• La Thailandia e’ come un Luna Park, finiti i gettoni la giostra si ferma…

    Faccio Pubblica ammenda, se non sono stato attivo, qui su PV, ed e’ per questo che voglio rendere omaggio a tutti voi ed in Primis a Gianni, per il suo encomiabile lavoro che sta portando avanti qui.

    Questo e’ un racconto che scrissi tanti anni fa’, erano le memorie del mio primo viaggio in terra thailandese, di un ragazzino appena 18enne, non stupitevi di tutti gli errori grammaticali , visto che l’avevo buttato di getto su un diario, per poi trascriverlo su word sul mio pc. E’ un po’ lunghetto da leggere , quindi spero che non sia troppo noioso per voi ;-)

    Un abbraccio a tutti, e Buon Natale miei prodi Pirati di mille mari :-)

     

    Il mio primo viaggio in Oriente fu quello che mi cambiò radicalmente la mia vita, prima di allora le mie vacanze erano per lo più indirizzate qua in Europa: Spagna,Francia,Grecia,Croazia,Italia, insomma ,ancora non sapevo nulla di ciò che da li a poco mi diede la consapevolezza che esisteva un paradiso chiamato Thailandia.

    Era il 1989, per l’esatezza il 10 settembre, uscivo da un rapporto un po’ burrascoso con la mia Ex_fidanSata italiana, è così una calda sera d’estate ero alle panchine (un ritrovo della mia compagnia) con dei miei amici, ognuno parlava del più e del meno, mentre io che ancora non avevo fatto le mie vacanSe quell’anno per via del lavoro, mi misi a parlare di programmi ,ma soprattutto di fare un viaggio che mi avrebbe dato un bel ricordo, in quella conversazione, altri 2 miei amici presero parte e così viaggiando un po’ con la fantasia, ci domandammo: perché non ci facciamo un paio di settimane via dall’Europa ?

    Tra una canna e l’altra e le birre che in quel momento scorrevano a fiumi, prendemmo in considerazione l’idea di andare a Cuba, no Cuba no, e così allora optammo per il Venezuela, no il Venezuela no, cazzo ma allora qua la scelta si fa difficile mica da ridere, intanto già mi stava venendo il nervoso a mille per il fatto che si stava partendo con le indecisioni, io essendo un tipo già più pragmatico e diretto nel prendere le decisioni, domandai tra me e me, chissà come deve essere l’Oriente ?

    Tempo fa una persona, un mio conoscente che abita vicino a casa mia tornò dalla Thailandia parlandomene un gran bene, mi disse che le persone erano tutte gentili, sempre con il sorriso, ma soprattutto che le ragazze erano predisposte ai rapporti interpersonali con gli stranieri, che faceva sempre caldo e che il mare era stupendo in cui ci si poteva specchiare la faccia in quel acqua così cristallina, ero tutto estasiato da questi discorsi, era la destinazione perfetta per un tipo come me. C’era anche da dire che oltre a queste piccole generalità, lui non mi disse nient’altro, praticamente mi aveva fatto capire che solo con un po’ di simpatia e savoir fair, si poteva cuccare alla grande, rendetevi conto che a quel epoca non esistevano ne forum, ne info da attingere su internet, riguardo ad eventuali fregature e modo di porsi con i thai.

    Cosi mi balenò l’idea di proporre questo viaggio ai 2 miei amici,…mi guardavano un po’ straniti, si fecero due risate e mi dissero :  come cavolo ti è venuta questa idea ? La Thailandia ? come facciamo con la lingua ? Cosa si mangia ? Come sono le orientali, saranno mica come i cinesi ahahah ?

    Andammo avanti una settimana a parlare di sta  Thailandia, io intanto ero sempre in contatto con questa persona che era appena tornato da questo viaggio, in uno dei suoi innumerevoli viaggi in quel paese, e cercavo di saperne un po’ di più, ma quel figlio di una buona donna mica mi aveva detto come funzionavano le cose, sul pagare le ragazze che lavoravano nei bar ,nooooooooo , ora che ci ripenso lo ha fatto apposta per vedere la mia reazione al ritorno di questo incredibile viaggio…..

    La settimana prima di partire, andammo in una agenzia viaggi vicino casa nostra, convinti al desk chiedemmo 3 biglietti andata e ritorno partenza 10 Settembre con ritorno il 29 settembre, il tipo già ci guardo un po’ strani, nel senso che; “altri 3 giovani con gli ormoni a mille che vogliono andare in Thai”, noi non sapendo ancora nulla di ciò che ci stava aspettando facemmo finta di niente, ci diede in mano i biglietti e con un bel sorriso ci disse: mi raccomando usate sempre i preservativi che in quel posto ci sarà da divertirsi alla grande, intanto pensai sempre a ciò che questo mio conoscente mi diceva riguardo alle ragazze thailandesi…..

    Quella settimana non passò mai, dopo il lavoro mi incontravo alle panchine e parlavamo fino a notte inoltrata sui nostri progetti, su questo viaggio che piano piano si stava avvicinando sempre di più, nel frattempo altri amici erano tornati dalle loro vacanze estive di agosto, (io lavorai per tutto il mese di agosto,compreso questi 2 miei amici) e già si erano scassati dal post rientro, mentre noi belli ganzi e pieni di adrenalina in corpo ,un po’ li sfottevamo bonariamente, anzi erano pure invidiosi che sapevano dove ce ne stavamo andando, ci raccomandavano sempre di farci un report nei minimi dettagli, e noi si si , non vi preoccupate pure le foto faremo….così almeno li mettevamo nelle condizioni di renderli ancora più invidiosi più di quanto non lo fossero già.

    La notte prima della partenza, fu molto insonne per me, si lo devo ammettere, per me era la prima volta affrontare un viaggio così lungo, in un posto che per me era molto sconosciuto, pur essendo già abituato a viaggiare parecchio durante la mia adolescenza, mi sembrava che tutto quello che avevo fatto precedentemente si era azzerato, insomma questo viaggio era la compensazione di tutti gli altri viaggi che avevo fatto in giro per l’Europa.

    Beh Stavo dicendo che la notte prima non riuscivo a dormire, un po’ per l’attesa un po’ perché ero pieni di pensieri , un po’ avevo paura di addormentarmi e non svegliarmi più, che alla fine non so come ,mia madre la mattina dopo mi venne a scaraventare giù dal letto…. sono le 7.30 sveglia sveglia , cazzo alle 9 avevo appuntamento fuori dal portone di casa , ci eravamo dati il puntello a quel ora con i miei amici e dovevamo chiamare il taxi.

    Allora stavo dicendo ,si la sveglia, mi alzai di colpo come una sentinella al suono della tromba, mi feci una doccia veloce, supercolazione abbondante e controllai le ultime cose, il mio trolley ,documenti e soldi. Partii a quel epoca con circa 2500 dollari americani che erano una bella cifra per tre settimane, il bht a quel epoca lo davano a 23 bht per dollaro, insomma c’era da scialarsela alla grande, visto che parlando in termini di potere d’acquisto nel 89 costava veramente di meno rispetto ai giorni nostri.

    Uscii di casa con tutte le raccomandazioni del caso da parte di mia madre, stai attento, chiamami, fai il bravo, non spendere tutti i soldi, insomma la classica ramanzina che una madre fa al proprio figlio, manco andassi in guerra !! I miei amici erano già fuori che mi aspettavano con un paio di canne, miiiiiiiiiinkiaaaa iniziamo bene la giornata, eravamo tutti belli euforici ma anche stravolti , arrivammo a Malpensa verso le 10.30 il volo era per le 13.00, espletate tutte le pratiche di check_in ed imbarco aspettammo solo che ci chiamassero per passare la fatidica porta, quella che ti permette di prendere l’autobus per portarti sull’aereo.

    Continua….

    Ingenuamente, la settimana che andammo a fare il biglietto d’aereo c’erano parecchie offerte in termini di scelta, ma erano abbastanza alti, oltretutto noi volevamo aver più soldi possibili da tenerci in tasca e spenderceli in loco, optammo di volare con la mitica Aerflot, sapevamo che era solo una compagnia russa e basta. Il viaggio lo pagammo la bellezza di un milione e duecentomilalire, bei soldini allora, vabbè….

    Stavo dicendo, che la hostess dell’imbarco chiamò il nostro volo, prendemmo il bus nel piazzale del vecchio aeroporto di Malpensa, e piano piano ci avvicinammo davanti a questo aereo, oohh mioddio, e questo che roba è ? Noooooooooo ,non ci credevo era un vecchio tupolev sgangherato, minkia quel bastardo dell’agenzia mica ci aveva detto che volavamo con uno scatafalcio del genere, salimmo la scaletta dell’aereo e vidi che tutte le poltrone erano usurate, la plastica che avvolgeva gli interni erano tutti mezzi rotti, niente schermi, niente di niente , insomma qua mi aspettavano quasi 5 ore di volo, da Milano a Mosca.

    Il viaggio di per se non fu tanto tragico, un po’ scomodo quello si, il mangiare anche quello un po’ scadente, ad ogni modo arrivammo verso le 8 di sera (compreso di fuso orario) e bisognava aspettare la coincidenza dell’altro aereo per Bangkok che era a notte fonda, verso le 3 del mattino. L’aereoporto di Shermetyevo era di uno squallore incredibile, niente negozi, quei pochi che c’erano erano tutti chiusi, il bar idem, per fortuna un mio amico portò con se una bottiglia di Sambuca e così passammo queste ore interminabili ad aspettare, bevendo e fumando sigarette a tutto spiano.

    Arrivò l’ora della coincidenza ed intanto pensavo ,chissà che  aereo ci aspetta di nuovo ?
    Invece no, l’aereo era veramente bello e moderno un boeing 747 ,la nostra fortuna fu che l’aereo era mezzo vuoto, e così mi presi tutta una fila centrale di posti, 4 posti tutti belli per me, mamma mia, non ci credevo dopo il viaggio che avevo fatto su quel Tupolev.
    Bene arrivammo a Bangkok al Dong Muang belli rilassati , dopo aver mangiato e bevuto come forsennati sul aereo e fatto una bella dormita anche, eravamo tutti e tre belli freschi, pronti per affrontare questa indimenticabile vacanza.

    A prima vista il Dong Muang ci sembrò di una grandezza impressionante una volta scesi dall’aereo seguimmo tutta sta marmaglia di gente che andava in un’unica direzione, tra me ed i miei amici ci dicemmo, seguiamo dove  vanno, e così ci trovammo davanti ad una fila di banchetti dove far vidimare il passaporto, scendemmo giù le scale e andammo ai tapis rulant per prendere le nostre valigie, intanto pensavamo; speriamo che non si sia perso nulla, e così fu. Ci fiondammo subito ad un exchange Office e cambiammo subito 100 dollari a testa, che ci furono cambiati a circa 2300 bht un sacco di banconote in mano avevamo.

    Intanto che raggiungevamo l’uscita dell’aeroporto, ai 2 lati delle transenne c’era una cifra di gente, ragazze thai , ma anche un sacco di uomini ben vestiti con i loro cartelli in bella vista con i nomi degli hotel oppure di qualche mr John, mr Parker, mr Stevenson etc..etc…la cosa si stava facendo sempre più elettrizzante erano circa le 4.30, 5,00 del pomeriggio, quando varcammo l’uscita , l’impatto fu devastante, credetemi, una cosa che solo voi potete riuscire a capire, quel caldo ed umido asfissiante allo stesso tempo, un odore nell’aria che mai avevo sentito in vita mia e poi centinaia di taxi , una cosa che mai avevo visto ,tutti in una volta sola.

    Qua il discorso iniziava che da quel momento tutto era nelle nostre mani, il nostro piccolo bagaglio di esperienza in fatto di viaggi precedenti ma ancor di più ,non ci dovevamo far fottere dai tassisti ,in quanto avevamo una certa idea che dicendogli dove portarci ,questo qua ci avrebbe portato chissà dove. Prendemmo la Toll way e ci sbalordimmo di vedere quanti grattacieli nel nostro percorso, tutti illuminati , grandi billboard ed insegne luminose si facevano sempre più corpo nel nostro tragitto, uscimmo in direzione Din Daeng e ci trovammo in Sukhumvit.

    Avevo un indirizzo che questo conoscente mi lasciò, un hotel in Sukhumvit soi 27 eravamo vicino ad Asoke, quindi zona strategica, ma quando arrivammo , la sfiga voleva che l’Hotel era full booked, ed ora cosa si fa ? questa proprio non ci voleva, non conoscevamo una beata minkia, la città che ci sembrava così grande da poterla affrontare a viso aperto , che ci mettemmo per grazia di dio nelle mani del tassista che intanto lo intravedevamo aveva il mezzo sorriso tra le labbra…..

    Continua….

    Cosa si fa, cosa non si fa, il tassista che ci aveva accompagnato all’Hotel era sempre la che ci aspettava con quel aria di chi ci voleva scarrozzare chissà dove…bene patti chiari amicizia lunga, gli spiegammo bene la situazione, in cui volevamo un bel Hotel a prezzo modico, ok saliamo sul taxi, giriamo e giriamo e intanto il tassametro scorreva sempre di più , il nostro inglese o meglio il mio inglese a 18 anni era abbastanza grezzo, ma bene o male riuscivo ad intavolare un discorso ,il fatto era che questo non capiva nulla, così gli dicemmo di fermarsi e andarsene affanculo con un bonus di 100bht, non si capiva dove ci volesse portare, e tanto più si stava girando a vuoto.

    Arrivammo nei pressi della New Phetburi rd , prendemmo per la prima volta il tuk tuk e spiegammo al conducente, che eravamo stanchi ed avevamo bisogno di un Hotel alla svelta dove posare le valigie e farci una doccia, arrivammo dunque davanti al Prince Hotel in una soi della New Phetburi, per fortuna che a sto giro c’erano camere libere , e ne prendemmo una tripla la prima notte (alimortacci nostra, il più grande sbaglio che facemmo) pagammo la bellessa di 400bht, però la camera si presentava bene, bella grande e ariosa, la prima cosa che feci mi buttai 10 min sul letto, dopodiché subito in doccia e così anche i miei amici.

    Scendemmo giù nella hall e gironzoliamo per un tour perlustrativo, e con grande sorpresa notammo che l’Hotel aveva pure una piscina, piccola ma c’era.

    Bene che si fa? Dove si va? Eheheheheh, ok andiamo a mangiare ,si ma dove ? bel rebus si prospettava, optammo per il quartiere di Yaowarat, il cosiddetto quartiere di Chinatown, stikazzi, una folla sovraumana per strada ed un infinità di ristorantini all’aperto oltre ad una miriade di bancarelle che facevano da contorno, insomma un grande mercato in cui noi giovani sbarbati camminavamo con il sorriso stampato in faccia talmente era tutto bello, anche la monnezza che si vedeva per strada ,quell’odore di fogna che sovrastava nell’aria era tutto bello per noi, cazzo eravamo a Bangkok, nella città degli angeli, la città del peccato, non mi sembrava ancora vero…..

    Entriamo in una soi perché ci eravamo fatti attirare da una bella insegna grande e luminosa con la scritta Restaurant, bene proviamo questo, tanto o uno o l’altro, per quello che ne sappiamo va bene lo stesso.

    C’erano un sacco di tavoli all’aperto uno attaccato all’altro e tanti thai che mangiavano, bene ,cominciamo a calarci in questa loro realtà , gli unici farangs in mezzo a loro, a prima vista nella mia ingenua ignoranza mi sembravano tutti cinesi, infatti avevo ancora questo stereotipo nel mio immaginario collettivo, non riuscivo a notare la differenza tra thai o cinesi o filippini, insomma i film sull’oriente che vedevo in tv , mi avevano distolto quello che erano i tratti somatici di queste persone, scambiandoli per tutt’altro che non thailandesi.

    Che sballo la prima cena in questa città, ordinammo senza capire  cosa ci portassero, se la memoria non mi inganna fu: un fried rice accompagnato ad una zuppa di curry e delle portate di verdura cotta mista al vapore, ma la fame era ancora tanta che ordinammo una bella frittura mista di gamberi e calamari, il tutto innaffiato con la birra, cazzo quante bottiglie di birra ci scolammo, in un paio d’ore forse una dozzina in 3 ,si ma quelle da 66cl !!

    La cosa che ci venne subito all’occhio fu comunque il traffico pedonale delle persone, migliaia e migliaia di persone ,tutte indaffarate a far che cosa non sia sapeva, ma comunque sembravano molto occupate a non fare nulla.

    Intanto a tavola già si parlava sul da farsi e dove andare dopo cena. Io avevo solo un nome in mente, PATPONG !!!

    Infatti le uniche dritte che avevo ricevuto prima di partire era l’indirizzo dell’Hotel che si rivelò full booked ,e poi il nome di questo quartiere, questo mio conoscente me ne aveva parlato di un gran bene dicendomi che nei bar le ragazze ballavano sulle pedane attaccati a dei pali cromati ed erano mezze nude, solo questo mi aveva detto e nient’altro.

    Quindi ora voi potete capire che andando in un posto come la Los sensa sapere niente di niente ,ad un età che e quella che si è appena finiti di bere il latte, potete immaginare l’impatto che poteva avere su 3 ragazzi diciottenni questo distretto chiamato Patpong.

    Bene finito di mangiare chiamiamo un taxi e gli diciamo in quale direzione ci doveva portare, scandimmo a lettere cubitali la parola PATPONG ,perché volevamo che il tassista fosse sicuro di capire dove ci doveva portare, così dopo alcuni kilometri, ci trovammo in una zona buia, per non dire fatiscente, non so neanche dove cazzo eravamo, il tassista ci disse che eravamo arrivati, li per li, non sapevamo se era il posto giusto, visto che mai ci avevo messo piede, ne mai avevo visto qualche foto di sto quartiere, ne tanto meno avevamo una piantina della città per capire effettivamente dove fossimo, beh scendiamo dal taxi dicendo se era il posto giusto e il tassista con un bel sorriso ci disse :siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii siete arrivati e ci indicò con l’indice del dito un bar che si trovava proprio di fronte a noi.

    Vabbè non immaginavo minimamente, che sto Patpong era un quartiere squallido, ma oramai eravamo qui e così senza perdere tempo, entrammo in questo locale.
    Appena mettemmo piede dentro, ci venne subito incontro un tipo tutto bello vestito elegante, che ci fece accomodare su dei divanetti, intanto notammo subito parecchie ragazze che si aggiravano per il locale, più alcune ragazze in bikini che stavano facendo uno spettacolino sul palco… non  credevo ai miei occhi, un bel lesbo show di quelli tosti a coppie di 2, mentre un’altra ragazza, si stava masturbando con un grosso  vibratore alternandosi ad infilare nella figa delle palline, stikazzi !!!

    Dove cazzo siamo finiti ??

    Ordinammo subito 3 johnny walker e subito vennero 3 tipe a sedersi vicino a noi, non erano fighe a onor del vero, diciamo che erano passabili, incominciammo in una piccola conoscenza; “come ti chiami, da dove arrivi, cosa fai, e la prima volta in Thai”, insomma le classiche domande di rito, intanto erano sempre la che guardavano i nostri bicchieri belli pieni e così da gentleman ci offrimmo da bere anche a loro.

    La serata stava iniziando a surriscaldarsi, tra un timido palpeggiamento ,una carezza sui capelli e dietro il collo, ci misi la lingua in bocca di prepotenza, pensavo tra me e me, casso qua si va a botta sicura.

    Intanto i drink aumentavano sempre di più e queste 3 ragazze ingurgitavano le loro birre come spugne, però eravamo presi in questo pomiciare forsennato, che in quel momento non ce ne fregava niente.
    In un primo momento noi, non sapevamo che queste ragazze facevano parte dell’arredamento del locale, ne tanto meno che lavoravano li, così io e i miei 2 amici chiedemmo se volevano continuare la serata con noi, loro sensa pensarci 2 volte dissero subito di si, vai si inizia bene la prima sera….eheheheh.

    Ordinammo il bill, e quando arrivò ci prese un colpo al cuore, c’erano delle voci che non riuscivamo a capire come per esempio il ladydrink ,che cavolo era sto ladydrink ? e poi c’era un’altra voce quale barfine, così chiedemmo delucidazioni in merito e il tipo quello vestito elegante che ci fece accomodare all’inizio ci spiego bene la situazione, in pratica avevamo abbordato 3 ladybar, si e vero a quel epoca eravamo troppo ingenui, e solo a ripensarci ora mi vien da ridere, tutti questi vocaboli a me sconosciuti ,piano piano si facevano sempre più in uso comune, durante il proseguimento di questa vacanza.

    Non mi ricordo bene la cifra che pagammo dentro questo bar, ma superava i mille bht abbondanti, tra la compagnia di queste ragasse e tutte le bevute, compreso il barfine. Una volta usciti, dal locale tutti brilli ed euforici, chiesi per curiosità, di nuovo il nome di questo  quartiere chiamato Patpong, e con grande sorpresa la ragazza che era con me ,disse che non eravamo dove pensavamo di essere ,ma bensì da tutta altra parte, insomma quel bastardo di tassista ci aveva fottuto, però alla fine senza far vedere troppo la nostra delusione ai loro occhi, facemmo finta di niente.

    Ad ogni modo eravamo lo stesso felici per la situazione che si era venuta a creare, instaurammo da subito un bel feeling, vuoi per la vacanza in se, vuoi perché eravamo in buona compagnia, che tutto il resto passò in secondo piano, come per esempio la fregatura che prendemmo dal tassista che invece di portarci nel distretto di Patpong ci portò da un’altra parte che a tutt’oggi non so ancora il nome di questo quartiere. Come avevo accennato prima non sapendo niente di niente, e non avendo con noi una piantina di riferimento, ingenuamente chiedemmo a queste ragazze se conoscevano un posto carino dove farci un altro drink, l’avessimo mai fatto !!

    Ci portarono in una specie di scantinato , che poi da li a poco venni a sapere che non era altro che le Thaerme , qua raga, c’erano un sacco di ragasse , ma pieno pieno ed anche parecchi farangs, tutti presi dai loro strusci, cazzo mi dico io, ma non potevamo venirci da soli, talmente quanta figa c’era ? L’ambiente era molto in stile Naif, con un fumo di sigarette incredibile, sembrava di stare in mezzo alla nebbia, e si respirava quel aria stile dopoguerra in stile Suzie Wong.

    Intanto la ragazza che era con me, si faceva sempre più disponibile, si faceva toccare come na maiala in calore , finche mi arrivò la fatidica frase: quanto sei disposto a darmi per passare la notte con me ? ingenuamente dissi; in che senso ? cazzo raga, ancora adesso che ci penso sto morendo dalle risate, non sapevo ancora nulla di come funzionava l’andazzo, ne tanto meno che avevo a che fare con una puttana, ma tant’è che feci 1+1 e mi resi conto come funzionavano i bar qua a Bangkok, quindi dovetti resettare il mio cervello e agire di conseguenza, insomma mi dovetti adeguare al mercato locale, fatto di bar, ladybar ,ladydrink,barfine e via discorrendo….

    Quella bastarda oramai mi aveva tirato talmente in mezzo, che non ci pensai 2 volte, solo che c’era un problema ,io non sapevo assolutamente quale prezzo pagare, non avevo punti di riferimento, nessuno mi aveva detto nulla a riguardo, poi non è che queste ragazze se ne andavano in giro con il prezzario in mano, diciamo che era tutta a discrezione nostra e loro se accettare o meno l’offerta proposta, e così senza pensarci 2 volte dissi vanno bene 300bht ? la ragassa si mise a ridere e mi fece capire che proprio non c’eravamo con la tariffa, allora le chiesi ,ok dimmi tu una cifra, mi disse con te tutta la notte 500 bht che erano circa allora 17/18 dollari. Sensa pensarci dissi va bene, andiamo….

    C’era un solo problema, io dividevo la camera con i miei 2 amici, ed anche loro si volevano portare le ragazze in camera, così ci spiegammo bene la situazione e con un po’ di titubanza iniziale accettarono il fatto che potevamo benissimo passare tutti e 6 una notte insieme.

    Arrivammo in Hotel che erano passate già le 3 del mattino, il ragazzo della reception ci disse dove stavamo andando con queste ragazze, noi simpaticamente dicemmo che le volevamo portare su in camera, lui con un cenno di dita ci fece segno 1, cazzo significa ? in poche parole ci spiegò che se volevamo portare su le ragazze dovevamo pagare ognuno 100 bht a testa come extra charge, in un primo momento pensavamo che ci voleva fottere, qua era tutto un pagare, oltretutto sensa sapere un emerito cazzo di come funzionavano le cose, potete immaginare come ci si sentiva, vabbè, dopo una piccola consultazione con i miei amici pagammo l’obolo.

    Salimmo su in camera ,per fortuna che i letti erano tutti divisi, quindi ognuno aveva la sua piazza e mezza a disposizione, le ragazze in un primo momento erano un po’ timide dalla situazione di fare sesso nella stessa camera, ma noi onestamente non ce ne fregava niente, volevamo solo scopare e basta, così per metterle più a loro agio spegnemmo le luci ed accendiamo solo le bat-jour piccole luci soffuse che ambientò meglio l’atmosfera.
    Dicemmo da subito di farsi una bella doccia, le mandammo tutte e tre insieme a docciarsi, uscirono dal bagno con gli asciugamani che le coprivano tutto il corpo, e si infilarono ognuna nei nostri letti sotto le coperte, casso che situazione surreale si stava venendo a creare, ma noi la cosa non ci sfiorava minimamente.

    Quella notte ci facemmo un sacco di risate, mentre scopavo, sentivo gli altri 2 miei amici con le loro ragazze, che urlavano ed ansimavano come pazzi, ogni tanto la mia curiosità mi faceva indirizzare il mio occhio verso anche le altre per vedere come se la cavavano a letto e capire se scopavano meglio di quella che avevo io tra le mani, ad un certo punto sensa farci capire da loro ,io ed i miei amici ci mettemmo d’accordo di scambiarcele, e così in un attimo di follia io mi fiondai nel letto di un’altra e loro fecero altrettanto, la cosa a loro non gli garbò molto, ma visto che erano già come dire in estasi e con una voglia matta, cazzo più cazzo meno, gli andò bene lo stesso, praticamente a rotazione ce le passammo tutte e tre, una libidine incredibile fu quella notte….

    Ci svegliammo verso mezzogiorno, e queste tre fanciulle ancora che dormivano, noi avevamo altri piani, innanzitutto, volevamo fare i classici turisti, ossia vedere Bangkok, e già avevamo perso mezza mattinata, quindi non c’era altro tempo da perdere, le svegliammo di fretta e furia e con una scusa dicemmo a loro che se ne dovevano andare via alla svelta, per il fatto che l’housekeeping doveva venire a rifare la nostra camera.

    Pagato il dovuto, ci docciammo ed uscimmo per andare a mangiare, dopo 4 trombate in poche ore la fame era tanta, dovevamo ricaricare le batterie.
    La giornata era un po’ nuvolosa, intanto che cercavamo un posto per riempire i nostri stomaci, entrammo per la prima volta in un 7/11 e comprammo una mappa di Bangkok, cosicché potevamo avere un idea sul da farsi.

    Infatti fu un ottima idea, in quanto c’erano segnati tutti i posti che si potevano visitare , dopo aver trovato una specie di ristorante thai, ed ordinato il menu, prendemmo visione di ciò che si poteva fare durante il primo giorno a Bangkok, e così finito di mangiare decidemmo di andare a vedere il Palazzo reale ed il Wat Pho , in cui si sottolineava c’era un Bhudda grandissimo tutto sdraiato , avevamo un po’ paura di prendere di nuovo il taxi, in quanto avevamo già avuto la sera prima una brutta esperienza, ma non potevamo fare altrimenti, e così ci dovemmo mettere nelle mani dell’ennesimo tassista mangiapaneatradimento , ma la fortuna volle che ci portò nei posti da noi indicati.

    Non sto a dirvi la sensazione di questa meraviglia architettonica , in quanto voi tutte conoscete di cosa sto parlando, eravamo molto soddisfatti di ciò che i nostri occhi vedevano in quel momento, casso però il Royal Palace era grande a girarlo tutto, ma piano piano riuscimmo nell’impresa, dopodiché fu la volta del Wat Pho anche la , rimanemmo soddisfatti, il tour fai da te, ci stava appagando in pieno, ci piaceva vedere cose che neanche sui libri di storia mai avevo visto, e neanche in televisione, nella mia immaginazione prima di mettere piede in Thai ,l’associavo solo ai massaggi,la sua vita notturna e naturalmente le sue isole paradisiache con il suo mare azzurro trasparente.

    Nella nostra mappa, consigliavano di vedere assolutamente una strada che si chiamava e si chiama tutt’ora Khao San Rd, c’era scritto che era il quartier generale degli hippy e delle persone che seguivano un certo tipo di vita freakstyle, prendemmo l’ennesimo taxi e per fortuna ci portarono ancora nella direzione giusta (dico ogni volta per fortuna,dato che eravamo stati scottati precedentemente la prima sera)

    Non credavamo ai nostri occhi, una miriade di rasta e capelloni tutti con zaino in spalla che camminavano avanti e indietro, centinaia di bancarelle sparse ai 2 lati della strada, guesthouse, e poi dozzine e dozzine di agenzie viaggi che offrivano a prezzi stracciati viaggi per Bali, Khatmandu, Goa, il Vietnam, solo che il nostro intento era solo quello di farci la nostra vacanza in questo meraviglioso paese, ma onestamente già si viaggiava un po’ con la fantasia, soprattutto riguardo a Khatmandu e Goa.

    Girammo bene in lungo e in largo Khao San rd e finimmo in Soi Rambuttri un’altra via piena di rasta ,ristorantini e guesthouse, sembrava di stare in Giamaica e non in Thai, la giornata si concluse con un po’ di shopping e a tarda serata tornammo in Hotel per lavarci ed iniziare un’altra notte movimentata…..

    Continua….

     

    Nel frattempo visto che avevamo capito un po’ a spanne come funzionava il “discorso” cambiammo la camera tripla in 3 singole ad uso doppio, questo per avere la totale privacy che ognuno di noi voleva avere, infatti la scelta fu chiaramente a rigor di logica azzeccata sotto tutti i punti di vista…

    In verità Patpong era sempre nei nostri pensieri, perché la curiosità era tanta, e così senza demorderci affatto, spiegammo al ragasso dell’Hotel dove volevamo andare, gli diedi come mancia un pacchetto di sigarette, lui ci chiamò il taxi e con nostra sorpresa finalmente arrivammo al trombodromo per eccelenza, casso i nostri occhi non credevano cosa in quel momento vedevano.

    Patpong a quei tempi era un qualcosa ancora di genuino, non c’erano le bancarelle che si vedono a tutt’oggi nelle due strade di Patpong 1 e 2, solo locali e figa a palla, i locali cosiddetti a gogò , mettevano in scena i veri show, quelli super hard, con scene da film porno in diretta e vari giochi tipo lamette, palline di ping pong, banane e vibra a nastro, super lesbo show,oltre ai vari threesome che si potevano assistere con 2 uomini e una donna oppure 2 donne e un uomo, insomma a Patpong sembrava di stare sul set cinematografico di un film di quelli tosti e bastardi.

    Come potete immaginare per 3 sbarbati di diociott’anni come noi, l’impatto fu talmente devastante che ci volle un bel 10 min abbondanti per connettere dove casso eravamo, se Dio esisteva questo per noi era il Paradiso in tutti i sensi.

    Prima di entrare in un qualsiasi locale ,ci facemmo un bel minitour in queste 2 strade che si affacciano tra la Silom rd e la Suriwongse rd, li visionammo da fuori a uno a uno, dopodiché venne il momento di entrare , e così scegliemmo il KingCastle 1 e lo Shower Pussy, due locali che si riveleranno delle bombe in termini di spettacolo assoluto.

    Gli spettacoli chiaramente li abbiamo pagati e anche cari, se non sbaglio sui 150 bht che allora era una bella cifretta, quanta gnocca raga, ma poi tutte sexy e belle, così per curiosità chiedemmo il prezzo in entrambi i 2 locali per prelevarne qualcuna, ma la delusione fu tanta, in quanto uno dei bartender ci disse che bisognava aspettare almeno un ora prima della chiusura del locale, ma che potevamo rimanere nei suddetti locali, chiaramente consumando i drink,seeeeeeeeeeeee , questi non hanno capito un casso allora, la voglia oramai era ai massimi livelli, e bisognava recuperare, così ci facemmo un altro giro per queste 2 soi, finche non ci trovammo per caso in Soi Taniya, sempre nelle vicinanze di Patpong, questa bella viettina era piena di bar con i biliardi in bella vista e così si decise di farci un paio di drink ed una bella partita a stecche.

    Conoscemmo dei tipi francesi, e tra un discorso e l’altro chiedemmo ulteriori dritte, vai di penna e taccuino eheheheh: ci diedero degli indirizzi da provare assolutamente: uno fu un paio di bodymassage che nei primi due giorni ancora, non avevamo avuto il piacere di provare che poi in seguito si rivelò una delle miglior dritte avute e sto parlando del Atami del The Pent e del Monalisa
    Super massage a gogo con delle Stunner da favola ed una professionalità inaudita, e poi ci diedero un’altra dritta da provare, il mitico Vulvodromo del Nana Plaza , e pensare che il primo giorno che eravamo in zona Asoke per andare in Hotel (quello overbooking) eravamo proprio a 2 passi da la, casso !!

    Nana Plaza fu di una bellezza in termini di divertimento, gogo a nastro e tanti baretti sottostanti , ne girammo 5 o 6, e così anche la si fece un bel rimorchio di quelli ad hoc, ma prima di andare in camera con le nostre accompagnatrici, ci portarono a ballare all’Angel disco del Nana Hotel e poi nella Disco del Grace Hotel, ci divertimmo come matti, soprattutto al Grace Hotel, dove anche la se si era da soli avevamo la strada spianata per rimorchiare alla grande, chiaramente a suon di battini eheheheh.

    Che dire la nottata terminò con performances a tutto scanno, e con grande libidine mi sentivo letteralmente svuotato in tutti i sensi,ahahahah.

    La mattina seguente pagammo l’ennesimo pattuito anche qua i 500 bht sembravano una regola fissa, ma noi eravamo in vacansa e non ci fregava una beata minkia di ciò che spendevamo.

    Passammo la seconda mattinata in quel di Bkk sul Chao Praya, su una barca di quelle lunghe con la prua alta, ci facemmo scarrozzare dappertutto lungo il fiume fino ad arrivare nei canali di Thonburi, fu anche la una bella esperienza che purtroppo fini dopo circa 3 ore, e così ritornammo in taxi a rigenerarci nel pomeriggio al Lumphini Park, sdraiati sull’erba a mangiare spiedini di frutta e fumare maria (che si era recuperati tramite il ragasso dell’Hotel).

    Il pomeriggio passò in un batter d’occhio , casso qua le ore volavano da paura, volevamo fare tante altre cose, ma il tempo era quello che era, ci rimanevano altri 2 giorni da sfruttare nella città degli angeli, e non sapevamo da dove casso iniziare e quello che purtroppo dovevamo scartare , si rivelò un po’ triste, in quanto pensavamo in questi 4 giorni a Bkk di vedere tutto, seeeeeeee, nel nostro immaginario però !!

    Gli ultimi 2 giorni a Bangkok li passammo belli pieni pieni, nel senso che la notte eravamo in giro a fare i bagordi tra la Ratchada, Patpong, Sukhumvit e Asoke, giravamo dozzine e dozzine di locali sempre alla ricerca di un qualcosa di nuovo e di particolare, il rimorchio era sempre la ciliegina che si concludeva sempre, o in un posto o in un altro, una cosa divertente per noi era lo shopping notturno, che facevamo in un grande mercato che ora non esiste più (lo hanno sbaraccato alcuni anni fa) e che si trova in zona Sanam Luang. Di giorno invece, camminando nei posti dove c’erano i vari Centri commerciali, tipo Mbk(che allora aveva un altro nome tipo Paragorn o qualcosa del genere), il Tokio Store che ai tempi andava molto di moda tra la gioventù bangkokiana, e poi un altro il Central World ed il Siam square, e per ultimo un grande Shopping Center che si trovava in zona Laksi, che da fuori sembrava una costruzione dell’antico impero romano, tutta ad archi e colonne, ma che ora mi sfugge il nome.

    Per noi questa vacanza in Thailandia significava mare e tropici, infatti avevamo già come idea in partenza che dovevamo fare queste 2 settimane a Koh Samui, ma senza non prima di fermarci nella capitale, il quale i 4 giorni passati furono belli veramente, anche se il tempo a disposizione fu quello che era, praticamente nulla, una città come Bangkok andava assaggiata poco alla volta (cosa che feci poi negli anni a seguire).

    Le ragasse che avevo conosciuto in questa trasferta, si erano dimostrate simpatiche e soprattutto di buona compagnia sia nelle scorribande notturne sia a letto, per mia fortuna non avevo preso pacchi ,come si suol dire. Anzi la cosa era andata oltre le mie aspettative, anche se piano piano riuscivo a realizzare l’effetto dei soldi che avevano in questo paese, ci si poteva comprare di tutto, qualsiasi desiderio uno volesse, era a portata di mano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, questo era il bello di questa posto, una Città che ho cominciato ad amare subito, sensa mezzi termini, e sinceramente un po’ mi dispiaceva lasciarla, ma mi ero ripromesso che presto ci dovevo ritornare, ma da solo, non perché mi trovavo male con la compagnia di viaggio, ma bensì per la libertà in cui potevo permettermi di muovermi, senza dar conto a nessuno di ciò che volevo fare o vedere.

    Il giorno che lasciammo Bangkok, ci dirigiamo direttamente in aeroporto e per nostra grande fortuna riuscimmo a trovare 3 biglietti per Samui al desk della Bangkok airways, meno male, perché neanche l’attesa fu tanta, attraversammo il lungo tunnel che ci portò agli arrivi domestici sempre dentro il Dong Muang e in un paio d’ore dall’emissione dei biglietti eravamo già belli spaparanzati su un piccolo aereo a due eliche, molto carino a vedersi, ma nella sostanza avevo un po’ di paura riguardo alla sua affidabilità, che poi alla fine mi dovetti ricredere.

    In circa un ora e mezza, eravamo a Samui, dall’alto del finestrino vedevo questo lembo di terra in mezzo a questo mare blu, ed una vegetazione che praticamente ricopriva l’isola, un sacco di Palme ,bananeti e mangrovie, era una specie di foresta pluviale vergine, che si affacciava su questo mare stupendo.
    L’atterraggio fu un po’ tragico, l’aereo che rullava e sbachettava a manetta, ma alla fine il pilota ricevette un bel applauso di incoraggiamento per la sua buona manovra fatta in pista.

    L’aeroporto di Koh Samui era di una figata pazzesca, non e come lo si vede ora, prima era come una specie di capanna di legno con solo 2 desk ed i bagagli si prendevano in mezzo a questa specie di grande hall messi per terra, scesi dall’aereo ,ce la siamo dovuti fare a piedi ,non esistevano i bus che ti portavano all’interno dell’aeroporto, almeno quella volta la non c’erano.

    Che sballo già ci trovavamo in questa isola che a primakkito l’avevo reputata come la mia futura residenza (anche se poi negli anni a venire cambiai un posto di mare per uno di montagna come Chiangmai) prendemmo i nostri trolley e dirigendoci fuori vediamo un sacco di pick up scoperti che facevano la spola tra l’aeroporto e chaweng , ne acchiappammo uno al volo mettendoci dietro, la giornata per fortuna era buona (le altre a venire molto meno, quasi tutti i giorni pioveva) e così ci godemmo questo panorama da mozzafiato incredibile, mi sembrava di stare dentro un film, oppure di vedere una delle tante fotografie che si vedono solo nei depliant, a dir la verità ne ero anche un po’ commosso talmente l’emozione era forte, un qualcosa che forse solo voi e chi ha visto per la prima volta Samui può capire.

    Continua….

     

    Inizialmente, prendemmo alloggio al Silver resort Samui , che pagammo
    All’epoca circa 400 bht al giorno per bungalow, visto che avevamo avuto l’esperiensa della prima notte a Bangkok prendendoci una camera tripla in 3, a sto giro andammo sul sicuro, prendemmo 3 bungalow, l’unica pecca e che gli ultimi rimasti si trovavano non in fronte mare, ma bensì erano dislocati in un area che a nostro avviso era molto ombreggiata e diciamo per così dire troppo appartata, anche se a onor del vero il resort era stupendo, così prendemmo l’idea che per la prima notte poteva andar bene ed il giorno seguente lo si poteva cambiare con qualcosa di meglio. La prima cosa che facemmo e affittare subito 3 motorini, 3 honda wave di quelli super antichi, ma che facevano tanto chic allora…..

    Chaweng a prima vista , inutile che lo dica ma ci fece una bellissima impressione, allora non c’era ancora quel orda di italiani ne di farangs che si vedono ai giorni nostri, era ancora un paesetto molto tranquillo, certo gli stranieri c’erano, ma non in modo invasivo, era un posto perfetto per passare le nostre sospirate vacanse al mare, e chi ci ammazzava eheheheh .

    Innanzitutto dovevamo capire bene come casso funzionavano sti benedetti motorini a marce automatiche, ma la cosa che dovevamo apprendere subito era la guida a sinistra che bisognava mantenere, infatti i primi giorni non eravamo tanto abituati, ma poi la cosa andò via via a normalizzarsi.

    Il primo pomeriggio a Chaweng lo passammo sulla spiaggia in prossimità del Silver Resort, una spiaggia veramente pulita e bianchissima, era la prima volta che mettevo piede in un posto del genere, la prima cosa che mi fece stupore fu la temperatura del mare, caspita era tiepida per non dire quasi calda, mai provato una sensazione del genere, attorno a me un sacco di pesciolini di tutti i colori, tipo quelli che si vedono negli acquari, la cosa mi fece alquanto tenerezza, perché erano carini vederli che sguazzavano così liberamente nell’acqua.

    Tra una puntata in acqua ed una sul bagnasciuga, il primo pomeriggio passò veloce, tra bevute di noci di cocco, spiedini di frutta e chaang a tutto spiano eravamo già un po’ stravolti ,stikazzi !!

    Bene la prima sera a Chaweng, fu uno sballo della madonna, c’era un’atmosfera da film anni 50, le strade allora non erano ancora del tutto asfaltate, quindi ogni tanto si alzava un polverone dai pochi camion e dalle poche macchine che ogni tanto passavano, la sera il paese si riempiva sempre di queste bancarelle, e noi immancabilmente(anche nei giorni a seguire) il girettino ci scappava sempre ,per vedere se si poteva comprare qualcosa di originale, che poi alla fine era sempre la solita cianfrusaglia,ahahahah.

    Stavo dicendo, ah si l’atmosfera, quanti ricordi solo a pensarci adesso, c’era un bel fiume a Chaweng , (ora e sparito) ed un ponte lungo e stretto che ci passavano a malapena due motorini nei 2 sensi di marcia (anche quello sparito) e si arrivava dritto dritto al Raegge Pub, chi ci e stato sicuramente lo conosce, una bella struttura in legno a 2 piani molto grande, era all’epoca la disco più famosa di Chaweng, insieme al GreenMango ,al Santa Fe e al The Doors (anche questi ultimi 2 spariti per far posto a chissà che..) insomma la prima serata la occupammo a mangiare in un bel posticino che si chiama Budsaba (anche quello non so che fine abbia fatto) praticamente era una struttura che si trovava in mezzo ad un parco con erbetta all’inglese e c’erano tanti piccoli gazebo di legno con una base sempre in legno e sopra con dei piccoli materassini e cuscini, i tavolini bassi e le candele sopra, il sottofondo della musica erano delle campanelle che ogni due per tre suonavano e poi un odore di incenso incredibile, casso mi sembrava di stare in un monastero, tutto buio con solo la luce di queste candele sparse in questi piccoli gazebo.

    Il mangiare fu ottimo, comunque ordinammo tutta roba di pesce e naturalmente accompagnato al riso jasmine e le nostre birre, quelle non mancavano mai nel nostro repertorio.
    Passammo delle ore quasi in estasi in quel posto, finche venne l’ora di andarcene via.

    Cosa si fa? Dove si va? Andiamo in vita e che casso !!

    E così, con i nostri motorini raggiungiamo alcuni barettini, che in quel periodo non erano tanti , c’erano si, ma non come se ne vedono ora, beh ad ogni modo facemmo subito conoscenza con alcune ragasse che lavoravano in questo bar che il nome se non mi ricordo male si chiamava Special Bar, più che un bar era una capanna con 4 pilastri di legno il tetto di paglia e la base del bancone era un quadrato in muratura che arrivava a mezza altezza.

    Passammo circa un oretta, le ragasse nel frattempo ci avevano fatto capire che volevano passare la serata con noi, ma con un secco NO, ce la svignammo, c’era troppo da vedere e da fare, non potevamo fare gli innamorati appena arrivati,eheheheh.
    Prendemmo i motorini e come tre rinco ,incominciammo ad impennare, come fossimo a Milano nel nostro caro quartiere, la gente, soprattutto i thai ci guardavano straniti come se stessimo facendo chissà che, con queste 3 honda che per noi già erano piccole a vedersi, era anche buffa la cosa, un mio amico che è alto più di un metro e ottantacinque sfigurava di brutto ,e solo a guardarlo mentre guidava era una comica ahahahah, mentre io e l’altro mio amico, bene o male ci stavamo dentro essendo già di corporatura ed altezza normale.

    Bene con le nostre impennate arrivammo nei pressi del Central Samui , di fronte c’era un baretto e sentimmo delle urla di ragasse, ci voltammo e vedemmo che con dei segni chiamavano proprio noi, ci guardammo in giro per capire se avevamo frainteso, ma in quel momento c’eravamo solo noi, così io e i miei 2 amici ci guardiamo in faccia sensa dire nulla andiamo nella direzione del bar.

    Non mi ricordo tanto bene , ma penso che ci fossero 5 o 6 ragasse, una più bella dell’altra, roba da non crederci, però parlavano con una voce un po’ rauca, boh, saranno tutte con la faringite ? una addirittura aveva delle mani che sembravano badili, mentre le altre avevano un seno, che a momenti ci scoppiavano le loro camicette super attillate, beh per farla breve dopo circa mezz’ora che eravamo la a bere ed offerto gentilmente anche a loro nam som con malibù (le thai vanno matte per questo) incominciamo con un approccio in maniera un po’ più intima, ognuno di noi aveva già scelto la sua tipa, che di solito ci stava bene a tutti e tre, una valeva sempre l’altra, e non ho mai avuto modo in questa vacanza di avere diverbi sulle varie scelte, diciamo che eravamo per il trattato equo solidale , non c’erano stupide gelosie sulla scelta finale nei confronti delle nostre prossime prede.

    Allora stavo dicendo che l’approccio si stava facendo sempre più bastardo fin quando ci metto la mano in mezzo alle cosce di questa tipa e con grande stupore vedo,no anzi sento che ci aveva na nerchia di quelle toste, non so come, faccio subito uno scatto in piedi che mi sembravo una molla che era appena stata caricata, miiiiinkiaaaaa, il mio umore cambiò in un qualcosa che ancora che ci penso non so come spiegare, ma provai un forte disgusto, perché i miei gusti sono stati e lo sono tutt’ora rivolti solo alle donne , i miei 2 amici mi guardano stupiti e mi dicono : Gerry casso ti e preso, ed io spiegai velocemente la situazione, su ciò che questa ragassa o meglio questo ragasso era in effetti.

    Dovete sapere che io non sapevo ancora un casso ne di ladyboy ne di katoy ne di tomboy, insomma ero ancora un ragazzino novello al suo primo viaggio in Los, oltretutto come già spiegato precedentemente, non esistevano i forum sulla thai, ne tanto meno internet ,ne tanto meno nessuno ci aveva detto che in Thailandia esisteva anche il terzo sesso in modo spiaccicato nelle somiglianze ad una donna, neanche quel figlio di una buona donna del mio conoscente, quello che mi convinse ad andare in Thai, non mi aveva detto nulla (e lui già lo sapeva , anzi sapeva tutto e di più , solo che per farmi un bello scherso ,mi disse solo due cose tranne le più importanti, infatti alla fine del viaggio quando rientrai a casa, me lo disse che lo aveva fatto apposta, per vedere quale sarebbe stata la mia reazione….)

    Stavo spiegando quindi questa situazione imbarazzante ai miei amici che si era venuta a creare, facendogli capire se anche le loro amiche, avevano qualcosa in “comune” con questo amichetto fri fri.

    In poche parole anche loro dovettero tastare bene la situazione e così a gesti e a parole facemmo capire se anche loro erano transessuali, loro con nonchalance ,ammisero con onestà che appunto anche loro non erano ragasse a tutti gli effetti, casso ci facemmo una bella risata tutti insieme e per farla breve ci offrimmo un altro giro di drink, visto che alla fine pur non essendo rientrati nei nostri gusti, si erano rivelati simpatici, ce ne andammo via da quel bar salutandoli in modo disinteressato.

    Continua….

     

    Da sbarbato mi piaceva molto andare a ballare, ed in vacansa di certo non potevo non abbandonarmi a questo piacere…..
    La prima notte a Chaweng la passammo facendo la spola tra il Reggae Pub ed il GreenMango, al Green Mango a quei tempi mettevano musica più sul techno commerciale, mentre al Reggae Pub alternavano musica rock con una band thai che suonava dal vivo, in quest’ultima disco facemmo la prima conoscenza con il primo resident farang e per di più italiano, praticamente era il Dj resident del locale, e per quel poco che lo conobbi ,mi sembrò una persona piena di entusiasmo,oltre al fatto che era felice per il suo cambiamento di vita dopo aver mollato l’Italia.

    Sempre al Reggae Pub, mentre ballavo mi si avvicina una tipa ,che in un primo momento non mi sembrava una ladybar, nel senso che pensavo lei non lavorasse in quel locale, immaginavo che era li per caso, come una qualsiasi ragassa thai che ci piace andare a ballare, la vidi ,anzi sentì che aveva una certa simpatia nei miei confronti e che forse un po’ gli piacevo, visto da come mi guardava con quel aria di chi dice; “si ho una voglia pazza di te” e così presi la palla al balzo e la invitai a sedersi con me, ordinammo da bere , una volta, due volte,tre volte,quattro volte, ed intanto passavano le ore in sua dolce compagnia e si parlava, si parlava,si parlava, insomma qua si parlava e basta casso !!
    Fin che le dissi se voleva venire con me a mangiare qualcosa ,casso con tutto quello che avevo bevuto mi era venuta la fame chimica, così dissi ai miei amici che ci saremmo visti la mattina presto seguente , visto che volevo far in modo di passare la nottata con questa ragazza.

    Mi ricordo ancora il suo nome, Pai, proprio così si chiamava, una bella ragazza un po’ piccolina di statura circa un metro e sessanta, ma casso era tutta bella soda e giovane , anzi aveva 2 anni in più di me, infatti quando mi disse l’età ,io per non essere da meno o per non fare troppo la figura del ragazzino ci dissi che avevo 20 anni proprio come lei, così eravamo tutti e due contenti, senza che nessuno avesse un complesso di inferiorità anagrafica.

    Lei volle a tutti i costi guidare il motorino ,così la lasciai fare e mi porto in un baracchino dove cucinavano solo noodles con fishball e poi vari tipi di satay gli spiedini di maiale e manzo con quelle salsine piccanti che all’inizio non mi ero ancora abituato a mangiare, infatti ogni volta puttana di quella eva , dovevo avere sempre con me i fazzoletti di stoffa, mangiavo e mi lacrimavano gli occhi, ed anche se ogni volta al cameriere di turno o alla signora del baracchino dicevo no spicy, cazzo questi qua capivano sempre all’incontrario, sembrava che lo facevano apposta, e così dovetti desistere a farci capire a queste persone la mia antipatia verso la cucina piccante ( e devo ringraziarli molto perché dopo mi sono talmente abituato che ora non posso farne a meno del peperoncino eheheh)

    Beh stavo dicendo che ci eravamo fermati in questo baracchino 4 tavoli di plastica con i sgabelli dello stesso materiale, c’era un grosso boiler d’acciaio dove si prendeva l’acqua, i bicchieri erano quelli di tipo argentato fatti in alluminio o comunque un materiale del genere tipo ferro, boh, comunque in questi bicchieri dopo un po’ capii che avevano un buon effetto termico, se ci mettevi l’acqua fredda diventava congelata, se ci mettevi l’acqua calda diventava bollente, infatti poi ne comprai un bel set che mi portai a casa.

    Si mangiava ed intanto si parlava, però un po’ mi ero scocciato solo di parlare, e così inconsciamente gli accarezzai i capelli, lei non disse nulla e mi appoggio la sua testa sulla spalla, a quel punto, gli diedi un bacio sul collo, vidi che non disse nulla ,gli misi la mano dietro la testa facendoci una specie di massaggio sui suoi capelli lunghi, e la baciai in bocca , lei contraccambiò con una certa prepotenza, nel senso che mi infilò la lingua quasi in gola, stikazzi !!

    Perché mi ricordo tutte queste cose, beh difficile dimenticarsi del primo viaggio in Los, tanto meno di tutte queste avventure che mi capitarono anche nei giorni a seguire.

    Stavo dicendo che ci prolungammo in questo bacio appassionato e le dissi con fare “navigato” se aveva impegni per la notte, lei mi disse no, e così le proposi se gli sarebbe piaciuto passare la nottata nel mio bungalow, per un momento non disse nulla ,ci pensò un attimo e mi disse ok va bene.

    Prima di arrivare al bungalow , mi disse gentilmente se ci potevamo fermare ad un minimarket, allora a Chaweng non esistevano ancora i 7/11 ma c’erano tipo dei family mart in versione più rustica, mi disse se poteva comprare qualcosa da bere, ok fai pure ci dissi, non l’avessi mai fatto !!! Prese uno di quei cestini di plastica e ci riempì mezzo minimarket, casso mi sembrava una bambina che era alle giostre che voleva provare qualsiasi attrazione, prese un sacco di roba tipo patatine di 3 o 4 gusti diversi, biscotti, diversi tipi di cioccolata, quei panini bianchi piccoli e spugnosi imbottiti di carne che si vedono dentro quelle specie di macchine che riscaldano gli hot dogs, e poi da bere: spicy , coca cola the freddo , gli yogurt , e vari gusti di latte che vendono (che piacciono un sacco anche a me) in quelle confezioni piccole tipo barattolini che ora mi sfugge il nome.

    Insomma arriviamo alla cassa che mi venne un mezzo colpo al cuore, so che pagai qualche centinaio di bht forse 200 bht per tutta quella roba, poi una cosa che mi fece ridere prese anche una scatola di condom che mise di fretta e furia nella busta,ahahahahah.

    Casso qua non avevo fatto ancora nulla, e già i gettoni partivano che era una meraviglia.

    Non mi dilungo troppo sulla nottata passata insieme, però devo dire che onestamente non fu come mi aspettavo, nel senso che apparentemente me la immaginavo che potesse rendere molto meglio, ma poi il mio primo giro di giostra a Chaweng si rivelò un mezzo bluff, ma la cosa più assurda ,come già vi avevo accennato prima, non pensavo che lei fosse una mignotta che lavora nei soliti bar, in quanto l’avevo conosciuta in disco, con me si era presentata come una ragassa normale, seeeeeeeeeeee, quando mai, beh per farla breve il mattino seguente ,erano circa le 8 mi svegliò dicendomi che doveva ritornare nella sua room, io feci il gesto di salutarla, e in un secondo cambiò subito l’espressione del viso, dicendomi u give me some money , i need pay my room , i need money that i borrow from my friend ed altre cazzate del genere, casso ma dimmelo prima che fai marchette a tradimento brutta stronza !! e così da quella mattina capii il significato delle cosiddette “freelancers” ……

    Il secondo giorno appunto, quella stessa mattina avevo appuntamento presto con i miei amici, per fare un tour di Chaweng e vedere di trovare un’altra sistemazione più consona a noi, volevamo a tutti i costi un bungalow che si affacciasse direttamente sul mare, come lo avevamo sempre sognato, nel frattempo prima di inoltrarci nella suddetta ricerca spiegai come era andata a finire la serata con i miei amici, loro si fecero una bella risata, ma a loro gli andò ancora peggio, nel senso che si erano rimorchiati 2 ladyboys sensa saperlo e che una volta portati in camera, hanno avuto la cattiva sorpresa ,ahahahah, roba da non crederci, oltretutto ci avevano dato un po’ di soldi per mandarle via perché mi dissero che iniziavano ad urlare come matte, quando avevano visto che erano state messe fuori alla porta.

    Con i nostri motorini arrivammo fino alla fine di Chaweng Noi, che secondo a mio avviso e la parte più bella di Chaweng beach ,trovammo un gioiellino di resort che si chiama tutt’ora First Bungalow resort, casso era quello che volevamo, ogni Bungalow aveva un suo terrazzino con un amaca , i bungalow che avevamo scelto erano a dir tanto a 5 metri dalla spiaggia, praticamente ci si poteva svegliare la mattina e buttarsi in acqua a farsi la doccia ,talmente eravamo attaccati al mare, casso questa si che e vita raga !!

    Anche qui prendemmo in uso 3 Bungalow, uno a testa e tutti e tre attaccati , vai di brazza,la fortuna ci assisteva,eheheheh.

    Chi gestiva il resort era un tipo mezzo rasta che era il figlio di una signora che mi sembrava un sergente di ferro, infatti guai a noi se sporcavamo il prato oppure lo spazio di spiaggia che faceva parte del resort ,oppure se disturbavamo troppo la quiete pubblica, queste erano le regole basilari per rimanere la, a noi la cosa non ci disturbava affatto visto che anche noi rispettavamo questo paradiso in cui ci trovavamo.

    Stavo dicendo del figlio rasta, casso si presentò da noi con un bel joint che si stava fumando di gusto, e così ci disse se ne volevamo un po’ di maria, ci guardiamo in faccio io e i miei amici ,con un bel sorriso tutti e tre insieme : yesssssss we would like to smoke some ganja, casso dopo circa mezzora venne da noi con un bel sacchetto di maria ,quella buona pressata sensa semi , era bella oliosa ma soprattutto stravolgeva ed aveva un sapore che era la fine del mondo,casso ora si che possiamo iniziare bene quest’avventura !!

    Una cosa importante fu quello che pagammo per il bungalow, la bellezza di soli 200 bht a cranio ,un eresia, i bungalow sono molto carini e spaziosi con king bed oversize,bagno interno e ventilatore, niente air-con niente tv, ma a noi ci piaceva un sacco era in un bel posto ,e la spiaggia era favolosa, forse la più bella, anzi la più bella spiaggia che ho visto a Chaweng. Il sacchetto di maria ce la cavammo con 50 bht ed il tipo era contento, fu talmente contento che ci regalammo un pacchetto di marlboro di contrabbando ahahahah.

    Continua…..

     

    Allora la mattinata come volevasi dimostrare cominciò ad annuvolarsi, infatti il periodo che avevamo scelto per andare a Koh Samui non era dei migliori, Settembre /Ottobre e ad alto rischio di pioggia, e così posso anticipare che metà della vacanza fu sotto inteminabili piogge a dir poco disastrose con allagamenti per tutta l’isola, ma anche questo era bello in fondo.

    Quella mattinata non potemmo usufruire del mare, perché appunto pioveva, bene, mai pen rai , ci mettiamo sulla terrazza del bungalow, stereo alla mano con musica di Bob Marley ed Ub40 e via a rollarci un paio di joint in battuta.

    Cavolo era troppo bello, immaginatevi seduti sul terrazzino con il cielo coperto quasi nero, la pioggia che batteva forte, ma che ugualmente faceva caldo e fumare sentendo musica reagge.

    I nostri discorsi, non so se era la stravoltura della maria o la situazione che si stava creando, ma i pensieri volgevano sul fatto di un prossimo trasferimento in Thailandia, casso ma eravamo troppo giovani per pensare a queste cose, e poi dai, era solo il primo viaggio qua in Los, certo che 3 sbarbatini giovani in un posto del genere che non sanno un cazzo di come funzionava l’ambaradan, avevano la presunzione di fare certi discorsi, come il poter vivere in Thailandia, dimenticandosi di vedere tutta dalla prospettiva di un turista, ossia tutto bello e perfetto, alto biondo e con gli occhi azzurri,ahahahah.

    Menomale che queste piogge ,duravano solo 3 o 4 ore al giorno ,altrimenti si che sarebbe stato un problema, infatti di solito pioveva a metà mattinata e poi in tarda serata, il pomeriggio invece ,spettacolo, un sole che spaccava le pietre e l’acqua bella tiepida.

    I nostri problemi dunque erano sempre, il trovar nuovi posti per mangiare e soprattutto le ragasse, infatti cercavamo sempre di cambiare sia i ristoranti che appunto le ragasse, eravamo poco abitudinari e già questo era un punto a favore in quanto ci permettevamo di girare in lungo e in largo ,scoprendo sempre di più località nuove a Samui.

    Parlando sempre di quella stessa mattina piovosa a cui ho accennato poco fa,, mi ricordo che appena finì di piovere anche se la sabbia era bagnata ci catapultammo alla svelta in spiaggia, c’erano alcune ragasse che sotto un albero erano sedute , ragasse tipo una trentina d’anni, che si dilettavano nel fare massaggi, bene questa si che era un ottimo passatempo, infatti la cosa fu azzeccata, nel frattempo incominciò un po’ il viavai di thai ,persone anziane che vendevano sulla spiaggia anche frutti di mare già cotti, chi satay di manzo ,pollo o maiale, chi uova sode, chi pesce al sale, insomma un sacco di scelta di vari BBQ , oltre ai soliti spiedini di frutta ,oppure belle fette di anguria fresca, papaia,mango,ananas, di tutto e di più oltre agli immancabili noci di cocco ,che la prima volta che li vidi ne rimasi stupefatto perché come voi sapete bene, al contrario dei nostri che sono piccoli e rotondi, quelli thai erano grandi e di forma quasi quadrata o comunque non proprio rotondi, infatti sopra li tagliavano talmente bene che ci facevano una specie di coperchio, dove con la cannuccia ed un cucchiaino si poteva gustare la noce di cocco.

    Vi stavo parlando dei massaggi , quasi tutti i pomeriggi era il nostro rituale 1 ora 50 bht , allora costavano veramente poco, noi ci lasciavamo sempre 10bht in più ed erano contenti, oppure oltre a dare i soldi ci compravamo sempre qualcosa da mangiare, che volentieri si aggregavano a noi. Con queste ragasse non ce stato niente che andasse oltre ai massaggi terapeutici, per noi erano grandi , visto che noi appena maggiorenni ,cercavamo ragasse della nostra età ,o perlomeno di qualche annetto più di noi.

    Il secondo pomeriggio a Chaweng lo abbiamo trascorso appunto al mare a farci un po’ di bagni e poi in giro con il motorino, ci addentravamo all’interno dell’Isola, per fare foto, ma anche per esplorare quest’isola, poi andare in giro con il motorino,che ancora non si usava il casco come legge vigente, era di una figata pazzesca. Rientrammo la sera nel Bungalow per docciarci e cambiarci, un altro giro di giostra ci aspettava ed i gettoni erano belli in saccoccia pronti da usare…..

    Ora non voglio entrare troppo nei particolari delle mie scorribande notturne, in quanto erano maggiormente improntate tra vari bar, e disco ,fino all’alba inoltrata, e di solito se non pioveva potevo riuscire ad andare a dormire anche sulla spiaggia come uno zingaro.

    La prima settimana a Chaweng, riuscì a vedere parecchie cose, Bophut ,con il suo Grande Buddha, che allora era ancora in via di costruzione,le sue bellissime cascate che si trovavano nell’entroterra e ci si poteva fare benissimo il bagno, la capitale dell’isola Nathon, con tutta la sua parte amministrativa e burocratica, un posto che di per se non mi aveva tanto entusiasmato ,soprattutto a livello paesaggistico, e poi Lamai, ahhhhhhh che bella Lamai, un posticino che sul serio era un bijoux, quando la conobbi io , non c’era quasi nulla, nessuna strada in cemento, i bar erano veramente pochi e le Palme superavano di gran lunga le varie abitazioni e resort di questa località, e lo stesso discorso valeva anche per Chaweng, non c’era una struttura che era più alta di una palma, non esistevano centri commerciali, ne empori , quasi tutte le strade erano sterrate e si respirava quel aria di verde intenso che ti impregnava le narici del naso, soprattutto quando pioveva, l’odore si faceva più intenso.
    Voglio raccontarvi 3 situazioni che mi capitarono durante la mia prima settimana di permanenza a Chaweng:

    La prima:
    Era una bella mattina soleggiata,io e i miei amici eravamo in spiaggia dopo alcune ore di sole e di bagni, io ed un mio amico decidiamo di farci un bel giro in motorino, mentre l’altro amico era bello che dormiva,
    Ci dirigiamo verso Lamai, e sulla strada incontriamo 2 ragasse, che erano in motorino che non so dove andassero, noi per fare un po’ gli scemi ci avvicinammo a loro e chiedemmo se potevamo fare il tragitto insieme, questo a noi ci serviva per attaccare bottone, beh la cosa per nostra fortuna fu abbastanza facile, ci portarono in un edificio abbandonato che una volta era usato come campo di addestramento per il tiro dell’arco, ci dissero che venivano spesso in questo posto a raccogliere dell’erbaccia che servivano a loro per cucinare.

    Le due ragazze erano anche carine avevano all’incirca 25 anni, anche se ne dimostravano molto meno, beh per farla breve, ci accampammo in un posto in questa struttura abbandonata ed incominciammo a tirare su un joint, eravamo un po’ stravolti, e presi dall’atmosfera due ragazzi e due ragazze, noi ci provammo subito, loro due mica si tirarono indietro, e passammo qualche ora a fare del petting abbastanza pesante, pomiciate,toccate , fino a quando una delle due disse: ma perché non andiamo a casa nostra ?

    Fu il primo invito che ricevemmo durante questa vacanza, e devo dire che la cosa un po’ ci emozionò,in quanto per noi era una novità, bene andiamo a casa loro, che più che una casa era una lamiera di ferro, appena fuori Chaweng Nua nella parte nord del paese, ci invitarono dentro, non c’era nessuno, l’ambiente era abbastanza squallido, con un bagno una latrina ed il secchio dell’acqua, in questa stanza c’era un materasso buttato in un angolo con un paio di cuscini, beh per farla breve il mio amico senza pensarci 2 volte si sdraio in questo materasso con questa ragazza ed incominciò a spogliarla completamente nuda.

    Casso qua la situazione si faceva un po’ complicata, visto che con una stanza ed un solo materasso, io avevo perso il posto, bene cosa si fa cosa non si fa, dissi a quest’altra ragazza vabbè andiamo in bagno, a pensarci ora mi vien da ridere, ma vi giuro raga, che quel giorno mi sono divertito di brutto, il bagno non era tanto grande, e non c’era nessuna base d’appoggio, ne per sedersi ne per sdraiarsi per terra(che oltretutto il pavimento era anche un po’ sporco), sta di fatto che oramai ero preso da questa ragassa, la incominciai a spogliare e finimmo per fare sesso in piedi, così, praticamente dopo circa un paio d’ore che ci eravamo conosciuti per caso, eravamo in questo bagno di merda in questa casa di lamiera a fare sesso come 2 animali in calore, io nel frattempo aspettavo che il mio amico finisse perché avrei voluto anche io essere un po’ più comodo, ma nulla da fare, ad un certo punto sentimmo delle voci da fuori ,e venimmo a sapere che era la madre di una delle due ragazze, casso loro due si rimisero in fretta i loro vestitini e noi pure ,ed uscimmo da questa stanza come se nulla fosse, la madre ci guardò un po’ sorpresi , e si fece una bella risata, come se aveva captato qualcosa di strano, o meglio come se aveva già immaginato quello che era successo tra noi e queste due ragazze.

    Seduto ad un tavolo c’era un signore, sulla cinquantina, non so come, lui ci sentì dire a me e al mio amico qualche frase sul inconveniente appena successo , si rivolse a noi in italiano, cazzo un italiano era la seduto per caso !!! Invece no, poco dopo si venne a sapere, che lui era l’uomo della madre di una di queste ragasse, bene qua allora la curiosità si fece forte, ci sedemmo al tavolo e ci disse che si era trasferito da qualche anno a Samui mettendo in piedi un ristorantino che poi non era altra che la parte esterna di questa specie di casa, insomma aveva messo in piedi un tugurio con 4 tavoli di legno e delle sedie.

    Ci raccontò che lui veniva da Roma e che aveva avuto dei problemi di tipo giudiziario ma non entrò nello specifico, ci racconto che aveva conosciuto questa donna che aveva appunto questa figlia, il quale il marito era morto, ci raccontò questo Mario, perché questo era il suo nome, che da quando si era messa con questa thai gli procurava un sacco di grane, che spendeva un sacco di soldi, e che non si curava ne di questa attività che lui aveva messo in piedi, diceva che l’unica preoccupazione di questa donna era la figlia, il quale la dipinse come una ragazza abbastanza ribelle, e che viveva un po’ fuori dalle “righe”.

    Ad un certo punto, questo Mario ci disse se avevamo fatto qualcosa con queste 2 ragasse, noi ingenuamente ed un po’ in modo impulsivo dicemmo che ce le avevamo appena scopate in casa loro, ma che sentendo le loro voci fuori abbiamo dovuto terminare il “discorso” lui ci guardò per un momento , la sua faccia si fece seria e ci disse, ragazzi datemi una mano, fidanzatevi con queste 2 ragasse così almeno forse la mia donna avrà meno preoccupazioni con la figlia e mi può dare una mano nell’attività, io e il mio amico ci guardammo come per dire: “ma che casso sta dicendo sto rimbambito qua”? Glielo dicemmo chiaro e tondo se stava scherzando o meno, lui asserì che stava parlando seriamente, gli dissi che era un pazzo a pensare una cosa del genere.

    Questo Mario si vedeva che era un mezzo malandrino, tutto trasandato e poi ci racconto un sacco di cose appunto come il suo deficit economico personale che stava attraversando, insomma ci fece capire che aveva bisogno d’aiuto.

    Ci fece un po’ pena e così il nostro aiuto fu solo quello di andare a mangiare da lui per 3 giorni consecutivi, lui ci diceva cosa volevamo magiare e lui cucinava, quasi sempre era pesce e crostacei, a dire il vero io e il mio amico, andavamo anche per scoparci queste 2 ragasse, che alla fine credetemi non ci e costato nulla, se non dare da mangiare anche a loro, praticamente per ogni cena ci scappava la trombata gratis, e dovevamo alternarci una volta io in bagno e l’altra volta per terra sul materassino, certo farlo ora a 38 anni sarebbe improponibile e squallido, ma a 18 , uno fa le cose con tanta incoscienza e solo per il gusto di divertirsi.

    Dopo aver sentito tutti i suoi problemi, in quei giorni che andavamo a mangiare e a scopare, ci demmo un taglio senza farci più vedere, la situazione diventò imbarazzante e noiosa…

    Continua….

     

    La seconda:

    Una sera, sempre durante la prima settimana di vacansa a Chaweng, conobbi al Santa Fè , un tipa veramente carina, aveva un bel jeans attillato con due scarpette con tacco abbastanza alto ed una camicetta mezza sbottonata che si intravedeva, il suo bel seno tosto e turgido, questa era una bella preda per me, in questo bel Luna Park , avevo trovato una bella giostra da farci un bel giretto ,ed i gettoni erano sempre con me che mi facevano compagnia, certo le giostre erano tante, c’era solo l’imbarazzo della scelta, ma io puntai sull’ “ottovolante” sempre stato un amante del brivido ,già fin da ragasso, la afferrai da dietro ai fianchi, mentre lei ballava in pista , con uno sguardo lei si volse verso di me è mi lanciò un sorriso che mi stampò la vista.

    Senza essere volgare, incominciai a seguire i suoi movimenti sensuali in questo ballo, che in quel momento stavano mettendo un pezzo degli Scorpions (all’epoca andavano tanto di moda in Thai, come anche Michael learn to rock).

    Praticamente io dietro di lei con le sue spalle rivolte verso di me, ed io che ero estasiato da questa situazione, (poi da ragazzino tutto ti sembra più amplificato). Mentre lei continuava a ballare, mi avvicinai vicino al suo orecchio e le sussurrai se aveva voglia di farsi un drink insieme a me, perché le avevo fatto capire che mi piaceva un sacco, con tanta naturalezza mi sorrise e mi disse go to fuck !! Stikazzi, casso e successo…..mi aveva fatto rimanere talmente di merda che mi spostai subito e le dissi se avevo fatto qualcosa che l’avesse offesa , lei prese è se ne andò via, senza dirmi nulla, ed io come un coglione ci rimasi male, ma sul serio !

    Mi andai a sedere ad un tavolino ,cercando di analizzare bene che cavolo era successo, non mi sembrava vero che mi aveva mandato affanculo, mi ricordo ancora la scena, abbasso la testa per prendermi una sigaretta, quando non so perché avevo intuito che qualcuno/a stava arrivando verso di me, infatti alzo lo sguardo verso la pista da ballo, e mi rivedo lei che viene verso di me con due heineken, si siede al tavolo come se nulla fosse successo e mi offre una delle due birre, la situazione per me si stava facendo più confusa, 5 min prima mi manda a quel paese, e adesso me la ritrovo seduta con me che mi offre da bere?

    Praticamente mi disse che era stato un suo modo di scherzare o prendermi in giro ,non lo so, so soltanto che mi disse che la mia reazione la sorprese talmente tanto, che un po’ si era dispiaciuta, e così per farsi diciamo in un qualche modo perdonare mi offri da bere, per rimettere pace tra noi due.

    Jenny, questo era il suo nickname, il suo vero nome non sono mai riuscito a capire quale fosse, ma non mi importava, Jenny era molto più semplice da chiamare, e così facemmo conoscenza in maniera come di solito fanno due ragazzi giovanissimi, tra risate e capirci un po’ a gesti ,lei non parlava bene l’inglese ,io con il thai ero zero , e così ogni cosa che lei diceva, io con la testa sempre annuivo con un si, si si, pensò che lei aveva capito che quello che diceva non veniva da me tanto recepito, però a me in quel momento non mi interessava molto capire i suoi discorsi, ero troppo impegnato nel suo aspetto fisico, infatti già mi facevo i miei film in testa, dopo aver bevuto altri due drink a testa offerti dal sottoscritto, le dissi se aveva voglia di farsi un giro con me, ma lei negò l’invito, mi disse che doveva andare a casa a dormire, però allo stesso tempo mi volle invitare la mattina dopo ad andare a fare un giro in barca, e così ci mettemmo d’accordo per vederci alle 10 del mattino seguente.

    Quella notte tornai nel mio bungalow da solo, mentre gli altri 2 miei amici avevano già fatto la loro ennesima conquista.

    Stavo appunto dicendo che tornai nel mio Bungalow ,c’era un bellissimo cielo stellato , mai visto tante stelle in vita mia, e le vedevo tutte da vicino con una mezza luna che era rivolta in maniera inusuale, sicuramente voi ci avrete fatto caso che la Luna in Thai la si vede in modo orizzontale e non verticale, beh prima di andare a letto mi feci un paio di joint sul terrazzino bello sdraiato sull’amaca ascoltando i Bon Jovi .

    Il mattino dopo ,dissi ai miei amici, che intanto avevano nella loro room le loro ragasse incontrate all’alba al The Doors (un locale che apriva alle 4 del mattino e chiudeva a mezzogiorno) che io avevo appuntamento con una ragassa e che ci vedevamo nel pomeriggio sul tardi,

    Alle 10 avevo il puntello al Samui laguna bay e li c’era una piccola pensilina con delle barchette, lei era già la che mi aspettava, ed era ancora più bella della notte precedente, senza trucco emanava ancora di più il suo fascino, avevo un bel pantaloncino di jeans corto attillato che si intravedeva il suo fondoschiena a dir poco perfetto, piccolo e sodo, come piace a me, indossava un bel toppettino corto che si vedevano da 2 metri di distanza i suoi capezzoli, che sembravano più due baionette da combattimento, capello corto ,stile Cleopatra nero corvino e due belle mani curate , a questi particolari e difficile che non ne tenga conto, altro che Ottovolante , era una giostra che pur bella che era ,non avevo ancora avuto l’onore di provare, ma c’era solo un modo per ovviare il problema ,qua dovevo usare bene i miei gettoni, ma non potevo farlo in questa situazione ,ma bensì dovevo aspettare il momento giusto.

    Affittai da un tipo una di queste barche che ci fece anche da guida ,nel senso che lui guidava questa barca a motore al modico prezzo di 300 bht per mezza giornata, ci portò a Taling Ngam nella parte sudovest dell’Isola, un posto stupendo, forse la parte più bella in assoluto di tutta Koh Samui, non c’era un cazzo, forse 3 o 4 resort di quelli a 5 stelle , ma niente più.

    Ci porto questo thai, in una piccola baia dove praticamente era una piccola spiaggetta all’interno di una conca, e davanti a noi c’erano altri isolotti.
    Eravamo solo io e Jenny, passammo alcune ore fino al primo pomeriggio tra un bagno e un altro, poi una cosa strana ma vera, e che lei amava prendere il sole ed in bikini !! robe mai viste neanche nei miei viaggi successivi in Los (cosa che di solito è l’esatto contrario parlando in generale) comunque qua bisognava anche mangiare, infatti il tipo sapendo che stavamo fuori fino al pomeriggio, lui bello scafato aveva già organizzato il picnic che consisteva in una specie di BBQ che aveva allestito e con se aveva portato anche un bel frigobar di quelli portatili e c’era tutto quello che serviva, birra, coke ,orange juice e acqua.

    Anche il thaiman mangiò con noi, naturalmente pagai io (circa 100bht), ma la cosa non mi pesava ,stavo bene e stavo passando una bellissima giornata.

    Senza troppo soprassedere sulle ultime ore in questa sua dolce compagnia , in questo posto da favola, finii il pomeriggio sensa ancora aver concluso nulla di propositivo, mi trovavo in una situazione ,ci provo o non ci provo, avevo paura che se magari mi esponevo più di tanto lei sa la sarebbe presa a male, devo dire che fu la scelta migliore che poi andrò a spiegare meglio più avanti.

    Tornammo a Chaweng, Jenny era molto soddisfatta della giornata passata insieme a me, e così pensai che dovevo a tutti i costi fare qualcosa per continuare questo sodalizio , così le dissi se voleva cenare con me la sera stessa, e lei con grande felicità (era quello che era trasparso nei suoi occhi) mi disse di si.

    Intanto tornato alla mia base nel mio accogliente bungalow, raccontai la mia giornata ai miei amici, e dissi che anche la sera ero impegnato con questa ragassa, un po’ ci rimasero male ,perché avevano intuito che avevo preso una mezza sbandata per questa tipa, ma io li rassicurai dicendogli che il mio intento era

    di provare sto casso di “ottovolante” le ultime parole dei miei amici furono: mi raccomando non farti ingabbiare così presto che qua le giostre sono parecchie e tutte da provare, i gettoni e meglio usarli non nella medesima giostra ma in più giostre.

    Ci demmo appuntamento verso le 9 di sera davanti al GreenMango, lei era bellissima, aveva una bella minigonna nera ed una magliettina color rosa e le solite scarpette con il tacco, ed una borsettina di quelle che fanno cool.

    Aveva un bel trucco non troppo volgare, ma giusto quello che bastava per metterci in risalto gli occhi e la bocca, aveva due belle labbra carnose,oltre al resto già descritto.
    Si sedette dietro di me di traverso perché con la minigonna non poteva fare altrimenti, e la portai al BudSaba il famoso locale che precedentemente accennai.
    Volevo creare un atmosfera abbastanza intima e questo era il posto perfetto, a lume di candele in questo piccolo gazebo all’aperto, senza rompiballe in mezzo al casso , lei rimase contenta di tale scelta, e mi disse che mai ci era venuta (non so se era vero o meno , ma non me ne fregava comunque) Le diedi l’opportunità di scegliere quello che voleva e così lo fece anche nei miei confronti, insomma la parte dell’uomo in quel momento la stava facendo lei ,prendendo in mano la situazione ed ordinando tutto il menu.

    Aveva buon gusto e tutto quello che aveva scelto sembrava che me lo aveva letto nel pensiero, sono una amante di tutto quello che e pesce, frutti di mare e crostacei, e lei ordinò proprio quei piatti. Per la prima volta venni a conoscenza del famoso Stoneball che consisteva: un cestello grande pieno di ghiaccio riempito di thai wiskey 100 pipers ,kratingdeng, e coca-cola ,il tutto mixato , questo era quello che si ordinò da bere, naturalmente dovemmo bere dentro il cestello di ghiaccio con le cannuccie.

    Questa mix si rivelò una specie di bomba ad orologeria in quanto la mia pressione salì a livelli vertiginosi. Casso questa qua, ci sapeva fare di brutto, era nata per far stare bene un uomo (beh a 18 anni uomo e un po’ eufemistico) comunque ,passammo più di 2 ore a parlare, soprattutto del cibo che si stava mangiando e su quanto si stava bene insieme, anche se brevemente nel pomeriggio mi accennò un po’ quale era la sua vita, arrivava da Nakon Sawan e viveva a Samui insieme alla sorella, erano insieme per sbarcare un po’ il lunario, e mi diceva che lavorava al market vendendo vestiti (e sinceramente mai vista una volta) comunque balle o non balle, già immaginavo che casso ci faceva qua a Samui…

    Mi disse se avevo voglia di andare a ballare, ma ero talmente pieno che non sapevo se la scelta era giusta o meno, ma per farle piacere dissi di si.

    Ok andiamo al Reagge Pub ,il locale dove ci siamo incontrati la prima volta, si buttò subito in pista e lei tutta sbarazzina che ballava ,alcuni farangs la puntarono al volo, ma lei con indifferenza sembrò non farci caso, io però si in quel momento, a dir la verità mi prese una specie di gelosia inconscia, data dal fatto che non volevo lasciarmela sfuggire, cosicché provai una tattica ,le dissi che mi andavo a sedere perché ero troppo pieno della cena fatta pochi minuti fa, e lei mi seguì.

    Non potevo aspettare altro tempo, e così sfacciatamente le dissi quali erano i suoi programmi per la notte, lei mi disse: nulla !! voglio stare solo con te, in quel momento mi si aprii una luce tipo alla blues Brothers , avevo visto la luce, si la madonna mi stava venendo incontro e con grande passione e decisione la baciai, un bacio che durò alcuni minuti ininterrottamente, oramai mi aveva mandato fuori di testa, senza dire una parola, le presi la mano e ce ne andammo via….

    Il mio Bungalow le fece una bella impressione, le piaceva il fatto che si trovava a ridosso del mare, ci mettemmo fuori sul terrazzino seduti, beh non proprio così, lei si mise sopra le mie gambe, in posizione di trequarti con le gambe unite, ed io che mi abbracciavo la sua vita stretto a me.

    Avevo messo nel frattempo sul tavolo un po’ di bibite, (nei giorni precedenti avevo comprato una cassa di spicy red cool perché tutte le ragasse che avevo conosciuto in quei giorni a Bkk prediligevano questa bevanda) e così il mio “sesto senso” mi diede ragione, casso si fece fuori due bottiglie, come andò a finire la nottata ?

    Con grande intensità e fortuna, mi capitò tra le mani uno skianto di ragassa che a letto ci sapeva fare di brutto, quando accennai all’”ottovolante” era il significato che volevo dare appunto a Jenny, il quale ero strasicuro che era una giostra alquanto pericolosa, “una che sapeva bene il fatto suo”.
    La mattina ci svegliammo abbracciati ,si parlava un po’ del più e del meno , fin che cambiò atteggiamento, si intristì , incominciò a farmi discorsi strani e mi parlò della sorella che non stava bene, il lavoro che non rendeva al meglio, e poi il fatto che doveva ritornare al suo paese a trovare la mamma e non poteva farsi vedere a mani vuote.

    In quel momento mi venne in mente la ragassa freelancer, che avevo conosciuto la prima sera a Chaweng, insomma mi sembrava un viSSio che adottavano con chiunque a loro ci capitava sotto tiro. Ancora non riuscivo bene a capire, in quale maniera mi dovessi comportare con le ragasse che non lavoravano nei bar o nei gogo, io nella mia ignoranza ed ingenuità, pensavo che le ragasse al di fuori di questo indotto ,fossero ragasse normali, invece no!!

    Mi sbagliavo completamente, afferrai quindi che anche chi non lavorava palesemente nel sexbusiness quali: bar, gogo, massage , potevano benissimo sfruttare la medesima situazione pur cercando di mascherarlo in una certa maniera, pur non evidenziandolo in modo schietto e diretto.

    Senza dire nulla, presi il portafoglio e misi sul tavolo una banconota da 500bht, mi guardò in maniera molto sorpresa, dicendo che non era quello che voleva farmi intendere, ma con un mezzo sorriso la guardai e dissi: mi vado a fare una doccia ora.

    Uscii poco dopo dal bagno e lei era la con capo chino che non parlava,intanto con la coda dell’occhio vidi che sul tavolo, i soldi che precedentemente avevo appoggiato non c’erano più, quindi dentro di me pensai (casso , non era quello che mi volevi far intendere ma bello e buono, i soldi te li sei intascati comunque eheheh) le dissi se voleva fare colazione con me, ad un tratto il suo sguardo si fece più raggiante e mi disse: si va bene.

    Nel Resort c’era un piccolo ristorante, consumammo la colazione, dopodiché gli dissi che la giornata l’avrei passata con i miei amici, ci rimase un po’ male , dicendomi se ci potevamo rivedere la sera, a me lei piaceva un sacco raga , ed i 500bht non me ne fregava un casso di averglieli dati , perché ero stato da dio, così ci dissi ok ci vediamo al solito posto (al GreenMango).

    Passai tutta la mattinata al mare, che nel frattempo aveva piovuto ,ma non intensamente, però eravamo lo stesso contenti, i miei amici si erano fatti il loro bel rimorchio la notte precedentemente con altre due ragasse nuove e le avevano invitate con se a dormire e a passare la giornata al mare, ma di questi particolari tralascio visto che non mi sembra di tale importanza, veniamo piuttosto a me eheheheh.

    Il mio sport preferito immerso in questo bel mare era starmene al largo sopra un materassino che il resort affittava alla modica cifra di 10bht ,era una figata incredibile, noce di cocco alla mano con le mie cuffiette che una volta andava di moda il walkman di quelli antichi con i cuffioni che sembravano padelle ahahahah, e così le ore mi passavano velocemente tra una birra, una noce di cocco e i soliti spiedini alla frutta.
    La sera, prima di cena di solito facevamo il solito tour al mercato con stop immancabile in qualche baretto.

    Dovete sapere che allora a Chaweng non esistevano ne gogobar ne bodymassage, era tutto molto spartano, ne tanto meno esistevano gli internet point dove si potevano sentire e vedere le thailady che fregavano il farang con lettere per le varie rimesse di ogni genere, insomma era un po’ tutto allo stato brado la situazione.

    Il mio incontro con Jenny terminò la sera stessa che dovevamo vederci, ci incontrammo al solito posto e lei invece di salutarmi , la prima cosa che fece fu quella di dirmi se potevo aiutarla a comprarci il biglietto per Bangkok, perché mi disse che il giorno dopo doveva ritornare a casa a Nakhon Sawan in quanto era stata avvisata dalla sua famiglia che la madre stava poco bene, a quei tempi i telefonini non esistevano ancora in Thai, quindi non so come, ma ricevette questo avviso chissà in quale maniera, chissà da chi, sta di fatto che li per li la prima cosa che mi venne in mente di dire fu: scusa ho un problema con il mio amico che ha appena fatto un incidente in motorino, le dissi che l’avrei rivista più tardi, mi defilai come una pantera e me ne andai via.

    Naturalmente era la prima scusa che mi balenò nella mente, perché non era vero affatto che il mio amico aveva avuto l’incidente, ma dentro di me, le sue parole mi rimbombavano come colpi di cannone, stavo entrando in una situazione che si sarebbe rivelata pericolosa, allora se dovevo spendere bene i miei gettoni perlomeno il Luna Park me lo dovevo godere fino in fondo, fino all’ultima giostra casso !!!

    Da bambino quando andavo al Luna Park di solito mi piaceva la casa delle streghe, l’ottovolante, il calcinculo, l’autoscontro, il tagadà, giocare ai videogames, etc..etc…

    Ed ora che avevo scoperto questo grande Luna Park per adulti con tutte le attrazioni possibili e tante ,tante giostre in cui vedevo che i farangs ne facevano buon uso, io non potevo essere da meno, neanche di fronte ai miei amici che loro ,si che spendevano i gettoni a nastro caricandosi sempre un paio di sbarbate al giorno, anche per farsi un semplice sciortino.

    La parola short time e long time la imparammo a Bangkok ,la prima sera che avevamo fatto il rimorchio delle tre ragasse al finto quartiere di Patpong ahahahah, ce le stampammo bene in mente queste due parole, e così era entrato di diritto nel nostro vocabolario.

    Stavo dicendo che la cosa tra me e Jenny terminò con questo triste epilogo, la cosa mi dispiaceva un po’ ,perché onestamente avrei potuto pagarci ancora una notte di sesso, ma come si era presentata con questa scusa( perché per me era solo una scusa) mi aveva fatto cadere letteralmente i coglioni, e poi giustamente la vacanza la volevo continuare con i miei amici, eravamo venuti insieme ed era giusto condividere ogni momento.
    Andai in un bar, dove ero sicuro che i miei amici a quel ora si stavano facendo il pre aperitivo della serata, prima di andare a mangiare, e per mia fortuna erano soli, sensa le loro amiche, quindi tutto ricominciò come prima, tutti belli felici insieme, a schersare e a ridere con le ladybar.

    Ci prendemmo una storta di kalhua e coke ,e ci buttammo in un bel localino che dava proprio sul mare dalle parti del Central Samui resort, si mangiava su delle sdraio e con dei grossi parei messi sulla sabbia l’atmosfera era molto bella, con musica new age, come al solito i discorsi volgevano sempre nella stessa direzione:

    “Quanto e bello stare qui, vorrei vivere qui, come si fa a trovare un lavoro, se facessi un bel 13 alla schedina del totocalcio”, insomma viaggiavamo troppo e spesso volentieri con la fantasia, ma non poteva essere altrimenti, visto e considerato che ci trovavamo nel paradiso terrestre dentro questo enorme Luna Park.

    Continua….

     

    Presi il diploma all’istituto alberghiero all’età di 18 anni, ma erano già un paio d’anni che nel doposcuola prestavo servizio presso un ristorante, per farmi un po’ le ossa, e guadagnare qualche soldo che mi permettesse di viaggiare (la mia grande passione) Riuscì a racimolare la cifra che mi permise di affrontare questo viaggio in Thailandia, ma le mie basi economiche ammontavano allo zero assoluto, insomma pur discutendo in questo fantasioso trasferimento in Los con i miei amici ,la cosa era impossibile, e poi erano discorsi dettati solo dall’euforia e dalla situazione che avevamo appena scoperto, l’ossia il vedere questo meraviglioso paese ,ed assaporare tante di quelle cose che mai avremmo immaginato, come per esempio i facili rapporti interpersonali con queste ragasse che a prima vista sembravano di una facilità nel approccio, e poi questa apparente easylife che nella prima settimana di questa nostra vacanza sembrava essere all’ordine del giorno

    Quanti di voi hanno sognato di trasferirsi in Thai ? quanti di voi non si sono fatti la fatidica domanda: andiamocene via dall’Italia? Beh queste risposte me le diedi troppo precocemente, per l’età che avevo, insomma rispetto ad altri miei coetanei mi sembrava che stavo bruciando troppo in fretta le tappe, la Thailandia oramai mi stava entrando piano piano nel sangue, una malattia irreversibile che non mi diede più scampo neanche negli anni a seguire……

    Quella sera stessa dopo mangiato, mi sentivo un po’ giù pensando a Jenny e alla sua meschina richiesta, pensavo fosse una ragassa normale come tante altre che aveva i classici problemi di una persona che non se la passava bene, ma poi andò oltre a quelle che furono le sue richieste iniziali, ma pensai che forse fu un bene che andò in questa maniera, altrimenti si che poi la mia vacanza si poteva concludere in maniera ben peggiore e più remunerativa.

    Uscimmo fuori dal ristorante e ci buttammo su una delle tante sdraio che erano sparse sulla spiaggia, ci rollammo un paio di joint e ci rilassammo un oretta guardando il cielo stellato, la Luna era quasi piena e si era creato uno scenario incredibile, con quella brezza marina che ci sfiorava la pelle ,e il sottofondo della musica new age che in lontananza si sentiva.
    Non mi ricordo più o meno che ora fosse , ma fu il momento di svagarci un po’, dove andiamo ?

    Prendiamo i motorini e ce ne andiamo dritti al Green Mango, l’ambiente era già bello carico, la musica era quella dei tempi addietro anni 80’ e c’erano un sacco di ragasse thai in pista, che ballavano come forsennate.

    Io e i miei amici talmente eravamo già cotti al punto giusto, ci buttammo in pista come matti ed incominciammo a ballare saltando di qua e di la…

    Nel frattempo si avvicinarono a noi un gruppetto di ragasse e così cominciammo a ballare tutti insieme ,soprattutto dei pezzi di Donna Summer e Diana Ross, in quel momento pensavamo di avere il mondo nelle nostre mani, qualsiasi cosa poteva capitare non ci poteva sfiorare minimamente, talmente eravamo pieni di boria.

    I Miei 2 amici incominciarono a fare subito gli scemi con 2 ragasse di questo gruppo di ragasse, ed io seguì l’andazzo, avvicinandomi ad una tipa e prendendola ai fianchi incominciai a ballare insieme a lei, si lasciò fare come se nulla fosse e con grande stupore mi sbatte la lingua in bocca, casso incominciamo bene, neanche 5 min che si ballava insieme, e già questa ragassa
    Aveva preso subito l’iniziativa, non sapevo neanche come si chiamava.

    Sfacciatamente mi disse se le offrivo da bere, io sensa pensarci 2 volte dissi ok, andiamo al bancone, tanto oramai avevo capito come funzionava l’antifona, qua bisognava solo pagare e basta !!

    Presi questa situazione con filosofia, ossia il fatto che pur non relazionandomi quotidianamente con ladybar dichiarate o comunque ragasse che lavoravano in certi posti come appunto i bar ,i gogo ed i massageshop, dovevo prendere in considerazione che anche quelle che incontravo in discoteca sotto mentite spoglie ,sotto sotto bisognava inserire i gettoni, e se non si mandavano i gettoni ,la giostra mica funzionava, al massimo potevi salirci su, ma di certo il “giretto” te lo potevi scordare.

    In questo grande Luna Park , c’erano diversi tipi di giostre ,come quelle che usavamo noi da bambini, ogni giostra aveva un suo presso, e si, non erano mica tutte uguali, c’erano quelle più belle e sofisticate che duravano più a lungo e quelle meno belle che duravano il tempo di un giro, infatti difficilmente si vedeva la fila ,soprattutto nelle giostre quelle che erano diciamo più scarse ed in sezioni più defilate, ecco per me la Thailandia l’avevo associata proprio ad un Luna Park ,in fin dei conti cambiava il soggetto ma la sostanza non cambiava affatto. Più gettoni si aveva a disposizione e più si aveva la possibilità di fare più giri, e se per esempio si voleva fare lo stesso giro nella medesima giostra ? no problem ,ogni tanto bisognava ricordarsi di infilare un gettone. La più grande libidine quindi rimaneva di provare il più possibile le attrazioni che questo grande Luna Park offriva, quindi iniziai ad essere un po’ diciamo più scaltro e diretto con le ragasse.

    La tipa che invitai (si chiamava Porn), anzi che lei mi invitò (ma che poi pagai io le consumazioni) a bere al bancone del GreenMango, le feci capire subito quali erano le sue intenzioni sensa troppi giri di parole, mi disse chiaramente che le piacevo, la fermai subito con una frase : how much do you want for all night ? Con la sua mano mi toccò il casso, e mi disse up to you, beh ,visto che avevo pagato sempre 500bht, e per non disquisire troppo sulla questione, le offrì la stessa cifra che avevano preso anche le altre ragasse precedentemente, lei asserì dicendomi ok , forse magari se gli avessi detto 300 o 400 bht sarebbe stato la stessa cosa, ma alla fine mi andò bene lo stesso, non erano certo quei 100 bht in più che mi avrebbero cambiato la vita, tanto oramai ero in ballo a giocare (sia chiaro non con i sentimenti).

    Mi misi d’accordo anche con i miei amici di caricarsi anche loro un paio di tipe, le stesse che poco prima avevano fatto conoscenza, cosicché potevamo portarcele tutti e 3 nei nostri bungalow e fare una specie di festicciola, sex drug and rock & roll ci trasferimmo tutti nel mio bungalow, è fuori dal terrazzo ci mettemmo con lo stereo, le sedie e incominciammo a rollare un paio di joint , le birre e le bottiglie di spicy red wine, oramai non si contavano più , avevamo fatto una specie di magazzino, talmente tante erano. Ascoltammo tutta la notte delle classiche ballate rock ed ognuno di noi era occupato con la propria ragassa a pomiciare.

    Era quasi l’alba quando venne l’ora di ritirarci nelle nostre camere, prima di rientrare io e i miei amici ci mettemmo d’accordo che le avremmo sbolognate il giorno stesso per essere liberi di fare un po’ i cassi nostri.

    La tipa a letto non si dimostrò sta gran maiala come immaginavo, quindi dovetti tirarla in mezzo ad essere più disinibita, facendole capire che all’inizio in disco sembrava una che sapeva tutto lei sbattendomi la lingua in bocca di sua iniziativa, e poi dopo sotto le coperte ritrovarmi una, che non sapeva neanche come prenderselo in mano.

    Tralasciando gli eventuali particolari ,posso dire che alla fine 3 trombate in poche ore non mi entusiasmarono , forse l’ultima in cui mi svegliai verso mezzogiorno con un cazzo duro di brutto che la prima cosa che feci e sbatterglielo di dietro con una certa foga e prepotenza ,questo solo nel secondo rai, perché il terzo rai era off limits.

    Il giorno stesso che le mandammo via con il pattuito dovuto, organizzammo la giornata per andare tutti e tre insieme a farci un giro in barca, andammo a Taling Ngam ,nello stesso posto che andai la prima volta con Jenny, passammo tutto il pomeriggio a prenderci il sole e a fare il bagno ,dopodiché tornammo alla nostra base a Chaweng Beach.

    La sera la passammo al nostro primo Black moon Party uno dei tanti che allestivano sulle spiagge di Chaweng, mettevano musica HARDCORE all’epoca che era molto diversa dalla TRANCE, quella notte non ci buttammo su nessuna ragassa, ma ce ne stemmo per conto nostro ed andammo anche a dormire abbastanza presto,perché la notte prima si era dormito poco, anzi nulla.

    Continua….

     

    A quei tempi il Black Moon Party che si facevano a Chaweng beach (che non c’entra nulla con il Full moon party di Koh Pha Ngan) non erano come si vedono oggi, la cosa era molto più semplice e molto spartana, praticamente venivano allestiti in alcune strisce di sabbia solo un paio di speaker un subwoofer e delle cassette della frutta tutte impilate una sopra l’altra con una specie di telo da mare che ricopriva questa base , e sopra veniva messo un paio di piatti ed un mixer, le luci ,non esistevano quelle tutte belle e colorate, e neanche le stroboscopiche, in pratica, fissavano sulla sabbia alcuni pali di legno sparsi un po’ a casaccio e si puntavano le luci quelli degli alberi di Natale, quelle che normalmente si vedono nei tanti bar thai style.

    La musica era come dicevo di quella HARDCORE, mischiata a del rock anni 80, tipo Dire Straits, i Supertramp, gli Scorpions etc..etc…

    C’è da dire che si respirava un atmosfera veramente da “figlio dei fiori” , la maggior parte dei farangs che si vedevano allora, arrivavano dall’Australia, dalla Francia , c’era qualche americano e parecchi scandinavi di nazionalità danese e svedese,oltre a qualche già ubriacone inglese, gli italiani ,ne ho conosciuti pochi, in questa vacanza di 19 giorni ne ho contati solo 3 !!

    Al Black Moon Party le persone erano tutte dipinte con dei colori fosforescenti ,chi sventolava un ventaglio ,chi si dimenava con dei grossi bastoni accesi dal fuoco, insomma ognuno viaggiava nel suo trip tutti in costume o parei, sembrava non capirsi un cazzo ,in quella situazione, l’alcool e il fumo scorrevano come un torrente d’acqua, i controlli da parte della thaipolice allora non esistevano, ognuno sembrava fare quello che voleva.

    Allora stavo raccontando che quella notte dopo il Black Moon Party andammo presto a letto, perché il giorno prima avevamo fatto una specie di maratona stando svegli quasi 24 ore , e le forze erano ai limiti, ci mancava poco che dovevamo mettere degli stuzzicadenti negli occhi per tenerli aperti. Andammo a dormire che forse forse non erano neanche le 3 del mattino, il quale per noi era già presto, infatti quella dormita ci servi parecchio ,perché ci svegliammo il giorno dopo belli freschi e pimpanti, pronti per affrontare una nuova giornata all’insegna del relax.

    La Terza :

    Quella mattina,prendemmo il motorino ,volevamo andare a comprare le cartoline e i francobolli , cosicché potevamo starcene tranquilli dopo sulla spiaggia a scrivere un po’ ai nostri amici e mandare i saluti alle nostre famiglie, percorriamo un tratto di strada per andare in centro a Chaweng ,quando ad un tratto vedo tutto nero, e che cazzo era successo ?

    Praticamente un camion mi sfiorò la pedana sinistra del motorino, dove si appoggiano i piedi, mi fece perdere l’equilibrio e mi fece fare un volo incredibile , mi feci una bella strisciata sullo sterrato e quel gran figlio di una mignotta di camionista neanche si fermò !!

    Cazzo raga, mi presi un bello spavento ,ma la cosa peggiore che ero pieno di escoriazioni sulle braccia e sulle gambe, di solito ,anzi sempre si girava in motorino in pantaloncini corti e maglietta , mi sentivo pieno di dolori, e l’unica cosa che pensai da subito da classico sbarbato ingenuo, non era tanto il fatto se mi era successo qualcosa di grave, ma bensì che la mia vacansa ,si era in un qualche modo compromessa, casso facevo una fatica incredibile a camminare e sentivo che la mia pelle bruciava.

    I miei amici mi portarono in una specie di pronto soccorso, che non era un ospedale, ma bensì più uno studio medico, dopo aver aspettato in sala d’attesa per più di un ora, il dottore mi visitò e mi medicò mettendomi delle bende di garza su tutto il ginocchio della gamba e sui gomiti delle braccia, per fortuna in faccia non avevo nulla, in quanto ero caduto anche bene.

    Mi diede 5 o 6 tipi di pastiglie tutte colorate, che mise dentro una bustina di plastica e mi raccomando di prenderle tutti i giorni e di ritornare da lui 3 giorni dopo, pagai circa 200bht per la visita, la medicazione e le medicine. Ero talmente demoralizzato in quel momento che il mio pensiero era come casso facevo andare al mare e che non potevo in quei giorni andare a ballare.

    Così mi dovetti mettere di sana pazienza ed aspettare, il mio amico mi disse, prova ogni tanto a bagnarti con l’acqua del mare che e un buon antidoto ,infatti in quei giorni mi si formarono le croste su tutte le graffiature che avevo sulla pelle che avevo preso dall’incidente, anche se il, bruciore persisteva.

    Non potevo farmi fare neanche un casso di massaggio di quelli terapeutici, perché non ero apposto fisicamente, e così passai 3 giorni nel bungalow a fare niente, solo a bere e a fumare ascoltando musica, per grazia di dio potevo guidare ancora il motorino che per fortuna a parte le pedane che si erano piegate e la carena con qualche ammaccatura ,non aveva nulla di serio. Le ultime 3 sere della prima settimana a Chaweng le passai girando vari baretti, ma senza rimorchiare nulla, non sarei riuscito neanche a fare una buona good session con una ragassa, talmente mi sentivo tutto incriccato, soprattutto la schiena e le gambe.

    Il giorno che dovetti andare dal dottore a farmi rivisitare, non mi sentivo tanto di buon umore, in quanto avevo perso 3 giorni di mare e 3 giorni di figa, anche se questo voleva dire aver risparmiato qualche gettone, che poi alla fine li spesi nel bere ed in shopping.

    La situazione non migliorava affatto, anche se potevo camminare , ma mi sentivo sempre un bruciore intenso sulla mia pelle. Mi accompagnò un mio amico, in quanto mi voleva stare vicino per quanto mi era accaduto e devo dire che avevo bisogno di un conforto rassicurante, avevo bisogno di qualcuno che mi dicesse : “Gerry stai tranquillo, vedrai che tutto andrà per il verso giusto, ed in questi momenti un amico vicino e il miglior antidoto, forse meglio delle medicine stesse.

    Quando tornammo indietro, ci fu una bella sorpresa, l’altro mio amico non so come riuscì a contattare le 3 ragasse che avevamo conosciuto alcuni giorni fa al Green Mango, tra cui c’era anche la ragassa con cui avevo passato la notte senza troppo entusiasmo, ma che in quel momento nelle condizioni in cui mi trovavo, poteva anche andar bene, in fin dei conti casso potevo pretendere,messo male come ero ?

    Ordinammo dal ristorante del resort un pranzo abbondante a base di pesce e riso e tanta frutta come ananas, anguria e papaya, e ci mettemmo fuori sul terrazzo del mio bungalow a mangiare, che nel frattempo le ragasse si erano adoperate a mettere fuori i tavoli e le sedie, in quel frangente conobbi per la prima volta i Carabao ,i Loso e Tongchai mc Intyre alias Bird, la “ragassa” del mio amico portò un paio di cassette di tutta questa musica thai, e devo dire che a primo udito mi piacque al volo (dopo alcuni giorni comprai una decina di cassette di tutta questa musica) Passammo la giornata in modo veramente simpatico, a ridere e a scherzare, si bevve e si fumò tutti insieme come dei ragazzini (perché eravamo in un certo senso ancora ragazzi appena maggiorenni) .

    La tipa che era con me, si premuniva di farmi star bene, mi coccolava, ogni tanto tentava di farmi un massaggio sulla schiena , anche se ero un po’ indisponibile su questo punto, perché sentivo ancora dei dolori, sta di fatto che i miei amici nel frattempo che giocherellavano sulla spiaggia con le altre 2 ragasse, le chiesi a Porn se voleva stare un po’ con me dentro il bungalow, era 3 giorni che non scopavo ed avevo le palle che mi stavano scoppiando, a fare sesso non ci pensavo nemmeno ,perché qualsiasi posizione adottavo mi sentivo impedito e così ovviammo per un BBJ di quelli intensi, me ne feci fare 2, in quanto alla prima venni subito, così non soddisfatto me ne feci fare un altro in versione più bastarda, ahhhhhhhh che bello, già mi sentivo un po’ meglio, anzi forse era quello che mi mancava, mi sentivo rigenerato, gli diedi 250 bht , e lei fu molto contenta ed io ancora di più eheheheh.

    Le congedammo alle prime luci del tramonto, in quanto volevamo riposarci un po’, prima di uscire per l’ennesima serata che si stava avvicinando.

    La sera stessa, andammo a mangiare dalle parti del BeachComber resort , c’era un piccolo thai restaurant e ci fermammo là. Inutile dire che il menù fu sempre a base di pesce e riso jasmine e naturalmente ancora una volta i discorsi si rifacevano sempre sugli stessi binari, ossia sta voglia che ci aveva preso a trasferirci in Thailandia, si programmava una volta tornati a Milano, di lavorare come negri e cercare di racimolare più soldi possibili ed aprirci o un bar oppure un ristorante italiano, eravamo entusiasti di questi discorsi, in quanto tutto era possibile, bisognava avere solo tanta e tanta pazienza.

    Io intanto nei miei più intimi pensieri mi chiedevo quando mi sarei rimesso a pieno regime in termini fisici, qua raga la voglia era tanta e le giostre erano libere, in quanto la stagione non era sovraffollata di farangs.

    L’ultimo giorno della prima settimana mi sentì abbastanza meglio, qua bisognava festeggiare alla grande casso !!!

    Quella mattina mi svegliai pieno di energia, e la prima cosa che feci fu quella di buttarmi subito in mare ,stetti a mollo circa un oretta, dopodiché mi feci un Joint, anche i miei amici sembravano più felici perché il mio umore era cambiato in meglio, mi sentivo positivo e con tanta voglia di recuperare il tempo perduto.

    Continua….

     

    Quello stesso giorno ritornai indietro di 10 anni, era come se mia mamma, mi aveva accompagnato a comprare il presentino in cartoleria perché di solito si usava così, almeno per quanto mi ricordo io, quanti di voi ogni tanto si facevano il giretto in cartoleria a scegliere il regalo per essere stati bravi a scuola o per aver fatto un dettato con esiti positivi ?

    Ecco in quel medesimo frangente mi sentivo proprio così, infatti con i miei amici andammo in perlustrazione per le strade di Chaweng per cercare qualcosa di buono. Eravamo sul tardi pomeriggio, ad un tratto intravedemmo 5 ragasse che erano sedute al market che stavano mangiando, 3 erano carine 1 passabile ed un’altra era un cesso irreversibile, chiaramente non potemmo fare altro che focalizzare la nostra attenzione sulle 3 ragasse più carine.

    Parcheggiammo i nostri motorini e ci sedemmo ad un tavolo vicino al loro, ordinammo 3 Chaang di quelle grandi ci portarono 3 bicchieri con del ghiaccio, che noi immancabilmente buttavamo via, in quanto la birra con ghiaccio e una cosa che sta al di fuori dalla logica, (solo i thai riescono a bere la birra con ghiaccio, anche se la stessa birra e fredda….misteri della vita)

    Come stavo dicendo cercammo di attaccare una conversazione che si basava principalmente su ciò che loro stavano mangiando, ma inizialmente non ci davano tanta corda, così cercammo di adottare la tattica sul farle ridere il più possibile, raccontando un sacco di cazzate e sul farle capire che era la prima volta che venivamo a Koh Samui e quindi avevamo bisogno di qualcuno che ci facesse un po’ da guida, una delle ragasse (una delle 3 carine)ci disse quanto eravamo disposte a pagare per tale disturbo, noi ci guardammo in faccia e ci mettemmo d’accordo di riuscire a strappare un puntello per la sera, così gli facemmo la mitica domanda se erano disponibile per incontrarci al Raegge Pub per le 23.00 e con grande fortuna risposero tutte di si, casso tutte e 5 non si poteva, visto che 2 ragasse non ci piacevano, noi puntavamo solo a 3 di loro, e così a buon viso e cattivo gioco ,dicemmo ok va bene.

    Nel frattempo finito di bere le birre andammo in un altro barettino e mi misi d’accordo al volo con una tipa per 300bht di fare uno sciortino di quelli ad hoc, mi caricai una tipa che non era sta gran figa, ma aveva un bel corpicino e poi l’avevo già adocchiata anche nei giorni scorsi sensa mai testarla, i miei amici rimasero ancora al bar e ci mettemmo d’accordo di aspettarmi un paio d’ore il tempo di timbrare l’ennesimo cartellino.

    Andai nel bungalow con Aon il nick di questa tipa, e con grande voglia le tolsi tutti i vestiti in 10 secondi e rimase con delle mutandine che sembravano i mutandoni di mia nonna ed un reggiseno di quelli super imbottiti, vabbè….già aveva perso qualche punticino (sono un amante dell’intimo femminile, ma a volte le thai non sanno neanche dove sta di casa, quando si parla di lingerie) Partii nelle posizioni più classiche, sopra, sotto, di dietro, fino a quando le dissi perché non proviamo la posizione dell’elicottero ?

    Era bella snella di corpo, e sembrava fatta apposta per questo tipo di posa , lei non sapeva come casso fare, finche dovetti desistere e continuai a farmi fare la samba sopra di me, ne feci un paio in circa un oretta e mezza talmente la voglia era tanta, fino a quando,l’ultima sessione le venni in bocca, e lei con un po’ di disgusto andò subito in bagno a sputare , mi fece fare 2 risate perché era tenera vederla in quella situazione di chi non accettava quel finale che io tanto amavo, ed amo tuttora eheheheh.

    Ci rivestimmo tutti e due , lei si diede un incipriata al volo una rossettata sulle labbra e la riaccompagnai al bar, i miei amici erano ancora nel bar che nel frattempo si erano fatti fuori non so quante birre ed erano indaffarati a parlare con le altre ragasse del locale, mi videro già da lontano e si fecero una bella risata, perché esplodevo di gioia, visto che 3 giorni sensa fare giri sulla giostra in questo Luna Park mi sembrava irreale è che casso !!

    Ci offri da bere ad Aon , e dopo 10 min ce ne andammo via. Dovevamo organizzare la serata con queste 5 ragasse, quindi il tempo non era tanto, e dovevamo ancora andare a mangiare….

    Ci preparammo quella sera come se dovessimo spaccare il mondo, ci mettemmo tutti in ghingheri e belli profumati, iniziammo con un bel preaperitivo tirandoci su un bel joint, e ci avviammo in un bel thai restaurant che si trovava vicino al GreenMango, l’interno di questo locale era molto caratteristico perché aveva la forma di un grande veliero tutto in legno , c’era una bellissima vasca con una grande varietà di pesci, e poi altre vasche riempite di ghiaccio tritato con kilate di aragoste, ostriche,e gamberoni, casso già solo a vedere questa scena la fame saliva a mille, poi chissà perché il mare fa sempre questo effetto, beh comunque al cameriere di turno chiedemmo se era disponibile un bel tavolo , che non fosse proprio a ridosso dell’uscita del locale e neanche vicino ai bagni, ne volevamo uno in zona strategica, praticamente il cameriere ci diede un tavolo in mezzo alla sala, così potevamo gustarci anche il locale vedendo quanto era bello.

    Ero strafelice quel giorno, un po’ perché come già dichiarato prima mi sentivo molto meglio, riuscivo a camminare , ma ancora di più mi ero fatto una buona good session poche ore prima con Aon. Quella sera pagai io la cena ai miei amici e tutto quanto, perché era il minimo che potevo fare dopo essermi stati vicino per l’incidente in motorino che avevo subito.

    Pagai come un 500bht in 3 e ci riempimmo di ostriche ,seabass ,sogliole e gamberi, il tutto innaffiato come al solito delle nostre chaang di quelle da 66cl. Intanto si parlava di questo meeting che da qui a poco andavamo a fare e sulla maniera su come sbolognare questi 2 cessi di ragasse, visto che noi eravamo solo interessati solo alle altre 3, ma voi sapete meglio di me, che a volte quando inviti qualcuna ,le amiche delle amiche si auto invitano a cazzi loro !!

    Quindi finita la cena, prendiamo i motorini e andiamo al Raegge Pub , le aspettiamo alla fine del lungo ponte di legno, e vediamo che invece di arrivarne 5 , ne arrivano 7, e che casso !!! qua dovevamo sbolognarne 2 e ce ne ritroviamo 4 in più, qua la situazione non si stava mettendo a nostro favore, sta di fatto che ci dicono che si erano aggregate altre 2 perché erano curiose di sapere chi fossimo, vabbè, ci presentiamo e tolti gli inconvenevoli di saluto e benvenuto, ci venne l’idea di invitarle non a ballare, ma sulla spiaggia in un localino dove mettevano musica dal vivo, qua non si poteva offrire da bere a tutta sta combriccola di 7 scalmanate ragasse, perlomeno non a quelle che a noi, non ci interessavano, e così per tagliare la testa al toro e non farci vedere troppo spilorci, ordinammo una bottiglia di 100 pipers alcune bottigliette di kratindeng e qualche bottiglia di coca-cola e soda water, e 2 cestelli di ghiaccio, e facemmo tutto un bel mix ,il cosiddetto stoneball, cosicché questo poteva inizialmente bastare per mettere un po’ su di giri le ragasse che a noi ci importavano e dare la mazzata finale alle altre dandoci il 2 di picche e mandarle a cagare.

    Il complesso che suonava dal vivo non era male, ma suonavano sempre le stesse canzoni thai, insomma il loro repertorio era troppo limitato, ma non ci facemmo troppo caso ,se nonche queste ragasse ce lo fecero notare, dicendoci appunto che questi 4 thaimen suonavano sempre la stessa musica, ad ogni modo le gerarchie si erano stabilizzate, io puntai una tipa che si rivelò di una simpatia e gentilezza incredibile oltre al fatto che era molto ma molto bella, invece gli altri 2 miei amici si diedero da fare con le altre 2 ragasse che erano anche quelle molto bbone, le altre 4 invece erano un po’ per i cazzi loro, un po’ più defilati dalla scena.

    Io naturalmente feci lo stupidotto tutta la sera facendogli un sacco di apprezzamenti su quanto era bella, simpatica, di quanto ero stato fortunato ad incontrare e a conoscere una ragazza come lei, insomma le solite minkiate che si dicono per far colpo su una thailady.

    Non so come successe, ma lei ad un certo punto si sdraio vicino a me e appoggiò la sua testa sopra le mie gambe, che ancora non si erano stabilite del tutto per via del dolore , ma che potevo benissimo resistere a questa sofferenza che ogni tanto mi saliva. Intanto vedevo che i miei amici non avevano perso tempo con le altre 2, anzi erano già più avanti di me, nel senso che erano partite le lingue da una parte e dall’altra, la tipa che era con me guardò appunto la scena, e con nonchalance mi disse e noi cosa facciamo ?

    Neanche il tempo di fargli finire la frase che la mia lingua era già nella sua bocca, casso come slinguava da dio, era un uragano in calore , e sentivo che la sua lingua aveva la meglio sulla mia , infatti cercava sempre di spingermela dentro la gola, finche dovetti dare un break, perché mi mancava un po’ il fiato seppur respiravo anche dal naso.

    Questo fu una buona occasione ,perché le altre 4 ragasse oramai avevano capito l’andazzo e dissero alle loro amiche che sarebbero andate a ballare al Raegge Pub , in cerca di qualche farang ( questo me lo disse la tipa che stava con me).

    In questo locale che noi non eravamo dentro ma fuori sulla spiaggia, eravamo appunto sdraiati su dei grandi parei colorati, mentre appunto dentro il localino c’era questa thaiband che suonava, nel frattempo i cestelli di stoneball erano esauriti, spazzati in un ora, cosicché tutte e tre le ragasse esclamarono ad alta voce i wanna drink i wanna drink, e va bene diamoci da bere, tanto a noi quello che interessava in quel momento, era riuscire a concludere la serata in maniera egregia, e poi noi eravamo gentleboys eheheheh.

    Continua….

     

    Certo che 2 stoneball in 10 persone erano un po’ pochini, ma di certo non eravamo la per fare opere di bene alla spiaggia, diciamo che avevamo investito il minimo indispensabile per fare un po’ di atmosfera e riuscire a rompere il prima possibile il ghiaccio, infatti la cosa si rivelò buona dalla nostra parte.

    Le thai sono abbastanza abitudinarie e così anche loro si ordinarono 3 spicy red wine cool, fino adesso tutte le ragasse che avevamo conosciuto , prediligevano nei loro gusti questa bevanda, che con tutta onestà personalmente non mi fa impazzire, ma tra loro fa tanto chic.

    Io e i miei amici ci ordinammo un altro set di Stoneball, avevamo iniziato con questo, e per non mischiare troppo, optammo di nuovo su questa scelta.

    Tra un bicchiere e l’altro si parlava appunto sul fatto se c’era qualcosa di bello da vedere su quest’Isola, e loro ci dissero se conoscevamo il Full Moon Party, noi con un secco no ,dicemmo che casso di roba era, e loro piano piano nel loro thainglish ci spiegarono appunto di questa festa (tipo di quella che avevamo assistito nei giorni precedenti a Chaweng Beach il Black Moon Party) che si teneva a Koh Pha Ngan, un Isola non molto distante da Samui.

    Comunque spiegammo che non si sapeva nulla di questa festa ,ne tantomeno di quest’altra Isola, allora ci dissero che era un evento da non perdere assolutamente, debbo dire che la cosa ci incuriosì parecchio. Il discorso terminò così.

    Finito di bere, e di pomiciare appassionatamente , ci dissero che volevano mangiare qualcosa, ebbero una buona idea in quanto dopo tutto quel alcool che si era ingurgitato ,era quello che ci voleva, e così tutti belli brilli ci portarono in un posticino vicino al Laguna Blu.
    Le ragasse incominciarono ad ordinare parecchi piatti, ma di costo veramente contenuto e sembravano essere molto a loro agio con noi, noi anche a dir la verità, perché oltre al fatto che erano tutte e 3 belle quindi soddisfatti entrambi, si dimostravano anche molto socievoli, sembravamo 3 coppiette innamorate ed affiatate. La serata la volevamo concludere alla grande, ossia dormire con loro, ancora però non si sapeva se bisognava pagare o meno, non sapevamo neanche casso facessero se erano freelancers oppure boh….

    E così dovemmo affrontare questo discorso, io dissi a Oi (il nome di questa ragassa) cosa faceva per vivere, e lei con tutta tranquillità mi disse che aveva appena finito una storia con un ragasso australiano, che aveva conosciuto tempo fa, e lui ogni tanto ci mandava dei soldi e per racimolare qualche extra, in più diceva anche che appunto se la faceva ogni tanto con i farangs che più gli piacevano, insomma anche lei era una freelancer, arrivava da Suratthani e per lei Chaweng era la soluzione migliore per far soldi.

    Così sensa farmi scrupoli, le dissi se per 500 bht era disposta a passare la notte con me, lei mi disse : no i soldi non li voglio, ma la notte la passerò ugualmente con te, casso non credevo a ciò che le mie orecchie sentivano (naturalmente non era così come sembrava, e più avanti ne parlerò)

    Allora dopo aver mangiato, bevuto e pagato il bill, le invitammo nel nostro Bungalow, il figlio del sergente di ferro ogni volta si faceva un sacco di risate vedendo che ogni 2 per 3 portavamo sempre ragasse diverse, ma con un po’ di tip alla volta ci comprammo anche il suo silenzio, dicendogli di non aprire bocca, alle belle di turno.

    I miei amici anche si misero d’accordo con le loro 2 amiche per passare la notte, e così dopo un ultima bevuta tutti insieme, ci ritirammo nei nostri alloggi.

    Quella notte la passai che fu una meraviglia, Oi aveva 24 anni (ed io per non essere da meno gli dissi che avevo la stessa età) ma casso se gli piaceva fare sesso, una cosa inaudita, andammo avanti ore e ore, sul letto ,per terra, prendeva l’iniziativa da ragassa navigata e non si faceva menate a fare lavori di BBJ da grande professionista dico da grande professionista perché ogni volta che “venivo” voleva che gli andasse tutto sul seno e in faccia, casso forse forse avevo trovato quella giusta….

    Il mattino seguente ci svegliammo facendo un’altra good session e finito ci facemmo la doccia insieme, fu molto bello e audace perché aveva preso l’iniziativa di lavarmi dappertutto, non disdegnando ogni tanto di prendermelo in bocca, insomma avevo tra le mani un bel troione di quelli doc.

    Andammo a fare colazione ed i miei amici erano già al ristorante del resort, inutile dire che anche loro se l’erano passata bene quella notte, ognuno di noi era soddisfatto pienamente, e così sensa farmi accorgere da Oi dissi a loro se le avevano pagate , i miei amici dissero di si, pagarono 500bht ognuno, e la cosa mi stupì perché mi sembrava strano che questa qui, non mi aveva chiesto nulla, e così spiegai questo a loro e ci rimasero un po’ male perché loro avevano dovuto pagare ed io no, ma nello stesso tempo dissero quanto ero stato fortunato.

    Ma la mattinata non era ancora finita, Oi mi disse se l’accompagnavo al mercato di Lamai, voleva fare spese e comprare qualcosa per lei, acconsentì e così tutti insieme andammo a questo mercato, e vero che non mi aveva chiesto i gettoni, però mi fece capire se avevo problemi a comprarci dei vestitini e delle scarpette, mi sentì talmente sollevato che facemmo shopping a tutto spiano, praticamente si comprò con soli 400 bht, 2 magliettine da 100 bht un jeans da 100 bht ed un paio di scarpette col tacco da 200 bht, la vidi molto contenta ed io ero più contento di lei, anche perché avevo speso alla fine 100bht in meno di quello che gli avevo proposto ( voglio ricordare che allora 100 bht per un thai non erano come quelli di adesso).

    Le altre 2 ragasse anche loro si comprarono qualcosa con i soldi ricevuti, quindi alla fine si spiegò il perché Oi non mi aveva chiesto i gettoni inizialmente, un po’ furbamente voleva farsi vedere un po’ diversa dalle altre, anche se poi alla fine la sostanza non cambiava, i gettoni o di riffa o di raffa uscivano fuori. Questo suo modo di fare infatti mi fece attaccare ancora di più a lei.

    Al Giro di Boa

    Cazzo, non erano passate neanche 24 ore e già Oi, mi aveva in un certo senso mandato “fuori di testa” con il suo modo di fare e con la passione che vidi a far sesso con me, no non ci volevo credere, e poi mi restava l’ultima settimana di questa intensa vacanza che non potevo andarmene via affezionandomi ad una persona che sicuramente mai avrei più rivisto o contattata al mio rientro a Milano.

    Era Domenica quando io e i miei amici ci consultammo se ne valeva la pena di farci qualche giorno nell’Isola del Full Moon Party, e dopo una breve consultazione decidemmo di provare anche questa piccola esperienza che ci stavamo ad accingere a fare, solo che c’era un problema, non volevamo partire da soli e così con un po’ di titubanza prendemmo coraggio tutti e 3 è ne parlammo anche con le nostre “ragasse”.

    Dopo la gita a Lamai tra far compere al mercato, e un giretto in spiaggia sempre da quelle parti, la giornata passava tranquilla, si parlava su ciò che facevamo noi in Italia e come ce la si passava, spiegammo in linea generale i pregi e difetti del nostro paese, e il difficile carattere delle ragasse italiane che avevano nei nostri confronti, sia nel relazionarsi che nell’ambito familiare in cui spiegavamo che le donne italiane avevano un carattere forte e molto indipendente, loro erano molto curiose nel sentire tutto questo, e così la conversazione continuò in un piccolo ristorantino all’aperto dove consumammo un pranzo abbastanza leggero, oramai ci eravamo letteralmente abituati alla cucina thai, che neanche ci si pensava più alla nostra cucina italiana, non ne sentivamo affatto la mancanza, questo fu una cosa positiva, in quanto avevamo superato questo scoglio ambientale in così poco tempo.

    Tra il discorso sull’Italia e delle persone ,ad un tratto il mio amico se ne venne fuori invitando le ragasse a passare con noi qualche giorno in quest’Isola che loro ci avevano consigliato (inizialmente la vacanza si doveva svolgere secondo i nostri piani solo a Bkk e Koh Samui) Erano molto indecise sul da farsi , e ci spiegarono che per loro non c’era nessun problema se non fosse dal fatto che soldi nisba, e così ci facemmo 2 conti, avevamo ancora all’incirca un altro migliaio di dollari a testa, e così le facemmo la proposta che le avremmo sponsorizzato noi la vacanza ed assorbirci tutte le spese che erano necessarie, in un primo momento dissero no, ma poi con tanto convincimento da parte nostra, acconsentirono, il loro assenso naturalmente ci fece molto piacere ed il feeling che piano piano si stava instaurando,si stava sempre di più rafforzando. Quindi si decise di partire il giorno seguente ossia il Lunedì.

    Quella stessa Domenica naturalmente la passammo tutti insieme fino a sera, fin quando le riaccompagnammo nella loro room (che si trovava a ridosso del GreenMango) perché si dovevano cambiare e naturalmente prepararsi uno zainetto con i vari ricambi di vestiti che gli servivano durante i prossimi giorni.

    Ci demmo appuntamento nei nostri Bungalow, verso le 22.30 ed arrivarono belle allegre ed entusiaste, noi anche sembravamo come 3 bambini che avevano appena finito di fare il giro sulla giostra, ma questa giostra aveva un suo costo, pur girando e girando nella medesima attrazione.

    Le portammo fuori a mangiare, oramai qualsiasi cosa pagavamo noi, anche le cose più semplici come le sigarette ,sensa contare il resto….

    Le avevamo promesso che per ogni giorno che stavano con noi, potevamo dargli 400 bht e che ne potevano fare tutto quello che volevano.

    Allora praticamente erano : vacanza con vitto e alloggio pagato più i gettoni che giornalmente ricevevano, mi sembrava un buon compromesso da entrambi le parti.

    Questo punto ci fece capire che sensa gettoni non si poteva portare avanti un certo tipo di discorso come quello proposto, perché sapevamo che con loro c’era un prezzo da pagare, che era quello della loro compagnia, quindi la prendemmo con una certa “filosofia” e facendoci forza l’un con l’altro (io e i miei amici) ci facemmo la promessa di non affezionarci troppo, ma di vivere questa avventura giorno dopo giorno ,sapendo che molto presto bisognava dirsi addio.

    Dopo mangiato ci andammo a fare una partita a Biliardo al Raegge Pub, stemmo circa un oretta e poi andammo a dormire ,perché il giorno dopo avevamo intenzione di alzarci molto presto. Passai la seconda notte con Oi ancora più bella della prima, nel senso che oramai c’era un affiatamento molto disinvolto e spontaneo, a letto non ci si precludeva niente di niente e si dimostrava sempre dolce nei miei confronti, pur sapendo che il tutto era dettato da un secondo fine, insomma non volevo farmi troppe illusioni e non mi aspettavo di certo che si poteva innamorare di una persona che l’avrebbe lasciata da li a pochi giorni, però nello stesso tempo cercavo di nascondere subdolamente tutte queste mie risposte che dentro di me mi davo, perché non volevo farmi del male ,pensando che lei veniva solo con me perchè sapeva che in un qualche modo riceveva questo suo compenso fatto di svago e nello stesso tempo in termini monetari.

    Continua….

     

    Ci svegliammo il Lunedì mattina tutti eccitati, erano circa le 9.00 e così chiedemmo gentilmente al figlio della signora del resort se ci poteva accompagnare con il suo pick up a Bang Rak, vicino Bophut , da li avremmo preso uno speed boat che ci portava a Kho Phangan , pagammo il disturbo 100bht ed il tragitto in barca ci mettemmo d’accordo dopo una breve contrattazione 400 bht per tutti e 6.

    Il viaggio in questo speed boat fu abbastanza brutto, perché c’erano delle onde molto alte e lo scafo della barca picchiava l’acqua in modo molto violento, una delle 3 ragazze si prese anche una bella capocciata che per fortuna non ebbe gravi complicazioni a parte un piccolo bernoccolo sulla fronte.

    Da lontano si intravedeva una specie di nebbia una condensa che non si capiva bene dove avremmo attraccati, dopo circa un bel 40 min abbondanti ad un tratto come per incanto ci vediamo questo piccolo lembo di terra con una forma appuntita , ma il porto non c’era, praticamente la barca si fermò a pochi metri dalla riva, finalmente arrivammo ad Haad Rin, la località diciamo più conosciuta di quest’Isola.

    Andammo in un piccolo negozietto di alimentari e le ragasse si misero a parlare con un tipo, dopo un po’ vennero da noi e ci dissero che per 100 bht ci avrebbe accompagnato questa persona fino a Baan Tai , le ragasse ci dissero che conoscevano un bel resort dove prendere alloggio, si chiamava la mangrovia (che non so se esiste ancora) il posto era veramente carino ed anche vicinissimo al mare, ci prendemmo 3 bungalow, molto spartani al prezzo di 150bht ognuno.

    “Spiego brevemente questi 4 giorni che di fatto furono molto divertenti, intensi ma brevi allo stesso tempo.”

    Le giornate le avevamo organizzate in maniera molto semplice, innanzitutto devo dire che come vita notturna (dove eravamo noi) era pari allo zero, solo qualche negozietto di alimentari 2 ristorantini e 3 bar allestiti alla buona, il tutto era gestito da thaimen con qualche ragazzina molto giovane, come musica al posto dello stereo avevano delle grosse radio portatili con delle piccole casse, naturalmente le luci del albero di Natale non mancavano mai, erano tutte addobbate ,dentro e fuori, l’aria che si respirava era di assoluto relax, non c’era un casso da fare.

    Di giorno con 3 motorini affittati, tramite questo piccolo resort al prezzo di 50 bht ognuno eravamo abbastanza liberi per muoverci che in quel periodo aveva solo una strada che praticamente faceva il giro dell’Isola più qualche strada che entrava all’interno ma che poi finiva li.

    Allora la giornata veniva divisa tra il mare, che le tre ragasse facevano il bagno con le magliette, si giocava a pallavolo tutti insieme, e poi si pasteggiava quello che capitava, ma che principalmente era sempre a base di pesce oppure grigliate miste di carne o pollo. Avevamo fatto anche una bella scorta di Birra, acqua , e the freddo, lo spicy red wine cool non era ancora arrivato da queste parti.

    Con Oi, le ore passavano troppo velocemente, ogni 2 x 3 si faceva sesso, non ci si stancava mai, e mi sentivo al settimo cielo, avevo tutto, ero in un vero paradiso con una ragassa che mi faceva star sempre bene, non c’era mai stato una volta che avevamo avuto una minima discussione, quello che a me andava bene, andava bene anche a lei e così viceversa.

    La sera si stava in questo piccolino paesino dove avevamo i Bungalow, in quanto non c’erano ancora sulla strada che portava a Haad Rin le luci , ed anche se si era distanti pochi kilometri, non ci fidavamo mica a guidare con il buio pesto su una strada sterrata che era un pericolo solo a guardarla, e così si aveva solo la possibilità di andare solo di giorno , passeggiando e girando così sensa una meta ben precisa, dove vedevamo la strada , quella si seguiva. Le ragasse ci facevano un po’ da guida, andammo anche a Thong Sala un paesello di pescatori con un molo, una specie di porticciolo dove erano attraccate altre barche che facevano la spola con Koh Tao e Koh Samui.

    Due giorni dopo c’era questo famoso Full Moon Party, lo stesso giorno che c’era questa festa, lo passammo a Koh Ma, un isolotto piccolissimo che si trova nella parte nord di Koh Phangan, ci eravamo preparati per fare questo bel picnic, con 350 bht affittammo una barca con motore che prendemmo a Thong Sala, ci demmo 300 bht alle ragasse che nel frattempo si fecero un giro al mercato e tornarono con un sacco di roba da mangiare, costolette di maiale, cosce di pollo, gamberi e pesce da fare al sale, e circa una kilata di kao niaow, noi invece pensammo al beveraggio ,comprammo una cassa di birra e alcune bottiglie d’acqua più un paio di sacchetti di quelli grandi con il ghiaccio, il tipo della barca si premunì di portare la carbonella con il BBQ.

    Fu uno dei giorni più belli che passai, il tipo conosceva un angolino di quest’Isola dove la sabbia era come la neve, e il mare era di un azzurro verdino che ti veniva voglia di berla talmente era trasparente, io e i miei amici ad abbrustolirci al sole, le ragasse a fare il BBQ e farsi i bagni che si divertivano come matte , mentre il thaiman era occupato, a bere birra ed a fumare canne come un turco. Inutile dire che il pranzo fu ottimo, le ragasse ci sapevano fare, in questa piccola carbonella avevano tirato su un pasto degno da fare concorrenza ad una House grilled.

    Ad un certo punto del pomeriggio, io e Oi ci facciamo un giro , e ci inoltriamo in una specie di foresta , a me stavano già venendo “cattivi pensieri” e così tra un bacio e un altro, una toccata di qui e di la, finimmo con il fare una good session di quelle che non si dimenticano, sopra una specie di masso che avevamo visto in mezzo a questa specie di giungla Pluviale.

    Bisognava tornare indietro, perché si stava già facendo un po’ scuro e così in neanche mezz’ora tornammo a Thong Sala e ci demmo anche una mancia al tipo che si era divertito di brutto, dicendogli se conosceva qualcuno che ci poteva accompagnare a Baan Tai, dove avevamo il Bungalow, lui disse: perché mai ? vi accompagno io, casso aveva una specie di Pick up, tutto sgangherato di quelli da anteguerra tipo un mazda o qualcosa del genere, ci mettemmo tutti e 6 dietro il cassone e ci portò a destinazione, ci demmo altri 50 bht più la mancia che aveva già ricevuto prima, , praticamente il thaiman per tutta la giornata si intascò quasi 500bht, più pranzo e dopo pranzo a sbafo.
    Non si poteva dire che non eravamo stanchi, dalla giornata estenuante e sotto il sole di Koh Ma, ma c’era una cosa per cui in fondo eravamo venuti anche qui a Koh Phangan , ovvero il Full Moon Party.

    Appena tornati in Bungalow, la prima cosa che si fece fu quella di recuperare un passaggio per Haad Rin e così , mandammo in avanscoperta le nostre ragasse di parlare con il tipo che gestiva questo resort, le invitammo a fargli la proposta che se per 100bht ci poteva accompagnare a questa festa, contrattarono per un po’ alla fine ci mettemmo d’accordo per 150 bht dicendoci che ci sarebbe venuto a riprendere all’alba del giorno dopo. Bene, eravamo sistemati con il passaggio, gli dicemmo se ci poteva accompagnare verso la mezzanotte in quanto avevamo bisogno di farci un riposino, assolutamente no disse !! se volete facciamo alle 23.00, vabbè come non detto, facciamo alle 23.00.

    Avevamo a disposizione circa 4 ore per rilassarci, e così ci rintanammo ognuno nei nostri bungalow. In quelle ore, io e Oi, riprendemmo il “discorso” che avevamo lasciato nel pomeriggio in quella piccola foresta , infatti ci facemmo insieme la doccia con un bel all inclusive , oramai sapeva cosa volevo e cosa mi piaceva, ed io per non essere da meno cercavo di soddisfarla in tutti i modi, le piaceva molto quando gliela “leccavo” e devo dire che anche a me e sempre stata una cosa che ne uscivo pazzo, era soffice e bella stretta, anche se poi una volta che si completava il rapporto andava man mano a bagnarsi sempre di più e quindi aveva anche una certa elasticità, le sue labbra erano molto piccole ma anche carnose.

    Dormimmo alcune ore avvinghiati l’uno all’altro , eravamo un corpo solo che non si voleva staccare mai, anzi non mi sarei mai voluto più staccare da quella situazione, Oi in un certo senso mi aveva mandato fuori di testa, e mi ritocca ancora una volta ribadirlo perché sul serio avevo incontrato una ragassa con cui avevo instaurato questo feeling, benefattore_cliente, in cui tutto ad un tratto mi dimenticai perché lei venne con me…..la mia ingenuità mi fece perdere il senso della realtà…..

    Ci venne a svegliare la ragassa del mio amico, dicendo a Oi se eravamo pronti, “casso ci hai appena svegliato aspetta un momento e che diamine !!”

    Uscimmo fuori dalla Room che erano già passate le 23.00 da un pezzo ed il thaiman che ci doveva portare ad Haad Rin era alquanto nervoso che lo avevamo fatto aspettare, gli regalammo un pacchetto di sigarette e si addolcì subito eheheheh.

    Da lontano a circa 500 metri si vedeva questa lunga distesa di sabbia tutta illuminata, in pratica gli organizzatori avevano sparso un po’ dappertutto dei vasi piani in terracotta, e all’interno c’era un liquido tipo kerosene con uno stoppino di cotone che fungeva per alimentare la fiamma del fuoco, una scena incredibile, si sentiva la musica in lontananza , con tutte queste fiammelle che facevano da contorno a questo lembo di sabbia, ed un sacco di farangs mischiati ai thai, che ballavano come indemoniati.

    Anche qua come al Black Moon Party di Chaweng , parecchie persone avevano tutti il corpo dipinto da capo a piedi, con colori fosforescenti, l’ecstasy e lo yaaba in quel periodo non aveva ancora preso piede, ma la maria e l’eroina quella si che non mancava, praticamente era una ciminiera unica, c’era chi fumava e chi si sparava qualche dose come se nulla fosse, ma nessuno sembrava farne caso, noi ovviamente ci limitammo solo a fumare, in quanto al resto eravamo contro a certi tipi di droghe, come appunto era la “roba”.

    Il contesto era abbastanza surreale, non si capiva un cazzo, la musica assordante ,ognuno immerso nel suo “viaggio” tutti che ridevano e saltellavano come birilli, insomma una bolgia umana di dimensioni stratosferiche.

    Chi aveva organizzato questo evento fece le cose in maniera esemplare.
    Avevano allestito un buon impianto acustico e il DJ non era niente male, si spaziava dall’Hard Core allo stile Pink Floyd , Jimi Hendrix ,Janis Joplin etc..etc…e non mancava qualche pezzo stile anni 70.

    Le ragasse sembravano molto divertite, noi ancora di più e si ballava tutti insieme, ogni tanto si lasciava la pista di sabbia per andare a bere qualcosa in uno dei tanti baracchini di legno che erano stati allestiti per la festa.

    Niente luci da disco, niente strobo psichedeliche e niente fumi di ghiaccio artificiale , solo la luce di questi piccoli lumini e la Luna Piena sopra di noi che era la Guest star della serata, in onore a questa divinità, i thailandesi gli avevano reso omaggio, come si faceva con gli spiriti per chi ancora era attaccato a queste usanze e superstizioni. Questa festa ancora non era tanto pubblicizzata, ma tra gli hippy che seguivano un certo stile di vita, arrivavano dal Nepal e dall’India proprio per non perdere questo evento all’insegna del fancazzismo più assoluto , era uno dei primi Rave party che incominciarono a prendere piede ,per poi come tutte le cose a diventare una brutta copia negli anni a venire di ciò che era il simbolo di questa festa, ossia la non commercializzazione ad uso e consumo per i diretti interessati, cioè i Farangs.

    I Thai su questo punto ci hanno mangiato di brutto e continuano a farlo tuttora.

    Più le ore passavano e più l’alcool aumentava e più si fumava, insomma eravamo dei tossici a pieno regime quella notte, ma non ce ne fregava un casso ,oramai avevamo raggiunto dei livelli di “non ritorno” anche le nostre ragasse fumavano, ma non quanto noi, Oi quando fumava gli prendeva una sensazione di assoluto sballo e gli faceva l’effetto come fosse una specie di afrodisiaco, infatti ci fu un momento che mi prese la mano di forza e la dovetti seguire in un posto superimboscato che non so dove casso aveva scovato, sta di fatto che mi tirò giù i pantaloncini ed incominciò a lavorare di bocca , io pensavo quanto zoccola lei era, ma allo stesso tempo pensavo quanto era brava a prendersi cura di me in questa maniera, mandandomi ogniqualvolta in estasi, con la sua iniziativa di far sesso in ogni dove, in ogni momento delle nostre giornate.

    Eravamo arrivati che era gia l’alba e la musica continuava ancora, nel frattempo i drivers degli speed boat cominciavano il loro lavoro nel caricare le orde di persone sulle loro barche ,che da li a poco li avrebbero condotti a Koh Samui, noi per fortuna nello stato in cui eravamo ( messi veramente male) dovevamo farci solo qualche kilometro di strada sul pick up, senza che dovevamo confonderci con tutte quelle persone ,ma soprattutto vedendo le condizioni del mare in cui era, che vi lascio immaginare….

    Il thaiman si presentò con una mezz’ora di ritardo , ma tutto finì con un bel vaffanculo rivoltò a lui che chiaramente non capì.

    Eravamo stanchi, “fatti”, e volevamo sdraiarci assolutamente nel letto, io poi non vedevo l’ora di abbracciarmi Oi sulle candide lenzuola che lei premurosamente si prodigava a rifare sempre ogni volta che avevamo rapporti intimi, faceva la parte della casalinga in modo egregio, e questo lo notai anche nel mio Bungalow a Chaweng, ogni volta sistemava bene il letto facendoci prendere sempre aria alle lenzuola e poi a sistemarlo come un bijoux, che cara ragassa…..

     

     

     

    So già che chi avrà avuto la pazienza di arrivare fino a qui, si sarà domandato cosa cavolo ci avevo trovato in quest’ultima ragassa in Oi che tanto ho decantato, beh in effetti niente se non il suo modo spregiudicato di fare sesso e quello non per ultimo di essere una persona mansueta e pacifica, non era una rompiballe come la mia Ess_fidansata italiana, ma forse era l’età dei diciottenni in cui si abbastanza volubile e capricciosi, e la mia ess_fidansata non era da meno, chiaramente, mi balzò alla mente di fare questo tipo di paragone portando ad esempio Oi, il quale non avevo capito in 2 settimane come casso era questo popolo, ne tanto meno lei, se non in modo superficiale.

    Di cosa si parlava tra noi ? assolutamente non si facevano discorsi seri, di nessun tipo, ne di carattere a livello di cultura generale, ne le più basilari conversazioni che comprendevano i nostri progetti a media e lunga scadenza, ne sulla nostra vita privata e professionale (anche se lo potevo comprendere perché lei di certo non poteva aspirare a fare un qualcosa di diverso che non quello di public relations con i farangs) insomma il tutto si limitava alle varie considerazioni che poteva essere la scelta del menù, l’organizzare la giornata giorno dopo giorno, le varie visite al mercato in cui ci davo qualche consiglio su cosa era più bello o meno da comprare, e poi si fantasticava, nel senso che ogni tanto mi saltava fuori con la storia se mai potevo ritornare da lei a Koh Samui.

    Chiaramente per farla star bene in quel momento e per non rovinare troppo l’atmosfera che si era creata tra di noi, le facevo intendere che c’erano buone probabilità che sarei ritornato in Thailandia nei prossimi 6 mesi, ma dentro di me sapevo che non era possibile….e questo mi faceva star male perché un po’ d’affetto lo provavo, la vedevo indifesa, e quanto era sfortunata ad arrangiarsi a farsela con i farangs per campare, la situazione come tante altre thai non era delle più rosee, ma non potevo avere la presunzione di essere la è fare il salvatore di un qualcosa che non mi apparteneva, in fin dei conti lei era con me per una proposta ben precisa che gli avevo fatto, ovvero fargli passare dei bei giorni insieme ad un farang pagandole la sua compagnia che mi offriva, quindi ero combattuto dal fatto che da una parte Oi mi faceva star bene e si dimostrava sempre disponibile, ma dall’altro lato il tutto aveva una sua logica ben precisa sul perché.

    Avevo deciso in quel momento di usare la stessa giostra, ma questa giostra andava rifornita di gettoni altrimenti non girava, avevo scelto in questo Luna Park , la più bella giostra che al primo giro mi aveva dato le emozioni più forti, una giostra a cui ogni giro non volevo più scendere, e più giravo e più i gettoni finivano…..

    Stavo raccontando poco fa, che appunto tornammo dal Full Moon Party che era passata l’alba, il cielo era molto scuro ed incominciavano a sentirsi i primi lampi, dopo neanche 5 min venne a piovere che si allagò tutto il resort tutte le strade, tirava un vento fortissimo e strano ma vero , mi piaceva il clima atmosferico che si era creato, eravamo talmente stanchi dalla notte precedente più la giornata passata a Koh Ma che era l’ideale per riposare tutto il giorno nel Bungalow sotto una pioggia scrosciante, non so se vi è mai capitato ad assistere ad un temporale fortissimo stando in un Isola piccola, dove tutto sembra più amplificato come se in quel momento l’Isola aspetta solo di affondare, ecco queste erano le mie sensazioni.

    Ci facemmo un joint prima di addormentarci, era il nostro modo per sentirci più vicini in quel momento, si lo so cosa penserete ,ma a 18 anni non mi sentivo quella persona matura o indirizzata in un certo conformismo quale l’etichetta , o il modo di comportarmi da persona benpensante e moralista con i suoi tabù, no assolutamente ero l’esatto contrario, la mia adolescenza lo vissuta in un quartiere balordo in mezzo alla strada, pur comunque cercando sempre di rigare dritto, ma quando per esempio come anche in questo caso ,me ne andavo in vacanza , mi lasciavo andare totalmente in queste cose , mi sentivo ancor più libero di fare ciò che volevo, sensa nessuno che mi giudicasse ne mi puntasse il dito per le mie azioni.

    Dormimmo tutto il giorno fino al pomeriggio, lei mi svegliò che praticamente ce lo aveva in bocca il mio sesso, e che casso era un viSSio allora, non so se usava questa tattica per farmi affezionare a lei, oppure era perché gli piaceva fare in modo esagerato l’amore, e questo suo modo di fare che mi spiazzava,piano piano mi fece riflettere che forse, ansi sicuramente si potesse comportare così anche con gli altri farangs a cui lei concedeva il suo tempo a forza di gettoni per dei periodi brevi come una vacanza, la stessa piccola vacanza che lei si era resa disponibile a passare con me, e questo un po’ mi turbava, ma anche pensavo che alla fine ero stato fortunato ad avere una simile compagnia.

    Insomma la pioggia non voleva saperne di fermarsi e così passammo altre ore a dormire e a coccolarci.

    Avevamo passato tutto il giorno in Bungalow, si era fatto sera , la fame era tanta ma tanta, la pioggia stava man mano diminuendo e così andai a bussare alla porta delle room dei miei amici insieme alle loro ragasse per metterci d’accordo ad andare tutti insieme a mangiare.

    Prendemmo i motorini, le strade erano allagate e dovevamo stare attento che la candela non si bagnasse altrimenti eravamo fottuti, in quanto chi casso aveva voglia di spingere durante il tragitto il motorino ? Vicino al resort c’era questo piccolo thai restaurant alla buona, non c’era neanche tanta scelta e così mangiammo quello che offriva il convento, fried chicken, padthai e fried vegetables, questo era tutto !! le birre quelle sempre e sempre non mancavano mai, era diventata una specie di droga(oltre alla maria) la birra tailandese.

    Non c’era molto da fare quella sera, per via degli allagamenti ed i bar erano chiusi, l’unica cosa era solo di ritornare nei nostri bungalow, stare un po’ tutti insieme a fumare ed ascoltare un po’ di musica, e così si concluse la nottata, ci salutammo ed ognuno rientrò nella propria camera.

    L’ultimo giorno a Koh Phangan , non fu molto bello, in quanto non si vedeva uno spiraglio di sole, ma non per questo ci precludemmo l’ultimo bagno in questo bel posticino, la giornata era nuvolosa, per non dire nera, ma comunque passammo tutta la mattinata in spiaggia a Baan Tai, vicino al nostro Resort, che non era esattamente un resort ma bensì un gruppo di Bungalow sparse in un area piccola con una staccionata che delimitava i confini con la spiaggia e la strada che dava direttamente diciamo nel centro del villaggio.

    Il mare era bello tiepido, si giocava con il pallone tutti insieme in acqua e si cercava di passare in una qualche maniera la mattinata.

    Tra una noce di cocco ed un joint era venuto il momento di andare a mangiare, ci fermammo in un locale dove facevano cucina indiana e mussulmana, non servivano alcool ne birra, quindi prima di sederci a tavola il mio amico fece una scappata nel negozio di alimentari per comprare 3 belle bottiglie grandi di Chaang, il proprietario , ci guardò un po’ male, però non c’e ne fregava minimamente di ciò che pensava.

    Le ragasse ordinarono per noi del curry molto buono con patate e chicken , ci portarono una bella padellata di manzo peperoni e cashewnuts e germogli di soia, e poi si mangiò degli spiedini di montone con una salsa caramellata, insomma le nostre amiche azzeccarono tutte le portate, il riso era sempre la base di tutti i nostri pasti, una cosa che cominciai ad apprezzare da subito in Thailandia, in quanto mi piaceva il loro modo che avevano di cucinarlo, e poi quando per la prima volta scoprì il kao niaow , fu una delle più belle cose che imparai subito a “venerare” e tutt’oggi ogni tanto a casa me lo preparo, mi sono dovuto comprare anche tutta l’attrezzatura come la pentola ed il cestello tutto forellato in bambù.

    Prima di partire nel pomeriggio per Koh Samui, io e Oi facemmo sesso per l’ultima volta in quel bungalow alla Mangrovia ed ancora una volta si mostrò partecipe e con tanta voglia di farsi possedere…..

    Il viaggio di ritorno fu come all’andata, ovvero con il mare molto agitato, le onde erano abbastanza alte, ed i 3 thaimen che gestivano questo speedboat urlavano e non si capiva che casso dicevano, le nostre ragasse idem facevano molto fatica a capire i loro discorsi, boh’ forse parlavano un dialetto strano, oppure le ragasse non volevano dirci esattamente ciò che questi thaimen confabulavano, sta di fatto che in circa un oretta arrivammo a BoPhut , ci impiegammo un po’ di più a sto giro perché il tragitto fu molto lento in termini di velocità, i thaimen avevano deciso che era meglio prendere le onde di traverso facendo un certo tipo di percorso a zigzag ,invece di seguire una rotta diritta.

    Prima di tornare nei nostri Bungalow avevamo ancora un po’ di tempo da gestire , era ancora chiaro seppur c’erano sempre questi nuvoloni sopra di noi, decidemmo di andare a Mae Nam , nella parte nord di Samui, trovammo una bella spiaggetta e ci fermammo un paio d’ore a fare il bagno, godendoci anche questo posticino che consiglio per chi si trovasse da quelle parti di farci una scappata.

    Ritornammo al first bungalow resort a Chaweng che erano già passate le 6 del pomeriggio,praticamente era già quasi buio.
    In Thailandia una cosa che notai da subito era che il sole tramontava molto presto e questa era una cosa che odiavo in un certo senso.

    Nei Bungalow ci facemmo una doccia e un riposino, e verso le 9 di sera uscimmo, andammo prima in un bar per farci un paio di birre, un bar abbastanza tranquillo sensa le cosiddette ladybar, visto che eravamo già in compagnia e poi si decise per andare a mangiare, vicino al SanS_Souci un altro resort che si trovava non molto distante da dove eravamo noi alloggiati.

    Per la prima volta da quando eravamo arrivati in Thai, mangiammo la pizza, anzi 2 pizze a testa io e i miei amici perché pur che erano buone erano anche molto piccole di diametro , le ragasse invece si mangiarono il loro thai food a base di noodles ,carne mista alla griglia e fried vegetables.

    Oramai si respirava un atmosfera tra tutti noi un po’ triste, visto che avevamo un altro giorno da stare insieme ,dovevamo ripartire per Bangkok in quanto nei prossimi 2 giorni avevamo il volo che ci riportava in Italia. Avevamo pensato visto che si aveva il volo alle 2 del mattino di fermarci una giornata intera nella città degli angeli. Avevamo ancora 24 ore da passare insieme, e lo facemmo in maniera sensa far trasparire alle ragasse quanto per noi era triste dividerci dalla loro compagnia, non volevamo di certo mandarle in paranoia, ma bensì lasciarle un bel ricordo fino all’ultimo.

    Dopo mangiato andammo a farci un giro per le bancarelle, e spesi circa 1000 bht per Oi comprandogli altri vestitini dei trucchi ed altre due paia di scarpette con il tacco basso,(a quei tempi 1000bht spesi in vestiti, ti portavi via mezza bancarella) era molto felice, ed io anche perché in quel momento vedevo che questa persona per quel poco che aveva lo apprezzava con tanta umiltà.
    La serata la terminammo al Santa fè a ballare e poi ritornammo nelle nostre room, che naturalmente non si dormì, perché tutta la notte rimanemmo svegli a fare sesso e a parlare sempre della questione se un giorno molto presto sarei ritornato da lei….

    Continua…

     

    L’ultimo giorno fu quello che segnò particolarmente la mia fine di questa vacanza al mare, il mio stato d’animo era sotto i livello delle mie scarpe, lasciavo questa meravigliosa Isola, che mi aveva dato delle emozioni, dei momenti a dir poco indimenticabili sotto tutti i punti di vista, e poi c’era il discorso di Oi, che pur quanto poteva sembrare strano dal suo modo di relazionarsi alla vita e con i farangs, avevo rivolto in lei una mia parte, forse sarà stata diciamo una certa mia vulnerabilità ad aprirmi e porre la mia fiducia in una persona che il suo scopo era quello solo di sopravvivere ad un destino che l’aveva portata a comportarsi così.

    Cercavo in tutti i modi di nascondere il mio umore , e lei non mi agevolava di certo visto che anche lei forse si era un po’ attaccata a me, per quei momenti di spensieratezza che gli avevo regalato. Durante la giornata la si dedicò agli ultimi bagni, e per nostra sfortuna il sole non voleva ancora farsi vedere, ma per noi oramai non cambiava nulla. Cercammo di sfruttare fino all’ultimo chiarore di luce il mare , mangiammo sulla spiaggia ,ed il pomeriggio ognuno per i fatti propri con la propria “ragassa”.

    Io ed Oi a guardare per ore ed ore il mare abbracciati come 2 fidansatini innamorati da chissà quanto tempo, non si aveva tanta voglia di parlare, perché il magone di questo addio piano piano si faceva sempre più sentire, ognuno era nei suoi pensieri facendo finta di nulla, ma non era vero, da entrambe le parti si sentiva già la lontananza che tra poche ore avrebbero interrotto questi idilliaci momenti passati in questa settimana che fummo insieme.

    La sera organizzammo una bella cena con i controfiocchi, ritornammo di nuovo al Budsaba , si ordino da subito 2 set di stoneball, volevamo prenderci una bella sbronza per assopire i pensieri che avevamo nella testa, forse era l’unico modo per non pensare troppo alla nostra partenza, mangiammo di tutto e di più; antipasti , secondi di carne e pesce con varie verdure cucinate in svariati modi, ci ordinammo anche il dessert, volevamo lasciargli l’ultimo ricordo in totale benessere e armonia.

    Nel dopo cena non si fece nulla, ritornammo al first bungalow in quanto dovevamo preparare i nostri bagagli, Oi era seduta in un angolino che mi fissava mentre sistemavo tutte le mie cose, ad un tratto scoppiò in un pianto dirotto, e non mi restò che fargli capire con una balla sacrosanta a fin di bene che sarei ritornato presto da lei.

    Ci facemmo l’ultimo joint insieme e ci abbandonammo ai sensi del nostro reciproco piacere, facemmo sesso a lungo fino all’indomani.

    Prima di partire dovevo lasciargli i soldi del pattuito che avevo concordato in precedenza che erano 1600 bht, mi erano rimasti ancora 500 dollari, gli lasciai 150 dollari che erano circa 3500 bht ,quindi il doppio, se li era proprio meritati, ci accompagnarono in aeroporto che era già mezzogiorno ed alle 2 del pomeriggio avevamo l’aereo per Bangkok. Restarono con noi fino all’ultimo, fino a quando venne il momento dei saluti, era venuto il momento di scendere da questa bellissima giostra, durante quest’addio mi mise tra le mani una lettera che ancora ad oggi conservò, mi disse di leggerla in aereo o comunque non in sua presenza.

    Inutile raccontare come mi sentì, varcai la soglia degli imbarchi senza voltarmi, non volevo vederla in quello stato di tristezza, volevo ricordarmela sorridente come era sempre stata, piano piano realizzai che dovetti abbandonare questo Luna Park , le giostre erano sempre li, ma i gettoni oramai ,quelli no, li avevamo spesi tutti….

    Epilogo Finale:

    Arrivammo a Bkk che erano quasi le 4 del pomeriggio, posammo le valigie all’ufficio dei bagagli, prendemmo al volo un taxi e ci facemmo portare in zona Sukhumvit, la serata la organizzammo in modo d’avere l’ultimo ricordino impresso e così andammo a farci l’ultimo body massage al Poseidon sulla Ratchada, cercai in quella oretta e mezza di svagarmi, anche se il pensiero era rivoltato su Oi, ma in quel momento avevo bisogno di un qualcosa che mi tirasse un po’ su a parte il mio gino. Ritornammo in zona Nana e ci fermammo in soi 4 a mangiare gustandoci l’ultimo panorama fatto di luci e di farangs che salivano e scendevano continuamente da questo palcoscenico, prima di ritornare in aeroporto girammo altri 2 baretti , sempre la in zona e poi ci facemmo un bel giro tra le bancarelle della Sukhumvit a comprare altri regali e souvenir da portare a casa.

    Alle 23.00 circa eravamo già in aeroporto, eravamo arrivati prima (alle 2 del mattino partiva l’aereo) per non avere la sfiga di imbatterci nel traffico che a tutte le ore del giorno e della notte sembrasse mai finire. Il nostro Aerflot era li che ci aspettava, non avevamo altra scelta in quel momento se non prendere l’aereo che se fosse stato per noi, mai ci saremmo saliti.

    Quando ad un tratto si iniziò le manovre di rullaggio, e l’aereo cominciò ad aumentare di potenza, avevo capito cosa stavo lasciando, mi vennero in mente un migliaio di immagini che dentro di me si erano memorizzate, l’arrivo a Bangkok, Patpong ,i primi rimorchi con le ladybar e con le freelancers in giro per la città degli angeli, i giri sulla barca sul Chaopraya con il suo palazzo reale e il Bhudda sdraiato, e poi Samui ,con il suo mare, le sue feste e le sue disco, le prime trombate con le ragasse appena arrivati sull’Isola, il mio incidente in motorino, e poi l’incontro fortuito o cercato con Oi, tutta la settimana passata insieme tra Chaweng e Koh Phangan, insomma stavo rivivendo di nuovo il mio film, l’aereo prese sempre più velocità e non mi restava altro che accettare la triste realtà ,lasciare questo Paradiso, questo Luna Park ,che per caso avevamo conosciuto ,tramite le belle parole di un mio conoscente che mi convinse ad accettare che in quel posto le ragasse ballavano in bikini sulle pedane attaccate ai pali cromati, e dove faceva sempre caldo e che il mare era stupendo che ti potevi specchiare la faccia…..

    Facemmo scalo a Mosca , ma per nostra fortuna si tratto solo di 3 ore, arrivammo a Milano che era molto presto, c’era anche una nebbia quel giorno, non dovetti far altro che nascondere il mio umore davanti alla mia famiglia una volta che varcai la soglia di casa, facendo finta che non avevo nulla, anche se qualcosa avevano immaginato conoscendomi bene.

    Non volevo rimanere in casa, mi sentivo come un corpo estraniato, mi sembrava che non facevo parte di quel contesto famigliare, ne tanto meno mi sentivo di raccontare come avevo passato la mia vacanza in Thai, e così con una scusa , dissi a mia madre che dovevo uscire per qualche oretta per sbrigare alcune cose, presi la macchina ed imboccai l’autostrada la Milano/Varese, tra le note di Fabio Concato non riuscivo a trattenere le lacrime che spontaneamente mi scendevano, avevo un nodo in gola pensando a quello che avevo lasciato, un paese che mi aveva accolto in quei 19 giorni facendomi star bene. Non so come, anzi si lo sapevo eccome , mi fermai davanti all’aeroporto a vedere gli aerei che partivano ed io mi immaginavo sopra uno di quelli per far subito ritorno nella mia amata Thailandia.

    Le mie conclusioni:

    Tornai l’anno seguente a Koh Samui , ma di Oi non ebbi più traccia, avevo cercato di reperire una qualche info su di lei, ma nessuno/a non sapeva neanche di chi stavo parlando, l’indirizzo che mi diede della sua casa di Suratthani, quando andai non c’era più la casa o forse chi lo sa, non era il posto giusto che mi aveva scritto sul biglietto.

    Da quest’altro viaggio ne seguirono altri 23 che feci tutti esclusivamente da solo tra il 1990 ed il 1999,(i miei amici non ritornarono più scegliendo altre mete) fino a quando decisi di trasferirmi in pianta stabile in Thai, ma questa fu tutta un’altra storia…..

    FINE


    Zest ha scritto anche:



      • ElCristo
      • ElCristo

      • 20 dicembre 2012 at 17:21

      Bel racconto epoi a noi piaciono i racconti lunghi ;-)
      E quindi ora dove vivi? Bangkok?

         0 Mi Piace



    • Grande Zest e ari-benvenuto a bordo! :clap
      Un Classico….questo pezzo potremmo reintitolarlo “La Genesi del Puttanesimo Thailandese” o qualcosa del genere… :D
      Direi che te la sei cavata niente male, sopratutto per un diciottenne alla prima volta….niente male affatto.
      Complimenti! :-)

         1 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 21 dicembre 2012 at 8:49

      E` un piacere vedere che hai postato qui…anche perche` ero l’ unico Uomo d’ Oriente in mezzo a una ciurma di Pirati dei Caraibi! :ar :))
      X me leggere del periodo d’ oro dell thailandia e` molto bello, soprattutto attraverso i tuoi occhi della prima volta, che spesso e` quella che fa innamorare fatalmente di un paese…

         0 Mi Piace


      • loup_garou
      • loup_garou

      • 21 dicembre 2012 at 9:03

      CCSP,

      Ehi CCSP! ti ricordo che la thailandia oltre che per i gogo bars è famosa anche per i suoi pirati! :ar

         0 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 21 dicembre 2012 at 9:28

      Si ,ma se vogliamo fare i pirati in Thailandia, al posto del rum caraibico ci tocca bere il Lao Kaw o come cazzo si scrive!Non c e` paragone! :))

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      • loup_garou
      • loup_garou

      • 21 dicembre 2012 at 9:30

      loup_garou,

      Ad ogni modo… in linea di massima condivido, questo è sostanzialmente un covo di pericolosi filocastristi e sandinisti :skull …. insomma gente braccata da FBI, CIA, MI5, MI6, OVRA e forse anche KGB… in poche parole dei rifugiati politici :Whis :Whis

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      • dionisio
      • dionisio

      • 22 dicembre 2012 at 0:36

      Letto tutto di un fiato…una maratona.
      Bella esperienza ….
      Complimenti …per un diciottenne te la sei cavata alla grandissima..

         0 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 22 dicembre 2012 at 5:53

      @loup-garou, rileggendo ora i commenti mi rendo conto che nella fretta mi sono spiegato peggio di un cane!
      Intendevo che ho la scrittura meno “pirateggiante”, non che sono l’ unico ad andare in oriente, anche perche` qui c’ e` gente che in oriente ci vive!
      Portate pazienza, ogni anno che passa, saro` messo peggio! :))

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      • Zest
      • Zest

      • 23 dicembre 2012 at 5:30

      ElCristo:
      Bel racconto epoi a noi piaciono i racconti lunghi
      E quindi ora dove vivi? Bangkok?

      Grazie ;-) ad oggi mi trovo a Samui, non so per quanto, sto collaborando con un paio di Resort per lavoro.

         1 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 23 dicembre 2012 at 5:33

      LittleTruths:
      Grande Zest e ari-benvenuto a bordo!
      Un Classico….questo pezzo potremmo reintitolarlo “La Genesi del Puttanesimo Thailandese” o qualcosa del genere…
      Direi che te la sei cavata niente male, sopratutto per un diciottenne alla prima volta….niente male affatto.
      Complimenti!

      Grazie LT , la difficolta’ di questo viaggio e che appunto all’epoca non esistevano forum tematici sulla Thailandia, si era partiti con pochissime info prese solo a voce, oggi si puo’ partire per qualsiasi meta, ben piu’ preparati, c’e’ internet, tanti forum a tema, insomma oramai si sa gia’ tutto prima ancora di partire :-)

      Un abbraccio ;-)

         2 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 23 dicembre 2012 at 5:36

      CCSP:
      E` un piacere vedere che hai postato qui…anche perche` ero l’ unico Uomo d’ Oriente in mezzo a una ciurma di Pirati dei Caraibi!
      X me leggere del periodo d’ oro dell thailandia e` molto bello, soprattutto attraverso i tuoi occhi della prima volta, che spesso e` quella che fa innamorare fatalmente di un paese…

      Almeno ci facciamo compagnia tra estimatori del mandorlato, e come si dice il primo amore non si scorda mai, la Thailandia mi ha fatto questo effetto, e dopo 53 viaggi in Los, penso di essermi anche meritato la cittadinanza onoraria thailandese :-) ehehhe,

      si scherza ;-)

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      • Zest
      • Zest

      • 23 dicembre 2012 at 5:37

      loup_garou:
      CCSP,

      Ehi CCSP! ti ricordo che la thailandia oltre che per i gogo bars è famosa anche per i suoi pirati!

      E tu Loup, sei un pirata di tutto rispetto, onore anche a te ;-)

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      • Zest
      • Zest

      • 23 dicembre 2012 at 5:39

      dionisio:
      Letto tutto di un fiato…una maratona.
      Bella esperienza ….
      Complimenti …per un diciottenne te la sei cavata alla grandissima..

      Grazie anche a te Dionisio, si quel primo viaggio, fu allucinante , avevamo appena finito di bere il latte, e subito dopo ci siamo catapultati nel girone dantesco di sodoma e gomorra,ehehheh

      Ciaooooo

         2 Mi Piace



    • Zest: Grazie LT , la difficolta’ di questo viaggio e che appunto all’epoca non esistevano forum tematici sulla Thailandia, si era partiti con pochissime info prese solo a voce, oggi si puo’ partire per qualsiasi meta, ben piu’ preparati, c’e’ internet, tanti forum a tema, insomma oramai si sa gia’ tutto prima ancora di partire :-)

      Un abbraccio ;-)

      Vero, vero….oggi si sa già tutto ancora prima di partire e comunque la gente riesce a fare cazzate a ruota libera!
      I passi indietro in ambito umano compensano quelli in avanti in campo tecnologico e di comunicazione!
      :D

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 29 dicembre 2012 at 16:15

      :clap :clap :clap :clap :clap

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      • Zest
      • Zest

      • 4 maggio 2014 at 18:58

      Se qualcuno stasera non ha niente da fare a parte che vedersi il derby della madunina o farsi una buona trombata, uppo il mio primo articolo che postai qui quasi 2 anni fa’, nel dicembre 2012, sopratutto per chi ancora non l’ha letto e mi riferisco ai nuovi Compadri di Vascello. Il mio primo viaggio in Lovs nel lontano 1989. Il racconto e’ un po’ lungo, chissa’ se qualcuno di voi riuscira a finirlo di leggere entro stasera :)) :D

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    • Riproponiamo il racconto di quello che fu l’inizio di una grande carriera di Viaggiatore… :dreaming …quella del nostro Cheffone @Zest che proprio in questi giorni è in volo verso un nuovo inizio in una nuova terra, ed a cui facciamo i nostri più sentiti Auguri per questa sua nuova avventura… :doubleup
      Grande Cheffone, vento in poppa e sempre in culo alla Balena!!!
      :ar

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      • onegold
      • onegold

      • 15 ottobre 2014 at 11:07

      B-) Eh beh… La genesi di un mito!!! Grande ZEST!

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      • dionisio
      • dionisio

      • 15 ottobre 2014 at 14:27

      Il battesimo di fuoco del uomo ….che assurse a livello di viaggiatore .
      Colui che parti’come un giovinetto qualunque e divenne uomo .
      L’ iniziazione di un uomo diventato un mito …… @zest …..
      Una persona sincera..ottimista..e con due PALLE cosi’ ……..
      Un ragazzo che ti fa’sentire fiero di avere per amico.
      In culo alla balena per tutto fratello mio …e che il vento ed il mare ti siano amici.

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      • piranha
      • piranha

      • 16 ottobre 2014 at 11:07

      @zest,ho letto il tuo racconto in due volte,e mi hai fatto tornare indietro con la mente,a quando avevo 17 anni e andai via di casa,che emozioni,che ricordi,stupendi,che voglia di vivere e scoprire che avevo.Di una cosa mi sono reso conto però,e cioè che le emozioni benche ci siano anche alla mia età di 56 anni,non sono più le stesse,non sono cosi intense come quelle che hai provato tu nei tuoi 18 anni e i miei.Certo,è sempre una cosa bella partire vedere cose nuove che ti danno un senso di piacere o appagamento,chiamalo come vuoi ,ma io le vivo in maniera meno adrenalinica,se posso usare questo termine.Spero ancora in futuro di poter partire e viaggiare e continuare a sognare.
      Lo sai fratello,sempre con sincero affetto e profonda amicizia.
      PIRANHA.

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    • Tre in una stanza d’albergo a 18 anni con tre concubine in un universo nuovo. Come avete fatto a non schiattarvi dalle risate? Io ho resistito 5 secondi, poi abbiamo iniziato a sfotterci tra di noi :)) mi è successo a Cuba ed in Grecia, ed ancora oggi ne parliamo e ci scherziamo sopra quando ci ritroviamo l’estate.
      E’ stupendo quello che si vive in quell’età, e tu fratello @zest come sempre eccelli nel tradurre i tuoi stati d’animo, oltre ovviamente alla dovizia di particolari. Chissà perchè ma credo che nuovi lettori si accingano a fare il biglietto domani o dopodomani, per quanto sia cambiata la situazione resta un posto unico nel suo genere

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 17 ottobre 2014 at 12:39

      Racconto imperdibile quello di come e nata la ” leggenda di @zest ” .
      Un po’ come un “albo speciale” sulla vita di Tex Willer da giovane.
      Certe pennellate qua e la sono di una freschezza commovente.
      Concordo in sostanza con le riflessioni del signor @piranha : la thay in quegli anni e a quell’ eta non e difficile immaginarla come un esperienza enorme e splendida e questo relato non fa difetto in farcelo capire.
      Per misura e qualita ( dopo una adequata revisione, che lo stesso autore dice di non aver molto curato la forma ) meriterebbe quasi quasi una pubblicazione come racconto.

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 17 ottobre 2014 at 20:12

      Mi son preso la libertá di misurarlo ( il testo intendo :D ) , spero che il molto onolevole signol @zest non se ne abbia :
      corrisponde, se non ho calcolato male, a circa 87 cartelle dattiloscritte ( le cartelle sono la unitá di misura dell editoria ) che corrispondono giá alla misura di un romanzo breve.

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      • aurelius
      • aurelius

      • 18 ottobre 2014 at 18:40

      :yea Letto, firmato e sottoscritto !!! :))
      Un grande @Zest agl’albori della ” Cheffone bello life-style” :doubleup
      Un giorno potremo dire :- Io c’ero!- :dreaming
      :ar

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      • Zest
      • Zest

      • 27 ottobre 2014 at 0:11

      @Little_Truths

      Grazie per gli auguri Compadre mio, vedremo cosa ci riserva il futuro nei prossimi mesi….. ;-) e come ti dissi non tornare piu’ :-)

      @Onegold

      grazie anche a te , ma miti qua non ci sono, solo persone che si mettono a nudo con le loro vicende passate e presenti ;-)

      @Dionisio

      troppo generosita’ nei miei confronti, qua per fortuna ci accomuna che siamo tutte persone intelligenti e con grande voglia di fare e lo facciamo sempre con passione, sono onorato di averti come amico, perche’ sei una persona semplice e genuina come piacciono a me :-)
      Un abbraccio :-)

      @Piranha,

      lo sai che la mia stima per te e profonda, chissa’ solo se le nostre strade si incrocieranno di nuovo e spero quanto prima :-) un abbraccio anche a te da qui lontano….

      @Epicuro

      ehehhe, gia’ , da giovani abbiamo fatto una marea di cazzate, anche con incoscienza devo dire, forse era per quello che si stava meglio… pochi pensieri e tanta voglia di divertirsi…ora le cose sono cambiate e prendiamo la vita con un po’ piu di responsabilita… pero’ lanimo del peter pan quello rimane sempre, e fa tanto piacere averlo in comune con persone come te ed altri qui, un abbraccio Bro ;-) e ricordati di darci info sul tuo prossimo viaggio sul mar rosso :-)

      @AtiLeong

      leggenda ti fanno diventare quando hai fatto qualcosa di importante ed e’ rimasta impressa nelle menti umane, io non mi sento di meritarmi tale aggettivo, anche se leggendo tra le righe so quello che vuoi dire, che con tutti i miei scritti, qualcosa di buono forse ho trasmesso a voi, mi dispiace che ultimamente non posso continuare a recensire come ho sempre voluto fare per impegni che a volte neanche apro il pc, da quanto sono stanco. Ti ringrazio tanto delle belle parole, ma tu hai una verve di scrittore che mi batte alla grande, io sono solo un newbie in confronto a te e te lo meriteresti tu un editore che ti pubblichi tutti i tuoi bei scritti. Un abbraccio

      @Aurelius

      Ciao Compadre mio, poche parole e giusto per dirti di fare il bravo e fatti sentire ogni tanto sul [forum riservato] sempre in gamba e tante belle cose a Praga ;-) un abbraccio anche a te da down under very very far….

      E grazie anche a chi ha letto ma non ha commentato questo scriteriato racconto di un giovane sbarbato messo piede in Los 25 anni or sono…..

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      • piranha
      • piranha

      • 27 ottobre 2014 at 11:57

      @zest,ciao compare,è sempre un piacere,a proposito,appena puoi mandaci un po’ di foto del tuo nuovo ristorante,con foto di piatti che solo tu sai preparare.Ciao e sempre in culo alla balena.

         0 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 31 ottobre 2014 at 8:08

      Caro @Piranha, il ristorante e in fase di rustrutturazione ed allestimento, quindi niente foto al momento, poi mi sono accorto che vivendo qui gli australiani sono di una lentezza disarmante almeno qui nello stato del south australia, per fare na cosa ci mettono una vita, e la prendono con troppa comodita’ , mi dicevano anche che gli australiani sono persone rilassate, manco per il cazzo, qua sono tutti sclerati, nervosi e ti mandono afareinculo in seduta stante, maremma loro che animali che sono…

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      • dionisio
      • dionisio

      • 31 ottobre 2014 at 23:14

      Caxxo @zest ….. sei finito in un posto con il modo di lavorare “preciso” dei miei compaesani ed il carattere “solare” dei milanesi …..
      Dai vabbe’….armati di frusta e pazienza :doubleup

         0 Mi Piace



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