• aurelius
    • Aurelius

    • 7 dicembre 2012 in Praga

    Quegli occhi Verde prato

    E’ la fine. Questa e’ la fine della mia mia vita. L’inizio di una nuova, indescrivibile sensazione di benessere ; scoperta del mio io…scoperta del suo limite. Della mia immaginazione.

    Comincio’ per caso, e come tutte le cose serie…per gioco. Quella sera volevo solo bere qualcosa con la mia amica Raffaella giu’ al club in piazza Venceslao, senza prendermi sesso…ormai poi chiacchieravo con lei da un po’. Parlava italiano visto che aveva avuto il ragazzo, un sardo, per tre anni e scendeva regolarmente anche in Italia.

    Absolut  in ghiaccio e via la sera…

    Dopo un po’ Raffa non resistette e sali sul palco e mi dedico’ uno strip con la sua canzone preferita del momento, che solo al sentirla nei mesi successivi, il mio corpo tremava d’eccitazione e ricordi. Amari. Che’ ho perso un’amica cara.

    A volte la musica e’ bastarda nel farci dolcemente male. Come l’Amore. Anzi, come il sesso.

    Leona Lewis cantava “Bleeding Love” e Raffa sul palo si contorceva tutta, splendido serpente velenoso, adorabile nel suo stivale alto nero di latex tacco 15 e tanga nero; ricciolona mora e occhio azzurro tagliente come punta di diamante.

    Si sfilo’ lo slip, ultime note. Saluta, ringrazia…me le tira ed io , al solito manco l’aggancio gia’ obnubilato dalla Vodka e me le ritrovo in faccia…Gruppetto d’Inglesi del cazzo che ridacchia, amiche e stripper-girls  che invece mi fanno l’occhiolino. Delizia per pochi, per me.

    Mentre sculetta e mi lancia un bacio e si allontana nella rest room per cambiarsi, saluta e parla con un’amica di spalle e gli indica il nostro divanetto. Mi indica col dito e la bacia in bocca. Normale, tra amiche. Tra Dancers. Tra femmine libere. Normale qui.

    Diciannove anni appena compiuti. Occhi verdi e castana chiara. I miei colori del sogno. Capelli mossi alle spalle, fisico pieno come al solito. Magro ma con splendida carne da mordere nei soliti punti. Carne dura, fresca.Giovane. Spesso l’odore della giovinezza ha sapori indefiniti. Ti entra nel cervello, nelle narici…ti gira la testa.

    E non c’e’ tempo, non c’e’ eta’.

    Mi spalanca un sorriso perfetto e giovane, troppo fresco per quel posto. Troppo ingenuo per la mia testa bacata. Splendido come solo una bocca di diciannove anni sa’ essere.

    Lei e’ Valentina, Morava. La seconda volta nel club. Come Raffa…solo stripper. Eventualmente table dance o lap privata . Ci tengono a volte all’inizio a farla questa distinzione…fin quando non cominciano anche loro a salire al piano di sopra.

    Ma per quello, per Valentina c’e’ tempo.

    Siediti Valentina. Vodkati pure tu…prendi ritmo, dimmi tutto. E parla. E sta bene. Quel timore , quell’agitazione iniziale…la paura dei mostri svanisce.  Ride. Sorride. Spalanca quella bocca e il bagliore del bianco m’acceca, mi affascina. Mi eccita. Si difende col sorriso. Maschera la paura e la esorcizza con la dolcezza e la giovinezza infinita del suo ridere.

    Lei parla e io sogno. Lei ride e io la vedo, con me. Lei si agita felice sul divanetto e s’avvicina e io la penso sotto di me. Allunga le mani sulla Vodka e io penso: stasera sei strumento mio. Stasera io vampiro ti prendo la giovinezza. Il tuo sesso ed il tuo corpo sono miei.

    Raffaella torna con gonnellino nero inguinale e camiciola trasparente grigio perla metallizzato , quei suoi splendidi capelli ricci neri fino a fine schiena liberi e selvaggi, come lei.

    Avevamo fatto il patto subito con lei. Baci in bocca, schiaffi sul sedere, pacche sulle spalle, parolacce  e vaffanculi. Onesta’, consigli e confidenze. Verita’. Ma non si scopa.

    Lei lavorava, ballava e basta. Il marito a casa nel paese della Slesia dal quale si spostava per tre giorni a settimana.

    Noi fratello e sorella. Due fratelli, spesso. Mi guarda e mi indica la bambina castana con gli occhi color Assenzio e mi dice. “ E fai da bravo “  frase nostra con cui ci salutiamo sempre, anche via sms.

    L’Absolut sta’ finendo. Valentina beve e e ride. E ride ed il suo corpo ormai e ‘ bollente. Io non ce la faccio. L’odore della freschezza della sua gioventu’ mi cancella i pensieri. L’odore della carne, della sua. Mi fa eccitare e l’erezione vicino a lei e’ costante , perenne.

    La vorrei scopare sul divano. Quelle cosce dure e rosa aperte sulla spalliera ad offrirmi natiche da sogno.Sposto lo slip ed entro…e mentre immagino questo lei praticamente mi casca addosso sulle spalle. Vuole bere. Ancora. Guardo Raffa.

    Mi alza le spalle, m’ha gia’ capito. Il vampiro azzannera’ la sua preda, l’ho trovata.

    Lascio a Raffa un Mini Brut che gli piace bere. Valentina si va a cambiare. Si, viene a casa mia. Beviamo la’.

    Gli pago le cinque consumazioni a quel Russo di merda del gestore, che adesso siamo amici. Tre mesi fa’ mi voleva sparare per una questione con la puttana Ucraina del guardaroba. Poi abbiam bevuto. Vengo ogni tanto, son cliente. Amico di Raffa…ok, no more problem.

    E mentre una chitarra Gitana incalza il ritmo per lo strip della prossima bambina…io esco. Con sottobraccio allegra e sorridente una semplice ragazza in jeans e piumino crema lucido, stretto in vita.Snickers e cappello peruviano con paraorecchie.

    Strana, normale. Fresca, bimba da mordere. Valentina.

    Il night Market con i suoi osceni neon abbaglianti fa da cornice alle nostre chiacchiere, mezze Inglesi e mezze Ceche. Ai suoi sguardi ammiccanti e ai suoi sorrisi bianchi e spalancati su quelle labbra lucide, di burro di cacao e giovinezza. Toste. Come il suo seno che sento sottobraccio, e lei si stringe  e imbarazzata, maschera e ride. Ma sono di assenso, di condivisione, di gioia. Saltella quando cammina. E’ contenta. Ecco che cos’e’ tutta quella freschezza. E’ contenta di stare con me. La novita’. E’ uscita dalle luci nere del club.

    Adesso si mettera’ nelle mie mani, berra’ vodka e dimentichera’ il mondo ancora per una notte. Pensiero Boemo. La vita scorre, vivitela o sogna. O non far nulla per essere infelice, tanto passa uguale. L’insostenibile leggerezza dell’essere. Kundera era di qui.

    Questo nano di Vietnamita al solito cerca di fregarti sulla bottiglia, che’ non ci sono prezzi imposti. Ok, sti cazzi di qualche Corona di merda in piu’.

    Casa. Via i giubbotti, Cristo che freddo per strada. L’una di notte. A casa 23 gradi…tiepida. Come Valentina. Via scarpe, maglione, jeans. Slip e t-shirt ultimi ostacoli. Va al bagno con la borsa.

    Io alcune cose delle donne le devo ancora capire. Forse non le capiro’ mai.

    Sto’ all’angolo cucina. Prendo bicchieri, apro il freezer e prendo ghiaccio.

    Apro Vodka e guardo lo stereo . Musica di ritmo, stasera il caldo mi opprime. L’odore della carne di Valentina mi fa’ girare la testa.

    Troppo fresca, troppo rosa. Troppo giovane. Troppo sorridente e bella. Troppo. Ci vuole il rosso sangue. Son vampiro nelle notti di sogno delle pianure Boeme.

    Gypses. El Padrino. Flamenco Chill out.

    Esce dal bagno. Solo slip. Il seno sfida tutte le regole della natura. Alto e dritto che non capisco come faccia. Mai portato reggiseno, mi dice. Fianchi morbidi ma duri, di carne tosta e ossatura importante, schiena dritta e spalle larghe. Atleta. Fisico d’atleta e di diciannovenne…non resisto.

    Lei prende il bicchiere, ci guardiamo in faccia e butta giu’ lo shot come acqua. Io sorseggio piano, vado calmo. Ormai il cervello e’ partito. Allunga la mano sulla bottiglia. Gli stringo il polso. La fermo. Lei abbassa gli occhi, e io abbasso lei. Facendogli leva sul braccio, appena appena con forza. Ma con le ginocchia scende lei, di sua volonta’.

    Gli metto una mano in testa, accarezzo quel castano, quei ricci ondulati profumati di mandorla e gli metto la mano che ho stretta nella mia sul cazzo. E strofino forte.

    E mi guarda e ci sbatte la faccia. Mi apre la patta. E allarga il pantalone di velluto blu a coste fini che porto e affonda la faccia sui boxer grigi , apre la bocca e mozzica piano le palle, si strofina sul membro con la faccia. Mozzica la cappella, sempre dietro i boxer.

    Poggio la bottiglia e mi levo la camicia azzurra chiara botton down. Petto nudo e patta aperta. Scalzo, lei solo in slip inginocchiata a mozzicarmi il cazzo davanti a me. Mani che mi vogliono tirare giu’ i pantaloni. La fermo, gliela stringo ancora una volta, ancora un po’.

    Riprendo la bottiglia. Mi tiro fuori il cazzo ormai duro e prepotente e glielo muovo davanti la faccia, lo struscio davanti agli occhi. E apre la bocca e lo sbatto sulle labbra…tira fuori la lingua, e prendo la bottiglia.

    Lei ride. Sei fresca Valentina . Troppo. Adesso mi diverto, perche’ tu mi fai divertire. E ti piace farmi divertire. Giovane e perversa.

    Mette le mani a coppa sotto il cazzo che ha ben puntato in bocca a labbra aperte e gola spalancata.

    E la vodka scende. Esce dalla bottiglia e cola sul cazzo dritto e casca in gola Valentina. Sei assettata di cazzo, Vodka e misteri. Bevi tutto il fiotto di vodka. Forse troppa. Tra cinque minuti lo sapremo…Poggio la bottiglia e ti spingo testa e collo, con in mano i tuoi capelli . Stringo forte, fai una smorfia, poi piu’ niente; ingoi il mio cazzo alla vodka fino a meta’. E le guance rosse da bimba ti si gonfiano e gli occhi

    verdi e rossi d’alcool si spalancano.

    Ora un sax suona una canzone lenta, atmosfera mistica ed esplosiva…ti prendo adesso. Come ti avevo pensato. Anzi di piu’. Stai leccando e lavorando l’asta del cazzo da bimba brava, cagnolina preferita quella sera. E poi molte altre a venire. Ma ancora non lo sapevo.Ogni volta che avrei rifatto il tuo numero mi sarebbe sempre girata un po’ la testa e avrei faticato a rientrare dai miei pensieri luridi su te.

    Ti stacco all’improvviso…apri la bocca: altra vodka per te. Niente per me. E ridi. Sempre bella, fresca, illuminata dalla giovinezza, sei bianca, rosa e rossa. I colori della pazzia. Per me.

    Ti prendo piano per i capelli e ti trascino lenta, carponi  mani e ginocchia sul tappeto…vicino al tavolino del salotto.

    Stai seduta sulle ginocchia. Non ti muovere. Bottiglia in mano vado nel como’ in camera da letto. Apro il terzo cassetto, guardo dentro. Stasera la benda para occhi nera…puo’ bastare.

    Stai li, ubbidiente. Mani in grembo e ti tocchi piano, ginocchia socchiuse e sguardo alto, ma i miei occhi li incroci solo col sorriso, timido. Bello, bianco e giovane, perfetto. E mi piaci quando ridi e fai quello che dico.

    Levati i pantaloni in camera. Sto’ coi boxer, perche’ mi piace che mi sostengono il cazzo prima che faccio sesso. Ti faccio segno con gli occhi e le sopracciglia di aprire la bocca , e lo fai. Ti piace cazzo e vodka…vodka e testa che cammina forte, che ride e prenda voglie desiderate, come dolci ordini, leggera dominazione di maschio su una maliziosa bimba bella Morava. E lo rimetti in bocca, le mani dietro la schiena, da sola…lo sai che lo devi fare.Non ti aiuto con le mani in testa, fai da sola e lo sforzo ed il dolore sul collo cominciano a farsi sentire. Mentre succhi il cazzo e lo spingi in gola, arrivi fino a meta’ piena, anche di piu’ e quando alzi gli occhi color prato su di me…io viaggio col cervello. E i tuoi occhi hanno un misto di perdizione, innocenza, voglia e piacere. Accontentarmi …capisci che lo voglio, e’ quello che devi fare, piccola bimba mia.

    L’ultimo goccio d’Absolut ti scende in gola sempre attraverso di me…per l’ultima volta. Butto la bottiglia vuota sul divano; non fa rumore. La tua gola invece emette un piccolo strillo, un piacevole rumore quando ti tiro su all’improvviso…davanti a me, e ti caccio in gola la mia lingua secca ormai. Dalla vodka e dalla voglia.

    Occhi negli occhi…per poco. Ti giro e afferro per le spalle, il tuo culo duro e i fianchi di carne bianca mi fanno male alla testa, sei troppo …troppo.

    La benda ti copre gli occhi all’improvviso e sento che avanzi, quasi vuoi scappare. Ferma…devi stare ferma, ti dico all’orecchio. E tu forse neanche capisci,…ma ti fermi ugualmente.

    Con le mani ti faccio prendere il cazzo stretto forte tra i palmi e io ti accarezzo il collo, ti sto’ dietro.Ti sbatto la testa forte da entrambi i lati. Ti  agito la Vodka in testa, la mischio col brivido e con la voglia, cocktail perfetto per me stanotte.

    Ormai son le due…il vampiro ha preso il sangue dalla carne bianca e labbra accese hanno gia’ lavorato per il mio piacere.

    Dopo il tuo collo…voglio te.

    Ti giro e ti inginocchio…benda sugli occhi, non sei abituata, sbandi un po’. Rido, mi piace cosi. Carne nuda e seno duro, duro sul legno antico del tavolo …ginocchia sul tappeto rosso, soffice…non fa male; forse, adesso.

    E ancora ti giri e ridi, fantastica con quella bocca, mascheri la timidezza, la paura . L’emozione col sorriso. E io te lo faccio cambiare. Ti faccio passare dalla timidezza, paura , tensione…in eccitazione, passione, godimento. Io, ti faccio cambiare io.

    Il Culo e’ di una bellezza infinita, mi commuovo…ti apro le gambe e il sesso piccolo e bagnato rosa e rosso dentro si apre ai miei occhi, ai miei pensieri. La mano sulla lingua e la mano la’ in mezzo, ti bagno ancora; la tua testa vaga in giro in cerca di emozioni, di orientamento, cerca di capire che succede. Ma non puoi, puoi solo sentire quello che ti faccio…e immaginare quello che ti faro’.

    Ma stasera, la prima…ti succhio poco sangue.

    Ti prendo le braccia con le mani e te le blocco, te le inchiodo sul tavolo, e ti sto’ sopra e la forma perfetta delle natiche fanno da cornice alla tua fica aperta davanti la cappella che piano entra…le gambe che perfette poggiano a terra sulle ginocchia hanno un fremito…sono entrato piano ed eri umida; ma diciannove anni e scopi da tre…sei stretta. Ti apri subito pero’, e le guance subito s’avvampano, immediatamente lo noto e sei come quelle mele giapponesi giallo rosate con un paio di macchie rosse…la mela che mangio stanotte…e molte ancora.

    Un Deserto d’Amore suona piano nella testa, nello stereo…e prendo ritmo. Profondo e svelto, non a sfondare ma a battere…battere e levare come musica dentro te, un movimento che ritmico ci assale, ti fa godere quasi subito e sei bagnata e liquida…subito. Ogni movimento che faccio ti agiti e mugoli in preda al cazzo e alla vodka, alla vodka e alla passione, al godimento.

    Ti vuoi sistemare meglio…no. le braccia ferme e strette sotto me, le mie mani…non resisti piu’ senza vedere, la testa ti scoppia e mi scoppia il cazzo dentro te…adesso le spinte sono pesanti, cazzo quanto mi piaci cosi, immobile e dolorante, ubriaca e felice, vogliosa ed impaurita,…ubbidiente che’ sai che non puoi far niente e non vuoi farlo.

    Ok, levo le mani dalle braccia…ma sempre appiccicata sul tavolo devi stare; il mio peso sopra e il cazzo che ti spinge in fica forte, il ritmo duro e la fica fradicia…le mani le sposto sui lombi tuoi, in mezzo la schiena. Ti appiattisco sul tavolo, forse era meglio dalle braccia…ma hai voluto cosi, piu’ dolore sul seno…obbedisco.

    Non provi neanche a levarti la benda…solo che volevi metterti le mani davanti la bocca, tipo a farti da cuscino…per farti scopare meglio e goderti il cazzo ed il mistero…” To je dobry” . Cosi mi piace, cosi va bene mi dici.

    Anche per me. Piu’ per me, o forse no.

    Il cazzo comincia pulsare, lo sento…sto’ per venire. La sborra calda e gommosa presto sara’ padrona del tuo viso bianco e rosa e rosso da bambina !

    Infatti sento i coglioni fremere ed intostarsi e con le ultime botte troppo forti che ti do’…sto’ godendo. E a te  fanno fremere e godere, fai strilli con voce giovane e respiro secco da navigata scopatrice. Fiato corto, guance rosse, ancora fradicia, di piu’. Sei forte cazzo…mi levo di corsa che’ non resisto a bagnarti la faccia . Voglio vederti grondante me, bagnata del seme del mio cazzo tutta la faccia.

    Mi sfilo e ti giro violentemente con le spalle sul divano. Tu automaticamente metti le mani sui fianchi…non provi a levarti la benda…ne a fare niente.

    Hai capito, cosa devi fare questa sera, fiuti solo un po’ l’aria con fare incerto…senti , immagini dove sono…ma non sai da dove e quando arrivera’ lo sperma, il mio liquido che ti spalmero’ sul viso.

    Ti metto una mano in fronte per distanziarti…il cazzo in mano stretto forte e pronto…ancora due botte.

    E sborro. E ti vengo in faccia, Il primo schizzo te la percorre tutta e si ferma in fronte finendo sul naso…e ridi, e mi mostri i denti bianchi a bocca aperta. Ecco brava, ci finisce la seconda dose di sperma li dentro. E tu chiudi e tossici…ma ingoi all’istante.

    Ti piacera’ bere tutto, sempre; lo scopro poi col tempo.

    Io mi stringo il cazzo e lo smanetto due,tre volte per far arrivare forte il terzo schizzo; ti prende sulla guancia destra e naso e cola sul collo. E lo blocco e te lo spalmo sulle labbra aperte.

    E lecchi e ingoi. E ho finito. Sono vuoto, ti struscio la cappella sulle labbra per darti l’ultimo sapore e l’ultimo tormento. Non ce la fai piu’ . In ginocchio, sfatta, accecata, hai goduto e ti sei riempita di sborra…sei stata brava.

    Una splendida bambina Morava, ingenua ed impaurita a volte; mascheravi tutto cio’ dietro un sorriso imbarazzante per il suo candore. Ma ci mascheravi pure la tua voglia di scoprire il mondo, la tua passione, le tue voglie nascoste.

    Avremmo fatto l’amore ed il sesso a modo nostro ancora tante volte e tante volte ancora io avrei usato te strumento di piacere, e strumenti per darci piacere.

    Io ti ho posseduto, Valentina. E tu avevi me.

    Scoprivi uno splendido maschio straniero che consumava il tuo corpo giovane e ribelle. Ed io non potevo ribellarmi a desiderare te.


    Aurelius ha scritto anche:




    • :dreaming

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      • CCSP
      • CCSP

      • 7 dicembre 2012 at 15:42

      Molto,molto ma molto coinvolgente.Qui ci starebbe l emoticon in stato di erezione :))

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      • dionisio
      • dionisio

      • 7 dicembre 2012 at 22:49

      Miiii… Ho un senso di riggidezza alle parti basse…. Bravo aurelius..

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    • Aurelius il Pornografo di PV!!! :pig

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 8 dicembre 2012 at 12:20

      Congratulations Aurelius !

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        • aurelius
        • aurelius

        • 8 dicembre 2012 at 23:53

        Grazie Conte…Brigado !!!

        No,no…obbligatorio…solo che e’ poco…letterario il condom ! :rotfl

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 8 dicembre 2012 at 18:23

      ……a proposito Aurelius , ti eri scordato il preservativo ? :ar

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      • gnocchettaro
      • gnocchettaro

      • 8 dicembre 2012 at 20:49

      Aurè ! Chiedi a capitan Little di metterci il copyright su questa prosa, sei da premio pulitzer :clap

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        • aurelius
        • aurelius

        • 8 dicembre 2012 at 23:51

        ;;) :dreaming ;-)

        caro Gnocchetaro…e’ PV (marchio Registrato)…e tanto basta !!! ;-)

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 8 dicembre 2012 at 22:04

      :)) :)) :pig :ar

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      • aurelius
      • aurelius

      • 8 dicembre 2012 at 23:37

      LittleTruths,

      IFIX TCHEN TCHEN !!! :meh :fulvit

      :bz

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      • aurelius
      • aurelius

      • 8 dicembre 2012 at 23:42

      Cari Dionisio e CCSP…e che so’ mejo der Kamagra ??? :rotfl

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        • CCSP
        • CCSP

        • 9 dicembre 2012 at 11:12

        Al kamagra ti ci avvicini!Se resto senza bustine,posso sempre dare una ripassata al tuo racconto e mettere le ali!

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 9 dicembre 2012 at 0:03

      aurelius,

      Ok , ti abbiamo visto comunque sienza , and CIF and CIM de prepot…..todo optimo :ar

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      • ElCristo
      • ElCristo

      • 9 dicembre 2012 at 0:46

      Beautiful! Nothing else to say…

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      • gnocchettaro
      • gnocchettaro

      • 9 dicembre 2012 at 20:49

      aurelius:

      caro Gnocchetaro…e’ PV (marchio Registrato)…e tanto basta !!!

      Sempre il solito altruista ! :victory

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