• Quel Capodanno

    Quella fu probabilmente la notte di capodanno più bella che mi sia capitata in assoluto, oltre ad essere una delle serate più belle che io abbia mai trascorso con una donna.  Certo, anche lei era bellissima; con il suo sguardo affilato, la figura statuaria e quelle grandi labbra carnose.  Le labbra sono una delle caratteristiche fisiche che più mi attraggono in una donna…grandi e soffici labbra carnose danno l’idea di qualcosa di buono, di amore, di grande emotività…in effetti sin dai primi giorni di vita le labbra della mamma sono ciò che più abbiamo davanti agli occhi mentre veniamo allattati; sono le stesse labbra che ci ricoprono di baci e ci sussurrano parole dolci che ancora non possiamo comprendere ma che parlano all’anima e ci rassicurano del fatto che pur non essendo più al sicuro lì dentro non abbiamo niente da temere e che non siamo soli.

    Le cose che più ci toccano e ci emozionano sono quelle che per qualche ragione riescono a raggiungere e carezzare il grande cuore del bambino che continua ad esserci dentro di noi, anche quando oramai siamo degli sporchi Pirati impazziti e perduti e consumati dal sole, dal vento e dal sale.  Questo lo capii durante un tardo pomeriggio mentre ero in barca a vela facendo delle esercitazioni di ormeggio nella baia di Langebaan, in Sudafrica.

    Antico posto di rifornimento della Compagnia delle Indie, nella meravigliosa baia di Langeban. Marca l’unico posto della zona in cui si trova una sorgente d’acqua dolce e dove si fermavano i velieri secoli addietro prima di affrontare il temibile Capo delle Tempeste, successivamente ribattezzato per scaramanzia Capo di Buona Speranza.

    Quando ero piccolo adoravo il momento in cui mia madre e la nonna ripiegavano le grandi lenzuola del letto matrimoniale…si mettevano una ad un capo ed una all’altro nel bel mezzo della stanza ed aprivano le lenzuola, le tendevano e le ripiegavano poco alla volta, ed io correvo a mettermi in mezzo a loro due proprio sotto al lenzuolo che si muoveva mentre veniva teso e piegato.  Ero piccolo e quel lenzuolo che ondeggiava sulla mia testa per me era grande quanto il mare.  Bene, quel pomeriggio a Langebaan l’esercitazione prevedeva che fosse compito mio stare a prua con il raffio in mano pronto ad agganciare la boa ed ormeggiare la barca mentre raggiungevamo con delicatezza il punto esatto senza utilizzare il motore ma sfruttando sapientemente il vento.  Siccome una operazione del genere per essere effettuata correttamente necessita un certo serpeggiare dell’imbarcazione nell’acqua mentre ci si arrampica sul vento, e ne consegue che il fiocco (che è quel triangolo di vela che sta tra la prua e l’albero) si sposta con un certo impeto da un lato all’altro della barca.  Io, per non essere spinto in acqua dal fiocco che si spostava, ero costretto a stendermi di schiena con il raffio in mano sulla prua della barca e vedere il fiocco che ondeggiava e si spostava in alto davanti a me da un lato all’altro fino a che una volta raggiunta la boa balzavo in piedi come una scimmia e mi sporgevo dalla prua per agganciare la boa e fare la mia parte.

    Sarà stata l’atmosfera di pace di quel tardo pomeriggio, sarà stato il mio trovarmi venticinque anni dopo ancora sotto ad un grande lenzuolo che ondeggiava oppure sarà stato ciò che sarà stato ma io quel pomeriggio in barca nella meravigliosa baia di Langebaan mi sentii di nuovo un bambino e mi sentii tanto ma tanto felice.

    Scansione del quaderno di scuola del baby Cpt. LittleTruths in prima elementare. Ammirate il baby Cpt. che assiste ad una battaglia in pieno svolgimento su di un veliero modello di quelli che il suo papà costruiva all’epoca. Ogni personaggio impegnato nella battaglia é di un colore diverso, così come lo sono la scia dei colpi e delle frecce che volano. Notate inoltre come la vela maestra porta le effigi di un osso e di una bottiglia di rum, che rappresentano la Morte ed il carattere etereo e passeggero della Magia del momento.

    Facciamo i giri del mondo per non andare da nessuna parte, e la vita è un salto verso il cielo a cercar di accarezzare le stelle per poi finalmente cadere a cercare rifugio e conforto dentro di noi stessi.

    Ma tornando a quella notte di capodanno, io e lei eravamo soli nella casa in cui vivevo all’epoca nel tranquillo quartiere di Tamboerskloof, a Cape Town, in Sudafrica, sul pianeta Terra.  Lei aveva messo a punto il menu ed io ero andato a fare la spesa in mattinata mentre lei era al lavoro.  In prima serata mi raggiunse a casa già bella e pulita…c’era un silenzio confortevole, lei mise su un cd di musica soft e si mise all’opera in cucina…io aprii una bottiglia di Sauvignon Blanc di Durban Hills, il mio preferito tra i bianchi, e dopo aver versato un calice per ognuno le facevo compagnia con un po’ di conversazione tranquilla mentre sorseggiavamo il vino e lei preparava la cena.  In seguito andai in sala da pranzo a preparare la tavola e posizionai un centinaio di candele accese sul pavimento in gruppi di tre seguendo un disegno che ricordava in qualche modo una geometria araba.

    Sarà stata l’atmosfera magica di quella notte, sarà stato il vino, sarà stato quel che sarà stato ma seppure è vero che in genere le grandi storie d’amore non le si vede mai arrivare e le si vede sempre e solo andarsene, beh…io quella notte quell’amore lì lo vidi arrivare in maniera chiara.  Era lì, era nell’aria; nello scintillio delle cento candele e nelle parole che ci scambiavamo, che quella sera sembravano tutte profonde e ricche di significato.

    Quanto è bello dare il meglio di se a qualcuno per una sola notte e poi scomparire nel nulla per mai più rivedersi e portare per sempre nel cuore il ricordo dell’altro.  Senza dubbio, è estremamente difficile evitare di cadere nella tentazione del cercar di ripetere la magia di un’esecuzione perfetta; ma le esecuzioni perfette purtroppo non hanno repliche, solo brutte copie.

    La replica porta alla familiarità, che poi sfocia nell’ordinario che poi inevitabilmente porta a galla tutte le pecche e le contraddizioni di cui siamo intrisi fino al midollo e si finisce sempre irrimediabilmente alla stessa maniera; disincantati e con il cuore a pezzi.

    Ma quanto fu bella quella notte.  Non ci accorgemmo di niente.

    Non ci accorgemmo della mezzanotte che arrivò e se ne andò, né ci accorgemmo della bottiglia di spumante che scoppiò nel congelatore ed onestamente non ricordo nemmeno se alla fine facemmo l’amore o meno.  Poco importa, perché ci lasciammo andare e trasportare dalla magia del momento in un vortice fatto di ombre, di luci e di emozioni.

    La conobbi nella notte in cui ero fuori per festeggiare il fatto di essere ancora vivo dopo l’incontro con la Balena al largo del Capo di Buona Speranza.  Lei era una favola ed io le avevo detto tutte le cose giuste al momento giusto ed avevo fatto le mosse giuste al momento giusto…e così le avevo rubato l’anima e lei l’aveva rubata a me.

    Un anno dopo ci saremmo ritrovati tutti e due alla deriva e con il cuore infranto; lei a casa in Zimbabwe con il mio nome tatuato sull’inguine e mia figlia nel ventre; io in viaggio per l’America Latina con lo sguardo perso e la brutta sensazione di aver fatto di tutto per amore nella vita e che non fosse servito a niente.

    Sarà anche un dono questa vita, ma ce ne costa lacrime.

    Il nome di battesimo del Cpt. ma hey! …pssssssss…non ditelo a nessuno, é un segreto! ;-)

    http://www.youtube.com/watch?v=tTcggssFL-s

    Una dolcissima Vipera Soffiante, che non c’entra un cazzo con questa storia se non per il fatto di essere stata avvistata e fotografata dal Cpt. proprio nella baia di Langebaan mentre nuotava nell’acqua del mare, in corrispondenza di un promontorio che si chiama appunto qualcosa tipo; “Punto della Vipera Soffiante”.
    Guarda caso! :D


    LittleTruths ha scritto anche:




    • Incredibile, pure la bottiglietta di rum, e con l’etichetta ahahah. Io più che alle freecce ho collegato i vari colori ai fuochi d’artificio che un giorno avresti fatto vedere a gentili donzelle, disegnino premonitorio quindi.
      Complimenti anche per le lenzuola piegate, è un’immagine che conservo anch’io e chissà quanti altri, solo che nel mio caso spesso era la cameriera con mio padre dietro che le toccava il culo, scherzi a parte mi rivedo con le mie figlie quando si buttano in mezzo alle lenzuola.
      Racconto coinvolgente ed emozionante come sempre :clap :clap :clap

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      • tirofijo
      • tirofijo

      • 30 dicembre 2012 at 12:23

      Grande Cpt. finalmente un pensiero sul capodanno che valga davvero la pena di ricordarne l’utilità..
      La citazione non può che essere naturalmente “Facciamo i giri del mondo per non andare da nessuna parte, e la vita è un salto verso il cielo a cercar di accarezzare le stelle per poi finalmente cadere a cercare rifugio e conforto dentro di noi stessi.”

      Quanto al tuo quadretto.. è da spedire subito al MOMA di New York, e ovvio, con tanto di lettura allegata=)))))

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      • Ma si, su trenta e passa almeno un cazzo di capodanno che sia valsa la pena stare svegli l’abbiamo trovato! :dreaming
        Programma per quest’anno invece; a letto presto come da copione! :yea :))

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      • aurelius
      • Aurelius

      • 30 dicembre 2012 at 20:14

      “…in genere le grandi storie d’amore non le si vede mai arrivare e le si vede sempre e solo andarsene, …”
      “Senza dubbio, è estremamente difficile evitare di cadere nella tentazione del cercar di ripetere la magia di un’esecuzione perfetta; ma le esecuzioni perfette purtroppo non hanno repliche, solo brutte copie.”

      Vorrei solo ripostare queste due frasi, questi due tuoi pensieri, Capita’…veri, vivi, di vita credo, purtroppo, spesso condivisa da molti… :Boh

      E sempre complimenti al Capitan Freud che…sta’ facendo capolino dal fondo oscuro della lurida cambusa !!! :fulvit

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      • Conte di Cesa
      • Conte di Cesa

      • 31 dicembre 2012 at 0:45

      Mi associo pur io al giochetto delle lenzuola da piccini , ricordo piacevolissimo ! :doubleup e poi cpt ……la riprodutio interracial ? Real?? Fantastic B-) B-)

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 1 gennaio 2013 at 15:07

      “Senza dubbio, è estremamente difficile evitare di cadere nella tentazione del cercar di ripetere la magia di un’esecuzione perfetta; ma le esecuzioni perfette purtroppo non hanno repliche, solo brutte copie.”

      Parole da scolpire nel cuore bro ! :youdaman

      Aggiungo che inoltre la signorina in questione è una gnocca sconcertante :yea

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 19 gennaio 2013 at 2:04

      “La replica porta alla familiarità, che poi sfocia nell’ordinario che poi inevitabilmente porta a galla tutte le pecche e le contraddizioni di cui siamo intrisi fino al midollo e si finisce sempre irrimediabilmente alla stessa maniera; disincantati e con il cuore a pezzi.”
      (non lo so, forse si, forse no)
      Grande pezzo questo, memorabile capodanno ricco di poesia, emozioni e ricordi un mix che tocca l’immaginario… da quello infantile a quello sessuale…
      ps ” non ero preparata” ma è stato bello leggerlo
      grazie per avercelo regalato:)

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      • Beh si…una nota stonata nell’andamento della serata! :))
        GraSSie ancora comunque… :-)

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      • whitestyle
      • whitestyle

      • 19 gennaio 2013 at 2:22

      LittleTruths,
      hahahah

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