• Dari Mana mister? Tre settimane in Indonesia

    Dari Mana Mister??
    Cari compagni di avventure vi chiedo umilmente scusa per la lunga assenza.
    Spero di riuscire a farmi perdonare con questo nuovo post.
    Sono appena tornato dall’Indonesia dove ho trascorso 3 settimane, delle quali la prima con la mia Indo-fidanzata, un’altra con l’affidabile compagno di ventura Valerio e una settimana o quasi da solo.
    Anche questa volta ho cercato, non facile in così poco tempo, di capire il più possibile di questo enorme paese (il quarto più popoloso al mondo e quello col maggior numero di musulmani) mescolandomi con la gente del posto, viaggiando e rompendo l’anima a forza di domande.
    Premetto che qualche mese prima mi sono messo a studiare un minimo di Bahasa Indonesia, come viene chiamata la loro lingua, sul solito sito www.memrise.com non precisissimo ma utile e gratuito. L’Indonesiano (insieme al Malese) è la lingua asiatica più semplice da imparare, se non altro perché ha un alfabeto latino e perché non è una lingua tonale, quindi non ha una pronuncia ostica come Thai, Cinese ecc.
    Ovviamente le poche parole/verbi imparati si sono rivelati molto utili.
    Dopo aver visitato Thailandia, Cambogia, Malaysia e Vietnam, mi viene da dire che l’Indonesia è forse il paese con il miglior rapporto qualità prezzo, sicuramente i servizi in Thailand sono migliori, ma in Indonesia mi sembra di aver trovato prezzi più bassi. In media con 20-30 euro trovavamo hotel a 3 stelle di OTTIMO livello, 2 ore di massaggio completo costano 7 euro (ce ne sono anche di più cari ovviamente), un buon pasto va da 1 euro negli street vendors ai 7-10 di un ottimo ristorante (bisogna fare attenzione che alla fine vengono spesso addebitate un 10-15-21% di tasse e servizio, il tutto scritto sul menu a caratteri minuscoli…), un piatto misto di frutta viene 0,65 (mi riferisco al cambio di 15000 IDR per 1 euro), una corsa in taxi a Giakarta da 1 a 4 euro, 8-10 per andare in aeroporto.
    La cosa più bella e inaspettata che ho trovato in questo viaggio. è sicuramente la gente, sempre disponibile, affabile, curiosa , quasi affascinata dal turista straniero e, incredibile ma vero, l’Italiano da quelle parti è ancora simbolo di bellezza, piacere, buona cucina e gente romantica wowwwww . Ogni volta che andavamo a visitare un monumento, un’isola o un sito archeologico ci sentivamo delle superstar; frotte di studenti e adulti che ci chiedevano di essere fotografati con loro. Penso di aver incontrato meno turisti stranieri in queste 3 settimane che in pochi giorni all’hotel Sanawan nel quartiere semisconosciuto di Bangplee Yai vicino all’aeroporto di Bangkok, tanto per darvi un’idea. Spesso l’Indonesia viene definita “il paese più invisibile del mondo” e sono certo che parlando col vostro vicino, con il salumiere o giornalaio di fiducia, non saprà neppure dove si trova l’Indonesia. Al massimo vi chiederà di Bali verso la quale anche gli stessi Indonesiani sembrano nutrire una forma di venerazione, come se una vacanza in Indonesia non possa prescindere da Bali.
    Makassar e Sulawesi:
    Makassar è il capoluogo dell’isola di Sulawesi, città di 1,5 milioni di abitanti, clima torrido, trafficata, inquinata, incasinata al punto giusto. Ho preso un hotel nel centro, il Fave Hotel (ottimo ristorante di pesce proprio di fronte), che si trova accanto al “lungomare” del posto. Qui , se si riesce ad attraversare vivi il fiume di motorini, si arriva in una zona abbastanza interessante con un palco in cui si esibiscono gruppi musicali locali, bancarelle di succhi, frutta e cibo vario. Facendo una passeggiata con la mia bella, ho notato tantissimi sguardi e occhiatine interessate da parte di numerose ragazze. Altro posticino niente male, tranquillo e secondo me valido punto di imbarco è Fort Rotterdam, un forte Olandese (l’Indonesia è stata colonizzata e razziata per più di 100 anni dagli Olandesi prima di essere conquistata dai Giapponesi durante la seconda guerra mondiale). Il forte non ha nulla di speciale, qualche cannone, un piccolo museo, pareti scarabocchiate ma anche un bel giardino curato e grazie al cielo niente motorini. Qui i ragazzi e le famiglie di Makassar vengono a passare un pomeriggio tranquillo, a farsi fotografare in compagnia di amici, oppure a fare book fotografici per il matrimonio. Per la cronaca, a un matrimonio Indonesiano è abbastanza comune vedere 3,4 o 500 e più invitati. Mi spiegavano infatti che se inviti 250 persone, puoi tranquillamente aspettartene almeno il doppio perché nessuno verrà al vostro matrimonio da solo/a ma a sua volta inviterà altri amici o parenti non direttamente invitati. La cosa è lecita, prevista dai vari catering che fanno pacchetti per 500/1000 invitati. Il costo medio per invitato è di 100.000 IDR ossia 7 euro. Il regalo medio di un invitato è di 50/100.000 IDR. Vicino a Makassar si possono fare un paio di escursioni come Bantimurung dove c’è una specie di parco con tante specie di farfalle, le Leang-Leang Caves con disegni rupestri sulle pareti, Rammang-Rammang in cui il fiume si incunea tra grotte e pareti a strapiombo, risaie con le palafitte di bambu in cui vivono i locali, il tutto in mezzo a una vegetazione rigogliosa, palmeti e scimmie.
    Selayar Island:
    Il progetto iniziale era di visitare Tinabo nelle isole di Taka Bonerate, siccome queste isolette erano già “affollate” da un gruppo di 40 turisti locali, abbiamo ripiegato sulla vicina isola Selayar in cui siamo arrivati con 7 ore di auto noleggiata con autista e poi con 2 ore e mezza di traghetto. L’isola è poco affollata tranquilla, silenziosa e buia nella notte, abitata da gente molto friendly, insomma molto rilassante. Abbiamo fatto una bella escursione con visita della spiaggia di Liang Kereta, sabbia bianchissima, fondale niente male per fare snorkeling. Poi abbiamo visitato tra le case del villaggio antiche ancore, cannoni e un grosso gong. Pure qui un sacco di ragazzine incredibilmente curiose e simpatiche, il mio modesto bahasa le ha subito colpite ma la mia Indo girlfriend mi ha subito strappato via eheh.
    Tana Toraja:
    Tana Toraja, 1 milione di abitanti, una delle mete più turistiche di Sulawesi, clima fresco per via dell’altitudine (siamo sui7-800m sul livello del mare), ha una popolazione in stragrande maggioranza cattolica protestante (religione portata dagli Olandesi)così come l’intera isola fatta eccezione per Makassar. La cosa più interessante a Toraja, oltre ai bellissimi campi di risaie (qui troviamo anche il prezioso riso nero, una volta coltivato esclusivamente per i re e le loro famiglie), i palmeti e le piantagioni di caffè (la pregiata varietà arabica venne introdotta dai Giapponesi), sono le famose cerimonie funebri cui partecipano turisti stranieri, Indonesiani che vivono all’estero, interi villaggi. Le cerimonie sono molto belle, colorate e festosissime. Poi scriverò un post soltanto per Toraja che merita una spiegazione di tutte le loro assurde e interessanti usanze, riprese anche da Al jazeera e da altre televisioni.
    Bandung:
    Città di 2,5 milioni di abitanti, a circa 3 ore e mezza di minibus da Jakarta, famosa per il suo clima fresco, per i prezzi molto più contenuti della capitale, per i suoi outlet di pantaloni e vestiti e per la sua enorme scelta di ristoranti. Anche qui il traffico è pesantissimo, i marciapiedi assenti o distrutti (camminare anche per una decina di minuti diventa molto faticoso e stressante). Qui siamo stati nel validissimo Hotel California, a poca distanza dalla via dei negozi Champelas e al centro commerciale Champelas Walk. A Bandung le abbiamo provate tutte a cercare un minimo di vita notturna, sia nel quartiere di Dago sia a Braga dove effettivamente ci sono diversi barettini con muisca dal vivo e Karaoke, ma durante la settimana molto mosciume. Ci hanno detto che nel week end la città si riempie all’inverosimile con turisti e vacanzieri di Jakarta, fatto sta che tra le 21:30 e le 22:00 i ristoranti cominciano a chiudere, quindi meglio muoversi prima per andare a cena. Sul minibus abbiamo conosciuto una ragazza velata, Anisa, che si è rivelata dolcissima. Ci è venuta a prendere insieme ad altre due amiche carine come lei e con la loro auto ci hanno portato nel vicino vulcano estinto di Gunung Tangkuban Parahu, poi a vedere il parco di acque termali Ciater ,deserto pure questo, ed infine abbiamo assistito un bellissimo spettacolo di danze tradizionali, marionette e concertino col loro strumento tradizionale fatto di bambù che si chiama Angklung e che emette un suono molto rilassante. Proviamo a cenare in uno dei ristoranti più rinomati, il Sambara Rest, ma pure qui deserto dei tartari e chiusura prima delle 22:00. Volendo tornarci, proverei nel week end.
    Yogyakarta (Jogjakarta)
    Arriviamo a Yogya, città di 400.000 abitanti, dopo 8 ore di treno in Executive Class (340.000 IDR). Yogya è famosa tra gli indonesiani per essere calda, molto economica e avere tante attrazioni turistiche. Anche qui il traffico non è bello intenso ma tra tutte le città viste è quella più vivibile. Di turisti stranieri ne ho visti parecchi, nessun italiano, ma pure qui la stragrande maggioranza è un turismo Indonesiano. La via centrale è la Malioboro disseminata di negozi, bancarelle, ristorantini tipici in cui si mangia per terra su dei tappetini di vimini. C’è un Malioboro Mall dove si possono fare conoscenze interessanti così come nel più periferico Ambarukmo Plaza Mall dove abbiamo fatto un massaggio niente male, scoprendo solo alla fine che al prezzo finale andava aggiunto un ulteriore 15%. Noleggiamo un motorino (circa 3 euro al giorno) con cui possiamo girare molto bene la città. Andiamo a vedere il Borobudur, il più grande tempio Buddista del mondo in un paese prevalentemente musulmano. Il posto è affollatissimo di gite, scolaresche e turisti, il caldo infernale e il viaggio per arrivarci, più di 1 ora 1 e 15min, pesantissimo a causa del caldo, della polvere e dell’altissimo livello di attenzione che bisogna mettere nel guidare “Indonesian style”. La cosa più saggia è coprirsi come dei Sauditi come fanno loro quando guidano in mezzo al traffico. Saltiamo la visita al tempio Indu di Prambanan, a 10km da Yogya e rimandiamo a un’altra volta la visita del monte Merapi e delle spiagge a Ndrayanti e delle grotte vicine (qui servono almeno un paio di ore di viaggio, meglio usare la macchina o dormire a Ndrayanti). Abbiamo anche visitato il compound del Keraton, nel centro della città, dove vive il sultano locale con le sue migliaia di sudditi, pure questo molto interessante con diversi musei, esposizioni di foto e uno spettacolo diverso ogni giorno. Noi abbiamo assistito a un piccolo concerto di bravissimi pensionati che suonavano xilofono, percussioni, gong, angklung il tutto con ritmi armoniosi e una bravissima “vocalist” ottantenne. A Yogya abbiamo apprezzato molto il clima rilassato, i tantissimi studenti Indonesiani, e frequentato sia il palco con un concerto di 3 giorni in fondo a jl Malioboro, sia il ristorante-bar Legend vicino alla stazione sia la pizzeria Nanamia dove si possono fare belle conoscenze. Come locali notturni abbiamo trovato solo il Republika dentro l’hotel Indra Garuda sulla Malioboro, frequentata da stranieri e mignotte locali, ma anche l’Oxigen e un altro pub sulla stessa strada (una traversa della Malioboro) con un minimo livello di animazione e qualche bella ragazza locale spesso accompagnata.
    Jakarta: La capitale è una città enorme, che con i sobborghi limitrofi arriva a 28 milioni di persone! A differenza di Bangkok non esiste un sistema di trasporto pubblico efficiente, questo significa che il traffico assurdo (ogni anno vengono immatricolate 200.000 nuove auto…) e continuo è parte integrante della vita di chi ci vive. Qui la gente per andare a lavorare o studiare si alza 2-3 ore prima, negli orari di punta o nel week end le auto costituiscono una fila continua e gli stessi onnipresenti motorini non riescono a infilarsi da nessuna parte. Se poi si capita nella stagione delle piogge, che va da Novembre a Febbraio, interi quartieri di Jakarta (poco saggiamente costruita su una zona paludosa sotto il livello del mare), interi quartieri come Kemang finiscono sotto l’acqua e il traffico, lo smog e il bordello aumentano a dismisura. Spesso mi sono chiesto se il tasso di tumore ai polmoni degli abitanti di Jakarta non sia superiore alla media mondiale. Questo significa che conviene arrivare e partire FUORI dal weekend, significa che la scelta del quartiere in cui alloggiare diventa una scelta STRATEGICA, significa che se abiti a Jakarta devi assolutamente fare un week end fuori città ALMENO una volta ogni 15gg altrimenti impazzisci. Tanto per darvi un’idea, ho impiegato circa 1 ora e mezza per volare da Makassar a Jakarta e 2 ore e mezza per arrivare dall’aeroporto fino al quartiere di Kemang. La prima volta siamo stati al Fave Hotel di Kemang che è considerato il quartiere della movida di Jakarta. L’aspetto positivo era che appena usciti dall’hotel avevamo a disposizione un numero quasi infinito di club, bar e ristoranti, la cosa negativa di Kemang è che siccome c’è un flusso ENORME di gente che arriva a kemang da altre zone, non c’è modo di spostarsi fuori dal quartiere (usare un mototaxi comporta una bella scarica di adrenalina e talvolta a rischiare la vita), inoltre la maggior parte delle ragazze che uno può conoscere vivono in altre areee di Jakarta e saranno le prime a rifiutarsi di incontrarvi nel vostro hotel durante il week end, perché sanno bene quante ore ci metterebbero e quanto gli verrebbe a costare il taxi. La seconda volta sono stato al Take’s Mansion Hotel (circa 30 euro a notte per una camera doppia con colazione), a Tanah Ampang, di fronte alla Bank of Indonesia. Questa mi è sembrata una ottima sistemazione sia come hotel, splendida piscina al 6 piano,wi-fi perfetto, ottima colazione e personale cortese e DISCRETO (anche qui come in Indonesia, una volta saldato il conto, puoi portare in hotel anche 3 ragazze alla volta, “tidak apa-apa”, No problem!). Sia come posizione, infatti ci troviamo vicino al centro finanziario di Jakarta è, facilmente raggiungibile un po’ da tutti gli altri quartieri, piccola zona residenziale e tranquilla, nelle vicinanze ci sono diversi locali come The Immigrant, X2, l’rish pub Mollie Malone, il centro commerciale Sarinah con il fantastico centro massaggi Ori, 2 parrucchierie, un cambio LADRO,un supermercato e poco più distante (15.000 IDR di taxi ) il Gran Indonesia, centro commerciale mostruosamente grande con multisala, ristoranti e quant’altro, e il Plaza.
    Di cose interessanti da vedere ce ne sono davvero pochine, il porto ha poco o niente di interessante, Ancol dove c’è un parco acquatico idem, a circa 1 ora di treno dalla stazione di Pazar Baru c’è il parco di Bogor in cui abbiamo passato una bella giornata in mezzo a tante famiglie Indonesiane curiose e amichevoli nei nostri confronti, il Flea Market in Jl. Surabaya. Per il resto a Jakarta si viene per fare business , per gestire una qualche attività oppure per godere della vita notturna e agganciare qualche bella pupa locale. Insomma città davvero brutta e incasinata (molto più affascinante Bangkok) ma decisamente divertente!
    Altri Luoghi di Interesse in Indonesia:
    Ce ne sono tantissimi, a me viene in mente tra le varie isole Karimunjawa a poche ore di traghetto dal porto di Jepara, ma anche isole come Banda, oppure Togean a 1 giorno di traghetto da Garompalo sull’isola di Sulawesi, o l’isola di Ora a Flores ma anche la bellissima Raja Ampat, vicino a Sorong a west Papua, oppure il Krakatoa , vulcano estinto che nel secolo scorso fu protagonista di una spettacolare eruzione i cui effetti si fecero vedere in tutto il pianeta. Dicono sia molto bella anche Timur Leste divenuta indipendente da diversi anni. A Java c’è anche il parco di Ujung Kulon oppure il monte Bromo, ma anche la città di Malang.
    Donne: ho trovato le donne Indonesiane mediamente carine con alcune, poche.., perle di bellezza tuttavia le ho apprezzate infinitamente di più delle Thailandesi tanto per fare un esempio. Spesso queste ragazze parlano un ottimo inglese, sono sempre molto simpatiche, estremamente spontanee , naturali (talvolta si lasciano i baffetti che hanno fin dalla nascita…non che la cosa mi entusiasmi ehehe) e dolci. Sono anche piuttosto timide e anche in Indonesia bisogna rispettare una certa etichetta ed evitare effusioni in pubblico. Spesso abbiamo provato ad approcciare ragazze che lavoravano come hostess/commesse o impiegate nei centri commerciali, ma queste ultime si sono sempre tirate indietro per timore di essere viste dai loro capi o forse perché non è quello il modo di fare. Poi in privato è tutta un’altra storia, spesso sono dirette e audaci, disinibite al massimo, pompinare da paura, però bisogna capire come comportarsi e nel poco tempo a disposizione ho avuto l’impressione che Jakarta sia il posto migliore dove conoscere. A Yogyakarta ci sono tantissime studentesse e turiste, non c’è alcun problema a fermarle, conoscerle ma poi non sempre ti danno il numero di telefono e anche quando riesci a portarle in hotel bisogna sudare le proverbiali sette camicie. Molto utile si è rivelato cominciare a coltivare dei contatti su Tagged (o su DIA) prima di arrivare, ancora meglio è stato Wechat usato dall’amico Valerio. Anche qui il tasso di riuscita è decisamente più alto a Jakarta e comunque anche li, nel breve periodo non si può certo pretendere di conoscere delle modelle. Io non ho mai avuto uno smartphone per non diventare schiavo delle chat 24 ore al giorno (camminavamo e V era in chat, visitavamo e V era preso dalla chat, facevamo massaggi e lui sempre su Wechat….due palle) MA la sua utilità è indubbia anche per evitare quella prima fase nella quale la ragazza può sentirsi in imbarazzo perché il nostro approccio è sbagliato. A Jogja Valerio alla fine è riuscito a conoscere, con wechat, e trombare una bella studentessa mentre io ho conosciuto una bella ragazza 21nne 168cm al Malioboro Mall. L’ho portata in hotel salvo scoprire che non sarebbe MAI entrata in camera e che nonostante i suoi 3 ex Boyfriends, non aveva MAI baciato un ragazzo sulle labbra. Detta così sembra una cazzata, una assurdità, e invece tutto vero, queste sono cose che si sentono a pelle e vi assicuro che la sorpresa e l’ammirazione per cotanto esempio di purezza (caso assolutamente NON isolato in Indonesia) è stata infinitamente superiore alla delusione dell’occasione persa. A Bandung situazione molto deludente sia nei locali che nelle chat, ma come detto immagino che il grosso della movida abbia luogo nel fine settimana. Infine a Jakarta appena accendi Wechat vieni tempestato dalla ragazze online, e comunque anche contatti precedentemente trovati su Tagged si rivelano ottimi con ragazze tranquille, decise e assolutamente disposte a deliziare il “regale augello italico” ehehehehe. Va detto che la conoscenza del bahasa Indonesia aiuta moltissimo a vincere la loro timidezza, mi sarebbe piaciuto fare due chiacchiere con qualche expat ma non ne abbiamo avuto la possibilità. Per gli amanti delle PRO non c’è alcun problema, la prostituzione è ampiamente accettata e diffusa in qualsiasi città Indonesiana e gli stessi locali sono dei gran puttanieri (ampia scelta anche di travestiti “waria”…per gli amanti del genere ehehe). Te le propongono in strada, nell’hotel, insomma se la serata prende una piega sbagliata con poche centinaia di migliaia di IDR la si raddrizza senza alcun problema;)
    Cosa Mi è piaciuto dell’Indonesia: il cibo; anche se esagerano un po’ col fritto e col piccante, è buono e vario, il paesaggio semplicemente stupendo, le isole molto belle, gli Indonesiani assolutamente fantastici, l’ambiente sicuro e senza pericoli di sorta e le ragazze dolcissime, comprese quelle che indossano il velo.
    Cosa NON mi è piaciuto: Il traffico onnipresente praticamente ovunque, l’inquinamento mostruoso che auto e motorini creano, il pericolo di guidare un motorino o di attraversa una strada in cui sembra non esserci legge alcuna, l’abitudine di far pagare ai “Non Local” biglietti di ingresso a parchi e musei che sono 10, 15 anche 20 volte più cari di quelli riservati ai Locals (un po’ come se gli italiani pagassero 20 euro per entrare al Colosseo e tutti gli altri 400!!!).
    Conclusioni: Come mai l’Indonesia è quasi “invisibile” agli stranieri??? Forse perché viene considerato un paese abitato da pericolosi estremisti islamici. Mi sono anche chiesto se fosse un buon paese dove andare a vivere. Qui bisogna considerare diversi fattori come il tempo perduto in mezzo al traffico, l’inquinamento (soprattutto a Jakarta, Surabaya e nelle grandi città) e la corruzione, diffusissima, come confermato dalle mie amiche. Ogni volta che si ha bisogno di un documento bisogna ungere, allungare qualcosa, si parla di cifre non elevate, ma al solito se c’è di mezzo un “bulè”, uno straniero, allora la tariffa cresce. Altra cosa, un po’ come molti di voi sanno per altri paesi asiatici, anche qui non puoi avere il doppio passaporto, o resti con quello tuo oppure prendi quello Indonesiano, inoltre la maggior parte di attività e terreni non possono essere intestate a uno straniero quindi bisogna intestarlo a un prestanome procurato dal notaio oppure a una eventuale moglie Indonesiana. Un ragazzo Australiano gestisce con la Indo moglie un pub, Exigen, a Yogya, e ci raccontava che aveva intestato l’attività alla moglie per pagare meno tasse aggiungendo che in ogni caso lo straniero non può lavorare personalmente nell’attività ma solo istruire il personale. Ci diceva anche che non ha mai dovuto allungare soldi alla polizia ma, questo si, tenere buoni rapporti con comandanti e funzionari locali, offrendo da bere, da mangiare, regalie e simili. Spesso non ci sono leggi scritte sull’orario di chiusura per cui aggiungeva che bisogna cercare di stare in buoni rapporti con i vicini.
    Dovendo fare un confronto mi viene di pensare alla Thailandia come a un bel ristorante sempre pulito, efficiente, col personale che DAVANTI ti sorride (ma in realtà gli stai sul cazzo e ti sopporta solo per i denari che porti) mentre l’Indonesia è una piccola osteria, magari non sempre in ordine, non sempre pulitissima ma il cui cibo è decisamente più saporito, nel bene e nel male, e i sorrisi che si ricevono sempre onesti e sinceri!
    Per chi volesse approfondire potete leggere questi due libri: “The Wisdom of Whores” e “Indonesia etc.” entrambi in inglese ed entrambi scritti da Elizabeth Pisani.

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    Tusci ha scritto anche:




    • Grrrrrrrande Tusci! :yea
      Ti sei fatto attendere un po’ ma sei tornato con un bel racconto di viaggio anche informativo come non se ne vedevano da un bel pezzo. :dreaming
      Bravo, Complimenti! :clap
      Devo dirti che ammiro molto la tua dedizione alla causa che ti porta addirittura a prenderti la briga di studiare la lingua di un paese così…questo non è da tutti, per niente…sei forte!
      Gran bel posto dev’esser l’Indonesia…Mi piacerebbe visitarlo prima o poi. Ho un’amica olandese che è originaria di là e puntualmente ogni anno fa di tutto per convincermi ad andarci con o anche senza di lei… :bz

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 16 novembre 2014 at 8:02

      Anch’io ricordo com piacere gli idonesiani come tipi piuttosto simpatici e soprattutto i bellissimi sorrisi delle indonesiane, peccato che tendano ad avere l’anca bassa, a rovinare spesso tutto dalla vita in giú…
      Il bahasa indonesia di fatto é una língua abordabilíssima essendo stato creato piú o meno artificialmente nel secolo passato per funzionare da língua comune dello sterminato arcipelago: se non sbaglio é in sostanza un giavanese semplificato com elementi di olandese, arabo, cinese…insomma delle genti esterne che hanno avuto qualche influnza storico culturale sul paese.
      Dopo tanti anni qualcosa mi ricordo ancora..cose tipo: “saya cinta kamu” :Whis
      oppure “lipat di sini” dai sacchettini per il vomito negli aerei della “garuda” …mi par di sentirle ancora le hostess carinissime che portandomi da magnare mi annunciavano costernate “fish is finish” pronunciato sensa la “SC”…próprio: fiss is finiss :dreaming

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      • CCSP
      • CCSP

      • 16 novembre 2014 at 11:19

      Eggià, gran bel viaggio e gran bel Viaggiatore! :clap
      Jakarta è nel mio mirino da un po’ ed eventualmente farò tesoro delle informazioni!

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    • …ma poi che significa “Dari Mana Mister”? :-?

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      • piranha
      • piranha

      • 16 novembre 2014 at 14:54

      @Tusci,BRAVO,mille volte BRAVO,complimenti,per quel che mi riguarda sono questi gli scritti che preferisco,grazie per avermi avvicinato ancora di più ad un paese che non conosco,ma grazie a te ora ne so molto di più.Non mancherà l’occasione di visitare questo paese.Di nuovo i miei complimenti e ringraziamenti.Ebbene si signori piratacci,il signor tusci tre scritti e tutti e tre azzeccatissimi oltre che interessantissimi e attuali.

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      • dionisio
      • dionisio

      • 16 novembre 2014 at 16:05

      Grande egregio @tusci …… bel diario di viaggio ……. i miei complimenti e ossequi :youdaman
      Devo dirti che l’ho letto veramente con gusto ma sopratutto mi fa piacere che ti sei divertito ed hai fatto un bel viaggio ……
      Saluti caro

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      • luporosso
      • luporosso

      • 16 novembre 2014 at 18:14

      Bravissimo @tusci, bella descrizione.Anch’io sono stato vrie volte in Malesia e Indonesia, e sono d’accordo con te che conoscere la lingua non é troppo difficile (rispetto ada altri posti del SEA) e d´ça molti vantaggi
      Con il tuo permesso vorrei linkare un sito dove imparare Bahasa che mi fu molto utile:
      http://pgoh13.com/mycourse/

      Ah, a `proposito @LittleTruths, “Dari mana” vuol dire : “Di dove sei ? “

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    • Grande @luporosso ! :ar

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      • Sexplorer
      • Sexplorer

      • 16 novembre 2014 at 18:32

      ottima recensione !!

      e ha colto nel segno riguardo IL PROBLEMA dell’indonesia : e’ un bellissimo paese ma i trasporti sono un casino e col cazzo che ci si puo’ muovere in pace e in relax, Jakarta e’ un posto del tutto HOPELESS se ti devi muovere anche solo di 2km .. non so tra Jakarta e Manila chi sia messo peggio, direi Jakarta pero’.

      consiglio di usare solo l’aereo e il treno o son cazzi acidi li’, e di saltare in toto gli scam dei vulcani e il Borobodur che e’ prezzato a cifre ridicole.

      cioe’ e’ tutto uno scam in realta’ peche’ Java di attrazioni world-class non ne ha manco una in realta’ … non fatevi fottere da quei maledetti.

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      • Sexplorer
      • Sexplorer

      • 16 novembre 2014 at 18:37

      sulle indonesiane : esperienza simle anche per me, io non uso siti di dating ma le girls ci sono eccome in giro basta drizzare le antenne ovvio che non e’ easy come altrove, il problema casomai e’ che i turisti hanno rovinato la piazza e le girls chiedono cifre ben al di sopra del loro reale valore di mercato, a Sanur ho scopato per 20$ una che bahhh ne valeva 5-10$ in realta’ … altre nei bar chiedevano 50$ perfino, dei cessi tra l’altro .. idem a Kuta e Semyniak per via di sti cazzi di australiani certe chiedono anche 100$ o ci provano … ci ritornero’ con calma comunque questo era il mio primo trip in Indo giusto per vedere che aria tira … tranquillamente potrei starci a lungo comunque ma dovrei avere la mia moto, non e’ pensabile doversi affidare alla mafia di tassinari e compagnia bella o peggio ancora ai bus e ai treni.

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      • Sexplorer
      • Sexplorer

      • 16 novembre 2014 at 18:43

      parere mio e’ un ottimo posto per trovarsi una morosa free, mentre per le pay meglio andare nei soliti posti …

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    • Ragazzi non so che dire, vi ringrazio tantissimo per gli aprrezzamenti su questo modestissimo racconto:) La lingua malese ha preso in prestito molto dai colonizzatori inglesi, mentre l’Indonesiano ha fatto lo stesso con l’olandese. Kantor Pos significa ufficio postale e sembra che Kantor anche in olandese significhi ufficio, poi essendo un paese a maggioranza musulmana troviamo parole come Dunya che vuol dire Mondo. Grazie a Luporosso, andrò a vedere il sito consigliato. Non ho verificato di persona le tariffe delle zokkole locali, immagino che quelle che frequentino locali alla modA come L’IMMIGRANT, abituate ad avere a che fare con i Bulè, chiedano cifre ragguardevoli, ma 50 o 100 dollari li darei SOLO per una strafiga…e di quelle ne ho viste POCHISSIME.Il prezzo giusto per una Indo-mignotta, secondo me, è intorno ai 2-300.000IDR ossia dai 14 ai 21 euri! Come sempre l’importante è imparare a conoscere bene i posti, sono sicuro che Jakarta, nella sua enormità, ha di tutto e per tutte le tasche. Tenete a mente che se non avete amici locali leali e onesti al vostro fianco, spessissimo vi verranno chiesti il doppio e il triplo che ai locali (CONFERMO: il Borobudur non vale i denari chiesti a NOI stranieri…altrimenti ad Angkor Wat dovrebbero chiedere 1000 euro!)quindi bisogna pian painino imparare le tariffe corrette. In ogni caso se si ha voglia di perdere/investire un po’ di tempo in chat e cazzate varie, potete scopare free (certe volte l’amico Valerio non gli pagava un cazzo, niente taxi, niente cena, niente di niente insomma)tutte le sere o quasi a Jakarta. Ovvio bisogna che veniate a dei compromessi “qualitativi”. Io sono un romanticone e una volta trovato 2 o 3 tipe che mi garbano, le faccio venire a rotazione investendo in qualche cenetta o uscita al cinema. Forse a Manila ci vado a Gennaio così saprò dirvi quale delle due è più incasinata. Per la cronaca un volo jakarta- Yogyakarta costa sui 25 euro a tratta, quindi potete spostarvi col volo verso le maggiori città di Java, però secondo me, sul treno o nei bus potete vivere delle b elle esperienze e conoscere più a fondo il paese.

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      • Matt
      • Matt

      • 17 novembre 2014 at 1:01

      Bel viaggio e bel report @tusci, io sono stato a Jakarta, Bandung, Semarang, mi sembrava ieri ma dopo aver letto il tuo racconto ho controllato: diciotto anni fa! Mi ricordo le piantagioni di té tra Jakarta e Bandung, e il fatto che Bandung era una volta detta la Parigi di Giava (Parijs van Java). E le industrie tessili che visitavo, circondate dalla vegetazione lussureggiante. Sono poi tornato altre volte, l’ultima una decina di anni fa, a Jakarta i grattaceli spuntavano in mezzo alle baraccopoli ma il traffico non era ancora tremendo.

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      • blackfox
      • blackfox

      • 17 novembre 2014 at 10:02

      Bellissimo racconto!!! Ho “sfiorato” Jakarta a luglio, volevo farci un saltino, ma @Zest mi ha convinto a dissuadere causa stagione non propriamente adatta… sicuramente aveva ragione lui.
      Non ho accantonato l’idea ed il tuo racconto ha solo aumentato la mia voglia di scoprire l’Indonesia… bravo! Complimenti! Hai scritto proprio una bella “guida”! :clap

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      • piranha
      • piranha

      • 17 novembre 2014 at 11:54

      @luiporosso,come và,dacci qualche notizia in più di te.Ciao compare e sempre in culo alla balena,non mi oso dire in bocca al lupo :rotfl :rotfl
      è sempre un piacere sentirti,ciao.

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      • onegold
      • onegold

      • 18 novembre 2014 at 23:32

      bella rece, anche io latito a colpa dei blocchi internet in azienda!!!

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      • Zest
      • Zest

      • 18 novembre 2014 at 23:43

      @Tusci

      bellissima rece, completa, esaustiva, e sono sicuro che se vai nelle Phils, ti divertirai pure se saprai prendere il paese e il suo popolo nello spirito giusto. Per divertirti ti consiglio Manila (Makati) e AC , per il mare Boracay, ti consiglio queste due localita’ visto che e’ la tua prima volta , altrimenti ti avrei detto cebu e davao, ma non e per tutti, bisogna muoversi bene da quelle parti e conoscere i posti da frequentare ;-)

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    • Grazie ancora, appena mi sarò deciso a comprare il biglietto (ancora non so se fare scalo a Bangkok, Jakarta o arrivare direttamente a Manila)vi chiederò info e suggerimenti, soprattutto a un esperto come te @Zest

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      • CCSP
      • CCSP

      • 19 novembre 2014 at 11:58

      http://www.news.com.au/entertainment/tv/sbs-dateline-journalist-patrick-abboud-granted-access-to-indonesias-sex-mountain/story-e6frfmyi-1227127367431

      Ho visto un documentario qui in Australia, proprio in questi giorni a riguardo…
      L’ amico @sexplorer qui ce lo vedrei bene! :-))

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    • Bravo @tusci, bel report, dovevo andarci l’anno scorso ma poi è sfumato. Non esitare ad aggiungere altre foto, soprattutto del mare. :clap :clap :clap
      sul volo da prendere, pare che andando a Kuala Lumpur e poi spostandosi con AirAsia siano prezzi più bassi rispetto al viaggio diretto, non so se è quello che hai fatto tu.

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      • Zest
      • Zest

      • 20 novembre 2014 at 0:51

      @Tusci

      intanto ti consiglio di andare alla sezione Filippine e leggerti un po’ di topic, ce ne sono abbastanza per farti un idea generale del paese, e che tipo di vacanza potresti passarti li, adottandolo a tuo uso e consumo, poi se hai altre domande specifiche chiedi pure ;-)

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    • Certo @Zest non mancherò di documentarmi con le vostre preziose info.Grazie @Epicuro, io ho trovato un bel volo Emirates con 600 euro da Milano a Jakarta. Se si viaggia con AirAsia o altre low cost è importante avere un bagaglio UNICO e non troppo grande, in effetti sto cercando di capire dove fare scalo per poter passare qualche giorno anche a Bangkok e a Jakarta, nonostante Gennaio e Febbraio siano nel pieno della stagione delle piogge.

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    • Vi metto qui un’altra foto marina:

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    • Bellissime foto Tusci! :dreaming

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 20 novembre 2014 at 14:16

      :dreaming :dreaming :dreaming :clap :clap :clap

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      • dionisio
      • dionisio

      • 20 novembre 2014 at 14:40

      :doubleup :doubleup :clap :clap

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    • Va benissimo allora @Tusci, da Lione veniva sui 1000 euro quindi non conveniva, a questo prezzo è ottimo.
      Bellissime le foto ;;) l’assenza di persone acuisce la misticità del posto, nella seconda foto si vede l’altra parte della spiaggia dove c’è la foto tua, come si vede dalla costruzione rossa ;;)

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    • Ho trovato un volo per Manila a 500 neuri con i sauditi…che ne pensate?Ci avete mai volato?

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    • …”sauditi” chi, Air Quaeda? :dreaming

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      • dionisio
      • dionisio

      • 20 novembre 2014 at 22:59

      Di questi tempi …… vista che il monopolio del terrorismo e’passato all’ i.s.i.s. a loro e’rimasto il vecchio sogno di aprirsi una compagnia aerea …… :D

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      • Zest
      • Zest

      • 20 novembre 2014 at 23:22

      @Tusci

      controlla Oman, Ethiad, Qatar airways e Emirates, queste sono le 4 compagnie che fanno buoni prezzi dall’Italia per Manila ed il servizio e’ ottimo.

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      • xaus
      • xaus

      • 26 novembre 2014 at 0:32

      cari sciamannati, con le compagnie saudite Emirates , Qatar Airways andate sul sicuro e i prezzi sono i più bassi del mercato.
      Per l’Indonesia, vorrei segnalare a quel rafagano di Epicuro, che Emirates ha tariffe ottime ma transit time a Dubai di circa 8 (otto) ore.
      Portati un DVD di “così fan tutte”…..

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    • :)) Gràzie càro Xaus, in effetti àvevo guàrdàto dà Lione, mà il bràvo Tusci hà dàto delle ottime indicàzioni.
      Ricordo le tue belle recensioni in Indonesià, tuo pàese di àdozione, le migliori insieme à quellà di Sborrànte :))

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