• Italia si, Italia no…la terra dei pero’.

    O dei forse, o dei se o dei ma…O dei mah !!! Cioe’ speranze, illusioni, delusioni, che cosa suscita ormai l’idea del Paese del Sole !?! L’occhio di chi se ne e’ andato, e’ cinico, inesorabile, veritiero ??? Qual’e’ la Verita’. O almeno la sua parvenza…Il minimo logico di vita degna, perche’ in molti lo hanno trovato, lo trovano, o pensano di trovarlo solo all’estero ??? Anche dove si sta’ peggio, e’ sempre meglio ??? Cosa e’ la normalita’, cosa si deve fare per vivere con delle sicurezze sociali, lavorative e di vita basilari, quasi ovvie, di diritto …

    Perche’ ripetiamo le stesse cose da Venti anni minimo, parlando di nuove possibilita’ di vita e lavoro moderne, a tutti i livelli. Non ci sono state grosse novita’ o cambiamenti di rilievo, mentre all’estero sia in EU che altro, invece ci si e’ dati una scossa…Lo so’ che sembra un discorso vecchio, o banale. O per alcuni senza via d’uscita o per altri da custodire gelosamente. Senza vederlo tragico o senza soluzioni, vorrei sentire non tanto le proprie idee sul caso, ma proprio le proprie esperienze all’estero. Non cosa ci piace o meno…quello lo abbiamo gia’ fatto !!! O comunque non avendo affrontato davvero il cambiamento ed averlo notato, le proprie considerazioni in merito alla reale differenza di qualita’ di vita osservata all’estero. Se si o no, chiaramente; anche con le negativita’ o positivita’. Ma non degli spaghetti, o del culo delle ragazze.

    Ma proprio la Vita, la differenza di vita, la differenza, positiva o meno, sulla qualita’ di vita, di servizi sociali, di esistenza vivibile. Non stiamo parlando di Sole pizza e mandolino; e di quanto e’ bello il mare…lo sappiamo.

    Parliamo di vivere in modo degno, con delle priorita’, con delle certezze sociali, lavorative, di opportunita’, di avere la possibilita’ di vivere liberamente e di esprimersi per quello che uno e’. Non sempre di quello che si potrebbe essere se…solo che, ma e quindi pero’…Esistono le terre dei si e dei no, e come ci si vive e ci si arriva??? O si deve camminare sempre su una terra disseminata di cachi…

     

    ps: Riflessione domenicale tratta da questo, ennesimo, video sul tema : ilfattoquotidiano.it/2014/05/03/festival-di-perugia-italiani-allestero-in-cerca-di-normalita/in-diretta-con-gomez/972192/  Dibattito sul libro ” Italia si, Italia no” di C.Soffici

     

     

     

     


    Aurelius ha scritto anche:



      • Zest
      • Zest

      • 4 maggio 2014 at 9:16

      Lui si che la sapeva lunga gia’ dai tempi che furono …..

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      • oasiall

      • 4 maggio 2014 at 11:16

      http://www.youtube.com/watch?v=TYCWKtXUMsg

      Aspettiamo che torni @Zest a fare il muratore per ricostruire il paese :-)

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      • Zest
      • Zest

      • 4 maggio 2014 at 11:39

      @oasiall

      campa cavallo che l’erba cresce :rotfl :rotfl :rotfl :rotfl

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 maggio 2014 at 13:18

      :rotfl :rotfl :rotfl …Bella questa della Dichiarazione dei Redditi !!!
      ps: daje Cheffone bello @Zest …come lo vedi una Locanda con night e bar, con alcuni loculi al piano superiore, li verso Varese, dove dopo il Giuramento sicuramente tornerai !?! :-? :Whis :yea …Al limite, appena oltre confine !!! :)) :-P :))

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      • pv1
      • gt1

      • 4 maggio 2014 at 13:50

      Ciao Aurelio.
      Escludo che con la paga da apprendista muratore a Varese Zest possa permettersi qualche svago nei postriboli ticinesi. E che conduca una vita sessualmente casta, dopo tanti anni passati a godersela nei migliori paradisi mondiali della gnocca, è solo un bene e rientra inoltre nel suo “fioretto”, il suo giuramento del febbraio 2013.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 maggio 2014 at 13:58

      Ciao …ma io veramente ( Cit @dudy ) mi chiamo Aurelius…vabbe’.
      No, comunque io dicevo proprio che la mette su’ lui, da gestore una bella Locanda con annessi e connessi !!! :))
      Beh poi se @Zest ha fatto voto di castita’…ce le scopiamo noi. Basta che non le sceglie tutte zoppe e/o sciancate !!!
      :)) :doubleup :))

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 maggio 2014 at 14:19

      Io snocciolo solo qualche dato al volo, così per far partire il discorso, poi eventualmente integrerò con altre riflessioni. In Australia con un lavoro normalissimo passo agevolmente i 22 dollari l ora, che per legge vanno aumentati del 25% al sabato,50% domenica e 150% nelle festività, giorni in cui lavoro sempre dato che sono nel turistico.Fino a 13000 euro/anno i soldi sono a tasse zero,ovvero non li sfiorano nemmeno, a nessuno. Poi si va a scaglioni. Si parte dal 20 % per il primo scaglione e aumenta in maniera congrua al aumentare del reddito.Certo venendo dal paese più tassato al mondo, 54%, suona strano! Rimborsi spese in busta se si lavora al sole per le creme solari, rimborsi per il lavaggio delle uniformi…..cè poco da dire, da quel lato è tutta un altra musica. Ti senti paradossalmente più considerato da un governo straniero che dal tuo. Sicuramente più meritocratico dell’ Italia e meglio funzionante in generale, malgrado negli ultimi anni le occasioni di lavoro siano diminuite e non è più facile come prima. Non è più nemmeno tanto easy entrare, ne restarci, se si vuole lavorare.Certo non è il paradiso, ogni paese ha i suoi pregi e i suoi difetti. L’ Italia è meglio sotto tanti aspetti, ma nei punti presi in analisi da Aurelius non c’è storia. L Italia è ferma da più di vent’ anni, non ci vedo prospettive.Soprattutto l umore generale è troppo basso. Abbiamo impostato una società che gira attorno ai danè…..non abbiamo il dna per stare senza e sorridere comunque

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      • aurelius
      • aurelius

      • 4 maggio 2014 at 14:40

      Si infatti Frate’ poi certo l’Australia si e’ fatta due conti e ha deciso che per il momento la giostra chiude, bene. dati di stipendio e tassazione certo che fanno ridere, o imbestialire se paragonati…in molti paesi anche UE e’ cosi, ed e’ questo lo strano. Come se una cortina( di ferro, di bugie, di faldoni burocratici…non so’ fate voi) stia bella li ferma sull’Arco Alpino !!!
      sarebbe rapido il confronto, viste anche le molte leggi UE comuni…bah.
      Si rimborsi per quello che abbisogna nel lavoro specifico…giusto. Servizi sociali o alla persona o trasporti o sanita’ che sono quelli che fondamentalmente fanno la diversita’ della qualita’ di una vita.
      E son Diritti…non regalie o Divini miracoli. Cosi come ci son Doveri, e non escamotage o furbate.
      Secondo me, come dici tu…e’ proprio un fatto di Responsabilita’ civile di massa, troppo esigua ancora in Italia e troppo ormai di routine in molti paesi che funzionano. Ed e’ per questo che molti si sentono come Delfini in alto mare quando le vedono e provano sulla loro pelle. E non invece costretti in qualche Acquapark o piscinetta di provincia a consumarsi inutilmente pinne e sogni di branchi d’aringhe …

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    • Italietta…italina…poverina… :unlov

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      • onegold
      • onegold

      • 5 maggio 2014 at 10:38

      @LittleTruths
      Come non quotarti…

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      • Matt
      • Matt

      • 5 maggio 2014 at 11:23

      L’Italia andava benone quando era in crescita e vigeva il laissez-faire, i politici facevano i loro maneggi senza disturbare troppo chi lavorava e creava ricchezza anche con metodi “disinvolti”. Insomma una mano lavava l’altra (anzi entrambe restavano allegramente sporche) e quasi tutti erano contenti. L’italiano è creativo e individualista, non ha senso civico e mal sopporta la rigidità delle regole e la disciplina. Ora la crescita si è naturalmente fermata mentre la rigidità è aumentata a dismisura, con il tentativo di uniformarsi a modelli presi e imposti da altre culture, che da noi non funzionano. Quindi è meglio migrare in altri paesi: sia quelli acerbi ma ancora in crescita, sia quelli maturi ma dove le regole sono radicate e funzionano bene.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 5 maggio 2014 at 12:44

      Certo @Matt …come si diceva ” meglio morire Democristiani” …ma insomma si funzionava e il mare era spaccato a meta’, diciamo; con tutte le ovvie pecche. e pero’ ok, giusto il discorso tuo. Ma e’ un peccato pero’ che ci si debba sempre considerare ” non idonei” a certe regole, impostazioni di vita civile nel suolo natio, mentre invece poi appunto le osanniamo all’estero…mah !!! :Boh

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        • Matt
        • Matt

        • 5 maggio 2014 at 14:22

        Infatti, ci piacciono molto i posti civili dove tutti gli altri rispettano le regole!

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 5 maggio 2014 at 14:50

      Quello che mi ha fatto un po’ sorridere nel breve scritto del link e uso della parola “normale”. In UK per lo meno sono in un paese “normale” dice la tipa.
      Mi e venuto a mente il titolo di un libro scritto anni fa da un politico del centrosinistra: “Un Paese Normale” . Non l ho mai letto, sono troppo snob por leggere cose simili, ma ne ricordo la copertina nelle librerie e la recensione/ presentazione in qualche giornale.
      L’Italia sembra essere presa dall’ ansia di diventare “normale”. Credo sia una aspirazione che seppur comprensibile e legittima, un po’ patetica e irrealista.
      In primo luogo perche non mi pare che esista una definizione ben chiara di cosa sia la normalita alla quale si aspira: cosa vuol dire essere “normali” essere come, non so…. il Belgio e “normale” il Belgio ? Evidentemente no. Non esistono paesi normali. Tutti devono fare i conti con condizioni geografiche uniche e con una storia specifica che ne determinano il divenire della realta socio-culturale.
      La “normalita” cui si aspira mi pare di poterla identificare con alcune caratteristiche proprie dei paesi del nord Europa e di quelli di cultura anglosassonica: uno stato di “diritto” piu sviluppato, una democrazia piu “matura” , un apparato amministrativo piu efficente e “trasparente” ecc….
      Ho vissuto in Italia da quando sono nato fino al 1998. 28 anni. In questo lasso di tempo ho si viaggiato e conosciuto altri paesi e popoli ma sempre come visitatore e viaggiatore, mai come “elemento inserito o che cerca di inserirsi nel tessuto sociale” dei posti che visitavo: non vi ho mai cercato lavoro, aperto una conta bancaria o cose simili.
      Sufficientemente interessato alla storia e alla politica del mio paese mi rendevo conto come molti della “peculiarita italiana” soprattutto per cio che riguarda gli aspetti macropolitici. E anch io mi indignavo di fronte al nepotismo, clientelismo che vedevo fiorire attorno a me nell’ ambiente univesitario dove stavo completando la mia formazione. Le alternative erano: 1) piegarmi e cercare il mio spazio in questo sistema ( mai preso in considerazione ) 2) mettermi a combattere questo sistema
      ( ero tremendamente isolato e quelli che mi avrebbero pure dato retta non mi erano neanche tanto simpatici ) 3) fare vela e diventare un esule/ espatriato ( ho scelto questo cammino cui in fondo aspiravo un po’ a prescindere dalle condizioni cui mi trovavo in patria ).
      Casi della vita, che poco hanno a che vedere col tema di questa riflessione, mi hanno fatto giungere in Portogallo.
      Doveva essere una tappa di qualche anno, un approdo sull’ oceano prima di attraversarlo o far rotta a sud come i navigatori del XVº e XVIº secolo.
      Ma mi son fermato qui.
      All’ epoca era un paese in piena crescita. Uscito dalla dittatura fascista con una rivoluzione esemplarmente “non violenta” il 25 di Aprile del 1974, benche orientato culturalmente verso ideologie radicalmente di sinistra, il piccolo paese iberico in uno stato di arretratezza che lo catalogava tra i paesi del 3º mondo ( chiunque abbia un atlante degli anni 70 o 80 di quando andava a scuola in giro per casa puo verificarlo ), si oriento piu verso modelli di sviluppo dei paesi dell’ Europa occindentale. Nel mio campo di azione, la salute, si guardo al sistema britannico. Entrati nella comunita europea nel 1986, con l ‘aiuto dei fondi comunitari cominciarono a essere fatte grandi opere pubbliche e di modernizzazione del paese.
      Trovai per esempio nel ’98 un sistema bancario molto piu “snello” del nostro, una rete di bancomat diffusa e con funzionalita che in Italia solo lentamente nel decennio successivo si sono parzialmente sviluppate.
      C era un clima disteso di benessere recentemente acquisito, una specie di “boom economico” in cui tutti compravano casa con crediti concessi con una certa leggerezza ( non ai livelli dei “subprime” USA comunque ).
      – vado avanti dopo- :D

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        • aurelius
        • aurelius

        • 5 maggio 2014 at 17:48

        @AtiLeong tranqui…aspettiamo !!! :D Ti dico solo che chiaramente la Normalita’ non esiste, esiste il meglio o peggio seconda le proprie aspirazioni o stili di vita, logico. io faccio un discorso da ” Uomo medio” con qualche sogno, o come animale che aspira a dei concetti base di vita serena. messa giu’ semplicemente dico…e dal contesto in cui uno e’ nato e si e’ mosso sempre ecco.
        E quindi, si vede, inutile negarlo, che ci sono situazioni di vita “meno peggio” di altre, Italia compresa. Come dicono nel dibattito a pochi kilometri da noi…e’ un semplice raffronto di cose, stili, aspettative; qualita’ di vita per cui, in una parvente normalita’, uno si possa svegliare la mattina senza rodimenti di culo perenni.
        …In attesa… ;-)

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 5 maggio 2014 at 16:57

      A me sembra un po obsoleto il concetto di italia si o italia no. Al giorno d’oggi ha sicuramente piu senso ottimizzare, ovvero cercare quanto di meglio ogni paese possa dare, quale sia il rapporto prezzo/prestazioni in ogni campo che ci interessa, e considerare l’italia essa stessa in quest’ottica.
      Cinico si, ma ipocrita no, qui chi mi conosce di persona sa benissimo che sono esterofilo fin nelle cartilagini, ma per alcune cose io direi italia si.
      Ad esempio per il vino del quale sono un assiduo consumatore, per il food, per le vacanze, per le russe che letteralmente sbavano per l’italia.
      Per altre cose invece italia no, è lapalissiano ad esempio che pagarci le tasse o svolgere attività privata a norma di legge è roba da tafazziani.
      Per contro, di fronte alle magagne italiane, ormai stratificate da decenni di consuetudine inamovibile, clientelismi, corruzione, corporativismi di casta, devo dire che ormai mi lasciano completamente indifferente. Non le ho mai potute combattere, non potranno mai essere sconfitte (da sistema autoreferenziale quale compongono), possono solo essere lasciate senza fondi, ed è quello che ho deciso di fare smettendo di foraggiarle.
      E si, ho ancora un “appoggio” di comodo in italia, ma trascorro la maggior parte del tempo all’estero, potendomi permettere -e non per fortuna- di lavorare quando voglio e per chi voglio ma soprattutto il piu delle volte da dove voglio.
      -continua?-
      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 5 maggio 2014 at 17:56

      Vabbe’ certo @DeeJay CaVo…l’ho scritto prima e lo dicevano pure nel dibattito: lasciando da parte la pizza, il sole, il mandolino…e il vino !!! Ok, lo sappiamo siamo belli, forti e non ci frega nessuno in quei campi( il che e’ cmq da vedere, visto quello che con poco fanno certi paesi; mentre noi buttiamo a fiume il molto che abbiamo…vabbe’).
      E stare coi piedi in due ciavatte beh certo, se non proprio di comodo, e’ un po’ opportunista, ma logicamente ben venga chi ce l’ha o ha voglia e tempo e soldi per farlo.
      Ma il discorso appunto e’ questo: perche’, comunque e a parte le varie differenze e possibilita’ personali…devi pero’ per forza pensare di sgommare per lavorare, o inventarti draghi per non pagare tasse in Italia, o avere servizi migliori da altre parti ???
      Certo, fondamentalmente e’ poi un discorso di mero opportunismo il tuo( e lo sai che comunque lo capisco e lo approvo) nel senso ormai di fregarsene e svoltarsi la vita dove, come e come cazzo ti/ci va’.
      InZomma, un classico F.U.P.C.C.V.P. all’Italiana poi alla fine !!! ;-)
      Un peccato pero’…no ??? :Boh

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 5 maggio 2014 at 18:20

      Da Wikipedia

      Henri Laborit (Hanoi, 21 novembre 1914 – Parigi, 18 maggio 1995) è stato un biologo, filosofo ed etologo francese.

      “Non tutte le prigioni hanno le sbarre: ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere, perché non sappiamo di esserne prigionieri.
      Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.”

      “In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare.”

      — Henry Laborit (scheda)
      da PensieriParole

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        • aurelius
        • aurelius

        • 5 maggio 2014 at 20:43

        Alla fine @dragodoro …non ci inventiamo niente. O forse le cose sono sempre state cosi, per determinati tipi di Anime !!! ;-)
        ps: Bella… “In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare.” H.Laborit

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 5 maggio 2014 at 20:23

      Bello mio Aure’ @aurelius
      Opportunista, cinico; lo so, quello che ti pare CaVo, pero vorrei farti notare che il primo ad essere opportunista e’ il beneamato government, che in cambio di bei soldoni (pressione fiscale calcolata in italia attorno al 60-70%) non ti restituisce indietro una beneamata mazza in servizi.
      Fino a qualche anno fa ero, diciamo cosi, vuoi per provenienza familiare di estrema sinistra con inculcaggio incorporato, vuoi perche’ mi sono sempre considerato Uomo (vabbe’ @LittleTruths…) di Corretti Principi, sempre stato ligio allo stato italiano, comprese dichiarazioni dei redditi, contributi, balzelli e cazzi e mazzi vari.
      Poi un bel giorno la sveglia…
      -continua?-
      :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 5 maggio 2014 at 20:41

      DeeJay:
      Bello mio Aure’ @aurelius
      Opportunista, cinico; lo so, quello che ti pare CaVo, pero vorrei farti notare che il primo ad essere opportunista e’ il beneamato government, che in cambio di bei soldoni (pressione fiscale calcolata in italia attorno al 60-70%) non ti restituisce indietro una beneamata mazza in servizi.
      Fino a qualche anno fa ero, diciamo cosi, vuoi per provenienza familiare di estrema sinistra con inculcaggio incorporato, vuoi perche’ mi sono sempre considerato Uomo (vabbe’ @LittleTruths…) di Corretti Principi, sempre stato ligio allo stato italiano, comprese dichiarazioni dei redditi, contributi, balzelli e cazzi e mazzi vari.
      Poi un bel giorno la sveglia…
      -continua?-:ar

      Si, ok !!! Tu stai a fa’ un discorso solo di soldi e tasse…e ok. Logico, lo sai come la penso pure io. Soprattutto se dopo pagate fior di tasse non hai indietro una beata mazza in termini di servizi, qualita’ di vita etc…Ecco appunto questo.
      Allora la sveglia suona solo pei dindini, o c’e’ pure un’insoddisfazione latente, generale proprio su un vivere peggio rispetto a posti ” meno peggio ” ???
      Tu sfanculi solo perche’ paghi meno tasse ( dando per ovvio che e’ lecito, lo sai… ;-) ) ???

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        • DeeJay
        • DeeJay

        • 5 maggio 2014 at 21:04

        Ma no bello mio allora non mi sono spiegato.
        Il succo del discorso (anche se volevo arrivarci spieganTotelo Pene) è che non c’e’ piu’ nessuna insoddisfazione, resta solo il disincanto, non me ne frega piu un cazzo di qual’e’ il posto “peggio” o “meno peggio”, io prendo il meglio dal posto che me lo puo’ offrire, e sono soddisfatto cosi.

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 5 maggio 2014 at 20:54

      Avevo già cominciato a viaggiare da qualche tempo, pur in età piuttosto avanzata. Il confronto con culture diverse, perlopiu’ aliene, in questo caso sul discorso pensionistico, mi tolse la patina dagli occhi.
      Fatto sta che, a seguito di una accesa discussione con un malese riguardo il sistema pensionistico italiano, mi ricordo presi in mano la calcolatrice e schiacciando un paio di tasti conteggiai 50K EUR solo di contributi pensionistici versati nelle beneamate casse inps, solo negli ultimi 6 anni! Sbaamm un salto dalla sedia.
      Alchè sbigottito mi recai dal commercialista (ebbene si, all’epoca ne avevo uno) il quale mi disse candidamente “guarda tu non sei assunto, sei equiparato al libero professionista quindi SE e quando andrai in pensione prenderai meno di 500 euro al mese.” Sbadabaaammmm un altro salto dalla sedia.
      Purtroppo avevo capito come funzionava il sistema, una legnata in faccia, di quelle sonore, che lasciano il segno. Ma come, quello stronzo di Amato prende 30K EUR di pensione al mese e io devo pagare il conto?!
      -continua?-
      :ar

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        • aurelius
        • aurelius

        • 5 maggio 2014 at 21:06

        Vabbe’, la tua spinta unica e’ stata perche’ ti sei sentito mettere le mani nel portafoglio( evito battute alla @LittleT :)) )
        Vabbuo’ Compa’, ovviamente F.U.P.C.C.T.P. !!! :doubleup

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          • DeeJay
          • DeeJay

          • 5 maggio 2014 at 21:11

          E perchè oltre alla fica che altro motivo c’e’ per mandare affanculo l’italia bello mio? Il soldo, null’altro. Suvvia non essere ipocrita eh.. :bz
          A meno che tu non sia Dell’Utri e abbia un mandato di arresto internazionale sulla crapa, in questo caso hai un motivo in piu ! :ar

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    • Io oltre che apprezzare i concetti di Henry Laborit, vorrei sottolineare un’altra frase che sintetizza alla perfezione la situazione passata, presente e futura in Italia.
      L’autore è Ucciu, il fruttivendolo:
      La vita ete nu tiraturu
      osce (oggi) la pigghi an culu
      e crai (domani) puru :clap

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        • aurelius
        • aurelius

        • 5 maggio 2014 at 21:57

        Aahhh si, Ucciu…misa’ che ho capito chi e’ :-?

           0 Mi Piace



      • Mamma che Perla questa del tiraturu! :dreaming

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      • aurelius
      • aurelius

      • 5 maggio 2014 at 21:53

      DeeJay:
      E perchè oltre alla fica che altro motivo c’e’ per mandare affanculo l’italia bello mio? Il soldo, null’altro. Suvvia non essere ipocrita eh..:bz
      A meno che tu non sia Dell’Utri e abbia un mandato di arresto internazionale sulla crapa, in questo caso hai un motivo in piu ! :ar

      Beh nel tuo caso sappiamo che c’e’ dell’altro, ma cmq… :)) :bz :)) ma si ottimizzo :-)

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        • DeeJay
        • DeeJay

        • 5 maggio 2014 at 21:59

        Embè lo sanno tutti che a me la figa mi fa cagare, ma i dindini sono i dindini ! :bz :ar

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    • @DeeJay in definitiva il tuo non é neanche cinismo ma semplice pragmatismo. Al di là delle convenienze di carattere tecnico credo comunque che in parecchi di noi ci siano anche delle ragioni ben più profonde e magari difficili da confessare che ci hanno spinto a fare certi passi.
      Perché se l’Italia é quella che é, con i suoi pregi ed i suoi difetti, é anche vero che noi siamo quelli che siamo.

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 6 maggio 2014 at 0:11

      …e io sono ben orgoglioso di essere un pragmatico.
      Questo è l’antefatto, caVi miei, poi di altre ragioni profonde e inconfessabili che si possano vieppiu’ avere forse ne riparleremo. Del resto qui ci sono personaggi di spessore ben superiore al mio e con trascorsi ben piu’ articolati.

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      • CCSP
      • CCSP

      • 6 maggio 2014 at 8:28

      Vado un po’ ot ma credo che aurelius non me ne vorrà…..A mio modo di vedere va anche detto che un paese rispecchia la sua gente, nel caso dell’ Italia le sue genti. Sto paese non ce l’ hanno regalato, ce lo siamo fatti da noi nei decenni. La classe politica non è un elemento alieno…..sono italiani anche loro, che ci piaccia o no. Io sono ancora convinto che quando si trova l’ italiano con le palle quadrate, non ce n è per nessuno nel mondo. D’ altronde se il made in italy è quello che è, è perchè ci sono degli italiani dietro che lo fanno. Ma a grandi pregi corrispondono grandi difetti per cui…..italioti, corruzione, grandi risorse buttate a mare, disorganizzazione e tutto il resto che anche voi sapete. La creatività e furbizia che da sempre ci contraddistingue alcuni la usano per creare e fare del buono, altri per rubare e ridurre il paese in ginocchio

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 8 maggio 2014 at 20:29

      continua dal precedente-
      Bene, un paese che cresce e colto da inusuale ( dato il malinconico e pessimista carattere nazionale ) ottimismo. E la mia figura professionale valorizzata e presto arruolata in un sistema ansioso di fare di me sua parte integrante. Che é quello che sono diventato e continuo a essere. Intanto che i miei colleghi in Italia si sottomettevano allo stato di semistudente-schiavo del medico specializzando. A guadagnare oltretutto meno di me, malgrado il costo della vita piú alto. Non che pensassi che il “mio” Portogallo fosse diventato la Svezia: giá allora vedevo come anche lí predominasse la cultura dell’ “ho un amico che…” su quella di ” ho il diritto di…” . Significativa la frase idiomatica tipica nazionale ” dar um jeito” che indica trovare una soluzione pressapochista e arrangiata a un problema anche violando un po’ le regole. Insomma un paese che pur assomigliando in molti aspetti culturali
      ( soprattutto i negativi ) al mio era in una congiuntura favorevole dopo aver umilmente guardato e copiato le maniere piú funzionali di altri paesi e soprattutto era interessato a valorizzare la mia persona di professionista.
      Mi trovai in breve bello e inserito nella massa protetta e fancazzista che erano ( e alcuni con quasi “eroica” protervia riescono a continuare a essere ) i funzionari pubblici.
      Si perché, puoi imitare quanto vuoi i sistemi degli altri ma non ne puoi importare al chilo la mentalitá e il rigore dei sistemi di controllo in questo modo diventa una barzelletta su cui riderci su. Gli interessi di casta, il “non ti rompo i coglioni a te” e tu non li rompi a me non ci mette niente a vincere e a trasformare un servizio pubblico in un disservizio.
      A parte ció, direi anche peggio che in Italia, sussiste in certi contesti amministrativi un completo analfabetismo democratico che pare ereditá diretta dei vecchi tempi del Salazarismo. l ‘ ho sperimentato presto sulla mia pelle. Ma poi il salario cresceva anno dopo anno, pur senza ammazzarmi di lavoro ( non sono assolutamente uno stakanovista ) l’ istinto etnico del “faso tuto mi” del Veneto che sono finiva per venirmi fuori e a garantirmi un certo prestigio locale.
      Tutto continuava ad andare a gonfie vele, banche e istituti di credito a rincorrere la gente affinche facesse debiti quasi fosse un dovere civico una maniera di ” far andar l economia” e cosi si poteva vedere alla tv la pubblicita che ti invitava a chiedere prestiti anche per andare in vacanza ( anno 2002 o dintorni ). I’ edilizia e le costruzioni erano il settore che muoveva tutto. Gli immigranti ( maschi) si riversavano “per default” in questo settore . Negli anni ’90 erano giunti in gran numero dalle ex-colonie Africane e dal Brasile, poi a partir dal 2000 arrivarono in pochi anni una massa di Ucraini ( 50.000 circa, in un paese di 10 milioni di abitanti ) assieme a Moldavi, Rumeni, Russi e qualche Bulgaro.
      Ma verso il 2005 le grandi opere pubbliche erano terminate e pure l’edilizia comincio a rallentare rapidamente. Le agenzie immobiliarie, sorte come funghi in certe citta in espansione, furono le prime a essere decimate dopo le vacche grasse degli anni precedenti e i muratori, manovali ecc…si trovarono a dover accettare di muoversi spesso per il paese ( o anche fuori ) per lavorare o riconvertirsi in lavoratori di altri settori in genere con remunerazioni ben piu modeste.
      Ci si rese conto a tutti i livelli che la festa era finita. I governanti consci di avere nell’ azienda pubblica un mastodonte poco efficente lo aggredirono frontalmente cercando di forzarne un aumento della produttivita.
      Molte agevolazioni, facilitazioni e scatti automatici di stipendio furono tagliati o congelati. Lavorare di piu e guadagnare praticamente lo stesso.
      Allo stesso tempo cercarono di investire sulla qualita del “capitale umano” le possibilita di accesso a scuole per adulti, facilitando l’aquisto di computers a prezzi super-agevolati agli studenti di tutti i livelli ( pure elementari ) e investendo pure nella formazione di professionisti dei suoi quadri affinche migliorassero la loro attuazione.
      Questo nella seconda parte della decade passata.
      Questo sforzo, con risultati parziali, fu travolto dalla crisi finanziaria internazionale che fini per chiedere il conto del suo enorme debito pubblico al paese nei primi mesi del 2011.
      Cadde il governo e ne fu fatto un altro che sta alla troika come il governo di Vichy stava al 3º Reich .
      Anzi per quel che mi tange e brucia la pelle da un paio di anni si son dimostrati piu zelanti della stessa troika nel risparmiare ogni centesimo :
      Una riforma nella salute prevedeva che gruppi che si organizzassero in autogestione di medici, infermieri e personale amministrativo e che mostrassero criteri di efficenza avessero incentivi economici : questo modello, gia sperimentato in alcuni paesi del nord europa ha mostrato essere efficente e economicamente conveniente e la troika nel suo memorando del 2011 ha sottolineato senza margine di interpretazione come questo modello dovesse essere incetivato e rafforzato.
      Io lavoravo in una “unita” di questo tipo dal 2009. diciamo come “direttore tecnico”. All’ inizio del 2012 avevamo tutte le carte in regola per “passare di categoria” e avere tutti un significativo beneficio salariale. Ma l’ amministrazione regionale alla fine del laborioso processo di candidatura ci rifiuto la “promozione” ( con procedimenti che trovammo peraltro illegali e che ci indussero a muovergli processo, cui aspettiamo il verdetto ) con la scusa “della crisi”. Promossero pero una unita che fece la candidatura 3 mesi dopo la nostra che putacaso e guidata da una nota esponente locale del partito di governo…. :D
      Riassumendo: lavoro da 4-5 anni di piu e meglio di prima ma guadagno circa il 30-35% in meno.
      Con la disoccupazione alle stelle e
      parenti, amici, vicini e conoscenti a emigrare in massa, scorato dagli eventi pensai pure io di abbandonare la barca: andare in UK ? o tornare, sull’ onda di una inedita nostalgia, in patria ?
      Questo accadeva negli ultimi mesi del 2012 e nel principio del 2013.
      e sara materia della
      3ª e ultima ( prometto ) parte.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 30 maggio 2014 at 19:49

      3ª e ultima parte-
      Avevo avuto notizia che il governo ( Monti all’ epoca ) stava peraltro strutturando una riforma della assistenza sanitaria primaria ( extra-ospedaliera ) nella quale professionisti col mio tipo di esperienza sarebbero stati utili e forse anche necessari.
      Avevo pure nebulose notizie di attivitá legislative volte a favorire il ritorno dei cittadini nazionali con formazione superiore che lavoravano all’ estero – e stavo cercando di vedere cosa ne potevo tirar fuori.
      Decisi di passare qualche settimana in patria per capire come avrei potuto organizzarmi.
      Intanto Monti prima di Natale cadeva inquanto io mi facevo il biglietto aereo.
      Poco male, neanche mi stava simpatico appartequell’idealí che comunque era lanciata per qualche futuro governo. La medicina di base in Italia dovrá presto o tardi rinnovarsi.
      E sapevo comunque che alcune zone delle alpi orientali soffrono di una grave carenza con persone di etá avanzata obbligate a fare decine di km per una visita e contando anche su statuti speciali di certe regioni speravo di avere acesso a un contratto con qualche facilitazione.
      In Portogallo nelle regioni con carenza di medici se si presenta un professionista con le credenziali adeguate la amministrazione sanitaria locale non perde molto tempo a fargli un contratto e collocarlo in qualche localitá in difficoltá.
      In Italia invece no. Devi fare il concorsone nazionale, che é una volta l’ anno e se lo fai nel gennaio 2013, avrai il tuo posto per il gennaio 2014.
      E intanto che aspetti? Uno fa le “sostituzioni” : cioé mendica ai medici di base di una zona che lo chiamino per coprirli durante le loro ferie.
      Con buona pace di chi di un medico non lo ha e magari ne ha bisogno.
      Avevo anche un numero di telefono al ministero dove avrei potuto parlare con il signor F. che attendeva i casi tipo il mio il giovedi dalle 11 alle 12.
      Un ora la settimana…
      Non é uno scherzo, mi han detto proprio cosí.
      Ho telefonato 3 volte nel corso di quell’ ora: non ha mai risposto nessuno.
      This is Italy.
      Tornare in conclusione sarebbe voluto dire in sostanza affrontare un completo retrocesso professionale.
      L’ italia non ne vuole sapere di me. La sensazione che avevo quando ero andato via 15 anni prima si ripeteva.
      Un amico mi suggerí semiserio che se proprio volevo tornare in Italia, la cosa piú sensata era di candidarmi alle elezioni che si avvicinavano col movimento 5 stelle che pare avesse difficoltá a riempire le liste nella mia circoscrizione.
      Credo che il tutto si commenti da solo.
      Quindi Italia NO. Almeno per me.
      Continuo la mia vita da esule.
      In UK le cose son ben diverse. Apparte gli ottimi salari vi é un sistema di reclutamento estremamente efficente ma anche puntiglioso. Per una serie di kafkiani problemi burocratici ( che sarebbe oltremodo noioso esporre ) non sono riuscito a produrre un documento e avrei dovuto fare una serie di altri procedimenti e ho finito per desistere e per ora rimanermene dove sono.
      Faccio finire le scuole medie alla prole per lo meno:
      la scuola portoghese é dura e selettiva, bocciano alle elementari senza farsi problemi, ma non prepara male gli alunni; il costo della vita e basso anche perche il salario minimo non arriva a 500 euro. Il sistema sanitario pubblico anche se non é sempre “il massimo” non lascia morire nessuno perché non paga il conto: al contrario molte categorie sono esenti da pagamento delle cure mediche. Incluso gente che magari non se lo merita : per esempio per qualche motivo misterioso praticamente tutti gli zingari, anche i piú sani han trovato la maniera di essere esentati….
      I livelli di tassazione com la crisi sono arrivati a livelli quasi italiani, prima erano piú bassi. Ma esistono una serie di piccole facilitazioni fiscali per l’avvio della piccola attivitá imprenditoriale.
      Gli immobili, specie fuori dal centro delle grandi cittá o da ristrettissime aree “di lusso” sono poco cari.
      L’ assicurazione e il bollo delle automobili piú a buon mercato ma in compenso le macchine sono carissime da comprare.
      Una delle cose che piú apprezzo di questo paese é la facilitá com cui trovi da mangiare qualcosa in qualunque bar del cazzo all’ angolo. Mangiando fuori in qualche osteria si spende facilmente meno che se ci si mette in casa a cucinarsi in casa cose un’ po’ ricercate.
      Concludo cosí, anche se con tempi lunghi ( si sa come van le cose nei climi caldi meridionali ) la mia risposta a questo appello.
      L’Italia é un posto único e meraviglioso. Funziona in un modo particolare, non potrá ne dovrá essere “normale”. Le Alpi sono una barriera formidabile (anche i piú recenti studi genetici lo confermano ) e in fondo siamo praticamente degli isolani: strambi come lo sono per esempio i britannici e i Giapponesi.
      Non possiamo essere diventati una potenza grande potenza industriale mondiale solo grazie al piano marshall. I nostri antenati erano quelli dell’ impero romano e del rinascimento. Ma é evidente che qualcosa di Moooolto sbagliato é successo negli ultimi anni.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 30 maggio 2014 at 20:54

      Eehhh si. Grazie Sig. @AtiLeong per aver concluso il suo pensiero su un piccolo trascorso, periodo della sua vita. Che ripeto, a volte sembra sempre poi simile a molte altre; come a tutti noi. tranne che ovviamente nelle sensazioni personali.
      Il parallelismo del Portogallo con l’Italia lo confermo, anche per via di amici nati li, andati fuori per lavoro; tra cui alcuni qui in Praga.
      Sempre comunque molti auguri per cio’ che comunque, vedo anche non senza fatica, sta’ vivendo.

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