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    • 27 aprile 2014 in Cuba

    Cubbba

    Fouzia, algerina,  mi aveva lasciato, peccato, bellissima, cosi’ nel 1997 mi decido a partire per Cuba. Il Gabibbo, lo chiamano cosi’ per la forma, si unisce a me, io sono tipo rutto libero e parolacce a gogo, ma lui è davvero zotico, ha soldi ma adora vestirsi male, sputa quando parla, si lava poco, sembra l’intellettuale Franchino dei film di Fantozzi.

    Io accetto contento, anche se me lo sconsigliano tutti perchè è molto tirchio, ma io sono la persona più socievole del mondo, il classico compagnone, non ho mai avuto paura che mi facesse scappare eventuali prede, a Cuba poi…

    Sull’aereo solo uomini, tutti felici, accanto a noi un giovane fiorentino, ha appena scoperto che sua moglie lo tradiva, è affranto ma è un vincente, simpatizziamo.

    All’aeroporto di Cuba si perde la mia valigia, rimasta a Madrid, cosi’ mi guarda mentre impreco, apre la sua e mi butta in faccia una decina di magliette e pantaloncini, ridendo come un pazzo.

    Prendiamo casa al Vedado, doccia veloce e via, a caccia, anche se la prima sera sbagliamo e carichiamo due travestiti, ehm, fa lo stesso per gli amici ma io proprio no.

    Le sere successive sono stupende, mentre di giorno si va a Playa de l’Est, l’acqua fa schifo, è calda e scura, ma le fiche, e che lo dico a fare. Ma come fanno ad avere queste chiappe, e poi tante belle pure di viso.

    All’epoca sono un bel ragazzo, mi faccio il bagno ed all’uscita vedo due stese sul mio asciugamano, che litigano, prima dico “certo che ho successo eheh” poi accanto a me realizzo che il Gabibbo aveva lo stesso successo mio.

    Scopro il pompino acquatico, ne cambio tante, in discoteca il ballo del Frullato, questo strofinio di chiappone mi manda in estasi, anche se te lo dicono prima è sempre uno spettacolo. Scelgo Kenia come accompagnatrice ufficiale, è troppo bella, dolce, come piace a tutti.

    Una sera al ristorante, noi tre con le rispettive, siamo avvicinati da un poverello, mentre consumiamo il riso ce ne chiede un poco, e glielo diamo, poi la carne, e gli facciamo portare un piatto, poi il gelato, e ce ne chiede anche uno. Quando Gabibbo, che quando parlava non si capiva un cazzo, infatti diceva Cubbba, si è acceso il sigaro, gli ha chiesto un sigaro.

    Lui si alza dal tavolo, camicia tipo spacciatore di Miami Vice, collana d’oro e abbronzatura pazzesca, si poggia sul tavolo a 90, si toglie la cintura, si alza la camicia, si abbassa i pantaloni e grida in dialetto “La pasta te l’amu data, la carne puru, lu gelatu puru, mintimela an culu (inculami) basta ca te ndiai (basta che te ne vai).

    Io mi rotolavo per terra, i camerieri lo invitavano a rivestirsi ma lui vedeva come ridevo e insisteva. La classica vacanza da sogno, con le ragazze che ti chiamano e tu decidi…

    Poi arriva il 12 luglio, devo ritirare con la carta di credito, è facile, in tutto il quartiere ci sono all’epoca solo due posti per ritirare, hotel Capri e Hotel Nacional, io e Daniele, il fiorentino, prendiamo il Capri, lo sportello per la valuta estera è nel sottosuolo, mentre ritiriamo, scoppia la Bomba che devasta la reception ed il primo piano. Chi conosce questa situazione, oltre al panico che ne consegue, è fastidioso non tanto il rumore pazzesco, quanto l’eco prolungato, non abbiamo paura perchè siamo storditi, corriamo verso l’uscita, c’è molto sangue , grida strazianti, per fortuna pochi feriti perchè eravamo quasi tutti giù.

    Allo stesso preciso momento, bomba devastante anche nel Nacional, dove andavamo andavamo ce la beccavamo, eravamo nel posto sbagliato al momento sbagliato.

    L’attentatore, Raul Cruz Leon, apparteneva ad una matrice fascista in collaborazione con gli Stati Uniti, ed era un salvadoregno alle dipendenze di Carriles, all’epoca nemico pubblico numero uno.

    Che facciamo, torniamo in Italia, c’è andata di culo! No, si va a Cayo Largo, posto stupendo ma per coppiette, a Playa Sirena, a giocare coi granchi ed a nuotare sulla Barriera Corallina.

    Purtroppo in Italia scopriamo che neanche due mesi dopo, il 4 settembre 1997, morirà un ragazzo genovese, si chiamava Fabio come me, lui era all’Hotel Copacabana, ma era stato più sfortunato di me, aveva solo 32 anni, a Fabio Di Celmo è dedicato il film “La sottile linea della verità”.

    Posso ritenermi fortunato se oggi sono qui con voi, e quando penso a come mi incazzai perchè mi rubarono tutto, ed a come non me ne fottevo un cazzo dopo…


    Epicuro ha scritto anche:



      • oasiall

      • 27 aprile 2014 at 0:50

      Pure io sfiorai una bomba anche se non ero li all atto della deflagrazione dovevo pigliare un treno poi per fortuna l aereo non costava tanto e decidemmo di cambiare mezzo

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      • luporosso
      • luporosso

      • 27 aprile 2014 at 1:01

      Epicuro, ho degli invitati a casa , due coppie.Finito di cenare i signori ci siamo ritirati in una sala per fumare, giacché alle signore molesta il fumo.Mi sono connesso per un’attimo e ho letto “Cubbba”Ho riso tanto che ho dovuto per forza spiegare ai miei amici la storia e adesso sono qui che ridono anche loro e vi salutano a tutti.
      By the way, in un solo giorno ho appena contato 15 Threads e piú di 150 commenti.Un’altra sbancatina dell’internets come dice il Capitano. :bz :bz :bz :ar :dreaming Complimenti a tutti! :clap :clap :clap :youdaman :youdaman :youdaman :doubleup

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      • Un caloroso saluto a tutti gli amici e Signora lì a Tangier assieme a te! :dreaming

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    • …è cos’ facile morire, Fratello, che davvero é un miracolo essere ancora quì e dovremmo rendercene conto ogni santo giorno che riapriamo gli occhi.
      Mitico il GaBBiBBo di CuBBBa…”mintimela an culu” :rotfl

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 27 aprile 2014 at 1:45

      He he…a me il buon epicuro a frammenti questa storia l’aveva già raccontata di persona :a-a

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    • :)) Onoratissimo compare luporosso per aver virtualmente contribuito alla serata ;;) sarebbe bello se riuscissimo ad organizzarci noi in una bella cena, magari in una meta raggiungibile a tutti facilmente, ma mi rendo conto di quanto sia difficile conciliare lavoro e cazzi vari.
      Il DrMichael la conosceva già ;-) ma da buongustaio avrà gradito la classe gabibbiana, che anche al ritorno a Porto Cesareo non manco’ di farmi fare l’ennesima figura di merda:
      mentre discutevo con una bella ragazza dandomi arie da intellettuale e spiegandole come il mio grande amore per Hemingway mi avesse spinto fino a Cuba, costei fece una domanda:
      “a parte La Bodeguita del Medio, avete fatto altre visite turistiche?”
      Intervenne il Gabbibbo, con la sua cannottiera bianca di cotone macchiata di caffé, e tra una sputazza e l’altra disse:”Ma quali visite turistiche signora mia (avrà avuto 28 anni) sulu (solo) visite ginecologggiche amu fattu (abbiamo fatto), piccione su piccione (una ficadopo l’altra) :)) maledetto sia, lei se n’è scappata.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 27 aprile 2014 at 9:30

      :)) …Applausi a scena aperta al Gabibbbo a pecora sul tavolo !!! :)) Et il pompino acquatico…eehhh chi non ha provato non puo’ capire… :dreaming

      Gran botta di culo Cumpa’, sembra che sfiorare bombe sia un leit motif per una vita spericolata. Un giorno vi racconto la mia sotto militare. Ebbe eco sui giornali allora, come quella di Fabio…un caro pensiero a lui. pensa, riprendendo la telepatia annunciata da Luporoso in altro 3d, che lo volevo rivedere un paio di guiorni fa’, vedendolo su Ytubbbo. Adesso lo guardaero’ sicuramente…

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    • :)) Caro Aurelius, il Gabbbibbbo è un vero animale, ha un vocabolario limitatissimo, conosce dieci parole ma la sua preferita è BBucccchini :))

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      • Zest
      • Zest

      • 27 aprile 2014 at 10:29

      Cuba e’ stato sempre un mio capriccio ma per un motivo o per l’altro non se ne e’ fatto mai, partendo da HK ho visto le rotte e mi toccherebbe fare 30 ore di volo tra cazzi e mazzi , e cosi’ alla fine opto per le Filippine dove tra 2 settimane parto :-) ogni volta che leggo un racconto di Cuba viaggio con la mente , pensando di fare li mille cose e fottermi una bella cubanita , farmi un bel bagno o prendere il sole con una pinacolada in mano o un mojito e farmi sollazzare il cazzo con il ventaglio :-)

      ps: Don Aure’ ma quando cazzo ce ne andiamo a Cuba :-) maremma tua e la gamba di legno :-) ;-)

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      • obroni
      • obroni

      • 27 aprile 2014 at 10:58

      :-) Se trovo il tempo nei prossimi giorni faccio qualche scansione di foto fatte nel 96, allora non c’erano le digitali, così provo a riportare le lancette dell’orologio indietro a quegli anni. Per me era stato un viaggio pieno di belle emozioni.

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    • Epicuro e zest a Cuba, zest è quello col grembiulino a pallini :))
      http://www.youtube.com/watch?v=9yQW9lkj0n0

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    • Siamo stati fortunati obroni, pare che il 1997 sia stato proprio l’ultimo anno prima di un cambiamento radicale, anche se Cuba resta sempre Cuba

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      • Zest
      • Zest

      • 27 aprile 2014 at 11:21

      Ma mettiamo in piedi sto viaggio a Cuba maremma vostra , facciamo l’allegra brigata come con i pullmini dell’andiamo ,ahahahha mettiamo come tour leader il nostro Don Aure’ che ci porta pure la porchetta tu invece epicuro, ti occuperai di tenere viva la ciurma , magari ti metti nartra vorta la parrucca e ci fai a sto giro barbra streisand al posto di renatino :-) ;-) poi tra un vinello e un bicchiere di rum arriviamo all’Avana con i papponcelli che ci aspettano gia al gate e ci portano alla Maison o Salon Rojo, estikazzi che domenica ….. ahahahha

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    • :rotfl :rotfl :rotfl

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      • Matt
      • Matt

      • 28 aprile 2014 at 13:07

      Caro Epicuro non sapevo che avessi corso un pericolo simile. Meno male che era destino che andasse bene

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    • Purtroppo caro Matt un poco te la condiziona l’esistenza, ora per esempio vorrei andare a Sharm per filmare i fondi marini ma il biglietto non riesco proprio a farlo, causa Farnesina.
      Mi ripeto spesso che è tutto scritto nel destino (LoRusso e Pezzella, ex giocatori del Lecce con la paura dell’aereo, decisero di andare in trasferta in macchina, morti entrambi di incidente stradale mentre andavano).
      Anche prendere l’aereo per Cayo Largo fu un rischio, (12 posti) scarafaggi vari, fumo che fuoriusciva da non so dove, causa embargo si riparavano gli aerei come potevano, chissà quante volte tu e gli altri, che viaggiate più di me, avete rischiato. Intanto alberga in noi quello spirito nomade che, al di là della fregna, ci impedisce di rimanere sereni in un posto ;-) .

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 2 maggio 2014 at 19:43

      Ragazzi quanti ricordi mi state facendo tornare in mente…..ogni volta che ripenso a Cuba….ultima volta più di 10 anni fa’…..

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    • Racconta compare ;;)

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