• IN NOMINE PATRIS

    Quando la mattina si svegliava Martin ripensava sempre a quello che aveva fatto e pensato la sera prima. Davanti lo specchio. Con gli occhi ancora appiccicati di sonno, la mente confusa dalla vita.
    E aprendo piano le ciglia del primo occhio, si guardo’ e vide se stesso riflesso nello specchio; fece come un’espressione mista di disgusto, incredulita’ o forse anche menefreghismo e rassegnazione.
    Ma non per lui.
    Perche’ invece riaffiorava appunto il ricordo della sera prima. Incredibile. Veramente. Non riusciva ancora a crederci, aveva dormito quasi piombando in una sorta di veglia tombale, da non morto. Da non vivo.

    Oggi non doveva fare lezione, poteva riflettere. Su Monika. Su di lui. Su questa pazzia chiamata Amore. La parola piu’ bella, oscena ed abusata di questi tempi.
    Quasi vuota ormai, priva di significato.
    Lui, Assistente Universitario di Storia Moderna alla Facolta’ di Lettere di Bari. Monika, studentessa promettente fuori sede, di buona famiglia; Provincia di Brindisi.

    Vent’anni di differenza, idee ed interessi comuni pero’, si diceva. La prima volta che lei si avvicino’ fu’ per chiedergli dispense riguardo il periodo Rivoluzionario Francese.
    L’estate e’ sempre un tormento venire ad insegnare penso’ Martin. Queste splendide ragazze in mini jeans e t-shirt, pantaloncini bermuda e top scollati.
    E poi penso’ che non ne poteva fare a meno. E Lei ugualmente profumava di Borotalco e Limone, i capelli fluenti e lunghi, mossi castani chiari gli fecero girare la testa. Adorava quel colore, quel sorriso. Denti perfetti, bianchi…labbra con la fossetta laterale, una sola che si confondeva con le lentiggini leggere che arrivavano a meta’ guancia.
    E quando, mentre lei curva sulla cattedra gli indicava sul foglio quella determinata frase incomprensibile alzo’ gli occhi di scatto e gli pianto’ in faccia quel Verde acceso beh…Martin senti’ quasi come una fitta allo stomaco. Che unita al giramento di testa gli fecero un effetto stranissimo. Quasi come drogato, inebetito. Salivazione scomposta, lingua disidratata.
    Riusci solo a dire : ” Senta glielo spiego domani, se vuole…si fermi dopo lezione “

    -” Ahahah…ma certo! E dammi del Tu che mi sento vecchia senno’; ho ventiquattro anni, mica quaranta ! Tanto tanto piacere, io sono Monika…Ciaooo “.
    Eh si certo. Ha ragione. E si allontano’ ciavattando con quegli infradito, che lui odiava sulle ragazze specialmente all’ Uni, o in citta’.
    Ma che la facevano ancheggiare come un’antica portatrice d’Acqua berbera…fondo schiena fantastico, disegnato. Frutto acerbo, da mordere.
    Da incubo notturno.

    Allora lui, secondo il metro di giudizio temporale di Monika era vecchio.
    Quarantaquattro anni ancora ben portati, gli dicevano gli amici, amiche…in famiglia ! Brizzolato, capelli mossi, tanti. Non portava occhiali, fisico normale in forma, un metro e ottanta…occhi vissuti e indagatori, della vita e delle cose. Meno delle persone.
    Single. Molte avventure. Molto viaggiato. Forse poco amato e poco avvezzo ad esserlo.
    Caratterialmente e come stile di vita, di vestiario era giovanile, semplice. In linea con le sue esigenze, emozioni del momento. Poteva andare in Disco come a Teatro. Cenare in gruppi di venti persone al ristorante, come preparare una cenetta a casa.
    Diciamo malleabile, socialmente utilizzabile ecco. E a sua volta plasmava lui stesso la situazione in cui si trovava.
    Insomma una persona speciale, si questo lo poteva dire. Ed aveva logicamente i suoi riscontri.
    Si, sicuramente i metodi di giudizio della gioventu’ sono sbrigativi e frettolosi come loro. Mordere tutto in fretta, per poi star male rischiando l’indigestione.

    Ma forse tutte le generazioni sono cosi, lo sono state e lo saranno. E anche Martin sicuramente lo era stato.
    Vista la situazione indecifrabile ed incontrollabile che stava vivendo…forse lo era ancora.

    Tutto successe molto in fretta.

    Da quella volta in cui lei si fermo’ dopo lezione, ne seguirono molte altre. fino a quella in cui scesero all’Inferno.
    lei stava appoggiata sulla cattedra in modo molto semplice, quasi stravaccata, cosa che Martin odiava. Dalle altre pero’.
    Gli dava come l’impressione di una confidenza, di una mancanza di educazione e rispetto del ruolo impostogli e del luogo.
    Ma quando automaticamente scese con lo sguardo dal libro sul quale erano concentrati giu’, verso la sua mini jeans perse ogni ritegno, contatto col luogo.
    Il muscolo della coscia era in tiro, disegnava una perfetta linea con l’osso: carne dura, pelle soffice, ambrata dal primo sole.
    Senza accorgersene, o forse si, Monika si era fatta salire la mini fino a scoprire il gluteo destro, vicino a lui.  A portata di mano, nel senso letterale del termine.
    lei ancora guardava il libro ed era concentrata; ma il tono della sua voce si abbasso’, si fece profondo, intenso…provocante.
    E comincio’ a muovere nervosamente le gambe, ritmicamente. Cosicche’ lui assistette a quell’ipnotico movimento del sedere, rapito.
    La mano gli scese dal tavolino giu’ per la sua coscia…e si fermo’ su quella di Monika. Si infilo’ tra la mini e la pelle.
    Era fredda, quasi congelata dalla paura, come congelato era quel momento; fermo nel tempo.
    Lei lo guardo’, gli pianto’ quei due smeraldi in faccia :-” Professore senti…ma insomma il Congresso di Vienna si puo’ considerare la fine dell’ epoca di Storia Moderna si ? “- ed abbassando ancor di piu’ il tono e rimettendo il viso sul libro aggiunse :-” …muovila la mano, fai come vuoi. Cosi fredda mi fai venire la pelle d’oca ! ” E fece una risatina sommessa, da bambina dispettosa.

    Lui era rimasto fermo, ad occhi bassi: cervello acceso. Obbedi’ al comando automaticamente, gli serviva il suo assenso e voleva che anche a lei piacesse quel momento, tenero e proibito insieme.
    Ed arrivo’ fino a sfiorare quegli splendidi slippini rosa con bordino bianco e disegni di orsacchiotti che la facevano tanto teen. Tanto provocante ed innocente insieme.
    Mise tre dita sotto il cotone e lo scorse fino alla curva del gluteo, lentamente…fino ad arrivare all’incavo della fichetta che gia’ sentiva umida, eccitata dalla situazione.
    E rimase li un po’…venti secondi, dieci minuti, o forse un’ora. Questo non se lo ricordava, il tempo appunto era come fermo. Un Dio satanico ma benvolente aveva dato lo stop al tempo, solo per loro.
    Ed allora lei mise la testa reclinata sulla cattedra, le mani giunte a farle da cuscino sotto la testa e quindi lui apri’ le labbra con le dita…e comincio’ ad esplorarla interamente con altre due.
    Lei comincio’ a gemere sommessamente e aprendo bene le gambe, in punta di piedi…accolse quella mano completamente.
    Quando fece quel gesto di scostarsi i capelli di lato e dargli la visione del suo splendido viso arrossato sulle guance, gli occhi chiusi e persi e le labbra secche che si chiudevano e aprivano ritmicamente beh…Martin scese immediatamente nel Girone dei lussuriosi, dei goderecci…delle anime perse.
    La sua mano ormai esplorava l’intimita’ di Monika come un bambino un negozio di caramelle take-away ! Affascinato, rapito…quasi immobile di fronte a tanta grazia.
    Cosi lui.
    Andava su e giu’ con le sue dita dentro di lei, e poi riusciva e strofinava il clitoride per poi strusciare ancora le labbra e poi portarsi le dita in bocca; prendere saliva e tornare giu’ tra le sue cosce.
    Velocemente all’Inferno, andata e ritorno: solo andata, forse.
    Seguiva i rantoli e la voce di Monika che ormai in preda all’eccitazione gli parlava piano, con il viso schiacciato sul tavolo, in preda quasi ad un sicuro orgasmo…: “- Apriti i pantaloni, Professore ! “
    Questo misto di rispetto del titolo accademico con il confidenziale Tu, lo mandava in estasi. Gia’ si stava muovendo da tempo sulla sedia, in preda ad un a eccitazione crescente: il cazzo gli tirava, gli faceva male sbattuto tra gli slip e premente sui pantaloni.
    Chiedeva aria, chiedeva luce, e chiedeva soddisfazione.
    Con la mano destra si tiro’ giu’ la cerniera e scostando lo slip a francesina tiro’ fuori tutto il pacco, palle comprese.
    Era di grosse dimensioni, bello dritto e duro, cappella lucida e bagnata dei primi umori.
    Lo prese in mano e strinse forte, si comincio’ a segare…
    Con la mano dentro di lei intanto prese un ritmico movimento scuotendo anche il corpo di Monika…quasi come la stesse fottendo da dietro.
    Lei faceva piccoli strilletti sommessi, si alzo’ sulle braccia e riscosto’ i capelli di lato…inarco’ la schiena e si tuffo’ senza preavviso su di lui, tra le cosce.
    E lo prese in bocca.
    Rapida, subito senza neanche sfiorarlo con le mani. Apri’ le labbra e la gola come un cane affamato a cui tiri l’osso e che quasi completamente lo manda giu’.
    E ci rimase con la gola sul membro, a lungo:faceva solo pressione sull’asta con le labbra e succhiava con le guance.
    Un lavoro splendido, lui quasi la voleva tirar su’ per farla respirare…ma le scosto’ solo un po’ i capelli, e la guardo’ in viso. E vide ancora una volta quel verde farsi strada nella sua mente.
    Maledettamente bella sei.
    La sua mano dentro di lei era forsennata ormai, lei voleva cosi; giovane, rapida e veloce. Vuole godere fortemente col ritmo del tempo impazzito che scorre, che si ferma, che si allenta, si allunga a suo piacimento.
    La mano di Martin ormai era bagnata, fradicia, grondava di saliva, degli umori di lei…del suo sudore.
    Lei si tolse il cazzo dalla bocca solo per fare l’ultimo sospiro, l’ultimo mugolio…l’ultimo strillo.
    E si rimise con la testa sull’asta e la riprese in gola.
    E venne. E bagno’ ancor di piu’ la mano di Martin che non si tolse, ma allento’ il ritmo e la forza delle sbattute…il clitoride di Monika era rosso, prominente…sfatto.
    E mentre mugolava qualche parola con tutta la cappella in bocca…Martin gli prese la testa e la spinse ancor di piu’, se possibile.
    Monika capi e rialzo’ quegli splendidi occhi maliziosi ed innocenti insieme su di lui…:-” dai Professo’, vienimi in bocca, ti voglio bere !…mi piace…”
    Non le fece finire la frase, stava gia’ trattenendosi da un po’…e gli colo’ in gola tutto il suo sperma,, copioso, liquido ma consistente. Bianco e salato frutto di un’eccitazione che non provava da anni.

    Giu’, fino all’ultimo Girone, senza speranza di ritorno.

    Tolse allora la mano da lei, o meglio Monika repentinamente si tolse. Si tiro’ su da lui e con la bocca piena ando’ verso i banchi, verso la sua borsa. Sputo’ in un fazzolettino i succhi del sesso ed armeggio’ nelle tasche interne.
    Martin ancora stava accasciato sulla sedia con la testa che girava e i nervi della schiena e delle gambe ancora frementi, in tiro. Il membro morbidamente adagiato sui pantaloni di canapa grigia.

    Poi fu’ tutto cosi rapido.
    Lei tiro’ fuori il cellulare dalla borsa e disse :-” Caro Professorino dei mei coglioni…ho ripreso tutto col telefonino! A me della tua Storia non me ne frega un cazzo e quindi vedi di darmi le risposte per le domande dell’esame di quest’altra settimana. Altrimenti lo metto su web e vado dalla Polizia a dirgli che mi hai violentato, costretto! Ok, capito bene?”
    Lui la seguiva a stento…
    E continuo’ :-” Ah…e sappi che mi fai schifo. Che pensavi che venivo con te perche’ mi piacevi? Sei vecchio, io mi faccio Scopare da quelli dell’eta’ mia, capito? Sei proprio un fesso…Statt’ Buon’ Professo’ ! “

    Non sapeva bene cosa avesse fatto dopo, o meglio aveva delle immagini confuse; fatto sta’ che adesso si ritrovava davanti lo specchio, a ripensare al tutto.
    E non sapeva cosa fare, come guardarsi allo specchio: si giro’ verso il tavolo della cucina dove c’era la borsa per l’Universita’ e i testi per l’esame della mattina successiva, quando sarebbe tornato dagli studenti…

    Ed il foglio con le risposte per Monika.

    Non aveva neanche considerato altre opzioni, come anima persa, era sceso all’Inferno di sua spontanea volonta’. E ci era rimasto.
    Si guardo’ un’ultima volta…In Nomine Patris, et Filii…E cosi sia.

     

    scuolateen


    Aurelius ha scritto anche:



      • dionisio
      • dionisio

      • 29 luglio 2014 at 0:05

      Caxxo @aurelius sei un demonio …….. mi hai fatto restare come un pirla…
      Tengo una giovine architetta di 25 anni che mi sta’dando la caccia con tutti i mezzi di comunCAZZIone per venire a lavorare nel mio studio……..e mo’chi dorme piu’ :cry
      Gia’prima tenevo i miei dubbi ………mo’ mi hai mandato in paranoia …….
      Bello scritto..ben scritto…….ma le turbe psichiche mo’ chi me le leva ….?????

         2 Mi Piace


      • piranha
      • piranha

      • 29 luglio 2014 at 11:09

      @dionisio,trombati l’architetta che cosi ti passano le turbe psichiche :rotfl

         2 Mi Piace



    • :)) :bz :lov
      Il Pornografo di Piccole Verità è tornato!!!
      :youdaman :clap :bz
      Pravo Campa!
      :bz

         2 Mi Piace


      • Matt
      • Matt

      • 29 luglio 2014 at 13:01

      Bellissima! Scritta benissimo, complimenti!
      Certo che con i telefonini di oggi è troppo facile per una troia…

         2 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 29 luglio 2014 at 17:29

      Ma checazz’ :hairpull
      Quasi mi ci stavo tirando una sega… :)) :)) :))

         2 Mi Piace


      • DrMichaelFlorentine
      • DrMichaelFlorentine

      • 29 luglio 2014 at 18:03

      :)) :)) :)) Aurè, l’avevo letto ieri sera :)) :)) :)) ho avuto il modo di commentarlo solo oggi, eh sì, bisogna ammetterlo, a volte il monocellula abbinato all’orgoglio maschile può giocare davvero brutti scherZi :)) Meno male che un pò l’esperienZa si presuppone che dovrebbe aiutare, nel senso, cascarci fa sicuramente piacere a tutti :)), tanto vale non passare da coglioni, le risposte meglio offrirle subito, patti chiari amicizia lunga :)) :dreaming

         2 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 29 luglio 2014 at 18:23

      A quanto pare il nuovo avatar funziona che è una meraviglia! :clap

         1 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 29 luglio 2014 at 18:26

      Eehhh compaVe @dionisio …diciamo che c’ha pure ragione Er Sor @piranha …pero’ statt’ accuort’…che ne succedono d’ogni, fidati !!! ;-)
      Calma e sangue fredo, senno’ si fa’ presto a passare dal sogno all’incubo… :Whis

         0 Mi Piace


      • AtiLeong
      • AtiLeong

      • 29 luglio 2014 at 18:26

      e meno male che é tornato il suo signor @CCSP…io che lo avevo tanto criticato,
      capa e’ muort mi mancava giá…

         0 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 29 luglio 2014 at 18:29

      Grasssie Ssiori et ssiori @Matt e @AtiLeong …sempre felice di provocarvi emozioni ( vabbe’ nel caso del Sig. Ati anche altro…mah !!! :)) )
      Un piccolo regalo per ErCa ™ @LittleT Decamerone che so’ che rimpiangeva il PV Erotic Time, et per il suo sollazzo eccoci qui !!! :D ;-) :ar

         0 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 29 luglio 2014 at 18:31

      Eehhh si Fratello @CSSP …con una birra e una sigaretta in mano, ispirati dal buon vecchio Charles…ci facciamo una Grasssssa risata e sfanculiamo la vita: cos’altro senno’ !?! :D ;-) :ar

         1 Mi Piace


      • aurelius
      • aurelius

      • 29 luglio 2014 at 18:36

      Beh si CaVo Dott. Pizzato @DrMichaelFlo …basta che si rispettino i patti saremmo tutti felici e contenti! Avoja a fasse fa’ pompini dalle troiette di 20 anni :)) :)) :))
      Ma in alcune situazioni, beh…bisogna stare mooooolto accuort’…dati i tempi !!! ;-)

         2 Mi Piace


      • CCSP
      • CCSP

      • 29 luglio 2014 at 18:45

      AtiLeong:
      e meno male che é tornato il suo signor @CCSP…io che lo avevo tanto criticato,
      capa e’ muort mi mancava giá…

      @AtiLeong ci eravamo presi una pausa di riflessione, ma il mio viscerale rapporto con Capa di Morto non è mai stato in discussione! :))

         0 Mi Piace



    Post a Comment!