• La DOTTORESSA DELLA CASERMA DEGLI ALPINI- parte 8ª ( Il sogno di Attilio )

    La recluta Rampin Attilio nel frattempo dorme saporitamente in branda.
    Russa tiepidamente dall’ alto del letto a castello nella camerata tra gli altri soldati.
    Sogna i suoi perduti giorni di monello: é lí con un gruppetto di amic del quartiere sulla strada, la sua strada in un tramonto caldo di giugno e si progettano incursioni contro il signor Toni.
    Il signor Toni é un anziano che vive in una vecchia casa di campagna che l’urbanizzazione del quartiere si é dimenticata di spazzare via.
    Rustico fossile del passato sopravvive tra le modeste casette e i condominietti in cui la classe lavoratrice e la piccolissima borghesia cittadina si era installata nel dopoguerra.
    É l’ultimo superstite di una famiglia contadina, viveva solo da quando era morta la sorella che Attilio aveva visto solo una volta da piccolo, paralizzata su di un letto, terrorizzandolo nella sua acre agonia.
    Il signor Toni ha delle galline, poche, forse una mezza dozzina, brutte e antipatiche. Ucciderle a sassate é progetto ricorrente e di fatto qualche attentato é stato fatto: ma sará per la scarsa mira o per la vellearietá dei tentativi (nessuno voleva in fondo uccidere niente) le vecchie galline continuavano sane e salve nei mesi e negli anni.
    Il signor Toni rideva sempre contento quando incrociava l’ostilmente timido gruppetto e a lui piú che a tutti riservava calde occhiate di familiare complicitá.
    Attilio imputava tutto questo alla simpatica confidenza con cui lo trattava sua madre, sempre lí a imboccarlo di chiamarlo “zio Toni”.
    La situazione lo imbarazzava enormemente e lo obbligava a accanirsi piú degli altri negli atti ostili.
    La veritá era che quel tipo lo faceva sentire a disagio, c’era qualcosa tra loro che gli sfuggiva.
    Avrebbe dovuto chiedere a sua madre qual’era la relazione che legava loro al signor Toni ma una simile domanda neppure arrivava a formularla tra sé, tanto era ovvio che se sua madre non parlava era perché non era per dire.
    Gli venivano a volte sogni orrorosi, qualche volta anche ad occhi aperti.
    In questo sogno il gruppetto: lui, Berti e Ale fanno irruzzione nel cortile del signor Toni, ma il cortile diventa molto grande e Attilio perde i suoi compagni in un canneto alle rive di un fiume melmoso: li cerca ma non li trova piú e allora é piccolo, con forse cinque anni, ed é dentro una casa che é la casa del signor Toni ma che é anche casa sua e cerca la mamma.
    Entra in una stanza da letto e vede sua madre: é nuda, piú giovane e con una permanente fuori moda e il signor Toni anche lui completamente nudo, sempre vecchio ma agile vigoroso e schifosamente peloso, che si agita ritmicamente sopra di lei strappandole vergognosi ansiti di piacere.
    Ma poi é lui stesso la sopra sua madre avvolgendola in un abominevole amplesso.

    Si libera del sogno svegliandosi in un atto di semicosciente ribellione.
    Si sente spaventato ma anche alliviato dal non essere altro che una porcheria di sogno. Ma un vago sconforto lo opprime e cerca di cancellare dalla memoria quelle immagini.
    Da piccolo gli avevano sempre detto che era orfano di padre, morto, come e perché non si diceva, quando era un poppante. Al fare i diciotto anni gli dissero che invece no, erano divorziati e suo padre viveva in un’altra cittá con un’altra famiglia.
    Non riuscí a sentire nessuna emozione particolare al saperlo, l’importante era che non si scoprisse che fumava di nascosto.
    Ma quella notte nel dormitorio qualcosa lo turba. Un sospetto si coagula nel suo pensiero: “sará il signor Toni il mio vero padre ?”
    Un sudore freddo lo percorre mentre cerca di scacciare queste agghiaccianti idee dalla testa.
    Si ordina di pensare, non so, alla classifica cannonieri “quanti gol ha segnato finora Trezeguet ?”.


    AtiLeong ha scritto anche:




    • :D :dreaming :dreaming :dreaming
      :dreaming :dreaming :dreaming

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      • CCSP
      • CCSP

      • 4 agosto 2014 at 18:10

      Sig. Attilio, io inizio ad affezionarmi a questa miniserie….un po’ come quando in Australia mi misi a guardare “Friends” e poi mi dispiacque quando finì! :-( :))

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      • piranha
      • piranha

      • 7 agosto 2014 at 17:43

      Sig@AtiLeong,rimaniamo in attesa del seguito.Grazie.

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      • luporosso
      • luporosso

      • 9 agosto 2014 at 16:35

      Recluta luporosso a rapporto: sul fronte nulla di nuovo, aspettiamo con ansia ulteriori sviluppi. :clap :clap :clap

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