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    • Zest

      Where the Streets have no name....
    • 26 aprile 2014 in India, Viaggio

    Pianeta India

    O la odi o la ami, non ci sono vie di mezzo, L’India un paese , anzi un subcontinente che una volta messo piede, ti sembrera’ di entrare dentro una centrifuga, dove alla fine di questo viaggio o te ne esci a brandelli oppure ne prenderai insegnamento da tanta cultura accumulata, prendendo di buono solo che questo paese ti puo’ offrire.

    Fare un viaggio in India , significa fare un introspezione di se stessi, ci sono cose che voi umani mai avreste mai immaginato di vedere

    (copyright cit di un celebre film) qui tutto sembra avere un inizio e mai una fine, quello che andro’ a spiegare a breve e’ soltanto frutto della mia esperienza personale, un anno passato a New Delhi anno 2011, ebbene si, sempre per il maledetto lavoro, un lavoro che mi porta ovunque, a contatto con le piu’ disparate culture, di lingua, di modi di fare e pensare, Un viaggio in India della durata di un anno, ti cambia completamente, dentro di te un cambiamento che ti porta a riflessioni, a meditazioni, con quella pacatezza che solo I guru indiani riescono a trasmettere, ed io me ne resi conto una volta finita questa indimenticabile esperienza, perche’ dovete sapere, quando sei dentro certe dinamiche e contesti, non ci fai caso, ma una volta che ne esci fuori, vedi tutto piu’ chiaro, capisci sul serio cosa significa la sofferenza, la carita’ , la generosita’ verso il prossimo, tutto quell materialismo che fino ad oggi noi si faceva parte, tutto ad un tratto capisci che ci sono cose ben piu’ importanti nella vita, In India ho capito che la felicita’ e dentro di noi, non per quello che si ha.

    In India si e’ classificati per il tuo status, ci sono strati e sottostrati di caste, si le famose caste, a cui ogni persona fa parte, dal ceto ricco a quello povero, ci si sposa una persona facente parte della stessa casta, si frequentano maggiormente persone della stessa casta, le caste ricche hanno potere su quelle povere, te lo fanno notare , ti fanno sentire ancora piu’ povero di quanto una persona non lo sia gia’, la forbice tra il ricco e povero e’ molto aperta, in India non e’ difficile vedere persone ricche che ostentano con volgarita’ le loro fortune, come non e difficile vedere gente che muore per strada perche’ non ha un piatto di riso da mangiare, ho visto tante persone morire per strada, donne, uomini, bambini, gente camminare nuda senza uno straccio di vestito, gente elemosinare su altra gente povera, gente dormire ammassata sui marciapiedi, sotto I ponti, dentro I cassonetti della spazzatura per ripararsi nelle fredde sere d’inverno, mentre anche ho assistito a party sfarzosi, a cui partecipavano multimiliardari, latifondisti, proprietari di aziende di informatica, ereditieri, tutti ad ostentare le loro richezze, fatti di abiti tagliati su misura, le loro mogli ingioiellate da capo a piedi con I loro SARI pieni di pietre preziose, ed I loro immancabili macchinoni, Mercedes S500, BMW750, RANGE ROVER, FERRARI,BENTLEY, et via discorrendo, I miei capi non erano da meno, spesso e volentieri organizzavano nella loro villa a 4 piani con ascensore in casa e piscina tropicale , I loro party, da loro si beveva solo esclusivamente I migliori liquori che il mercato offriva, grey goose, blue sapphire, gold label, hennessy, macallan, glenfiddich, et via discorrendo. Caviale , pate’ e champagne era come se mettevano a tavola , pizzette e salatini, tutto in quantita’ industriale, a questi party partecipavano non meno di 200/250 persone , e li vedevi tutti nei loro smoking o nei loro abiti in velluto , ogni settimana cambiavano location, una volta da me, una volta da te, un altra volta da quell’altro, era un giro dove tutti si conoscevano, e tutti dovevano apparire, facevano a gara a chi appariva sempre di piu’. La loro ricchezza ti fa sentire in imbarazzo, e’ volgare e tutto plastificato, anche I sorrisi.

    Avevo sottoscritto un contratto di tutto punto, il mio pacchetto expat all inclusive comprendeva una appartamento di 100 metri quadri con un terrazzo enorme, 2 maid personali che mi curavano la casa, me la riasettavano a specchio, una macchina privata che consisteva in un Mitsubishi Pajero a passo lungo e’ il driver che mi portava in ogni posto io desideravo, compreso durante I miei day off, insomma mi sembravo un principino, coccolato e viziato.

    Mi occupai di uno dei miei piu’ importanti start-up della mia carriera, mettere su un ristorante da 4 milioni di dollari insieme ad una squadra di architetti e consulenti locali specializzati in Hotelier e turismo, io come Executive Chef, mi occupai di tutto quello che riguardava tutta la parte del food&beverage, reclutamento personale, ricerca supplier, marketing, layout e design delle cucine , elaborazioni menu’ e training del personale. Insomma c’era tanto da fare, I miei padroni, avevano tante aspettative sul mio lavoro , anche perche’ avevano investito una cifra importante, loro venivano da tutt’altro settore, avevano e’ hanno tutto’ora il monopolio delle agenzie di viaggio di tutta Delhi, hanno la concessione direttamente dalla IATA, quindi tutti I biglietti che vendono loro si prendono tutte le commissioni, pensate quanta gente ogni giorno viaggia in India dentro e fuori il paese, dopo un po’ venni a scoprire che il mio padrone riusciva a vendere dai 7 ai 15mila biglietti aerei al giorno, cifre da capogiro.

    Si buttarono nel campo della ristorazione, perche’ il figlio , unico figlio , riusci a prendersi la laurea in MBA nell’universita’ piu’ prestigiosa di Boston in America, ed al suo ritorno il padre ci fece questo bel regalo che il figlio tanto aveva desiderato, un giovane ragazzo di 26 anni, ma gia’ responsabile, e con un bel pezzo di fotomodella Indiana come sua fidansata, che ogni volta che la vedevo facevo strani pensieri sul come fotterla , anche se aime’ non potevo competere con un multimiliardario, ad ogni modo , anche la sua fidansatina aveva passato un periodo a Milano a studiare presso la famosa scuola di design e arte in Brera, mi diceva che l’Italia era un bel paese

    e si mangiava bene.

    New Delhi ha circa 30 milioni di abitanti compreso tutto il suo circondario di citta’ satellite , Gurgaon, Noida, South Delhi, e girare a Delhi vuol dire non sapere mai a che ora te ne torni a casa o a che ora arrivi al lavoro, il traffico qui e’ esasperante, ti fa venire il mal di testa, ore ad aspettare in fila, qua non c’e’ neanche la disciplina ne il rispetto per la guida in macchina, non rispettano le precedenze, ma direi neanche I semafori per dirla tutta, vedere le vacche sacre girare per strada e normale qui, cosi’ anche come I bufali, I cavalli, persino ho visto cammelli girare per strada, insomma qui in India vedi cose che non vedi in nessuna parte del mondo, senti odori , quei famosi odori che solo l’India ha , tutto speziato, I loro famosi curry, I loro pepperoncini, uno potrebbe saziarsi di cibo solo a sentirne l’odore che si respira in giro.

    Aaaahhhhh le indiane , immagino che la maggiorparte di voi pensera’ che le indiane siano brutte e’ puzzolenti, c’e’ un fondo di verita’ , ma cio’ non significa che tutte siano cosi’ , insomma se andiamo a vedere come dicevo in precedenza quelle facenti parte delle caste piu’ povere , ci si puo’ imbattere in questi soggetti, ma appena si sale un pochino su di livello, la musica cambia eccome se cambia.

    Per esempio prendiamo le universitarie, quello di ceto medio e ricco, si vedono di quelle sventole da urlo, roba sopraffina da copertina, tutte vestito all’ultima moda, tutte acchittate con borse di Gucci, prada, iphone , blackberry, e non e facile che neanche ti degnino di uno sguardo talmente sono indaffarate a dirsi quanto sono belle ed altre cazzate del genere.

    Ricordiamoci che qui in India ci si sposa tra caste, le famiglie hanno gia’ deciso quando I figli sono in eta’ adolescenziale, chi devono sposarsi o meno, sono pochi I casi , rari direi che un Indiana si sposi uno straniero, anche qui la religione ha una valenza importante, condiziona le vite delle persone, con i loro rituali, le loro abitudini il loro porsi anche nella societa’ stessa.

    Ho avuto esperienze a dir poco incredibili con ragazze indiane, sia di pay, ma anche di indipay, con le prime, tramite il mio personal driver mi mise in contatto con validi SP (sex provider) sono una specie di papponi che hanno ragazze al loro servizio, belle ragazze intendiamoci, dove con 3 o 4000 rupie puoi farti un bel LT, ho avuto rapporti sessuali piu’ che soddisfacenti , fanno sesso in maniera molto passionale e partecipativa, non si precludono nessun canale, con la parabola si vede tutto.

    Di indipay ho avuto esperienza con le mie maid personali che in cambio di qualche extra in piu’ ho avuto serate veramente speciali, qui ho avuto le mie piu’ grandi soddisfazioni in termini sessuali.

    Insomma se vi capita di scoparvi un Indiana non rimarrete sicuramente delusi, anzi , e come una droga, una volta provata ne vorrete sempre di piu’.

    A Delhi, c’e’ un distretto a luci rosse , si chiama GB ROAD, una strada lunghissima, con tanti palazzi a dir poco fatiscenti, dove tantissime ragazze giovanissime affacciate dai loro balconi a ringhiera, chiamano gli avventori clienti che sono giu’ , la maggiorparte dei clienti sono indiani, ma non e’ difficile trovare anche qualche straniero in cerca di brividi, si perche’ andare li , vuol dire essere proprio all’ultimo stadio, ma persone che ho conosciuto mi hanno assicurato che in questi palazzi a 5 o 6 piani qualche perla esiste, sopratutto ai numeri 43, 45, 57, 61, 67, 69, mentre sul lato pari, abbiamo dal 22 al 40, tutto in sequenza, per darvi un idea sono palazzi uno attaccato all’altro, e tutti I piani sono pieni di queste ragazze che fanno la vita, io ci sono passato qualche volta per curiosita’ , ed e incredibile quante puttane ci sono li, l’unica cosa che mi ha fatto desistere e’ sempre stato lo scarso livello di igiene e pulizia che si respirava da quelle parti.

    New Delhi e’ piena di stranieri che ci lavorano , chi per le famose ONG, chi per multinazionali dislocate qui, sopratutto nel settore IT,farmaceutico, ed elettronico. C’e’ un ampio parco insegnanti stranieri che lavora anche nelle universita’, e poi quelli che provengono dal mio settore che lavorano nei piu’ rinomati Brand hotelier , Grand Hyatt, Marriot, Hilton, Shangri-la, Kempinsky, Radisson, Peninsula, etc..etc.. tutti GM o Chef anche qui categoricamente stranieri.

    I quartieri piu’ rinomati di Delhi sono sicuramente Defence Colony, GK1 GK2, Hauz Khaz Village, Chanakyapuri, mentre il centro di Delhi, e senza ombra di dubbio Cannaught place, qui si concentra tutto. Delhi e’ una citta’ verdissima, parchi e alberi ad ogni angolo di strada, qua hanno un gran rispetto per il verde, I loro taxi sono quelli tipici anni 50 e 60 , hanno una linea metropolitana , ma che non copre tutta la citta’ , se vi capita di prendere la metro nelle ore di punta, non ne uscirete vivi , milioni di persone che prendono d’assalto I vagoni, ho visto scene dove le persone addirittura sopra il tetto della metro, tutti ammassati, io per esperienza l’ho preso una volta, dopo 3 fermate sono stato malissimo, non riuscivo a respirare talmente ero incastrato tra le persone.

    I bus, qua ci sono di diversi tipi, quelli pubblici che non consiglio di prendere e quelli privati che non consiglio di prendere, anche qui tantissime persone a cui bisogna anche stare attenti, visto che qui e’ pieno di beggars, e borsaioli che vivono alla giornata rubando qui e la.

    La parte piu’ caratteristica di Delhi e senz’altro Old Delhi,

    vie caratteristiche dove tutto sembra un labirinto , dove ci sono negozi e vendono tutto e di piu’ , ristorantini, baracchini, bancarelle, mendicanti ogni 2 metri, in mezzo tutto al frastuono, di rumori, odori asfissianti. Vedere Old Delhi, approsivamente ci vorrebbe solo una giornata intera dalla mattina a sera tardi, facendo km di strada a piedi.

    Gli indiani hanno l’abitudine che mentre guidano di suonare sempre il clacson, anche quando non c’e’ ne sarebbe bisogno, a tutte le ore, giorno e notte, anzi se non suoni vieni visto in modo strano, quindi bisogna abituarsi presto a questi usi e costume, come anche bisogna abituarsi al loro body language, per dire si, fanno un movimento strano con la testa ondeggiante, per dire no e come invece per noi dire si, insomma , ti mandano in confusione, perche’ e’ il loro modo gia’ di vivere in confusione, in India e tutto una maniera di vivere cosi’, ognuno fa quello che vuole, tutti vivono come vogliono, non e’ difficile, vedere I santoni, I guru per strada, quelli con I turbanti, barbe lunghe e occhi spiritati, quelli a cui se rivolgi una parola ti guardano fisso, senza magari rivolgerti un cenno di parola. Parecchi di questi si possono trovare all’India Gate, vicino al Parlamento , c’e’ un parco enorme e se ne trovano a centinaia di questi santoni, che camminano senza una meta ben precisa.

    Terzani una volta disse che una persona prima di morire dovrebbe mettere piede in India, anch’io mi trovo d’accordo con questa citazione, forse perche’ l’India e’ l’ombelico del mondo, dove tutto inizia e finisce qui, forse perche’ in India ti senti finalmente libero di essere te stesso, nessuno mai ti giudichera’, forse perche’ e’ un paese che raccoglie tantissime culture diverse, religioni diverse,

    lingue diverse abitudini e modo di fare diverse, tutto in un paese, e un grosso raccoglitore che contiene tutto il mondo intero, ma per inciso posso garantire che questo paese non e’ per tutti, ci vuole stomaco forte a prova d’urto, ma bisognerebbe provarlo sulla propria pelle, perche’ forse anche a spiegarlo uno non ci crederebbe, bisogna vedere con I propri occhi e vivere certe situazioni a dir poco sgradevoli e nauseabondi di cui anche la societa’ Indiana ne e’ piena.

    Non ho di certo la presunzione di aver raccontato tutto in queste poche righe, perche’ ci sarebbe molto da dire, raccontare l’India , vorrebbe dire, essere dei bravi scriba per descrivere le origini fino ai giorni nostri di questo immenso paese, io sfortunatamente non ho questa dote, ma nel mio piccolo ho cercato di sintetizzare in maniera oggettiva su cio’ che ho provato, vissuto e visto in un anno di vita qui.

    Mi auguro che chi decida di vedere questo paese lo faccia con grande

    accortezza, ed attenzione, e se quando deciderete di venire qui, non ve ne potrete andare via senza aver visto la prima meraviglia del mondo, il TAJ MAHAL,

    Namaste !!


    Zest ha scritto anche:



      • oasiall

      • 26 aprile 2014 at 9:47

      Il Padrino in India :-))

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      • aurelius
      • aurelius

      • 26 aprile 2014 at 12:02

      Che posa plastica !!! Sei mejo te quasi der Taj Mahal … :rotfl
      L’e’ sempre un piacere rileggerti. Bello. gia’ visto, firmato e risottoscritto Cheffone bello !!! ;-)
      :dreaming

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      • oasiall

      • 26 aprile 2014 at 12:35

      Qua stai con un po de panza. Quando andai io poi tornai come uno scheletro peggio di adesso.

         0 Mi Piace


      • dragodoro
      • dragodoro

      • 26 aprile 2014 at 12:49

      …si,però scusa se mi permetto…”padrino” ma con un bel turbante con annessa odalisca…fai lauta “porca” figura…..ciao comparuccio…

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        • Zest
        • Zest

        • 26 aprile 2014 at 14:26

        Caro dragodoro, ti lascio il benestare con le tue esileranti vignette che mettono sempre buon umore a noi pirati, anche se li mi sembro la brutta copia del guru del Rajastan, :-) :-)) ahahahha…

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      • oasiall

      • 26 aprile 2014 at 13:47

      Adesso si che è il padrino con la padrina pure hahahahaha che chicca

      dragodoro:
      …si,però scusa se mi permetto…”padrino” ma con un bel turbante con annessa odalisca…fai lauta “porca” figura…..ciao comparuccio…

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      • oasiall

      • 26 aprile 2014 at 13:49

      Il Padrino e la “padrina” ahahahah

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      • Zest
      • Zest

      • 26 aprile 2014 at 14:22

      oasiall:
      Qua stai con un po de panza. Quando andai io poi tornai come uno scheletro peggio di adesso.

      del signore

      ahahha, si e vero, ma correva l’anno 2011, ora sono sceso di ben 12 kili con l’agopuntura :-) e poi comunque uno Chef a stecchetto suona un po’ male ;-)

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      • obroni
      • obroni

      • 26 aprile 2014 at 14:37

      Prima o poi a vedere il TAJ MAHAL ci andrò. L’idea che mi sono fatto è che si tratta di un viaggio che richiede mooolto tempo a disposizione e magari potrei prenderlo in considerazione quando e se andrò in pensione.
      L’unica esperienza diretta indiana l’ho avuta a Mumbai nel 2009 quando sulla via di Bangkok si è rotto un motore e ci hanno fatto sostare la 24ore , meno male in un bellissimo albergo, fino che è arrivato il rimpiazzo.
      Comunque la cucina indiana mi piace parecchio :-)

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