• AtiLeong
    • AtiLeong

    • 9 gennaio 2015 in Viaggio

    Natale all’equatore parte prima: una nota introduttiva all’ isola di São Tomé.

    Vi é una usurata espressione del giornalistica che recita: ” che non ha bisogno di presentazioni” per le cose / persone ben note ai piú.
    Ma si dovrá convenire che cotesta formola male se applica alla piccola isola di São Tomé sicché non mi sembra di far cosa del tutto inutile nel produrvi una nota introduttiva in inspecial modo a beneficio di coloro i quali fossero punto sprovvisti di conoscimento sui fatti a essa relativi.

    QUANTO é GRANDA:
    Trattasi di isola lunga 46 km e di larghezza massima di 29, per un totale di 850km2, na roba come Lanzarote per chi avesse pratica delle Canarie insomma.
    DOVE CASSO È:
    La si trova ubicata nell’oceano Atlantico collocata nel golfo di Guinea 250 km circa al largo delle coste del Gabon; La linea dell’ equatore la becca di striscio centrando l’isolotto “ilheu das rolas” che ne adorna la punta meridionale.
    Fa parte di un arcipelago che comprende anche le isole di Principe ( con la quale oggidí compone lo stato insulare di São Tomé e Principe – abbreviato STP ), Annobon e Bioko ( parte della Guinea Equatoriale ).
    COME È:
    A vederla sulla mappa pare na mandorla. Con la parte appuntita a sud appunto. Pietre nere vulcaniche sono abbastanza comuni nelle spiagge denunciandone l’ antica origine in remote epoche preistoriche, quando l’uomo non c’era.
    CENNI STORICI e AMBIENTALI:
    Per quello che ci é dato sapere ( che non mi risultano mai state fatte grandi indagini archeologiche ) nessun umano ci aveva mai messo piede finché le caravelle portoghesi nel XV secolo avanzando nell’avventurosa esplorazione delle coste altlantiche dell’Africa la incontrarono nel 1470. I primi relati dei “descobridores” non fanno cenno all’ esistenza di popolazioni locali al loro arrivo.
    Solo Palmeti, uccelli, serpenti, zanzare e una infinita rete di corsi d’acqua che scendono dalla parte montuosa al centro dell’ isola. Che é verdissima e ( per dirla alla maniera dei latini ) ubertosissima. Cocchi, banane e tutta la panoplia dei prodotti che caratterizzano la fertilitá della terra subtropicale crescono spontaneamente da ste parti “de falta respeito” ( senza rispetto , usando una espressione nativa ).
    Ma il clima caldo-umido equatoriale, la densissima vegetazione ( detta obô in lingua forro ), la malaria, persa in mezzo al mare….non era certo luogo che attirasse immigranti europei di quell’epoca a frotte e cosí ci ritroviamo a leggere decreti della corona portoghese che ne aveva preso possesso in cui vi ci si trasferiva a forza mariuoli vari, ebrei…insomma “gente poco gradita”, oppure in cui si offrivano un appezzamento di terra e una schiava a chi decidesse stabilirvisi.
    Schiava appunto. Perché da subito si capiva che quelli “psicofisicamente” piú adatti a viverci non potevano che essere gli abitanti del vicino continente africano, neri bantu perlopiú, che i portoghesi avevano cominciato a contattare in quegli anni intraprendendovi tra le altre cose quello che sará un secolare e lucrativo commercio di manodopera schiava.
    Per dare una idea delle difficoltá ambientali nel principiare dello sforzo colonizzativo vi si registra per esempio il trasferimento forzato dal portogallo di 2000 bambini ebrei strappati alle famiglie di origine. Era il 1494. 5 anni dopo solo 600 di questi era ancora vivo.
    Un governatore e una guarnigione al servizio del re, un pugno di coloni europei alcuni a crear figliolanze meticce colle succitate schiave ( o magari liberte piú tardi ) e un ben piú numeroso gruppo di lavoratori servili africani. A popolare appena le baie a nord dell’ isola e a tratti la costa orientale. Canna da zucchero e piú tardi caffé come colture per l’ esportazione. Questo era São Tomé 500 anni fa.
    Ancor oggi la parte piú popolata dell’isola é la settentrionale.
    Ma molti schiavi fuggivano nella boscaglia dell’interno e sul finire del XVI secolo le condizioni dello sfruttamento coloniale dell’isola divennero estremamente sfavorevoli. Apparvero per esempio dal nulla un bel giorno un gruppo di guerrieri armati di arco e frecce a mettere in difficoltá la guarnigione locale: gli Angolares. Questa popolazione che tuttora vive nella parte sudorientale dell’ isola ( S.João Angolares ) secondo tradizione é frutto del naufragio di una nave schiavista proveniente dall’ Angola anche se nessuna tradizione o leggenda di queste genti che tuttora lí vivono di pesca e ancora conservano una loro particolare forma di creolo fa riferimento a nessun naufragio; una ribellione capeggiata dall’ eroe nazionale, il re Amador, fu con difficoltá soppressa nel sangue ( re Amador finí impiccato ). Ma era stato peraltro ormai verificato che il Brasile era enorme e ricchissimo. I bianchi e i loro figli mulatti piantatono tutto e si trasferirono lí.
    Per piú di due secoli il Portogallo lasció praticamente l’isola all’ autogoverno.
    Una elite nera e mulatta teneva le redini socio-economiche dell’isola dando vita all’ identitá culturale che denominata “forro” ( parola che deriva da “alforriado” cioé schiavo liberato in portoghese ) tuttora é dominante, constituendosi di una peculiare commistione di elementi europei e africani che possiamo apprezzare per esempio nella rappresentazione teatrale “tchilolí” detto anche anche “tragedia del marchese di Mantova”.
    Ma il Portogallo nel 1850 aveva ormai perso il Brasile e l’interesse coloniale degli europei per l’Africa era in piena ascensione. E cosí tornarono i bianchi. Alcuni pure dal Brasile. Magari neanche tanto bianchi….come il famoso Barone di Agua Izé di cui possiamo ammirare i lineamenti meticci al museo nazionale in un busto di buona fattura ( robba rara da ste parti ) che lo ritrae in divisa militare ottocentesca.
    Una leggenda ( fonte etnografica coniugale ndr.) dice scendesse dalla sua “roça” ( proprietá agricola ) giú al mare cavalcando fino al vicino scoglio detto “bocca dell’inferno” per tuffarsi col cavallo e tutto nel vorticoso buco che lo scoglio offre per riemergere dalle parti di Lisbona. Pare anche che il tipo abbia portato per primo la cultura del cacao che caraterizzó fortemente l’ultimo periodo coloniale.
    I forro spodestati senza tanti complimenti da qualunque forma di potere politico e emarginati economicamente erano restii a lavorare per questi “padroni di ritorno” che prosperavano coll’ esportazione del cacao coltivato nelle “roças” .
    Per sopperire alla mancanza di manodopera i coloni fecero affluire nell’ isola numerosi lavoratori contrattati nelle altre colonie portoghesi: angolani, mozambicani e capoverdiani. Questi contratti offerti a gente analfabeta cui si prospettava un ritorno nella terra nativa da ricchi erano nella realtá una riduzione allo stato servile. “Serviçais” erano detti. Ne conobbi uno nella mia precedente visita, nel 2001, oriundo dell’ Angola.
    Il suo documento di identitá lo identificava appena col nome: “Mateus”. Senza neanche un cognome. I cognomi ( kimbundo credo ) dei suoi genitori lasciati indietro.
    E i suoi figli portano oggi il cognome “Mateus”. Ebbe pure il privilegio di assaggiare il sapore della frusta sulla schiena.
    Un po’ meglio erano trattati i capoverdiani cosiderati piú “civili” e buoni lavoratori, servili. I figli di queste genti di recente importazione giá nati nell’ isola sono “tongas” .
    In queste andanze all’inizio del 1953, esplose una violenta ribellione contro i colonizzatori ma la reazione del governatore Carlos Gorgulho fu brutale: torture e esecuzioni sommarie che fecero sommare pare un migliaio di morti tra il febbraio e marzo di quell’anno ( e non parliamo di Russia- era l’anno della morte di Stalin- o Cina con centinaia di di milioni di abitanti, ma di un paese a tuttoggi con 150 mila abitanti circa che all’epoca erano neanche 100.000 ).
    L’ indipendenza giunse nel 1974 con la “rivoluzione dei garofani” e la fine del regime fascista in Portogallo. Naque la”Repubblica democratica di são tomé e principe” che intraprese il cammino del regime a partito unico e dello sviluppo economico di tipo socialista. Ma giá nel 1985 si vide pentito di questa seconda scelta e nel 1991 si aprí pure al multipartitismo.
    Nel 2001, data della mia prima visita trovai un paese a terra.
    Il centro della capitale a cadere a pezzi, una o due banche in tutto il paese e quasi inesistenti esercizi commerciali. La gente a rifornirsi di beni al mercato tra banchi di legno, pescivendole urlanti ( le palaié ) , mosche , cani spelacchiati e gli occhi sgranati di bambini che conoscono la fame. Se volevi una bottiglia di vino, o un qualunque prodotto importato che non sia il riso o qualche altro basico di poverissima prima necessitá, c’erano appena un paio di negozi dove una bottiglia d’acqua minerale costava 2 euro e una barretta di cioccolato scadente che al LIDL trovi per meno di un euro in vendita come fosse del piú fine cioccolato belga.

    IL PAESE OGGI:
    Le cose adesso vanno abbastanza meglio. Anche i cani son piú ben nutriti. Ci sono agenzie bancarie, molte con tutto l’ aspetto opulento di quelle europee, in ogni angolo della capitale. Negozi, supermercati ma anche umili negozietti in baracche di legno sparsi per i quartieri sembrano prosperare.
    L’unico che ho ritrovato piú depresso di 13 anni fa é il museo nazionale.
    Appena una sdentata sessantenne ad accoglierci e a farci da guida ( non richiesta ma poco invadente, semplicememte ci accompagnava per ammazzare il tempo ) .
    Questo sviluppo é legato a un forte crescimento del settore terziario e alcuni dei suoi protagonisti con cui parlo insistono per la creazione di un porto di acque profonde che faciliterebbe il transito navale e abbasserebbe i costi di importazione e genererebbe impiego. C’é pure il petrolio. Ma off-shore, difficile da estrarre e in depositi in comune con la vicina nigeria. Sulle possibilitá relazionate al suo sfuttamento i pareri sono discordi. La passione politica tra gli abitanti é alta ma le ragioni non sono secondo il mio modesto parere legate a un profondo civismo:
    Sebbene STP abbia miglior posizione nel ranking mondiale della nostra ItaGlia per quel che concerne la libertá di stampa la sua democrazia assume molti aspetti tipicamente “delle banane” : le scadenze elettorali, espressione paradigmatica dell’ esercizio democratico, sono qui un momento atteso con ansiosa gioia perché una pioggia di soldi e regali piovono in diversa misura in base al prestigio a tutti: “il bagno” lo chiamano. Tutti i partiti comprano sfacciatamente voti e tutti i partiti ne ricevono dall’ estero. Si perché, anche se STP ha na popolazione che non arriva neanche a quella del comune di Padova, ha un seggio all’ ONU. Sicché data la povertá e la misura….chevelodevospiegar ? La RDCinese e Taiwan si sono a lungo alternati nella qualitá di partner preferenziali del paese a seconda di chi andava al governo.
    Si capira quindi facilmente che grado di corruzzione politica esista in un paese dove la gente va a votare perché la pagano…..Ci si consola pensando che a differenza di molti altri paesi non esistono conflitti etnici avendo appena una certa spocchia contro gli angolares considerati dei rustici e confluendo invece progressivamente l’elemento tonga nell’ identitá culturale forro avendo appena tra i capoverdiani ancora abitanti delle vecchie roças il mantenersi di una relativa alteritá etnica.
    Lo sfruttamento agricolo delle roças e stato a lungo vissuto, anche in epoca post coloniale, come la base dell’ economia del paese si é rivelato fallimentare: gli ondeggiamenti ( spesso in basso ) del prezzo del cacao nel mercato internazionale, le ridotte dimensioni del territorio che oltretutto nell’ interno a centro-sud assume un aspetto scoscieso e irregolare difficile, malgrado le abbondanti acque, da domare alla coltivazione fanno di una terra dove le noci di cocco cadono senza che nessuno ci faccia caso, banane, manghi e frutta del pane crescano dappertutto e maiali e galline circolino per le strade numerosi e legittimi abitanti, una terra che dipende degli aiuti dall’ estero per sfamarsi.

    Come ci si arriva?
    Dall’ Europa é obbligatorio passare per Lisbona. Volano da lá a STP la TAP ( compagnia di bandiera Portoghese ) due volte la settimana e 1 volta la settimana la STP airways.
    I prezzi variano da minimi sui 600 euro a 1200 a 1300 a volo. In genere sui 700-800 euro si trova facile specie se ci si prende a tempo e si sceglie la bassa stagione.

    Che far prima di partir?
    Il visto, che costa 50 euri al consolato di STP a Lisbon – in Italia non so chi sia accreditato per fare i visti.
    Vaccini obbligatori non ve ne sono, ma é consigliata la profilassia antimalarica con la meflochina anche se negli ultimi 10 anni l’epidemia é drasticamente diminuita.

    Sopravvivenza in loco
    Tutti gli abitanti dell’isola capiscono e parlano il portoghese anche se si esprimono spesso in un modo folkloristico e fanno uso a volte del creolo locale. Francese e Inglese si trova con discreta facilitá gente che li parlotta almeno in modo rudimentale.
    La moneta locale si chiama “dobra” e attualmente 1 euro vale 25.000 dobras.
    Esistono 3 strutture turistiche di lusso ( Marlen beach, Pestana e Miramar ) nella capitale e varie altre strutture piú semplici. I prezzi non li so, tranne quelli della pensione di una zia di mia moglie davanti all’ ambasciata nigeriana.
    Fuoricittá c’é il Club Santana ( sulla costa est a un 15 min. dalla cittá ) e il lussoso complesso del gruppo Pestana collocato nell’ ilheu das rolas a sud ( 1 ora di strada + traghetto )
    Affittare una macchina ( conviene un Jeep ) costa di massima sui 40 euro al giorno.
    Dico Jeep perché tolte poche strade cittadine, la fanno da padrona gli sterrati e strade asfalatate spappolate dal combo: esuberanti piogge/vegetazione equatoriale + incuria.
    La moneta locale si chiama “dobra”, attualmente 1 euro vale 25.000 dobras.
    Il nutritrsi
    Magnare al ristorante in linea generale non é caro ( dai 10 ai 20-30 euro nei posti piú fighetti ) ma sono arrivato a spendere circa 12 euro in 5 nei baracchini che grigliano il pesce dietro alla spiaggia “Micoló”….i santomensi sono comunque dei veri fanatici dei loro prodotti culinari tipici: l’olio di palma, i vari tipi di foglie ( mandioca, mikokó, kiabo, pegalato, kundumualavé….) e frutti ( xafu, jaca, xapu-xapu…) e della loro cucina nazionale in cui spicca il piatto tipico per eccellenza il “Kalilú”: zuppa di verdure varie in cui si affoga pesce o carne. É comunque posto per gli amanti del pesce e apprezzati anche dagli stranieri visitanti spiccano pure: la barriga pesce andala ( pancia di marlin ) e il concon ( na specie di scorfanetto ) assado con la fruta pão.

    E infine naturalment, ultimo ma non ultimo….
    Il capitolo “FAIGA”
    Somaticamente parlando prevale il tipo fisico delle bantú dell’ africa occidentale ma esiste una proporzione non disprezzabile di mulatte a varie tonalitá, frutto della mistura coi coloni portoghesi. Le bianche, le turiste russe dico…..non cercatele qui. Qualche francese o spagnola, turiste o cooperanti piucchealtro interessate me sá al famiggerato BlackB…..per quello che ho visto io si tratta di un numero esiguo di cesse con tendenze alternativoidi.
    Delle ragazzotte locali si puó invece apprezzare lungo le strade non di rado belle cosce slanciate e culi alti mentre portano i panni a lavare al fiume o le occhiate da zoccolette che sfacciate ti lanciano quelle vestite colla divisa marroncina delle liceali. Liceali dico, cioé con un etá range tra i 15 e 20 anni : andarcepiano ( chevelodicoafar ? ).
    In questi giorni per l’aggancio in notturna il posto piú propizio é la discoteca “Pirata” ( ve piasce er nome eh? ) – entrata a 1 euro – dove il meglio zoccolume “indypay” locale si raduna.
    Per gli amanti della disco in se segnalo pure la piú cara e fighetta “beach club” ( ero ciucco quando ci sono andato e non me ricordo er prezzo d’entrata, un 10 euro ? ).
    Ma tornando alla figa direi che non vale assolutamente la pena andare a cercare i 2-3 bordelli con puttane anche straniere dai paesi africani vicini e pure qualche brazuka a prezzo di mercato ( non so ben quali, pare sui 20-30 euro – shortime ? boh ? ). So solo vagamente dove si trovano.
    Qui le ragazze come dice un mio amico santomense “não tem preguiça” ( non sono affatto pigre ) , a volte ti attaccano loro: una bella tettona sculturale fasciata dentro d’una colorata tuta tipo ciclista, 20 anni o pocopiú mi ha beccato ieril’altro di pomeriggio mentre camminavo rapido nel lungomare tra il museo e il liceo. Mi chiama da dietro e io mi giro “ Perché cammini cosi in fretta ? “ mi fa….peccato che mia moglie fosse nei paraggi ( mi stava pure vedendo e manco lo sapevo ) e abbia trovato prudente scaricarla con qualche battuta gentile…
    Qui se sei appena un po’ furbo, ci sai fare, le trombi bene e magari non sei un cesso non hai bisogno di “comprarle” con gran regali, ti fai simpatiche fidanzatine “indypay” a grappoli con costi contenutissimi. Poi piú sei fesso, cesso e col cazzo moscio…piú paghi…il tutto con una certa giustizia direi.

    Me par di essermi ricordato l’essenziale…ben,
    sono rientrato ierinotte, nei prossimi giorni entreró piú specificamente nel relato del mio passaggio in loco…


    AtiLeong ha scritto anche:




    • Maravigliosa ed affascinante introduzione, CaVo sSior Leone… :dreaming …mi è sembrato di trovarmici io stesso nella del tremendo e famigerato Topastro Malefico! :bz :dreaming
      Ça va sans dire che questo genere di posti un po’ strampalati e fuori mano sono quelli che maggiormente danno soddisfazione in termini di esperienza generale, ed immagino che non sarebbe niente male trascorrerci un par di settimane oppure un mesetto…
      Comunque attendiamo con ansia il (resto del) nostro cinepanettone!!! :dreaming …evvaiii!!! :bz

         2 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 10 gennaio 2015 at 5:37

      Eggià, roba nueva e ruspante, agli occhi di noi profani…. :dreaming
      Invece di rimuginare su tempi andati di luoghi andati,bisognerebbe andare un po’ in cerca al di fuori dei soliti sentieri battuti….molto bello, caro AtiLeong! ;-)

         2 Mi Piace


      • magic_mirror
      • magic_mirror

      • 10 gennaio 2015 at 7:33

      Ottimo Sig. Leone,
      Le faccio i miei complimenti più sentiti per questa intro che davvero, come dice ErCa™, mette in luce una di quelle mete decisamente al di fuori della norma, intese come esperienze in sè, lontano dai circuiti standard.
      Un plauso anche alla dialettica e alla narrativa di cui, mi permetta, il suo avatar a sinistra del titolo del topic è sempre simbolo di garanzia. :doubleup

         2 Mi Piace


      • dionisio
      • dionisio

      • 10 gennaio 2015 at 8:49

      Complimentoni her doctor
      Ci hai guidato in un tour virtuale degno del miglior film 3d degli ultimi tempi .. con un po’di fantasia sembrava quasi di sentire l’odore dell’oceano portato dal caldo vento tropicale.
      Sara’che io trovo particolarmente affascinanti questi posti …dove tecnologia e comodita’ sono ridotte …. un po’ stile Cuba … ma sembra un bel posto dove staccare la spina e rigenerarsi per un paio di settimane .
      Grande narrativa maestro @atileong :clap :clap :clap

         3 Mi Piace



    • Grazie caro per le informazioni, in effetti si sa pochissimo di quest’isoletta. Ottimo per un “depaysement”, comunque nella discoteca Pirata, se andiamo in gruppo, dici che ci possono fare uno sconto comitiva? Un euro mi sembra esagerato

         3 Mi Piace


      • Matt
      • Matt

      • 10 gennaio 2015 at 14:25

      Grazie per l’interessante e come sempre godibilissimo racconto :clap :clap :clap
      Questa piccola e misconosciuta isola, grazie alle entrature del Sior Leone, rappresenta una grande opportunità per noi di PV per passare finalmente all’azione: ci costruiamo un resort in stile piratesco con annesso bordello? Oppure facciamo un colpo di stato ed instauriamo una dittatura militare marxista?
      p.s. peccato per la tettona scultorea che ha dovuto lasciar andare!

         3 Mi Piace



    • Okay, allora presentiamoci lì in forze con il pullmino di PV e chiediamo uno sconto del 20% sul costo di ingresso al Pirata…che è il minimo che ci spetterebbe a noi. Se giocano a fare gli ossi duri allora la giriamo a colpo di stato come suggerito da Matt. Così ad occhio e croce direi quattro Beretta 9×21 ed un paio di bombe a mano dovrebbero bastare a conquistare l’isola… :dreaming :ar :doubleup

         2 Mi Piace


      • dionisio
      • dionisio

      • 10 gennaio 2015 at 16:33

      Ma a servizi sanitari cime stanno messi …. qui si potrebbe fare un businessSs sugli anziani …
      Facciamo un resort su qualche bella spiaggia …. ci mettiamo dentro qualche decina di vecchietti e vecchiette .. che leggono … vanno a mare … e mangiano bene… :ar
      Unica cosa … ci dobbiamo appoggiare almeno ad una buona struttura sanitaria in caso di qualche coccolone …
      Le infermiere e le cameriere ce le teniamo per noi … :dreaming
      Poi mi ci vedo a tenere compagnia ai vecchietti ….

         2 Mi Piace



    • …ma quale centro per gli anziani @Dionisio ? Ma se il sSior Leone ha detto che a momenti ti manco da mangiare c’è e gli toccano importare pure i fagioli!?!?! :rotfl
      Appartenenti che scommetto che la causa principale di questa carenza sia da ricercare nell’indolenza tipica degli indigeni. Li conosco discretamente bene io i negri…in gran parte sono così fannulloni che manco per raccogliere la frutta dagli alberi si animano, e preferiscono piuttosto stare buttati nei paraggi aspettando che cada da sola… :rotfl :rotfl :rotfl :dreaming :bz :skull

         1 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 11 gennaio 2015 at 4:12

      @AtiLeong

      per curiosita’ sei andato li a trovare i tuoi suoceri essendo nativi di quest’isola ? se tu dovessi andare li in solitaria , e quindi non con lo scopo di andarci per legami famigliari, lo consiglieresti un viaggio da quelle parti ? Il racconto e molto bello, perche’ e nuovo , parla di una meta che neanche sapevo esistesse o che perlomeno mai ne avevo sentito parlare, porta una ventata di fresco, poi bisogna veramente capire quanti di noi si avventurebbero da quelle parti, che onestamente prima di vedere un posto del genere ne vorrei visitare altri piu famosi, e qua mi vengono in mente alcuni paesi sudamericani o del centro america, o se proprio stando in tema africa chesso’ la namibia, il senegal, il sudafrica, il madagascar.

      ps: posta qualche foto cosi ci dai un idea maggiore su come e’ fatto questo posto, che ripeto rimane nuovo per me ma anche penso per tanti altri qui. Grazie e tante belle cose a te e famiglia.

         1 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 11 gennaio 2015 at 4:22

      “Li conosco discretamente bene io i negri…”cit. @LittleTruths
      Vantati… :)) :)) :rotfl

         2 Mi Piace


      • luporosso
      • luporosso

      • 11 gennaio 2015 at 15:16

      Sentimos sua falta, caro Sr.AtiLeong.
      Aspettiamo la seconda parte, facci con comodo, ma facci per favore.
      Un abraço.

         0 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 11 gennaio 2015 at 16:09

      Caro signor @dionisio , il sistema sanitario a STP é abbastanza penoso. Ma pure pagando non si trova granché. I ricchi quando hanno un problema vanno in Guinea Equatoriale o in qualche altro paese vicino, se non in europa o USA.
      I poveri o aspettano la cosidetta “giunta medica” con la quale lo stato li evaqua in Portogallo o altrove per essere curati, o schiattano allegramente come chiunque peraltro abbia bisogno di cure emergenti che non possano aspettare il tempo di andare all’estero.
      Il fatto é che peraltro, dato il numero esiguo di abitanti e l’ancor piú esiguo numero di gente con qualche soldo da spendere, la manutenzione di apparecchiature mediche sofisticate e care é poco rentabile.
      Sulla notoria scarsa produttivitá sul lavoro di quelle genti poi ho un simpatico aneddoto:
      il primo gennaio ho trovato un amico mio che gestisce una impresa di agenti di sicurezza tutto incazzato perché a capodanno il 20% del personale di servizio non si é fatto vedere sul posto di lavoro.
      Ho potuto consolarlo peró col famoso “mal comune mezzo gaudio” che avevo appena letto questa notizia:
      http://www.polisblog.it/post/284942/vigili-a-roma-tutta-la-storia-numeri-fatti-dichiarazioni-opinioni
      :dontsee
      No signor @zest, i miei suoceri non vivono piú a STP da anni, la ragione principale di questo viaggio é stato per far conoscere ai miei figli la terra della loro madre.
      Non erano mai usciti dall Europa ( erano stati a Cuba e STP ma tanti anni fa da piccolissimi e non conta )…e hanno avuto il loro shock…. tutta salute per due adolescenti addomesticati al mondo tecnologico dell’ Aipad e della pleistescion.
      Sinceramente se non vi avessi legami familiari difficilmente mi sarebbe venuto in mente di avventurarmi liggiú.
      E un posto buono per starsene fuori dal mondo, la violenza sociale era fino a qualche anno fa quasi inesistente ma é in grande aumento ( con l’aumento del denaro che circola ) benché ancora piuttosto contenuta in relazione a altri posti. Sono sicuro che in solitaria un viaggiatore esperto come lei non avrebbe grandi problemi.
      Un buon posto per fare un covo di pirati lo é di sicuro, sr. @Matt : c´é pure una localitá chiamata “Punta balena” nella desolata parte meriodionale dell’isola.
      Cerco di postare qualche foto anche se non sono tanto buono in sta arte….
      la foto frontale del post rappresenta comunque il picco detto “cão grande”.
      Rispondendo ( tardi, me ne scuso ) al signor @magic_mirror : no, la testa del Buddha non era inclusa nei 35 kg rifilati dalla suocera. Che ( grazie agli Dei sempiterni ) é rimasta in Portogallo.
      Il team che é partito sono io + coniuge e 2 figli ( 12 e 14 anni ).
      I gestori della discoteca “pirata” saranno sicuramente interessati a creare partnerships con la ETFT , caro monsieur @epicuro . in ogni modo la “ladies night” é il venerdí, per la cronaca.

         2 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 12 gennaio 2015 at 9:34

      E si, io ogni tanto da piccolo mi prendevo l’Atlante e mi facevo i giri, e puntavo poi a rifare le rotte degli esploratori; o rifacevo i paesi a secondo della lingua o dominazione…fortissimo. E vedevi allora tutti i punti di sbarco, le coste, i percorsi che facevano et il perche’. E sempre passavo per Sao Tome’. Molto bella la descrizione Sig @AtiLeong e dal “vivo”, nonostante i tentativi d’abbordaggio che ha dovuto subire. Ma Lei subito ha fatto sfoggio della Seduzione Passiva, e tutto e’ filato liscio! :ohplease
      E si, un posto per perdersi, o ritrovarsi…dipende.
      ps: CaVo @CCSP “Li conosco discretamente bene io i negri…”cit. @LittleTruths
      Vantati… :)) :)) :rotfl …vabbe’, cosa aggiungere oltre… :dreaming

         2 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 12 gennaio 2015 at 11:07

      @aurelius…..più che altro il Capitano conosce discretamente bene le negre! :))

         0 Mi Piace



    • :)) …beh, diciamo che bazzico l’ambiente… :bz :dreaming :doubleup
      Una volta stavo passeggiando a Cape Town con fidanSata ed amica, e le tipe parlando di non so cosa quando ad un certo punto all’amica esce da bocca un “…I don’t like white people”, alché la fidanSata la guarda strano e lei aggiunge; “…nah, he’s not white!” :))
      Insomma, mi pare di capire che siamo (noi di sembianze mediterranee) percepiti come una via di messo tra bianchi e negri; magari bianchi da un punto di vista strettamente tecnico, ma non propriamente bianchi in pratica.
      Quanto alla sopracitata fannulloneria, al di là del semplice e becero umorismo a sfondo razziale (che conoscendo il soggetto spero mi lascerete passare), trovo che l’indice di fannulloneria sia equamente distribuito nel globo in maniera trans-razziale e che trovi il suo picco nelle popolazioni allocate lungo la linea equatoriale o comunque intra-tropicale per scemare e diminuire man mano che ci si allontana dall’equatore e ci si avvicina ai poli. Si tratta insomma di una mera questione di parallelo; il valore nominale del parallelo in cui uno vive sarà inversamente proporzionale al livello di fannulloneria del soggetto in questione. :master
      Residente a Stoccolma (59mo parallelo)? Indice di fannulloneria prossimo allo zero. Residente a Lagos? Houston, abbiamo un problema! :))

         2 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 12 gennaio 2015 at 12:20

      Esatto, e il caldo-freddo ha giocato un ruolo fondamentale nell’ educazione dell’ attitudine al lavoro dei popoli, dato che se all’ equatore non ti metti un tetto sulla testa non è un problema vitale, mentre a Stoccolma moriresti alla prima nottata….

         2 Mi Piace


      • Zest
      • Zest

      • 14 gennaio 2015 at 5:14

      @AtiLeong

      un viaggio in solitaria da quelle parti di certo non mi spaventerebbe di sicuro, ma come dissi qualche post precedentemente, vorrei in tal caso visitare posti non dico piu’ turistici, ma che comunque mi danno quella garanzia che la vacanza possa essere completata da piu’ fattori, buon cibo locale, panorami da assaporare (se e’ una localita’ di mare, quest’ultimo lo vorrei trasparente e cristallino) in pieno, e parco fig@ di prima scelta. L’isola in cui ti trovi ora puo’ soddisfare questi miei desideri ?

         0 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 21 gennaio 2015 at 20:46

      Caro sir @Zest mi scusi del ritardo a darle risposta…..mi son perso in varie faccende e ho trascurato un poco il nostro beneamato sitarello, je suis desolee..
      Sao Tome e a mio modo di vedere una tappa interessante per il turismo ecologico-rurale che per quello “sole/ mare e figa” dove ci sono decine di posti meglio attrezzati e anche piu “belli” dal punto di vista strettamente “spiaggistico” diciamo.
      Adesso se ci piace la figa ruspante, il pesce fresco e la cucina esotica piena di erbe strane e magari ci dilettiamo di botanica ecco in questo caso Sao Tome e un destino categoria “gold”.
      A me personalmente il pesce non piace e la cucina saotomense meno, ma molti (anche italiani ) che la provano la trovano spettacolare.
      Il mare e piu stile isola dei pirati che “seicelle style”.
      Le fighe direi che sono abbastanza simili alle Haitiane se uno conosce quelle…ragazzotte dell’ africa occidentale in una feroce shakerata di geni ( di tutte le razze costiere dal senegal al mozambico ) con pure belle spruzzate di bianco in certi casi ben visibili, in altri meno.
      per il resto,
      Sto completando intanto la seconda parte che se gli dei saranno clementi pubblichero in un paio di giorni al massimo. spero domaninotte.

         2 Mi Piace



    • Per quanto mi riguarda non vedo l’ora, sSior Leone! :dreaming

         0 Mi Piace



    Post a Comment!