• Bombolo
    • Bombolo

    • 24 maggio 2014 in Turchia

    Istanbul no fucking tour

    La mia passione per la Turchia nacque in modo assolutamente casuale grazie a un client di chat in voga tanti anni fa, si chiamava Icq. Verso il 1999 venni contattato da Ebru, una ragazza di Istanbul che voleva impratichirsi con la lingua italiana, non saprei dire perché scelse me, all’inizio io non ero interessato e non le diedi corda, ma lei continuò per giorni a cercarmi e pian piano feci conoscenza. Neppure avevo chiaro dove fosse la Turchia e il poco che sapevo era sbagliato, grosso modo consideravo i turchi dei trogloditi ignoranti e non ero granché interessato a saperne di più. Senonché…ho visto la foto di questa ragazza, e tutti gli stereotipi sono passati in secondo piano, era carina, alta più di me (basta poco), e ben carozzata. Cosa avevo da perdere nel convincerla a venirmi a trovare ? Mesi di mail e chat, (allora avevo tempo da perdere in ufficio), e alla fine si convince. Per lei è il modo di evadere dalle grinfie di un padre padrone, per me una simpatica avventura esotica, e a metà di giugno del 2000 arriva a Malpensa.  Mentre l’aspetto, mi rendo conto dell’enormità (per me era una cosa incredibile), questa ha preso l’aereo per venire a trovarmi, e mi tremano le gambe. Che cazzo ho fatto ? Vabbè..ormai è troppo tardi, e me la trovo davanti. Che figa..10 cm più alta di me :-) Potenza della chat e del caso, lei si è invaghita quando le ho raccontato che andavo a trovare un amico in ospedale, nella sua testa sono diventato una persona buona e gentile e le sono andato a genio.  Per farla breve, è rimasta a Milano 2 settimane e mi sono fatto in 4 per mostrarle la Lombrdia, di mattina andava a scuola di italiano e di pomeriggio la portavo per sagre, musei , monumenti. Verso la fine della sua vacanza sono riuscito a limonarla, nulla di entusiasmante, ma per lei , a 28 anni era la prima volta :) Potenza di una educazione rigida in un paese conservatore.  Mi ci sono affezionato, ma non era destino, dopo qualche mese lei si è stancata di questa relazione a distanza, così ne ho cercate altre , via chat, di Istanbul. Ne ho trovate 2, che sono andato a trovare, che si sono invaghite pure loro. Forse più dell’idea dell’italiano che andava a trovarle che di me, a me andava bene lo stesso,  quello che contava era mi hanno fatto da guida nella loro città, presentandomi gli amici e trattandomi come uno di famiglia. Non ho trombato , per limiti miei e per difficoltà oggettive del campo di gioco, la verginità è per loro un valore e gli hotel non sempre acconsentono a farvi portare in camera una ragazza che non è vostra moglie. Per trombare da quelle parti serve tempo, e tanta pazienza Ma i viaggi a Istanbul erano comunque sempre una avventura, le cene sul Bosforo e il Chai bevuto giocando a tavla (backgamon), o millantando di saper giocare, dopo la prima volta Istanbul mi è rimasta in testa.  Così, ho deciso di imparare la lingua, e per mia fortuna ho trovato una scuola a 2 passi dal mio ufficio , che ho frequentato per qualche anno.   Parlare almeno un po di turco rende il viaggiatore italiano ancora più simpatico di quanto già non sia (immeritatamente) considerato, e immediatamente ci regala punti di vantaggio.  Se non ci siete ancora stati, almeno una volta andate a vederla, fa niente se non trombate, tanto ci sono molti altri posti dove rifarsi. Per una volta, lasciate vincere la cultura, i paesaggi, il mistero degli occhi di queste donne. per adesso chiudo che è tardi. Nei prossimi giorni magari continuo.


    Bombolo ha scritto anche:



      • piranha
      • piranha

      • 24 maggio 2014 at 9:19

      @bombolo,ho letto il tuo racconto ed aspetto il seguito,hai parlato come un viaggiatore,e questo mi piace ,perché io prima di tutto sono tale e poi anche trombatore.Cosa c’è di più bello che viaggiare ed essere curiosi,come vivono altri popoli,come pensano,cosa mangiano,come ragionano,come vivono, e tutto ciò lo faccio senza giudicare col mio metro di logicità. :heyhey

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      • CCSP
      • CCSP

      • 24 maggio 2014 at 10:24

      Molto interessante Bombolo!
      Non ci sono stato, ho solo fatto scalo ad Istanbul un paio di volte, e già vista dall’ alto è splendida.
      Ma non pensavo fossero conservatori a tal punto, l’ ho sempre considerata una terra di mezzo, divisa tra la voglia di modernità dell’ europa e l’ istinto conservatore…
      Comunque tra le turche che ho visto ci sono delle gran belle fighe :drool

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        • dragodoro
        • dragodoro

        • 24 maggio 2014 at 10:40

        @CCSP La Turchia tutta e non solo Istanbul val bene una messa! Vedi di andarci,ti stupirà!…beh il capitolo gnocca e’ un po’ problematico…. :-? Un caro saluto :heyhey

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      • dragodoro
      • dragodoro

      • 24 maggio 2014 at 10:33

      “Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta:
      Cuori lievi,simili a palloncini che solo il caso, muove eternamente,
      dicono sempre “Andiamo” e non sanno il perché.
      I loro desideri hanno le forme delle nuvole….”

      “Charles Baudelaire”

      …………………………………………………………………………………………………..

      Amo particolarmente quella “parte” del viaggio dove,sono partito,ma non sono ancora arrivato. Quella specie di “sospensione” temporale,dove tutto deve ancora venire & divenire.
      In questa sorta di “Levitazione” del pensiero,la fantasia si libera,vivendo autonomamente un “suo” viaggio surreale & fantastico!

      Il viaggio come mezzo e non come fine. Il 90% delle volte ho sempre viaggiato da solo (mia libera scelta). L’essere (soli) con se stessi,ma non per questo essere solitari,mi permette di essere in continua ” connessione” con me stesso,di mettermi alla prova,di scavarmi,di condannarmi,di giustificarmi e infine…(raramente) assolvermi!
      Il fatto di essere in compagnia, e’ vero…rassicura! Ma ti distrae dalla tua esperienza,ti condiziona.

      Il Viaggio per quanto mi riguarda e’ LIBERTÀ, essere libero di annusare,di restare o di andare.
      Quando si viaggia, si deve partire…”Disarmati”, abbandonare prevenzioni,luoghi comuni,il “sentito dire”,giudizi & pregiudizi.
      Essere una spugna assetata,impaziente di “impregnarsi” nel bene o nel male di…volti,odori,linguaggi,diversità,cibi,…e…(naturalmente di figa!)
      Ricordo scarpinate interminabili sotto il sole cocente delle Cicladi,alla ricerca di solitari monasteri arroccati su montagne di pietra lavica,ricordo la magia degli incensi (a proposito di Turchia) di Santa Sofia, le ipnotiche danze roteante dei Dervisci,la pace dei numerosi templi Thai,in cui ritrovo la mia “connessione Divina”,le rovine Metafisiche inesauribili & strabilianti di “Angkor”,le cene ubriache di Ron nelle “case particular” all’Havana con accompagnamento di chitarre e tamburi,il mio (ballo?)sgangherato & felice,la sua gente meravigliosa…e le “chicas” ancor più belle!…etcc…etcc…

      Il Viaggio e’ un privilegio per quanto mi riguarda…una specie di “Grazia Ricevuta”… E di cui sarò eternamente grato a CHI DI DOVERE!

      Ciao @bombolo , bel racconto…e naturalmente @piranha

      ,

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        • aurelius
        • aurelius

        • 24 maggio 2014 at 20:12

        Exactly, Eccelente…Ottimizzo ™ CaVissimo. Nun fa’ na piega !!! ;-)
        :doubleup

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      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 24 maggio 2014 at 11:04

      Quello che hai scritto traspira lo spirito del viaggiatore. In Turchia non sono mai stato, per le ragazze anche io la vedo molto dura B-)

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      • piranha
      • piranha

      • 24 maggio 2014 at 11:48

      @dragodoro,più passa il tempo e più mi stupisci. :youdaman :youdaman :youdaman :youdaman Spero prima o poi di conoscerti di persona,magari a pty sulla spiaggia ,abbiamo un appuntamento con due fanciulle,non dimenticare.Il rum lo porto io,per te il bicchiere grande,per me quello piccolo.

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        • dragodoro
        • dragodoro

        • 24 maggio 2014 at 12:22

        …@piranha …eh..no,! My friend…Sorry, ma per me niente bicchieri & affini, io mi disseto direttamente dalla bottiglia :D :ar

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      • taladro
      • taladro

      • 24 maggio 2014 at 11:55

      In Turchia non sono mai stato ma qualche tempo fa ho avuto modo di conoscere e frequentare un gruppo di escursionisti e subacquei per un paio di settimane: ragazzi e ragazze turche circa 40 e 60%. Pranzo, cena insieme, chiacchierate nei dopocena. Ecco quanto ho avuto modo di conoscere: nessuno sposato ma diverse coppie…. scopavano (le coppie), fumavano, bevevano… le cinque singles molto simpatiche e alla mano. Mi spiegarono che questo comportamento era possibile solo tra loro (un gruppo molto affiatato) e comunque solo all’estero.
      Mi fecero tra l’altro molte domande (sia le ragazze che i ragazzi) sui costumi cubani riguardo a matrimoni, divorzi, sesso, divertimenti e parevano ammaliati.

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      • pv1
      • gt1

      • 24 maggio 2014 at 13:43

      Mi piacerebbe molto fare un NOGNOCCATRAVEL in Turchia, per Istanbul, per il mare, per le montagne. NON PER LA GNOCCA se non forse per le russe nelle località turistiche, però lì ho paura della micidiale concorrenza degli indigeni. MAMMA LI TURCHI!
      Al momento l’unica conoscenza di una turca che ho è di una puttana del Palace, una bruna, altezza media, cicciotta, tettona, culona. Penso che si trattava veramente di una turca perché non faceva comunella con le bande di rumene.
      Non era una gran fica, anzi era una delle peggio del Palace. Ci sono andato solo perché mi ricordava moltissimo una giornalaia dove vado spesso in Italia che spesso porta le magliette attillate che evidenziano le tettone. Non è stata una gran scopata, direi mediocre. Sicuramente non ha fatto una buona promozione alla Turchia.

      P.s.
      La puttana del wellcum che se vede uno leggere pensa subito che è di piccole verità, sarà contenta di sapere che qui ci specializziamo, oltre che nella lettura negli fkk (invece di chiavare) e nella scrittura e declamazione di poesie, anche nei NOGNOCCATRAVEL.
      Post post scriptum
      Leone d’Isernia salvaci Tu!!

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        • Leone Di Lernia
        • Leone Di Lernia

        • 25 maggio 2014 at 11:47

        @gt1, ué sciummakérr…invátti hai detto proprie delle côs giuste nel tuo indervéndo: MAMMA LI TURCH!!… e dôv ci stanno lóre… cu càzz che tròmb; quéll la só ha razza d’assatanæt e tutte le fémmn se li prendono lóre. Io ciò avuto un gáro amico túrc… all’ murt sû, e sénbr a chiavár stava stu strúnz!
        Cé proprie avveraménde poco da salvár singeraménde!
        Comúngue comblimênde a @Bombolo, bella stórie la sua… addavedæee!!

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      • LoZio
      • LoZio

      • 24 maggio 2014 at 14:33

      mi ha sempre affascinato Istambul come città…però ho sempre dato priorità a posti diversi per vari motivi,(mare,figa,divertimento) ma un giorno un salto lo farò sicuramente! B-)

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      • Bombolo
      • Bombolo

      • 24 maggio 2014 at 15:39

      Parte seconda: Allora, intanto mi scuso per i congiuntivi sbagliati, ma ieri sera ero stanco per rileggere tutto con attenzione, e se sbaglio ancora, mi corrigerete. Come vi dicevo, al prima ragazza, Ebru, venne a Milano nel 2000, io andai per la prima volta a Istanbul nel 2002. Perché ho aspettato due anni ? Non ero davvero motivato, non mi sentivo sicuro di andare da solo allo sbaraglio, e sopratutto, la prima Ebru non era disponibile a farmi da guida, e questo lo sapevo sin da quando lei era a Milano, mi disse subito che non avrebbe potuto ricambiare la cortesia di portarmi in giro per via del rigido controllo della sua famiglia. Così, dovetti ricominciare da capo, nuove chat, nuove conoscenze da coltivare, nuovi lunghi scambi di mail. Ero arrivato a fare copia e incolla di testi standard di presentazione. Tutto questo per non essere sempre da solo, cosa che alla’estero non trovo sempre piacevole. Avere una guida del luogo, che è anche una amica, ha molti vantaggi e vale sempre la pena cercarla. Capisco le osservazioni di @dragodoro , ma per ogni cosa esiste la giusta misura. Anche a me piace passeggiare tra i miei pensieri, andare a zonzo a casaccio, perdermi nei vicoli, ma poi, di contro, trovo anche una figata una ragazza indigena che mi accompagni nei posti giusti, nei locali dove si trova la gioventù che altrimenti non scoprirei e dove comunque non mi troverei a mio agio non accompagnato. I vantaggi sono molteplici e danno al viaggio molto più sapore. Per contro, le differenze culturali posso farsi sentire e non sempre questi rapporti possono essere semplici. Ricordo in particolare una ragazza di nome Funda, che scambiò la mia ironia per arroganza, incazzandosi parecchio per una banale battuta scherzosa, e per ricucire parzialmente ci misi una bella mezzora. Ad ogni modo, come vi dicevo prima, dopo la prima gita a Istanbul mi sono iscritto a un corso di lingua turca, su un totlae di 12 studenti alla prima lezione, sono stato il più assiduo e presente, oltre che uno dei 3 che è arrivato fino in fondo. L’insegnante era una bella ragazza di nome Fazila, di cui mi sono invaghito dopo i primi 5 minuti di presentazione del corso, voce cinguettante e sguardo notevole. Ascoltarla era un piacere, e mi mangio le mani per non essere riuscito ad approfondire la conoscenza. La lingua turca non serve quasi a nulla fuori dal paese, a meno che qui abbiate una moglie o una fidanzata Turchi, però da una infarinatura interessante sulle lingue parlate da Istanbul fino alla Cina, almeno così ho sentito dire da Fazila ad una conferenza sulle lingue orientali, che perfino il cinese più occidentale ha delle basi di turco. Io ho fatto atto di fede prendendo per buono la cosa, trovando qualche piccolo riscontro di verità, ma davvero non potrei dire in che misura il turco abbia influenzato dei secoli le lingue asiatiche. Tutto questo per dare a me stesso delle ragioni sul perché io abbia tentato di imparare il turco, visto che a Istanbul stesso i Turchi, dopo i complimenti iniziali mi dicevano “perché vuoi impararlo? non serve a niente” . Io dicevo a me stesso “è questa la figata, fare qualcosa che non serve a niente, solo per il gusto di farla, questo è il vero lusso”. In cuor mio ammetto anche di aver pensato per un po di voler trovare una moglie turca :) Vi riporto qui una frase che mi ha colpito, durante una lezione, il tipico inizio delle fiabe, che da noi è il “c’era una volta”, in turco si dice “bir varmış bir yokmuş” .
      Piccola traduzione Bir = uno . Var = c’è, esiste. Si usa al posto del verbo avere che in turco non c’è (altra figata). Mış e muş sono i suffissi per la forma dubitative, per le cose di cui siamo a conoscenza solo in via indiretta perché ci sono state riportate ma di cui non siamo davvero certi. Quindi, le fiabe dei bambini in Turchia iniziano con “pare che c’era, pare che non c’era”. Non si assumono una responsabilità neppure nelle fiabe :-) Vi sembrerà da scemi ma per me questa frase, questa scoperta, è stata bellissima, ha giustificato da sola tutto il tempo passato a scuola. Se il linguaggio è lo specchio di un paese, per me la forma dubitativa è illuminante di una certa indolenza, perlomeno nel passato. Altro episodio chiave, agosto 2003. Sto mangiando qualcosa in ristorantino in centro, in istklal caddesi, e sento delle urla all’esterno. Una trentina o poco più persone stanno manifestando contro la guerra in iraq (questo lo scoprirò dopo), e a me le manifestazioni sono sempre piaciute. Non ho dato importanza al fatto che poco più avanti in piazza taksim ho visto molti mezzi della polizia, li vedo spesso. Rientro nel ristorante, pago il conto, raccolgo il mio zainetto e macchina fotografica, ed esco fuori per unirmi ai simpatici manifestanti…ma questi non ci sono più. In meno di 2 minuti la polizia li ha caricati di peso negli autobus e questi adesso stanno picchiando da dentro contro i vetri, mentre qualcuno in strada raccoglie rapido volantini che questi prima buttavano in giro. Li ho capito che la libertà di espressione non è patrimonio comune in tutto il mondo, sopratutto perché questi poveri cristi non stavano facendo davvero nulla di male, non danneggiavano auto, non scrivevano sui muri…ed erano davvero una manciata di persone. La voglia di cercarmi guai mi è passata pochi giorni dopo, quando di nuovo ho tentato di unirmi a un presidio di protesta, di cui ignavo del tutto le ragioni, ma solo perché mi piacevano i toni di “giustizia” che sentivo nelle voci, per poco non venivo arrestato pure io. Mi ha salvato un dirigente di polizia che mi ha riconosciuto come turista, forse gli avevo chiesto delle informazioni nei giorni precedenti. Cosi, visto che il clima da “25 aprile tutti uniti e solidali” non era disponibile, mi sono dedicato a cose più tranquille, moschee, musei, ristoranti. Ho scoperto in seguito che esiste un quartiere con dei bordelli, ma all’epoca non avevo con me un laptop e in fondo, va bene così. Mi è rimasta una certa nostalgia di Istanbul, e non escludo di tornarci. Per adesso..mi fermo qui, credo che basti. Buone cose a tutti.

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      • Bombolo
      • Bombolo

      • 24 maggio 2014 at 15:55

      Suggerisco, per chi non li avesse visti, di guardare i primi film di Ferzan Ozpetek, in particolare “hamam, il bagno turco”, uno spaccato della società turca di oggi con tanto di lezioni di lingua. Altro film must da vedere, “la sposa turca”, che vanta la protagonista turco tedesca Sibel Kekili, nota attrice porno, grandissima patata, il film merita assai.

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      • chinatown27
      • chinatown27

      • 24 maggio 2014 at 17:17

      In realtà in Turchia, paese secolarizzato dal padre Ataturk esistono legalissimi bordelli di stato. Sono molti anni che purtroppo non transito più per Istanbul che invece ho frequentato con una certa costanza dalla metà degli anni ’90 e per tutto il decennio successivo ma mi dicono che nonostante il perdurante dominio del partito islamico di Erdogan (che, ricordo , tra i primi provvedimenti, fece improvvisamente chiudere i casinò) ci siano ancora.
      Sono detti Genelev (ce n’è uno pure nei pressi della torre di Galata) ma pur lungi dall’essere un fifone ed un maniaco dell’igiene sconsiglierei ad un occidentale di metterci piede.

      Esisteva invece un fiorente puttanodromo ad Aksaray , mi viene in mente il club 212 detto anche Seranda con vastissima offerta da tutto l’est europeo a prezzi già da allora non popolari e nessun hotel a cinque stelle (io frequentavo l’Hilton a Taksim e lo Swisotel a Besiktas) ha mai fatto storie. D’altra parte Istanbul è da sempre un crocevia di intrighi e traffici che inevitabilmente portano con sé il meretricio, da queste parti sempre ben tollerato. Altra cosa invece la famiglia tradizionale (specialmente se proveniente da aree rurali) ancora saldamente legata a valori tradizionali.

      Comunque sia e nonostante la globalizzazione una città che non può mancare nel bagaglio del vero traveller (gnocca o non gnocca) anche per la gustosissima e variegata cucina cucina

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      • aurelius
      • aurelius

      • 24 maggio 2014 at 20:19

      Io sono passato solo in transito in aereoporto. Godendo per poco solo della vista del Bosforo, da lontano…Ragazze Turche anche belle, specie ultime generazioni. Quelle fuori dal paese, tipo Germania EU Nord etc…piu’ scafate logico. Se non sbaglio e’, o era anche legalizzata la prostituzione. E comunque molte troie o escort che dir si voglia, fanno tour in Turchia, e si sa’ che comunque i Turchi, a torto o ragione, stanno spalmati in tutto il Nord est EU a cacia di figa bionda.
      Detto questo…Beh @bombolo complimenti perche’ prendere lezioni di Turco ce ne vuole!!! Ma come gia’ detto poi, l’importante e’ il viaggio; se accompagnati da guida femminile locale…meglio. ;-)
      Ozpetek…quel film bello. Come altri. A volte troppo sopravvalutato o tirato per la giacca da certa critica o ambienti radical-chic sinistroidi…ma un buon regista.
      :doubleup

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        • pelato
        • pelato

        • 25 maggio 2014 at 12:40

        anchio sono passato dall aereoprto di istanbul :doubleup che dire aereoporto stupendo e pure le ragazze che lavoravano gli erano molto discrete :D

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      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 25 maggio 2014 at 1:53

      Bombolo,

      Questa sua testimonianza mi é molto piaciuta. gli appunti sulla lingua turca e sulle sue ragioni per impararla.
      Solo a sto punto mi vedo pedantemente obbligato a delle precisazioni.
      Spero mi si possa perdonare.
      La lingua turca parlata nell’ anatolia attuale appartiene a quelle del gruppo “altaico” che si sono diffuse dall’ area di quei monti a partire dei primi secoli della nostra era nel contesto dei complessi movimenti migratori euroasiatici che han visto per esempio gli unni di Attila ( possibilmente di lingua turca ) devastare l’ impero romano.
      L’asia centrale é popolata da varie stirpi turcofone come gli Uzbeki, i Kazaki, kirghisi e Turkmeni. lo Xijang Uighur cinese é pure abitato da genti turcofone ( gli uiguri ) mussulmane e in ribellione contro il potere centrale di Pechino. Questi popoli hanno un aspetto fisico asiatoide o parzialmente asiatoide, ce lo puó confermare @Matt che li frequenta, ma ci sono altri popoli turchi che si sono diffusi piú a ovest misturandosi con genti di aspetto europeo: nella federazione russa ricordiamo soprattutto i Tartari, specie quelli del Volga che col nome di “Volgari- Bolgar” si sono trasformati migrando a occidente e trascinando con se masse di slavi, nel popolo bulgaro.
      Piú a sud abbiamo popoli turchi nel caucaso essendo gli Azeri i piú numerosi. Nell’ Asia Minore han fatto l’ingresso le tribú Ghuzz guidate dal Clan Seljukide nell’ anno 1071 dopo aver distrutto l’armata bizantina dell’ imperatore Romano Diogene.
      Non ne furono mai completamente espulse malgrado le crociate e la reazione degli imperatori Comneni dei decenni seguenti. A partire dal 1300 circa, col definitivo disgregarsi dell’ impero bizantino, si affermó il potere del clan Othman che creó un potente impero tra il vicino oriente, l’ Europa orientale e il nordafrica. Ma il cui cuore sempre fu l’asia minore che si turchizzó definitivamente. Anche se fino alla fine dell impero e alla nascita della repubblica turca continuavano a vivere numerosissimi greci specie sulle coste dell’ asia minore, l’ antica Ionia dove erano vissuti i primi grandi filosofi della nostra civiltá come Talete di Mileto.
      Il nazionalismo sciovinista del 20º secolo li spazzó via. Oggi l’ asia minore, culla di civiltá antichissime, crocevia tra oriente e occidente, la conosciamo solo come Turchia. :-(

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      • Matt
      • Matt

      • 25 maggio 2014 at 15:10

      Istanbul città fantastica, bellissima e bruttissima, sicuramente unica per situazione geografica, storia e cultura. Bravo Bombolo ad avere studiato il Turco, confermo le dotte osservazioni del Signor @AtiLeong, potresti fare un incredibile viaggio verso est parlando sempre turco: Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakhistan e Cina (Uigur, o provincia autonoma dello Sinkiang). Vedresti altissime montagne, laghi salati, mari morti, deserti sconfinati, campi di cotone, fiumi e frutteti, meravigliose moschee, madrase, tombe di santi e profeti. Incontreresti pastori nomadi, contadini, banditi, mercanti, e belle ragazze affascinate da un italiano che capisce la loro lingua.

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      • Bombolo
      • Bombolo

      • 25 maggio 2014 at 21:34

      Gentili @Matt e @Atileong e tutti gli altri, grazie delle precisazioni, avevo scordato la i dettagli della diffusione della lingua turca verso est, seppure ne avevo vaga contezza, ormai l’ho abbandonata da molto tempo. Sembrerà banale, ma questa scuola cambiava sede ogni anno e all’inizio del mio terzo anno di frequenza mi è andata dall’altra parte di Milano, mentre prima era a comodamente 5 minuti a piedi dal mio ufficio, Ho frequentato i primi due mesi, poi ho lasciato perdere. Morale, ho imparato le basi della lingua, forse un centinaio o due di parole, una ventina di verbi e le varie declinazioni, ma non volevo spacciare il fatto di parlarla davvero :-) E di questo chiedo scusa. Ad ogni modo, anche dire qualche banale frase faceva effetto, perché lo straniero che vuole imparare il turco è davvero una rarità. Ricordo che la grammatica di turco per italiani che usavo era del 1960, da allora non c’erano state altre edizioni, probabilmente perché non c’era la domanda. Mi avete fatto ricordare di un paio di chiaccherate che mi è capitato di fare con avventori americani nei bar di Manila, dove capitava di scambiare qualche parole con altri puttanieri. Capitava che magari si andasse oltre i commenti sulle ragazze e questi si lasciassero andare a raccontare la loro vita, con notevole difficoltà da parte mia nel seguire i loro discorsi. Io tamponavo cercando di attaccarmi alle poche parole capite, facendo qualche domanda di chiarimento vagamente pertinente a quello che mi raccontavano…ma poi non capivo quasi nulla e dopo averli salutati mi chiedevo “chissà che cazzo mi hanno raccontato” Questo per dire che non sempre bisogna capirsi davvero per essersi simpatici, a volte basta essere ben disposti :-) E bastano pure le basi una lingua per comunicare, in qualche modo. Tornando al mio caso, a Istanbul, già il solo indicare i piatti al ristorante col nome giusto, conoscere i numeri, il frasario dei convenevoli e buttare li ogni tanto qualche frase in turco, era già fonte di ondate di simpatia e oso dire, mi faceva diventare figo o quasi figo (non sono un adone ) :-) Son piccole soddisfazioni, ma a qualcosa bisogna attaccarsi :-)

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      • Zest
      • Zest

      • 26 maggio 2014 at 2:13

      @bombolo

      me lo sono letto stamattina, veramente un bel racconto, bravo, in Turchia ci sono stato un sacco di volte, Izmir e Istanbul, quando lavoravo per MSC sull’Orchestra ogni giovedi eravamo in porto ad Istanbul avevamo mezza giornata a disposizione per visitare la citta’ in pratica per vedermi tutta’ Istanbul ci ho dovuto mettere 6 mesi :-)
      bellissimi posti, ottima cucina. Ogni volta che penso alla turchia mi viene sempre in mente il film Midnight Express (per chi non lo avesse visto lo consiglio vivamente) bravo ancora bombolo ;-)

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