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    • Zest

      Where the Streets have no name....
    • 26 aprile 2014 in Norvegia, Vita

    Un Emigrante in Norvegia

    Quella notte faceva un freddo boia, un freddo che ti entrava dentro la pelle, come una lama tagliente che ti si infila dentro le vene e non ne vuole sapere di uscire. Litigai con quella troia ubriacona della mia tipa, all’epoca vivevo in Norvegia a Kristiansand, lavoravo presso uno dei piu’ noti ristoranti della citta’ una bella sciccheria con candelabri e camerieri in alta uniforme, che a vederli sembravano guardie svizzere. Qua l’inverno e’ una tortura e capisco come mai qui la gente si suicida presto, citta’ che alle 3 del pomeriggio e’ gia buio, e in settimana le strade sono desolate, citta’ come fossero cattedrali nel deserto, la solitudine ti ammazza lentamente , piano piano , e tu non ne sei esente da tutto questo, qui le persone sono fredde, ti scopano quando sono ubriache, e il giorno dopo se ti vedono ti dicono pure chi cazzo sei o chi ti conosce, insomma qui vale la regola del carpe diem , visto che il giorno dopo per loro non vali nulla, peggio ancora se sei uno straniero, le norvegesi sono fatte un po’ a cazzo, indipendenti, ma anche ti guardano con una certa pieta’ , si avevo l’impressione che queste ragazze innalzate dal loro piedistallo ti facevano sentire una merda e la mia ragazza dei tempi che furono anche lei norvegese non era da meno.

    La conobbi durante il mio periodo trascorso a Kristiansand, un bel pomeriggio di primavera, era la che guardava la vetrina di una libreria, e si era soffermata su un libro di Paulo Coelho, io timidamente mi avvicinai a lei, e le dissi che faceva una buona scelta a fare quell’acquisto spiegandole il fatto che l’autore in questione oltre ad essere un buon poeta raccontava vicissitudini e narrava con una semplicita’ le sue riflessioni che si rispecchiavano in noi con citazioni che anche ad oggi ne traiamo come insegnamento.

    Ad ogni modo , lei rimase colpita dal mio modo di pormi gentile e senza troppa intrusione, alche’ lei ascoltandomi piacevolmente, mi invito’ a bere un caffe’. La piazza di Kristiansand era molto bella, con una chiesa gotica tutta in mattoni rossi, e poi una miriade di caffe, ristoranti, vetrine di negozi ed una biblioteca, dalla piazza si intravedeva il porto, con le sue navi e barche attraccate. Ci sedemmo al tavolino e dopo una conversazione che duro’ non so quanto, si offri di pagare il conto.

    Passo una settimana da quella volta li, mi telefono’ (ci scambiammo I num di tel) e mi invito’ ad una festa che si teneva in un locale, accettai di buon grado e cosi’ lei mi venne a prendere in macchina a casa mia, la compagnia per cui lavoravo mi aveva messo a disposizione una bella casettina indipendente e con il giardino di quelle con I tetti a punta , aveva una camera da letto, un soggiorno ed un cucinino, oltre al suo bagno, la figata di questa casa e’ che aveva il pavimento riscaldabile, dopo venni a capire anche il perche’ qui tutte le case hanno il pavimento riscaldabile, ed io ero ignaro cosa mi sarebbe successo da li a poco.

    Ad ogni modo, quella sera fu molto divertente, anzi non potevo aspettarmi di meglio, mi porto’ in questo locale si chiamava e si chiama tutt’ora TIME, in stile gattopardesco, su 2 piani, pieno di candele con un mega bar in zona centrale, ed intorno la gente che ballava e si dimenava come pazzi, I norvegesi sono I campioni per quanto riguarda il bere, bevono peggio degli inglesi, dei russi messi assieme, e notai che anche questa ragazza non era da meno, o almeno mi pareva che era una tipa a cui non dispiaceva bere. Finimmo la nottata a casa mia, lei mi accompagno’ e si fermo’ pure ad oltranza, facemmo sesso tutta la notte, ma non fu una cosa molto bella , per via del fatto che era anche ubriaca e quindi alcune dinamiche erano abbastanza ruvide e prive di spontaneita’, ad ogni modo io mi svuotai per bene I coglioni e vaffanculo al resto.

    Da quella notte, passarono circa 7 mesi, oramai eravamo una coppia fissa, di comune accordo , lei si trasferii a casa mia, aveva il suo buon lavoro in banca come cassiera, ed io anche non mi potevo lamentare. Quei mesi erano passati in armonia, ci si vedeva la sera rientrati dal lavoro, si stave insieme a guardare la tv oppure capitava anche di fare qualche uscita. Ristoranti, bars, passeggiate per la citta’ , insomma eravamo una coppia normale. Piano piano si stave avvicinando l’inverno , e spesso pioveva pure, Kristiansand in settimana era un mortuorio, per poi risvegliarsi durante I weekend, la citta’ ha un sacco di disco club, sono super affollati di venerdi, sabato, anche il giovedi, alcuni locali fanno anche feste a tema, lei non se ne voleva perdere nemmeno uno, ogni pretesto era l’alcool e sballarsi, naturalmente io non riuscivo a reggere I suoi ritmi, e ben presto me ne resi conto, con sbalzi di umore, alterazione delle mie facolta’ motorie e respiratorie, insomma mi stavo riducendo come un vero e’ proprio alcolizzato, durante quel periodo li, misi su anche la bellezza di 10kg, tutto a causa di quel maledetto alcool.

    La mia ragazza inutile dirlo, non si curava minimamente di me, le nostre distanze oramai erano gia’ delineate, ognuno per conto suo, non la seguivo piu’ nelle sue scorribande di fine settimana a farsi di vodka, gin e altra roba, riusciva a ingurgitarne per litri e litri, ed io pensavo tra me e me , quale mostro mi ero portato in casa. Io dovevo pensare a me, alla mia diciamo per cosi’ dire la mia riabilitazione, disintossicarmi dall’alcool e rimettermi a dieta ferrea, ed invece di avere una mano amica, ben presto mi ritrovai una sclerata in casa mia. L’inverno oramai era arrivato, e cosi’ che il pavimento riscaldabile era una bella invenzione dell’essere umano, potevi camminare scalzo che si stava da dio, il pavimento bollente , lo si poteva regolare tramite un termostato, ed anche le pareti di casa erano calde, insomma in Norvegia le case sono ben strutturate per combattere I lunghi inverni gelidi, ed io per fortuna avevo un appartamento dove tutto funzionava alla perfezione, compresa la mia cara tv, con una miriade di canali , compresi tutti quelli italiani, tipo rai e mediaset, il padrone di casa aveva fatto installare una parabola di dimensioni enormi che si vedeva a 100 metri di distanza talmente era grande.

    Quella notte li feci per l’ennesima volta una litigata con la mia tipa, me ne uscii di casa sbattendo la porta, ero stanco di sentirla urlare, sentire cose senza senso nella sua lingua di merda norvegese, la pazienza aveva superato ormai il limite di sopportazione. Fuori faceva un freddo boia, un freddo che ti entrava dentro la pelle, come una lama tagliente che ti si infila dentro le vene e non ne vuole sapere di uscire, ero bello imbacuccato con il mio napapjiri , guanti , sciarpa cappello, e stivali di gomma con pelo interno, mi incamminai senza nessuna meta, mi sembravo un alieno, strade deserte, con le luci dei lampioni che appena appena illuminavano con quell color giallognolo le strade della citta’. Non so come, arrivai fino alla stazione dei treni, non c’era nessuno, anche l’ultimo treno era partito, la biglietteria chiusa, compreso l’unico bar , insomma ero io e la mia ombra, e non avevo neanche voglia di ritornare indietro a casa, visto che mi ero sparato la bellezza di 5km a piedi con un freddo che ti ammazzava tutto.

    Senza pensarci troppo mi sdraiai su una panchina di legno e’ mi addormentai, la notte di solito porta consigli, cosi dicono vero ? Mi svegliarono alle prime luci dell’alba , era la polizia norvegese che mi intimo’ di non dormire li come un barbone, aspettai che aprii la biglietteria e cosi’ per semplice curiosita’ dissi a che ora c’era il primo treno per Oslo, la signora mi disse che uno partiva alle 6 , e cosi’ senza pensarci un attimo pagai con la carta di credito, un biglietto di sola andata. Feci questo gesto come un automa, quella stessa notte il consiglio che mi venne in sogno era quello di evadere da questo posto, evadere da lei…

    I treni norvegesi sono come I nostri frecciarossa, moderni a compartimento unico, belli insonorizzati, il viaggio duro’ quasi 7 ore o giu’ di li, trascorsi il viaggio guardando attraverso il mio finestrino, era una situazione talmente surreale che I pensieri viaggiavano talmente veloci che ad un tratto pensai anche , “ma che cazzo ci sto facendo qui solo e per di piu’ me ne sto andando ad Oslo senza avere nessun contatto, senza sapere dove andare”

    Il panorama era stupendo vedevo laghi ghiacciati, casette di legno con I tetti a punta, rossi, gialli, verdi, di tutti colori montagne, e poi la neve , neve dappertutto, ma dentro lo scompartimento si stave bene, faceva caldo, man mano che il treno si fermava alle sue fermate caricava le persone e piano piano lo scompartimento si riempii di gente , bianchi, cinesi, gente di colore, era un bel melting polt, tutti che andavano ad Oslo, ed io ? che cazzo ci andavo a fare ? mandai un sms alla mia tipa dicendole che sarei stato via per un paio di gg, le inventai una balla dicendo che andavo a trovare un connazionale per affari, non era vero, ma in quell momento non mi veniva in mente nient’altro da dirle, dopo un po’ ricevetti un suo messaggio c’era scritto soltanto, “ok, take good care of you, see you when you comeback at home”

    I Depeche mode mi accompagnarono durante questo

    viaggio in treno la loro musica fredda ed elettronica si sposava alla perfezione con il panorama e il clima norvegese, ma non so come gli occhi si chiusero e cosi’ mi svegliai alla stazione di Oslo, il controllore del treno mi scosse la spalla dicendomi di scendere. Dove vado, cosa faccio ? mi fermai prima di uscire dalla stazione in un bar, mi presi una bella cioccolata calda e pensai cosa potevo fare qui. Prima cosa, prelevai ad un ATM un po’ di contante, visto che in tasca avevo poco contante, e non potevo starmene qui senza na lira. La stazione di Oslo si presenta in chiave moderna, molti negozi dentro, e scale mobili dappertutto, ma appena usciti fuori , in questa piazza grande comincia la citta’ , Palazzi anche qui tutti colorati, strade pulite, si vedono anche alcuni grattacieli sparsi, quest’ultimi sono di proprieta’ delle multinazionali, tipo nestle’ siemens, Volvo etc..etc..

    La citta’ presenta anche una rete tramviaria, girano tram su rotaia, una metropolitana che copre abbastanza la citta’ su 6 linee , bus moderni, dove il biglietto si puo’ fare a bordo pagando direttamente al conducente.

    Chiesi info su dove era il centro cittadino e cosi’ presi direzione con il bus per TORRGATA, li vicino c’e’ anche la famosa strada pedonale Karl Johans, piena di negozi, bar, ristoranti, qui vendono di tutto. Ero talmente esausto di camminare che era quasi sera, avevo visto durante quel giorno, il Palazzo reale, il museo delle navi vikinghe, 3 Shopping Mall, un altro quartiere che si chiama MOLLERGATA, insomma ero talmente stanco di camminare che avevo solo voglia di stendermi su un bel letto e farmi una doccia calda. Presi una camera d’Hotel della catena Best Western in Karl Johans ,il famoso centro pedonale, pagai 1400 korone per 2 notti, che all’epoca erano circa 200 euro o qualcosina di piu’. Era un buon 4 stelle con tutti comfort che ne consegue per Hotel di questa categoria. Finalmente avevo un letto , ma ancor di piu’ non avevo una rompicoglioni un isterica alcolizzata.

    Mi regalai quei 2gg a Oslo all’insegna del relax, facendo il turista, vedendo tante cose, anche se alla fine a conti fatti spesi una cifra abbastanza considerevole, circa 500 euro e senza neanche scopare. I soldi finirono tutti tra la camera, trasporti , mangiare e mi comprai anche un bel maglione di lana di quelli norvegesi, belli con il collo lungo.Mi resi subito conto che Oslo e’ una citta’ carissima, dicono che sia la citta’ piu’ cara al mondo, forse e’ cosi’ , qua tutto costa un botto, pure l’aria che si respire qua costa.

    Drin Drin Drin, la porta si aprii, era lei, mi sembrava come al solito fatta di alcool, ma non ci feci tanto caso, ero arrivato quella sera dopo quel viaggio di ritorno che la sfiga volle il treno ebbe un problema alla motrice per un guasto elettrico, rimase fermo 3 ore prima che riuscissero a riparare il guasto, praticamente il viaggio di ritorno duro’ quasi 12 ore. Ero talmente scoglionato e stanco che mi buttai subito nella vasca da bagno, ci rimasi dentro un ora immerso nei Sali minerali, dentro di me ripetevo keep her away from your home , keep her away from your home….mi sembravo di interpretare

    il mantra dei monaci buddisti, quel ritornello non se ne voleva andare via. E cosi’ presi finalmente quella saggia decisione , uscii tutto bello lavato e profumato, mi scaldai nel forno una pizza surgelata, lei che guardava beata la tv, senza degnarmi di una parola di uno sguardo, le dissi che la festa era finita, ci dissi canditamente di andarsene fuori dal cazzo una volta per tutte. Lei senza batter ciglio prese 2 cose ed uscii, quella sera fu una delle cose piu’ sensate che io feci. Ritorno il giorno dopo per riprendersi il resto della sua roba, compreso le sue bottiglie di vodka, vino, gin e whiskey. Ci lasciammo senza darci troppe spiegazioni, questo da parte mia, da parte sua manco volle sentire come mai presi questa decisione, sta di fatto che fini’ in maniera come se tutto quello che avevamo condiviso e passato insieme mai fosse avvenuto. Nel frattempo anche Kristiansand si stave preparando per il Natale, tutte le strade addobbate a festa con luminarie , alberi di Natale illuminati ad ogni angolo di strada, mercatini che vendevano leccornie di ogni tipo, e poi si vedevano vecchietti con I loro carillon musicali che suonavano per strada, e come al solito I bars erano pieni di gente che beveva birra ghiacciata o qualche intruglio d’alcool. A dicembre le scuole erano chiuse, e cosi’ si vedevano in giro un sacco di giovani ragazzi e ragazze camminare per I fatti loro nel centro cittadino, ognuno per I fatti loro, qui il social time avviene solo quando tra di loro sono ubraichi, allora sembra che tutti vanno d’amore e d’accordo, ma finite la sbronza del giorno prima si ritorna alla normalita’ di questa societa’ fatta di vuoto piu’ assoluto, dove ognuno pensa solo ai cazzi suoi.

    Mi ricordo ancora un sabato sera dove trascorsi una serata In

    una discoteca in compagnia di colleghi di lavoro, usciti fuori vidi una scena a dir poco schifosa, 2 tipe, una tip ache vomitava con naturalezza sulla strada mentre la sua amica che pisciava e la gente che passava come se tutto fosse cosi’ normale, dopo un po’ anche questa qui che pisciava si mise a vomitare di brutto.

    Nei weekend questi coniati di vomito spesso e volentieri si vedevano tra le ragazze , bevevano come spugne e poi le vedevi sfatte di brutto , chi sdraiato per terra al freddo, chi si trascinava come fossero zombie, insomma, l’atmosfera che qui si respirava durante questi inverni lunghi e rigidi ti facevano pensare di essere in un posto dove non sapevi se potevi anche tu sopravvivere a tanta merda a cui eri circondato.

    L’inizio del nuovo anno comincio bene, ripresi a lavorare , dopo un mese di malattia mi ero ripreso abbastanza bene , avevo gia’ perso la bellezza di 7kg e mi sentivo in forma, ma l’inverno era ancora lungo, nevicava tutti I giorni, giorno e notte, e quando non nevicava le temperature scendevano anche a meno 15, meno 20, insomma non si usciva quasi mai di casa, almeno io, praticamente passai un period a fare solo casa e lavoro, , nel frattempo riuscii a mettere via anche un sacco di soldi visto che non spendevo piu’ nulla, se non il giusto necessario di quando andavo a fare la spesa.

    Finalmente arrivo’ la primavera, le giornate cominciarono ad allungarsi, le persone sembravano aver cambiato metamorfosi, ad un tratto sembravano piu’ socievoli, piu’ di compagnia, l’estate del 2008 passo’ in un batter d’occhio visto che qui l’estate dura’ soltanto 3 mesi, ma in questi 3 mesi li ho vissuti intensamente, conobbi durante alcune mie uscite alcune ragazze, di cui con qualcuna finite a buon fine, storielline che erano durate chi alcune poche settimane, chi qualche mesetto, ma mi andava bene cosi’ mi svuotavo I coglioni,e non avevo rotture di palle. Nel frattempo ripresi I contatti con una mia ex thai, bel pezzo di gnocca conosciuta anni addietro a Chiangmai, la invitai qui in Norvegia, per il mio secondo Natale in terra vikinga, le spedii tutti I documenti per fare le pratiche di visto piu’ il biglietto aereo e’ cosi’ venne a stare da me per 3 mesi, arrivo’ la mattina di capodanno, dove andai a prenderla all’aeroporto di Oslo, anche li un altro viaggio Kristiansand/Oslo in Treno, e poi da li prendere un pullmann e fare 40km di strada per arrivare in aeroporto, e poi rifare tutto il tragitto per il ritorno a casa, ma con lei tutto passo’ che era una meraviglia, sembrava una bambina , vedere lei con tanta curiosita’ tutto quello che lei vedeva intorno a se. In quei 3 mesi ci divertimmo un sacco insieme, mi preparava sempre da mangiare, ritornavo dal lavoro e la vedevo sempre felice , sempre con un sorriso, mai una volta che si lamentava, per la prima volta anche lei vide la neve, era di una contentezza incredibile, mi piaceva poi portarla in giro per locali, io naturalmente avevo smesso di bere, ora lo facevo solo in maniera moderata, e lei andava solo a succhi di frutta, l’unica cosa che andava matta era per il vino rosso, quando mangiavamo a casa.

    I 3 mesi volarono via, e con tanto dispiacere le nostre strade si dovettero dividere, la riaccompagnai di nuovo ad Oslo in aeroporto, lei che piangeva a dirotto ed io che anche non riuscivo a trattenere la tristezza che traspariva in me. Ad ogni modo, quello fu l’ultimo Natale che trascorsi in Norvegia, dopo 2 anni trascorsi a Kristiansand, venne anche per me il momento di lasciare quel posto. Non riuscivo piu’ a reggere quei lunghi inverni rigidi e freddi, oltre al fatto che non avevo nulla da spartire neanche con questa popolazione, non si aveva nulla in comune, diedi le mie dimissioni per amore della mia salute, una scelta migliore di quella non potevo farla e’ cosi’ fu’.

    Prima di ritornare a Milano , feci una pazzia acquistai via internet un biglietto per le Filippine, dove durante quell viaggio conobbi in aereo la persona che mi fece la proposta di andare a vivere a Cebu, ma quella e’ un altra storia…


    Zest ha scritto anche:



      • oasiall

      • 26 aprile 2014 at 10:01

      Anche il mio amico Morfeus parti per la Norvegia :-)

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      • DeeJay
      • DeeJay

      • 30 aprile 2014 at 17:44

      @Zest è sempre un piacere caro il nostro CheFF :doubleup

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