio del sabato e della domenica discoteche per ragazzi, allora per la maggiore tra le altre una su all’Aventino…sara’ scenario per molti anni di saghe d’amore e d’amicizia. poi tutto si sa’…si perde tra mille faccende che la vita ci propina in modo repentino, spesso tragico.

    Eravamo soliti ” rubare” a turno, quando si poteva, la macchina dei genitori. A turno, sia per sbruffoneria, che per gusto del rischio…o perche’ comunque eravamo dei coglioni gia’ di nostro fin da allora. Ed andavamo in giro chiaramente spatentati. O all’occorrenza si trovava quello col foglio rosa, o patente.

    In casa mia, non so’ come, come seconda macchina per un periodo, ci fu’ una NSU Prinz nera. Lucida. Tenuta molto bene da un mio zio molto particolare, sui generis; ora lo potrei sicuramente accostare a Fulvio di C.Verdone, con ovviamente la sua relativa Magda. O a certi personaggi d’Albertone, a cui spesso facevamo riferimento in famiglia per prenderlo per il culo.

    E venne il momento di prenderla in prestito. Ed un luminoso sabato di primavera inoltrata, quando gia’ comincia il caldo, e dentro i locali stavi da schifo vista l’assenza d’aria condizionata e la strabordante presenza di fumi, laser e sigarette a tutto spiano. Il tutto condito dal sudore che cominciava in testa e finiva sulla pista dando l’impressione che fopssero tutti provetti Truciolo, mitico ballerino TV dell’epoca; invece si pattinava semplicemente su uno strato liquido.

    Sandra era picolina, occhi di un azzurro che era per noi all’epoca cosa mitica, mora capello corto. Fighettina classica dell’epoca, jeans Levis e giubbettino di renna stretto in vita. Mocassino Gucci con fibbia e frangia davanti.

    La puntavo da un po’, noi sbruffoni e giocolieri di corte, eravamo guardati con sospetto ma con interesse dalle ragazze di buona famiglia, ed in quei giri abbiamo trovato sempre largo spazio, per le nostre cappellate di gioventu’ e le nostre scopate in liberta’. Mi avvicino e le saluto, insieme ad alcune amiche, a fare il solito crocchio fuori l’entrata. I clienti miei li avevo, i miei biglietti erano pass sicuro, ed un gin tonic poi con chi mi andava me lo prendevo volentieri, a gratis. Per me e per lei.

    Quel giorno mi sentivo ancora piu’ esaltato del solito, sara’ stata la Prinz, o forse Sandra. Fatto sta’ che me la struscio un po’, lei ride e fa’ la smorfiosa, si era accorta da tempo che la puntavo. Prima le cose erano molto semplici. Con il Prinzino messo ancora di traverso sulla strada gli faccio cenno di salire…lei mi sgrana gli occhi, tipo a dire…” Ma che voi aho !!!” . Io non rispondo, salgo e tiro giu’ il finestrino dal suo lato, e finemente ribadisco:-” Daje…allora che fai, monti??’ Annamo accompagname a parcheggia’ “…Lei si convince e dolcemente mentre sale, col culetto a pizzo stretto dentro i Levis replica:-” Si, ma un fa’ lo stronzo, anacapito ??? Io rido e le stampo un bacio sulla guancia mentre con la mano sotto il mento le sbruffo il faccino…benissimo. Giro su per la piazza, il solito parcheggio appizzato, dove poi aldila’ da venire negli anni sara’ teatro di fuggevoli incontri a pagamento di puttane e trans per tutto il pubblico Romano.

    Il Prinz dava delle botte di culo quando cambiavi marcia che solo il Cinquino con la doppia gli poteva stare dietro, e quindi anche un po’ goffamente guidando alla meno peggio arrivo attaccato al muro di un convento, poi credo scuola o mensa scolastica; ora non saprei.

    E i passi furono quelli classici, ma proprio quella volta ricordo la voglia di tutti e due, una recita precedente da parte sua giusto per il sapor di sfida, per lasciar tranquille le amiche e fare la parte della bimba scontrosa. ma era tutto molto semplice, allora. Quegl’occhi blu profondi a volte ancora me li ricordo, e mentre la baciavo e la stringevo e me la pastrugnavo tutta non ci potevo credere: una delle mie prime “Parioline”…ero contento. La mano in mezzo le gambe non se l’e’ fatta mettere, ma mugolava e sudava. Io pure, comunque ancora tutti e due un po’ goffi. Io, e poi e’ stata una tecnica che sempre ha dato frutti, mi tocco il pacco e faccio una smorfia di dolore, di lamento…” Ammazzate, m’hai fatto addrizza’ er cazzo de brutto, me fa’ pure male…” e lei mi ci mette la mano sopra, e mi tira giu’ la zip. Anzi, c’avevo i 504 Levis, mi sbottona e se lo prende in mano, e dice…” guarda che se lo dici a qualcuno sei uno stronzo de merda !!!”

    Ma che dici, pensavo io. Non parleremo d’altro dopo con quell’altri…” Ma no Sandra, ma che nun me conosci???”  E lei, baciandomi e stringendo forte il cazo in mano, respirandomi tra il collo e l’orecchio…” E appunto perche’ te conosco…stronzo !!!” Comincia a fare forte, manco lei sa’ bene come farle ancora le seghe; e tra il sudore, i baci sull’orecchio, gli sento la pelle farsi di gallina, eccitata pure lei, e gli metto una mano al collo…e la spingo giu’. Molto rapidamente, non gli lascio il tempo di fiatare, si ritrova la cappella sul naso e le palle sulle labbra…tenta di ritirarsi su’ ma sempre con la mano sul collo la tengo spinta giu’…-” Daje a Sandra damme du baci sur cazzo, me piaci tanto, me stai a ffa’ ‘mpazzi” Lei quasi non risponde, e chiude gli occhi, quegli splendidi occhi da bambina perversa e dopo un-…” Mallanimadelimortaccituaaa…” s’azzitta e apre la bocca e se lo infila dentro. E sento i denti, e la lingua appena, e succhia come stesse gonfiando un palloncino…al contrario.

    Ma non importa, e’ troppo bello, tra l’altro il terzo pompino della mia vita, fatto pure male. Ma non avete idea della soddisfazione, il senso di potenza, l’allegria per la riuscita del gesto…allora le cose erano semplici. E’ durato poco, sia per la mia eccitazione, sia perche’ lei si tiro’ su e mi fini con un segone da competizione, anche perche’ ero gonfio ormai…” Aho nun me sporca’ che devo da rientra’ a balla’, capito??'” E si vabbe’ che cazzo ti strilli…ma non erano strilli, era quella voce eccitata e sbarazzina che hanno le amiche, le ragazze di quell’eta’ quando fanno una cosa che gli piace ma non devono darlo a vedere !!! La Prinz, di mia Madre, era fornita di fazzoletti tempo. Sotto al sedile destro, non si sa’ mai diceva. E aveva ragione…Si mette il fazzoletto in mano e con la lingua di traverso la bocca, come stesse facendo uno sforzo immane si concentra, mi concentro pure io…e gli schizzo in mano, sul fazzoletto, mi sborro sui peli e sullo stomaco, che allora bello piatto ancora non era leggera panzetta !!!

    Altri fazzoletti, pulisce tutto da brava ragzza di famiglia. Apre lo sportello dalla semplice maniglia in ferro del Prinz e butta tutto. Io, memore di un consiglio di un amico che mi diceva che dopo aver sborrato non bisogna farle sentire oggetti ma coccolarle le acarezzo il viso, le comincio a baciare la guancia alche’ lei fa’-” Se vabbe’, ma levate che sei appiccicoso e tutto sudato, me sguarcisci tutta !!! E annamo che coso li…er DJ attacca sempre co’ quer pezzo de li Kool end de Gheng…nun me lo vojo perde.”

    Io, un po’ stupefatto di come a volte da dei fiorellini di bocca possano uscire frasi cosi risolute, scendo dalla macchina, chiudo e ci incamminiamo. Alla curva della discesa che porta al Locale, lei affretta il passo e si allontana, si gira e fa’…-” Comunque la prossima volta te lo faccio meglio, stronzone !!! ” Sorride, mi lancia un bacio, si mette un dito davanti la bocca nel segno del silenzio…e se ne va’ dentro.

    Io, col sorriso stampato in faccia, tra gli ammiccamenti dei compagni e degli amici…alle loro domande, rispondo-” Ma no, avemo parlato, si vabbe’ na toccatina, due baci. E’ na brava ragazza, difficile, me serve tempo. Mo’ se rivedemo puro er prossimo Sabato, boh. vedemo”…E cosi avrei preservato lei, e i miei futuri altri quattro cinque mesi di pompini e paccate. Molti dei quali, nella NSU Prinz, nera. Di famiglia.

     

    Invece il ricordo di Simona la Pipparola e’ venuto fuori ieri, non mi ricordo dove e con chi ne parlavo. Brevemente…Simona era una quindicenne, di quartiere, detta anche ” La Cinese”. L’appellativo ” La Pipparola” venne in seguito, ed e’ facile capire perche’. Era na mezzo sangue, come rudemente dicevamo all’epoca, alcuni anche in modo piu’ volgare la chiamavano. Figlia di un Tunisino che poi aveva lasciato la madre, grande e risaputa troia del quartiere. Batteva proprio la madre, giu’ a Ponte de Ferro sull’Ostiense, per camionisti, vecchi e tutta l’umanita’ varia che si poteva permettere diecimila lire, all’epoca. E non rifiutava neanche offerte di generi alimentari come baratto per la fica, dai vari lavoratori dei vicini Mercati Generali.

    Ed insomma Simona la Pipparola era uno spirito libero, si libero perche’ la madre la sbatteva fuori di casa dalla matina alla sera, e lei tra i marciapiedi dell’Ostiense, di Porta Portese o Trastevere si inventava la vita. O come tracorrerla cercando di scansare i modi peggiori. Allora parve processo naturale cominciare a vendersi quello che una ragazzina esile, gracile, leggermente squinternata di testa poteva: a quell’epoca…le mani. Poi segui tutto il corpo, ma come al solito questa e’ un’altra storia.

    Ed allora in quegl’anni, sempre sui quindici di beta incoscienza e gioventu’, a volte si passavano i pomeriggi estivi facendo cazzeggio e chiacchiere al bar; scommesse e vanterie, racconti e messe in mezzo di stolti passanti.

    E fu’ cosi che a Leonardo, venne in mente quella cosa…Leo veniva pure chiamato ” Er Lattina” perche’ aveva praticamente na lattina de Fanta a posto der cazzo !!! Tozzo e largo, troppo. Dopo qualche anno pure le bagasce dell’Eur si lamentavano, ed e’ tutto dire. Ho saputo da amici che ultimamente, fino a dieci anni fa’, ha avuto rifiuti anche da Albanesi e Rumene…strano. Abituate a prender cazzi d’asini per due lire…ma si sa’, si sono ” acculturate” in ItaGlia.

    Quindi, quel lontano pomeriggio d’estate degli inizi degli anni 80 parte la gara : Vediamo quanti cazzi riesce a smanetta’ oggi Simona la Pipparola !!! Mandiamo uno che , a suo dire, gli piaceva e la porta a fare un giro sul motorino, Boxer a pedali. Lei ride, gonnellina corta e zampe seche al vento. Carnagione scuretta e sisette picole e dritte. Faccino caffellatte e labbra gonfie, sormontate da due occhi neri tagliati molto, quasi da cinese appunto. Capelli neri ricci, corti. Era poi veramente carina Simona, solo che la vita non gli aveva regalato ne testa sana, ne la famiglia giusta. E forse, neanche lo spirito per cambiare tutte e due le cose…

    E fu’ cosi che passano al Bar, dietro P.za mastai, e un po’ di gente era gia’ scesa afiume, sotto Ponte a Ripa grande. Io e un altro amico gli offriamo un gelato, poi tra risate, pacche sulle spalle e toccate di cosce di Simona, ce ne andiamo tutti e quattro, noi col SI Piaggio e loro col Boxer sotto fiume. Patteggiare una pippa con Simona come ho detto, era semplice…un giro sul motorino, una pippa. Un gelato e gran segone…e cosi via !!! Lei passava le giornate, non spendeva e come gli aveva detto la madre, si dava da afre.

    Intanto Leo aveva gia’ tirato fuori er barattolo de Fanta e ci armeggiava ed anche gli altri tre…In tutto sette. Scendiamo di corsa con tutti i motorini e Simona non fa’ in tempo neanche a parlare, ma un’aria un po’ stupita sul volto quella volta ce l’aveva. Due tre di cazzi insieme li aveva visti, ma sette mai !!!

    Ma al solito…non si perse d’animo, e neanche noi. Infrattati e carichi, con risate a volte nervose a volte cameratesche, tutti a cazzo di fuori bello in tiro, aspettavamo il passaggio di Simona, che a quel punto lavoro’ sempre con due mani. Fu’ bello venire sull’acciottolato di sotto fiume, a Ripa. Con davanti Testaccio e le chiese dell’Aventino. Con la Chiesa dell’Ordine dei Cavalieri di Malta che imponente ci sovrastava…Sacro e Profano sono la coppia Principe e Regina a Roma.

    Simona fatico’ molto con Leo, e noi lo prendevamo per il culo, e lui borbottava e bofonchiava; Simona voleva tener fede al suo nome, ma veramente era stanca. E al solito, Leo fini’ di farsi una sega da solo. Tanto diceva che poi alla fine ste troie non capiscono un cazzo, e come te le fai da solo le seghe non te le fa’ nessuno…e forse Leo aveva ragione.

    Comunque devo molto a Simona, tutti noi di quel gruppo, di quell’epoca dobbiamo molto. Ci ha regalato in maniera molto leggera, spensierata momenti di divertimento, erotici e sessuali, prime esperienze certo. Ma col sapore delle cose di vita, di quartiere. Con la conoscenza postuma sulle cose della vita, a cui nessuno si sottrarra’ mai. Ed un posto nella testa, nella memoria per loro ci sara’ sempre, per forza di cose.

    Sia che nasci Pariolina, o come Simona la Pipparola.

     


    Aurelius ha scritto anche:



      • oasiall

      • 28 aprile 2014 at 21:01

      Azz sei un romanaccio Aurelius

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        • aurelius
        • aurelius

        • 28 aprile 2014 at 21:25

        Eehhh si, Cumpariello…nessuno e’ perfetto !!! B-) :D
        :ohplease

           0 Mi Piace


      • oasiall

      • 28 aprile 2014 at 21:52

      aurelius,

      Non lo dicevo in senso negativo però non pensavo fossi di roma

         0 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 28 aprile 2014 at 21:58

      Ma certo oasiall lo so’ !!! E’ una battuta classica di un film…che va bene nella vita pure !!! ;-)
      :doubleup

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 28 aprile 2014 at 22:20

      la prinz del Barone.

      piú che una macchina
      la fisica manifestazione
      della sfiga cosmica
      in un sabato pomeriggio
      nella tarda primavera:
      c’eravamo io con max e alla guida,
      il Barone.
      Della figa neanche osavamo dire invano
      il nome.
      Avevo pure io una Sandra ma solo ci passavamo, per caso
      sotto il suo balcone.
      Le persiane erano chiuse.
      chissa se era a casa.
      O in qualche discoteca pomeridiana.
      Mi chiedevo mentre alzavo lá lo sguardo
      e gli altri manco se ne accorgevano,
      che erano preoccupati col cavo che non
      si attaccava bene
      all’ amplificatore.
      Mi ci son voluti anni per aver la lucida nozione,
      che un pompino me lo avrebbe offerto
      pure volentieri.
      Ma oramai i suoi giorni erano volati via nella impietosa categoria
      delle storie di ieri.

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        • aurelius
        • aurelius

        • 29 aprile 2014 at 6:57

        Signore CaVo, glielo abbiamo detto sempre, da piu’ parti…scriva, e scriva !!! Che ci piace, ci fa’ bene…magari si diverte anche Lei ;-)
        Complimenti, davvero :dreaming

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 28 aprile 2014 at 22:31

      Cit. “Quel giorno mi sentivo ancora piu’ esaltato del solito, sara’ stata la Prinz, o forse Sandra” era la Prinz aurè :)) avrebbe fatto eccitare anche me, e non sto scherzando :))

      Te ne metto anche un’altra che oltre alla Zigulì ed alla Prinz hanno fatto la storia. Oh, Alina !

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      • luporosso
      • luporosso

      • 28 aprile 2014 at 22:33

      Bravo Sr.AtiLeong :clap :dreaming
      Bellissima.

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      • oasiall

      • 28 aprile 2014 at 22:52

      AtiLeong
      Mi associo ai complimenti del lupo

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      • luporosso
      • luporosso

      • 28 aprile 2014 at 23:34

      Auré scusa, ma oggi je sto ‘na sojola, me só ddimenticato de dirte che la storia m’e piaciuta ‘n zacco

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 28 aprile 2014 at 23:54

      E vero me stavo a scordá…grazie a Lupo..
      Pur’amme é piasciuta, me par chiaro ne?
      senno mica me ce inspirava a poesia no? :))
      ..

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      • aurelius
      • aurelius

      • 29 aprile 2014 at 7:01

      Grasssie ragazzi Luporosso e Atileong, Dottor Pizzato…semplici ricordi di inizi gioventu’ !!! Ieri ho parlato su un 3d di Simona la Pipparola e come Tice Er CapEtano, lo scheletro polveroso si e’ alzato dalla bara…et voila’ :D

      Vi lascio con un’immagine simbolo di quegl’anni e della ” sfiga cosmica” enunciata dal Sig. AtiLeong…E caVo Dottor Michael io ricordo anche la DAF Automatica, e le gran grattate di coglioni…

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      • Matt
      • Matt

      • 29 aprile 2014 at 8:28

      Aurelius mi sono quasi innamorato di Sandra la Pariolina! E venire con vista sul testaccio e le chiese dell’Aventino, voi romani avete certi privilegi!
      Aggiungo foto della Ziguli’, che mancava alla galleria

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      • Matt
      • Matt

      • 29 aprile 2014 at 8:34

      Il depliant della Ziguli’

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      • CCSP
      • CCSP

      • 29 aprile 2014 at 9:08

      Io su di te non ho più nulla da dire. Ma lascio la parola alla Pivano….

      LE AVVENTURE DEL GIOVANE AURELIUS : OVVERO HENRY MILLER E’ VIVO ED ABITA IN BOEMIA

      “Non c’è dubbio che il tema fondamentale della poetica di Aurelius resterà il suo straripante, incontenibile amore per la vita. Della vita ama tutto, il bello e il brutto, il sordido e il meraviglioso, in un’aderenza senza riserve, in uno slancio senza incertezze verso quel flusso vitale che egli considera l’unica realtà valida dell’uomo.
      La sua anarchia e il suo nihilismo, la precisione quasi brutale di certe sue descrizioni, hanno creato infiniti equivoci nella definizione della sua poetica; eppure per lui quella brutalità è un’esaltazione della realtà, quel nihilismo non si basa sul pessimismo ma sulla fiducia in realizzazioni migliori, quell’anarchia non è una negazione ma l’accettazione della realtà naturale contro le sovrastrutture di uomini asserviti a fini privi di significato.”
      […]
      Fernanda Pivano Beat Hippie Hyppie, Roma, Arcana, 29-04-2014

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      • onegold
      • onegold

      • 29 aprile 2014 at 9:08

      Vedi che non serve il BMW per andare a FREE! Buhahahahahaahaa :rotfl

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    • Caro Aurelius, c’è una Simona pipparola in ogni luogo, la mia si chiamava Marina e scherzava a Cassino con i militari in una squallida piazza, una volta mentre mi spompinava nei giardinetti è caduto dall’albero un guardone :)) ha chiesto scusa ed è scappato via, con tanto di impermeabile come nei film :rotfl
      Stupenda la descrizione della Pariolina, “Du baci sur cazzo, me sta a scoppià :)) :)) :))
      Matt, io ce l’ho quella macchina in Bulgaria, beige, del 1974, in realtà si chiama Jigouli ;;) fabbricata dai russi verso il 1970, funziona ancora e parte a botta.

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        • Matt
        • Matt

        • 29 aprile 2014 at 20:50

        Hai ragione Epicuro, Ziguli’ è una traslitterazione sbagliata, sarebbe piu’ corretto Jiguli. In Bulgaria ce l’aveva anche la polizia. Mandaci una foto della tua!

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      • aurelius
      • aurelius

      • 29 aprile 2014 at 11:58

      Ssiori non vi cito, ma vi ringrasssio a tutti…sempre troppo boni !!! :youdaman
      Vabbe’ CCSP, Frate’…per carita’ non facciamo paragoni, anche perche’ io M.Monroe non me la sono scopata !!! Ma la Pariolina ” de bocca fine” e Simona si pero’ !!! :D
      E certo Matt e Onegold…la nostra 124 FIAT praticamente…e pensare che le Ziguli erano le palline alla frutta a quei tempi in Italia !!! :dreaming
      E certo Professo’…sapevo di risvegliare i primi conturbanti ricordi di fanciulli a tutti; c’e’ per tutti un fiume, un campo di grano, una spiaggia, che ne so’…una cantina di un palazzo dove siamo stati con la nostra Pipparola de fiducia !!! :))

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      • CCSP
      • CCSP

      • 29 aprile 2014 at 13:18

      @Aurelius “per carita’ non facciamo paragoni, anche perche’ io M.Monroe non me la sono scopata !!! Ma la Pariolina ” de bocca fine” e Simona si pero’ !!! :D”

      E chi ti dice che sia andato meglio lui? :))
      All’ apparenza non diamo importanza…conta la sostanza! :ar

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      • luporosso
      • luporosso

      • 29 aprile 2014 at 15:23

      onegold:
      Vedi che non serve il BMW per andare a FREE! Buhahahahahaahaa

      :rotfl :dreaming :doubleup

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      • Matt
      • Matt

      • 29 aprile 2014 at 20:46

      Comunque nemanco Henry Miller s’è scopato la Marylin. Quello era Arthur Miller! :))

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        • aurelius
        • aurelius

        • 30 aprile 2014 at 0:07

        Si Matt hai ragione, c’ho ripensato un attimo dopo aver postato !!! Cazzo li ho sempre confusi…e scrivendo di corsa mi so’ sbagliato. :youdaman
        Bene comunque…vedi, era una prova per vedere se sei attento e veloce con la Moderazione et il Manganello !!! Pravo, Pravo !!! :))
        :ohplease

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          • Matt
          • Matt

          • 30 aprile 2014 at 7:50

          Grassie grassie. Ma chi erano costoro? Io li ho sempre confusi con Steve Miller, quello della Steve Miller Band, mi sa che è lui quello che scopava di piu’

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      • CCSP
      • CCSP

      • 30 aprile 2014 at 6:55

      Matt:
      Comunque nemanco Henry Miller s’è scopato la Marylin. Quello era Arthur Miller!

      Cosa ti avevo detto Aurelius? Henry Miller non s’ è scopato un cazzo! Sei andato molto meglio te! :doubleup

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        • aurelius
        • aurelius

        • 30 aprile 2014 at 7:20

        Beh lui tra impicci, imbrogli, triangoli, Anais Nin e varie…de bordelli ne ha fatti. Ma e’ stato proprio un lapsus sui nomi, gia’ mi era capitato.
        E comunque…viva Simona la Pipparola, voi mette !!! :))

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      • aurelius
      • aurelius

      • 30 aprile 2014 at 8:27

      Matt,

      Boh, saranno i proprietari del marchio della birra !!! :))

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